*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Come te compro er voto co li sordi der contribbuente?
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Campidoglio, Rutelli e quella "rottura" delle consulenze d'oro
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Roma Porcona
'O pesce fete da 'a capa
"Il Sindaco di una città o di un porcile?"
 Tra gli anni 2006 - 2007 Lucio Russo scrive a R. Giomini del Comune di Roma e ai media, e come Russo scrivono moltissimi romani, arriva una marea di commenti
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e
     

 Il nostro messaggio del 28 aprile 2008:

Grazie ai Romani che hanno mandato a casa Rutelli!

As-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Carissimi Fratelli e Sorelle di Islamsunnita, Carissimi Amici ed Amiche,
L'Assemblea Musulmana d'Italia e l'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana si sentono in dovere di ringraziare i cittadini di Roma che - con l'arma democratica del voto - hanno impedito che la Capitale continuasse ad essere ulteriormente vessata ed umiliata dalla banda Prodi-Veltroni-Rutelli, annosa fonte di insicurezza, corruzione, clientelismo e scempio urbanistico.
Mandando a casa Rutelli e i suoi amici palazzinari, mandando a casa chi ha costruito mostri architettonici come il Serpentone di Corviale e la nuova copertura Ara Pacis, e scegliendo Gianni Alemanno come Sindaco, i Romani hanno dato una lezione di civiltà a chi per anni ha gettato al vento il denaro pubblico con le "notti bianche", le "feste del cinema", i concerti della "banda di Piazza Vittorio" e di altri consimili guitti sinistroidi, mentre la nostra città affondava sempre più nel degrado, nella sporcizia e nell'insicurezza.
Con questa scelta di cambiamento sono stati debitamente puniti coloro che hanno contribuito a rendere i romani stranieri in casa loro, e gli immigrati clandestini e i Rom liberi di esercitare il commercio abusivo, di rubare, di bivaccare e di minacciare la sicurezza dei cittadini senza che alcuno volesse impedirglielo. Quale migliore risposta potevano dare i romani a chi, ancora fino a ieri, rispondeva all'urgente bisogno di sicurezza delle nostre concittadine con la proposta indecente del "braccialetto elettronico"? "A casa!", è la risposta che meritano, è la risposta che è stata loro data!
La risposta dei romani è chiara ed univoca: fuori dall'Amministrazione Capitolina, e fuori dal Governo d'Italia, i cultori di quel buonismo e di quel lassismo che ci ha ridotto a fanalino di coda dell'Europa. Come l'Aprile del 1945 ha rappresentato la Prima Liberazione d'Italia, così può ben dirsi che l'Aprile del 2008 rappresenta la Seconda Liberazione: la Liberazione dai baroni, dal clientelismo, dalla subcultura e dal buonismo della sinistra al caviale.
Wa-s-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH. Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana
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Anch'io, caro Palazzi, cara Comunità Islamica Italiana,
ho votato Alemanno, ma anche, Zingaretti (,-) Fuori finalmente i mercanti dal tempio Campidoglio!! ERA ORAAAAAAAAAAAAA!!!
Altro che inviare al Ghetto cinque volte al giorno la fetentissima Ama per pura vecchia fetente propaganda elettorale....
La Comunità ebraica non è cieca, sorda e insensibile all'enorme corruzione che regnava sovrana durante la disgrazia delle sindacature Rutelli e Veltroni.
FUORI I MERCANTI DAL TEMPIO! Cordialmente Giuliana D'Olcese
***
Cara Giuliana,
L'idea di rivedere Rutelli in Campidoglio era davvero un incubo. L'abbiamo scampata bella, ma ce l'abbiamo fatta! Speriamo che presto si inizino a sgomberare i campi rom di cui Rutelli & soci hanno riempito Roma, speriamo si smantellino i mostri architettonici dell'era Rutelli (a partire dall'orripilante teca dell'Ara Pacis).
Speriamo si spendano meno soldi per le feste del cinema o le notti bianche, e più per la sicurezza e il decoro urbano di Roma.
A presto e cari saluti, Shaykh Abdul Hadi Palazzi
http://www.amislam.com - mailto:islam.inst@alice.it
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I mostri del capitalismo municipalizzato
Sul capitalismo municipalizzato si gioca una partita importante, capace di condizionare il futuro del mercato italiano. Alemanno, appena eletto sindaco di Roma, disse che i vertici di Acea, come delle altre municipalizzate, avrebbero dovuto, per correttezza, dare le dimissioni. Aveva ragione (lo scrivo a ragion veduta, avendo, in caso analogo, dato io le dimissioni). Poi ha corretto il tiro, affermando che della questione si sarebbe dovuto parlare anche con i soci di minoranza.
Ma cos’è, Acea, come altre aziende simili, una municipalizzata od una società privata? Risponde al comune o al mercato?
 Il fatto è che si sono creati degli animali misti, divenuti autentici mostri. Acea è stata quotata in borsa, ma il comune ne continua a possedere il 51%, e difatti ne nomina gli amministratori. Il “mercato” non è niente e nessuno, cosa di cui i suoi nemici di ieri ancora non si capacitano. Così va a finire che per ascoltare la voce del fantasma si vada a chiedere alla Suez, che ha azioni per l’8%, alla banca Schroeders (4,9) ed a Caltagirone (2,9). Ammesso e non concesso che siano quote cumulabili, arrivano al 15% del capitale, in un’azienda che si regge grazie al fatto che i cittadini di Roma, proprio in quanto cittadini, pagano l’acqua e la corrente elettrica, dopo avere pagato gli investimenti necessari per creare l’Acea.
E vale lo stesso discorso per tutte le altre ex municipalizzate, oggi quotate. Sono mostri che fingono di non rispondere alla politica, popolati da mandarini lottizzati ed autoreferenti. Non solo, allora, i vertici dovrebbero dimettersi, perché non è pensabile restino fino al 2010 avendo perso il rapporto fiduciario con l’azionista che possiede la maggioranza assoluta, ma lo stesso azionista, il comune, dovrà porsi il problema di conciliare il protrarsi di un tale equivoco patrimoniale con la realtà di un debito enorme e non estinguibile. Delle due l’una: o è un servizio pubblico, quindi una municipalizzata che si adegua a criteri di socialità (quali?), e pertanto risponde alla politica, oppure è una società che persegue il giusto profitto, governata dagli azionisti, fra i quali non ci sarebbe ragione di vedere un comune che deve far pagare ai cittadini l’immane costo del debito. Darwinianamente parlando: o l’animale misto si evolve, o si estingue.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
 
*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Come te compro er voto co li sordi der contribbuente?
 
Con le Associazioni ad hoc, un esercito di votifici arbitri della corruzione e del malgoverno da basso impero che domina Roma
Da Rutelli a Veltroni, da Veltroni a Rutelli è con le finte Associazioni che le tasse dei romani finiscono nelle casse dei partiti del centrosinistra
E' la continuità senza alternanza che condanna Roma all'eterno magna magna che va dai partiti ai monnezzari dell'AMA, dai Palazzinari agli architetti, dai fannulloni di Stato, alla sanità, dagli imprenditori di Abete agli strati sociali impiegatizi e ministeriali fino ai poteri forti ed ai centri sociali
Addolora e sconcerta, perciò, lo schierarsi a favore di Rutelli di una certa Chiesa Romana, del Partito radicale e dell'Italia dei valori di Di Pietro, l'Idv.
Tutte entità che fanno dell'onestà il loro Primo comandamento, la loro bandiera di partito
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 di
Bamboccione - A. Favilli - V. Sgarbi - G. Luzzatto Voghera - D. Giacalone - B. Grillo - V. Baccelli - L. Garofalo - L. Bagatin - P. Franchi - F. Ramella
In calce alcuni dei tanti avvertimenti dati tra il 2006 - 2007 all'ex Sindaco di Roma Veltroni sul disastro elettorale in vista, inviati anche ai media
* *** *
«Beh, una corruzione come quella della Giunta Veltroni non si era mai vista neanche ai tempi dei socialisti» si dicevano tra loro lo scorso Luglio passeggiando per il Ghetto due esponenti della Giunta Veltroni. Due tra quei DS sempre velenosi con socialisti e radicali che nelle amministrative del 2006, con la Lista Bonino, videro come unico eletto il consigliere circoscrizionale radicale Mario Staderini il quale, già agli esordi del mandato, denunciò il sindaco Veltroni per irregolarità amministrative.
