2009: Per non dimenticare "Why Not"
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Gennaio 2009 Il
marcio nella magistratura.
Aumenta la sfiducia degli italiani
nelle istituzioni: Magistratura, Parlamento, Governi locali
e regionali, Presidenza della Repubblica».
L'articolo di de Magistris su Micromega - Articoli - Commenti Forum Corriere.it - Rassegna stampa Radio Radicale.it - Forum Carlo Vulpio.it - Google La Solidarietà - Le Lettere - Il Blog di Beppe Grillo Luigi
de Magistris, già Pm a Catanzaro per le inchieste |
di GD'O
quota rosa di LiberoReporter
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Se dei tanti mali che
ci angosciano, e le troppe storture che ci si abbattono sulla testa lasciandoci
allibiti, frustrati ed impotenti è possibile farne una graduatoria,
direi che ciò che ha più colpito l'opinione pubblica, e
ferito a morte l'immagine di istituzioni e magistratura, è
la vicenda giudiziaria di «Why Not» e del magistrato
Luigi de Magistris sottoposto a procedimento disciplinare dal Csm
e trasferito da Catanzaro a Napoli, e le sorti, per la verità
assai equivoche, che hanno subìto le sue inchieste avocategli
dai capi della procura di Catanzaro.
Non solo, ma inquietudine e sdegno sono
arrivati al diapason quando il caso de Magistris è riesploso
con gli avvisi di garanzia e le perquisizioni di uffici e abitazioni
ordinate dalla Procura di Salerno nei confronti del procuratore generale
di Catanzaro Enzo Jannelli, dell'avvocato generale dello Stato Dolcino
Favi, dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De
Lorenzo e del pm Salvatore Curcio, dell'ex procuratore Mariano Lombardi,
del procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone.
Il
3 dicembre 2008 scriveva Carlo Vulpio sul Corse per cui seguiva le
inchieste «Whi Not» e
«Poseidone» (il
giorno dopo il direttore Paolo Mieli lo "solleva" dall'incarico):
Non
era mai accaduto prima in Italia, che una procura della Repubblica fosse
«circondata» come un fortino della malavita. Ieri è
successo alla procura di Catanzaro, che per tutta la giornata e fino a
tarda sera è stata letteralmente accerchiata da cento carabinieri
e una ventina di poliziotti, tutti arrivati da Salerno. Con i carabinieri
del Reparto operativo e i poliziotti della Digos, sono entrati in procura
ben sette magistrati, tra i quali il procuratore di Salerno, Luigi Apicella,
e i titolari dell'inchiesta, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Hanno
notificato avvisi di garanzia e perquisito case e uffici dei magistrati
calabresi che hanno scippato le inchieste «Poseidone» e «Why
Not» all'ex pm Luigi de Magistris (ora giudice del Riesame a Napoli)
e dei magistrati che queste inchieste hanno ereditato «per
smembrarle, disintegrarle e favorire alcuni indagati», scrivono
i pm salernitani. Tra gli indagati «favoriti» l'ex ministro
della Giustizia Clemente Mastella, il segretario nazionale Udc Lorenzo
Cesa, l'ex governatore di Calabria nonché ex procuratore di Reggio
Calabria Giuseppe Chiaravalloti, il generale della Guardia di Finanza
Walter Cretella Lombardo, l'ex sottosegretario con delega al Cipe Giuseppe
Galati, Udc, Giancarlo Pittelli deputato di Forza Italia, il ras della
Compagnia delle Opere per il Sud Italia Antonio Saladino.
Ma questo
è solo il troncone calabro. Gli stessi magistrati salernitani indagano in
altre due direzioni. La prima riguarda uno stuolo di giudici lucani coinvolti
nella «madre di tutte le inchieste» sul marcio nella magistratura
(l'inchiesta «Toghe Lucane», che de Magistris è riuscito
a «chiudere» prima di essere frettolosamente trasferito).
La
seconda andrebbe diritta verso alcuni membri del Csm: per esempio, il
vicepresidente Nicola Mancino e i presunti legami con Antonio Saladino,
figura chiave di «Why Not», il procuratore generale della
Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli andato in pensione qualche giorno
fa, e il sostituto procuratore generale della Cassazione, nonchè
governatore (Ds) delle Marche per dieci anni, Vito D' Ambrosio, che in
Csm sostenne l'accusa per far trasferire de Magistris.
Ce n'è
anche per l'Associazione nazionale magistrati e per il suo presidente
Simone Luerti. Molto amico di diversi indagati eccellenti quando faceva
il magistrato in Calabria, Luerti non ha mai perso occasione di esternare
contro de Magistris. Quando poi, qualche mese fa, si è scoperto
che incontrava regolarmente Saladino e Mastella nella sede del ministero
della Giustizia, mentre lui negava, Luerti s'è dovuto dimettere
dalla carica di presidente dell'Anm.
Nel decreto di perquisizione eseguito
ieri, 1.700 pagine, i pm di Salerno accusano di concorso in corruzione
in atti giudiziari - per aver tolto «illegalmente» a de Magistris
«Why Not» e «Poseidone» - il procuratore di Catanzaro
Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto Salvatore Murone, il procuratore
generale reggente Dolcino Favi, il parlamentare Giancarlo Pittelli e «l'uomo
ovunque» Antonio Saladino.
Ma accusano anche il sostituto procuratore
generale Alfredo Garbati, il sostituto procuratore generale presso la
Corte d'Appello Domenico De Lorenzo e il pm Salvatore Curcio di aver preso
in eredità quelle scottanti inchieste al solo scopo di farle a
pezzi.
Mentre il procuratore generale Vincenzo Iannelli e il presidente
di Sezione del tribunale Bruno Arcuri si sarebbero dati da fare non solo
«per archiviare illegalmente» la posizione di Mastella («la
cui iscrizione tra gli indagati era invece doverosa»), ma anche
«per calunniare de Magistris e disintegrarlo professionalmente.
Poi,
dicono i pm campani, Iannelli, per una causa che gli sta a cuore, fa intervenire
Chiaravalloti su Patrizia Pasquin giudice del tribunale di Vibo Valentia
che poi sarebbe stata arrestata. Così, da magistrato a magistrato,
come da compare a compare. conclude Vulpio.
Contemporaneamente, si apprese
del coinvolgimento di manager, imprenditori, militari della Gdf,
politici, magistrati, massoni ed alti prelati vaticani che, sin dagli
anni 90, costituivano una nuova P2 come affermato da de Magistris
che poi dichiarava «Attendo con immutata fiducia che la Procura
di Salerno evidenzi le illeceità di rilevanza penale poste
a fondamento del decreto di archiviazione nei confronti di Clemente Mastella
emesso dal giudice di Catanzaro, in modo da impedire anche ulteriori
condotte illegali da parte di persone preposte ai procedimenti disciplinari
nei riguardi dei magistrati». Gli fa eco l'ex magistrato Luciano
Violante, da anni parlamentare della sinistra «Lo scontro tra
Salerno e Catanzaro è la conseguenza del fatto che per anni
la politica ha omesso di affrontare seriamente il tema della magistratura
come potere.
