Pioggia di commenti dei lettori al Manifesto

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L'ha detto il Papa, hanno comunicato media e stampa, di astenersi dal voto ai Referendum del 12 e 13 Giugno
*L'ha detto il Papa, e allora?
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Rispondono i Cittadini Contribuenti Elettori Cristiani Cattolici e Laici Italiani
Il Papa ed il Cardinal Ruini esercitino il Potere che gli è proprio e non invadano il campo sconfinando
* Come Mai Ha Fatto Papa Wojtyla Giovanni Paolo II*
Nei Poteri Assegnati dalla Costituzione Italiana allo Stato Italiano
 I Cittadini sono prima Cittadini dello Stato Italiano poi Credenti ed Osservanti delle diverse Religioni
Noi non Rinunceremo ma Assolveremo al Bene Supremo Attribuitoci dalla Democrazia di Legiferare ed al
Nostro Compito di Cittadini Italiani
A Presidenza della Repubblica
Presidenza Consiglio dei Ministri
Presidenza Senato
Presidenza Camera dei Deputati
Onorevoli Deputati e Onorevoli Senatori
Presidenza Commissione per la Vigilanza RAI
Presidenza Autorità di Garanzia per le Telecomunicazioni
Presidenza Federazione Stampa Italiana
Lettere
 
Gli azzeccagarbugli della CEI e l'astensionismo,
come politicanti incalliti, víolano il codice etico evangelico pur di far fallire i Referendum.
Da "La Stampa.it" del 25 maggio 2005, un articolo di Massimo Gramellini.
La fanno facile i francesi che espressisi sulla Costituzione Europea con una scelta secca fra "Sí" e "No". Nel paese dei furbi si è invece affermata la consuetudine che chi è favorevole alla norma oggetto di un Referendum abrogativo non deve mettere la croce sul "No", ma restarsene a casa per farlo fallire. Succederà in Italia anche il 12 giugno, con i quesiti sulla fecondazione.
Gli azzeccagarbugli replicano, offesi, che la loro è una scelta legittima. Vero, ma con tre "ma".
Il primo, etico: sfuggire lo scontro diretto per aggregare al proprio carro quel 20 per cento di astenuti cronici che latitano a ogni consultazione sarà una mossa scaltra, ma è un pessimo esempio di virtú civiche, oltre che un inno al machiavellismo piú amorale.
Il secondo "ma" riguarda lo stravolgimento del pensiero dei Costituenti, che avevano richiesto la soglia minima del 50 per cento dei votanti per neutralizzare quesiti di scarso interesse popolare, non per consegnare un'arma a chi vuol far fallire la consultazione proprio perché interessatissimo alle questioni in esame. Il terzo "ma", il piú grave, investe la segretezza del voto. Poiché i contrari vengono invitati a disertare le urne, chi si presenterà al seggio sarà di fatto identificato come un fautore del "Sí", dal momento che anche nel caso in cui votasse "No", il suo gesto avrebbe l'effetto pratico di far salire il "quorum" e favorire cosí la vittoria dei referendari. Nel Vangelo sta scritto: "Sia il vostro parlare sì sì, no no". A differenza della Cei, Gesú non contemplava l'astensione. Lsd\lm - Notizia Agal n° 14.096 *27 maggio 2005*14_050527_096 aggiornata.
 
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L'ha detto il Papa di astenersi, e allora?
B R A V A!!!!
Purtroppo ci sono dietro i vari papetti Buttiglione Follini & C. E purtroppo ho la sensazione che il cervello del coltissimo Ratzinger sia minuscolo rispetto a quello di Papa Wojtyla. Ma questo ha passato il convento. Lucio Russo
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Brava Giuliana! Lorien Vidori
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Questo Papa Grande Inquisitore Torquemadesco non ci voleva proprio.
Si occupasse di più dei preti pedofili e ricchioni che importunano circuiscono e violentano i minori e lasciasse alle donne da gestire il proprio utero anche se a lui piacerebbe tanto averlo.
Con buona pace del Ferrara's Psycho.
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L'ha detto il Papa, e allora? Io voto quattro SI', ma di certo con più civiltà e più tollerenza di certa sinistra.