Qual'è dunque "il segreto" della continuità del centrosinistra al governo della Capitale? Quale la formula per forzare e assicurarsi la continuità nefasta che per il bene dei romani, della città e dello stesso PD, va interrotta con il principio dell'alternativa e dell'alternanza? Le finte Associazioni.
Ovverosia le Associazioni fantasma, scatole vuote dietro le quali vi sono i partiti del centrosinistra a cui le Giunte amiche erogano "contributi" foraggiando così anche i
partiti nazionali con i tributi dei contribuenti romani. Quindi anche con le tasse dei cittadini che votano centrodestra, i quali, finanziano così i partiti che gli sono avversi tipo Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi, ecc. ecc.
Centinaia di Associazioni, così come le municipalizzate, che puzzano lontano un miglio di meri votifici dominanti clientelismo e corruzione tanto capillari quanto sconcertanti, astruse e grottesche per le "ragioni sociali" impresse loro a fronte delle quali, mettiamo l'"Associazione a tutela delle vedove degli scarrafoni del Tufello",
apparirebbe credibile. Inoltre tutto il sistema del governo regionale, provinciale e comunale è ostaggio, quindi sotto costante ricatto, dei loro stessi dipendenti i quali, come i munnezzari dell'Ama che sollecitati dai contribuenti a tenere pulite le strade si sentono autorizzati - sentito con le mie orecchie - a rispondere «embè, ar caro sindaco glie' avemo dato e fatto da' un sacco e na' sporta de voti e mo' pretendete pure la pulizzia?».
E' il sistema "Modello Roma" che autorizza certe categorie -i votifici di Rutelli-Veltroni-Rutelli- tra cui in prima fila vertici e munnezzari dell'AMA che non meritano certo la nobile qualifica di "operatori ecologici", e che fa sì che, per esempio, l'orario di lavoro degli scopini, 7-12, si riduce dalle 7 alle 9. Due ore di lavoro tanto per pulire piazze e percorsi governativi. Poi scompaiono, vanno al lavoro nero, la città rimane lercia e nessun ispettore controlla tempi e qualità, pessima, del lavoro dell'AMA.
E così avviene per un esercito di pubblici dipendenti.
Il capitolo Vigili urbani del Centro storico, comandante Angelo Giuliani, meriterebbe un trattato a parte. Da cinque anni, dicansi cinque anni, nessuno risponde alle telefonate dei cittadini che chiedono interventi. Vai nell'ufficio per fare una denuncia e ti guardano dall'alto in basso con l'aria scocciata di chi gli stai rompendo i cojoni.
La virata a sinistra, improvvisa, dell'ex Prefetto Serra, neoeletto senatore del PD, la dice lunga in merito ad ordine e sicurezza ed esalta, invece, la coerenza del Generale Speciale candidatosi nel PdL. Di destra era e di destra è rimasto.
Tra i pozzi senza fondo che fagocitano le tasse dei romani c'è il "modello" della Roma abbandonata a se stessa, la Roma fatiscente le cui strade costellate di voragini mandano nelle sale rianimazione degli ospedali, molte volte all'altro mondo, centinaia di giovani lavoratori che si spostano su due ruote.
La manutenzione delle strade è inesistente, la cartellonistica, così come le lettere semestrali del Comune con l'invito a cittadini ed esercizi commerciali a tener pulita la città, paiono vietate. Tombini e griglie che alla minima pioggia allagano la città? Sembra vietato pulirli, sembra vietato scopare le montagne di cicche sparse per strada.
Bisogna vederli i netturbini in azione, hanno l'aria di osservatori ONU in missione strategica per la sopravvivenza delle specie del ratto e del pidocchio.
Nel capitolo vigilanza e illuminazione stradale, e relativi stupri e delitti, si contempla il paradosso che mentre strade e stazioni periferiche sono prive di personale, di telefoni, di illuminazione, nel Centro storico si dilapidano fiumi di energia, e di danaro pubblico, lasciando i lampioni accesi 24 ore su 24. Ma nessuna istituzione, ne' i giornali che pompavano Veltroni sindaco, e che ora pompano Rutelli, osano richiamare ai suoi doveri la presidenza di Fabiano Fabiani altro grande elemosiniere ed elettore del centro sinistra.
Del capitolo "sicurezza", invasione di zingari ed extracomunitari -ringalluzziti e resi forti dalle promesse del voto tanto da ostentare con sicumera se stessi e le loro merci contraffatte a due metri dalle sezioni DS- il sistema di scambio sul voto basato su favori reciproci e connivenze crea il medesimo ricatto in uso tra rappresentanze sociali, impiegatizie, ASL, gattare sporcaccione, poteri forti e centri sociali da una parte e istituzioni dall'altra. Insomma il sistema del magna magna che soffoca e domina Roma e i suoi abitanti.
Addolorano e sconcertano, perciò, i richiami e lo schierarsi a favore di Rutelli di una certa Chiesa Romana, del Partito radicale e dell'Italia dei valori di Di Pietro, l'Idv.
Entità che fanno dell'onestà il loro Primo comandamento, la loro bandiera di partito. Non certo la bandiera del magna magna. Eppure....
      Giuliana D'Olcese
Nota precedente "Con Rutelli? la Roma ladrona & la STA" diffusa da
   http://controcorrente.ilcannocchiale.it/post/1876624.html http://www.agipress.it Agipress, agenzia quotidiana di stampa nazionale
   http://www.movimentiamoci.ilcannocchiale.it - http://blog.bamboccioni.net/ - http://www.liberoreporter.it - http://www.redazionetgcom.mediaset.it
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Rutelli e i parcheggi d'oro. di Bamboccione 20/04/2008 - http://blog.bamboccioni.net/ 
Chi devono votare i romani al ballottaggio? Nessuno meglio dei cittadini residenti a Roma lo può sapere.
Da quello che sentiamo ai tg la città eterna sembra diventata un accampamento per barbari e violenti. E poi pare che Rutelli non sia stato un buon amministratore.
Nel contributo che segue sono esposte alcune ragioni per non votare Rutelli. C'è anche un link ad un articolo dove si spiega diffusamente la mala gestione dell'affare STA, società di parcheggi d'oro per la quale c'è già una sentenza di condanna in primo grado.
Saluti e baci da Bamboccione
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*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Se vince Ale-manno… vedremo che succede… Mi voglio divertire… ah! ha! ahaha! Fabrizio
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Cara Giuliana,
ma è mai possibile che, dopo tanti anni di impegno civile, ancora ti meravigli del comportamento dei radicali? Ma hai mai incontrato Emma Bonino?
Hai mai notato l'infinita supponenza dell'Unta dal Signore che assolve dai peccati del mondo quanti militano nelle sue stesse coalizioni politiche?
E che dire della tua delusione per Di Pietro? Italia dei valori? Si dice nella nostra Napoli <..ma facitece 'o piacere!>. Alle ultime politiche ho votato per il PDL ma unicamente perché c'era in lista Fiamma Nirenstein. Quando Veltroni è 'sceso in campo' avevo deciso di votare per lui ma il non casto connubio con Di Pietro, come a tantissimi altri amici e colleghi, mi ha fatto cambiare idea. Senza Fiamma non sarei neppure andato a votare. Se fossi residente a Roma, però, non avrei alcuna esitazione a votare per Alemanno. Un mio vecchio amico e collega, docente di Storia agraria, specialista dei problemi dell'agricoltura italiana e veterocomunista -anzi dichiaratamente stalinista-, poco prima di morire, qualche anno fa, mi disse che Alemanno era stato uno dei pochi rispettabili e competenti ministri dell'Agricoltura.
