*Brambilla & Quagliarulo*
 
quelli che a Gargiulo & Gargiulo lo hanno messo.....

 
Disse Totò a Peppino: Don Peppi', e se Gargiulo & Gargiulo ce lo mettono in quel posto? Rispose Peppino: Donn' Anto', io sono Brambilla? - Sì. Embè? - E voi siete Quagliarulo? - Sì. Embè? - Embè e noi lo mettiamo in quel posto a Gargiulo & Gargiulo.
i Brambilla dal Nord & i Quagliarulo dal Sud avevano scritto anche al Governo, ai Governi locali e all'Opposizione:
Esimi Cav. & Prof. STOP alle balle! il 24 dicembre 2003
Stangate, Suicidi, Propaganda. In fila per i pacchi Caritas. il 5 gennaio 2004
Truffe Parmalat: Truffe Bipartisan con De Bustis & Gorgoni? l'11 gennaio 2004
Euro. Squilli di Peti & Rullìi di Brioches *Reagite!*. il 31 aprile 2004
Crudelia Demont Gran Cavaliera da Arcore & le cambiali in bianco. il 3 febbraio 2004
Avanzi di Politica e Magistratura: Per i cittadini non si fa nulla per la giustizia. Cittadini trattati come avanzi. il 9 febbraio 2004
l'Ultimo Tango del Cav. da Vespa: Massaie spesa e caroeuro? La mia Mamma la spesa la fa così. Reagite! il 12 febbraio 2004
Ultimo Tango a Pollenatrocchia di Sopra e Ultimo Tango a Pollenatrocchia di Sotto. il 16 febbraio 2004
'O Ministro Capa 'e fierro e le Regioni cacchie cacchie, loffie loffie... il 23 febbraio 2004
Se Gargiulo & Gargiulo ce lo mettono in.... diciamo Sì al voto ai "piccoli partiti". il 6 giugno 2004
Con Sinistra e Ulivo? Nonostante Amato amato, non li voto più. Troppe marce e ambiguità con i terrorismi nostrani.11 giugno 2004
Con distinti saluti da Brambilla & Quagliarulo. (Più avvertimenti di così!!! Ma il peggior sordo è quello che non vuol sentire).
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Siamo sommersi, dal 14 giugno, da bizantine, vane e fuorvianti "analisi del voto" che, per certuni, ha fatto vincere l'uno, per certi altri ha fatto vincere l'altro. Balle. La verità è che hanno perso tutti alla grande. Ma, ciò che conta, hanno perso con il Paese, ovverosia con Brambilla & Quagliarulo che si ritrovano, come sempre, a fare la parte di Pantalone. Brambilla & Quagliarulo pagano e pagheranno ancora viste le "ricette" proposte ora da Gargiulo & Gargiulo per vincere le politiche del 2006. Tra Strapuntini ministeriali promessi e ritriciclaggi di Costituenti c'è da perdere per strada il senno di prima e la stabilità di poi e trovarsi dritti sparati nella Repubblica delle Banane o in un Governo di Salute Pubblica detto Governo Istituzionale. I fiumi di inchiostro stantio intellettual-politichese rovesciati sulla e dalla stampa amica di questo o di quello circa le "sorprese" del voto dei Brambilla & dei Quagliarulo che, o si sono astenuti o hanno premiato i ''piccoli partiti'' di destra e di sinistra, cercano solo di fare ammuina perchè, invece, "sorprese" non sono. Sono solo la meritatissima lezione e l'alto la' che il Popolo - trascinato per i cosìdetti - ha decretato di dare a Gargiulo & Gargiulo. Il rimedio pragmatico e da seguire di corsa? Tra un anno vi saranno le elezioni regionali e va tenuto ben presente che il governo, buono o cattivo, del territorio cioè delle Regioni, dei Comuni e delle Province è determinante per la vittoria dei Governi nazionali. Ma il rischio di ripetere l'esperienza amarissima per tutti delle recenti elezioni europee è molto forte. Perchè? Lo è sopratutto per effetto del federalismo italiota che ci hanno ammannito, imperfetto, incostituzionale, sbilenco, ed a forte impronta regionalista, cioè centralista e non federalista a cui, inoltre, mancano le basi fondamentali delle Riforme sui poteri attribuiti al Premier, al Capo dello Stato ed il federalismo fiscale. Sul Federalismo la politica abborracciata, di destra e di sinistra,
