Lettera aperta alla
Onorevole Isabella Bertolini, coordinatrice Forza Italia, e alle deputate di
maggioranza e opposizione
Per un piatto di suoricchie, Egregia Onorevole deputata
Bertolini.
Egregia Onorevole Bertolini, siccome il modo di
far politica che lei segue, tranne eccezioni che, umanamente, confermano la
regola, lo condivido, desidero esprimerle la mia stima, politica ed umana e
aggiungere che in Forza Italia gli unici due che
appaiono avere "le pigne", non in testa ma al posto giusto dove devono stare,
siete lei e il ministro Pisanu. Tutto il resto è pastella. Come è pastella l'Ulivo che, tranne D'Alema,
Fassino e Bertinotti, chi più chi meno tra i tre, "le pigne", l'Ulivo, le ha in testa e non al posto
giusto dove devono stare. E' davanti agli
occhi di tutti che, facendo i conti all'interno dei rispettivi Palazzi, ma
ignorando completamente la realtà che circola tra il Popolo Italiano, sia la
Casa delle libertà che l'Ulivo di Prodi, il Mastellume, il Castagnume e il
Margheritume vario, vi siete venduti, entrambi, i Radicali alla Cei per un
piatto di suoricchie. Se poi, risulterà, e lo vedremo, che a Roma, come fu
tra D'Alema e Berlusconi per Tajani e Veltroni, tra destra e sinistra anche
ora sempre e solo per compiacere & soggiacere alla Cei e alle gerarchie
Vaticane del Card. Ruini, c'è un accordo di mutuo soccorso rosso & azzurro
per rieleggere "Storacetor" alla Regione, i conti dei cittadini sui Referendum,
cittadini d'Italia che idioti e militonti non sono, i conti torneranno anche su
questo inequivocaile segnale. Oltre ai plateali episodi e allo scatenìo sul
Referendum di alcune lobby e comitatini costituitisi, per l'oscurantismo della
scienza e la morte umana, non certo per la vita come vorrebbero far credere.
Mercoledì scorso, sulle pagine romane della rubrica
delle lettere del maggior quotidiano italiano (leggo tutto, a destra e a
sinistra e nulla mi sfugge), leggevo una serie di letterine ad hoc: Cittadini
che dichiaravano di votare, da tempo, pragmaticamente, non per ideologia di
schieramento, il programma di un candidato e non il partito politico.
Quelle letterine, cara Onorevole deputata
Bertolini, hanno avuto l'effetto contrario a quanto quella rubrica con quelle
letterine vorrebbe ottenere, cioè di aprire ai romani un "democratico
dibattito", peraltro in ritardo e che è già in corso da 10 anni ma è
"ignorato" dalla stampa, di "preparare" i romani alla rielezione del
peraltro simpatico "Epurator" e di confermarmi ciò che, non io sola, ma
migliaia di cittadini pensiamo e abbiamo capito a Roma come in Italia.
Quando politica, policanti
e stampa di destra e di sinistra sentiranno che la musica popolare è
cambiata, da tempo, e che solo loro non se ne accorgono, o peggio fingono di non
accorgersene preferendo compiacere Palazzi Vaticani e uomini di partito al
loro Popolo, si potrà ricominciare un dialogo tra Cittadinanza e Politica e
ritornare sull'Agorà che, per ora e da tempo, è divenuta un lupanare aberrante
ed offensivo. Quando vedremo che non ci
venderanno più alle lobby e ai preti, preti che pur da Cittadini cristiani,
cattolici apostolici romani rispettiamo purchè, però, stiano al posto che loro
spetta e non interferiscano con gli Affari dello Stato Italiano, potremo
ritornare ad avere e condividere ideali e ideologie, e rispetto per il
clero.
Libera Chiesa sì, ma in altrettanto libero Stato.
Stato che non sia in vendita, sbagliando
anche i calcoli elettorali, come oramai hanno dimostrato più volte gli italiani
continuando a rispettare la Chiesa sì, ma votando secondo la laicità dei diritti
civili e dello Stato. Speriamo, quindi, in un
ravvedimento, salutare per il Palazzo e per noi, non troppo tardivo e
fuori tempo massimo.
Noi cittadini siamo stanchi e offesi di stare in
panchina quindi datevi da fare, tutti, destra e sinistra.
