Riservata a Dario Fo e a Gne gne mosca tze
tze
2 Finalmente!!! e relative lettere dei
lettori
Finalmente!!! 1: un Sabato Sera,
quello del 24 luglio 2004 in cui i contribuenti del 'canone'
Rai non hanno maledetto
la gabella che viene imposta per
vedere le più grosse schifezze al cloroformio di Stato, e le
schifezze non di Stato di Mediaset, e si sono goduti,
alla grande, lo straordinario a solo di Dario Fo su
Rai3 - oltre 2 ore serratissime e ricche
di ogni ben di Tv - sulla pittura e sulla storia personale,
papalina e ambrosiana del maggiore artista del 600 italiano che è
stato Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Una passione così trascinante
e sapiente come quella di Fo nel raccontarci e
nel descriverci le più inesplorate pieghe della grande e drammatica Arte del
Caravaggio, del suo inserimento nel contesto del suo periodo storico e
la sua grande invenzione, la famosa "luce battente sulla carne", - quella luce
che è la regina dei suoi dipinti -, ce la
aveva data solo, negli anni 60, Giovanni Testori. Testori fu prima critico
d'arte, era stato allievo del grande maestro Roberto Longhi, poi commediografo
e scrittore (vedi p.e. l'Arialda, la Maria Brasca e il Ponte della
Ghisolfa da cui Luchino Visconti trasse memorabili opere teatrali e cinematografiche come Rocco e i suoi fratelli
ecc.) ed infine pittore egli stesso di cui si ricorda sopratutto la serie
dei dipinti sui pugili e sui ragazzi di vita delle periferie di Milano. Per
certi versi, si può dire che Testori è stato il Pasolini cattolico lombardo
ma, a differenza di Pasolini, Testori per moltissimi anni fu anche un disperato cantore inconfessato
e inconfessabile di se stesso. Egli, infatti, era di famiglia cattolica di medi
imprenditori lombardi di Novate, cappellai, e tutte le notti, a volte stremato
dal lavoro e qualunque ora fosse, tornava a dormire dalla madre a
Novate qiuetando, così, i suoi sensi di colpa. Andare in giro per l'Italia con
Testori a vedere le opere di Caravaggio e le visite ai quadri dei Primitivi
Senesi descritti da Longhi, credo che abbiano costituito una delle più straordinarie
e preziose esperienze sull'arte della pittura che sia dato fare.
Quel sabato sera Fo,
nella sua epopea su Caravaggio ha raccontato, mirabilmente, la affascinante e
tenebrosa storia della grande famiglia romana dei Cenci e di Beatrice Cenci, che
fu violentata dal padre, incarnata e ritratta dal Merisi nelle vesti di Giuditta
nell'atto di sgozzare Oloferne dalla cui gola sgorgano fiumi di sangue reso vivo
dalla miracolosa luce che illumina le opere del Caravaggio.
Si pensi che il Palazzo dei Cenci,
che sorge in pieno centro storico di Roma ed è meta quotidiana di turisti italiani
e stranieri attratti eternamente dal fascino della morbosità che emana dalla
dimora che ha visto la storia cruenta di Beatrice e della sua potente e dissipata
famiglia, ha incorporato un antro, detto l'Arco dei Cenci, arco percorso quotidianamente
da decine di visitatori, ma che è uno dei luoghi di maggiore e repellente
degrado della Capitale d'Italia. Più volte segnalato al Sindaco Veltroni, alla
Acea, la soc. elettrica stradale, all'Ama, la
municipalizzata per la raccolta dei rifiuti e ai Vigili municipali, nessuno
ha mai messo una lampadina da anni, nessuno pulisce a dovere, nessuno ripara
le buche stradali e nessuno impedisce che sotto lo Storico Arco dei Cenci,
favoriti da un buio pesto, si defechi, ci si
buchi, si vomiti, si abbandonino preservativi, rifiuti di ogni genere, ci si
liberi di batterie scariche, carcasse di motocicli e che nidifichino alla grande
scarafaggi, mosconi e pantegane.
