da Bamboccione bamboccioni.net Il blog (23/02/2009 - 18:53)
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Ebbene sì, io sono una ronda, ronda di terra e del web.
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di Giuliana D'Olcese
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di Luca Ricolfi - Maria Antonietta Calabrò - Davide Giacalone - Giovanni Maria Mischiati - Renato Mannheimer - Andrea Bevilacqua
 
Due vecchie notizie che Stampa e Tv italiane si son ben guardate dal diffondere. E ce' credo che non ne scrivono, con Uolter e Pd come stanno messi...
Le notizie: Daily Express 20 ottobre 2008, «50 milioni di lavoratori africani stanno per essere invitati in Europa. C'è una congiura per lasciar entrare 50 milioni di africani nell'Unione Europea» http://www.effedieffe.com/content/view/4915/183/
Quella scomoda verità che nessuno osa dire a proposito di immigrazione e di razzismo http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=21521
I politici che parlano di facile e rapida integrazione, non sanno quello che dicono. «Non volete immigrati? Mandate i figli a lavorare». www.ariannaeditrice.ithttp://www.effedieffe.com/
Passiamo alle ronde di terra e del web
Da parte Vaticana e della Cei si ha un bel prendere le distanze dalle dichiarazioni fatte da qualche alto prelato, ma suonano tardive, non convicenti, quindi quanto scrivo lo mando a dire anche a Monsignor Marchetto segretario per il Pontificio per i migranti, al Vaticano, alla Cei, ad Avvenire ed a Famiglia cristiana che danno la netta impressione che per compensare le sempre più scarse vocazioni tra cittadini e cittadine dei Paese occidentali soffiano sul fuoco del razzismo e della xenofobia facendo così propaganda tra i Paesi sottosviluppati favorendone l'emigrazione selvaggia verso l'Italia.
Se io avessi uno zietto o un nonnetto pensionati delle Forze dell'ordine mi sentirei rassicurata dal fatto che, se pur disarmati, veglino sul mio quartiere.
E voi? Sono sicura di sì. Nessuna persona di buon senso, libera da pregiudizi politico-militonti a senso unico, direbbe no di fronte all'incalzare incessante di delitti, stupri, rapine, violenze sessuali, violenze al patrimonio comune, offese e sfregi ai monumenti d'arte, quartieri e strade insozzate da ogni sorta di rifiuti, di vetri di bottiglie rotte e abbandonate su ogni angolo di strada e su ogni finestra dei piani terra, insediamenti di clandestini, rom e rumeni che delinquono, cartoni, rifiuti ed escrementi umani sparsi ovunque a causa dell'immigrazione selvaggia che in Italia è stata permessa indiscriminatamente negli ultimi anni.
Ogni città ne è devastata, ogni famiglia, ogni singolo cittadino ne è terrorizzato. Ora anche gli adolescenti vengono stuprati nelle pubbliche vie da extracomunitari e  rumeni per non dire di quelli che per non pagare l'affitto trovano normale ammazzare un italiano, farlo a pezzi, metterlo in una valigia per poi buttarlo in una discarica.
E voglia a dire che la criminalità è uguale per tutte le nazionalità, questa è una carità pelosa, pro domo voto suo, perchè è provato statisticamente che la stragrande maggioranza dei più efferati delitti sono i rumeni a compierli.
Avete letto l'articolo di Luca Ricolfi su La Stampa di sabato 21 Febbraio? Leggetelo, e certo è che La Stampa non è un quotidiano di destra. E laico grazie a Dio.
Questo stato di cose di anarchia ed illegalità totali che ghermiscono e stringono in una morsa delittuosa e di lordume le nostre città lo dobbiamo ai governi centrali e locali "buonisti" che si sono succeduti in Italia. Ma governi «buonisti» -come per es. la Roma di Rutelli e Veltroni- al solo scopo di arraffare extracomunitari e comunitari come propri serbatoi di voti esponendo cittadini, consumatori ed esercizi commerciali ad ogni forma di violenze e di razzie, agli stupri, a delitti contro il patrimonio pubblico e privato. Che a delinquere siano musi bianchi, neri, gialli, rom o rumeni vanno denunciati, e senza nefaste carità pelose.
Personalmente mi ritengo una «ronda singol», e se tutti i cittadini dedicassero cinque minuti al giorno alla propria città ed al proprio quartiere l'Italia sarebbe un paradiso di legalità. Infatti dall'illegalità che noto girando la città alla criminalità in Rete non ne faccio passare una.
Dall'insediamento abusivo di clandestini, dall'incuria delle istituzioni locali nel far rispettare leggi e regole, dai posteggiatori abusivi ai rifiuti non asportati dalle municipalizzate, dai tombini otturati alle carcasse di auto, moto e segnaletiche stradali, dalle buche alle lampade che mancano nelle strade fino ai clan malavitosi e mafiosi che svolgono commerci illegali li segnalo tutti via e-mail alle competenti autorità e giornali.
Basta stare per strada con gli occhi aperti e quando ci si collega inviare le segnalazioni a chi di dovere. Certo, bisogna procurarsi gli indirizzi e-mail di tutti i soggetti interessati ma basta sfogliare l'elenco, telefonare e chiedere l'e-mail del comandante dei vigili, del questore, del sindaco, dell'assessore, del presidente di circoscrizione, dei ministeri di Interno e Giustizia ecc. ecc. ecc.
Così per combattere il mare di spam commerciale, porno ed altro che riceviamo, denunciare le truffe informatiche ed il phishyng fino alle intercettazioni abusive di cui siamo oggetto. Senza tema di nessuno, neanche di qualche funzionario delle Fd'o corrotto. Per l'illegalità in Rete si fa cosi:
Procedure, indirizzi di interesse pubblico e Forze dell'ordine a cui girare spam, e-mail fraudolente, phishyng, altro:
Prendi gli header interni dell'e-mail, ma cosa sono gli header interni? Gli header interni sono la carta di identità del mittente, l'IP.
E come si fa? Seleziona l'e-mail >tasto destro del mouse >si apre cartella >vai su proprietà >seleziona  >copia >apri l'email >vai su tasto inoltra >incolla in alto gli header interni copiati.
Alla voce Received from: copia il numero del secondo o terzo IP, vai su http://www.ripe.net/ripencc/pub-services/db/whois/whois.html, incollalo sulla casella, clicca su Search, copia e incolla sugli header anche l'inetnum fino alla sigla della nazione, >scorrimento e vai fino alla mail abuse del Provider, incollala nel campo A: o To:, aggiungi abuse e postmaster e-mail del tuo Provider, e se trattasi di phishyng, msg fraudolenti, links, virus o allegati infetti aggiungi sos@gat.gdf.it ; poltel.rm@poliziadistato.it ; sostituendo rm con la sigla del tuo capoluogo phishing@hopone.net ; cams@fraudwatchinternational.com e se provenienti da false Poste italiane aggiungi info@poste.it ; postaff@poste.it
Con gli attacchi informatici o intercettazioni telematiche, se si è installato un Firewall (oramai consigliato a tutti, grandi e piccini), stessa procedura ma solo per gli Avvisi di Alto livello: dopo aver copiato e incollato su una e-mail il Rapporto Info tecniche che trovasi cliccando sull'avviso alla voce Ulteriori informazioni, con il numero di IP trovato cerca il provider di connessione dell'hacker, copiane e incollane gli interi header e invia ad abuse, Garante privacy Garante@garanteprivacy.it e Forze di polizia internet. Con queste procedure ciascuno è in grado di dare un gran contributo al risanamento della Rete e grossi colpi alla criminalità on line.
              Giuliana D'Olcese http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Sul numero di Marzo di LiberoReporter «Una Repubblica fondata su Ferillopoli» Abbonamenti@liberoreporter.it - Sito www.liberoreporter.it
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CGIL Roma, sfregio al Sindaco Alemanno, al Campidoglio,
danni al Palazzo, Monumento Nazionale, della famiglia Pecci Blunt.
A quali forme distorte di illegalità, di teppismo e di pirateria civica arriva, anche, la cieca ideologia della sinistra, e con lei la CGIL, lo si può constatare oggi giovedì 26 Febbraio sulla facciata di Palazzo Pecci Blunt sito a Roma in Piazza dell'Ara Coeli tra il civico 1 e il 2.
Infatti, le organizzazioni CGIL incaricate alle affissioni, tra ben tre apposite lavagne ove scegliere di attaccare i cartelloni pubblicitari a pagamento, hanno incollato direttamente sulla facciata del palazzo due enormi cartelloni e ciò, incredibile ma vero, proprio sotto la visibilissima targa "Divieto di Affissione".
La CGIL, a favore dei migranti, la lotta politico sociale la fa a colpi di illegalità, di danni in centinaia di migliaia di euro alle facciate e ai proprietari, lavoratori anch'essi, dei monumenti? Quindi la lotta sociale per i migranti la fa a colpi di teppismo e pirateria civica?