E senza bisogno di nessuna Ferilla che m'indottrini. Mi spieghi una cosa: perché se lo dice il Papa sconfina, e se lo dice Sabrina Ferilli (Sabrina Ferilli...) è vangelo, diritto d'opinione, sacrosanta laicità etc? Che palle, ragazzi e soprattutto: viva la tolleranza laica
Paolo Pellegrini
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Il Papa è un'autorità morale,
ed è un preciso dovere di tale autorità intervenire su un tema come quello del referendum, che se non venisse disertato in massa, rischierebbe di avere come sito quello di mettere la vita umana alla mercè di una cricca di affaristi. Saluti. Gabriele Riondato.
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Certo che il Papa è un'autorità morale,
ed è una precisa facoltà di tale autorità intervenire su un tema come quello del referendum, ma non però dando indicazione di voto. La morale è la morale, la Costituzione e lo Stato sono un'altra. NO? E poi non vedo la cricca di affaristi cosa c'entri. (.-)
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Come cittadino contribuente e laico italiano
penso che il mio primo dovere sia difendere il diritto di voto guadagnato con tanta fatica, non buttiamo alle ortiche 60 anni di storia repubblicana, ANDIAMO A VOTARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Claudio Gandolfi - Bologna
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Post Referendum: Eugenio Scalfari scrive a Marco Pannella
e aderisce all'Assemblea del 17-19 Giugno. Dopo le analoghe decisioni di Lanfranco Turci e Furio Colombo, ora il preannuncio del fondatore de "La Repubblica". Un gruppo di scienziati, accademici e ricercatori (tra loro, Mauro Barni, Gilberto Corbellini e Giulio Cossu) ha lanciato un'assemblea da tenere dal 17 al 19 giugno per discutere sul "che fare" dopo la vittoria o la sconfitta che sarà maturata nei referendum del 12-13 giugno. L'assemblea, a cui va il sostegno di Radicali italiani e dell'Associazone Luca Coscioni,
si terrà qualora vi siano almeno 1000 persone che preannuncino (con un versamento di 50 euro) la loro disponibilità ad esserci.
Dopo che analogo preannuncio era giunto da parte del senatore Lanfranco Turci e di Furio Colombo, il fondatore del quotidiano
"La Repubblica" Eugenio Scalfari ha inviato questo messaggio a Marco Pannella:
Caro Marco, memore delle antiche battaglie condotte insieme per i diritti (divorzio, aborto), desidero far parte delle mille persone convocanti l'Assemblea del 17-19 giugno prossimi. Cordiali saluti. Eugenio Scalfari
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Mi hanno scritto:
Noi invece non andiamo a votare!! Felici di non andare!! Di non andare dietro ad ogni novità portata avanti da pervertiti e culattoni!! Jacopino va a fann culo!!
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Io non sono un "culattone", e voi non lo sapete.
Ma se lo fossi, con il vostro "va a fann culo", non vi pare che mi avreste fatto un favore? O, quanto meno un buon augurio?
Vedete che non capite quel che dite. Forse, fate e dite ciò che vi fanno dire e fare quelli che si dichiarano amici della vita: cui non gliene frega niente se nell'utero venga impiantato un embrione difettoso che poi porterà all'aborto; non gliene frega della salute della mamma. Sono gli stessi che si oppongono fieramente all'uso dei contraccettivi perché vogliono salvare la vita degli spermatozoi dai quali poi nasceranno milioni di bambini destinati a morire, in Africa soprattutto, di fame e di malattie. Esiste una sola obiezione da fare "alla fecondazione eterologa": Perché non ricorrere all'adozione di bambini abbandonati? Ma anche qui bisogna fare i conti con  burocrazie ed interessi d'altra natura. Rifletteteci, quindi, non fatevi infinocchiare da coloro che, se avessero potuto ci avrebbero costretto a credere ancora che  il Sole gira intorno alla Terra. Comunque, siete liberi di pensarla come volete: ma lasciate che sia libero anche chi non la pensa come voi. Statemi bene. Pasquale Jacopino
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 Leonardo Sciascia: Uno strumento salutare.
"Considero i referendum come gli avvenimenti più democratici mai verificatisi in Italia; quelli che hanno dato veramente un'immagine di questo Paese che non si ha mai attraverso i risultati delle elezioni politiche o amministrative. Da queste si ha un Paese in cui nulla si muove, tutto è uguale, si è contenti di come vanno le cose. Dai Referendum - anche quelli persi - si ha invece l'immagine che c'è in questo popolo l'ansia di mutare qualcosa. I Referendum sono salutari per la nostra democrazia.
