Diffuso il 26/3/2005 ad alcuni Lettori, al
Parlamento, al Governo, all'Informazione e suoi organi di
rappresentanza,
a Settimanali Diocesani, Radio, Tv, Movimenti,
Associazioni
"il Punto" forewer è,
e sarà, sempre il Punto. Ne' che aiuta?
E' con l'impeccabile fondo di Stefano Folli, apparso oggi sul
ilSole24Ore, che riinoltro al Parlamento e al Governo questa nota pasquale
diramata solo a poche centinaia di lettori oltre che ai soggetti
sovracitati per il fatto che tra i comuni lettori solo alcuni seguono con
interesse anche le vicende del mondo dell'informazione. Mondo che, a parer mio,
è più importante seguire, e forse più determinante, del mondo della Politica.
Senza informazione, oggi, la Politica, non esisterebbe.
Con questa nota
saluto il gran ritorno di un caro amico al suo insuperato capolavoro
politico-mediatico. "il Punto" di Stefano
Folli.
"il Punto" è la nota politica pressochè quotidiana che,
attraverso vicende editoriali complesse, quanto peraltro prevedibili, snodatesi
nell'arco di 20 mesi, è traslocata dalle pagine del Corriere della Sera alle
pagine del Sole24Ore.
Stefano Folli è con "il Punto" che si è affermato nel mondo della Politica, e
dell'opinione pubblica attenta a quel che la Politica produce e combina, forse
come il più attento, informato, ed attendibile notista politico degli anni
'90-2000.
Ed è con il suo "il Punto" che a mio parere di lettrice, nonchè di
autorevoli osservatori politici, Folli fu artefice mediatico della vittoria
dell'Ulivo nel '96. Ma, attenzione, mai con forzature ideologiche schierate o di
parte, errore in cui cascano, purtroppo, troppi opinionisti e cronisti politici,
ma attraverso l'analisi socio-politica che Folli ha continuato a fare, senza
sconti di parte, lungo le tappe che hanno visto le fasi alterne della
Commissione Bicamerale per le Riforme presieduta da Massimo D'Alema, la caduta
del Governo Prodi, poi il Governo D'Alema e le sue dimissioni (unico leader
politico italiano dimessosi in seguito ad una sconfitta elettorale e per di più
Amministrativa come fu la sconfitta del centro-sinistra alle regionali del 2001,
e rinunciando al galleggiamento, specialità tutta italiota pur di tenere le
chiappe sulla Poltrona di Premier).
Arrivò il Governo Amato e Folli, con "il
Punto", continuò
nell'analisi e nel commento imparziale e istituzionale degli eventi politici non
asservendoli mai a questo o a quell'altro schieramento. Continuò a farci
"leggere" su "il Punto" la politica fino e dopo l'avvento del Governo
Berlusconi a cui seguirono, poco tempo dopo, le "dimissioni" del Direttore del
Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, ora Direttore del Sole24Ore e che per
sette anni era stato Direttore di Folli.
Intanto, come sia o come non sia
stato il fatto - come dice la celebre canzone napoletana che canta le vicende
dell'occupazione delle truppe americane a Napoli, è nato nu' criaturo niro niro
e 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cchè - volgeva al tramonto il potere
editoriale del gran patron del Corriere, Cesare Romiti, il quale, comm' è stato
o comm' nunn' è stato 'o fatto, si va a prendere un tè e simpatia al Colle e,
tra un bignè e un bon bon, ne esce con il babbà in tasca. ll nuovo Direttore del
Corsera. Stefano Folli.
La notizia "allarma" a tal punto sia quella
intelligentona della FNSI, ricercosissima di organizzare l'ennesima
ammuina contro il Berlusca (ammuina caduta, invece, sulla pelle del collega
Folli) sia la arguta brigata del CDR Fienghista del Corrierone, che,
chi con ultimative note di agenzia, chi trombazzando dalle colonne del Corsera,
viene annunciato lo "Sciopero nazionale dell'informazione per fermare la presa
del potere sul Corriere della Sera da parte di Berlusconi che metterà il
bavaglio alla libertà e alla democrazia di informazione del Corriere".
