Se ci colpiscono responsabilizzate anche quella giudice
Il "Caso" de Cesare - Valoti Olcese - giudice Ienzi 
Avvocato, il mio giudice è di destra o di sinistra?
Cosa è il Giustizialismo? E le gogne mediatiche come e perchè vengono operate? Lettere
Il giustizialismo è pretendere di cambiare la società attraverso il ricorso sistematico alle sentenze dei giudicidi e dei giornalisti I giudici che scioperano contro la Riforma della Giustizia dovrebbero, invece, scioperare con il fine di una vera, profonda, Riforma delle leggi, della burocrazia, del fisco e della Pubblica Amministrazione.
 L'ultimo sciopero ha avuto il sapore più del ciurlar nel manico antigovernativo, e dell'ennesima trovata elettorale, che quello di scioperare a favore di una giustizia giusta e funzionante
 
   L'avvilimento e la frustrazione generati nei cittadini contribuenti da uno sciopero della magistratura è pari allo svilimento che
questo organismo statale, mantenuto dalla comunità, genera e provoca su se stesso. Come ci sono giornalisti che distruggono l'onorabilità di persone oneste, ci sono giudici che non vanno per il sottile nel mettere alla gogna chi ancora non è arrivato al processo, fregandosene del principio della presunzione di innocenza. Se mi tiri in mezzo Goebbels, io posso ribattere con Dreyfuss e Zola? Non c'è solo la politica ad avvelenare i comportamenti della magistratura: la campagna contro Scattone e Ferraro, o quella contro Pacciani, o la vicenda del giudice di Tortona che ha falsificato gli atti nel processo contro gli assassini del cavalcavia, o la persecuzione di Contrada, a chi dobbiamo imputarle, se non alla superficialità e all'arroganza di una corporazione preda dell'onnipotenza? Giustizialismo è pretendere di cambiare la società attraverso il ricorso sistematico alle sentenze dei giudici. Giovanni Maria Mischiati
      Rispondo a Mischiati con l'intenzione, dettata dalla impellente necessità, di lasciare chiara traccia di quel
che espongo. Il resto è depositato dal mio avvocato.
      Sugli effetti perversi e delittuosi che possono provocare i processi di piazza e le gogne mediatiche - gogne mediatiche che
a volte vengono provocate dai giornalisti e dagli stessi magistrati con l'ordine impartito ai condannati nei processi civili di pubblicare le sentenze ed i provvedimenti urgenti e temporanei ex articolo 700 su internet a caratteri cubitali e nelle pagine più lette di settimanali e quotidiani nazionali il cui risultato è quello di dare grande visibilità e notorietà mediatica al giudice, che però non spende una lira di pubblicità, ma recano viceversa enorme danno economico e pericolo di incolumità al condannato a causa della sovraesposizione a cui viene sottoposto a qualunque delinquenza organizzata, ed altro, - anche mediante sentenze non ancora convalidate dal giudizio di merito, avverto la necessità di esporre, a futura memoria perchè non si sa mai, quanto è accaduto a me ed i rischi gravissimi che ne sono derivati e continuano a derivarne sia per me sia per mia figlia Carolina Olcese. Tempo fa questo sito mi ha pubblicato nella rubrica GiornalistiinTrincea il comunicato che fui costretta a diramare in seguito ad inquietantissimi ripetuti messaggi che cominciai a ricevere dopo che il provvedimento urgente ex articolo 700 a mio carico, emanato dalla giudice Marta Ienzi della
I^ Sezione del Tribunale Civile di Roma a mia totale insaputa ed ignoranza del fatto che si stava svolgendo un procedimento a mio carico presso la Ienzi in quanto mai avevo ricevuto notifiche da un ufficiale giudiziario, fu fatto da lei pubblicare 2 volte e per ben 2 settimane di seguito sul Corriere della Sera e sul settimanale Sette e per un mese sul sito internet del Movimento per le Riforme Istituzionali oscurandolo del tutto tale è la gigantografia della sentenza che si può leggere per intero qua in calce a questo file. Ma il provvedimento, altro fatto inaudito e gravissimo tra gli altri, fu riprodotto al computer, come una e-mail, dallo studio degli avvocati della Valoti Olcese e ciò contro ogni regola legale in quanto non era la riproduzione della sentenza originale munita dei timbri del Tribunale, come vengono pubblicate in internet le sentenze e cioè con il procedimento grafico dello scanner. Quindi, quella pubblicata sul sito, non