Il centrodestra il problema se l'è posto,
ma in modo ch'è apparso ritorsivo, non riformatore. Il centrosinistra
non ne ha parlato per timore di limitare l'indipendenza dei magistrati,
eppure, il potere delle diverse magistrature è cresciuto a dismisura,
in modo spesso autoreferenziale. Ecco perchè, è evidente,
che è necessario fare la riforma subito».
Allora,
il caso de Magistris,
ha voluto essere una lezione esemplare data ai magistrati e cioè
non vi azzardate più ad indagare su politici centrali, regionali,
provinciali, comunali? O a cosa è servito? E a cosa servirà?
Speriamo bene, ma non è detto che...
Quando si
dice Vox populi vox Dei. Sul Corriere.it,
in un tripudio di ovazioni e solidarietà all'ex Pm de Magistris,
scriveva il Lettore_712970:
«Che schifo.
Se ciò che si profila risulterà vero, c'è
da chiedersi se i componenti della nostra magistratura sono Magistrati
o mafiosi della peggior specie che agiscono nel modo più sporco
e scorretto. La mia convinzione è che in
Italia governano Caste e Cosche. E qui ce n'è un bell'esempio (sempre
se risulterà vero)».
Infine il Lettore_10174 «Se
quando uno fa inchieste scottanti che toccano il potere invece di ricevere
elogi viene trasferito, c'è del marcio anche nella magistratura,
di de Magistris ne occorrerebbero 200.000».
Questo lo stato d'animo
del Paese mentre sulla «Guerra delle Procure» si versavano
fiumi di inchiostro e, scrivendo di "Guerra", si è
fatta una gran confusione (pilotata?) nella testa della gente perchè era Salerno ad indagare
su Catanzaro dopo che l'inchiesta «Why Not», in cui,
tra gli altri, si indagava su Prodi e sul leader dell'Udeur
Mastella - indagato perchè i traffici telefonici documentati dall'uomo
di fiducia di de Magistris, lo 007 Gioacchino Genchi dotato di un
curriculum di successi eccezionali, e perito e consulente delle Procure
italiane - svelarono il rapporto affaristico tra Mastella e l'imprenditore
Saladino coinvolgendo i vertici dei Servizi Segreti, poliziotti e finanzieri,
massoni, imprenditori e mezzo Parlamento italiano. Inchiesta scippata
a de Magistris. E' così che ingiustizia fu fatta.
«Nel
mio percorso ho dovuto prendere atto, purtroppo, che molti carabinieri
passati al Ros avevano contrabbandato per finalità poco commendevoli
il loro giuramento di fedeltà allo Stato ed alle sue Leggi. Altri
hanno fatto la stessa cosa nelle diverse fasi di entrata ed uscita dai
Servizi di Sicurezza» dichiara lo 007a La Stampa.
Ora,
rifiutando le Cassandre che non credono
agli annunci del Governo, quindi che le riforme vere della giustizia
si fermeranno a meri annunci, preferiamo credere che, almeno, con
le riforme promesse, che però per non ritrovarsi col q per
terra questa volta vanno ben spiegate al popolo, i Pm saranno eletti dal
popolo, vengano separate le carriere tra magistrati inquirenti e
giudicanti, che il potere investigativo venga restituito alla polizia
giudiziaria e non più concentrato nella mani dei Pm e che venga
tolto loro l'obbligo dell'azione penale con cui, purtroppo, se ne son
viste troppe e di troppo grosse, Pm arbitri incontrollabili delle
leggi e degli accusati.
Infatti, Gustavo Zagrebelsky presidente della
Corte costituzionale afferma: «Non sempre la magistratura ha usato
con la responsabilità necessaria l'indipendenza massima».
Insomma, magistrati e macchina della giustizia siamo noi contribuenti
a pagarli e questi sono i risultati che dovremmo accettare?
Quale Giustizia
allora? Quali riforme?
Articoli
- Commenti - Radio Radicale - il Forum
di Carlo Vulpio
"De
Magistris è l'emblema del Magistrato che
la
Costituzione e i cittadini vogliono"
Violentando
la giustizia
di Davide Giacalone Libero
27 Gennaio 2009
Politici e magistrati s’affrettino a sentire
il soffio di barbarie, che arruffa l’Italia. Da loro stessi generato,
intenti a curare i fatti propri ed incapaci di capire quale danno hanno
arrecato ed arrecano alla giustizia ed alla convivenza civile. Nel mentre
la guerra per bande corporative alimenta l’ennesima sceneggiata, c’è
un popolo che s’industria alla giustizia autogestita, un mondo politico
che, incoscientemente, si scaglia contro misure cautelari, scambiate per
pene, ed una casta togata che, irresponsabilmente, pretende di non avere
controlli, lavorando quando e dove capita, senza mai rispondere dei numerosi
e terribili errori.
Lo scandalo non è che un presunto violentatore,
presunto reo confesso, sia mandato, in via cautelare, agli arresti domiciliari,
ma che, in quelle condizioni, non si pronunci la sentenza definitiva,
in un giusto tribunale, condannando a meritata pena, da scontarsi. I politici
che oggi s’indignano, facendo piedino alla baldracca giustizialista, sono
gli stessi che domani taceranno, quando quel signore tornerà libero
per decorrenza dei termini. Ed i magistrati, che oggi scoprono le sole
buone ragioni per togliere la libertà prima del giudizio, sono
gli stessi che tengono in galera per sei mesi chi è sospettato
di una bancarotta o di un qualsiasi intrallazzo che attiri i riflettori,
rilasciando una raffica di dichiarazioni alla stampa, salvo poi perdere
il tempo necessario affinché il giudizio si trasformi in una prescrizione,
autoassolvendosi.
Nel
tempo in cui ciascuno recita la sua sciocca parte, fioriscono desideri
di farsi giustizia, di punire chi è violento, subito, di marciare
sui presunti covi. Ed a nulla serve presentare dati che dimostrano una
realtà diversa (la gran parte delle violenze alle donne avviene
in famiglia!), laddove il richiamo alla “giustizia” suona più stupido
che retorico. Tanto non c’è. Per ottenere l’immunità delle
alte cariche statali s’è ingaggiata un’accesa battaglia politica,
mentre per l’immunità dei “piccoli” delinquenti, che sono una marea,
basta non muovere un dito. La rabbia che ne nasce è utilizzata
dalla magistratura contro la politica, e dalla politica contro la magistratura.
Si
è superato il limite. Il soffio fetido può divenire vento.
La giustizia cerca truppe, per cacciare i lanzichenecchi.