Lo spettacolo di pura provocazione, di sfregio politico, di odio di parte a cui si assiste oggi passando da Piazza dell'Ara Coeli, e proprio davanti al Campidoglio casa comune di TUTTI i cittadini romani, non proprietà privata o laboratorio politico della CGIL, suggeriscono proprio di si.
Tanto, a restaurare il danno, ci devono pensare la famiglia Pecci Blunt ed i suoi condomini. Quindi chi se ne frega!
Non è imbrattando e danneggiando i Monumenti nazionali, come Palazzo Pecci Blunt, ne' seminando così odio politico social razziale che si proteggono i migranti.
  Giuliana D'Olcese, 26 Febbraio 2009
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Peio el taccon del buso
Roma. Consiglio Regionale del Lazio La Sinistra - Movimento per la Sinistra -
Verdi - Sinistra Democratica - CGIL?
Un giallo a delinquere "a Cura" di Gruppo Unico La Sinistra and Co
"Col favore delle tenebre", come da copione del mai superato best seller del novecento italiano, La Cena delle Beffe, questa notte è nato un fungo velenoso partorito dalle viscere viscerose di alcuni gruppi della Regione Lazio che, forse, "sollecitati" dalla stessa CGIL, hanno apposto la firma sullo sfregio - sfregio voluto e oggi reiterato - inferto al Sindaco Alemanno, al Campidoglio, al Palazzo - Monumento Nazionale - della famiglia Pecci Blunt, ai condomini ed ai cittadini romani, TUTTI.
Per non parlare degli ulteriori danni, estetici e pecuniari, procurati alla facciata dello stabile, e quindi ai condomini di Piazza dell'Ara Coeli 1.
Danni delinquenziali che tra le notti del 26 e del 27 Febbraio si sono moltiplicati con l'aggiungere e l'incollare alla facciata dello storico palazzo, sempre sotto la targa del Divieto di Affissione, ben due cartelloni, uno della CGIL, l'altro con la seguente dicitura: 
A Cura di Gruppo Unico "La Sinistra" del Consiglio Regionale del Lazio -
Movimento per la Sinistra - Verdi - Sinistra Democratica
Giuliana D'Olcese, 27 Febbraio 2009
 
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CGIL, sfregio a Sindaco e Pecci Blunt
Ke Epifani migri in Africa insieme a Veltroni e ci lasci vivere in pace!!!!!!!!! (J)
Saluti e avanti così! Orso errante
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***

Arrivederci! Mi sono assentato dal PRC in modo permanente! Arrivederci!
Gianluca Serafini
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Nel caso le interessasse, ho chiuso con la comune amica Ferrotto (vecchio).
Mi ha deluso con le sue belinate e l'ho invitata, per dignità, a mandare a quel paese quel suo Partito di quaquaraquà. Le ho citato "Il giorno della civetta" con gli òmini (Almirante) ominicchi e quaquaraquà. Mi ha risposto che lei è fedele al Partito (ma forse non si è accorta che quello di adesso è più vicino al pensiero di D'Alema che al nostro) e che bisogna avere pazienza perchè si va avanti con le gambe di chi c'è adesso. Io le ho risposto che l'Homo Italicus è noto per il culo basso e la gamba corta e che, quindi, il passo è quello lì. Fine delle trasmissioni. Volendo ci sarebbe da scrivere dieci volumi sulle cose delle quali nessuno dice una parola... su Ciampi, Scalfaro, Prodi, Nomisma, Cossutta, sui soldi dei comunisti a Lugano, sui soldi che ci ha fregato Bersani con i suoi decreti, sui soldi delle Olimpiadi della neve, su Napolitano che si è dimenticato che tanta gente è stata buttata in foiba dai suoi comunisti e non è inciampata e volata giù da sola. Su noi poveri coglioni che paghiamo le tasse in anticipo su guadagni ipotetici, eventuali e forse futuri. Che Paese, che tristezza. Un abbraccio (ce ne fossero di donne come lei cara D'Olcese ...).
Lupo da Morlupo
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S'è ammollata pure la Ferrotto?!? è diventata un ferro vecchio vecchio Regime?!?
Caro Lupo da Morlupo, non c'è più religione! Sembrava così tosta! E' la solita quota rosa pappamolla (;-)
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Siamo certi che tu vuoi il suicidio: l'albero c'è già, la Lega ti offre, forse a tua insaputa, la corda. Usala!!!
saluti! Claudio Palle Rotte
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Grazie, ma allora sei il solito ideologggico... quindi non userò la corda che mi offri. Ecco perchè il Pd continua a perdere a rotta di collo: è il malriposto cieco senso di irrealtà ideologica dei militanti. Povero Walter, eppure lui aveva pensato ad un partito nuovo, innovativo. gd'o
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Scusami, avevo ho letto solo il titolo, il sangue si è ribellato. Il mio invito è dunque per ogni nazifascistaleghista ronda e dintorni, non per te. Mi sono tormentato a leggere tutto. Ritorno ab ovo: tu che hai becero orrore delle ideologie, tu che conosci necrosi, paranoie di pulizie, schizofrenie tra PD e il povero Walter, che non conosci l'immondizia del tuo habitat, salvaci dall'impiccagione, dalle contraddizioni di una laica in nome di Dio (pure maiuscolo l'hai scritto), salvami e cancellami.
Tuo per amor di laica o religiosa carità. Claudio Pell
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***? Gentile ronda,
Le sarei grato se riservasse le sue elucubrazioni a qualcun altro ed eliminasse il mio indirizzo dalla sua mailing list.
Cordiali saluti, Francesco TagliaRoccia
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S'ì, la cancello. Era, però, un puro e semplice scambio di cortesie.
Infatti, sono insieme a lei nella lista Partito democratico di Bruxelles, quindi, ricevo regolarmente le news, anche da Bruxelles.
Cortesia scambievole, quindi. gd'o
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Non me ne voglia per la mia reazione, ma per me è l'ennesima conferma che è ormai un partito dalle tante anime e troppo diverse per poter convivere sotto lo stesso tetto ... cordialità, Francesco
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O forse è l'ennesima conferma
che ormai il partito è migliore dei militanti rimasti arroccati alle vecchie ideologie senza sapersi inventare, con coraggio, una benchè minima innovazione?
Un partito, è fatto anche da iscritti e militanti, palla al piede di Veltroni che, infatti, ha perso.
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*Ebbene sì, io sono una ronda, una ronda di terra e del web*
Scusa ma allora lo Stato non esiste più? E' un palese riconoscimento di incapacità a difendere i cittadini. E' gravissimo!
 Saluti antonino147
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Sì che esiste, ma ancora per quanto?
Che io creda allo Stato è palese, infatti è alle istituzioni dello Stato che con l'email rivolgo le mie indicazioni, mica ad un clan di giustizieri della notte (;-)
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Scusa, con questa tua ultima fesseria, sei pregato di interrompere la comunicazione. Se sei per le ronde sei un fascista e leghista che non sa quello che dice.
Sei uno che fa il ventriloquo riportando sensazioni e non cerca di analizzare i processi. Non ho voglia di spiegarti la mia contrarietà alle ronde. Non mi sembra il caso visto la tua ideologia fondata sull'emotività di stampo peronista.
un saluto Tersi
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Qua se c'è un Peronista totalitar fascista sembra proprio che sei tu. E vai pure parlando di "analisi dei processi"?
Va la', ma quale analisi dei processi se è evidente che prima di rispondere non hai neppure letto l'articolo ma ti sei fermato al titolo come un torello bamba davanti alla muleta. A' ideologgico! gd'o
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*Ebbene sì, io sono una ronda,*
Gentilissima sig.ra Giuliana, personalmente non credo che il problema vero siano gli immigrati. Purtroppo il vero problema è l'Italia.
Questo è un Paese che ha un territorio (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia e molte realtà di periferia anche al nord) che non controlla più.
Le organizzazioni criminali gestiscono e controllano il territorio. IN questo clima di diffusa illegalità tollerata e per molti versi protetta si aggiungono le altre forme di illegalità. Le ronde già le fanno la mafia e la camorra. Il vero Stato. Cordialmente Giorgio Pironalli
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ehm..... forse hai ragione tu....... (;-)
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*Ebbene sì, io sono una ronda, una ronda di terra e del web*
OTTIMA QUESTA, GIULIANA! Stiamo tutti vivendo in un paese incredibile, ma vero! abbracci F. Martin
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Autostrade.it ------ Risposta a --------
***Ebbene sì, io sono una ronda,***
    NO
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No? e vabbe'... (:-((:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::,,,,,,,,,,,
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Gentilissima sig.ra Giuliana,
 io sono profondamente preoccupato per la piega che sta prendendo questo Paese.
 Saluti fraterni Antonio Orlando
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Anche io lo sono, ma allora attrezziamoci, non ci resta che questo......,(;-)
facciamo le "singol ronde" no? Quindi faccia girare che in giro di volonterosi ce ne sono ancora, grazie a Dio.
