Le promesse di
Tremonti, come quelle dei Presidenti delle Regioni e dei Sindaci, di
destra e di sinistra, di scatenare il controllo dei prezzi, sono state menzogne
elettoralistiche: Se ne sono straimpippati alla grande volendo, tutti, i voti delle
categorie commerciali.
E così i Brambilla del Nord & i Quagliarulo
del Sud l'hanno fatta pagare a maggioranza e opposizione. Il Popolo
è una brutta bestia ma una bestia giusta e attenta. Visti i comportamenti di codesti amministratori locali verso i cittadini
che li hanno eletti e constatate le politiche di comodo che mettono in pratica,
aumentandosi al cubo gli stipendi e magari progettando nuove Moschee ma ignorando
il disagio socioeconomico, mi pento amaramente di avere condotto per
anni con il Movimento per le Riforme la battaglia per l'elezione diretta dei
Sindaci e dei Presidenti delle Regioni. Una classe politica centrale e territoriale siffatta come la chiamiamo?
Di m....? I vecchi e i nuovi arnesi della politica nostrana
credevano di far dimenticare ai Brambilla
& ai Quagliarulo i disastri operati sulla loro
pelle dai ministri di ora e
di prima che hanno gestito e gestiscono il nostro
portafoglio, chi mettendo su l'ennesimo cartello
elettorale ritriciclato, centralista, stantio e privo del valore aggiunto
dei cittadini oramai schifati dagli ingrati comportamenti
dell'Ulivo che essi avevano portato alla vittoria
del 96. Un Ulivo che, oltretutto, ha introdotto la moneta unica senza
le preventive azioni economiche tanto da farci ritrovare
con 10 milioni di nuovi poveri. Come l'illusione, dettata dalla proverbiale nota
supponenza del centrosinistra, di
far dimenticare il suo correre dietro,
contro la sicurezza e la tolleranza civile dei cittadini,
a incappucciati, a spargitori di sterco, a ''disobbedienti'' sfondapolizia
e sfondavetrine di ogni genere e risma che nei cortei
minacciano ceffoni, sputano in faccia ai loro leader e sventolano provocatoriamente
bandiere iraquene in faccia al Papa.
Infine come dimenticare le codardie elettoralistiche sulle
responsabilità da condividere con l'Onu in Iraq?
La pezza a colori, 48 ore prima del
voto!, messa su dalle acconce dichiarazioni di Amato hanno, se possibile,
creato maggiore sconcerto. E talis et qualis è stata la
sconfitta di chi aveva creduto di meritare il
voto di Brambilla & Quagliarulo con la liberazione dei tre ostaggi in Iraq, gli
SMS alle quattro di notte, il torrentizio esemplarismo di come fa la spesa Mamma Rosa, le promesse di controllare prezzi e
bottegai, di riformare il sistema carcerario, la macchina
della giustizia per i cittadini, non solo per i politici inquisiti, e fare
del welfare e sanità sistemi moderni e funzionanti. Per
non parlare poi delle beghine baciapile, di destra e di sinistra
che siedono al Parlamento e legiferano strafalcioni contro la ricerca
scientifica e contro le libertà individuali e liberali.
Non ci resta che riaffermare la Democrazia diretta, e il rispetto dovuto al
Popolo, andando tutti a
firmare per il Referendum radicale.
Conclusione di Brambilla: Chi volta il cù
a Milan volta il cù al pan. Un vecchio detto lombardo che vale anche
per Quagliarulo.
Giuliana
D'Olcese
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Rispondo al Direttore del Corriere della Sera Stefano Folli su quanto ha scritto
il 20 giugno sul suo
editoriale della domenica
dal titolo
Doppia crisi di
leadership. Bipolarismo malato, rischi di
paralisi
Da signor nessuno, ma da cittadina che da anni fa
politica dal basso sforzandosi di veicolare all'informazione ed alla
politica
ufficiale quanto intercetto circa gli umori
profondi del Paese, - dimostrando con i fatti, non solo con le parole
-, che il mio interesse
per la politica è lontano anni luce da
fini personalistici tendenti ad una qualche candidatura nazionale o
territoriale, desidero porre
l'accento sul chiarissimo avvertimento, seppur dai
toni sfumati, toni e colori che però non traggono in inganno, che
il direttore del
quotidiano nazionale più diffuso in Italia e
all'estero ha voluto inviare alla politica ufficiale facendosi traduttore ed
interprete di quanto
si agita tra la variegata società italiana: tra
quello che io amo definire il Popolo. Oramai coloro che leggono la mia nota
del venerdì
hanno ben capito che, onde raggiungere le
orecchie da mercanti in fiera dei maggiori e minori poli e partiti politici in
campo, e i loro
relativi mezzi di "informazione" amici
ed ottenere così un qualche risultato, mi tengo ben distante dal
linguaggio ortodosso ed
istituzionale e cerco di esprimermi, per
interpretare e rendere la realtà espressa dalla gola profonda del Paese, con
espressioni
colorite e sbrigative, a volte popolane, un po'
volgari e pesanti ma da donne e da uomini qualunqui che cercano, con i
consueti
mezzi lessicali giornalieri propri della "gente" ciò che noi
cittadini pensiamo, e vogliamo combattere, della
maniera in cui, a turno,
veniamo governati e considerati da chi e da quanti
inviamo a rappresentarci al Parlamento ed al Governo.