Cacchius!!! Oibò! La Presa del
Potere del Corsera con Stefano Folli Direttore. Te capì l'arguzia della
FNSI?!
Le risate nazionali, infatti, furono scroscianti ma, seriosamente, lo
scioperone nazional-demmocratigo se fece.
Solo chi conosce baracca
& burattini e l'intero percorso di questa storia emblematica
sa, nella migliore interpretazione bonaria, a quali livelli di cecagnola
ideologggico-ossessiva possono arrivare certi organi preposti alla "tutela"
delle proprie corporazioni mentre, la peggiore delle interpretazioni, oramai, è
chiara a tutti. Una cecagnola Ciclopica. Epica. Cosmica. Un buco
nero.
Stefano Folli Direttore, quindi, inizia il suo lavoro nel peggiore dei
modi e nelle peggiori atmosfere politiche e sindacali che possa avere la
sventura di vivere un colto e serio, ma non agguerrito bensì ingenuo
opinionista, al quale stanno più a cuore le Riforme e l'analisi politica che il
malinteso senso del Potere come si vede bene anche dal suo rinnovellato
"il Punto" sul Sole.
A mio immodesto parere di
cittadina, e di lettrice non distratta, nella direzione Folli c'è un punto,
forse due, per cui 'o fatto è nato stuorto e niro niro o comm' a cchè. Il primo
errore in assoluto è stato di Romiti che non si è tenuto il cecio in bocca
dell'essersi recato al Colle per un tè e simpatia, con babbà finale, e si è
confidato, forse, con un noto, ma non notissimo direttore-squalo (che stava
in panchina en attendent la Direction). Il quale panchinaro, seduta stante, lo
ha "confidato" a Dagospia che ha provveduto al resto. Nessun contesto di lavoro,
giustamente, vede di buon occhio e rende il lavoro facile al collega che viene
issato sulla tolda di comando di una tal portaerei, com'è il Corrierone, da un
Potere Istituzional Politico. Il secondo errore, meno influente in una atmosfera
lavorativa normale, atmosfera che però al Corriere non era normale, come
trasudava ogni giorno dalle sue pagine, è stato di avere dato l'impressione che
il Corriere diretto da Folli prestasse una particolare attenzione al progetto
restaurator-democristian-centrista. Per intenderci quello dei nipotini dei
Conigli mannari di Forlaniana memoria.
So di certo che una cara e preveggente
amica di Folli, annusando in tempi ancora poco sospetti il fieto del miccio,
ovverosia il cambio di direzione del Corrierone, gli diede un consiglio. "Marì,
pigliate 'a creatura e jatevenne". Ma, come sempre accade tra amici, Folli non
seguì quel lucido consiglio. Però, dice il detto popolare: Non tutti i mali
vengono per nuocere.
Stefano Folli, con il rinato prestigioso e inimitabile "il Punto" è, ancora
una volta, il più incisivo, seguito, autorevole ed ascoltato notista politico
che un giornale possa avere ed un lettore leggere.
E poi vuoi mettere il
fatto che il Direttore della più insuperabile, pirotecnica, lucida e tagliente
rassegna stampa, la rassegna stampa di Radio Radicale recitata da Massimo
Bordin, trasmette i suoi "il Punto" senza saltarne uno?
Un plauso va quindi al Direttore del Sole24Ore Ferruccio de Bortoli e un caro
e affettuoso augurio va al neorinato "il
Punto" di Stefano Folli. Il quale Punto, nei rari giorni
in cui non uscirà, come era anche al Corriere, di sicuro farà sì che i politici,
di destra e di sinistra, torneranno a chiedere a qualche amica comune: "Ma
perchè da due o tre giorni non esce "il Punto"?
Io e moltissimi colleghi parlamentari e governativi la mattina se non leggiamo
"il Punto" non cominciamo
la giornata politica".
Cosa c'è di meglio per te caro Folli? E vabbè, adesso investiamo un altro euro
al giorno e accattammoce pure 'o Sole.
Noblesse oblige. E una parola su come ha visto questa storia il comune lettore
andava finalmente scritta.