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il Difensore civico? Stessa battaglia, caro Stella
Leggo oggi uno tra i tanti pregevoli interventi con cui lei si spende da anni per la buona amministrazione dei Comuni d'Italia, contro la corruzione delle realtà regionali, provinciali e comunali ed i loro parossistici sprechi & derivati: gli scandali anmministrativi che devastano e succhiano risorse al territorio, ai cittadini tutti.
Sono anni, caro Stella, sin dai tempi in cui avevo fondato i Comitati del Movimento dei Sindaci, poi fondato e coordinato il Movimento per le Riforme Istituzionali, che mi batto anche per la questione del Difensore civico. Questione per cui si battono, sempre da anni, giornalisti e cittadini veneti come Enzo Trentin, Ettore Beggiato e non ultimo "el Liòn de Venexia" il Prof. Gigio Zanon che certo non difettano in passione civica e costanza esemplare.
Difensore civico che, in Primis, dovrebbe essere eletto con lo strumento dei Referendum locali. Referendum previsti da tutti gli statuti comunali ma che Tutti, si guardano bene dal praticare, e quindi far praticare......
Così che, nella stragrande maggioranza dei casi, il tanto demagogicamente celebrato Difensore civico, non è altro che un parassita tra i parassiti. Per cui, caro Governatore Tondo, se uno dei tanti Difensori civici parassita di cui è infestata l'Italia viene a mancare, sarebbe il momento che tutti se ne accorgerebbero(;-)
O no? Quello di Roma, per esempio, è una autentica barzelletta come lo era il Comune dell'Imperatore Veltrozzio I°. E ultimo, grazie a Dio.
    Giuliana D'Olcese
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Ronde, Coop o Case chiuse? Pari sono
Cè chi, come l'ex ministro Livia Turco nel fu governo dell'Ulivo, le voleva chiamare "coop" (in sinistrese) e chi, come il capo dell'attuale governo, le chiama "case chiuse".  Non mettiamo le mutande alle parole, non aggrappiamoci alla solita malafede, alla credulità, all'ignoranza di cittadini ed elettori che dovrebbero fare questi sottili distinguo lessical-Zingarelliani e plaudire, o scomunicare, le parole e non i contenuti che poi sono le regole. Sono queste infatti che contano, non come ci si esprime nel linguaggio corrente che certo non determina (se la sinistra ha questa convinzione sbaglia di grosso ahinoi!) il maggiore o minore consenso delle "masse plaudenti".
Così anche per l'esemplificazione con cui Berlusconi si è espresso sulla "pulizia delle nostre strade" che ha tanto fatto storcere il naso alla sinistra come avesse parlato di pulizie etniche e forni crematori nazisti.
Suvvia... "pulire le strade" dai rachet, dai clandestioni, dai papponi, dagli sfruttatori, dagli spacciatori di droga, dai preservativi usati, dalle siringhe che inondano le nostre strade ed evitare che i commercianti ci lascino la pelle con le rapine, non è un termine ed un programma che ci sta bene a tutti, siamo noi di destra o di sinistra?
Negli altri paesi europei, tanto per rimanere in Europa nessuno si scandalizza. E nessuno ha speculato inondando i giornali della faccenda per giorni e giorni.
Anna Gargiulo
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Non vedo figure, gruppi ideologici, classi sociali portatrici di valori nuovi e veri. C'è molta confusione, grandi appetiti, la barca affonda e allora: si salvi chi può.
Parafrasando un vecchio adagio di Lenin: "l'immaginazione al potere". In italia: "I furbetti al potere".
Naturalmente non farò mancare il mio apporto di umile cittadino, sono per lo stato etico. Cordiali saluti Antonino
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*Ebbene sì, io sono una ronda,*
Cara D'Olcese, grazie per le sue news che leggo sempre con interesse. Anch'io rondo quando sono per strada e qualche successo l'ho avuto. Con gli zingari un paio di volte ho recuperato e restituito due portafogli che due anziani in modo abbastanza gnocco si erano fatti soffiare davanti a me. Ma, entro certi limiti (con un Tyson confesso che avrei qualche problema), mi muovo agevolmente perchè sono abituato al contatto e visto che insegno karate non ho tanta paura come normalmente ha la gente comune. Vorrei però dire due parole a chi si improvvisa "rondo". Questa mattina, mentre ero in auto, ho ascoltato la telefonata di un signore che ha raccontato la sua esperienza di "soccorritore" in aiuto di una ragazza aggredita da un extracomunitario. Poichè ha usato un bastone per contrastare il delinquente che gli si era rivoltato contro, ora si trova sotto processo per eccesso colposo di legittima difesa. Purtroppo viviamo in un Paese le cui leggi stabiliscono che se un Tyson ti tira pugni, tu non puoi sparargli un missile per tirarlo giù ma devi contrastarlo pure tu con i pugni. Capirai...
Il fatto è che sino a che non ti vola addosso tu non hai idea di come possa essere pericoloso il tipo e forse il giudice che ti inquisirà non ha ben chiaro di quanto tempo serva per fare questo genere di valutazioni. Regola generale: chi aggredisce è un delinquente. I delinquenti sono SEMPRE pericolosi perchè hanno una testa diversa dalla tua. Brava. Continua. Un caro saluto. Alessandro C.
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*Ebbene sì, io sono una ronda,*
Grazie! Vedi che funziona? Allora fai come me, tutto legale. (;-)
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Gentile signora, la prego vivamente di non inviarmi mai più suoi messaggi, peraltro non sollecitati, quindi passibili di essere considerati come "spamming". Tra l'altro, trovo le idee da lei espresse completamente deliranti. La prego di evitare ogni ulteriore messaggio o mi vedró costretta a segnalare le sue coordinate al garante per la privacy, di cui pare che lei conosca il ruolo e la funzione. Cordiali saluti. F. Panzotta
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Esimia signora Panzarotta
1) Non è spamming ma è puro e semplice scambio di cortesie. Infatti, sono insieme a lei nella lista Partito democratico di Bruxelles e quindi ricevo regolarmente le vostre news. Cortesia scambievole, quindi, non "spamming".
2) In quanto alla illuminata, e illuminante, qualifica di "delirante" il suo, forse, è un delirio di spocchia, oltre che di distrazione, verso quanti ricevono news anche da Bruxelles. Al Garante, quindi, potrà dire che protesta per il fatto di ricevere posta da un membro interno alla medesima lista da cui lei stessa riceve le news.
Non male come protesta da inviare al Garante....(J)
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*Ebbene sì, io sono una ronda, una ronda di terra e del web
Fa bene a segnalare senza intervenire fisicamente. Vorrei anche, se ne ha il tempo o la volontà, che intervenisse su alcuni problemi che io trovo assurdi per il modo in cui vengono gestiti dallo Stato:
1) Non riesco a capire per quale motivo le nostre navi da guerra vadano fino in Libia a "soccorrere" le così dette carrette del mare per  traghettare fino a casa nostra i "disperati migranti" invece di lasciarli navigare fin qua e rispedirli indietro col loro mezzo oppure riportarli dove sono partiti. In Australia, quando si presentò la prima boat people di clandestini,  uscì una cannoniera che sparò un colpo (uno : Euri 150,00)) davanti alla prua della barca che fece dietro front e non ne arrivarono altre. Noi, popolo, spendiamo miliardi soltanto per per "soccorrerli" identificarli e rimandarli (quanti?) indietro in aereo.
2) A Lampedusa, aiutati dai comunisti locali, i clandestini hanno distrutto col fuoco una costosa struttura. Mi sarei aspettato una reazione molto severa dal governo.
Ma non mi pare che ci sia stata. Invece, si sarebbe dovuto dare un segnale durissimo, individuare i responsabili, punirli molto severamente, e far loro ricostruire insieme con i clandestini, senza compenso, ospitandoli a casa loro, quanto avevano distrutto. E invece, la ricostruzione la paghiamo noi che, in questo momento, non abbiamo poi tanti soldi da sprecare. Non mi sembra giusto che questa gente ci costi tutti questi soldi. I bamba non dicevano che gli emigranti avrebbero "salvato" i conti dell'INPS con i loro contributi e avrebbero rappresentato una ricchezza per il Paese??? Un caro e cordiale saluto. Alex Mandelli
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Candidata a Sindaco di Firenze. La mia candidatura per Palazzo Vecchio?
La situazione della città è così disperata che quando la Lega mi ha offerto la candidatura non ho saputo dire di no anche se a Firenze per ora la Lega non esiste pertanto è ''innocente'' ma i dati ne indicano una buona affermazione con le prossime amministrative.
Il programma è semplice e senza troppi voli, con il passivo accumulato c'è poco da progettare. La situazione politica, nel degrado della città, ha lati veramante insoliti e se ti interessa t'invio alcune informazioni che i giornali evitano di riportare.