De Magistris accusa: Una nuova P2 fra Vaticano, Gdf, politici e ...
L’articolo
di De Magistris su Micromega
“L’indipendenza
si difende senza calcoli e ad ogni costo”
Beppe
Grillo il 14 Dicembre 2008
Carlo Vulpio e il telefono
caldo di Paolo Mieli e l'informazione a luci rosse.
Carlo
Vulpio è un giornalista. Dall'inizio del 2007 seguiva le inchieste
"Poseidon", "Why Not" e "Toghe Lucane" per
il Corriere della Sera. Dal 3 dicembre non può più farlo.
Nel suo ultimo articolo ha fatto i nomi di magistrati, di politici e di
imprenditori coinvolti nell'inchiesta della Procura di Salerno in seguito
alla denuncia di Luigi De Magistris. Subito dopo ha ricevuto una telefonata
in cui è stato sollevato dall'incarico da Paolo Mieli, direttore
del Corriere della Sera. I nomi erano troppi, il tanfo era insopportabile
anche per i lettori del Corriere. Mieli, lo dica qui in Rete prima che
sia ridotta come i giornali servi del potere con la legge fotti blogger
di Cassinelli.
Ci dica chi ha telefonato a lei per invitarla a disfarsi
di Vulpio? Uno della lista? Un membro del consiglio di amministrazione
di RCS?
O ha fatto tutto da solo? Altrove, in altri Paesi, in Francia
o negli Stati Uniti, un gesto come il suo non sarebbe stato apprezzato.
L'avrebbero cacciata. Qui la premieranno, magari con la direzione del
Tg1. Leggere l'elenco di Vulpio, dal CSM, alla Corte d'Appello, alla Corte
di Cassazione è come sollevare il tombino di una fogna. In Italia
siamo tutti al di sotto di ogni sospetto.
La
rana nella pentola. Gelli contestato a Sanremo 11/12/2008
Licio
Gelli, condannato per tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage
alla stazione di Bologna, la più grave nella storia della Repubblica,
ci dà lezioni. Viene fatto passare da saggio. Tiene programmi televisivi.
Il calore aumenta. Il Meetup di Sanremo e la Casa della Legalità
lo hanno costretto a entrare dalla porta di servizio a un suo comizio/intervista.
Gelli è stato protetto dalla Polizia. Grandi ragazzi! Se non vogliamo
finire bolliti dobbiamo muoverci. Basta con le lezioni di democrazia impartite
da farabutti e da pregiudicati grazie alla copertura dei media. Il popolo
italiano è una rana nella pentola. All'inizio l'acqua era tiepida,
quasi rinfrescante.
Un grado alla volta e in vent'anni siamo arrivati
al punto di cottura. La rana è intorpidita e non si accorge che
viene bollita viva. Basta ancora qualche fiammata e sarà cotta
e defunta. Un attacco alla Costituzione, il controllo della magistratura,
il bavaglio alla Rete e il programma della P2 è realizzato.
L'informazione
è ormai sotto controllo. Le inchieste Why Not e Poseidon insabbiate.
La Procura di Salerno, che indagava sulla Procura di Catanzaro su denuncia
di Luigi De Magistris, è stata commissariata. I media cialtroni
e servi equiparano Catanzaro e Salerno, parlano di Guerra delle Procure.
Ma è una sola, quella di Salerno, che indagava sull'altra, in quanto
competente per legge. I media tacciono sulle inchieste di De Magistris
e sui NOVEMILIARDIDIEURO delle nostre tasse, trasformati in fondi europei
con un giro conto, inghiottiti ogni anno dai partiti e dalle mafie nel
Sud. Il Paese si inabissa e noi sentiamo un teporino. Siamo abituati alla
febbre a 40 gradi.
I 98 miliardi di euro di sanzione alla concessionarie
delle slot machine non sono stati citati da nessun tg. Neppure per dieci
secondi.
Quanti politici ci sono dietro a quei soldi? Taranto muore.
La diossina provoca migliaia di tumori all'anno con 1.300 morti. C'è
più diossina a Taranto che in Austria e Svizzera messe insieme.
I giornali parlano del maiale alla diossina, ma noi siamo avanti, abbiamo
i bambini alla diossina. Respirano, si diossinano e muoiono.
La gente
si abitua. La temperatura sale di due decimi, si può sopportare.
Qual è il limite? Il punto in cui l'italiano è cotto? (...).
Mercoldì
28 Gennaio a Roma davanti al CSM Sonia Alfano organizza una manifestazione
di soliderietà contro il trasferimento di Apicella.
Chi
può è invitato a partecipare. Ulteriori info su facebook
di Sonia Alfano:
http://www.facebook.com/s.php?k=100000080&id=1395194705&sid=6751dcf2be2abd56543b57f4ece11df4
SPERIAMO
BENE!!
2.12|21:43 carlol
SPERIAMO CHE SI ABBIA FINALMENTE
IL CORAGGIO DI ANDARE FINO IN FONDO ALTRIMENTE ALTRI MAGISTRATI ONESTI
TIPO DE MAGISTRIS CAPIREBBERO CHE E' INUTILE METTERSI CONTRO I POTENTI
PERCHE' ESSI SONO INTOCCABILI!!
Tutti
complici
2.12|21:43 Lettore_734431
Scrivo dalla California,
dove sono scappato per il disgusto insopportabile del vivere in una terra
in cui di De Magistris ne occorrerebbero 200.000.
MAGISTRATI
CONTRO
2.12|19:48 rudolf
Ottimo esempio viene dato agli
italiani dalla nostra magistratura. Se tanto mi dà tanto, che fiducia
si può avere? Odio fra magistrati? Invidie? Problemi di carriera?
Motivi
politici o di appartenenza politica? Sembrano gli ingredienti di un romanzo
"noir" ma è purtroppo la realtà in cui viviamo
dove anche nelle supreme stanze vi sono scontri senza esclusione di colpi.
E i cittadini? Cosa pensano: CHE SCHIFO.
Dimenticavo: che dirà
mai Di Pietro, il fustigatore, il moralizzatore, il PM senza macchia e
senza paura, di tutto sto' popo' di fanghiglia puzzolente che dilaga nelle
supreme aule dei PM e dei Tribunali italiani che, in nome del popolo italiano,
amministrano e somministrano la legge?? Da che parte sta? Ma non era quello
che voleva riformare radicalmente tutto il corpus magistrati? E se qualcun
altro lo facesse al suo posto, che direbbe? COLPO DI STATO COLPO DI STATO.
Sbaglio?
La Giustizia in Italia rispetta le regole
democratiche???
2.12|19:42 Lettore_734356
io ho avuto a
che fare con il PM Annunziata Cazzetta, allora sostituto procuratore a
Palmi calabra. Questo magistrato mi ha incriminato per fatti non corrispondenti
al vero... cioè ha affermato il falso. Inoltre, dopo aver ricevuto
lo scrivente lettere estorsive, mi ha incriminato per simulazione di reato.