Un cordialissimo saluto Dino
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*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Scusa, ma te voti Alemanno? D'accordo su tutto ciò che scrivi, ma tu avresti il coraggio di votare Alemanno, o di non votare?
l'araba fenice. Mi dispiace ma non avrei mai il coraggio di votare Alemanno, nemmeno se mi pagassero oro. Mio marito non è d'accordo con le tue critiche a Rutelli e a Veltroni. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Anch'io ho l'impressione che ci sia una marea di sanguisughe  intorno ad ogni forma di potere.
Ciò è tipico del Terzo Mondo, e dei Paesi in cui vige l'arte di arrangiarsi. Pensi che Alemanno non abbia i suoi protetti-sanguisughe? Se sei DS, come non assecondare la scelta dei Dirigenti DS riguardo ai candidati? Cara Giuliana, te sei una veggente ed io sono una principiante in politica in confronto a te, però sono addolorata perchè hai fatto propaganda per la destra. Tutti hanno riconosciuto a Rutelli di aver migliorato Roma, quando era Sindaco, in maniera strepitosa: tutto funzionava, la burocrazia snellita, gli uffici modernizzati, il meraviglioso Porto di Ostia Nuova... un radicale!!!!
Io vedo in te un difetto: credo che tu sia la classica Radical Shick, che si schifa degli zingari e dei miserabili che se sono così devi star certa che non è colpa loro.
Cari saluti da Anna Costantin
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CERTO. Se non voti Alemanno voti Rutelli-Veltroni. O NO?
Tra le due, meglio cacciare i mercanti dal Tempio. Cacciarli dal Campidoglio. Così come grazie ai cittadini avveduti è stato. Altro che 52.0000 voti della estrema sinistra per punire Veltroni e il pd... i voti per Alemanno sindaco e per Zingaretti alla provincia sono di normalissimi cittadini del Pd. Eccone qua una.
Una cosa sono le sanguisughe, un'altra cosa è chi ruba per se', per le mogli e con le mogli, e per le sanguisughe, e divide il bottino. Se un libero cittadino, dal libero pensiero non un militonto, vota, vota chi gli pare meglio, non segue le dirigenze dei partiti. Quelli o sono pagati, o ripagati con una carichetta o sono, appunto, militonti. Intanto però, sotto sindacatura Rutelli, si allenavano e preparavano, lui in testa, le associazioni fantasma pro partiti e i votifici magnaccioni del centrosinistra ereditati ed ampliati poi da Veltroni. Il grande magna magna è iniziato con la seconda sindacatura Rutelli ed ha prosperato ancora sotto la sindacatura di Veltroni.
Scandalo STA compreso. Milioni di euro, sottratti alle nostre tasse comunali, dispensati a tutti i propri partiti, tranne che ai cittadini bisognosi di sinistra di cui s'è occupata solo la Caritas. et voilà le borgate pro Alemanno non solo, ma voilà le migliaia di cittadini del PD come me che non tollerano la grande corruzione a cui è arrivato nella Capitale il proprio schieramento e che perciò hanno votato Alemanno al Comune e Zingaretti alla Provincia: Estremo bisogno di moralizzazione dei costumi corrotti dei due ex sindaci. Ciao, cari saluti anche a te gd'o
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Vabbè, allora i soldi del Comune andranno al papa e alle associazioni cattoliche e di destra,
preferisco i Centri Sociali e persino la Casa Internazionale delle Donne! Io sono stata anche in Africa, e non mi dispiace vedere gli extra-comunitari sbarcare il lunario a Roma, invece di morire in Africa come stavo per finire io. Anna Costantin
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*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Ma che cosa possiamo fare noi cittadini? Diteci che tipo di RIVOLUZIONE fare e la faremo!! Siamo stanchi di questi TRUFFALDINI DELLA POLITICA, ma siamo anche stanchi di sentire e non fare. Paolosalemi
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Si può ben combatterli ora che c'è internet e le listone email. Se ciascuno facesse un minimo sforzo per informare, per aprire gli occhi, per combattere, il mondo politico italiota cambierebbe. Certo, ci vuole costanza, vigilanza e tanta buona volontà oltre che impegno e credo nelle proprie idee.
Grazie, cordialmente GD'O
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"il Modello Roma" e mo'?
Rutello clerico-anticlerico, veltronescamente non solo-ma anche... ando' va? Meno male che che vive in una beautiful countri ;-)
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Rutello e il Modello Roma? ih! ih!! ih!!! (,-)
e mo? ritornasse co' Pannoloni......
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*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Grandissima Giuliana: Si attaccano al comune di Roma come la mignatta delle paludi. Già vedo il duro D'Alema muovere il baffo e mentre finge di patrocinare il rutellone assestare pedate nel peraltro bluastro deretano di Walter. Si arriva a dire: "la responsabilità della violenza nella capitale è del precedente governo Berlusconi!!!!!!!!!!!!, ma questi hanno deciso di inanellare con l'Italia una serie infinita di figure di m... con ogni tipo di elettorato. Siamo sulla buona strada, già i ridicoli e nostalgici Diliberto, Bertinotti e Pegoraro vari ce li siamo tolti dalle palle, adesso è il turno di Fassino, D'Alema, Walter e company. Ma non saremo noi a farli fuori, molto più semplicemente si autoelimineranno da soli. Una sorta di onanismo della scomparsa politica!!!!!!!!
Le bacio la mano Marcello Bruno (da Bologna)
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Con Rutelli? la Roma ladrona & la STA
Sono entusiasta dei Tuoi articoli, ma attenzione la Lega (mi sono canditato alle europee con loro) adesso deve mantenere gli impegni. Il I° in assoluto è proprio l'ordine  pubblico. E' incredibile vedere in giro tanti venditori ambulanti stranieri, in Italia sono venuti a commercializzare prodotti cinesi, ma non a produrre.
Ogni giorno si sente parlare di ucraini ubriachi, romeni PRIMA ACCOLETLLANO POI VIOLENTANO. Io ammiro gli australiani che come barriera usarono la marina.
In Italia impieghiamo uomini e mezzi per soccorrere chi viene in modo illegale. Le faccio notare l'aumento Notevole della prostituzione cinese, serve a finanziare la mafia del futuro, i cinesi con i soldi del sesso stanno accumulando una fortuna, quando avranno soldi, sarà come la mafia...
Io vivo in provincia di Caserta, solo col turismo possiamo avere un boom eccezionale ma i turisti da 60 anni sono malmenati, derubati, il guaio è una classe dirigente incompetente che parla di uomini e mezzi; non si risolve in tale modo, ho visto una bancarella di due africani, sono passati i carabinieri a piedi, gli ambulanti hanno tolto, tutto dopo due minuti sono ricomparsi gli africani. Saluti Giovanni Guglielmucci
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Grazie per l'entusiasmo per come scrivo, incoraggia davvero.
Ritengo che la Lega manterrà gli impegni presi, sopratutto con l'esempio, quindi, non a solite chiacchiere politichesi. E "scenderà" fino al centro Italia e poi verso il Sud
Ciò che lei descrive di Caserta (io sono napoletana, poi vissuta per 22 anni tra il Veneto e la Lombardia regioni che conosco entrambe come le mie tasche) accade a Roma e in tutta l'Italia mal governata a livello locale. Anche io vedo continuamente le Forze dell'ordine umiliate dalle scenette che lei descrive, e peggiori, e mi creda, mi faccio tanto di quel veleno in corpo qua a Roma che le critiche che mando a dire all'Italia, compresi i protagonisti di queste politiche scellerate, sono rose e fiori rispetto alle realtà e a quello a cui assisto ogni giorno.
Faccio i vermi in corpo anche perchè ho una radicata cultura politica territoriale avendo iniziato a far politica con i movimenti dei sindaci, presidenti di regioni e provincie,  consiglieri, assessori ecc., ecc., fino ad arrivare all'ultima Bicamerale per le Riforme per cui fondai un bellissimo movimento pieno di autonomie, di sindaci trasversali, presidenti di regioni e provincie, costituzionalisti, cittadini di destra e sinistra, e con ben 22 parlamentari, trasversali anch'essi, interni alla Bicamerale.