Laura Torrigiani
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Ma che bravissima! Braaavaaaaaaaaaaaa!!!!!!
hai fatto strabene. Mandami i documenti della candidatura, su finestra per favore, il mio pc non apre nessun tipo di allegato. Grazie gd'o
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Delinquenza e Ronde. La tenuta della legalità lettera al Corriere della Sera
La delinquenza fa tremare i polsi alla gente comune. Lo Stato ha certamente mezzi per controllare il territorio ma non può arrivare dapertutto.
Le ronde di quartiere danno un contributo alla buona tenuta della legalità. Non vedo ragione d'indignarsi. Le Forze dell'ordine, alle quali siamo grati, garantiscono la sicurezza e assicurano alla giustizia i trasgressori. Questo è un principio ineliminabile. Ma i fatti lo sconfessano. Se le ronde affiancano le Forze dell'ordine, non credo ci sia nulla da obiettare. Anzi, ogni mezzo è buono per tenere alla larga la microcriminalità, che spesso diventa pure macro.
Fabio Sicari Bergamo 
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Bene. Mi sa che di buon senso ne ho poco secondo i suoi parametri: io non voglio né lei né il suo zietto, con camicia verde o bruna a vegliare sul mio quartiere.
La mia città non è ridotta come tutte le altre come ha detto lei: non ci sono rom che delinquono, né rumeni che violentano. Il maggior fastidio me lo danno i vicini italiani e le mail come la sua. Intanto, allora, buona guardia e occhi aperti! Così magari si tranquillizza, guardando meno tv.
Prima di uscire, please, mi cancelli dalla sua rubrica. Grazie Gianpietro
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"Mi sa che di buon senso ne ho poco secondo i suoi parametri:" mi scrive.
Forse, ha ragione lei. Chissà.
A me, per la verità, il maggior fastidio non me lo danno i vicini italiani e le mail come quelli che hanno la mente sgombre da ideologia, ma quelli che stuprano le nostre donne, adolescenti, giovani e pure le ottantatreenni (che poi muoiono) o assassinano la gente che lavora raccogliendo affitti. Ed altri ancora.
E non è che vedo troppa tv la detesto, quindi la vedo il meno possibile. A quell'eterno ritornello che il 60% delle violenze sulle donne è compiuto da uomini italiani, o che io penso che quel fantastico strumento delle ronde potrà realmente aiutare, le rispondo: aiutati che dio ti aiuta. Ma quali giornali legge lei? Sono pieni di statistiche che danno ragione a me, quindi sembra che tra lei e me chi legge sono io. Certo che l'avevo cancellata. Con migliaia di destinatari non è che me ne tengo uno a forza...(;-)
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Richiesto da: Silvio Amato
Commento: Benvenuto nella Rubrica di Giuliana D'Olcese
Dai vicoli di Palermo alla security di Obama curiosa associazione tra il Parlamento mondiale di Palermo ed un istituto diplomatico di Lugano http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=192
divertitevi un po' e divulgate
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Grazie, molto interessante per un on line che è stato minacciato, e costretto a pubblicare una precisazione in home page (non una smentita così che Monsù è rimasto di merda perchè non è stata mai cancellata la pagina delle sue minacce). Su la Voce delle voci cercherò la pagina sul Telecom-plotto.
Cordialmente gd'o
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***Ebbene sì, io sono una ronda,***
Vorrei anche, se ne ha il tempo o la volontà, che lei intervenisse su alcuni problemi che io trovo assurdi per il modo in cui vengono gestiti dallo Stato:
A Lampedusa i clandestini hanno incendiato una costosa struttura edificata a spese dei contribuenti italiani. Mi sarei aspettato una reazione molto severa dal governo. Ma non mi pare che ci sia stata. Invece, si sarebbe dovuto dare un segnale durissimo, individuare i responsabili, punirli molto severamente, e far loro ricostruire insieme con i clandestini, senza compenso, ospitandoli a casa loro, quanto avevano distrutto. E invece, la ricostruzione la paghiamo noi che, in questo momento, non abbiamo soldi da sprecare. Le sinistre dicevano che gli emigranti avrebbero "salvato" i conti dell'INPS con i loro contributi e che rappresentano una ricchezza per il Paese. Invece l'INPS resta il carrozzone passivo che è sempre stato. Disponibile, forse ancora adesso, a liquidare i contributi agli extracomunitari ma di una onerosa severità senza eguali verso il contribuente italiano che, magari in difficoltà, effettua i versamenti con un po' di ritardo.
Qualsiasi titolare di azienda, quando le cose vanno male, tira fuori il portafoglio riempito quando le cose andavano bene e cerca di tacconare. Per quale motivo la Fiat quando le cose vanno bene si comporta come un'azienda privata e quando vanno male diventa un'azienda pubblica?
Un caro e cordiale saluto. Fabio Montini Se capita da queste parti, sarò onorato di stringerle la mano (e invitarla a pranzo :-))
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A 'Gianni Alemanno' <Studio Russo giovedì 26 febbraio 2009
Pincio, piazza delle Muse, ponte della musica, piscina in viale della Moschea!!!!!!!! Che disastro hanno fatto i suoi predecessori
Gentile Sindaco,
ma con gli immani problemi e l'immane immondizia e l'immane vomitosa situazione del traffico che opprimono Roma lei pensa ad un Gran Premio di formula1?
Mi scusi ma mi sembra di sognare e mi sembra di aver malriposto la mia fiducia.
Ha sospeso la cortesia di un qualsivoglia cenno di interessamento e di risposta ai suoi cittadini? cordiali saluti, Lucio Russo
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A 'Gianni Alemanno' <Studio Russo lunedì 23 febbraio 2009
Pincio, piazza delle Muse, ponte della musica, piscina in viale della Moschea!!!!!!!! Che disastro hanno fatto i suoi predecessori
Gentile Sindaco,
Roma non sta cambiando, il che vuol dire che di giorno in giorno sta peggiorando. Letteralmente sommersa dall'immondizia, e funestamente nella mortale morsa dell'indisciplina del suo traffico, incredibilmente sprecona nel perseguire progetti assolutamente inutili!! E poi non ci aveva forse dato assicurazione che le piazze di Roma sarebbero state utilizzate solo per eventi istituzionali? E quindi restituite ai cittadini e alla normalità e magari un tantino rese più vive e più belle e più vivibili?
E forse il Carnevale e i cavalli che hanno infestato piazza del Popolo nei giorni scorsi era un evento istituzionale? Se continuerà cosi perderà il nostro consenso gentile Sindaco e siamo forti e tantissimi!!!! Glielo assicuro!!!!! Spero che lei cambi in fretta e cambi Roma come ci aveva promesso e in meglio non in peggio!!!
Cordialmente, Lucio Russo
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A 'Gianni Alemanno' <Studio Russo lunedì 2 febbraio 2009
Pincio, piazza delle Muse, ponte della musica, piscina in viale della Moschea!!!!!!!! Che disastro hanno fatto i suoi predecessori
Gentile Sindaco,
era un po' che non andavo al Pincio. Stefano Folli, grande persona, mi ha detto: vada a dare un'occhiata come l'hanno ridotto. Sono andato. Che pena!
Chi ci darà più il Pincio di una volta anche se lei, meritoriamente, è riuscito a limitarne lo scempio? Chi ci darà più la bella piazza delle Muse?
Letteralmente devastata per far posto ad un parcheggio per miliardari costruito da altri miliardari? A quali immensi guasti gentile Sindaco dovrebbe metter riparo!
E la rutelliana "sistemazione" dell'Ara Pacis? E il veltroniano ponte della musica? Veltroni che lamentava di non aver soldi e poi lavorava in gran segreto al più grande spreco di denaro pubblico mai concepito (grande non per l'importo, di soli (!!) dieci milioni di Euro, ma per l'assoluta inutilità dell'opera)?
E cosa dire della mostruosa piscina, assolutamente mostruosa, organizzata da Gianni Malagò l'amico di Veltroni, Palombelli e del piacione Rutelli, in viale della Moschea? E ai vigili Signor Sindaco, diamo un'arma? Ma Signor Sindaco pensi invece a farli lavorare. Son buoni solo a far pigramente e in coppia contravvenzioni per sosta vietata e trascurano i pazzi che corrono, passano col rosso e uccidono. Ma lo sa che dentro Roma, dico dentro Roma, ci sono stati nel 2007 257 morti per incidenti stradali? E c'è bisogno che i vigili siano armati per impedire tali stragi o non piuttosto che facciano appieno il loro dovere?
Contiamo su di lei gentile Sindaco, ma non ci deluda, cordialmente, Lucio Russo
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L'AVVENIRE DEI LAVORATORI
EDITRICE SOCIALISTA FONDATA NEL 1897 Direttore: Andrea Ermano
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Gentile signora Olcese,
abbiamo ricevuto la Sua comunicazione. In essa Lei scrive tra l'altro: "Personalmente mi ritengo una ronda singol, e se tutti i cittadini dedicassero cinque minuti al giorno alla propria città ed al proprio quartiere l'Italia sarebbe un paradiso di legalità. Infatti dall'illegalità che noto girando la città alla criminalità in Rete non ne faccio passare una". Se di Ronda in Ronda le cose in Italia andranno avanti così, temo che alla fin dei conti si giungerà alla formazione di Gruppi civici Matteotti che verosimilmente si incaricherebbero di svolgere pattugliamenti di legalità costituzionale. L'inizio simbolico di tali pattugliamenti avrebbe luogo a Milano, Piazzale Loreto.