come peraltro l'"informazione", ignorano cosa significa la parola Foedus o, chi ne sa il significato, si guarda bene dallo spiegarcelo perchè ai poteri central-centralisti fanno comodo i sottopoteri corporativi e clientelari, vedi euro & bottegai, ordini professionali ecc. ecc). In una nota del 23 febbraio 2004, 'O Ministro Capa 'e fierro e le Regioni cacchie cacchie, loffie loffie... i Brambilla & i Quagliarulo d'Italia inviarono un chiaro avvertimento, a fin di bene comune, a Tremonti, Governo e Opposizione: Ridefinite il potere di acquisto dell'euro e controllate le speculazioni selvagge che hanno portato all'Italia 2.500.000 di famiglie di nuovi poveri, circa 10 milioni di cittadini, tra ceto medio e pensionati, a non mettere più insieme il pranzo con la cena e, alla quarta settimana del mese,
a non poter più comperare persino il pane e il latte. I provvedimenti vanno attuati attraverso il controllo reale, non propagandaro e parolaio che ci propinano da Porta a Porta, delle Regioni e dei Comuni oltre che della Guardia di Finanza.
             Qualcuno ha visto per caso qualche controllo di quelli promessi da Tremonti e Marzano? NO! NO!
                     Qualcuno ci ha parlato di Europa e spiegato quale Europa vogliamo costruire? NO NO
Le promesse di Tremonti, come quelle dei Presidenti delle Regioni e dei Sindaci, di destra e di sinistra, di scatenare il controllo dei prezzi, sono state menzogne elettoralistiche: Se ne sono straimpippati alla grande volendo, tutti, i voti delle categorie commerciali.
E così i Brambilla del Nord & i Quagliarulo del Sud l'hanno fatta pagare a maggioranza e opposizione. Il Popolo è una brutta bestia ma una bestia giusta e attenta. Visti i comportamenti di codesti amministratori locali verso i cittadini che li hanno eletti e constatate le politiche di comodo che mettono in pratica, aumentandosi al cubo gli stipendi e magari progettando nuove Moschee ma ignorando il disagio socioeconomico, mi pento amaramente di avere condotto per anni con il Movimento per le Riforme la battaglia per l'elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti delle Regioni. Una classe politica centrale e territoriale siffatta come la chiamiamo? Di m....? I vecchi e i nuovi arnesi della politica nostrana credevano di far dimenticare ai Brambilla & ai Quagliarulo i disastri operati sulla loro pelle dai ministri di ora e di prima che hanno gestito e gestiscono il nostro portafoglio, chi mettendo su l'ennesimo cartello elettorale ritriciclato, centralista, stantio e privo del valore aggiunto dei cittadini oramai schifati dagli ingrati comportamenti dell'Ulivo che essi avevano portato alla vittoria del 96. Un Ulivo che, oltretutto, ha introdotto la moneta unica senza le preventive azioni economiche tanto da farci ritrovare con 10 milioni di nuovi poveri. Come l'illusione, dettata dalla proverbiale nota supponenza del centrosinistra, di far dimenticare il suo correre dietro, contro la sicurezza e la tolleranza civile dei cittadini, a incappucciati, a spargitori di sterco, a ''disobbedienti'' sfondapolizia e sfondavetrine di ogni genere e risma che nei cortei minacciano ceffoni, sputano in faccia ai loro leader e sventolano provocatoriamente bandiere iraquene in faccia al Papa.
Infine come dimenticare le codardie elettoralistiche sulle responsabilità da condividere con l'Onu in Iraq?