Dopo circa 4 anni quello che avevo indicato come il presunto estortore
delle missive, fu preso e in seguito condannato con la condizionale. Nel
fascicolo del processo che si basava su intercettazioni telefoniche non
comparivano ne' finora mi sono state date, sebbene richieste, le
bobine e le trascrizioni delle intercettazioni. Le accuse si basavano sul
brogliaccio dei carabinieri. In questi giorni si assiste allo scempio del
concorso in magistratura. Nel passato si sono verificati casi analoghi
e non sono stati mai denunciati??
L'Italia ha bisogno di magistrati
come De Magistris che ha avuto il coraggio di dimettersi dall'ANM e la
giustizia ha necessità urgente di profonde riforme strutturali.
Consiglio
di visionare il mio sito "La Giustizia e Gaetano Maruca" o quello
che è rimasto: http://utenti.lycos.it/gmaruca1/index.html
2.12|21:43
carlol
SPERIAMO CHE SI ABBIA FINALMENTE IL CORAGGIO DI ANDARE FINO
IN FONDO ALTRIMENTI ALTRI MAGISTRATI ONESTI TIPO DE MAGISTRIS CAPIREBBERO
CHE E' INUTILE METTERSI CONTRO I POTENTI PERCHE' ESSI SONO INTOCCABILI!!
La
ghigliottina di Robespierre
2.12|19:38 Lettore_734357
Il
magistrato Luigi De Magistris si è reso colpevole di una serie
di irregolarità e abusi di potere durante la sua permanenza alla
procura di Catanzaro; Nessuno di coloro che ha commentato a favore di
questa ennesima boutade della magistratura sembra aver letto le ragioni
che hanno portato il CSM a trasferire il Pm De Magistris.
In un sistema
democratico il potere spetta al popolo che lo esercita nelle forme previste
dalla costituzione... ovvero il voto, guai a sperare che sia un altra
istituzione a fare piazza pulita della classe dirigente. Il giustizialismo
non ha mai prodotto una classe dirigente più democratica anzi...
la storia recente del nostro paese dovrebbe insegnarlo oramai...
Viva
DeMagistris!
2.12|19:38 Lettore_725856
Speriamo che la
Giustizia finalmente trionfi!
Conseguenze della coerenza
2.12|19:38
Lettore_733543
Ogniqualvolta il Presidente della Repubblica ha rilasciato
dichiarazioni forti su questioni morali, si è scatenato il coro
dei consensi a destra come a sinistra, ma con scarsi risvolti concreti.
Ora che Napolitano ha stigmatizzato apertamente, a Napoli, l'inettitudine
ed altri difetti dei governanti del sud, sarebbe più che auspicabile
cambiare, come chiede il nostro primo cittadino. La sua statura politica,
la sua lunga appartenenza ad una classe politica illuminata, la sua popolarità
e la sua indiscutibile preminenza fra i politici di sinistra non dovrebbero
lasciare alcun dubbio negli attuali governanti campani sulla opportunità
di lasciare il campo libero a figure meno compromesse con l'inefficienza,
sarebbe la loro iniziativa politica più significativa dei fatidici
ultimi quindici anni e potrebbe, hai visto mai, aprire la strada al nuovo
che non potrà mai ripetere lo sfascio passato.
Il
solito polverone
2.12|19:24 gblang
Possibile che non riusciamo
mai a diventare adulti in questo Paese, che non possiamo mai ricordarci
di dovere al comune cittadino quel minimo di rispetto dovuto a chi assiste
impietrito a questa guerra fra bande da parte delle istituzioni che dovrebbero
essere le più rappresentative di una nazione degna di questo nome?
Che
non si riesca mai a capire chi è l'indegno di ricoprire una carica,
se l'accusato o l'accusatore? Intanto il polverone al suo epilogo si infittisce
ulteriormente, all'italiana purtroppo, come ormai si afferma ai quattro
punti cardinali ....
Magistropoli
2.12|19:17
Lettore_10174
c'è del marcio anche nella magistratura, se quando
uno fa inchieste scottanti che toccano il potere invece di ricevere elogi
viene trasferito.
Prodi non c'entrava mica?
2.12|19:09
paolodellasala
Vedo che subito i benpensanti progre tirano fuori dal
cilindro il solito coniglio bianco Berlusconi, anche in questo caso. Se
non ricordo male, però, la questione toccava piuttosto l'area legata
al governo di centrosinistra per fortuna ora naufragato.
Lotta
fratricida
2.12|19:09 Lettore_18120
la verità è
una sola, ma quando cade in mano a certi Azzeccagarbugli diventa come
la plastilina. Mi piaceva credere nell'onestà del Dr De Magistris
e non in quella dei suoi accusatori. Ora qualcuno si muove per rimettere
il campanile al centro del villaggio. Lotta fratricida! Quanta fatica
che si annullerebbe se tutti i magistrati cercassero davvero e solo la
verità!
FORZA DE MAGISTRIS!!
2.12|19:09
Argenia
Siamo con TE!!
Usque tandem.......
2.12|19:04
silvio
Sembrano dei cani, messi in un recinto senza sbobba e che si
azzannano l'uno con l'altro. La giustizia in Italia è uno schifo,
questo lo sanno tutti, anzi più che saperlo lo si tocca quotidianamente,
ma che ci si debba sorbire anche questi teatrini, disonorevoli per un'istituzione
dello stato, è proprio deprimente.
Gli addetti ormai li conosciamo,
ma almeno il concetto di civiltà e democrazia, salviamolo......
Finalmente!
2.12|19:04
Lettore_733536
Finalmente! Speriamo bene! Speriamo di sapere la verità!
Non so dire altro, perchè l'ipotesi di corruzione dei magistrati
è la cosa che più mi sconvolge come cittadino che crede
nella democrazia. Quanto più la magistratura viene meno ai suoi
doveri, e non solo sul piano penale, ma anche dell'efficienza e dell'impegno,
tanto più offre il fianco ai suoi detrattori per delegittimarla.
W
L'Italia
2.12|18:57 Lettore_734315
Molto spesso ultimamente
non mi sento molto orgoglioso di essere Italiano, poichè sembra
che la "Patria" esista solo quando gioca la nazionale di calcio;
poi però viene fuori qualche notizia dal passato, oppure sui beni
archeologici in Italia, le bellezze del paesaggio ed artistiche e qualche
rara volta esce... una notizia come questa!!
W L'Italia G. Caccia
Finalmente..
speranze di giustizia
2.12|18:50 Lettore_733605
è
una speranza, ma ci accontentiamo di poco in questi giorni neri... sicuramente
la mano lunga del governo del sign. B interverrà.. godiamoci la
speranza
De Magistris: ai posteri l'ardua sentenza?!
