SONO VILLA DEI VESCOVI
PRESENTAMI E INOLTRAMI AI TUOI AMICI
E INVIAMI UN EURO PER IL MIO RESTAURO GRAZIE!
Appello diramato da Giuliana D'Olcese
FAI *il Mecenate con un euro* versando sul Conto corrente postale n° 11711207 - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano
Causale: Restauro Villa dei Vescovi
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Vista sulla Villa dei Vescovi dai Colli Euganei - Prospetto lato Nord Ovest

<<Nota postuma di Giuliana D'Olcese de Cesare>>
La Villa dei Vescovi magicamente poggiata su di una altura dei Colli Euganei, in località Luvigliano di Torreglia, Padova, nel 1962 fu venduta dal Vescovo di Padova Monsignor Bordignon a Vittorio Olcese e a Giuliana Olcese de Cesare - allora moglie di Vittorio - come 'Proprietà pro indiviso' con atti del notaio Segre della Curia di Padova. La Villa fu restaurata interamente con la supervisione dell'Ente Ville Venete, presidente il marchese Boso Roi, ente che, oltre ad un mutuo ciascuno, erogò a Vittorio e Giuliana anche un fondo perduto per il restauro degli affreschi consistente in 19 milioni di lire diviso in 9 milioni e mezzo per ciascuno dei due contraenti. Gli atti notarili inerenti la compravendita ed il contributo erogato dall'Ente trovansi presso le Conservatorie di Padova e Venezia.
Per il restauro dell'intero ciclo degli affreschi, interni ed esterni, ed in concerto tra Ente e proprietari, fu scelto il 'Metodo filologico' (le parti mancanti, infatti, non vennero ricostruite proprio per evitare, negli anni, l"'effetto distacco" tra parti originali e false, cioè ricostruite e ridipinte) e il lavoro di restauro fu affidato all'equipe degli allievi restauratori del Professor Tiozzo dell'Accademia di Venezia.
Il restauro degli splendidi stucchi opera del Vittoria, che con bucrani, metope e triglifi, ornano timpani, arcate e colonnati delle tre facciate principali della Villa, fu opera dei Maestri stuccatori della Scuola di Vicenza.

I lavori di risistemazione muraria furono affidati all'architetto Marcello Checchi e seguiti passo per passo da Giuliana Olcese che a restauro ultimato ideò, scelse e realizzò l'intero arredo interno ed esterno della Villa. Restauro e arredo che nel 1968 meritarono il Primo Premio per il miglior restauro ed il miglior arredo nel mondo di un Monumento d'Arte dall'American National Society of Interiors Decorators Foundation.

Trecento, tra architetti, interiors decorators, presidenti e rappresentanti della Fondazione che dagli Stati Uniti arrivarono in Italia per visitare Villa dei Vescovi. Poi tutti a Venezia per la consegna ufficiale del premio a Vittorio e Giuliana Olcese che avvenne all'Accademia Querini Stampalia.

Famose nel mondo le stanze da bagno della Villa realizzate con antiche vasche in marmo giallo di Vicenza e antichi lavabi in marmo rosso di Verona ornati da rubinetterie e mascheroni rinascimentali. Stanze da bagno realizzate laddove, antecedentemente ai restauri Olcese, trovavansi soltanto file di latrine alla turca.
E fu proprio con l'imponente restauro degli anni 62 - 64 che fu scoperta la pianta originale della Villa progettata da Giovanni Maria Falconetto.
Valsosi della collaborazione del suo allievo preferito, l'allora diciottenne Andrea Palladio con cui si recò a Roma per prenderne i rilievi delle antichità, G. M. Falconetto progettò e costruì la Villa a Pianta di Vitruvio. Con cortile interno a cielo scoperto, impluvio e pozzetto centrale in marmo rosso di Verona e due loggette simmetriche alle due grandi logge esterne splendidamente affrescate da Lamberto Sustris e dai suoi allievi.
Il grande restauro della
Villa dei Vescovi voluto, commissionato e curato da Vittorio e Giuliana Olcese, fu festeggiato e inaugurato con un gran ballo svoltosi nella notte di Capodanno con il passaggio dal 1964 all'anno 1965.

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