L'avvilimento e la
frustrazione generati nei cittadini contribuenti da uno sciopero della
magistratura è pari allo svilimento che
questo organismo statale, mantenuto
dalla comunità, genera e provoca su se stesso. Come ci sono giornalisti che
distruggono l'onorabilità di persone oneste, ci sono giudici che non vanno per
il sottile nel mettere alla gogna chi ancora non è arrivato al processo,
fregandosene del principio della presunzione di innocenza. Se mi tiri in mezzo
Goebbels, io posso ribattere con Dreyfuss e Zola? Non c'è solo la politica ad
avvelenare i comportamenti della magistratura: la campagna contro Scattone e
Ferraro, o quella contro Pacciani, o la vicenda del giudice di Tortona che ha
falsificato gli atti nel processo contro gli assassini del cavalcavia, o la
persecuzione di Contrada, a chi dobbiamo imputarle, se non alla superficialità e
all'arroganza di una corporazione preda dell'onnipotenza? Giustizialismo è
pretendere di cambiare la società attraverso il ricorso sistematico alle
sentenze dei giudici. Giovanni Maria
Mischiati
Rispondo a Mischiati con l'intenzione,
dettata dalla impellente necessità,
di lasciare chiara traccia di quel
che
espongo. Il resto è depositato dal
mio avvocato.
Sugli
effetti perversi e delittuosi che possono provocare i processi di piazza e le
gogne mediatiche - gogne mediatiche che a volte vengono provocate dai giornalisti e dagli
stessi magistrati con l'ordine impartito ai condannati nei processi civili di
pubblicare le sentenze ed i provvedimenti urgenti e
temporanei ex articolo 700 su internet a caratteri
cubitali e nelle pagine più lette di settimanali e quotidiani nazionali il
cui risultato è quello di dare grande visibilità e notorietà mediatica
al giudice, che però non spende una lira di
pubblicità, ma recano viceversa
enorme danno economico e pericolo di incolumità al condannato a causa
della sovraesposizione a cui viene sottoposto a
qualunque delinquenza
organizzata, ed altro, - anche
mediante sentenze non ancora convalidate dal giudizio di merito,
avverto la necessità di esporre, a futura memoria perchè non si sa
mai, quanto è accaduto a me ed i rischi gravissimi che ne sono derivati e
continuano a derivarne sia per me sia per mia figlia Carolina Olcese.
Tempo fa questo sito mi ha pubblicato nella
rubrica GiornalistiinTrincea il comunicato che fui costretta a diramare in
seguito ad inquietantissimi ripetuti messaggi che cominciai a ricevere dopo che
il provvedimento urgente ex articolo 700 a mio carico, emanato dalla
giudice Marta Ienzi della
I^ Sezione del Tribunale Civile di Roma
a mia totale insaputa ed ignoranza del fatto che si stava svolgendo un
procedimento a mio carico presso la Ienzi in quanto mai avevo ricevuto
notifiche da un ufficiale giudiziario, fu fatto da lei pubblicare
2 volte e per ben 2 settimane di seguito sul Corriere della Sera e sul
settimanale Sette e per un mese sul sito internet del Movimento per le Riforme
Istituzionali oscurandolo del tutto tale è la gigantografia della sentenza che
si può leggere per intero qua in calce a questo file. Ma il provvedimento, altro fatto inaudito e gravissimo tra gli altri, fu
riprodotto al computer, come una e-mail, dallo studio degli avvocati della
Valoti Olcese e ciò contro ogni regola legale in quanto non era la
riproduzione della sentenza originale munita dei timbri del Tribunale,
come vengono pubblicate in internet le sentenze e cioè con il procedimento
grafico dello scanner. Quindi, quella pubblicata sul sito, non fu la
riproduzione della sentenza originale notificata dall'ufficiale giudiziario al
provider Aruba.it. Tecnorail srl
Arezzo. La versione scannerizzata fu subito fatta sostituire,
privando manu militari me e il webmaster del sito
del diritto e della possibilità di intervento in tal senso, con la
versione della sentenza priva dei timbri di autenticazione del Tribunale di
Roma e del giudice Marta Ienzi, che la aveva emessa. La sentenza appare come un
falso confezionato da chiunque volesse farlo, anche un haker. Il responsabile del provider Aruba.it Tecnorail srl di Arezzo
alla mia domanda del perchè non avevano pubblicato la sentenza in originale
scannerizzato rispose testualmente:
"Il giudice Ienzi e gli avvocati della Valoti
Olcese non sono soddisfatti della grandezza scannerizzata, la vogliono a
caratteri cubitali in modo che copra interamente il sito e lo cancelli
completamente. Il sito che c'è sotto non si deve vedere. Ci ha telefonato un avvocato dello studio legale Maddalena
Palladino e Adriano Raffaelli di Milano e ci ha
assicurato che il giudice approva ed è d'accordo, ha visto la bozza e ha
dato il via libera alla sentenza senza timbri".( !!!
).