La puzza delle defecazioni umane sale verso i tinelli, le cucine e le
camere da letto dei palazzi adiacenti.
Si può
amministrare Roma in tale "guisa" Sindaco Veltroni? L'Arco dei
Cenci è a due passi dal Campidoglio. Ci vada.
P.S.:
Se a qualcuno, - non si sa mai la stupidaghine umana a quali vette può
arrivare - venisse in mente di darmi della ''comunista"
per il fatto di avere scritto benissimo
di uno degli spettacoli-capolavoro di Dario Fo, giuro che lo svergognerò e
lo sfotterò a sangue con una nota che invierò agli oltre 65.000 lettori di
questa rubrica che oggi, stante che siamo in periodo feriale, è
inviata solo a qualche aficionados, a tutta la carta stampata, ai
singoli giornalisti di Stampa e Tv, al Parlamento e al
Governo.
Finalmente!!!
2:
Finalmente una buona notizia dal
mondo dei media. Pare, ve la do come l'ho
ricevuta, che Gne
gne, la mosca tze
tze che con implacabili interruzioni e domande
sbadate, scioccherellone e fastidiose ronzava sulla
trasmissione di
Giuliano Ferrara 8 e mezzo
la7tv, da settembre sarà, finalmente e con grande gaudio & piacere
del popolo di La7Tv, sostituita da una giornalista che, si dice tra i soliti
bene informati, prima di essere assurta alle vette della pazienza di Ferrara
abbia dovuto superare lo gne gne
test. La
notizia, però, ha un aspetto negativo. Ma anche una speranza
positiva.
L'aspetto negativo è che Gne
gne I^, e speriamo
ultima, la giornalista già di
Repubblica e ora del Corriere della Sera, Barbie Palombelli in
Rutelli - detta dagli ex colleghi di Repubblica "l'ipotenusa
tra il generone romano e la mezza calzettagine italiana" -
avrà più tempo per
dedicarsi, all'ombra delle melliflue e soporifere carità pelose che sono la
specialità
della sua penna, ai
processi ed alle gogne di piazza che allestisce sulla stampa a tutto vantaggio
di certe e di certi magistrate-i. Magistrate-i più versate-i alla frenetica &
redditizia comunicazione mediatica e meno al lavoro giuridico, allo
studio del codice civile e penale e al "lavoro sbadato", ma a generale
vantaggio......, degli ufficiali giudiziari.
La speranza
positiva, invece, è che, con quell'aria da eterna madonnella deflorata,
la palombella madonnella rossa abbia un sussulto cristiano, e professionale, e che,
finalmente, pur concedendosi tutte le carità pelose di coniuge addolorata,
faccia un processetto e una gognetta mediatica anche all'ex Sindaco di Roma, -
ora il leader Margheritoso Follinoide new Proporzionalista Rutelli -, sui
10.miliardi di lire che il coniuge & la sua ex Giunta
del Comune di Roma devono all'Erario in seguito alle sentenze giudiziarie
civili e penali emesse a loro carico e a carico della Società STA, società
ancora sotto inchiesta e smascherata dalla Associttadini Associazione a tutela
dei Consumatori, che gestisce "i Parcheggi d'Oro di Roma" dalla Giunta Rutelli in poi e che,
a dichiarazije rese dalla signora ipotenusa in Rutelli, "le malelingue
sostengono che della STA ne sia io in parte proprietaria.
Cosa non vera per cui ho sporto una
denuncia contro ignoti per diffamazione".
Sarà. Giuliana D'Olcese
già passata sotto processo e gogna mediatica della Barbie dall'eterna aria
di madonnella deflorata.
Si salvi chi
può.
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Riservata a Dario Fo e a
Gne gne mosca tze tze
Complimenti,
è veramente Interessante e vivace. Continui così che va come un treno e non ci privi mai delle sue
note. Mario Carta.