fu la riproduzione della sentenza originale notificata dall'ufficiale giudiziario al provider Aruba.it. Tecnorail srl Arezzo. La versione scannerizzata fu subito fatta sostituire, privando manu militari me e il webmaster del sito del diritto e della possibilità di intervento in tal senso, con la versione della sentenza priva dei timbri di autenticazione del Tribunale di Roma e del giudice Marta Ienzi, che la aveva emessa. La sentenza appare come un falso confezionato da chiunque volesse farlo, anche un haker. Il responsabile del provider Aruba.it Tecnorail srl di Arezzo alla mia domanda del perchè non avevano pubblicato la sentenza in originale scannerizzato rispose testualmente: "Il giudice Ienzi e gli avvocati della Valoti Olcese non sono soddisfatti della grandezza scannerizzata, la vogliono a caratteri cubitali in modo che copra interamente il sito e lo cancelli completamente. Il sito che c'è sotto non si deve vedere. Ci ha telefonato un avvocato dello studio legale Maddalena Palladino e Adriano Raffaelli di Milano e ci ha assicurato che il giudice approva ed è d'accordo, ha visto la bozza e ha dato il via libera alla sentenza senza timbri".( !!! ).
A parte tutto ciò............, la sentenza fu tenuta sul sito, forzatamente, oltre il periodo ordinato dalla Ienzi, per altri 8 giorni impedendo al webmaster del sito del Movimento per le Riforme, e quindi a me che ne ero la legittima proprietaria, di disporre della mia proprietà, di usare le mie password e di riappropriarmi legittimamente della gestione del sito, di togliere la sentenza scaduta e di poter continuare ad aggiornarlo alla scadenza del periodo di pubblicazione ordinato dalla Ienzi. Contro queste azioni di autentica pirateria denunciai penalmente il provider che continuava a prendere ordini di modifiche ecc. dagli avvocati di parte avversa, e da altri soggetti, infischiandosene, - tanto doveva venire rassicurato legalmente, e "premiato", da più entità -, delle mie legittime richieste di praticabilità tecnica del sito da me pagato al provider e delle mie password che nel frattempo, evidentemente, dovevano erano state cambiate dal provider: (per ordine di chi?). Della denuncia penale al provider Tecnorail Aruba.it non ne ho saputo più nulla......
Gli illeciti descritti non sono mai stati eccepiti ne' dal Tribunale ne' dalla giudice Marta Ienzi la quale, come si legge sulla sentenza a mio carico qua in fondo al file, ordinò che a farla pubblicare sui 3 mezzi di informazione fosse la vedova del mio ex marito Vittorio Olcese, Maria Teresa Valoti Olcese -colei che aveva richiesto il provvedimento urgente nei miei confronti- e che poi, sempre per ordine della Ienzi, doveva venire rimborsata da me degli oltre 50.000.000 -milioni di lire- che era il costo complessivo delle pubblicazioni. Finora avevo soprasseduto a chiedere di pubblicare quanto scrivo essendomi limitata tempo fa, in seguito a messaggi inquietanti che ricevevo, a vedere pubblicato nella rubrica Giornalisti in Trincea il comunicato stampa che segue.
   Ma, essendo stata informata recentemente che il counter del giornale da un po' di tempo registra molte visite al vecchio link
/trincea_44.htm (so che il sito da 5 anni che è nato non ha cancellato e non cancella nessun comunicato, articolo o lettera ma li tiene tutti come archivio) ritengo indispensabile, sia per proteggere mia figlia che per cautelare me stessa, di ripubblicarlo aggiungendo questa nota ed altri miei scritti al riguardo per il fatto che ritengo estremamente inquietante la ri-concomitanza tra certi messaggi ricevuti e le numerose ri-visite frenetiche a quel link e ad altri ove trovansi tracce di me sia anteriori al provvedimento Ienzi che posteriori.