2.12|18:42
Lettore_5195
Argomento abbastanza spinoso, ma, se si sono mossi più
magistrati, che probabilmente hanno esaminato le carte a favore di De
Magistris, forse, anzi, quasi sicuramente, qualcosa di nuovo e di importante
c'è!!!
TEMPO AL TEMPO... CHE LA VERITA' EMERGA!!!
"MAGISTROPOLI"?
2.12|18:36 GBP2008
Sarebbe sempre
troppo tardi, in questo Paese, vedere qualche magistrato in manette o
in galera...per come loro stessi hanno utilizzato la Giustizia così
la dovranno subire.. chi di spada... prima o poi và a finire sempre
così! Non è per partito preso contro la Magistratura è
per il modo scorretto, politicizzato e strumentale in cui il potere giudiziario
è stato tropo spesso utilizzato in Italia, quindi auspichiamo una
"magistropoli" che faccia pulizia e riconduca la Magistratura
nel suo corretto posizionamento che è quello di garantire la Giustizia
al Popolo italiano senza protagonismi, personalismi e inchieste spettacolo.
Vogliamo la verità
2.12|18:29
Lettore_734109
Finalmente qualcosa si smuove, ci sono delle speranze
concrete che i continui soprusi subiti da De Magistris e dall'intera Calabria
onesta vengano a galla.
Tuttavia i poteri forti hanno colpito ancora
senza che la stampa se ne accorga, continua la scia dei magistrati onesti
che non riescono a finire l'indagine Why Not.
Notizia di pochi giorni
fa è che due magistrati della procura di Paola sono stati sollevati
dall'inchiesta Why Not pochi giorni prima che iniziassero gli interrogatori.
La
verità è che la Calabria e i suoi finanziamenti fanno comodo
a tutto il sistema occulto italiano. La speranza è che si arrivi
alla verità, perchè De Magistris è l'emblema del
magistrato che la Costituzione e i cittadini vogliono.
Il
diritto alla legalità
2.12|18:00 Lettore_734194
Ogni
tanto penso di poter ormai assistere al funerale della giustizia e della
legalità. Però poi davanti a queste notizie, mi riprendo
e ricomincio a credere che non tutto è perduto! Forza De Magistris,
molti cittadini avevano capito cosa stavi stanando e il perchè
ti avevano bloccato.
De Magistris
2.12|17:49
Lettore_3599
Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e secondo
me siamo al rush finale: forza Luigi!
Radicali Rassegna stampa.it - Forum Carlo Vulpio.it
L'avviso
di garanzia o la custodia cautelare non sono neanche indizi di colpevolezza
Prendete
l'ignoranza, impastatela con la malafede ed avrete la sostanza dei titoloni
che i giornali (quelli che vogliono far credere d'essere seri) sparano
sulle inchieste giudiziarie. Aggiungete una buona dose di paura, e capirete
anche il senso della proposta fatta dal ministro ombra, ds, della giustizia:
a disporre il carcere preventivo non sia più un solo giudice, ma
tre. Il tribunale della libertà, a Potenza, ha annullato la richiesta
d'arresto, prima avallata dal gip, di un parlamentare ds. E subito tutti
a scrivere che l'"impianto accusatorio" s'è ridimensionato
e indebolito. Stessa commedia, con diverso copione, a Pescara, dove è
il gip stesso ad averci ripensato, dopo avere incarcerato un sindaco,
sempre ds. Commenti frettolosi, e non innocenti, dimenticano che:
a.
l'avviso di garanzia o la custodia cautelare non sono neanche indizi di
colpevolezza;
b. la privazione cautelare della libertà è
possibile, secondo la legge, solo se c'è concreto pericolo di fuga,
rischio di reiterazione, per reati di sangue e pericolosi, o di effettivo
inquinamento delle prove;
c. sia la disposizione che il venir meno
delle misure cautelari non hanno nulla a che vedere con l'accertamento
dei fatti, che spetta ad un tribunale vero (fra anni!).
Gli "impianti",
di cui tanti straparlano, se li dovrebbero fare al cervello.
A vigilare
sulle richieste della procura sono stati posti due livelli: il gip ed
il tribunale della libertà. Due fallimenti. Dice Tenaglia, magistrato,
già membro del Csm, ed ora ministro nella zona oscura: mettiamocene
tre, al posto di uno. Ce ne può mettere un'assemblea, magari sperando
di averne almeno uno nella corrente amica, ma sarà sempre un obbrobrio,
perché il pm, il gip, il gup e gli altri sono tutti colleghi. Se
lo ricorda, il non soleggiato, quel gip milanese che si faceva la campagna
elettorale, in modo da raggiungerlo a Palazzo dei Marescialli, grazie
ad un pm? Ecco, questo è il motivo per cui non funziona. L'Italia
vive, da molti anni, senza giustizia, ciucciando un succedaneo velenoso,
il giustizialismo. Siamo ancora qui, con Napolitano che vuole le "riforme
condivise" ed auspica il "dialogo", alimentando conservazione
e chiacchiere. Nella Costituzione c'è scritto come si fanno le
riforme. Peccato la trascurino, anche alla Corte Costituzionale.
Davide
Giacalone - Pubblicato da Libero
12/12/2008
18.39 - Autore: paolo
grazie Carlo
Che dire? Per
fortuna abbiamo la rete dove esiste ancora, per quanto non lo sappiamo,
la libera informazione. Fin che dura dobbiamo solo aspettare per assistere
alla prevedibile fine della informazione sulla carta stampata. E per gli
ipocriti del sistema come Mieli l'augurio di diventare alla fine della
carriera un freelance per una freePRESS d.
Re: Si, a chillu grandissimo scurnacchiato gli auguriamo una postcarriera come freelance per una Guantanamo PRESS. GD'O
20/12/2008
16.39 - Autore: GD'O
Guaie 'e nott!!
Hai visto
http://blog.bamboccioni.net/
?
Vulpio,
DeMagistris, Forleo, Ingroia, Travaglio, e tanti altri... LORO SONO VECCHI
E CERCANO DI TAPPAR BUCHI DI UNA VECCHIA ZATTERA CHE DEVE AFFONDARE...
RESISTETE CON IL SORRISO SULLE LABRA e la SERENITà del GIUSTO STAMPATA
SUL VOLTO.
saluti grax org beppegrillo.meetup/664
E
GLI ITALIANI NON SI ACCORGONO DI QUESTO...???
Luca B.
Dal
Blog
di Beppe Grillo - Why not non s’ha da fare.