Era un'attività esaltante, andavo nei piccoli Comuni del Sud, dalla Basilicata alla Campania fino alla Calabria a parlare di Federalismo, e nei Comuni del Varesotto e del Veneto, regni della Lega. Con gli Amministratori locali leghisti ho fatto litigate epiche ma ci adoravamo, mi invitavano e mi spronavano a tornare e organizzavano assemblee federaliste anche per il mio movimento. Era bellissimo, si lavorava per ideali grandi, nazionali e locali, un mio grande amico era il Professor Miglio, una forza della natura. Ed ancora ora, nonostante tutto il mare di delusioni ho ancora voglia di girare il territorio per vedere de visu quanto accade, e vedo cose rivoltanti per il ruolo dei nostri Veltrozzi & Ruttelli... E dire che ai tempi, fu proprio con i Sindaci del centrosinistra, tra cui Ruttello, che nel 96 facemmo vincere Prodi e Prodi lo riconobbe e come! Lei non sa cosa sono il centro storico e le periferie di Roma, una suburra dell'illegalità, fetente e puzzolente di criminali a spasso in ogni luogo.
La ringrazio e la saluto, cordialmente gd'o (,-)
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*I votifici magnaccioni di Rutelli*
Cara Giuliana, te sei una veggente ed io sono una principiante in politica in confronto a te, però sono addolorata perchè hai fatto propaganda per la destra.
Tutti hanno riconosciuto a Rutelli di aver migliorato Roma: tutto funzionava. La burocrazia snellita, gli uffici modernizzati, il meraviglioso Porto di Ostia Nuova.
Io vedo in te un difetto: credo che tu sia la classica Radical Shick, che si schifa degli zingari e dei miserabili che se sono così devi star certa che non è colpa loro.
Vabbè, allora i soldi del Comune andranno al papa e alle associazioni cattoliche e di destra, preferisco i Centri Sociali e persino la Casa Internazionale delle Donne!
Io sono stata anche in Africa, e non mi dispiace vedere gli extra-comunitari sbarcare il lunario a Roma, invece di morire in Africa come stavo per finire io.
Scusa, ma te voti Alemanno? D'accordo su tutto ciò che scrivi, ma tu avresti il coraggio di votare Alemanno, o di non votare?
Cari saluti, Anna Costantin, l'araba fenice.
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CERTO. Se non voti Alemanno voti Rutelli-Veltroni. O NO?
Tra le due, meglio cacciare i mercanti dal Tempio. Dal Campidoglio, così com'è stato grazie ai cittadini avveduti. Altro che 52.000 voti della estrema sinistra per punire Veltroni e il PD. I voti per Alemanno sindaco e per Zingaretti alla provincia sono stati dati da normalissimi cittadini del PD. Sotto la sindacatura Rutelli, si allenavano e preparavano, lui in testa, le associazioni fantasma pro partiti e i votifici magnaccioni del centrosinistra ereditati ed ampliati poi da Veltroni. Il grande magna magna è iniziato con la seconda sindacatura Rutelli ed ha prosperato ancora sotto la sindacatura di Veltroni. Scandalo STA compreso. Milioni di euro, sottratti alle nostre tasse comunali, dispensati a tutti i propri partiti, tranne che ai cittadini di sinistra bisognosi di cui s'è occupata solo la Caritas. Ed ecco quindi le borgate pro Alemanno non solo, ma ecco le migliaia di cittadini del PD che non tollerano la grande corruzione a cui è arrivato nella Capitale il proprio schieramento e che perciò hanno votato Alemanno al Comune e Zingaretti alla Provincia: Estremo bisogno di moralizzazione dei costumi corrotti dei due ex sindaci. Ciao gd'o
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Cara D'Olcese, mi hai scritto
"Mi sono molto dedicata ad affossare Ruttello e ci sono riuscita, ho dato un bel contributo tra giornali ed on line. Tra qualche giorno tirerò le conclusioni, intanto leggo le cazzate che dicono tanti giornali sulla sconfitta del gatto e la volpe".
In che senso affossare Ruttello? Guarda che io sono di estremissima sinistra :-) sono un anarchico. Fammi sapere. Ciao Giuliana Gabriele
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Caro Gabriele,
Guarda che io sono per il PD ed abbastanza di sinistra :-) ma, come hanno fatto decine di migliaia di elettori del PD, ho votato Alemanno e non per questo sono sono un'anarchica. Sono contro la corruzione quindi sia l'eredità di Veltrozzio che l'eredità Ruttello-Veltrozzio-Ruttello andavano cacciate a calci in culo dal Campidoglio.
Grazie, x il pc avevo letto tutto. abbracci gd'o
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Caro Giulio, quanto invidio Sergio Ricolfi....
Egregio direttore, credimi, non ho mai provato il sentimento dell'invidia, oggi so cos'è: sulle pagine da te dirette Ricolfi ha scritto tutto quanto provo e penso circa la sconfitta del PD al Campidoglio, ed a livello nazionale. Sopratutto sulla sconfitta epocale del Campidoglio avrei voluto scrivere le stesse osservazioni fatte da Ricolfi, lucidissimer e con la grande e vigile onestà intellettuale che contraddistingue Ricolfi, te e il tuo giornale.
Prima di scrivere la mia che forse sarà "Via i mercanti dal Tempio" voglio vedere passare lo sciocchezzaio dei commenti dell'"informazione" e dei politici, compreso Pannella che sulle elezioni nazionali e romane oramai con i radicali da' segni di continua follia sostenendo anche che sono gli elettori di Di Pietro ad aver dato il voto disgiunto. Invece sono i cittadini del PD, me compresa, non le "congiure dei partiti" arcobaleno compreso, ad aver dato il voto disgiunto riconoscendo Veltroni come leader del PD ma sconfessando e rifiutando lui e Rutelli come sindaci perchè sono troppo corrotti e corruttori. E' contro l'immane corruzione che impera da anni al Campidoglio che noi cittadini abbiamo votato contro. Altro che i dipietristi! Altro che "la sicurezza"! Buon lavoro, ciao Giuliana
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A proposito di Vigili che non rispondono mai e dei votifici magnaccioni di Rutelli: Coraggio!
Mi è stato cambiato dalla "moglie" il lucchetto della porta del garage dove era collocato lo studiolo dove pernottavo, Ora mi trovo senza possibilità di dormire e senza abiti di ricambio e senza neanche quel poco di roba che conservavo lì. Ho provato a telefonare allo 051-2005565 della Caserma dei carabinieri ma non mi ha risposto.
Sono andato a suonare al campanello dello Stazione di Viale Enrico Panzacchi, ma non mi hanno aperto. Sono rimasto d'accordo con il piantone che avrei chiamato una ditta per aprire la porta stanotte e poi avrei fatto la denuncia. La ditta "Sottochiave" di Porta S. Mamolo che è di mia fiducia non è reperibile:
Domani mattina sarò alla caserma dei Carabinieri. Per quale motivo la polizia difende tanto "una moglie" criminale? Questo è il vero problema.
Saluti Paolo Badini
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Tra moglie & marito non mettere mai il dito... (,-)
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D'Alema rovina tutto!
Anche tu lo pensi? D'Alema permise che arrivasse Berlusconi con il suo conflitto di interessi (che ormai in Italia si è espanso a tal punto che sono tutti "in conflitto").
Poi è venuto a Napoli a sponsorizzare Bassolino ed ha fatto perdere voti al PD e ci ha lasciato nella "MUNNEZZA". Insomma è UN DISASTRO! ma alcuni del suo partito lo considerano un dio!!!!!!!! Graz
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Sì, forse D'Alema rovinerà tutto
Adesso che tutto ciò che avevo scritto su i sindaci Veltrozzio & Rutello si è avverato, D'Alema farà cadere Veltrozzio e al posto della banca d'affari del Campidoglio farà del PD una efficientissima Marchant Bank. Saluti gd'o
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Oche dal Campidoglio
Ringrazio dell’invio di favolose note.