  Preciso che sono stata costretta a diramare pubblicamente il primo comunicato e poi anche questo file che descrive gli eventi che mi hanno vista protagonista, protagonista non informata fino al punto di non reversibilità delle sue conseguenze perchè non messa in condizione di nominare la mia difesa, di una storia giudiziaria inaudita, e che ancora continua, per il semplice ma basilare fatto che sono stata esposta, continuo ad esserlo e con me quel che è più grave mia figlia, ad una pericolosissima e pesantissima sovraesposizione delle persone fisiche a tutti i tipi di delinquenza, di mafie e terrorismi nazionali ed internazionali per il fatto che la sentenza della I^ sezione del Tribunale civile di Roma a firma Marta Ienzi che ne ha ordinato la pubblicazione sui 2 maggiori giornali nazionali, i più diffusi in Italia ed all'estero, e su internet che notoriamente è un mezzo di informazione visto e letto in tutto il mondo da tutti, fa passare me e quindi i miei eredi, come gente stra miliardaria che può permettersi qualsiasi capriccio potendo sostenere economicamente, senza preoccuparsene, una sanzione di 2.000.000 -due milioni di lire al giorno- per circa 2 anni e standosene in volontaria contumacia non costituendosi in un procedimento pendente in tribunale.
Neanche i figli di Onassis sarebbero tanto sprezzanti del danaro! Figuriamoci persone come me e mia figlia di condizioni economiche modeste. Ora, non avendo il danaro per le spese di Appello alla sentenza di convalida al provvedimento di urgenza della giudice Ienzi, sentenza di convalida emanata dal giudice Maurizio Durante della I^ sezione del Tribunale civile di Roma, mi rivolgerò agli organi interni della Magistratura competente esponendo loro quanto operato e quanto continua ai nostri danni.
           Ecco il comunicato.
Fuori programma Occhio indiscreto:
Gentili lettori, in un comunicato stampa, ricevuto sabato 25 aprile 2002 a titolo "25 Aprile: a Veltroni, a Teodori, e a... dico".
ci ha incuriosito, e colpito, il paragrafo che segue e lo pubblichiamo qua fuori programma. Il comunicato era firmato Giuliana D'Olcese. Segue Occhio indiscreto. <"Colgo l'occasione odierna per inviare tre brevi ma fermi messaggi-testimonianza di una cittadina pratica e attenta nel
bene e nel male a quanto ci circonda. Primo msg, a futura memoria: Invito le varie "Voci" dei vari "Nuclei" per questa o quella ricostituzione e fondazione di Comitati clandestini e di nuovi partiti rivoluzionari per l'attuazione di piani e progetti elaborativi di ecc.ecc, di astenersi dall'inviarmi "Comunicati" -puntualmente- nelle occasioni in cui sostengo con dichiarazioni a mezzo stampa idee e principi non graditi loro. Liberi di farlo, siamo in democrazia, nei momenti che credono ma, quei "Comunicati", se inviati a stretto giro di minuti da dichiarazioni o articoli su argomenti non graditi loro, suonano con tono diverso dal tono di comunicati stampa usualmente recapitati. Ciò lo scrivo, a futura memoria, di quanti mi leggono qua">. 
                                                                                        *********
''la Terreur'': Avvocato, il mio giudice è di destra o di sinistra?
Cittadini indignati sui casi Stame-Priebke - de Cesare-Olcese - Ienzi 
'le Streghe' della Giustizia e dell'''Informazione" e i vili vertici di Amica
Gogne di Piazza: infila la m.... nel ventilatore, vedrai dove arrivano gli schizzi
Comitato pro ddl Cossiga su perizia psichiatrica, controlli preventivi e idoneità ad entrare in magistratura
Cosa intendiamo noi cittadini per Giustizia? Quale figura e quale ruolo rappresentano i magistrati per noi contribuenti che manteniamo lo Stato con le tasse e quindi l'intera macchina della giustizia?
Il Tribunale di Cuneo ha equiparato l'email a un documento sottoscritto con firma elettronica leggera
*************
Il Procuratore generale di Palermo, Piero Grasso, nel corso di un convegno ha invitato i magistrati all'autocritica ed ha rivelato:
"Abbiamo intercettato alcuni cittadini che, prima di sapere cosa rischiano dalla giustizia, chiedono al loro avvocato di che corrente o colore politico sia il pm o il giudice. Se alcuni magistrati avessero tentato di guadagnarsi la fiducia della gente, con modi, parole
e toni che ispirano fiducia e serenità di giudizio, oggi sarebbe difficile offenderci ed accusarci". Il superprocuratore antimafia Pier Luigi Vigna condivide l'allarme di Grasso ed avverte: "..... per riconquistare la fiducia dei cittadini la magistratura non può fare solo
da sè e la fiducia non basta chiederla, occorre che le Istituzioni la riconquistino tutte assieme".
 Lettere
       Una lettrice ha scritto al Corsera: (...) Mi hanno molto colpito le parole del procuratore Grasso riferite da Virginia Piccolillo.
Grasso non è sospettabile di collusione con il potere politico, nè di destra nè di sinistra ed è uno dei pochissimi che hanno il coraggio di mettere il dito sulla piaga: spero che ciò che ha detto non resti lettera morta. Margherita Mariotti Milano
