SONO VILLA
DEI VESCOVI
PRESENTAMI E
INOLTRAMI AI TUOI AMICI
E INVIAMI
UN EURO PER IL MIO RESTAURO GRAZIE!
Appello
diramato da Giuliana D'Olcese
FAI
*il Mecenate con un euro* versando sul Conto corrente postale n°
11711207 - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano
Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
Causale:
Restauro Villa dei Vescovi
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saperne di più della Villa dei Vescovi e del FAI?
Tutte
le notizie su http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_99.htm
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visitare gli interni della Villa?
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http://www.fotosderwelt.de/itj002/itj00201.html
Foto
ingrandibili su http://images.google.it/images?q=villa+dei+vescovi&hl=it&lr=&sa=G
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Vista
sulla Villa dei Vescovi dai Colli Euganei - Prospetto lato Nord
Ovest
<<Nota
postuma di Giuliana D'Olcese de Cesare>>
La
Villa
dei Vescovi magicamente
poggiata su di una altura dei Colli Euganei, in località
Luvigliano di Torreglia, Padova, nel 1962 fu venduta dal Vescovo
di Padova Monsignor Bordignon a Vittorio Olcese
e a Giuliana Olcese de Cesare - allora moglie di Vittorio
- come 'Proprietà pro indiviso' con atti del notaio Segre
della Curia di Padova. La Villa fu restaurata interamente con la supervisione
dell'Ente Ville Venete, presidente il marchese
Boso Roi, ente che, oltre ad un mutuo ciascuno, erogò a
Vittorio e Giuliana anche un fondo perduto per il restauro degli
affreschi consistente in 19 milioni di lire diviso in 9 milioni e mezzo
per ciascuno dei due contraenti. Gli atti notarili inerenti la compravendita
ed il contributo erogato dall'Ente trovansi presso le Conservatorie
di Padova e Venezia.
Per il restauro dell'intero ciclo degli affreschi,
interni ed esterni, ed in concerto tra Ente e proprietari,
fu scelto il 'Metodo filologico' (le parti mancanti,
infatti, non vennero ricostruite proprio per evitare, negli anni, l"'effetto
distacco" tra parti originali e false, cioè ricostruite
e ridipinte) e il lavoro di restauro fu affidato all'equipe
degli allievi restauratori del Professor Tiozzo dell'Accademia
di Venezia.
Il restauro degli splendidi stucchi opera del Vittoria,
che con bucrani, metope e triglifi, ornano timpani, arcate e colonnati
delle tre facciate principali della Villa, fu opera dei Maestri
stuccatori della Scuola di Vicenza.
I
lavori di risistemazione muraria furono affidati all'architetto Marcello
Checchi e seguiti passo per passo da Giuliana Olcese
che a restauro ultimato ideò, scelse e realizzò l'intero
arredo interno ed esterno della Villa. Restauro e
arredo che nel 1968 meritarono il
Primo Premio per il miglior restauro ed il miglior arredo nel
mondo di un Monumento d'Arte dall'American
National Society of Interiors Decorators Foundation.
Trecento,
tra architetti, interiors decorators, presidenti e rappresentanti
della Fondazione che dagli Stati Uniti arrivarono in Italia per visitare Villa
dei Vescovi. Poi tutti a Venezia per la consegna ufficiale del premio
a Vittorio e Giuliana Olcese che avvenne all'Accademia Querini
Stampalia.
Famose nel mondo le stanze
da bagno della Villa realizzate con antiche vasche in marmo
giallo di Vicenza e antichi lavabi in marmo rosso di Verona
ornati da rubinetterie e mascheroni rinascimentali. Stanze da bagno realizzate
laddove, antecedentemente ai restauri Olcese, trovavansi soltanto file
di latrine alla turca.
E fu proprio con l'imponente restauro degli
anni 62 - 64 che fu scoperta la pianta originale della Villa progettata
da Giovanni Maria Falconetto.
Valsosi della collaborazione
del suo allievo preferito, l'allora diciottenne Andrea Palladio
con cui si recò a Roma per prenderne i rilievi delle
antichità, G. M.
Falconetto progettò e costruì la Villa a Pianta
di Vitruvio. Con cortile interno a cielo scoperto, impluvio e
pozzetto centrale in marmo rosso di Verona e due loggette
simmetriche alle due grandi logge esterne splendidamente affrescate da
Lamberto Sustris e dai suoi allievi.
Il grande restauro
della Villa
dei Vescovi voluto,
commissionato e curato da Vittorio e Giuliana Olcese,
fu festeggiato e inaugurato con un gran ballo svoltosi nella
notte di Capodanno con il passaggio dal 1964 all'anno 1965.
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