E’
toccato al pm Luigi De Magistris, a cui fu avocata l’indagine
e poi trasferito. E’ toccato al procuratore capo di Salerno Luigi
Apicella con sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. E’
toccato infine, con un trasferimento cautelare, ai due pm di Salerno,
Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani,
che indagavano sulle ragioni per cui era stato impedito da De Magistris
di fare il suo lavoro. Quello che sta avvenendo sa dell’incredibile, e
quella su Apicella è una decisione senza precedenti. il Consiglio
Superiore della Magistratura che ha eseguito gli ordini del ministro dell’Ingiustizia
Angelino Alfano.
Le ragioni della richiesta di sospensione
per bocca di Alfano sono “gli atti abnormi - riferendosi
al decreto di perquisizione e sequestro disposto dai pm di Salerno gli
atti dell’indagine Why Not, atti mai rilasciati alla Procura di Salerno
da quella di Catanzaro - nell'ottica di una acritica difesa del
De Magistris con l'intento di ricelebrare i processi a lui avocati”.
Parole senza senso, che un uomo di legge, quale lui dovrebbe
essere, non avrebbe mai pronunciato.
In sostanza Angelino Alfano ha
messo in discussione il contenuto di un atto, la perquisizione e il sequestro
chiesti dal Procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, invece di lasciarlo
impugnare davanti al Riesame o davanti alla Cassazione dagli indagati
perquisiti. Atto (decreto di perquisizione e sequestro) che per lo più,
successivamente, il tribunale del Riesame di Salerno, nel silenzio
mediatico più assordante, ha ritenuto legittimo.
Quanto accaduto è un fatto gravissimo. Unico nella
storia della nostra democrazia. Mercoledì 28 gennaio
2009 dalle 9.00 - 14.00 Italia dei Valori ed io personalmente parteciperemo
unitamente all’Associazione
Nazionale Familiari Vittime di Mafia, ad
altre associazioni e ai cittadini alla manifestazione in Piazza Farnese
a Roma a sostegno del Procuratore Capo di Salerno, Luigi Apicella. Chi
ci vuole stare batta un colpo. Iscrivetevi alla Manifestazione
su Facebook (link).
Sommario
della puntata:
Alfano
chiede di cacciare il capo della procura di Salerno
Un
pericoloso precedente
Nemmeno
durante il fascismo
Una
notizia che avrete solo da Passaparola
De
Magistris non può avere ragione Testo: "Buongiorno
a tutti.
Mi dispiace, ma devo ancora parlarvi del cosiddetto
caso Salerno-Catanzaro perché ci sono delle clamorose novità
e, visto che sono clamorose, voi non le avete sapute.
Dove altro
le potete trovare se non nella rubrica “Passaparola”? Proprio per questo
è nata la nostra rubrica, quindi anche oggi parliamo di una notizia
molto importante che è a disposizione delle redazioni dei giornali
e delle agenzie da venerdì sera e che non è stata riportata
da nessun quotidiano italiano.
Ricorderete l'ultimo episodio, l'ultimo
anello di una lunga catena iniziata un anno e mezzo fa con l'esproprio
e le avocazioni delle due principali inchieste di Luigi De Magistris.
L'ultimo atto è che, la settimana scorsa, il ministro Alfano
- il cosiddetto ministro della Giustizia Alfano - ha sparato fuori i
capi di incolpazione contro il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella,
e contro i suoi due sostituti, Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani, che
hanno il torto di essere titolari dell'indagine nata dalle denunce di
De Magistris che ha portato, a metà dicembre, al provvedimento
di sequestro e perquisizione per acquisire a Catanzaro le carte dell'inchiesta
Why Not, che la procura di Catanzaro non consegnava da mesi e mesi,
nonostante le richieste della procura di Salerno.
Alfano chiede di cacciare il capo della procura di Salerno
Il
ministro Alfano ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura
di cacciare dalla magistratura - non di spostare in un altro ufficio,
proprio di cacciare dalla magistratura - il procuratore capo di Salerno.
E' la sanzione più grave che si possa immaginare, di solito la
si dovrebbe dare ai magistrati che hanno rapporti con la mafia, o che
rubano, o che si vendono le sentenze. Bene, questo signore non ha avuto
rapporti con la mafia, non si è venduto nessuna sentenza. E'
un anziano magistrato che all'improvviso è balzato agli onori
delle cronache semplicemente per aver lasciato lavorare i suoi sostituti
su un'indagine che, evidentemente, gli pareva ben fatta e fondata. E'
colpevole di non avere bloccato i suoi sostituti e di avere coperto
e avallato le loro decisioni.
Il ministro lo vuole far cacciare dal
Consiglio Superiore della Magistratura, via, fuori dalla magistratura,
e in più ha chiesto al CSM di levargli lo stipendio subito.
Di
privarlo immediatamente dello stipendio. Manca soltanto il plotone di
esecuzione per la fucilazione. Invece, bontà sua, il ministro
chiede di trasferire a un'altra sede i due magistrati che hanno materialmente
condotto l'inchiesta, e cioè Verasani e Nuzzi. Nel motivare questa
gravissima sanzione per l'incompatibilità ambientale di questi
due magistrati, il ministro scrive, sulla base dei rapporti dei suoi
ispettori, che Apicella e i sostituti Nuzzi e Verasani si sono macchiati
di “assoluta spregiudicatezza, mancanza di equilibrio e atti abnormi
nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento
di ricelebrare i processi che sono stati a lui avocati” e sottratti.
I
giornali hanno registrato - Poi vi dirò qual è la notizia
che non vi è stata data - con ampio risalto queste motivazioni
del ministro Alfano con una tecnica che nelle democrazie non viene mai
impiegata: quella dell'ipse dixit. Visto che il ministro dice che questi
magistrati sono dei farabutti, noi prendiamo atto che questi magistrati
sono dei farabutti. Non c'è di fianco alla notizia un commento
per dire “sarà poi vero che questi magistrati sono dei farabutti?”.
Può
il ministro della giustizia scrivere quello che ha scritto? E' mai successo
che un ministro della giustizia scrivesse quello che ha scritto il ministro
Alfano?
Se si fossero posti queste domande, cioè se i giornali
svolgessero ancora la funzione critica per la quale sono nati e per
la quale esistono - altrimenti non ce ne sarebbe bisogno, basterebbero
i comunicati stampa del governo e dell'opposizione, non servirebbero
i giornali - avrebbero scoperto che non esiste nella storia dell'Italia
unita, né repubblicana né monarchica, una così
grave lesione del principio dell'autonomia e indipendenza della magistratura.
Io non sono fra quelli che pensano che i magistrati debbano essere intoccabili
e non debbano pagare per i loro errori, infatti il CSM punisce molti
magistrati, non abbastanza ma molti magistrati, e altri si dimettono
poco prima di essere puniti. E non esiste un ordine professionale che
abbia un così alto numero di punizioni per le violazioni deontologiche
dei propri membri: non quello degli avvocati, non quello dei medici,
non quello dei giornalisti, figuriamoci. Qui non si tratta, però,
di violazioni deontologiche o professionali: qui lo scrive il ministro.