Quello sul divorzio ha sciolto tanti nodi della vita politica italiana. Che poi non abbiano saputo approfittarne coloro che dovevano, è altro discorso... Quanto ai radicali so soltanto che l'unica cosa che si muove, proprio nel senso della vita contro la morte, in questo Paese, è il partito radicale... I Referendum sono quanto di più democratico è possibile in questo Paese...".
Così Leonardo Sciascia interveniva, nel maggio del 1981, prima del voto referendario di quel 17 maggio. Giuseppe Rippa
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Gentile signora,
ho letto nel numero scorso della sua rubrica che si professa cattolica, allora mi sono chiesta: "In cosa mai crederà, viste le opinioni che esprime?" Eccomi perciò a 'sollecitare' una cortese risposta alla mia domanda. Sua Antonietta Diegoli
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Votare questi referendum è un dovere, non un merito. Suor Vincenza Mollica
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Gentile signora Diegoli, perchè sono sì cattolica ma non bizzoca-militonta del Cardinal Ruini.
Grazie per la sua costante attenzione davvero dialogante. Intanto le rispondo con una battuta poi però merita una risposta seria e approfondita dato il suo interesse e la sua cortesia. Mi scusi, ma sto andando dalla polizia di internet e alla Procura della Repubblica perchè ho un pirata informatico che, da quando sostengo i Referendum del 12 e 13 giugno per un Sì o per un No ma che i cittadini non commettano l'errore di spogliarsi dell'unico potere che è dato loro per legiferare astenendosi dall'andare a votare, sferra attacchi continui da Arcore, da Melzo e dall'ENAV - Agenzia per la Sicurezza dei Voli - Aeroporto Leonardo da Vinci -tentando di distruggere il mio pc. La stessa vigliaccata stupidissima che hanno fatto i fondamentalisti del non voto oscurando con un attacco il sito www.comitatoreferendum.it La tentata violazione di un pc è un reato che prevede 6 anni di galera.
   Cordiali saluti e a presto gd'o
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*L'ha detto il Papa, e allora?*
Il Papa è un'autorità morale, ed è un preciso dovere di tale autorità intervenire su un tema come quello sul referendum, che se non venisse disertato in massa, rischierebbe di avere come sito quello di mettere la vita umana alla mercè di una cricca di affaristi. Saluti. Gabriele Riondato.
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Giust'appunto ho scritto:
Certo che il Papa è un'autorità morale, ed è una facoltà di tale autorità intervenire su un tema come quello sul referendum,
ma non però dando indicazione di voto. *Come Mai Ha Fatto Papa Wojtyla Giovanni Paolo II*. La morale è la morale, la Costituzione e lo Stato sono un'altra. E, Giovanni Paolo II, lo teneva ben presente. Forse nella fretta non ha letto bene. Le allego una testimonianza che forse, sugli "affaristi, le aprirà gli occhi in più di una direzione. A presto e grazie da gd'o
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*la Rosa che non colsi*
Se tu pensassi a preservare la vita piuttosto che a volerla così come vuoi tu, probabilmente vedrai le cose come le vede Dio, Suo figlio e Lo Spirito Santo. Pregherò per te! Ti auguro di incontrare Dio un giorno, così capirai che Lui è amore e non vuole altro che amarti! Diego Calvese
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Grazie, sei carino. Allora però cosa ne pensi del tuo leader Fini che voterà 3 Sì? Cordialmente gd'o
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L'astensionismo è il figlio degenere del turpe commercio dei figli adottivi
Sono contrarissimo alle dichiarazioni dei politici e dei professionisti contrari al Referendum sulla Fecondazione assistita ed alla propaganda delle forze politiche che incitano all'astensione perché il Referendum è lo strumento che permette ai cittadini di esercitare la sovranità che gli appartiene e inorridisco dal coraggio che mostrano i difensori della legge quando dichiarano che con la fecondazione assistita si pone il problema ai figli generati con tale metodo quando un giorno desiderano conoscere i genitori naturali. Il problema esiste da decenni, anche, per i figli adottati che vogliono saperne il motivo e vogliono conoscere i genitori naturali. La cosa peggiore è che in Italia, grazie ai Servizi Sociali, ai Tribunali per i Minorenni e alla legge sull'affidamento e adozione di minori, molti vengono strappati ai genitori per essere poi adottati anche quando non sussiste lo stato di abbandono.