Sentire a Radio Radicale le sue dichiarazioni,
dichiarazioni con le "pigne", è sempre un piacere cara Bertolini, continui
così.
Saluti cordiali da Giuliana D'Olcese
Gentile D'Olcese,
scrivo agli amici Radicali,
qui non ci vuole solo la
Marsigliese... non basta, se poi si ricorre al suicidio
politico.
Ascolto spesso Radio Radicale perché è una delle poche radio non
"cloroformizzate". O se preferite non omologate, ma l'intervista di Marco
Pannella che ho ascoltato è un harakiri politico che da un politico (nel senso
nobile del termine, perché in Italia ormai quando si parla di politici è
sinonimo di "gente di malaffare") navigato ed esperto come Marco non mi sarei
mai aspettato.
Mi sono venute le lacrime agli occhi, credimi. Perché se prima avevo una
speranza nei Radicali come terza via, dopo l'uscita allo scoperto di Marco credo
che ci gambizzeranno in ogni modo. Non mi piacciono le etichette ma, tanto per
farvi capire, sono un elettore fondamentalmente di Sinistra. Pur avendo qualche
idea di Destra, non voterei mai a Destra per i valori in cui credo e mi
riconosco. Né riesco a riconoscermi nella Sinistra attuale pasticciona che si
divide su tutto, e che non sarebbe capace di governare nemmeno un pedalò,
figuriamoci uno Stato! E allora cosa dovrei fare? Emigrare? Amo troppo l'Italia,
la sua Storia, la sua Cultura, (la sua gente un pò meno, altrimenti non ci
ritroveremmo dove siamo ora). In cosa posso sperare per un futuro migliore in
questo Paese? La mia speranza, da tempo, si era volta ai Radicali, con cui ho
condiviso molte idee e battaglie civili grazie alle quali l'Italia ha ancora
qualche parvenza di uno stato di diritto. Si pensi a cosa sarebbe questo Paese
se i Radicali non avessero combattuto, e spesso vinto! molte delle loro campagne
referendarie, a cominciare da divorzio, aborto, responsabilità civile dei
giudici, ecc. Se all'Italia togliamo anche questo, il nostro Stato non
sarebbe simile a quello di uno di quei paesi islamici integralisti dei quali si
parla con diffidenza rispetto alla qualità della loro democrazia?
Se l'Italia
non è ridotta così però, poco ci manca. Sto leggendo, non
senza inquietudine, il libro "Regime" di Peter Gomez e Marco Travaglio.
Forse è troppo "sinistroide", d'accordo, ma giornalisticamente non fa
che riportare una serie di "fatti" dei quali non siamo stati informati
dagli organi televisivi (Rai e Mediaset), fatti tutti inerenti l'annoso problema
dell'informazione in questo Paese.
Su questo ci sarebbe poco da stupirsi: a Roma dicono "oste, è bbono er
vino?" per dire che è scontato che nessuno parli male ai propri "clienti" dei
propri "prodotti".
Alcuni fatti riportati in quel libro sono stati anticipati
da Radio Radicale. Per quel che mi riguarda, sarebbe già molto inquietante se ne
fossero accertati come veri anche solo la metà, ma per esperienza personale, ho
il timore che purtroppo sia tutto vero.
E se fosse vero, sarebbe spontaneo porsi le due domande fondamentali con le
quali si chiude la prefazione: "In quale democrazia accadono queste cose?" e
"Come si chiamano i posti dove queste cose accadono?". Le due domande sono
ovviamente retoriche e la risposta non può essere altri che "un regime". A
questo punto vengo al sodo: la critica all'intervista a Pannella trasmessa da
Radio Radicale. Non sono un politico navigato come Pannella, ma parlo per quel
poco che ho "studiato" di politica (la Storia e quel discreto manuale che è il
"Principe" di Machiavelli), pertanto i politici di professione storceranno
parecchio il naso, ma la mia analisi viene dal semplice buon senso e dalla
conoscenza che ho detto. Da tempo Pannella parla di aggregarsi ai Poli. Non
so se è
l'ennesima provocazione ad arte a cui Pannella ci ha abituato per
sensibilizzarci su problematiche gravi della nostra democrazia, però ho
capito che il suo discorso era questo: siccome attualmente in Italia non
c'è posto per far politica al di fuori della logica bipolare, allora è ovvio che
i Radicali devono decidere da che parte stare in uno dei due Poli. Si apra
dunque un confronto sui temi principali delle battaglie politiche dei Radicali
per vedere chi risponde meglio, cioè chi è più in sintonia con i temi politici
cardine dei Radicali. Miei cari amici: è una battaglia persa in partenza!
