Da allora ho vissuto l'Istituto Referendario come
un Valore Sacrale ed Inviolabile e non c'è stato Referendum a cui non abbia
dato il mio totale e costante contributo dal basso. "La Gemma della
Costituzione" esprime una preziosità inimitabile ed
irrinunciabile, unire, nell'esercizio della Democrazia diretta voluta e sancita
dalla Costituzione, i cittadini di ogni colore politico nella totale libertà di
scelta nell'esprimere un Sì o un No ad una
proposta di interesse generale, mai particolare, diretta a tutti i cittadini
senza distinzioni di classe, di credo politico e di fede religiosa ma al fine di
dare il proprio contributo secondo quanto detta la coscienza e la
consapevolezza di ciascun individuo. "La Gemma della Costituzione", perciò, pur
nella differenza delle scelte, unisce un Paese, mai lo divide. Ecco perchè, quando i Cittadini sentono i
capipartito e i loro militanti, o militonti, blaterare "il Referendum spacca il
Paese" o "Lasciamo libertà di voto e di coscienza" (tre o quattro gatti che
danno la libera uscita a milioni di individui!!), si fanno matte risate o gli si
fanno i vermi in corpo dalla rabbia di subire una violenta manipolazione unita
ad una appropriazione indebita, ed arrogante, della propria persona e della
propria anima. Non sono da meno i moti dell'anima e delle viscere verso i capi
"religiosi" che, con ogni mezzo, così come fanno i politici senza scrupoli, si
danno da fare per assoldare ed avocare a se' l'animo e le coscienze dei
cristiani. E' questo l'indotto psico-religioso-politico che si sta operando sui cittadini mediante una propaganda ossessiva tesa a
dissolvere le coscienze trascinandole a latitare le urne dell'unica arma
Costituzionale di cui dispongono per decidere sui propri destini.
Il Referendum - la Gemma della
Costituzione.
Asservire il suddito ai propri voleri
fuorviandolo dalle sue prerogative Costituzionali è, quindi, un delitto politico
e sociale che grida vendetta e, guarda caso, l'elettorato si è finalmente
svegliato e, ad ogni occasione e come può, si vendica degli usurpatori di
libertà e di democrazia o astenendosi in massa dalle urne o trasmigrando nello
schieramento opposto punendo così il proprio come è accaduto nel corso degli
ultimi due anni fino alle recenti elezioni regionali, provinciali e comunali che
hanno provocato alla CdL paurosi crolli di consensi
tanto da declassare il Governo ad un Governo balneare e provocare la migrazione,
o salto della quaglia, di deputati, senatori, esponenti e dirigenti Rai
nell'Unione. Peccato. La maggioranza
degli italiani aveva regalato la sua fiducia ad una novità politica colma di
promesse liberali e, invece, si è ritrovata in un regime sciatto, furbastro,
corporativista, bottegaro, statalista e sordo agli aneliti del progresso, retto
da uno schieramento che, invece, impone regole obsolete, moraliste, mai
morali ed etiche, dirigiste e non certo federaliste, e quindi distanti
sideralmente dalla realtà della società italiana che, ad ogni occasione, a destra come a sinistra,
manifesta di essere molto più progredita della sua classe dirigente politica e
governativa.
Evviva Fini che, rendendosene conto,
ha dimostrato di essere un leader politico di ampio respiro consapevole del
fatto che magari, momentaneamente, rischia la perdita di una fettina di
elettorato ma di conquistarne domani una tal fettona da avere un peso stabile e
determinante nel Paese. Domanda: Che ciò che di Blair non
riesce alla Sinistra di emulare lo si vedrà realizzare da Fini?!
Fini, che è un convinto e limpido referendario, con l'avere
sdoganato AN dalle pastoie clerico-elettoralistiche
dichiarando che non solo voterà i Referendum ma voterà 3 Sì, ha
dimostrato di avere il coraggio, di nuovo dopo la svolta di Fiuggi, di un leader
che non privilegia la bottega ma bensì il futuro di un Paese responsabile,
consapevole e moderno. Un'altra
svolta storica per AN.