E' il perverso meccanismo innescato e gestito dai Tribunali per i Minorenni, con la complicità dei Servizi Sociali e dei Consulenti nominati dai Tribunali, che trasforma un insieme di eventi pilotati, falsati e imposti in maniera coatta, in abbandono.
Perverso meccanismo che ha indotto molti che conoscono bene la materia, perché la vivono sulla propria pelle per lunghi periodi, a essere pressochè certi che dietro agli affidi e alle adozioni di minori ci siano sotto interessi illeciti ma ben occultati, che verrebbero intaccati dalle modifiche richieste all'attuale legge sulla Fecondazione assistita, per le quali è stato richiesto il parere del popolo col Referendum. Noi del Ge.Fi.S. siamo favorevoli a dare la possibilità a chi non può avere figli di ricorrere alla scienza ed alla medicina piuttosto che ai Tribunali per i Minorenni, per evitare il dolore a quegli adottati che scoprirebbero la verità, ovvero che non li hanno mai abbandonati e che hanno invece sofferto e lottato a lungo per riaverli alcuni impazzendo per le vessazioni e le infamie subìte e altri che si sono suicidati e per ridurre il commercio di minori nascosto dietro le adozioni. Di questo nessuno ne ha mai parlato e questo continua a rafforzare i dubbi di chi conosce bene la materia, che dietro le adozioni c'è un colossale giro di affari da difendere a spada tratta. Giro che gira anche intorno alle opere pie che ricoverano gli orfani. La propaganda dell'astensione al voto ad un referendum è una offesa alla sovranità popolare che chi è eletto dal popolo non dovrebbe mai fare: è il popolo che deve poter decidere quando gli si presenta l'opportunità. Il problema è quanto e come viene informato sulla questione.
Bruno Aprile Comitato Ge.Fi.S. (Genitori di Figli Sequestrati) - Milano. tel. 347 2954867 http://xoomer.virgilio.it/geni_e_figli
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La ringrazio per l'esortazione a votare i Refendum del 12 e 13 giugno.
Sono un pastore evangelico e credo che le sue conclusioni siano del tutto sbagliate e fuorvianti. Di principio sono contrario all'aborto, non in quanto omicidio d'infanti, non sono un tecnico per definire se l'embrione sia vita o meno, ma perchè l'aborto è l'apice dell'egoismo umano. Ma sono un liberale, e al momento di dare il mio voto per il referendum sull'aborto, diedi il mio assenso. Io, con mia moglie, non praticheremo mai l'aborto, ma non voglio impedire ad altri di farlo. Così sarà anche per il caso di questa legge sulla fecondazione assistita. Un solo consiglio: Non fate gran cassa solo di fronte a esempi eclatanti come questi.
Pensate all'enorme potere politico, sociale ed economico che la chiesa cattolica esercita in uno stato che E' LAICO solo di nome ma CATTOLICO BIGOTTO nei fatti. Davide Marazzita.
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Giustissime osservazioni caro Marazzita,
ma vede, lei è una persona colta e scrupolosa che non ha bisogno di piccoli shoc per capire certi problemi e cosa vuole dire davvero democrazia. Lei è un grande democratico, ma quanti sono scrupolosi ed equidistanti come lei? E quanti capiscono che non c'è maggiore dipendenza, asservimento, ed autocastrazione, del rinunciare, astenendosi dal voto, all'unico potere di contare a legiferare concesso al cittadino? Con stima per lei e sua moglie, moglie fortunata, cordialmente da gd'o
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"Le donne pensassero a non abortire e risolverebbero il problema".
Dixit 'o masculone. E aggiunge: "Ma non basta abolire la 194, bisogna rivoluzionare culturalmente.
La vita è un valore, oggi non è così". Vincenzo Pino
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A' Vince', e l'uommene?
L'uommene pensassero a non scopa' e risolverebbero 'o probblema.
(,-)
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Personalmente sono per l'Astensione, da Liberale.
Ma soprattutto sono per una scelta consapevole e devo registrare una assenza di dibattito e di informazione, un "silenzio" su temi così importanti davvero assordante. E devo anche registrare troppa "intolleranza" da parte di molti, soprattutto dai liberali (solo a parole?). Oltre le mie motivazioni per l'astensione (molto sofferte, mi creda, non essendo un "esperto in materia") ho inviato una lettera ai massimi vertici del PLI che ha dato indicazione di votare 4 Sì, quando secondo me sarebbe stata più logico "libertà di voto". Proprio per questo, perchè l'informazione sia massima, farò girare quanto mi ha inviato.