I
magistrati di Salerno devono essere cacciati - il capo dalla magistratura,
i sostituti da Salerno - perché hanno compiuto “atti abnormi
nell'ottica di una acritica difesa del PM De Magistris con l'intento
di ricelebrare i processi a lui avocati”.
Cosa sta facendo il ministro?
Una cosa che non si può fare in nessuna democrazia dove viga
la divisione dei poteri: sta sindacando il contenuto, il merito, di
un provvedimento giudiziario. Lo può fare il ministro? Assolutamente
no! Pensate, se passasse questo precedente vorrebbe dire che in futuro,
ogni volta che un giudice fa una sentenza che non piace al governo,
ogni volta che un Pubblico Ministero fa un'ipotesi investigativa che
non piace al governo, quel giudice viene mandato via o viene trascinato
davanti al Consiglio Superiore a discolparsi per avere scritto una cosa
che non piace al governo.
Sono infallibili i giudici nelle cose che
scrivono? Assolutamente no, infatti in Italia esistono una serie di
appelli, di ricorsi, per andare a sindacare nel merito delle cose scritte
dai giudici. Non ti piace quello che hanno scritto i magistrati di Salerno
nel provvedimento di perquisizione e sequestro per andare a prendere
le carte al Tribunale di Catanzaro? Benissimo, i magistrati di Catanzaro,
se non gradiscono quello che hanno scritto i loro colleghi di Salerno,
competenti a indagare su Catanzaro, si rivolgeranno al Tribunale del
Riesame di Salerno per chiedere che annulli quel decreto di perquisizione
e sequestro.
Se poi ritengono, l'abbiamo già detto ma è
bene ripeterlo, che i colleghi di Salerno abbiano commesso dei reati
in quella vicenda, faranno un esposto o una denuncia alla procura competente
per giudicare i magistrati di Salerno, cioè Napoli. Se poi ritengono
che i magistrati di Salerno abbiano commesso delle colpe deontologiche,
si rivolgeranno all'ispettorato del ministero o alla procura generale
della Cassazione che sono titolari dell'azione disciplinare.
E se
ritengono che i magistrati di Salerno abbiano delle incompatibilità
con la città di Salerno, perché hanno delle parentele
con qualcuno che non è il caso avere in quella città,
verranno ovviamente giudicati per incompatibilità ambientale
e spostati.
Ma
qui stiamo parlando di altro, stiamo parlando del fatto che quello che
è stato scritto nel decreto di perquisizione e sequestro della
procura di Salerno non piace al ministro, e il ministro, per questa
ragione, chiede di spostare i magistrati. Voi vi rendete conto che siamo
di fronte a un pericolosissimo precedente: pericolosissimo tanto più
in quanto nessuno lo ha notato e nessuno lo ha denunciato. Nel 2001,
il Tribunale di Milano emise due ordinanze nei processi in cui si stavano
giudicando Berlusconi e Previti per le famose corruzioni dei giudici
Squillante, Metta, etc... i processi Mondadori, Sme, Imi-Sir... e stabilirono
una certa interpretazione sulla legge delle rogatorie che di fatto la
vanificava e stabilirono anche una certa interpretazione della sentenza
della Corte Costituzionale che dichiarava nulle alcune udienze nelle
quali Previti non aveva partecipato perché dichiarava di essere
impegnato in Parlamento.
Quelle ordinanze interpretative emesse dal
Tribunale di Milano furono denunciate in Parlamento da esponenti del
centrodestra e alla fine, credo fosse il 5 o il 6 dicembre del 2001
ma lo trovate nel libro “Mano Sporche” dove abbiamo raccontato bene
questa vicenda, il Senato votò una mozione che criticava, censurava
queste ordinanze del Tribunale di Milano. L'Associazione Magistrati,
all'epoca un po' più vigile e reattiva di quella attuale che
ha l'encefalogramma piatto, si rese conto della gravità di quello
che stava accadendo, perché era la prima volta nella storia repubblicana
che il Senato metteva ai voti un provvedimento di un giudice. La giunta
dell'Associazione Magistrati si dimise all'istante, ricordando che la
cosa era avvenuta un'altra sola volta nel 1924 dopo il delitto Matteotti
e la svolta autoritaria di Mussolini.
Tenete
presente che il fascismo non osò manomettere formalmente l'indipendenza
della magistratura: il fascismo recepì i codici precedenti e
aggiunse ai Tribunali ordinari il famigerato Tribunale Speciale per
i delitti politici. Istituì i delitti politici e li fece giudicare
dal Tribunale speciale, ma per i delitti ordinari la giustizia continuò
a fare il suo corso, anche se ovviamente il clima era tale per cui la
giustizia divenne un capolavoro di conformismo, per compiacere. Ma formalmente
il fascismo non fece atti concreti per mettere le mani e impossessarsi
della giustizia. Oggi, quello che sta facendo Alfano - probabilmente
non se ne rende nemmeno conto, stiamo parlando di uno che letteralmente
non sa quello che fa - è pensare di poter sindacare il contenuto
di un atto invece di lasciarlo impugnare davanti al Riesame o davanti
alla Cassazione dagli indagati perquisiti.
Interviene lui e chiede
di cacciare i magistrati perché hanno scritto nel provvedimento
una cosa che non gli garba. La differenza rispetto al 2001 è
che stavolta il provvedimento è più grave perché
entra non in una questione interpretativa ma in una di merito. I magistrati
di Salerno sono colpevoli di avere scoperto, nella loro indagine, che
De Magistris aveva ragione. Non so se mi spiego: Alfano scrive “atti
abnormi - cioè il decreto di perquisizione e sequestro - nell'ottica
di una acritica difesa del De Magistris con l'intento di ricelebrare
i processi a lui avocati”. Intanto questa frase contiene un falso clamoroso,
macroscopico: non è vero, e chiunque lo vuole vedere lo trova
sul nostro blog o quello di Carlo Vulpio.
L'ordinanza di perquisizione
e sequestro di Salerno non contiene una acritica difesa di De Magistris:
i magistrati hanno ascoltato più volte le denunce di De Magistris,
il racconto di De Magistris, e poi hanno cominciato a interrogare un
sacco di testimoni per vedere se De Magistris aveva ragione o torto.
E
le parole di De Magistris sono state confermate da consulenti che sono
stati allontanati, ma anche da magistrati in servizio in Calabria a
cominciare dal Dott. Bruni, dal Dott. Mollace, da un giovane uditore
giudiziario che fu immediatamente subornato e messo sotto controllo
dal procuratore aggiunto dopo che era stata tolta l'inchiesta Why Not
a De Magistris. Ci sono decine di riscontri oggettivi fatti dalla polizia
giudiziaria in questo documento: non è vero niente che i PM di
Salerno hanno preso per oro colato quello che dice De Magistris in maniera
acritica. Ma sopratutto: non spetta al ministro stabilire se è
giusto o non è giusto quello che hanno ipotizzato nella loro
inchiesta i magistrati, sarebbe gravissimo se il vaglio delle inchieste
fosse affidato al ministero della giustizia, cioè al governo,
cioè alla maggioranza politica e non, invece, ai regolari gradi
di giudizio.