Lo dico con la massima consapevolezza del fatto che a Piazzale Loreto accaddero sconci di cadaveri che noi socialisti giudicammo già all'epoca orribili e disumani. Fermo restando però che la condanna a morte per Mussolini era all'epoca perfettamente legale secondo il Codice Militare di Guerra.
Tale condanna a morte, tenuto conto anche dell'assassinio di Giacomo Matteotti di cui il duce aveva rivendicato pubblicamente la responsabilità nel 1925, venne confermata nel 1945 anche dal nostro Pietro Nenni. Dato che nella Sua comunicazione Lei fa riferimento alla legalità in rete, penso che Lei potrebbe far cancellare gli insulti dei quale ci ha fatto oggetto alcuni anni fa e lì rimasti. Non mi pare che sia propriamente legale coprire di contumelie una testata rea soltanto di avere pubblicato una Sua lettera e una lettera di risposta pervenuta da un altro lettore dalla Germania. Si trattava di due posizioni alle quali la testata diede semplicemente spazio.
Mi rendo conto che scrivendo queste righe a una gentildonna come Lei, dotata di alta consapevolezza di sé ma facile anche all'ira e al tono sprezzante, vengo ad espormi a un'altra eventuale reazione brusca, ma la mia richiesta di togliere la pagina dal Suo sito è motivata dal fatto che in centotredici anni di attività questa nostra piccola testata di emigrati socialisti italiani ha scritto molte cose che altri sottacevano e per le quali sono stati pagati alti costi anche personali. Trovo pertanto ingiusto che questo lungo impegno ideale venga collegato al concetto di "prostituzione" a causa di una diatriba ormai superata e nella quale la ragione non sta solo dalla Sua parte, se non altro a causa della violenza verbale nella quale Lei si è prodotta.
Insomma, La invito a mettersi una mano sulla coscienza e a soddisfare per gentilezza la mia richiesta. In tal caso La prego di accogliere i sensi della nostra gratitudine. Con i migliori saluti e auguri Dr. Andrea Ermano
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Gentilissimo dottor Ermano,
non vorrei sembrarle leggera, anche perchè sono tanti anni che ci conosciamo e scambiamo le nostre news, e tante vostre le ho pubblicate, ma non le sembra di drammatizzare citando Matteotti, Mussolini e Piazzale Loreto?
Bonariamente, molto bonariamente, le dico che la sua è un po un'enfasi ideologica. Sono certa che lei legge anche il Riformista, lo legga oggi e vedrà come la pensano tantissimi a sinistra, come per es., Zingaretti e Penati, quindi non solo la odiata vituperatissima Lega.
In quanto al concetto, alto, che avrei di me stessa, all'essere facile anche all'ira e al tono sprezzante, si sbaglia di grosso.
Sono napoletana, quindi umanissima ed accomodante, e gentile. Perciò al suo "La invito a mettersi una mano sulla coscienza e a soddisfare per gentilezza la mia richiesta. In tal caso La prego di accogliere i sensi della nostra gratitudine" non posso che rispondere certamente sì, anche perchè ho moltissima stima di voi, sono stata socialista per tantissimi anni, e socialista convintissima, mentre mio marito era repubblicano, ma non sono certo passata a destra, e ciò solo perchè non mi convince su troppe cose. Io sarò tutto ma mai "ideologggica" e ciò perchè esserlo lo trovo infantile ed ignorante, politicamente primitivo, quindi fuorviante. E pericoloso.
Convengo con il fatto che la vostra testata di emigrati socialisti italiani ha scritto molte cose che altri sottacevano e per le quali sono stati pagati alti costi anche personali, la rispetto e l'ammiro da tempo, ma tutti possiamo, anche, sbagliare, o no? E con quel vostro pezzo non ero proprio d'accordo
Ma per la stima che ho per voi al prossimo aggiornamento, che non avverrà tanto presto però, volentieri cancellerò la "pietra dello scandalo", e dell'offesa.
Ritornando al dunque forse vivendo lei in una città non italiana, ma vivendo proprio in una città come Zurigo esempio, tra l'altro, della Svizzera e dell'Europa più civili, lei non conosce l'estremo degrado legale e di tantissimo altro di cui si soffre nelle nostre città. Quindi cerchi e cercate di essere più distaccati, non troppo ideologici e di guardare le cose con gli occhi di tutti i comuni cittadini. Ciò, sopratutto oggi, è indispensabile a tutti, a politici e cittadini.
Saluti e cordialità da gd'o
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Cittadini, non sudditi http://www.officinademocrazia.eu/
Un minuto di attenzione, un appello da far girare. Sto scrivendo a giornali, a conoscenti ed amici della mia rubrica.
Scrivo al cittadino qualunque, alla casalinga di Voghera, all'operaio.
Siamo convinti di essere cittadini liberi, di avere il possesso della sovranità dettata dalla Costituzione. Non è così. Nella vita di ogni giorno, che ci piaccia o no, siamo sudditi, soggetti alla volontà ed agli "umori" di altri. Sudditi, ma con l'illusione di essere "liberi", perché "votiamo". Siamo convinti che, ogni giorno, attraverso coloro che dovrebbero rappresentare la nostra volontà, noi scegliamo ciò che riteniamo sia meglio o giusto per il nostro futuro. Ma è davvero questo ciò che accade?
«Ogni sfruttamento è basato sulla collaborazione, volontaria o forzata, dello sfruttato. Per quanto ci possa ripugnare ammetterlo, rimane il fatto che non vi sarebbe sfruttamento se la gente rifiutasse di ubbidire allo sfruttatore. Ma ecco intervenire l'interesse e noi abbracciamo le catene che ci legano» (Mohandas K. Gandhi - detto il Mahatma)
Tante cose si possono fare. Ammesso che si sia prima constatata e quindi accettata una realtà amara ma evidente: quella di non essere liberi ma sudditi.
La prima condizione per iniziare una cura è ammettere di essere malati. Se pensiamo che Democrazia, Giustizia e Libertà siano concetti che vivono solo a condizione che qualcuno ogni giorno si batta e rischi per loro, se siamo disposti a lottare oggi, in modo che i nostri figli, i nostri cari, un domani, non ci chiedano MAI "Perché avete permesso che succedesse tutto questo?!?", allora vi prego di dare un'occhiata sul web a questo appello: Cittadini, non sudditi http://www.officinademocrazia.eu/
Se, dopo aver letto cosa stiamo tentando di fare, riterrete che sia giusto ed urgente promuovere i punti che indichiamo, per favore aderite e poi diffondete l'appello alle persone che ritenete possano condividere. Se non lo ritenete opportuno pazienza, continuiamo tristemente a lamentarci ed a sperare che qualcuno, una volontà divina o l'uomo forte a suon di manganelli (e ci stiamo arrivando velocemente), ci risolva i problemi.
Un cordiale saluto Franco Dell'Alba - Alessandria
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Gli stranieri e la Mecca del crimine
di Luca Ricolfi La Stampa 21 Febbraio 2009
Periodicamente l'opinione pubblica si allarma per il problema della criminalità e della violenza. I giornali soffiano sul fuoco. Il governo tenta di fare qualcosa (è di ieri l'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto anti-stupri). Maggioranza e opposizione tirano acqua ai rispettivi mulini. Quando al governo c'è la sinistra e all'opposizione c'è la destra, il copione è già scritto: la sinistra minimizza e la destra drammatizza. Quando invece, come oggi, i ruoli di governo e opposizione sono invertiti, il copione va in crisi. La sinistra vorrebbe cavalcare la paura, ma non può farlo perché i suoi riflessi condizionati buonisti le suggeriscono di sdrammatizzare.
La destra, per contro, vorrebbe tanto drammatizzare, ma deve trattenersi perché è al governo e teme di essere considerata responsabile di quel che succede.
Dopo i recenti casi di stupro a danno di donne italiane e straniere siamo dunque tornati a farci le solite domande. La criminalità è in aumento?
Gli stranieri delinquono di più degli italiani? I romeni hanno una speciale vocazione per i reati di violenza sessuale? O sono tutte «percezioni»?
Sull'andamento della criminalità non si può dire molto. Con i dati finora disponibili (non definitivi e fermi al 1° semestre 2008) possiamo solo fissare qualche punto.
La criminalità è aumentata molto subito dopo l'indulto: +15,1% in un anno, fra il primo semestre 2006 e il primo semestre 2007. Nel primo semestre del 2008 è diminuita rispetto al 2007, presumibilmente a causa dell'elevato numero di "indultati" recidivi, liberati e poi riacciuffati dalle forze dell'ordine.