       Grasso e Vigna hanno colto nel segno. Io, per esempio, sono tra gli innumerevoli cittadini che,
oramai terrorizzati, prima di sapere cosa rischiano chiedono al loro avvocato di che corrente o colore politico sia il pm o il giudice nelle cui mani finiranno. Sui fatti descritti nell'ultima nota seguono qua solo alcuni, tra le centinaia di commenti ricevuti, riassuntivi delle opinioni dei lettori. Uno suggerisce che Attilia Levi inoltri, oltre che al Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Ciampi, al Vicepresidente Rognoni ed ai suoi componenti richiesta di indagine sull'operato del giudice Marta Ienzi in merito alla sentenza emessa sul processo Priebke-Stame. E' ora che anche i contribuenti si occupino seriamente della Giustizia e diano alle Istituzioni un contributo ed una testimonianza di cittadinanza per la riforma ed il controllo del sistema giudiziario. GD'O
       D'Olcese, ho letto con attenzione la Sua vicenda. È, a dir poco, allucinante, kafkiana, brutale, inaccettabile.
Auguri Ivo Grilli. P.S.: Scrisse Pulitzer: Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e pubblicateli. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri. Joseph Pulitzer
       Signora D'Olcese, rispondo in ritardo al Sua nota perché la vicenda della Signora Rosetta Stame,
essendone all'oscuro, mi era sembrata incredibile. Anche adesso, sebbene la vicenda della Signora Rosetta l'ho riletta il 24 marzo
su "Repubblica" e, quindi, non c'è ombra di dubbio che è vera, non posso immaginare che nelle nostre leggi esista un articolo che consenta di condannare chicchessia per aver "diffamato!!!" un criminale nazista come Priebke. E, se esiste, dal nostro codice va immediatamente cancellata una simile vergogna. Suggerisco alla Signora Attilia Levi che, giustamente, vuole andare a fondo nella faccenda Priebke-Stame-Ienzi, che un modo di farlo è il riproporre la sua richiesta a Ciampi, come Presidente del Consiglio
Superiore della Magistratura, ed estenderla a tutti i componenti il C.S.M, perché promuovano un'indagine. Inoltre, inviando x email
la richiesta ad amici e ad altri perché la firmino e la spediscano al Presidente Ciampi, al Vice Rognoni ed al ministro di Giustizia
Castelli. Io, in questa sede, alle personalità politiche e dei media a cui ho inviato questa lettera per conoscenza, chiedo: Può un Giudice della Repubblica Italiana, nata e fondata sui Valori della lotta contro il nazifascismo, trovare diffamatorio qualsiasi giudizio
sia stato espresso nei riguardi di un criminale come Priebke e pronunciare una condanna che naturalmente va letta come un atto di difesa della "rispettabilità" del querelante e di oltraggio per i 335 morti assassinati nelle Fosse Ardeatine?
Un Paese che ha rispetto per i propri morti può trovare qualcosa di rispettabile in uno che si è comportato come Priebke, per il quale le persone erano solo numeri, e l'assassinio di 5 persone in più o in meno era la stessa cosa?!". Pasquale Iacopino
      Ammiro e stimo grandemente le persone che, come Lei D'Olcese, si espongono, non hanno peli sulla lingua
e non hanno timore di denunciare gli abusi di potere, specie se sono vittime di "strane lacune" burocratico-amministrativo e di violenze inaudite dopo che si sono spese e guadagnate sul campo ed a livello nazionale infinite attestazioni per l'impegno civile e
di volontariato dimostrato per una vita. Cosa si pretende dal popolo? Che un cittadino subisca come uno schiavo senza reagire o dire la sua opinione solo perchè si ribella o indaga su certi totem intoccabili? Purtroppo ha ragione il Senatore Ottaviano Del Turco quando sostiene e dichiara pubblicamente che "sulle cosidette 'fughe di notizie' dalle Procure le fughe di notizie altro non sono che
la cinica corsa sfrenata alla visibilità da parte di alcuni "magistrati". Cesare Malatesta
      E' una vergogna vedere costruire dei processi sul nulla. Per fortuna esistono ancora magistrati maggiorenni che schiaffeggiano i portatori di teoremi. Ci auguriamo che il disegno di legge Cossiga passi, senza se e senza ma, come purtroppo è  or ora accaduto per il progetto di riforma dell'ordine giudiziario in corso. Angelo Pignatelli
    