La pezza a colori, 48 ore prima del voto!, messa su dalle acconce dichiarazioni di Amato hanno, se possibile, creato maggiore sconcerto. E talis et qualis è stata la sconfitta di chi aveva creduto di meritare il voto di Brambilla & Quagliarulo con la liberazione dei tre ostaggi in Iraq, gli SMS alle quattro di notte, il torrentizio esemplarismo di come fa la spesa Mamma Rosa, le promesse di controllare prezzi e bottegai, di riformare il sistema carcerario, la macchina della giustizia per i cittadini, non solo per i politici inquisiti, e fare del welfare e sanità sistemi moderni e funzionanti. Per non parlare poi delle beghine baciapile, di destra e di sinistra
che siedono al Parlamento e legiferano strafalcioni contro la ricerca scientifica e contro le libertà individuali e liberali.
Non ci resta che riaffermare la Democrazia diretta, e il rispetto dovuto al Popolo, andando tutti a firmare per il Referendum radicale.
 Conclusione di Brambilla: Chi volta il cù a Milan volta il cù al pan. Un vecchio detto lombardo che vale anche per Quagliarulo.
            Giuliana D'Olcese
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                 Rispondo al Direttore del Corriere della Sera Stefano Folli su quanto ha scritto il 20 giugno sul suo
            editoriale della domenica dal titolo
 
Doppia crisi di leadership. Bipolarismo malato, rischi di paralisi
 
Da signor nessuno, ma da cittadina che da anni fa politica dal basso sforzandosi di veicolare all'informazione ed alla politica
ufficiale quanto intercetto circa gli umori profondi del Paese, - dimostrando con i fatti, non solo con le parole -, che il mio interesse
per la politica è lontano anni luce da fini personalistici tendenti ad una qualche candidatura nazionale o territoriale, desidero porre
l'accento sul chiarissimo avvertimento, seppur dai toni sfumati, toni e colori che però non traggono in inganno, che il direttore del
quotidiano nazionale più diffuso in Italia e all'estero ha voluto inviare alla politica ufficiale facendosi traduttore ed interprete di quanto
si agita tra la variegata società italiana: tra quello che io amo definire il Popolo. Oramai coloro che leggono la mia nota del venerdì
hanno ben capito che, onde raggiungere le orecchie da mercanti in fiera dei maggiori e minori poli e partiti politici in campo, e i loro
relativi mezzi di "informazione" amici ed ottenere così un qualche risultato, mi tengo ben distante dal linguaggio ortodosso ed
istituzionale e cerco di esprimermi, per interpretare e rendere la realtà espressa dalla gola profonda del Paese, con espressioni
colorite e sbrigative, a volte popolane, un po' volgari e pesanti ma da donne e da uomini qualunqui che cercano, con i consueti
mezzi lessicali giornalieri propri della "gente" ciò che noi cittadini pensiamo, e vogliamo combattere, della maniera in cui, a turno,
veniamo governati e considerati da chi e da quanti inviamo a rappresentarci al Parlamento ed al Governo.
Bipolarismo malato e rischi di paralisi dunque? Sì è questa la realtà del Paese. E' la realtà del nostro
sistema politico che, però, da tutti vediamo mascherare ma che è il sistema politico il cui tessuto interessa, e serve, in primis, alla
popolazione italiana. Poi, dopo, ai politici che devono essere gli interpreti e gli esecutori della volontà popolare che di volta in volta
si determina nelle urne - e, nota bene, sono pagati profumatamente, a vita, per questo incarico anche se eletti per una sola
legislatura -. Non c'è bisogno di essere addentro alle segrete cose ne' di mangiare ogni giorno pane e politica per chiedersi quanto
stanno chiedendosi dalla sera del 13 giugno i cittadini che sono andati a votare o che si sono astenuti determinando il "pareggio"
tra i due principali schieramenti ma frapponendo ed opponendo ad essi una forza di rappresentanza politica costituita dai cosidetti
"piccoli partiti" che, messi assieme costituiscono, invece, un grosso e determinante partito di maggioranza relativa ed oltre.