Ma la diminuzione non è stata sufficiente a compensare l'impennata del 2007, cosicché due anni dopo l'indulto il numero di delitti era un po' maggiore di quello pre-indulto. Per esempio abbiamo più rapine (+4,9%), più omicidi volontari consumati (+7,7%), più truffe e frodi informatiche (+10,7%). In breve: le carceri sono strapiene, esattamente come lo erano prima dell'indulto (60 mila detenuti), e il numero di delitti è un po' maggiore di allora. Sul tasso di criminalità dei cittadini stranieri è difficile lavorare con statistiche precise, perché si ignora il numero esatto degli irregolari, però la situazione è piuttosto chiara.
Il tasso di criminalità degli stranieri regolari è 3-4 volte quello degli italiani, il tasso di criminalità degli stranieri irregolari è circa 28 volte quello degli italiani (dati 2005-6). Fino a qualche anno fa la pericolosità degli stranieri, pur restando molto superiore a quella degli italiani, era in costante diminuzione, ma negli ultimi anni questa tendenza sembra essersi invertita: la pericolosità degli stranieri non solo resta molto superiore a quella degli italiani, ma il divario tende ad accentuarsi.
Resta il problema della violenza sessuale e degli stupri. Qui la prima cosa da dire è che i mass media sono morbosamente attratti dalle violenze inter-etniche - lo straniero che stupra un'italiana, l'italiano che stupra una straniera - e riservano pochissima attenzione alle violenze intra-etniche, che a loro volta sono spesso intra-famigliari (donne violentate da padri, zii, suoceri, partner più o meno ufficiali). Ma i mass media, a loro volta, amplificano una distorsione che è già presente nelle denunce: l'assalto di un branco di adolescenti a una ragazzina all'uscita da scuola ha molte più probabilità di essere denunciato di quante ne abbiano le vessazioni di un padre-padrone, non importa qui se dentro un campo nomadi o in una linda villetta piccolo borghese. Basandosi esclusivamente sulle denunce, quel che si può dire è che la propensione allo stupro degli stranieri è 13-14 volte più alta di quella degli italiani (dato 2007), e che - anche qui - il divario si sta allargando: l'ultimo dato disponibile (2007) indicava un rischio relativo (stranieri rispetto a italiani) cresciuto di circa il 20% rispetto a tre anni prima (2004).
Infine, i romeni. In base ai pochi dati fin qui resi pubblici, la loro propensione allo stupro risulta circa 17 volte più alta di quella degli italiani, e una volta e mezza quella degli altri stranieri presenti in Italia. Lo stupro non è però il reato in cui i romeni primeggiano rispetto agli altri stranieri. Nella rapina sono 2 volte più pericolosi degli altri stranieri (e 15 volte rispetto agli italiani), nel furto sono 3-4 volte più pericolosi degli altri stranieri (e 42 volte rispetto agli italiani).
Nel tentato omicidio e nelle lesioni dolose, invece, sono leggermente meno pericolosi degli altri stranieri, ma comunque molto più pericolosi degli italiani (7 e 5 volte di più rispettivamente).
Si può discettare all'infinito sul perché il tasso di criminalità degli stranieri, anche regolari, sia così più alto di quello degli italiani. Razzisti e xenofobi diranno che l'alta propensione al crimine di determinate etnie dipende dai loro usi e costumi, se non dal loro Dna.
Ma la spiegazione più solida, a mio parere, è tutta un'altra: se gli stranieri delinquono tanto più degli italiani non è perché noi siamo buoni e loro cattivi, ma perché i cittadini stranieri che arrivano in Italia non sono campioni rappresentativi dei popoli di provenienza. Con la sua giustizia lentissima, con le sue leggi farraginose, con le sue carceri al collasso, l'Italia è diventata la Mecca del crimine. Un luogo che, oltre a una maggioranza di stranieri per bene, attira ingenti minoranze criminali provenienti da un po' tutti i Paesi, e così facendo crea l'illusione prospettica dello straniero delinquente. Perciò hanno perfettamente ragione gli italiani che hanno paura degli immigrati, ma hanno altrettanto ragione gli stranieri onesti che si sentono ingiustamente guardati con sospetto. I cittadini italiani privi di paraocchi ideologici non possono sorvolare sul fatto che uno straniero è dieci volte più pericoloso di un italiano. Ma farebbero ancor meglio a rendersi conto che ogni comunità straniera è costituita da due sottopopolazioni distinte: gli onesti attirati dalle opportunità di lavoro, e i criminali attirati dalla debolezza delle nostre istituzioni. Il problema è che le due sottopopolazioni non si possono distinguere a occhio nudo, e quindi - in mancanza di segnali che consentano di separarle - la diffidenza diventa l'unico atteggiamento razionale.
Un atteggiamento che non si supera con lezioncine di democrazia, tolleranza e senso civico, ma solo rendendo l'Italia un paradiso per gli stranieri di buona volontà e un inferno per i criminali, stranieri o italiani che siano.
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Focus Immigrazione e criminalità
di Maria Antonietta Calabrò Corriere della Sera 23 Febbraio 2009
La mappa Nella Capitale gli insediamenti sono cominciati prima dell' ingresso della Romania nell'Unione europea. Roma è la Bucarest italiana: 157 mila presenze.
E sulla costa toscana arrivi in aumento del 200%. Integrazione difficile. Il Lazio, secondo il rapporto del Cnel, è la regione italiana all'ultimo posto per la possibilità di inserimento degli stranieri.
Roma è la capitale dei romeni. Nella Capitale e nella sua provincia, infatti, vivono 157 mila romeni, pari al 15,5 per cento di quel milione che si ritiene si sia trasferito in Italia. Quando la Romania è entrata nella Ue, secondo Caritas Migrantes, c'è stato, nel nostro Paese, un incremento della presenza complessiva dei romeni dell' 82,7 per cento. Nella provincia di Roma l'incremento è stato "solo" del 64,8 per cento. La crescita, insomma, è stata meno forte, ma semplicemente per un fenomeno di "saturazione", perché quest' area già negli anni passati aveva conosciuto un massiccio insediamento di romeni, molto più importante di altre zone del paese.
Questo stesso dato spiega anche come mai, a partire dal 2007 e fino agli ultimi efferati delitti dei giorni scorsi, nella Capitale ci sia stato un incremento dell'allarme per fatti di criminalità ascrivibili a romeni. Il Lazio infatti è, secondo l'ultimo rapporto del Cnel sugli indici di integrazione degli immigrati, la regione italiana all'ultimo posto per la possibilità di inserimento per gli stranieri. Dalla marginalità alla devianza il passo è breve. Anche in considerazione del processo di trasformazione subito in questi ultimi anni dalla criminalità romena che col tempo si è «organizzata» specializzandosi in reati gravi come la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento della prostituzione, il traffico di stupefacenti.
I romeni in particolare per conto degli albanesi (che sono quasi monopolisti nello sfruttamento della prostituzione) avviano e controllano su strada le donne ridotte in schiavitù, e si sono specializzati nel reclutamento violento delle ragazze, in Romania. Tutti reati, come si vede, «ideali» per l'area che gravita intorno alla Capitale.
Anche in Toscana i romeni oscillano «tra inserimento lavorativo e rischio marginalità», come scrive Francesco Paletti, della Caritas di Pisa, nel dossier «Romania. Immigrazione e lavoro in Italia» curato da Franco Pittau, Antonio Ricci e Alessandro Silj. «Il bacino di disagio potenziale è cresciuto in modo particolarmente acuto nelle province di Massa Carrara, Livorno e Pisa dove i romeni sono praticamente triplicati (realizzando aumenti del 227,3%, del 222,3% e del 189,3 per cento»), afferma. Queste tre province costiere (che prima erano considerate poco appetibili per gli immigrati) oggi si collocano tra le prime dieci dell' Italia centrosettentrionale per ritmo di incremento dei romeni. Si tratta di «nuovi» arrivi e non di ricongiungimenti familiari, o delle cosiddette «catene migratorie» di chi si appoggia su amici o conoscenti che già sono sul territorio. E questo aumenta i rischi di devianza e marginalità. Mentre la presenza romena in Piemonte e Emilia Romagna si conferma stabile, nonostante che quest'ultima regione presenti (rapporto Cnel) le maggiori possibilità di inserimento lavorativo, un caso a sè è quello del Veneto, dove la presenza dei cittadini di Bucarest è da considerarsi, secondo Bruno Baratto, vicedirettore dell'Ufficio di Treviso della Fondazione Migrantes, effetto, già da anni, delle politiche di delocalizzazione delle nostre industrie in Romania. Ma anche qui nel 2007 l'incremento dei romeni è stato (+60 per cento) inferiore alla media nazionale.
Neanche in Lombardia e in particolare a Milano, sostiene Meri Salati, coordinatrice del Centro studi della Caritas ambrosiana, «si è verificata la temuta invasione romena in seguito al loro ingresso nella Ue».