 Egregio Dottor Iacopino, egr. On. deputati e senatori, gent. direttori e redazioni destinatari della
lettera di Iacopino, informo che il 31.3.2004 il Comitato di Presidenza ha deliberato che il Consiglio del CSM protocolla solo atti
che gli pervengono per via ordinaria o via fax e sottoscritti, non più via email. Il Fax è 06/4457175. Sulla vicenda della Signora
Rosetta Stame io ne avevo solo tessuto un semplice canovaccio in sequenza temporale che illustrava, succintamente e senza mezzi termini, alcuni fatti pubblicati nel tempo dal Corsera: Sono fatti che nessun cittadino, normale, vorrebbe fosse fatto ai suoi simili. A meno che non si sia dei nazisti alla Priebke o chi vuole contrabbandare la grazia a Sofri con la grazia a Priebke.
Attilia Levi, pur avendo già segnalato via email la vicenda giudiziaria sia a Ciampi che ai Parlamentari di destra e di sinistra è disposta a rifarlo ed a inoltrarla questa volta anche al CSM. Del caso Stame-Priebke la Repubblica ne ha scritto sì ma, il Corriere della Sera, Cronaca di Roma a firma Paolo Brogi, ne scrive da tempo con grosso seguito di commenti indignati inviati da semplici cittadini, intellettuali e politici alla vivissima, unica non militonta se pur rossastra rubrica delle lettere. Strano che Lei non fosse al corrente della tragedia del Comandante Ugo Stame, e poi, di sua figlia Rosetta. Mio padre, perseguitato dai tedeschi non perchè ebreo ma per il fatto che scrisse 4 saggi contro il regime fasci-nazista, era un giornalista ed un direttore e quegli eventi me li raccontava mentre dai ricoveri di Napoli sentivamo i palazzi crollare attorno a noi e non sapendo se uscendo avremmo trovato il nostro palazzo in piedi e il letto per dormire. Da rifugiati nelle montagne di Massa Lubrense, spesso, ci siamo divisi un uovo in tre, mio padre, mia madre incinta ed io, con pane le carrube. Ringrazio l'On.Valpiana, l'unica parlamentare con Bertinotti, nella corrente legislatura che tra Destra e Sinistra, danno seguito alle lettere che noi cittadini inviamo, invano, nel pozzo nero di San Patrizio di questo, diciamo, Parlamento. La saluto cordialmente Giuliana D'Olcese.
      Elementare Watson!
Il "giochetto" fatto alla de Cesare, per me che ne ho viste tante di "disfunzioni" burocratiche giudiziarie, appare lampante come un faro: si è fatta maturare una cospiqua cifra che potesse accontentare tanti, 750.000.000 milioni, poi si è comunicato al provider del sito di pubblicare la sentenza della Ienzi ben sapendo che il provider doveva avvertire la de Cesare e cosa che ha fatto con la nota
telefonata. Certo che, per un insieme di officianti che avevano tanta dimestichezza con internet appare, perlomeno, bizzarro che durante tutti quei mesi in cui si accumulavano la inaudita iperbolica cifra di 2.000.000 milioni di penale al giorno e il totale saliva, saliva, saliva, nessun responsabile ha avvertito la de Cesare inviandole una email a Movimentoriforme@aruba.it che ricordo perchè era visibilissima e posta in grossi caratteri sul sito e con cui ho inviato diverse adesioni alle tante iniziative del Movimento.
Il Tribunale di Cuneo ha equiparato l'email a un documento sottoscritto con firma elettronica leggera. Il processo di validazione è dato dall'apposizione della propria password e username di posta: il documento soddisfa quindi il requisito legale della forma scritta e un documento inviato via email può assumere lo stesso valore di un documento cartaceo sottoscritto. Lucio Modrone
      Sono perfettamente d'accordo con il disegno di legge del Senatore Cossiga.
Quella delle visite mediche preventive e periodiche delle condizioni mentali degli interessati è già in atto per numerose professioni delicate come è quella di magistrato. Nel disegno di legge manca un riferimento ai limiti massimi di età che non debbono superare
i 70 anni. Solo rare eccezioni conservano piena lucidità di mente oltre questa età. Avanti con il Comitato! Francesca Deodato
      Non mi sconvolge affatto quanto accaduto e letto sulla Stame e sulla de Cesare.
Purtroppo si: Tutte queste storture messe insieme le trovi solo in Italia. La casta dei magistrati, in italia, é un contropotere (anzi,
dal '92 non sbaglio di molto se dico che il contropotere é lo stato) e di simili se ne trovano solo nei regimi veri.
Sia chiaro: Non tutti i magistrati abusano dei privilegi. Moltissimi fanno il loro dovere, alcuni con sacrificio e rischio. Il problema é che è permesso al singolo di scegliere da solo se essere corretto e giusto, o se fare a modo suo e stravolgere le regole senza che nessuno possa fermarlo quando fa la scelta cattiva. Quindi, non si può lasciare una funzione talmente delicata all'arbitrio di un singolo. Arbitrio, anche strumentalizzabile, per fini estranei all'esercizio della giurisdizione. Quando le leggi diventano ingiuste, i giusti continuano a prenderlo in quel posto senza reagire purtroppo: il 90% della popolazione se si vede recapitare un avviso da un tribunale, anche per una multa, si caga letteralmente addosso. Perchè tribunali, giudici, magistrati, avvocati vuol dire milioni di leggi, oscure trame, caste previlegiate, migliaia di euro da scucire. Quindi non mi sconvolge quanto letto sulla Stame e sulla de Cesare, ne' sapere di magistrati rossi, verdi, gialli, azzurri. E' una casta, come lo sono altre: politici, militari, professori ecc.