E che qualcuno illumini le nostre deisioni. Galgano Palaferri
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Sei per l'astensione, proprio da Liberale? Un Lib Lab per l'astensione?!...........
Il Referendum è la Gemma della Costituzione. Non buttiamola nella pattumiera. gd'o
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Voterò Sì al primo, secondo e quarto quesito.
Non al terzo che vuol togliere diritti giuridici all'embrione. Noi, quando una persona ha l'elettroencefalogramma piatto, possiamo spiantargli gli organi. Ma non per questo gli togliamo diritti giuridici. Moralmente continua ad averne, se qualcuno entrasse in un ospedale e prendesse a rivoltellate una persona con elettroencefalogramma piatto, verrebbe arrestato per omicidio.
Si fa perciò una deroga per scopi di vantaggio scientifico. Ma se un domani la scienza progredisse e riuscisse a riportare attivi gli encefalogrammi piatti, si dovrebbe semplicemente portare più avanti il limite in cui si possono eseguire espianti.
Quindi, anche per gli embrioni: Sì al bene scientifico, ma No alla riduzione dei diritti e della dignità. Stefy Cattani.
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Brava. Fai il tuo dovere di cittadina elettrice. Sentita com'è bella la musica nel poster di "Rose rosse per te"? gd'o
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*la Rosa che non colsi*?!
La vendita delle cellule "guaritrici" è una vergogna perché dimostra la china pericolosa a cui volete arrivare: alla mercificazione del diritto alla salute, al far west delle provette dove ha la meglio la legge del più forte e dove i più deboli si arrangiano oppure vengono gettati nella spazzatura (vedere embrioni "non desiderati"...). Rispetto la libertà di coscienza di tutti, anche di chi come te andrà a votare Sì, ma PRETENDO rispetto anche da parte vostra. Sì è vero, dopo questo Referendum sarebbe ora di rimettere in discussione anche i dogmi della 194, non vietando l'aborto legale ma dando maggiore tutela alla maternità e combattendo le cause che costringono a quelle scelte. E' quello che non volete voi: liberare centinaia di migliaia di donne dal dramma dell'aborto.
E questo purtroppo a quanto pare dai vostri slogan non è mai esistito. Salutoni Angelus http://angelus.ilcannocchiale.it
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E' proprio per evitare questo folle commercio in internet, ma libero ahinoi,
che si deve legalizzare il tutto attraverso i Ref di giugno. Quella schifosata fatta alle donne e alla scienza con l'approvazione della legge 40, infatti, è servita solo ai viaggi miliardari all'estero per la fecondazione assistita e ai commercianti senza scrupoli per aprire laboratori e siti internet dove si vendono cellule staminali a pochissimo prezzo. Allora VOTA SI O NO - MA VOTA.
Anche per non autorizzare certe forze politiche senza scrupoli a riportare l'aborto clandestino abolendo la legge 196 sull'aborto legale votata dalla maggioranza degli italiani. gd'o
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Don Andrea Gallo, della Comunità San Benedetto al Porto di Genova,
è uno degli oltre 750 firmatari dell'"Appello per la libertà di coscienza al referendum sulla procreazione assistita", tra cui si contano numerosissimi religiosi, presentato dall'agenzia Adista, che si occupa di informazione religiosa e laicità. Più volte in passato don Gallo ha fatto sentire la sua voce ai cattolici per metterli in guardia sul rischio per la Chiesa di Roma di commettere ''peccato di intromissione'' nella cosa pubblica e di conseguenza avere ''indebite ingerenze, far sorgere volontà teocratiche e tentativi ambigui di restaurazione della cristianità costantiniana''. Secondo don Gallo la Chiesa, soprattutto in Italia, è un organismo che ha una rilevanza e una configurazione politica, il cui peso risulta spesso nel giudizio negativo che i credenti arrivano a formulare nei suoi confronti. Giudizio da parte dei cattolici che si è concretizzato nella condotta del tutto opposta ai dettami della gerarchia ecclesiastica negli ultimi decenni su temi quali aborto, divorzio, contraccezione, scuola, famiglia. Temi su cui i cattolici si sono sempre espressi liberamente. Come firmataria dell'appello, ho fatto mio questo comunicato dei radicali e glielo trasmetto.