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Giustizia fai da te
di Luca Ricolfi La Stampa 14 Maggio 2008
Polizia costretta a intervenire a Napoli per evitare il linciaggio di una rom sospettata di aver tentato di rapire una bambina. Baracche (fortunatamente vuote) di un campo rom incendiate nel quartiere Ponticelli di Napoli. Molotov contro un altro campo nomadi a Novara. Ronde di ogni specie e colore che sorgono un po' dappertutto per proteggere i cittadini da ladri e malviventi. È bastato che il centro-destra vincesse le elezioni, e il clima del Paese è cambiato quasi all'istante. Anziché aspettare il varo dei provvedimenti del governo, molti sembrano aver deciso di fare da sé. Né si può dire che a questo spirito vagamente autoreferenziale si sottragga completamente il governo stesso, almeno a giudicare dal semplicismo di varie ricette di cui si sente parlare in questi giorni.
Non sono buone notizie, perché la giustizia «fai da te» non risolve i problemi, è pericolosa, spesso porta con sé abusi, prevaricazioni, vendette private, in breve genera altra ingiustizia. Ma proprio perché è una strada sbagliata, dobbiamo capire che cosa la alimenta. Il modo migliore per farlo, a mio parere, è leggersi Non sulle mie scale (ed. Donzelli 2001), un piccolo libro in cui Italo Fontana, psicoanalista torinese, racconta come, alla fine degli Anni 90, la vita della sua famiglia sia stata devastata da una doppia calamità: l'installarsi di decine di criminali immigrati nelle soffitte del suo condominio, e la completa sordità delle istituzioni cittadine.
Perché è utile leggere o rileggere quel testo? Perché vi si trova una spiegazione profonda di quanto sia difficile, per chi crede nella legalità, nella democrazia, nella solidarietà, nella libertà individuale, mantenere nel tempo l'animo sereno e la mente aperta, senza farsi prendere dalle peggiori pulsioni. Il cocktail micidiale, che richiede sforzi disumani per non esplodere, è fatto di tre ingredienti:
a)la scoperta che molti immigrati clandestini non sono poveretti alla ricerca di un lavoro dignitoso ma persone arroganti, prepotenti, violente;
b)la scoperta che le attività criminali e i luoghi del loro esercizio sono perfettamente noti alle autorità;
c)la scoperta che, anche di fronte alle vessazioni più drammatiche, le autorità non intervengono e non rispondono, opponendo il classico «muro di gomma».
Se ci riflettiamo un attimo, non è difficile rendersi conto che i tre ingredienti sono tutti presenti nella situazione attuale. I cittadini sono esasperati perché le attività criminali si svolgono sotto i loro occhi, perché si sa perfettamente dove si spaccia, dove si arruolano manovali in nero, dove si viene derubati, dove non si può camminare senza pericolo, ma si sa pure che - per i motivi più diversi - le istituzioni non interverranno.
Le istituzioni talora non intervengono perché le leggi non glielo consentono, e da questo punto di vista non si può che augurare al nuovo governo di riuscire a cambiare le norme che impediscono di perseguire efficacemente il crimine. Ma nella maggior parte dei casi le istituzioni non intervengono per due altri ordini di motivi, che ben poco hanno a che fare con le leggi. Il primo è l'inerzia amministrativa, ossia l'incapacità di capire che la libertà di espressione diventa una presa in giro se non c'è anche il diritto dei cittadini a ottenere risposte. Il secondo è la mancanza di risorse organizzative, fisiche, materiali: personale, uffici efficienti, banche dati, processi rapidi, carceri all'altezza di un paese civile. Il rischio, in questo momento, è che il governo si illuda che l'azione chiave sia l'inasprimento delle pene. Non è così: se c'è un risultato solido della ricerca empirica sulla devianza è che la gravità delle pene ha un effetto deterrente minimo, mentre ne ha uno molto più incisivo la probabilità di essere condannati, catturati o anche semplicemente disturbati. Ciò è tanto più vero in una situazione in cui è noto a tutti, e in primis ai criminali, che in Italia le pene sono e resteranno ancora a lungo puramente virtuali, visto che la magistratura è ingolfata di pratiche e mancano almeno 30 mila posti nelle carceri.
È per questo che il nostro Paese è diventato la mecca del crimine.
Ecco perché oggi, con la gente che tende ad autoorganizzarsi, la capacità delle istituzioni di «esserci» diventa la variabile fondamentale. Ma esserci come?
In attesa che i processi diventino più brevi e l'edilizia carceraria faccia il suo corso, a me pare che le uniche strade che possono dare risultati immediati siano il ripristino del controllo del territorio (non solo nelle regioni di mafia, ma anche in tante aree del Nord) e una massiccia opera di interferenza negli affari illegali della criminalità, dalla chiusura di attività al sequestro di beni alla confisca di patrimoni. Senza questa nuova visibilità dello Stato e delle istituzioni temo che il cambiamento delle leggi darà ben pochi risultati, e la «giustizia fai da te» verrà sempre più percepita come l'unica strada percorribile. Perché la «giustizia fai da te», come la mafia, prospera dove lo Stato si ritira o non fa il suo dovere. Abbiamo già un primo Stato, quello legale, e un secondo Stato, la criminalità mafiosa. Forse non è il caso di preparare le condizioni che potrebbero far sorgere il terzo Stato, quello dei cittadini esasperati.
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Stupri e fisco
di Davide Giacalone Libero 17 Febbraio 2009
C'è un filo rosso che lega gli stupri al fisco, quello dell'impotenza e dell'incattivimento sociale. Meno si è capaci di rimediare, più si sollecitano esagerazioni.
Circa gli stupri le si spara sempre più grosse: ma sì, lasciamo che la gente metta le mani addosso a questi animali, castriamoli, così volendo tener duro rispetto al dilagare dell'immigrazione clandestina, volendo preservare le nostre specificità culturali, accediamo direttamente alle punizioni corporali, di marca islamica. Alziamo il tiro, lo dice anche il governo: niente arresti domiciliari per gli stupratori. Giusto, bene, in galera, e buttiamo la chiave. Già, ma chi sono, gli stupratori?
Di norma, nel mondo civilizzato, sono quelli di cui è stata riconosciuta la colpevolezza, a seguito di un regolare processo. E quelli, anche da noi ed a legislazione vigente, non stanno a casa, ma in carcere.
Solo che, piccolo particolare, noi il processo non sappiamo farglielo. Le condanne, se arrivano, raggiungono persone libere, che magari hanno stuprato altre volte.
E non importa un fico secco se la custodia cautelare l'hanno fatta in carcere od a casa, tanto saranno poi liberati. Far funzionare la giustizia, però, richiede riforme serie,
risposte dure alle corporazioni, che hanno strarotto l'anima. Non se ne è capaci? Allora si fa credere al popolo irato che inasprendo le pene si otterrà qualche cosa. Falso. La Cgil vuol aumentare le tasse ai redditi alti. Non sono sindacalisti, piuttosto cimeli della lotta di classe. I redditi alti, oggi, non sono tassati, sono espropriati.
I cittadini onesti lasciano al fisco più della metà di quel che guadagnano. Ma che ne sanno, i papaveri sindacali?
Campano a spese della collettività, facendo i nababbi scarrozzati, con redditi falsamente bassi. La progressività della tassazione è un principio giusto, oltre che costituzionalizzato, ma le aliquote sono da rapina. Se avessero sale in zucca, questi burocrati della rendita, dovrebbero chiedere meno tasse per tutti, a cominciare dai più disagiati. Il che comporta meno spesa pubblica e riforme serie. Siccome non sanno neanche pensarle, ecco che soffiano sul fuoco dell'invidia sociale.
La congrega degli incapaci sollecita la rabbia collettiva, per indirizzarla contro fantocci ideali. Allevano un mostro, che non sapranno gestire.
Davide Giacalone www.davidegiacalone.it
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La ronda scomunicata
Da Udine a Roma, dalle tonache importune a quelle opportune, alla faccia dei puri e duri del NO VAT senza se e senza ma. Eppure, mentre nel caso Englaro qualche titolo per dire la sua (non certo per dettare linee di condotta) la Chiesa ce l'aveva, non sembra proprio sia così - almeno nella scelta delle argomentazioni prodotte - per
quanto riguarda la lotta al decreto governativo contenente, fra l'altro, il "via libera" alle famigerate ronde di cittadini a supporto dell'azione di polizia per limitare il crimine nelle città e nei paesi d'Italia.