Gente che viaggia ad anni luce dal popolo, popolo impegnato a tirare a campà. M. Marauder
      Un magistrato che sbaglia, giocando con la vita altrui, in Italia ha una possibilità su 100 di subire
 la sanzione disciplinare. Il CSM assolve sempre e comunque, ed i pochissimi casi di sanzione sono su magistrati di
scarsa e trascurabile visibilità e peso "politico" o "giornalistico". Non paga i danni. Dopo la sacrosanta "rivoluzione" con cui Craxi era riuscito ad ottenere con un Referendum che anche i giudici rispondessero dei loro errori, una legislazione surrettizia e contro il volere degli italiani, ribaltò l'esito del referendum. Oggi sono i contribuenti a pagare il danno causato da un giudice ai contribuenti: Sono intoccabili, impunibili, indiscutibili. Fanno centinaia cause per diffamazione e le loro cause discusse e chiuse da colleghi, quasi sempre in tempi brevissimi, con vittorie eclatanti e risarcimenti miliardari. Mentre per tutti gli altri cittadini la giustizia italiana é la più lenta, la più condannata al mondo. I magistrati fanno carriera per aver vinto un concorso, sanno che arrivano al massimo grado e stipendio a prescindere dagli errori e dai danni che causeranno o da quanto lavoro e risultati produrranno. Non hanno orario, sono pagati e promossi sia che stiano 12 ore al giorno in ufficio, sia che non ci vadano proprio. "Noi abbiamo le scadenze della legge" rispondono. Ma vedete cosa succede se lasciano scadere un termine da rispettare e magari, per quell'errore, un poveraccio perde una causa che avrebbe vinto, o un mafioso ergastolano esce dal carcere, o un detenuto in carcere preventivo che aveva il diritto di essere sentito e non lo é stato si suicida... Assolutamente Niente, non rispondono ad un procuratore generale, autorità, ministro, presidente, Dio. Se il procuratore capo si accorge che un sostituto sbaglia, non può intervenire: deve ricorrere in Cassazione, e dopo, se quell'errore verrà riconosciuto, il sostituto potrà impunemente ricommetterlo. C'è chi fa guerre ideoloiche per mantenere intatti questi ed altri privilegi nascondendosi dietro la tutela dell'autonomia e l'indipendenza, purtroppo. KDK
       A "Streghe" della giustizia e della disinformazija di stato, come la Sotis & la Palombelli
ed alle connivenze perverse tra stampa e politica, e reciproco asservimento, tanto che 'i vili vertici' di Amica le hanno negato il diritto di replica, dovrebbero essere fatti processi e gogne di piazza come loro fanno agli altri in specie, guarda un po', quando si occupano di operare su certi cosidetti vip che, evidentemente, rendono bene in vendite di mediocrità editoriali ed in premi politico/
editorial / giudiziario scrivendo stronzate militanti al fine di distruggere i nemici politici dello schieramento che servono come vestali. E dire che la de Cesare ex Olcese, che conosco da 30 anni, non era una nemica. Figuriamoci su veri nemici politici cosa riescono a montare. Ha ragione la de Cesare ex Olcese, meglio sarebbe che la signora Palombelli in Rutelli riflettesse sulle condanne alla Sta di 10.000.000.000 miliardi che ha da pagare suo marito ex sindaco e la sua giunta all'erario di Roma invece di sentenziare sul cognome di una cittadina semplice, l'unica che riesce a mobilitare migliaia di persone sulle istanze di interesse di tutti e prive delle differenze di ideologismi e colori politici di appartenenza. Spero che le inaccettabili vicende giudiziarie di Stame-Priebke e della de Cesare-Olcese sollevino l'indignazione civile che meritano. Fa benissimo Giuliano Ferrara che, senza pietà ne' pudore, zittisce e mostra tutta l'impazienza ed il fastidio verso le insulsaggini che la Palombelli cerca di infilare in Ottoemezzo la7.
Quanta miseria e quanta spudoratezza nei media e nei politici! Quei giornali e quei giornalisti che prima sfruttano la notorietà di una persona e poi le negano anche il sacrosanto diritto di replica. Mia Acuaroni - Roma.
        Piero Ostellino, Corriere della Sera, 27 marzo 2004, sul caso Parmalat
(...) Così, un «caso» che avrebbe dovuto sollecitare da parte di tutti una riflessione su ritardi culturali, carenze del sistema politico,
vizi di quello finanziario, distorsioni dell’apparato giudiziario, si riduce a scoop giornalistico.
In attesa che, con la morte di Tanzi in carcere, tutto torni come prima. Piero Ostellino
      'Simpatiche' no? Allora che fare con certi giudici, certi giornali e certe vedove-ereditiere?
Coraggiosa Signora Giuliana (ometto il cognome per non rischiare anche io una querela dalla "signora contessa" Valoti/Olcese.