La domanda, davvero più che inquietante, direi drammatica, a cui è urgente dare una salda e chiarissima risposta da parte delle
nostre Istituzioni (considerando anche la fragilità ed il disordine Costituzionale ed Istituzionale dell'Europa varata il 19 giugno e il senso non scarso, ma nullo, che molte nazioni aderenti alla UE, con l'Italia in testa, hanno dell'Unione Europea e dell''Euro che ha prodotto uno sconvolgimento drammatico nella vita di milioni di consumatori italiani) è la seguente: Qualora il 12 e il 13 giugno si fosse votato per le elezioni politiche, come si appresterebbe ad essere governata l'Italia che non ha espresso una maggioranza politica e di governo ma bensì un Paese spaccato esattamente a metà?
Non mi si risponda con i pannicelli caldi che, a destra e a sinistra, molti, troppi "esperti" della politica e troppi suoi chierici officianti dell'informazione hanno chi dichiarato chi scritto, ottenendo il solo effetto di esasperare vieppiù i cittadini,: "L'elettorato, trattandosi di elezioni europee, non politiche, ha votato per lanciare un chiaro segnale allo schieramento con cui si identifica. Alle politiche del 2006 ciascun elettore rientrerà "nei propri ranghi". Enorme puttanata! Sostenere e pronosticare siffatta profezia ha due precisi ed inequivocabili significati di cui prendere atto e trarne le relative conseguenze: Per chi e quanti, nella politica e nell'informazione,
non hanno capito niente è d'obbligo che cambino mestiere immediatamente perchè rappresentano un pericolo pubblico.
O, peggio, sono in spudorata quanto pericolosa e destabilizzante malafede. I due casi, rappresentano quanto noi cittadini abbiamo individuato e temiamo dalla maggior parte delle "analisi del voto" sentendoci impotenti e disarmati ad affrontare ed avere ragione di tanta malafede e nequizia intellettuale e politica e, perciò, siamo sempre più inquieti ed inquietati con l'informazione e la politica politicante di ciascuna parte. Sappiano tutti, invece, che se si fosse votato per le politiche il risultato sarebbe stato identico.
Ed, ora, staremmo formando un Governo di Salute Pubblica.
Per chi, invece, preferisce i pannicelli caldi lessicali o il politically correct, staremmo formando un Governo Istituzionale.
Scrive tra le altre osservazioni il direttore del Corsera: "La sera del 13 giugno è cominciato un movimento destinato a cambiare molte cose. Se in meglio o in peggio, è tutto da vedere".
          Egregio Direttore, lei sa bene, anche se per salvare il salvabile da pericolose e devastanti derive di destabilizzazione del Paese non lo ha mai scritto finora ma oggi, a saper leggere, finalmente lo scrive, così come da tempo lo hanno capito milioni di cittadini, che quel movimento è cominciato molto, molto prima della sera del 13 giugno e, non solo, dall'avvento del Governo Berlusconi ma ha avuto origine anche da prima. Se mi consente di inviarle un messaggio dal basso, urge ed è questione di vita o di morte della Democrazia dell'Alternanza che si provveda, tutti indistintamente, a contrapporre a questo movimento il suo esatto contrario.
                  Distinti saluti e buon lavoro da Giuliana D'Olcese
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GMM scrive: "Mettiamoci il cuore in pace, va', e mangiamoci un gelatone pralinato, perché il Cav ha stabilito che altre sono le priorità nella vita, rispetto al referendum sulla costituzione europea proposto dall'ingenuo Frattini. Il vicepremier è stato più gentile, anche se, alla fine della fiera, ha buttato lì che la consultazione sarebbe inutile, visto che gli Italiani sono il popolo più euroconvinto, confortato oltretutto in ciò dal sagace Mannheimer, il principe dei sondaggisti (o il sondaggista del principe?), che già aveva confezionato sul Corrierone una percentuale sontuosa di euroinvasati, addirittura il 78%."