Comunico il mio nuovo indirizzo di posta elettronica privata e sono fin d’ora grato e spero di contare sull’inoltro all’indirizzo indicato.
Con i migliori, maglianti saluti, Vittorio Soldaini
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Ringrazio io lei per le bellisime parole di incoraggiamento e di apprezzamento verso i miei articoli.
E, per premiarla, la trasferisco nella listona abituale a cui invio tutte le mie note! Caro lettore, più che una promessa, è una minaccia per la sua casella.....
Grazie ancora, cordialmente, gd'o (,-)
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Cosa faranno i romani se delusi da Alemanno?
E' presto detto. Se il goverrno Alemanno sarà più corrotto, e la città più sporca, dei governi di Veltrozzio & Ruttello, daremo una pedata nel culo pure ad Alemanno.
  (,-) parola di gd'o.
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Sulla tua parola ci credo, perché ti conosco.
E' sulla parola degli altri 2.499.999 tuoi concittadini che ho qualche problema a credere.
Intanto per coerenza dovreste cominciare a prendere a calci nel culo i Leghisti, che vengono ad insultarvi e a darvi dei ladroni però la cadrega e lo stipendio con prebende vengono a riscuoterlo a Roma! Se fossi ancora a Roma e se avessi un minimo di dignità, li aspetterei a Fiumicino (o a Termini se vengono in treno) e li rispedirei a calci nel culo in Padania, che a Roma non ce l'ha chiamati nessuno. Ma tant'è. A Veltroni e a Rutelli, che pur avendo fatto magna magna (lasciamo alla Magistratura fare il suo decorso) i calci nel culo l'avete dati, ai Leghisti che vi prendono pure per il culo no. Come si dice: agnelli coi lupi e lupi con gli agnelli.
Scusa, dov'è la coerenza?
Regolari denuncie presso una qualsiasi Procura della Repubblica riportanti fatti e circostanze corredate di nomi e cognomi l'hanno fatte in parecchi, - scrivi - tra gli altri, se hai letto il mio articolo corredato di tutta la documentazione e le sentenze - *Con Rutelli? la Roma ladrona &amp; la STA* - anche la Corte dei Conti tanto che la Cassazione ha definitivamente condannato Rutelli e la sua intera Giunta a pagare all'Erario 10 miliardi di vecchie lire. 
E sarà bene che vadano fino in fondo e che chi ha sbagliato paghi, fino in fondo, scrivi. Ma da qui ad eleggere Alemanno ce ne corre. E intanto gli "Alemanno Boys" per festeggiare si sono già messi avanti con il lavoro (lapide dei Caduti alle Fosse Ardeatine spaccata ad Ostia e imbrattata con scritte inneggianti al Bel Tempo Che Fu).
Tu dici: tra 5 anni se fa schifo lo rimandiamo a casa. Sei proprio SICURA che tra 5 anni ti sarà data questa opportunità?
Quando Marco Pannella parla della differenza fra i buoni a nulla (a SX) e i capaci di tutto (e quando dico tutto intendo proprio TUTTO) si riferiva proprio a questo.
Lo sai che hai a che fare con gli stessi cialtroni che pagavano e armavano (di fogli del Ministero, di alibi, di cazzate) mitomani come Igor Marini per inventarsi dei reati con cui processare i propri avversari politici... cosa ti fa pensare che a te lascino le mani libere?
Cosa ti fa pensare che non facciano come Putin come con la Politovskaja?
Puoi metterci le mani sul fuoco con questa gente? Ragazza, forse non vi rendete conto che state scherzando col fuoco... Ma quel che è grave è che se scoppia un incendio non vi bruciate solo voi: mi brucio anche io che non c'entro un cazzo, che con quella gente non ho mai voluto a che fare, perché pur essendomene andato da Roma là ho ancora parenti e persone care. Permetti che, come diceva il Marchese del Grillo, per questo possa farmi girà un pò i coglioni?
E allora ve lo chiedo per favore: se vi piace pigliàllo in quel posto da Alemanno e soci accomodatevi pure. Ma andateci solo con le vostre terga, non con le mie o quelle dei miei cari, che l'unica sfiga che hanno è solo quella di abitare nella vostra stessa città!
Un abbraccio (senza offesa eh!) ANDY
"When we the people have our backs to the wall Do we the people then assume the control? When it's too late to stop our own execution.
When we're faced with the Final Solution. You can't elect a dream revolution. When you've a bullet in the back of your mind. It's just a state of mind.
I hear a scream inside. It's getting louder... it's getting louder..." (FISH - "State Of Mind")
Traduzione: "Quando noi, il popolo, avremo le spalle al muro riusciremo noi, il popolo, ad assumere il controllo?
Quando sarà TROPPO TARDI per fermare la nostra stessa esecuzione. Quando saremo messi davanti alla Soluzione Finale.
Non puoi elevare un sogno a rivoluzione quando hai un proiettile conficcato nella tua mente. E' solo uno stato mentale. Sento un grido che mi viene da dentro.
E si fa sempre più forte... sempre più forte..."
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Ma da qui ad eleggere Alemanno ce ne corre, scrivi. Ed io rispondo:
O l'uno o l'altro, non c'era via di scampo, quindi meglio *Fuori i mercanti dal Tempio*. gd'o
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La politica è cmbiata - Cambiamo il sindacato!
La politica è cambiata: le ultime elezioni ne hanno sancito il mutamento. Se i ceti medi si sono rivolti a Berlusconi, classe operaia e proletariato in genere hanno preferito
 Lega e A.N. Con il Partito Democratico sono rimasti i ricchi, gli arricchiti dalla politica e i conservatori.
Se la politica è cambiata, oggi deve mutare anche il sindacato. Che i metalmeccanici torinesi abbiano sostenuto la Lega, non meraviglia, anzi va incontro a quanto ho sopra sostenuto. Cambia la politica, cambia anche il sindacato, i cui mutamenti, non sono un fatto nuovo, ma vengono da lontano. Se andiamo ai primi del '900 troviamo Filippo Corridoni nell'USI: con lui il sindacato rivoluzionario diviene nazionale e interventista.
Nel '70 a Reggio Calabria, Ciccio Franco della CISNAL recepirà le istanze sociali legate al territorio. "Boia chi molla!" sarà la sua parola d'ordine, ben conosciuta anche adesso. Sempre nel filone dell'innovazione sindacale giungiamo a Giorgio Benvenuto dell'UIL negli anni '80; con lui la modernizzazione e la laicità della società italiana in evoluzione entrano nelle istanze della politica sindacale. Eredi di tutto questo, oggi troviamo l'UGL di Renata Polverini che aggancia le dinamiche del mondo del lavoro e le immagini dei media alle rivendicazioni sindacali, e la Rosy Mauro del Sindacato Padano che fonde le aspettative locali della Padania alle esigenze del mondo del lavoro. Concludendo, le liberalizzazioni in atto nel mondo del lavoro e le istanze territoriali dovranno oggi esser mediate con le posizioni della destra sociale.
Da questa mediazione potrà scaturire la carta vincente per una vera mutazione sia del sindacato che delle politiche del mondo del lavoro.
Vittorio Baccelli cp.132 -55100 lucca
baccelli1#@interfree.it
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Topo Gigio e le ombre - dal Blog di Beppe Grillo
Topo Gigio ha nominato i 21 ministri ombra del governo ombra. Bisogna capirlo. Dopo aver consegnato Roma a Alemanno è diventato l’ombra di sé stesso.
Se il governo di Testa d’Asfalto è il governo del Bagaglino, l’opposizione è un’ombra che cammina. Dead mouse shadow walking. Le ombre non daranno fastidio al manovratore, al massimo gli faranno ombra.
