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al Parlamento e al
Governo
Bondo
Bondo,
giù le mani dalle nostre
coscienze.
Nino, torna tra noi!
L'inondazione di sciocchezzate che
tracima dal Parlamento e dalla maggioranza dei poltici italiani, di cui arrivano
le poderose onde
da radio, tv e giornali,
tengono in me vivo il ricordo di un politico di razza (razza democristiana di
sinistra da non confondere con la sottospecie dei Conigli mannari di Forlaniana
memoria, zii e cugini primi di Uddiccini, Udierrini & Margheritini
accaniti ed insaziabili baciatori della pantofola del Cardinal Ruini). Politico
che, finchè in Parlamento c'è stato, teneva a bada i bipedi umanoidi della
prima Repubblica obbligandoli, con la sola presenza della sua grande
personalità e versatilità politica, i suoi giudizi sferzanti ed impietosi
e le sue battute dissacranti e micidiali, ad avere una parvenza di
tenuta istituzionale e morale almeno nel lessico politico e, qualche volta,
anche nelle opere di governo. Tenuta che, nella
lunga e perversa gestazione dell'aborto della seconda Repubblica, è sparita
del tutto per far
posto ad una sbracatezza dei costumi lessicali, costituzionali, istituzionali,
morali e politici di fronte alla quale, allegoricamente, le orge bibliche
inneggianti al Vitello d'Oro diventano trattenimenti da figlie di
Maria
Questo miracolo politico vivente di
fronte a cui, nell'occasione, la grotta di Lourdes diventa una stazioncina
termale, era il mio grande amico, e complice-compagno di sfottò a politici,
ministri e governanti, Nino Andreatta che una crudele malattia tiene
inchiodato da cinque anni in stato di incoscienza privando così la oramai
decadente, squallida e malmostosa classe politica italiota di uno dei cervelli
più dotati, brillanti, colti e sagaci che abbiano avuto la politica e le
Istituzioni europee, forse mondiali.
Ma privandola anche del controllo
culturale e della necessaria e doverosa tenuta psicologica, se pur indotta dalle
critiche sferzanti ed impietose. Tenuta che, ripeto, nella lunga mala
gestazione dell'aborto della seconda Repubblica, è scomparsa del tutto per far
posto all'insulto continuo e ad una sciatteria, una sbracatezza, una
scioccaggine e ad una rozzezza, di destra e di
sinistra, mai viste e sentite prima d'ora in un
Paese civile, moderno e democratico. Robe da Bongo Bongo.
Senza la presenza di Nino, quindi, non
c'è più gusto ad aprire il tinello a politici e Governi: Si prendono
tutti talmente sul serio che la noia dei salottini politici, pubblici e
privati, è mortale e perciò non vale mezzo euro di spesa per imbandir
tavola.
Così è per certi direttori, giornalisti
e opinionisti. Se possibile, si prendono ancor più sul serio dei politici. La
Rinascente della noia.
Rinascente pericolosa,
però, quando, chi fa opinione pubblica, porta e bacia la borsa del politico
di turno.
Altro che
"il pericolo della dittatura del Premier"! "Pericolo" paventato in questi giorni
di convulse strillazzate di "Costituzionalità".
L'Onorevole Beniamino Andreatta,
detto Ninetto l'enfant terrible, cattolico, Professore economista, più
volte eletto al Parlamento, più volte Ministro della Repubblica,
con gran distacco e spregio per la Poltrona di Ministro
del Tesoro, o delle Finanze, ora non ricordo, fece cadere
il primo Governo Spadolini per una lite, detta la "Congiura delle comari",
con il Ministro Nino Formica.
Ninetto l'enfant terrible, cattolico,
Professore economista, era un politico serio quando la politica era seria, ma
pronto ad irriderla e a sputtanarla, con Salomonica ferocia, quando questa si
tramutava in baraccone da bassifondi dell'avanspettacolo.
Ninetto l'enfant terrible, democristiano
di sinistra, cattolico osservante, Professore economista, con grande
senso e rispetto per lo Stato laico, di cui era una delle alte
Istituzioni, fu l'artefice dello scoppio dello scandalo della banca
vaticana, lo IOR.
E Ninetto, l'enfant terrible, fu grande
sostenitore ed estimatore di un altro gran democristiano di sinistra, amante e
provetto ballerino del liscio alla bolognese, l'amico Professor Roberto
Ruffilli economista riformista ammazzato dalle
Brigate Rosse.
Tutto questo mi è venuto in mente, per
la millesima volta, leggendo su Libero, mercoledì 16 febbraio, lo
sciagurato "pezzo di paradiso" del coordinatore di Forza Italia, Onorevole Sandro Bondi che, alla valanga di critiche ed al
fastidio massimo che l'opinione pubblica e il
Popolo Italiano stanno
riversando e manifestando verso le inaudite ingerenze della Chiesa e dello
Stato Vaticano nella politica dello Stato Italiano in occasione dei
Referendum (Referendum che, Esimi Berlusconi e
Pisanu, saranno balneari in omaggio alla pantofola di Ruini?), nel più perfetto
stile del Feuilletton all'italiota, e arrogandosi la parte in commedia di
rappresentante del Popolo cattolico di Forza Italia
al quale, tra le altre sciocchezzate, la
sciagurata rispose:
"I cattolici di Forza Italia staranno
anche questa volta, senza alcun cedimento, dalla parte della Chiesa, e
affermeranno d'essere tanto obbedienti alla Chiesa". "Cedimento"
che, per Ordini e Magistero Superiori, durante le trattative elettorali con
i Radicali, proprio Bondo
Bondo, aveva spinto, invece, fino a
dichiarare quell'altro pezzo di Paradiso di "democrazia intelligente" comune ai
due Poli:
"Riguardo al voto sui Referendum, Forza
Italia darà libertà di coscienza ai propri elettori."
Non c'è come i comunisti spretati,
come Bondo Bondo, capaci di "cadere" in "Cedimenti" un giorno sì e
l'altro pure.
-Ah Bondo
Bondo! ma anche Rutelli e Parisi!, ma che, la libertà alle nostre
coscienze la date voi e i partiti?!
Aoh!!! Giù le mani dalle nostre
coscienze. Ma siete posseduti dal demone del delirio di obsolete
onnipotenze?
Queste anticaglie lessicali e politiche,
da Don Rodrighi e da Codice Rocco, tenetele, se mai, per sorelle, mamme, zie,
colf, gatti e canarini vostri. La coscienza di
ciascun cittadino elettore è proprietà privata e personale, mica roba vostra.
Giù le mani quindi.
Cordiali saluti e Buon Referendum, a
tutti.
E tutti in città a votare se sarà il
Referendum balneare. Con pessima pace
e tormentone dei Bondo Bondo, dei Ciccio Belli & dei Conigli mannari in salsa
Vatican-Ruiniana.
Caro Nino Andreatta, torna tra loro
a fare strage di cotanto tracotante, supponente, ignorante e irrispettoso
sciocchezzaio politico.
Giuliana D'Olcese