A
parte che da nessuna delle due parti sono arrivate risposte, se non mugugni,
ma il discorso è un altro. E' impossibile trattare con un Ulivo che su
"primarie sì, primarie no, primarie con Bertinotti, primarie senza
Bertinotti"... La proposta Radicale sarebbe come il pomo della discordia (e lo
è) gettato sul tavolo della coalizione di centrosinistra dove si stanno ancora
azzuffando per la vittoria di Vendola alle primarie pugliesi. Attendersi
una risposta politica da loro è stupido oltre che inutile. Ma è altrettanto
stupido e inutile allearsi col centrodestra, una coalizione messa in piedi dal
minimo comun denominatore di conservare "ab aeterno" il monopolio acquisito di
Berlusconi e se possibile estenderlo anche ad altri settori della vita sociale e
politica. In due parole perpetrare il regime già in atto. Il programma dei
Radicali è interessante per la sua capacità e volontà di riportare la Repubblica
Italiana entro i binari di uno stato di diritto, binari dai quali si è
deragliato molto grazie alle leggi della Destra berlusconiana, ma non senza una
più o meno tacita complicità dell'opposizione di centrosinistra, anche quando
erano al governo. Proprio in ragione della "storia" politica di Berlusconi
citata da Pannella nell'intervista, è impensabile (oltre che stupido ed inutile)
scendere a trattative con Berlusconi. Come si fa a trattare con uno che non ha
avuto il minimo pudore nel piegare le istituzioni della Repubblica a proprio uso
e consumo? Come si fa a pensare che sia possibile scendere a patti, trattare,
con una persona abituata a fare dichiarazioni e smentirle neanche 24 ore dopo
con la scusa che gli altri lo hanno frainteso? L'affidabilità di Berlusconi in
una qualsivoglia trattativa è pressoché zero: la trattativa si conclude solo se
lui la considererà lucrosa dal suo punto di vista, ma c'è da aspettarsi che non
appena non la riterrà più tale non si farà certo scrupoli a tradire i patti.
Vale la pena trattare?
La biologia ci insegna che ci sono solo due modi per
fare breccia in un sistema: dall'interno o dall'esterno. Dall'esterno con un
attacco frontale, dall'interno con un inquinamento progressivo delle sostanze
interne tale da condurlo all'autodissoluzione.
Se prendiamo il regime
berlusconiano nel quale siamo immersi fino al collo, dunque esistono due modi
per combatterlo: o insinuarsi dentro e portare sempre più persone di là dalla
nostra parte (non potrà mica promettere una poltrona a tutti!), oppure si
chiudono le trattative e si pratica un'opposizione dura e decisa. Non esistono
terze vie: se esistono, come s'è visto finora, non funzionano, ergo non fanno
altro che rafforzare il regime. Ma dichiarare sin dall'inizio, come ha fatto
Pannella di voler essere un'alternativa a quel regime, e poi andare a
cercare l'alleanza, fa crollare la prima ipotesi. Perché è come se i Greci al
posto del cavallo di Troia ci avessero mandato Platinette!
Non è credibile, e
per una vecchia volpe come Berlusconi significa poter disporre dei Radicali come
qualcuno che ti si presenta con le braghe calate! A questo punto, caro Marco
(scusami se mi permetto) non puoi più entrare dentro la CdL.
Per come ti sei presentato nell'intervista a Radio Radicale Berlusconi non
ti farebbe mai entrare nel Polo, se non trovandosi con l'acqua alla gola, per
poi pugnalarti alle spalle appena gliene si presenterà l'occasione (e, non
dubitare, grazie al tuo appoggio quell'occasione gli si presenterebbe molto
prima di quanto tu non creda). A questo punto non ci rimane che la terza
via: né con gli incapaci dell'Ulivo, né con i rapaci del Polo che hanno
saccheggiato le istituzioni per la loro lobby di amici, parenti e benefattori.
Sarebbe il caso di attrezzarsi per questo, e sperare che gli elettori si
sveglino dal loro sonno catodico. Mettiamoci l'anima in pace: altre strade ormai
non ve ne sono. E che Dio ce la mandi buona! (detto da un ateo....).