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Cara D'Olcese,
complimenti per la sua attivissima, lucida e fine
intelligenza e per la cultura davvero eclettica e profonda.
Quello gne gne poi
è un vero capolavoro, e tutto vero..... Buone
vacanze da Anna Coen
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B R A V I S S I M A !!!!!!!!!!!!!!!
Forte anche in geometria!
Licio
Rossi
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Grazie Licio
Rossi. Beh, veramente forti in giometria sono il
compagno A. di
Rep. and i C/O della Red. di Rep. gd'o
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Barbara Palombelli, "giornalista" del Corriere della Sera, ex Repubblica, con
tessera dei DS
"cura" anche varie rubriche
del gruppo Rcs oltre ad una "pretenziosa" sul noto quotidiano in
cui distribuisce consigli a metà
tra "il sociale e lo psicologico"
cacciandoci sempre dentro la sua esperienza di "cuore di mamma e
moglie fedele Rutelliana".
Ci domandiamo come faccia
'Palombella Rossa' Rutelli, tra tanto daffare,
e affari, a imperversare sui settimanali femminili del gruppo RCS
oltre che a dedicarsi alle vicende che riguardano la vita privata
di Giuliana D'Olcese, discreditandola, assieme
alla ''maestra di cerimonie&bon-ton'' mondanetto Lina Sotis e ad "autorenvoli"
consessi di cenacolieri
ulivetani (AIUTO!!!!!!!).
Questo da quando la battagliera,
già Olcese, ora D'Olcese, ha preso le distanze dal centrosinistra non
entrando nel Somaro di Prodi e Rutelli, non sfogliando la Margherita, tenendosi
in serena equidistanza da Polo e Ulivo e conducendo, Salomonicamente,
il Movimento per le Riforme:
Trasversale. L'equidistanza politica fa imbestialire le giornaliste
militanti uliviste?
Alora, sono anche ignoranti,
oltre che ficcanaso, militonte e malvage. Le Riforme sono di tutti, di
destra e di sinistra, riguardano e devono essere fatte per il popolo,
non per i partiti e i colori politici. Alessandra Servidori
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Lina Sotis, "giornalista" mondana, di sinistra, anche lei della affollata casa di.... Rcs.
La Sotis
si è molto "spesa" per sputtanare per anni
la Olcese, ora D'Olcese, nei suoi articoli e nei suoi libercoli e ciò
per rendere favori alla ereditiera vedova Olcese II^ e fare intentare
una causa per il cognome alla ignara Giuliana che non ne ha saputo nulla
per circa due anni (miracoli di certe giudicesse del tribunale
di Roma e dei suoi "fidi" ufficiali giudiziari...) tanto da costare,
a Giuliana, 760.000.000 milioni di lire di multa che spero sia riuscita
a non pagare alla Olcese II^. la Olcese I^, ora D'Olcese, non li
ha.
Viste come sono andate le
cose "giudiziarie", chissà con chi e quanti la vedova allegra doveva
spartirsi il ricchissimo malloppo). Che Dio ce la mandi buona se oggi, chi fa tendenza tra Roma
e Milano, così scrive il Corriere, è la Sotis!!!!
Serena Dubini d'accordissimo con
la giornalista Alessandra Servidori.
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Appena cenato, di ritorno dal
lavoro, mi sono letto il suo godibile resoconto delle
malefatte
della bela madunina deflorata e del belloccio ex
sindaco di... Roma! Mah... a volte la vita è strana: la più bella città del
mondo in mano alla coppia più strevza del mondo... Non manco di leggere i suoi
resoconti cara D'Olc e la rabbia per certe
sconcezze all'italiana, che da qua sembrano più ridicole, è più sfumata. Resto
sempre dell'idea però che é un peccato lasciare il nostro bel paese in mano a
questi 4 chiavici fetienti che stanno affossando uno dei più bei paesi del
mondo.