A parte tutto ciò............,
la sentenza fu tenuta sul sito, forzatamente, oltre il periodo ordinato dalla
Ienzi, per altri 8 giorni impedendo al webmaster del sito del Movimento per le
Riforme, e quindi a me che ne ero la legittima proprietaria, di disporre della
mia proprietà, di usare le mie password e di riappropriarmi legittimamente
della gestione del sito, di togliere la sentenza scaduta e di poter
continuare ad aggiornarlo alla scadenza del periodo di pubblicazione ordinato
dalla Ienzi. Contro queste azioni di autentica pirateria denunciai penalmente il
provider che continuava a prendere ordini di modifiche ecc. dagli avvocati di
parte avversa, e da altri soggetti, infischiandosene, - tanto doveva venire
rassicurato legalmente, e "premiato", da più entità -, delle mie legittime
richieste di praticabilità tecnica del sito da me pagato al provider e delle mie
password che nel frattempo, evidentemente, dovevano erano state cambiate dal
provider: (per ordine di chi?). Della denuncia penale
al provider Tecnorail Aruba.it non ne ho saputo più nulla...... Gli illeciti descritti non sono mai stati eccepiti ne'
dal Tribunale ne' dalla giudice Marta Ienzi la quale, come si legge sulla
sentenza a mio carico qua in fondo al file, ordinò che a farla pubblicare sui 3
mezzi di informazione fosse la vedova del mio ex marito Vittorio Olcese, Maria
Teresa Valoti Olcese -colei che aveva richiesto il provvedimento urgente nei
miei confronti- e che poi, sempre per ordine della Ienzi, doveva venire
rimborsata da me degli oltre 50.000.000 -milioni di lire- che era il costo
complessivo delle pubblicazioni. Finora avevo
soprasseduto a chiedere di pubblicare quanto scrivo essendomi limitata
tempo fa, in seguito a messaggi inquietanti che ricevevo, a vedere pubblicato
nella rubrica Giornalisti in Trincea il comunicato stampa che
segue.
Ma,
essendo stata informata recentemente che il counter del giornale da un po' di
tempo registra molte visite al vecchio link
/trincea_44.htm (so che il sito da 5 anni che è nato
non ha cancellato e non cancella nessun comunicato, articolo o lettera ma li
tiene tutti come archivio) ritengo indispensabile, sia per proteggere mia figlia
che per cautelare me stessa, di ripubblicarlo aggiungendo questa nota ed altri
miei scritti al riguardo per il fatto che ritengo estremamente inquietante
la ri-concomitanza tra certi messaggi ricevuti e le numerose
ri-visite frenetiche a quel link e ad altri ove
trovansi tracce di me sia anteriori al provvedimento Ienzi che
posteriori.
Preciso che sono
stata costretta a diramare pubblicamente il primo comunicato e poi anche
questo file che descrive gli eventi che mi hanno vista protagonista,
protagonista non informata fino al punto di non reversibilità delle sue
conseguenze perchè non messa in condizione di nominare la mia
difesa, di una storia giudiziaria inaudita, e che ancora continua, per il
semplice ma basilare fatto che sono stata esposta, continuo ad esserlo e con me
quel che è più grave mia figlia, ad una pericolosissima e pesantissima
sovraesposizione delle persone fisiche a tutti i tipi di delinquenza, di
mafie e terrorismi nazionali ed internazionali per il fatto che la sentenza
della I^ sezione del Tribunale civile di Roma a firma Marta Ienzi che ne ha
ordinato la pubblicazione sui 2 maggiori giornali nazionali, i più diffusi
in Italia ed all'estero, e su internet che notoriamente è
un mezzo di informazione visto e letto in tutto il mondo da tutti, fa
passare me e quindi i miei eredi, come gente stra miliardaria
che può permettersi qualsiasi capriccio potendo sostenere economicamente,
senza preoccuparsene, una sanzione di 2.000.000 -due milioni di lire al
giorno- per circa 2 anni e standosene in volontaria contumacia non
costituendosi in un procedimento pendente in tribunale.
Neanche i figli di Onassis sarebbero
tanto sprezzanti del danaro! Figuriamoci persone come me e mia figlia di
condizioni economiche modeste. Ora, non avendo il
danaro per le spese di Appello alla sentenza di convalida al provvedimento di
urgenza della giudice Ienzi, sentenza di convalida emanata dal giudice
Maurizio Durante della I^ sezione del Tribunale civile di Roma, mi
rivolgerò agli organi interni della Magistratura competente esponendo loro
quanto operato e quanto continua ai nostri danni.
Ecco
il comunicato.
Fuori
programma Occhio indiscreto:
Gentili lettori, in un
comunicato stampa, ricevuto sabato 25 aprile 2002 a titolo "25 Aprile: a
Veltroni, a Teodori, e a... dico".
ci ha incuriosito, e colpito, il
paragrafo che segue e lo pubblichiamo qua fuori programma. Il comunicato era
firmato Giuliana D'Olcese. Segue Occhio indiscreto.
<"Colgo l'occasione odierna per inviare tre brevi ma fermi
messaggi-testimonianza di una cittadina pratica e attenta nel bene e nel male a quanto ci circonda. Primo msg, a futura memoria: Invito
le varie "Voci" dei vari "Nuclei" per questa o quella ricostituzione e fondazione di Comitati clandestini e di nuovi partiti rivoluzionari per
l'attuazione di piani e progetti elaborativi di ecc.ecc, di astenersi
dall'inviarmi "Comunicati"
-puntualmente- nelle occasioni in cui sostengo con dichiarazioni a mezzo
stampa idee e principi non graditi loro. Liberi di farlo, siamo in democrazia,
nei momenti che credono ma, quei "Comunicati", se inviati a stretto giro di minuti da
dichiarazioni o articoli su argomenti non graditi loro, suonano con tono diverso
dal tono di comunicati stampa usualmente recapitati. Ciò lo scrivo, a futura memoria, di quanti mi leggono
qua">.
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