Suor Lucia.
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Il Referendum e il Papa.
Di fronte alle insistenti voci, provenienti anche da fonti autorevoli, che il Papa interverrà in appoggio all'invito del Cardinale Ruini ad astenersi dal voto nel referendum sulla procreazione assistita, l'auspicio dei liberali che, per coerenza culturale e per opportunità politica, il mondo laico eviti di polemizzare con le parole del Papa pur non condividendole. Per coerenza culturale, perchè in una società liberale un capo religioso può indirizzare liberamente messaggi ai suoi fedeli. Per opportunità politica, perchè fare del Papa un partito concorrente darebbe agli avversari della laicità il pretesto per lamentare attacchi alla libertà religiosa e per invocare il mantenimento della legge 40 a difesa dei cittadini ostili al relativismo. Tutti i liberali e i laici devono difendere la laicità delle istituzioni compromessa dalla Legge sulla fecondazione assistita, riaffermando il dovere dei cittadini, credenti e non credenti, di votare per poter decidere in piena autonomia e senza imposizioni di legge, sulle questioni della fecondazione. E insieme devono riprendere presto la lotta per arrivare all'abrogazione del Concordato, uno strumento che distorce i rapporti tra Stato e Chiesa e che oltretutto la Chiesa viola a suo piacere su punti essenziali. Raffaello Morelli segretario Liberali Italiani
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Per il Referendum di giugno internet sarebbe un grande mezzo di comunicazione, sono d'accordo.
Purtroppo le massaie ed il mondo operaio (ovvero la maggioranza dei voti) non lo utilizzano. Una buona parte di persone "acculturate" (parlo con cognizioni di causa) lo usano soltanto per "chattare". A mio avviso (parere del vecchietto) deve passare un'altra generazione affinché internet diventi realmente un grande mezzo di comunicazione. Bruno Gozzi
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Ma carissimo Gozzi,
Internet è, un grande mezzo di comunicazione, e noi cittadini dobbiamo usarlo al meglio per dare visibilità ed incisività, e potere, alle nostre proteste e alle istanze comuni e senza differenziazioni di colore politico. Dobbiamo dare risalto a quelle poche ma fondamentali cose che ci accomunano tutti e su interrnet si può fare. Guardi che sono circa 12 milioni gli italiani che si connettono ad internet, tra cui moltissime massaie, operai e bambini, ed oramai i giornali vanno sempre peggio nelle vendite.
Allora corache! GD'O
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Io mi astengo e mi spiace che la buttiate in ironico....
La legge è certamente imperfetta ma i referendum non la migliorano anzi aprono al mercato e alla scienza senza limiti!
Con rispetto Franco
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Ma chi la butta in ironico io?!!!!!
Ma quanto ho scritto è tragico, altro che ironico.
Con il ritorno all'aborto clandestino con il chinino, veleni, acqua bollente e ferri da calza nell'utero è ironico?!!!!! Rob de matt! gd'o
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Rieccomi gentile Signora Antonietta,
non so se lei sta seguendo, oramai da qualche mese, il dibattito apertosi via via nel Paese sul Referendum di giugno. E' un dibattito che, come era prevedibile, si articola proprio tra cattolici e laici (naturalmente, laico non significa a-religioso o ateo) e vede in campo i laici e la parte dei cattolici differenziati (non divisi) tra due opposte posizioni e cioè una maggioranza di cattolici che voterà non sottostando al dictat astensionista, e più che furbastro, ma miserrimo del Cardinal Ruini) in quanto cattolici sì ma rispettosi convinti della laicità delle leggi dello Stato, ed una minoranza che, a mio avviso bizzocamente ed ignorante di prestarsi sempre più ad essere ignorata e calpestata della politica, si avvia al macello del proprio diritto Costituzionale: Il diritto sacrosanto dei Cittadini a legiferare facendo sì che la volontà popolare venga vieppiù ignorata e soperchiata. Come esempio di quanto le espongo le invio un documento estremamente significativo di un piccolo esercito di Religiose, Religiosi, e cittadini cattolici, che hanno costituito un grosso movimento referendario per un Sì o per un No. No all'astensione. Si colleghi al link adesioni e rimarrà di stucco constatando quante suore, come previdi in un mio articolo, e quanti preti hanno firmato contro l'astensionismo e dichiarano che si recheranno alle urne referendarie. Il grande filosofo Bobbio ha scritto "Il Referendum è la Gemma della Costituzione". Quindi, non va disprezzata bensì serbata gelosamente. Al prossimo articolo, che sarà un originale piccolo manifesto, e grazie per la sua attenzione da Gd'O