Se poi certe sue Colonnelle sputano sentenze
scientifiche da bocche atrofizzate dal silicone, e certi suoi Colonnelli si
dissociano confidando in un Congresso passatista che darà loro la
leadership del partito, Fini li lasci fare che, intanto, gli elettori hanno gli
occhi ben aperti. Ciò premesso veniamo al "Come la Lega
ha rotto i Maroni alla Lega".
La Lega nacque, e raggiunse
in pochi anni un elettorato del 10%, promettendo ai cittadini
l'autentico Federalismo. Ovvero, la Democrazia diretta
territoriale e nazionale. Se il Federalismo, è Federalismo, è innanzitutto
Governo a Democrazia diretta, cioè, Governo attraverso le scelte determinate dal
Popolo valendosi di Referendum Circoscrizionali, Comunali, Regionali,
Nazionali.
Per intenderci il Federalismo svizzero che è
l'unico a garanzia totale del cittadino, dove è la Cittadinanza a decidere e a
legiferare e sono i Governi ad eseguire la Volontà Popolare
esercitata avvalendosi di meccanismi di reciproca Garanzia Istituzionale
sancita dal Foedus, il Patto, stabilito tra Cittadinanza e
Governement.
E' questo tutto il ben di Dio che promise la Lega accreditandosi
per anni come l'unica forza sociale e politica federalista contrapposta alla
Sinistra e alla Democristianeria stataliste e a certo clero politicizzato
che si opponevano con tutte le loro forze al Federalismo paventando la perdita
delle clientele, e quindi, offrendo in tal modo alla Lega la sponda politica per
affermarsi a costo zero. Tanto, il Federalismo, era, ed
è, come l'Araba Fenice. Tutti sanno che c'è ma nessuno sa
cos'è.
Contemporaneamente, e ciò va a suo onore, la Chiesa
italiana fu attraversata da una intensa ma breve stagione federalista, davvero
Storica e determinata anche dall'ultima Bicamerale che vide impegnati assieme
Berlusconi e D'Alema nelle riforme della Costituzione. Quella
felice stagione vide Vescovi di grandi e piccole città venete, piemontesi e
lombarde, ma qualcuno anche del Meridione, scendere in campo aperto e battersi
con forza nell'arena federalista. Fu quella una particolare condizione del
Paese, davvero innovativa ed esaltante, e laica - come furono le stagioni dei
Referendum su divorzio, aborto e maggioritario - in cui si unirono
trasversalmente alle diverse forze politiche e sociali, Sindaci, Presidenti di
Regioni e Province, Vescovi, Direttori ed esponenti dei Settimanali diocesiani,
religiosi come Don Ciotti, società civile laica e cattolica, Associazioni e
Movimenti nati dal basso uniti, se pur nelle loro diversità culturali,
dall'anelito del riscrivere le regole attraverso la Riforma federalista ricca di
Democrazia diretta.
Tutto ciò, purtroppo, fu solo una grande
speranza che non vide realizzate le relative istanze e fu così che iniziò lo
svuotamento elettorale della Lega da cui, veneti e lombardi in testa, si
sentirono traditi essendo gli unici popoli italici che sanno qualcosa di
Federalismo. Popoli federalisti sul serio che oramai, della Lega, si sono rotti
i maroni e l'hanno relegata al 4%.
Quindi figuriamoci cosa pensano di una Lega che, da
Federalista-Referendaria, ora predica l'astensionismo dai Referendum di giugno.
La voglio vedere, la Lega, quando il Popolo italiano dovrà confermare e sancire,
via Referendum, la Devolution.
Da' sconcerto quindi che, proprio un Movimento
che si colloca tra il Popolo, conosca così poco il suo Popolo da ignorare che,
il Popolo, a differenza dei politici, ha una memoria da elefante. Se ne è avuta
l'ennesima prova alle ultime elezioni, disastranti per la CdL, che hanno innescato nel Paese, e continuano, il feroce
e destabilizzante dibattito sulla fine del Berlusconismo.
Si è mai sentito, per fare un esempio, un
fiato della Lega, fiato operativo, non l'ululare alla luna, sul controllo dei
prezzi da parte delle Autorità istituzionali territoriali? No. Zitta & mosca, "la Lega Federalista", a fare
gli interessi di parte del suo elettorato bottegaro dimenticando quello
Federalista. Lega = Forza Italia = Udc = AN.