Saluti da Dublino da
Gennarino Esposito
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Rispondo a Licio Rossi, al Corriere Cronaca di Roma e al direttore del Corriere
della Sera
1. Beh, veramente forti in giometria
sono il compagno A. di Rep. and i C/O della Red. di Rep.
2. Stamattina ho fatto un grande
casino telefonico con l'ufficio di presidenza di Sputacchiera, alias Tabacchiera, Presidente Ama:
Sostengono di non avere ricevuto ne' loro ne' il direttore generale, il
mio fax di 5 pagine e di cui, invece, ho l'ok del
fax!
Fax inviato anche al CorRoma...... La cosa
stupenda, invece, è che mi ha risposto, sua sponte, la Prefettura
di Roma a cui lo avevo inviato per conoscenza, assicurandomi che
interverranno per Via del Pellegrino e le
vie adiacenti Piazza Campo dei Fiori tappezzate di schegge di bottiglie
rotte e dove si prende il tetano ferendosi i piedi. Il Cor-Roma ha fatto
malissimo, proprio d'estate,
a sospendere la rubrica delle lettere. Vabbe' che Veltrozzio è figlio di
un dio minore e, ancora, un "comunista" non può presentarsi da Premier,
però intanto faccia il sindaco e, il CorRoma, faccia il suo mestiere invece
di sospendergli il disturbo in vista dell'autunno premierato. Non
dimentichino, Veltrozzio e il CorRoma,
che Mitterand e Chirac sono stati prima due ottimi sindaci.
Poi,
capi del Governo.
Si pensi
che il Palazzo dei Cenci, che sorge in pieno centro
storico di Roma ed è meta quotidiana di turisti italiani e stranieri attratti
eternamente dal fascino della morbosità che emana dalla dimora che ha visto
la storia cruenta di Beatrice e della sua potente e dissipata famiglia,
ha incorporato un antro, detto l'Arco dei Cenci, arco percorso quotidianamente
da decine di visitatori, ma arco che è uno dei luoghi di maggiore e repellente
degrado della Capitale d'Italia. Più volte segnalato al Sindaco Veltroni,
alla Acea, la soc. elettrica, all'Ama, la municipalizzata per la raccolta
dei rifiuti e ai Vigili municipali, nessuno ha messo una lampadina
da anni, nessuno pulisce a dovere, nessuno ripara le buche stradali
e nessuno impedisce che sotto lo Storico Arco dei Cenci, favoriti da un
buio pesto, si defechi, ci si buchi, si vomiti, si abbandonino preservativi,
rifiuti di ogni genere, ci si liberi di batterie scariche, carcasse di motocicli
e che nidifichino alla grande scarafaggi, mosconi e pantegane.
La puzza delle defecazioni umane sale verso i tinelli,
le cucine e le camere da letto dei palazzi adiacenti.
Si può
amministrare Roma in tale "guisa" Sindaco Veltroni? L'Arco dei
Cenci è a due passi dal Campidoglio. Ci vada.
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Mi auguro che Lei stia
scherzando egregia D'Olcese.
Dario Fo e l'Arte appartengono a due mondi diversi
agli opposti dell'universo.
La sua presenza in Rai e in mille altre conventicole internazionali è
solo ed esclusivamente legata alla bassa politica.
Le sue diciamo così performances sono soltanto bassa politica, ribellismo,
problemi psichici (conflitto con l'autorità e conflitto anale). E' di
una rara faziosità, in questo ben si accompagna con un altro bluff della
cosiddetta intellettualità sinistra, Umberto Eco. Saluti Guglielmo
Maria Euge Rinaldini
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Scusi sa Rinaldini, ma lei lo ha seguito lo spettacolo di Dario Fo o ne ha
visto un altro?
Che cazzarola c'entrano con quello
straordinario spettacolo su Caravaggio le considerazioni politico-anali?
Io non sono di sinistra, ne' frocia, ma certo, con commenti a cazzo di
cane tipo i suoi, in questo caso, viene voglia di iscriversi
al
PCUS!! gd'o