Contro
questo decreto di perquisizione e sequestro, l'unica cosa da fare per
farlo dichiarare illegittimo, nullo, infondato, abnorme, macroscopico,
spregiudicato, mancante di equilibrio, acritico era l'impugnazione del
provvedimento davanti al Riesame. Bene: arriviamo alla notizia che non
avete letto e che non leggerete mai sulla stampa e sulla TV di regime.
Alcuni imputati, a cominciare dall'ex procuratore Lombardi, accusato
di corruzione giudiziaria, dalla moglie dell'ex procuratore Lombardi
e dal figlio, Pier Paolo Greco, che era socio di uno dei principali
indagati dell'inchiesta Why Not, il senatore di Forza Italia Pittelli,
ma anche Antonio Saladino, il famoso capo della Compagnia delle Opere
in Calabria, faccendiere, trafficone, in rapporti con tutta la politica
di tutti i colori, hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame di Salerno
per chiedere l'annullamento del decreto di perquisizione.
Bene, venerdì
sera intorno alle 22 il Tribunale del Riesame di Salerno ha respinto
i ricorsi dei quattro indagati che vi ho appena enumerato e ha dichiarato
dunque fondato, legittimo, impeccabile - adesso aspettiamo le motivazioni,
naturalmente - il provvedimento. Vi leggo il dispositivo, perché
non l'avete letto da nessuna parte e non lo leggerete da nessuna parte:
“Letti gli articoli del codice, il Tribunale del Riesame di Salerno
rigetta le istanze di Riesame avverso il decreto di perquisizione e
sequestro e conferma l'impugnato provvedimento. Condanna i ricorrenti
al pagamento delle spese processuali”. Cioè hanno fatto perdere
tempo alla giustizia, devono pagare.
Questo è l'unico luogo
dove gli indagati potevano andare a lamentarsi di quello che hanno fatto
i PM di Salerno.
Ci sono andati e il Tribunale del Riesame, in un
clima pazzesco che dire ostile è dire poco, in un clima dove
il Capo dello Stato, il Consiglio Superiore della Magistratura, il governo,
l'opposizione, l'Associazione Nazionale Magistrati, tutta la stampa
di destra e di sinistra, tutte le televisioni, dicono che Salerno ha
torto e che a Salerno ci sono dei farabutti che vogliono dare ragione
a quell'altro farabutto di De Magistris.
E che questi di Salerno
hanno scritto un decreto di perquisizione troppo lungo - vi ricordate
le polemiche sulle 1400 pagine? - e che hanno fatto denudare Tizio e
Caio.
E che hanno infilato dei particolari attinenti la privacy di
un magistrato della confraternita di CL Memores Domini. Che insomma
ne hanno combinate di tutti i colori e quindi vanno massacrati, puniti,
cacciati, trasferiti, fucilati, garrotati. Bene, si sono trovati ancora
in questo Paese tre giudici del Riesame a Salerno che hanno valutato,
estraniandosi dai condizionamenti pazzeschi che ci sono tutto intorno
a loro, il provvedimento esaminato impeccabile e hanno respinto i ricorsi
di chi aveva fatto appello al Riesame. Questo che cosa significa? Significa
intanto che hanno confermato i presupposti di legittimità di
questo provvedimento, nel senso che evidentemente rispetta le forme,
la casistica, i limiti previsti dalla legge in questi casi.
Ma naturalmente
conferma anche il merito del decreto di sequestro e perquisizione perché
evidentemente hanno trovato che i PM, quelli che devono essere fucilati,
hanno motivato bene; hanno ipotizzato dei reati tipo la corruzione giudiziaria
a Catanzaro che sono applicabili e configurabili ai danni degli indagati
che sono stati perquisiti; hanno motivato le esigenze probatorie, cioè
le necessità di andare a prendere quelle carte per dimostrare
certe ipotesi accusatorie.
Insomma, detto molto chiaramente, hanno
dato ragione alla procura di Salerno, la quale però viene trascinata
davanti al Consiglio Superiore della Magistratura per essere punita
a causa di quello stesso provvedimento che il Tribunale del Riesame
ha trovato impeccabile respingendo tutti i ricorsi. Perché? Perché
la politica, e nella politica ci mettiamo anche, purtroppo, i vertici
dell'Associazione Magistrati sempre più sensibili alle sirene
della politica, ha deciso che quel provvedimento non va bene perché
da ragione a De Magistris.
Uno
dice: e se avesse ragione De Magistris? Ecco: De Magistris non può
avere ragione. E chiunque informi, non chiunque stia con De Magistris,
chiunque informi o si occupi di De Magistris senza massacrarlo pregiudizialmente,
deve essere cacciato. Voi vedete che la storia di questo anno e mezzo,
leggetevi i libri di Vulpio e di Massari sui casi della Calabria e della
Lucania, è la storia dei “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
Viene cacciato il Vescovo Bregantini perché denuncia certi malaffari
tra politica e malavita. Viene esautorato il Pubblico Ministero De Magistris,
gli tolgono le inchieste, poi tolgono lui.
Poi tolgono i suoi consulenti,
uno dopo l'altro. Poi cacciano il Carabiniere, il capitano Zaccheo,
che viene trasferito in Abruzzo.
Poi cacciano la Forleo che ha avuto
il coraggio di andare in televisione a difendere De Magistris. Poi il
Corriere della Sera non fa più scrivere sul caso De Magistris
Carlo Vulpio, che ci aveva dedicato pure un libro e che quindi qualcosa
ne capiva. Poi i magistrati di Salerno scoprono che De Magistris potrebbe
avere ragione e trovano i riscontri alle sue denunce e vogliono cacciare
pure i magistrati di Salerno. Adesso vedremo se cacceranno i tre giudici
del Riesame che hanno appena confermato l'ordinanza, ma naturalmente
per cacciarli bisognerebbe prima parlarne di questa ordinanza.
E
di questa ordinanza nessuno ne ha parlato, perché altrimenti
immediatamente il CSM dovrebbe rispondere del perché stia accettando
di esaminare la possibilità di mandar via dei magistrati a Salerno
per via di un provvedimento che l'unica sede legittima per valutarlo,
il Riesame, ha confermato in toto stabilendo che è fondato e
impeccabile. Abbiamo aspettato sabato, sui giornali. Abbiamo aspettato
domenica. Abbiamo aspettato lunedì, ma non è uscita da
nessuna parte questa notizia.
Adesso la sapete anche voi. Passate
parola."