Tutti al Governo e tutti zitti su cosa stavano rifilando ai Cittadini dopo
il piattino combinatogli dall'Ulivo, ora Unione,
che introdusse l'euro come peggio non si può.
Non saranno, quindi, partiti e
figuri di questa risma a "dare libertà di voto e di coscienza" ai Cittadini o di
insinuare, a braccetto e a maggior gloria del Cardinal Ruini, il
veleno dell'astensionismo dai Referendum di giugno.
Chi di Gemma della Costituzione
ferisce, di Referendum perisce. E' Storia.
Anche recentissima.
L'involuzione culturale e politica della Lega, ed i
suoi decimanti effetti elettorali, è altrettanta storia che ho verificato nel
corso degli anni in cui, dall'averlo fondato, coordinavo nazionalmente il
Movimento per le Riforme Istituzionali da cui sono sbarcati in questa rubrica
tantissimi aderenti - cittadini di ogni colore politico - a cui si sono aggiunti
tanti altri lettori. E, a proposito di lettori, e relative liste, esorto il pirata informatico di Arcore, e le sue amichette Telecom Italia
- Telekom Russia, a darsi una calmata dal tentare 24
ore su 24 di entrare nel mio pc. Non sono una pivellina di internet e, quindi,
non è nel pc che tengo le liste e, altro di "interessante", non c'è.
Una bella notizia per i lettori: dal luglio 2004 se
ne sono uniti oltre 5000. Che ci si avvii a quota 100.000?
Se volessimo, potremmo diventare il Movimento di
Cittadini più ricco di diversità, trasversale, libero da capi e capetti, che ci
sia attualmente su piazza ed in cui ciascuno è espressione e garante della
propria cultura, delle istanze e degli umori sociali e politici suoi e dei suoi
simili. Dall'informazione e dalla politica arrivano segnali di attenzione alle
istanze ed agli umori che si manifestano da questa "piattaforma" dell'etere da
cui balzano le note che scrivo trasferendovi spinte, umori e opinioni dei
lettori e che gli stessi diffondono rimbalzandole tra i pc da una casa
all'altra, da un ufficio all'altro, da un sito internet ad altri.
Di ciò sono grata e ringrazio i miei lettori che
ritengo comproprietari di questa rubrica volante.
La vignetta animata dei Bimbi d'Italia Chicco e
Chicca che invitano ad andare al mare dopo il voto ai
Referendum, si è moltiplicata in decine di migliaia di esemplari raggiungendo
navigatori grandi e piccoli dalle Alpi all'Etna.
Concludo riportando l'invito
ad aderire al Comitato delle Donne per il Sì ai Referendum del
12 e 13 giugno, Comitato varato nel corso della Conferenza stampa tenutasi
a Roma il 12 maggio e promosso da Emma Bonino a cui
hanno aderito e stanno aderendo in massa donne di tutte le condizioni sociali e
culturali e di tutti i colori politici tra casalinghe, imprenditrici,
ricercatrici scientifiche, biologhe, economiste, giornaliste, attrici, donne
della moda, dello sport, delle Università e della politica.
Chi desidera
aderire, fare proselitismo e informazione, anche porta a porta dal proprio
condominio fino all'ufficio, al parrucchiere e al supermercato, riceve
documentazione e info scrivendo a donneperilsi@yahoo.com
Giuliana
D'Olcese http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Simona Giovannozzi di
communitas2002.it scrive:
Non
bastava aver subito il più pesante arrembaggio al potere d'acquisto del
cittadino. Non bastava aver sopportato l'arroganza dei bottegai che hanno
approfittato del cambiamento del 'metro di misura' per raddoppiare i propri
incassi. Non bastava aver sopportato la litania che criminalizzava l'euro come
fonte di tutti i guai economici. No, tutto questo non bastava.