Ronde che nascono molto più che azzoppate nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri, e che rimarranno tutt'al più l'ennesima patacca simbolica sul petto di politici che, lungi dal conoscere l'antico detto 'fra il dire e il fare...', manco ci provano a immergere l'alluce nel vasto mare periglioso oltre il bagnasciuga della sopravvivenza elettorale. E ben si meritano, pertanto, la ridicola intemerata di monsignor Marchetto, segretario del dicastero per la pastorale delle migrazioni, pertanto alto papavero della gerarchia vaticana, il quale tuona contro 'l'abdicazione dello stato di diritto', che si concretizzerebbe nell'affidare a sparuti drappelli di 'vigilantes' anzianotti e presumibilmente affetti dai piccoli acciacchi dell'età, muniti solo di ricetrasmittente, il pattugliamento serale di alcune zone, magari nemmanco le più a rischio, di quelle città i cui sindaci fossero disposti ad accollarsi l'onere anche economico di creare tali 'commandos' deboli di prostata. Ergo, la Chiesa si scopre statalista pochi giorni dopo avere fiammeggiato contro l'invadenza dello stato nelle questioni morali, sottintendendo nelle ipotetiche guardie giurate vecchiette uno strumento del demonio per scardinare il monopolio del Leviathan sulla sicurezza dei cittadini, che dovrebbero rimanere pecorelle a tutti gli effetti.
Insomma, l'alleanza fra il Manganello e l'Altare. Purtroppo, per questioni anagrafiche, ci ricordiamo ancora gli anatemi del Centro Cattolico Cinematografico sui film di James Bond, che pure era al servizio di Sua Maestà, e che, pertanto, non poteva venire bollato di anarchismo; nel campo del fumetto, poi, i preti condannavano alle caldaie di Satanasso un difensore della giustizia come Tex Willer, che usava metodi troppo sbrigativi e non lasciava alle anime prave il tempo di pentirsi per sfuggire al castigo divino. Considerato che i nuovi giustizieri della notte saranno più coetanei dell'ultimo Charles Bronson e di Kit Carson, forse i timori di monsignor Agostino non sono così infondati. Tuttavia, è significativo - e oltre Tevere dovrebbero essere abbastanza smaliziati da rendersene conto - che stavolta nessun laicista a tutto tondo si sia inalberato per questa intromissione nella faccende italiote. Per chi non avesse di queste remore, il consiglio è di incominciare una riflessione sul ruolo dei privati nella gestione della sicurezza, in attesa che maturino i tempi per proporre agenzie di giustizia che sbrighino i processi penali di piccolo cabotaggio. Da cosa nasce cosa.
Giovanni Maria Mischiati Sunday, February 22, 2009
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Dopo Eluana meno fiducia in Chiesa e magistratura
di Renato Mannheimer Corriere della Sera 16 febbraio 2009
Quali effetti ha avuto la vicenda di Eluana Englaro sugli orientamenti degli italiani? Sono mutati gli equilibri politici e la fiducia nelle istituzioni?
Contrariamente a quanto ipotizzato da alcuni, l'influenza sull'entità del seguito elettorale dei diversi partiti sembra essere stata piuttosto limitata. In realtà, l'ipotesi del manifestarsi dì conseguenze rilevanti sulla distribuzione delle scelte politiche e su altri atteggiamenti degli italiani nasceva anche dal fatto che è spesso accaduto in passato che questioni etiche e, comunque, direttamente legate alla vita personale degli individui (ma, proprio per questo, spesso più vicine all'esperienza quotidiana dei cittadini di quanto non siano le posizioni politiche in quanto tali) abbiano operato significativamente sugli orientamenti di voto. Lo si è visto più di trent'anni fa ai tempi del referendum sul divorzio: esso fu, come si sa, la prima occasione in cui si sperimentò concretamente una scelta elettorale difforme dalle appartenenze consolidate.
E finì col rappresentare di fatto l'inizio di un periodo di un'intensa mobilità.
Ma, come si è detto, in occasione della vicenda che ha riguardato Eluana - e malgrado la drammaticità e l'intensità del dibattito politico che, specie negli ultimi giorni, è arrivato addirittura a sovrapporsi ed ad offuscare le valutazioni (e le emozioni) legate alla specificità umana del caso - le conseguenze immediate sulle intenzioni di voto parrebbero meno eclatanti e sembrerebbero solo avere accentuato alcuni trend in corso da tempo. Salvo un significativo e rilevante incremento di chi oggi si dichiara indeciso su cosa votare e afferma di essere sempre più scontento della politica - e dei partiti - nel suo complesso. La vicenda di Eluana ha dunque avuto una influenza non tanto sull'intensità dell'orientamento di voto verso questa o quella forza politica, quanto sul clima complessivo del Paese e sul giudizio nei confronti delle istituzioni. Con un calo di fiducia generalizzato. Nello specifico, si è manifestato negli ultimi giorni un trend particolarmente negativo verso alcune: si è verificata, ad esempio, una diminuzione dì fiducia nei confronti della televisione (sia Rai che Mediaset), del Parlamento, della magistratura, della Chiesa. Sono tendenze provenienti spesso da settori diversi della società e dell'opinione pubblica: questo o quel segmento è rimasto in qualche modo scontento o deluso per il comportamento o per le scelte attuati dall'una o dall'altra istituzione. Accentuando gli effetti, già fortemente negativi, della crisi economica sul clima dell'opinione pubblica. Che vede un continuo peggioramento del clima psicologico e una sempre maggiore diffusione del pessimismo e delle valutazioni negative.
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Ora don Gelmini accusa il Vaticano; certi cardinali sembrano dei cuculi
di Andrea Bevilacqua Italia Oggi 20 febbraio 2009
In Vaticano la grana don Pierino Gelmini non è stata ancora disinnescata. L'ultima, infatti, viene proprio da Amelia dove don Gelmini risiede. Dalla sua abitazione don Gelmini ha accusato pesantemente il Vaticano in questo modo: «Il Vaticano - ha detto testuale - ha perso la fede, segue regole rigide di potere».
E ancora: Al cristianesimo è la religione del sì, non del divieto. Certi cardinali facciano un passo indietro, sembrano dei cuculi».
E la prima volta che don Gelmini parla dopo che è stato ridotto allo stato laicale a seguito dello scandalo dei presunti abusi sessuali su ospiti delle sue comunità di recupero. Sul sito religioso Pontifex, il «J'accuse!» contro la Santa Sede è durissimo. La Santa Sede, dice, «non sa perdonare!». E ancora: «In Vaticano non hanno più la fede e trasformano il cristianesimo in una cosa burocratica. Troppi documenti confusi e poche idee».
Don Gelmini ha raccontato anche le sue giornate ad Amelia: «Quando la sera mi addormento - dice - benedico il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest pensando ai miei figli che soffrono». E poi il racconto dei compleanni festeggiati in convention via satellite con leader politici e cardinali, una fiction Mediaset in lavorazione sull'«eroica epopea del prete anti-droga!», il Mulino Silla trasformato da rudere nella campagna di Amelia in sfavillante «città della speranza», casa madre di una multinazionale della speranza che nei cinque continenti assiste emarginati e accumula crediti nei palazzi del potere civile ed ecclesiastico, il seggio all'Onu come ong. «Abbiamo trovato dice - una casa distrutta e da qui abbiamo iniziato. Eravamo talmente poveri che mangiavamo pane, mortadella e una mela».
Tra i mille impegni, don Pierino, «prete non per caso», si è pure conquistato i galloni di cappellano e guida spirituale della Casa della libertà. Del resto chiama tutti «figli!»: Silvio Berlusconi che gli dona pubblicamente 5 milioni di euro, i profughi del Sud-est asiatico soccorsi per lo tsunami e Alfredo il primo ragazzo incontrato per caso a piazza Navona nel 1963 e strappato alla droga: «Non voleva soldi, ma una prospettiva!». Da allora don Pierino ha rinunciato «alla carriera in Vaticano per imbarcarmi in una corriera piena di balordi». Adesso ad ogni festa della comunità si affollano decine di ministri e parlamentari, arcivescovi, personaggi dello spettacolo, vip di curia come il vicario papale Angelo Comastri e il cardinale Jorge Mejia. «Grazie Gianfranco per la legge anti-droga! Affido a voi di An il compito di difendere i principi cristiani», disse a Fini alla conferenza programmatica, davanti alla platea di partito in piedi ad applaudirlo. «Sono con voi - spiegò -, non potevo essere altrove. Credo negli ideali che difendete». Poi lanciò la crociata contro le unioni di fatto: «Esiste un solo matrimonio, sacro ed inviolabile. Difendetelo!».
Quando due anni fa il premier Berlusconi, accompagnato dai ministri Buttiglione, Lunardi e Gasparri, varcò la soglia dell'auditorium Incontro, don Pierino lo fece accogliere da un sacrale «Alleluja!» cantato a tremila voci. Eppure, in pieno Giubileo, aveva bacchettato i «ragazzi!» per l'accordo diabolico tra il Polo e l'antiproibizionista Pannella: «Casini, Buttiglione, guardatemi in faccia: ci tradite per un piatto di lenticchie?», tuonò don Pierino. Ci fu bisogno di un «vis-à-vis» chiarificatore con «il buon cristiano Silvio!» per esorcizzare l'avvicinamento.
Questo è don Gelmini, prete anti-droga che su Pontifex ha voluto condurre la sua ultima battaglia, quella contro il Vaticano.

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