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Le campagne per la devoluzione obbligatoria dell'otto per mille,
sono in pieno corso, (il Corriere non ne ha parlato) e corriamo il pericolo, anche per chi ha già fatto una scelta ideologica di fede,
di dare l'indicazione del contributo obbligatorio senza esserci prima informati. Cosa c'è di meglio da sapere, se non cosa cosa sia successo negli anni passati? Come ha usato i soldi la Chiesa Cattolica romana, e quella Valdese, e gli avventisti, gli ebrei, etc.. Sarà bene ricordare il meccanismo (a nostro avviso perverso) di distribuzione delle quote: l'otto per mille dei contribuenti che non danno alcuna indicazione, viene poi redistribuito in modo percentuale nel medesimo modo di coloro che hanno invece espresso l'indicazione. E, per chi non fa una scelta di fede ideologica e decide di devolvere il contributo allo Stato, sa dove vanno a finire questi soldi? E' lecito, o quantomeno opportuno, che lo Stato continui a spendere i soldi del proprio otto per mille per i beni culturali legati a qualsivoglia culto (e nella fattispecie al culto cattolico), quando: a) viene scelto dai contribuenti in concorrenza con le confessioni religiose; b) una parte cospicua del suo OPM gli viene girata dai Valdesi e dalle ADI (Assemblee di Dio in Italia), che si avvalgono solo delle quote direttamente indicate dai contribuenti? (In particolare, nel 2004, lo Stato ha ricevuto da queste due confessioni euro 7.962.333,72 e ha speso per la conservazione dei luoghi di culto cattolici euro 9.160.989,03!). Per queste ragioni, la rubrica quindicinale "La Pulce nell'orecchio" edita sul portale dell'Aduc a cura di Annapaola Laldi, nella sua ultima edizione fa il punto della situazione, con l'aggiornamento di come sono stati utilizzati questi soldi dalle confessioni religiose nel 2004.
Si può leggere a questo indirizzo: http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php?id=113635 da cui ci si potrà muovere, con vari link, in tutto il "pianeta otto per mille", attraverso i dati raccolti e resi pubblici da coloro che usufruiscono di questa elargizione.
Presidenza Aduc.it Associazione a difesa dei diritti dei consumatori
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Cancellamo dalla tua mailing. A. Gaglione, Senato.
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Cancellamo? Senatore cosa vuol 
dire cancellamo? Romanesco de Roma?
Voi parlamentari eletti dal popolo i vostri indirizzi di email
li avete per fare sì che GLI ELETTORI scrivano ai propri eletti.
O NO? Buono a sapersi che un eletto disdegna lo scambio di idee e le osservazioni con gli elettori. Ottimo.
Si ricordi, senatore  dei...... che siamo noi contribuenti cittadini elettori a mantenervi come nababbi. Vergogna.
Ma di che partito è lei? Vado a vedere su www.senato.it saluti gd'o
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Puntuale e prevedibile, dopo il proclama di Ruini, è giunto quello del Papa in persona.
Siamo dinanzi ad un'offensiva senza precedenti, che punta a mettere la democrazia italiani sotto tutela vaticana.
Insisto: non è in discussione la libertà d'opinione degli ecclesiastici: il punto -invece- è che non può essere ammesso che le gerarchie in quanto tali si mettano a fare campagna elettorale interferendo con il voto di un paese (che dovrebbe essere) sovrano.
Spero che le istituzioni intervengano a difesa della libertà e della dignità della Repubblica, e che il Capo dello Stato faccia quello che farebbero tutti i leader di tutte le democrazie avanzate, e cioè ricordare alle gerarchie che la laicità dello Stato rappresenta la miglior difesa anche per la libertà religiosa. A meno di accettare che le donne e i malati italiani debbano essere definitivamente considerati donne e malati vaticani. Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani
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Devo dire cara D'Olc, che abbiamo molte idee in comune.
Su moltissimi temi sono su posizioni lib-lib, non lib lab come hai pensato. Non mi piacciono i compromessi, aborro lo Stato onnipresente, clientelismo, corruzione, poteri forti. E le critiche che tu fai alla Cdl noi le facciamo da destra. Però, crediamo che un Governo di sinistra-centro peggiorerebbe le cose. Il nostro pensiero si riassume in: Meno stato più libertà vietato vietare.