Topo Gigio ha scelto con cura. C’è l’ombra Enrico Letta al Welfare, Enrico è nipote dello zio Gianni Letta, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per i Letta l’Italia è un affare di famiglia. C’è Unipol-Fassino-cinque legislature agli Esteri. C’è il partito ombra degli inceneritori composto dal trio Colaninno-Bersani-Realacci.
Al ministero della Giustizia per contrastare le leggi vergogna del passato e le leggi del vomito prossime venture c’è il celebre Lanfranco Tenaglia.
Antonio “Kriptonite” Di Pietro lo hanno lasciato fuori, hanno paura anche della sua ombra. Se a Testa d’Asfalto e a testolina di vitello Bondi Di Pietro fa orrore, a Veltroni deve fare una paura folle. Una funzione il governo ombra di Topo Gigio comunque ce l’ha. Fare emergere nuovi talenti che possano prendere in futuro le redini della Nazione. Gente nuova come Garavaglia, Minniti, Lanzillotta.
Nel governo ombra, che assomiglia a un club Med dei trombati, mancano alcuni ministri ombra. Bassolino, ministro dei rifiuti ombra, e Violante e D’Alema, ministri ombra di Mediaset, una risorsa per il Paese e per la democrazia, che hanno protetto per quindici lunghi anni contro tutte le sentenze dei tribunali.
I tempi sono cambiati. Una volta l’opposizione dura e pura entrava in clandestinità. Oggi l’opposizione entra in un cono d’ombra.
E’ l’Italia del partito unico. Un governo con le ombre di sostegno. L’opposizione è nelle mani dei cittadini. Stay tuned!
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Votifici? & Progettifici allora. La moltiplicaziopne dei P.O.N. e dei pesci
Anche quest'anno, in molte scuole d'Italia si è rinnovato il "miracolo" della moltiplicazione (e della spartizione) dei P.O.N. e dei pesci. Il "miracolo" s'è avverato pure nella mia scuola. Molto più che in passato ho potuto seguire il turpe spettacolo messo in scena nel "progettificio scolastico" nel quale lavoro. Si è consumato l'ennesimo “mercato delle vacche”, senza offesa per le vacche e i loro venditori. Con la differenza, non secondaria, che un vero mercato delle vacche denota una maggiore dignità e legittimità, una maggiore serietà e nobiltà, almeno rispetto alle oscenità affaristiche e venali a cui si assiste in un "progettificio scolastico".
Ma perché mi dichiaro apertamente contro i cosiddetti "progettifici scolastici"?
E' presto detto. Sono contro i "progettifici" non per ragioni ed istanze ideologiche astratte, non per partito preso o una posizione aprioristica, bensì per riflessioni legate alla mia cognizione ed esperienza diretta, avendoli sperimentati personalmente nel corso della mia carriera professionale, in modo particolare negli ultimi anni.
Nulla mi impedirebbe di essere propenso verso l'offerta, il finanziamento e l'esecuzione di progetti di qualità, purché siano creati, presentati e realizzati seriamente, ma mi accorgo che i casi positivi sono eccezioni molto rare, anzi rarissime. Invece, i "progettifici scolastici" si caratterizzano negativamente per vari motivi, anzitutto per un'assenza di intelligenza, di creatività e trasparenza, per scarsa correttezza ed equità, per mancanza di razionalità e rispondenza ai reali bisogni psicologici, formativi, sociali e culturali degli studenti, mentre obbediscono solo ad una logica cinica e affaristica. Per non parlare dei continui strappi alle regole, delle reiterate violazioni di norme e diritti sanciti dalla legge, delle innumerevoli e meschine scorrettezze commesse all'interno delle scuole.
Dunque, ribadisco di essere favorevole ai progetti di qualità ma fermamente contrario ai "progettifici", in quanto i primi si basano (appunto) sulla qualità, mentre i secondi sulla quantità, in molti casi addirittura sulla quantità "industriale". Non a caso i "progettifici" sono definiti in tal modo, proprio perché si configurano come "fabbriche di progetti". In gran parte si tratta di progettini vuoti ed insulsi, privi di intelligenza e valore culturale, di estro creativo e progettuale, senza armonia e rispondenza alla realtà del territorio, anzi in grave disaccordo con le istanze effettive degli alunni. In molti casi si tratta di "progetti-fantasma", esistenti solo sulla carta, la cui attuazione non è sottoposta ad alcun sistema di controllo.
Gli stessi meccanismi e strumenti di monitoraggio e verifica sono inefficaci o inesistenti, ovvero esistenti solo sulla carta. Sono sempre più numerose le scuole italiane che tendono a configurarsi come "progettifici" senza valore, per la semplice ragione che la produzione e l'offerta di progetti e progettini su scala industriale conviene economicamente ai dirigenti scolastici e ai colleghi più venali ed affaristi. I quali, non a caso, puntano sui "progettifici" e non sulla qualità, perseguendo esclusivamente la "produttività economica", vale a dire il facile guadagno. In particolare nella mia scuola, quest'anno i progetti (mi riferisco non solo e non tanto ai P.O.N., quanto soprattutto ad altre tipologie di progettazione e di finanziamento economico) hanno conosciuto una proliferazione impressionante, si sono moltiplicati a dismisura, si sono scissi, frammentati e ricomposti "magicamente", sono stati riciclati e riesumati in modo "prodigioso", cambiando natura e caratteristiche, veste, tipologia e denominazione, persino il nome del referente. Perciò, sono nauseato e indignato!
Lucio Garofalo, insegnante
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Gentile lettore, e allora quali rimedi propone a questo ennesimo parassitismo di Stato?
Cordialmente gd'o
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Roma paghi i debiti: venda i suoi gioielli
di Vittorio Sgarbi - Il Giornale 16 giugno 2008
È vero. Non c'è alcuna ragione per cui Milano debba pagare i debiti di Roma, una buona amministrazione, quale è stata quella di Albertini, debba pagare per una cattiva amministrazione quale è stata quella prima di Rutelli e poi di Veltroni. Sarebbe contrario non solo al buon senso, ma al richiamo elettorale, vincente per la Lega, al federalismo fiscale. Non ci si può nascondere che mentre le amministrazioni milanesi sono sempre state relativamente omogenee all'attuale maggioranza di governo, la conquista del Comune di Roma da parte di Alemanno, vendicando il Fini del 1993, è stata un trionfo, una vittoria epocale, paragonata alla Bologna espugnata da Guazzaloca, e speriamo non per una sola volta. Anche per questo le terribili difficoltà della nuova amministrazione che si è trovata, senza colpa, a ereditare un debito vertiginoso non devono impedire un progetto di rinascita, e non devono ostacolare l'affermazione, ove vi sia, di una nuova, più aperta, meno assistenziale idea della politica che, in nessun luogo come a Roma deve essere coraggiosa politica culturale.
Con ciò intendo che non ci si può limitare o non si deve immaginare di fare l'opposto di quello che ha fatto la sinistra, per tante ragioni e perché molte espressioni della cultura sono nate entro la sinistra, intesa come opposizione al potere, anche solo idealmente, e nonostante le compiacenze e gli ammiccamenti dello stesso potere sulla carta combattuto; ma una nuova cultura deve fare ciò che la sinistra non ha fatto, non è riuscita a fare, non ha potuto fare, non ha voluto fare.
Ed è tanto, solo valutando i pregiudizi per la prima volta denunciati, con intelligenza dialettica, da Pasolini. E dunque Alemanno va sostenuto con grande responsabilità dello Stato, e non a danno di Milano, ma per impedire che lo scatto di Roma, dopo l'iniziale entusiasmo, si blocchi, arenandosi nelle sabbie mobili di una città accondisc-endente e pigra, in cui tutti sono amici di tutti e nessuno fa nulla.
Alemanno, e anche il suo assessore alla Cultura, devono essere messi alla prova e avere la possibilità di indicare strade nuove e di percorrerle per dimostrare (ne ha già dato uno spunto Alemanno con la condanna della teca dell'Ara Pacis) una discontinuità non soltanto verbale, ma di proposte, di fatti, di apertura al nuovo e al diverso che talvolta è semplicemente una riflessione sull'antico dimenticato e trascurato, che è la vera identità di Roma nel mondo.