Bipolarismo malato e rischi di paralisi dunque? Sì è questa la realtà del
Paese. E' la realtà del nostro
sistema politico che, però, da tutti vediamo mascherare ma che
è il sistema politico il cui tessuto interessa, e serve, in primis,
alla
popolazione italiana. Poi, dopo, ai politici che
devono essere gli interpreti e gli esecutori della volontà popolare che di
volta in volta
si determina nelle
urne - e, nota bene, sono pagati profumatamente, a vita, per questo
incarico anche se eletti per una sola
legislatura -. Non c'è bisogno di essere addentro alle segrete cose ne' di mangiare
ogni giorno pane e politica per chiedersi
quanto
stanno chiedendosi dalla sera del 13 giugno i
cittadini che sono andati a votare o che si sono astenuti determinando il
"pareggio"
tra i due principali schieramenti ma frapponendo
ed opponendo ad essi una forza di rappresentanza politica costituita dai
cosidetti
"piccoli partiti" che, messi assieme
costituiscono, invece, un grosso e determinante partito di maggioranza relativa
ed oltre.
La domanda, davvero più che inquietante, direi
drammatica, a cui è urgente dare una salda e chiarissima risposta da parte
delle
nostre Istituzioni (considerando anche la
fragilità ed il disordine Costituzionale ed Istituzionale dell'Europa varata il
19 giugno e il senso non scarso, ma nullo, che molte nazioni aderenti alla UE,
con l'Italia in testa, hanno dell'Unione Europea e dell''Euro che ha
prodotto uno sconvolgimento drammatico nella vita di milioni di consumatori
italiani) è la seguente: Qualora il 12 e il 13 giugno si fosse votato per le elezioni
politiche, come si appresterebbe ad essere governata l'Italia che non ha
espresso una maggioranza politica e di governo ma bensì un Paese spaccato
esattamente a metà?
Non mi si risponda con i pannicelli caldi che, a
destra e a sinistra, molti, troppi "esperti" della politica e troppi suoi
chierici officianti dell'informazione hanno chi dichiarato chi scritto,
ottenendo il solo effetto di esasperare vieppiù i cittadini,: "L'elettorato,
trattandosi di elezioni europee, non politiche, ha votato per lanciare un
chiaro segnale allo schieramento con cui si identifica. Alle politiche del 2006 ciascun elettore rientrerà "nei propri ranghi".
Enorme puttanata! Sostenere e pronosticare
siffatta profezia ha due precisi ed inequivocabili significati di cui
prendere atto e trarne le relative conseguenze: Per chi e quanti, nella
politica e nell'informazione,
non hanno capito niente è d'obbligo che
cambino mestiere immediatamente perchè rappresentano un pericolo
pubblico.
O, peggio, sono in spudorata quanto pericolosa
e destabilizzante malafede. I due casi, rappresentano
quanto noi cittadini abbiamo individuato e temiamo dalla maggior parte delle
"analisi del voto" sentendoci impotenti e disarmati ad affrontare ed avere
ragione di tanta malafede e nequizia intellettuale e politica e, perciò,
siamo sempre più inquieti ed inquietati con l'informazione e la politica
politicante di ciascuna parte. Sappiano tutti,
invece, che se si fosse votato per le politiche il risultato sarebbe stato
identico.
Ed, ora, staremmo formando un Governo di Salute
Pubblica.
Per chi, invece, preferisce i pannicelli caldi
lessicali o il politically correct, staremmo formando un Governo
Istituzionale.
Scrive tra le
altre osservazioni il direttore del Corsera: "La sera del 13 giugno è cominciato
un movimento destinato a cambiare molte cose. Se in meglio o in peggio, è tutto da vedere".
Egregio Direttore,
lei sa bene, anche se per salvare il salvabile da pericolose e devastanti derive
di destabilizzazione del Paese non lo ha mai scritto finora ma oggi, a saper
leggere, finalmente lo scrive, così come da tempo lo hanno capito milioni di
cittadini, che quel movimento è cominciato molto,
molto prima della sera del 13 giugno e, non solo, dall'avvento del Governo
Berlusconi ma ha avuto origine anche da
prima. Se mi consente di inviarle un
messaggio dal basso, urge ed è questione di vita o di morte della
Democrazia dell'Alternanza che si provveda,
tutti indistintamente, a contrapporre a questo
movimento il suo esatto contrario.
Distinti saluti e buon lavoro da
Giuliana D'Olcese
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GMM scrive: "Mettiamoci il cuore in pace, va', e mangiamoci un gelatone
pralinato, perché il Cav ha stabilito che altre sono le priorità nella vita,
rispetto al referendum sulla costituzione europea proposto dall'ingenuo
Frattini. Il vicepremier è stato più gentile, anche se, alla fine della
fiera, ha buttato lì che la consultazione sarebbe inutile, visto che gli
Italiani sono il popolo più euroconvinto, confortato oltretutto in ciò dal
sagace Mannheimer, il principe dei sondaggisti (o il sondaggista del principe?),
che già aveva confezionato sul Corrierone una percentuale sontuosa di
euroinvasati, addirittura il 78%."