Da suddito a cittadino. Democrazia dal basso e primarie. No al verticismo cui ci ha abituato FI e C (dove gli iscritti contano meno di zero). Politicamente però sono anche perchè le idee vengano giudicate per quello che sono, non sulla base di chi le ha dette.
Trovo assurdo demonizzare ed insultare l'avversario politico che da noi diventa il nemico da abbattere, a destra come a sinistra.
La mia filosofia politica è sempre stata "per" e non "contro" come spesso accade. Si pensa al proprio interesse "egoistico" piuttosto che al bene comune. Avendo presente però che la mia libertà finisce dove inizia la tua; che è mio dovere, da liberale, difendere chi non si può difendere. Non solo difendo la vita dall'inizio alla fine, dall'embrione alla morte (quindi no all'aborto, no all'eutanasia ma anche no all'accanimento terapeutico, no alla pena di morte. Tutto ciò che è vita deve essere rispettato, sempre e comunque.
Se non ti dispiace pubblico qualche tuo articolo sul mio blog (anche quelli che non condivido in toto, anzi, soprattutto quelli: credo molto nel dibattito delle idee, da liberale, e credo che anche tu su questo mi darai ragione). Beh, avremo modo di approfondire questi temi.se capiti a Torino fammelo sapere che ti organizzo un dibattito sulla libertà d'opinione.
Speriamo veramente che in Parlamento si diano una mossa. Grazie Galgano Palaferri
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Pera all'attacco astensionista, antireferendario, da portavoce del Cardinale Ruini
e non da seconda carica dello Stato, sferrato dal Presidente del Senato Pera sul Corriere della Sera, rispondo con le parole scritte
e pronunciate dal professore (e senatore) omonimo: "Ritengo che si possa sacrificare una vita per un'altra, anche la vita di un embrione a favore della vita di una madre"; "anche uno Stato laico, certamente, in questi casi fa delle scelte morali: qualunque disciplina normativa si approvi, sottesa ad essa vi è una scelta morale. Ciò che sarebbe auspicabile è compiere il minor numero possibile di scelte morali, perché le scelte morali dello Stato incidono sulla libertà dei cittadini. È proprio sulla base di ciò che devo dire che questa legge, così com'è, non mi piace" (Pera, intervento in Senato, seduta del 22/3/2000); "La perdita degli embrioni.
Qui esiste un delicato problema di coscienza per tutti. Ma questo problema non si risolve decretando d'autorità che un embrione è una "persona umana". Perché che cosa è una persona umana, quando lo si è o lo si diventa è questione difficile da trattare"; "davvero monsignor Sgreccia vuol farci credere che prelevare il seme in un modo o in un altro è moralmente rilevante?
La morale dipende da come si eiacula? Nostro Signore non guarderà le nostre intenzioni piuttosto che rovistare sotto le nostre lenzuola?" (Pera, 27/12/1988). In particolare, colpisce che il Presidente sia oggi così contrario a che i cittadini, attraverso il voto referendario, decidano quali debbano essere i limiti alla scienza e alla libertà di scelta individuale, dal momento che il professor Pera ha invece sostenuto per 20'anni la tesi opposta: "anche la scienza (...) deve essere posta sotto controllo. Ma da parte di chi? (...) C'è chi pensa che si deve delegare tutto allo Stato, chi propende per comitati di esperti, chi opta per l'autocontrollo (...).
La scienza la deve controllare la gente. Tutta la gente, perché la scienza oggi occupa una parte decisiva di tutta la gente ed è giusto perciò che tutti abbiano almeno il diritto di metterci il naso" (Pera, 20/9/1988, in risposta all'Istruzione Ratzinger sulla bioetica del 22/9/1987). E quale migliore occasione del voto referendario del 12 e 13 giugno?
Dobbiamo prendere atto che, con l'ardore del neofita clericale, il Presidente (Monsignore?) Pera deve essere caduto nel tranello del tanto - con Papa Ratzinger - aborrito relativismo etico, dal momento che le sue prese di posizione sullo stesso argomento finiscono per essere tanto spesso l'una il contrario dell'altra, ma sempre a spese della libertà di scelta individuale.
Michele De Lucia, Radicali italiani, Roma, 28 maggio 2005.