A partire dall'acquisizione della collezione Torlonia, fallita a Veltroni (e anche a Berlusconi). Occorre denaro, da spendere bene. Il Papa ha dimostrato discontinuità, per esempio, ritornando alla Messa in latino, criticando implicitamente i ridicoli aggiornamenti il cui peggior esito è stata la distruzione di migliaia di bellissimi altari per creare orribili mense rivolte a un popolo, invitato a scambiarsi i saluti e "segni della pace" (antefatto della retorica pacifista negli ultimi tempi) come a un cocktail.
Milano non dovrà sacrificarsi. Ma l'Expo, da cui sembrano tratti (o sottratti) i primi 500 milioni di euro per riparare il deficit miliardario di Roma, ha certo bisogno di finanziamenti, ma sarebbe paradossale per Milano che essi piovessero da Roma, quando, nonostante il desiderio dell'attuale sindaco, l'Expo è un'opportunità per le imprese per gli imprenditori, che la città deve stimolare e accogliere, soprattutto se non si deve modellare sull'E42 con padiglioni e architetture di Stato.
Milano è città produttiva che deve consentire investimenti senza i limiti e i vincoli che vi sarebbero a Roma, o che ostacolarono l'Expo a Venezia.
Milano è la città che sale, il sindaco tifoso del trio di architetti chiamati per la Fiera lo sa perfettamente. Un sacrificio oggi, per Roma, non può essere considerato una provocazione verso Milano e il Nord, ma un esempio per distogliere Roma dalle abitudini di spese assistenziali e di finanziamenti protezionistici.
È proprio questa l'occasione per smontare lo schema di "Roma ladrona", ma non trasformandola in Roma pezzente. Milano può esportare una parte dell'Expo a Roma, confermandosi capitale economica che si rispecchia nella gloria e nel trionfo dell'antica e nuova capitale politica. E questo è il mio augurio.
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Il fascismo con la destra al potere
di Gadi Luzzatto Voghera - La Stampa 13 maggio 2008
Un ex fascista alla presidenza della Camera, uno alla guida della capitale del Paese, tutto questo in una Repubblica fondata sui valori della resistenza.
Paura degli ossimori? Paura di un ritorno al passato? In fondo, l’affermazione dei peggiori regimi fascisti europei è passata attraverso normali percorsi democratici e non dopo sanguinosi golpe militari.
Non è mai bene ricorrere ai déjà vu nell’analisi delle situazioni politiche, e francamente la strategia di gridare «al lupo» per i trascorsi della nuova leadership della destra italiana non ha ottenuto risultati soddisfacenti negli ultimi quindici anni. A sinistra si è preferito chiudersi a riccio, a difesa di una «democrazia fondata sui valori dell’antifascismo», si è optato per la demonizzazione dell’avversario, concepito come una sorta di alieno, e alla lunga si è perso il contatto con la realtà sociale del Paese.
La sinistra ha abdicato alla sua vocazione principale: elaborare una proposta di governo partendo da un’analisi spassionata della realtà economica e sociale, indirizzando le scelte verso un riequilibrio delle disparità sociali. Più risorse e più servizi a chi sta male (agli emarginati, alle classi disagiate, ai malati, agli anziani, alle giovani famiglie), in un’ottica riformista. Giacché oggi tutta la sinistra è fondamentalmente riformista, anche perché una sinistra «rivoluzionaria» non riuscirebbe a garantirsi un futuro politico (a meno che non si scelga la strada delle Brigate Rosse, che tuttavia più che rivoluzionarie sono criminali).
Al governo la sinistra ha assunto la faccia seriosa di chi si occupa con competenza di risanamento dei conti, senza concedere nulla ai numerosi segnali d’allarme lanciati dalla società e in questo modo ha rinunciato ad ascoltare la società stessa, preferendo assumere l’atteggiamento (assai snob e paternalistico e assai poco di sinistra) di chi ti governa e ti educa perché «lui sa» qual è il bene per te.
E - d’altra parte - la sinistra antagonista al governo ha tristemente continuato a dispensare i suoi «no» a tutto, senza riuscire in alcun modo a incidere su problemi cronici del nostro Paese quali la carenza di infrastrutture e di un sistema di trasporti integrato, la programmazione di una strategia energetica di lungo periodo, la riorganizzazion e del sistema di smaltimento dei rifiuti, il risanamento del territorio, l’attuazione di una strategia dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, la riorganizzazione del sistema di sicurezza nel territorio nazionale con la semplificazione e la razionalizzazione dei nostri corpi di polizia (siamo l’unico Paese al mondo con almeno una decina di corpi separati che si detestano e spesso si ostacolano).
Di fronte a questa Waterloo politica, ha ancora senso chiedersi se ci fanno paura gli ex fascisti al governo?
Ha senso fare gli offesi se Berlusconi o la Moratti non partecipano alle celebrazioni per il 25 Aprile? Forse sarebbe più utile - nel mantenere il riferimento ai valori della democrazia fondata sulla resistenza antifascista - smettere di «celebrare» la memoria e cominciare a lavorare sulla memoria stessa per fare sì che questa diventi uno strumento utile per interpretare la realtà del presente. Oggi, che si affaccia sulla scena politica un partito nuovo (ed è veramente nuovo) come il Pd, radicato nel territorio, con un seguito consistente e con una prospettiva di cinque anni di lavoro organizzativo e di opposizione costruttiva; oggi, che al governo c’è una destra che non compie l’errore di richiamarsi al passato remoto delle radici fasciste, oggi è possibile costruire un ragionamento più compiuto sulle ferite lasciate in questo Paese dal suo passato fascista.
Lo si dovrà fare per forza, perché si affaccia nel breve periodo l’inderogabile compito di mettere mano a una revisione profonda della nostra Costituzione, e se la sinistra rimarrà legata a una visione retorica e celebrativa del passato non riuscirà a contribuire in prospettiva e a incidere sull’elaborazione di un patto costitutivo condiviso.
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I mostri del capitalismo municipalizzato
Sul capitalismo municipalizzato si gioca una partita importante, capace di condizionare il futuro del mercato italiano. Alemanno, appena eletto sindaco di Roma, disse che i vertici di Acea, come delle altre municipalizzate, avrebbero dovuto, per correttezza, dare le dimissioni. Aveva ragione (lo scrivo a ragion veduta, avendo, in caso analogo, dato io le dimissioni). Poi ha corretto il tiro, affermando che della questione si sarebbe dovuto parlare anche con i soci di minoranza.
Ma cos’è, Acea, come altre aziende simili, una municipalizzata od una società privata? Risponde al comune o al mercato?
Il fatto è che si sono creati degli animali misti, divenuti autentici mostri. Acea è stata quotata in borsa, ma il comune ne continua a possedere il 51%, e difatti ne nomina gli amministratori. Il “mercato” non è niente e nessuno, cosa di cui i suoi nemici di ieri ancora non si capacitano. Così va a finire che per ascoltare la voce del fantasma si vada a chiedere alla Suez, che ha azioni per l’8%, alla banca Schroeders (4,9) ed a Caltagirone (2,9). Ammesso e non concesso che siano quote cumulabili, arrivano al 15% del capitale, in un’azienda che si regge grazie al fatto che i cittadini di Roma, proprio in quanto cittadini, pagano l’acqua e la corrente elettrica, dopo avere pagato gli investimenti necessari per creare l’Acea.