Ci voleva
anche che il capo dell'esecutivo ci spiegasse che se il costo della vita è così
fuori controllo (checchè ne dica l'ISTAT che ha perso ogni credibilità nazionale
ed internazionale), la colpa è dei cittadini che non hanno vigilato e non hanno
dato la preferenza a quei negozi che praticano prezzi migliori. Conclusione: la
responsabilità non è dell'esecutivo che ''non poteva fare nulla''.!
E così,
avendo trovato il vero colpevole, tutto il Governo si ritiene assolto e
gratificato dai risultati elettorali conseguiti. S.G.
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Adelante pro
Sì. DottMellia
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La Cei e la
sopravvivenza di certi politici genuflessi
Saranno
scomunicati coloro che ai referendum indetti per il 12 e 13 Giugno, sulla legge
40/2004, voteranno "sì"?
Il dubbio si è introdotto nella nostra mente
leggendo le dichiarazioni del presidente della Camera, P.F. Casini.
Alla domanda "La Cei sostiene di parlare a
tutta l'opinione pubblica, cattolica e no. Le pare giusto?", il presidente
Casini ha risposto "Mi pare ovvio. E tutti sono liberi di non seguirla. Non
credo che incorrano in una scomunica quelli che partecipano al referendum e
votano no". Già, ma i cattolici che votano "sì" commettono un peccato tale da
meritare la scomunica? Attendiamo lumi dalla Cei o direttamente dal Vaticano.
Nel frattempo ci pervade un altro dubbio. Se la Cei avesse dato indicazione di
votare "no", cosa avrebbero fatto i nostri rappresentanti istituzionali? Si
sarebbero astenuti? Pensiamo di no. Ovvio che è un nostro pensiero cattivo, ma a
pensar male, come diceva un noto esponente politico, spesso s'indovina. Insomma
di genuflessi se ne cominciano a veder molti. Piegarsi, come le canne al vento,
sarà riprovevole (anche il Vangelo lo biasima) ma consente la benevolenza della
Cei e la sopravvivenza di certi politici. Primo Mastrantoni, segretario
Aduc.
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Su richiesta di un
Professore Universitario,
Vi comunico che nelle Scuole Medie
Superiori, gli insegnanti di religione stanno propagandando
l'astensione.
Prego prendere provvedimenti urgenti. Cordiali
saluti, Anna. C.
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Sì o No, io Voto
però. I blogger nazionali
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Cara GD'O, sulla questione Lega,
diciamo che con il tempo, i Cittadini Italiani,
hanno avuto modo di verificare nei fatti la politica della Lega, ovvero
niente di nuovo all'orizzonte e niente di nuovo solo le parole al vento, le
esternazioni, i distinguo, ma poi quando il maestro fischia la ricreazione tutti
seduti a votare e zitti! Credo che le vignette di Gianelli sul Corriere della
Sera, spieghino bene quale è il compito della Lega ovvero di abbaiare,
poi quando il buon padrone gli dà l'osso il cane diventa felice e sta zitto.
...e che osso si sono presi..!!!
Il nostro sistema basato su Regioni-Province-Comuni
è creato ad hoc per spartire poltrone, piccoli poteri e posti di lavoro per gli
amici degli amici, e noi pensiamo che il Federalismo in
Italia funzionerebbe? No assolutamente no. Il nostro individualismo non ci
porterebbe da nessuna parte. Da un punto di vista economico, il Federalismo
avrebbe senso se portasse ad un risparmio di costi per i cittadini, invece
da noi siccome funziona al contrario, il Federalismo sarebbe un ulteriore
aggravio di tasse per i cittadini. Ultimo punto, senza fare della
demagogia, ma te lo vedi il Federalismo in alcune regioni del Sud, in
Sicilia che è regione autonoma, mi sembra che i risultati in termini di
servizi sono pessimi. L'acqua c'è (nelle piscine) ma non c'è per tutti nelle
case, la raccolta dei rifiuti differenziata non esiste, i depuratori sono una
chimera, in compenso dall'ultimo condono risulta che è la regione d'Italia in
cui sono state fatte più domande. E nonostante tutto la bellezza naturale della
Sicilia è unica al mondo, però se facciamo emergere solo gli aspetti negativi
come pensiamo di fare del turismo una risorsa economica? Vittorio
Bossi
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