Non si sa mai, i casi di ingiustizia in Italia sono ben noti (1^ in classifica per condanne in violazione della Convenzione sui Diritti dell'Uomo sottoscritta e ratificata anni fa dal governo italiano). Io ne so qualcosa di strane sentenze, notifiche mai giunte, fascicoli svuotati dei documenti, diritti negati sull'accesso ai fascioli, condanne in contumacia. La cosa che mi indigna di più è che i motivi per cui si emettono certe condanne sono legati a richieste di denaro, pene pecuniarie e basta. Sembra che ai Tribunali ed alle parti lese interessi solo denaro, e tanto! (non importa la morale e/o la pericolosità del reato) e, sembra, che i Tribunali si accaniscano spesso contro coloro a cui pensano di poterne far esborsare tanto. E' un attimo venire distrutti. Chissà perchè certi magistrati
ignorano, con l'indifferenza complice della classe politico/rappresentativa, la Costituzione (v. Tribunali per i Minorenni e il diritto di difesa negato, ivi l'accesso agli atti dei fascicoli cfr. artt. 24 e 111 Cost. Chissà perché archiviano senza indagini le denunce contro
i pubblici funzionari (cfr. artt. 28 e 54 Cost) e attivano invece denunce insignificanti contro i poveracci/contribuenti che stentano a sopravvivere ma che mantengono nel lusso i sapientoni della politica, della psicologia e della demagogia che invadono fino alla nausea i talk-show e le riviste che fanno solo e sempre prediche ai contribuenti/dormienti italioti. Da un po' dobbiamo sorbirci l'ennesimo teatrino di uno schieramento politico che attacca a più non posso la magistratura ma che le aumenta gli stipendi e dell'altro schieramento che 'Guai' a toccare i magistrati. I magistrati che vogliono fare i politici e i girotondi come gli operai sotto pagati poveri e indebitati fino al collo per imitare le classi predominanti. Nell'insulso immenso oceano di parole nulla cambia.
A pagare sono sempre i soliti poveracci. Con tanta solidarietà alla Stame e alla de Cesare da Bruno Aprile
         Cara D'Olcese, Che storia inaudita la Sua!!! Ma non capisco alcuni punti.
I requisiti per l'emissione di un provvedimento d'urgenza quali sarebbero? Sfruttava un marchio di fabbrica ingenerando confusione con l'altra Olcese? Ne ritraeva un vantaggio facendo concorrenza sleale? Mi sembra che il Suo sito riportava e "vendeva idee" sulle Riforme di cui non si può dubitare l'utilità e la paternità Istituzionali. Il cognome-marchio Olcese non aggiunge proprio un sasiccio.
Direi che piuttosto il nome "Olcese" non ha nulla da spartire con il marchio "Olcese", che è diventato il segno distintivo delle Sue idee, una specie di "griffe" per idee sulle Riforme. Con l'inibirle l'uso del cognome che senso ha comminare anche una penale di 2.000.000 milioni al giorno?!! Mi sembra un puro atto punitivo senza nessuna correlazione ad una fattispecie di equo risarcimento
o ad un illecito extracontrattuale (dove si vede il danno ingiusto dell'art 2043 CC?). Paolo Manfredi
       Cara D'Olcese, a mio avviso, a questo punto, i magistrati devono essere soggetti, ne' più ne' meno alle
stesse regole dei comuni cittadini come sostiene Cossiga. Se l'autorità e i compensi a loro assegnati servono a farli lavorare come vogliono, ignorando il buon senso civico, morale, umano e legale - quando certe controversie coinvolgono certi soggetti - è come trasformare una già pseudo-democrazia in una delle peggiori dittature. Hanno voglia poi di dar fiato alle trombe attraverso talk-show
e riviste e non per fare prediche e criticare la sfiducia e l'indignazione dei cittadini muli, somari e pecoroni - che nonostante certe vergogne/magagne vengano a galla ormai da tempo, continuano a rassegnarsi e a mantenere certi individui nel lusso più sfrenato.
Il ddl Cossiga di sottoporre i magistrati a perizia psicologica sulla idoneità ed eventuale radiazione dalla Magistratura è il minimo primo passo in attesa di positivi sviluppi sull'operato di quando non sono necessarie sanzioni senza esserne soggetti anch'essi
dopo le assurdità e le inadempienze commesse spudoratamente. Le note frasi "la legge è uguale per tutti" e "in nome del Popolo italiano" dovrebbero eliminarle dalle aule dei tribunali e dalle sentenze pronunciate e pubblicate. Certo!, non tutti i magistrati sono strani (definiamoli così), sono pochi, ma è a questi che va messo un freno alle manìe di onnipotenza che per forza di cose politiche
hanno coltivato e ben lasciato crescere e pascere. La capisco perché ho provato sulla mia pelle e su quella dei figli certi meccanismi. Le vorrei dare un piccolo consiglio ma non pubblicamente però. La mia solidarietà, Aldo Singer
----
"Simpatiche" no? Con i media, le Gogne & con le Pene...
Il "Caso" de Cesare - Valoti Olcese - giudice Ienzi 
Il caso Rutelli - Palombelli - STA e 'le Streghe' della Giustizia e dell'''Informazione"
Gogne di Piazza: infila la m.... nel ventilatore, vedrai dove arrivano gli schizzi
Sanzioni previste e il ddl Cossiga su perizia psichiatrica, controlli preventivi e idoneità ad entrare in magistratura
Cosa intendiamo noi cittadini per Giustizia? Quale figura pubblica e quale ruolo rappresentano i magistrati per noi contribuenti che manteniamo lo Stato con le tasse e quindi l'intera macchina della giustizia?
La sentenza firma Marta Ienzi apposta sul sito e tenutaci oltre 20 giorni leciti:
TRIBUNALE DI ROMA
Nel procedimento cautelare promosso da:

 MARIA TERESA VALOTI OLCESE 

con gli Avv.ti Enrico Adriano Raffaelli e Maddalena Palladino del Foro di Milano e l’Avv. Paolo Todaro del Foro di Roma;

contro

 GIULIANA DE CESARE

Il Giudice Designato

…omissis…

P.Q.M.

  - Ordina alla Sig.ra GIULIANA DE CESARE di non fare uso del cognome OLCESE in qualsiasi forma, modo e mezzo, compreso Internet, sia nella vita privata che in pubblico, né di rappresentare la sua figura o immagine associandola al cognome OLCESE;

- ordina la cancellazione e la rimozione, a spese della resistente, entro trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento di ogni riferimento al cognome OLCESE associato alla sua persona alla sua figura o al suo nome presente sul sito Internet del Movimento per le Riforme Istituzionali;

- fissa a carico della Sig.ra DE CESARE GIULIANA il pagamento di una penale di L. 2.000.000 in favore della ricorrente per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento del Giudice;

- ordina, a spese della resistente ed a cura della ricorrente,

 la pubblicazione del presente dispositivo sul Corriere della Sera per due giorni consecutivi, su Sette, settimanale del Corriere della Sera, per due numeri consecutivi, nonché

sulla prima pagina del sito del Movimento per le Riforme Istituzionali, per la durata di venti giorni;

- fissa in trenta giorni dalla comunicazione del presente provvedimento il termine per l’inizio del giudizio di merito.

Roma, 20 giugno 2001

DOTT.SA MARTA IENZI
( Data di pubblicazione del provvedimento da parte del provider Technorail Srl: 21 Febbraio 2002)