E vale lo stesso discorso per tutte le altre ex municipalizzate, oggi quotate. Sono mostri che fingono di non rispondere alla politica, popolati da mandarini lottizzati ed autoreferenti. Non solo, allora, i vertici dovrebbero dimettersi, perché non è pensabile restino fino al 2010 avendo perso il rapporto fiduciario con l’azionista che possiede la maggioranza assoluta, ma lo stesso azionista, il comune, dovrà porsi il problema di conciliare il protrarsi di un tale equivoco patrimoniale con la realtà di un debito enorme e non estinguibile. Delle due l’una: o è un servizio pubblico, quindi una municipalizzata che si adegua a criteri di socialità (quali?), e pertanto risponde alla politica, oppure è una società che persegue il giusto profitto, governata dagli azionisti, fra i quali non ci sarebbe ragione di vedere un comune che deve far pagare ai cittadini l’immane costo del debito. Darwinianamente parlando: o l’animale misto si evolve, o si estingue.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
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Governo Berlusconi quater: un Esecutivo (anche) di laici, liberali, liberalsocialisti
di Luca Bagatin
Ci voleva un Governo di centrodestra per avere ben 3 ministri liberalsocialisti, un radicale e molti laici al punto che Luca Volontè dell'Udc, su "Libero" dell'8 maggio, polemizza denunciando la pressoché totale assenza dei cattolici impegnati in politica.
Ci voleva un nuovo Governo Berlusconi per far strabuzzare gli occhi a tutti noi laici, liberali, repubblicani che sino all'altro giorno lo vedevamo come il fumo negli occhi (ma mai tanto quanto la compagine "democrat-cattocom" prodiana) e che sospettavamo avrebbe aperto ad un Governo di inciuci con Veltroni & Co. che spazzasse via tutte le nostre battaglie e la nostra storia autenticamente civile ed occidentale.
Ed invece, con l'ottimo Maurizio Sacconi al Welfare ed alla Salute, con i liberalissimo e storicamente liberalsocialista Renato Brunetta all'Innovazione tecnologica (già consigliere economico del Governo Craxi negli anni '80), Franco Frattini agli Esteri (ma non ci sarebbe dispiaciuta nemmeno la pasionaria Margherita Boniver), il radicale Elio Vito ai Repporti con il Parlamento e la laicissima e impegnatissima Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, ci riteniamo davvero rassicurati e, diciamolo pure, pressoché totalmente soddisfatti ed entusiasti.
E ci sentiamo ancor più rassicurati se pensiamo che la scalmanata e parolaia Lega Nord si è beccata i ministeri meno influenti con Bossi al Ministero del Federalismo e Calderoli a quello della Semplicifazione (costituiti "ad hoc" e praticamente inutili). L'unico leghista ad avere un Ministero di peso è il moderato Roberto Maroni (che pur fu "scalmanato" negli anni '70 quando militava in Democrazia Proletaria che purtuttavia era un movimento libertario) che fu tutto sommato un discreto Ministro del Welfare che si avvalse della collaborazione del compianto riformista e giuslavorista Marco Biagi, sempre con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio).
Stendiamo invece un velo pietosissimo per la scelta di Tremonti alll'Economia e temiamo che con un anti-liberista e anti-mercatista come lui sarà assai difficile ridurre la spesa pubblica improduttiva e gli enti inutili (lo abbiamo già visto all'opera dal 2001 al 2006).
All'Economia infatti avremmo preferito Renato Brunetta o Daniele Capezzone (quest'ultimo quantomeno come sottosegretario).
Altro velo pietoso per la scelta della soubrette Mara Carfagna nella compagine governativa. Riteniamo infatti che non abbia alcuna competenza politica e la sua bellezza fisica è pari alla sua inesperienza. Tanto più che si troverà a reggere il Ministero per le Pari Opportunità e ci chiediamo se le signore e le ragazze italiane si sentiranno effettivamente rappresentata da una donna che sino all'altro giorno si è occupata esclusivamente di Spettacolo (per quanto, diciamocelo, il Dicastero delle Pari Opportunità è assolutamente inutile).
Per il resto, ottima la scelta dei ministri giovani ed appassionati (penso ad esempio a Giorgia Meloni, che pure ha idee pressoché totalmente opposte alle mie, ma non posso negarle passione e serietà) alcuni dei quali saranno delle vere e proprie scoperte in quanto sostanzialmente sconosciuti politicamente.
Sulla bontà del programma della compagine governativa, poi, non ci sono dubbi: abolizione delle Province e degli enti inutili, antica battaglia repubblicana di Ugo La Malfa,
detassazione degli straordinari e sostegno ai salari, completamento della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; riduzione della spesa pubblica, abolizione dell'Ici sulla prima casa.
Sembra il programma di un governo di Nuovo CentroSinistra più che di uno di Centrodestra!
E bene, dai, in una scala di valori da uno a dieci diamo un bel 7a questo Governo Berluisconi quater che peraltro sta seguendo l'ottima strada intrapresa dai partiti liberaldemocratici e "conservatori" (anche se il termine mi appare assai improprio) occidentali già solcata prima di lui da Sarkozy, David Cameron e John McCain: ovvero rigettare i valori della destra tradizionale e aprirsi ai valori laici, liberali e libertari andando oltre la destra e la sinistra tradizionale.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" arretra in tutta Europa e financo nella tradizionalmente social burocratica Svezia. Ovviamente tranne in Spagna vista e considerata infatti la gestione liberale del socialista Zapatero.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" (anche se è ormai del tutto improprio parlare di "destra" e di "sinistra") è e sarà destinata alla sconfitta nei prossimi anni, in quanto arroccata su posizioni meramente conservatrici, stataliste e socialburocratiche che garantiscono solo chi è già garantito.
Per questo, come nei gloriosi anni '80, vincerà e governerà seriamente solo chi sarà capace di mettere in piedi governi in grado di risollevare l'economia con dinamismo, capaci di ridurre le spese inutili e di garantire sicurezza ai cittadini senza entrare però nella loro vita privata e sotto le loro lenzuola, capace di garantire diritti civili nel pieno rispetto dei doveri. La sfida, ormai, non è più fra "destra" e "sinistra" ovvero fra "conservatori-popolari" e "progressisti-socialdemocratici", bensì fra Liberali e Conservatori e noi, da anni dalla parte delle libertà e dell'individuo, ci schieriamo sempre e comunque  con i primi, consapevoli che il presente ed il futuro si giocano sulla creatività dei singoli piuttosto che sull'inefficienza degli Stati accentratori.
Luca Bagatin -
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
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Quel duello è un déjà vu
di Paolo Franchi Corriere della Sera 9 maggio 2008
Se è lecito formulare un invito amichevole e disinteressato al Pd e, più in generale, a centrosinistra e sinistra, consiglieremmo di evitare come la peste il rischio di cadere nel ridicolo. Un rischio serio.
Perché non si parla di una possibilità tutto sommato remota, o di qualche smagliatura di troppo, ma di qualcosa che sta già capitando. Come se una sconfitta più grave ancora di quanto dicano i risultati elettorali non avesse insegnato proprio nulla, e tanti, troppi, piuttosto che fermarsi a riflettere con la necessaria umiltà si lasciassero prendere da una coazione a ripetere tanto grottesca quanto, a quel che sembra, irrefrenabile. Lasciamo pure da parte, dunque, interrogativi epocali come quello avanzato ieri in un titolo del Manifesto, secondo il quale la sinistra radicale dovrebbe finalmente prendere il toro per le corna, risolvendosi una volta per tutte a stabilire se sta con Massimo, inteso come Massimo D'Alema, o con Tarzan, inteso come il protagonista di tante occupazioni di case a Roma («E' vietato, ma Tarzan lo fa» recitava il suo slogan elettorale) che oggi siede solo soletto nell'aula di Giulio Cesare.
E lasciamo perdere anche le velenose disfide sotterranee per guadagnarsi una poltrona nel costituendo governo ombra in cui, apprendiamo dalle cronache, sarebbero impegnati molti valorosi esponenti del Pd, a quanto pare immemori del fatto che lo shadow cabinet all'italiana faceva già sorridere quando il Pci se lo inventò sul finire degli anni Ottanta, e del tutto impermeabili all' idea che faccia sorridere ancora di più vent'anni dopo, quando, oltre tutto, il governo vero Silvio Berlusconi lo mette su in una manciata di giorni. Parliamo, piuttosto, di cose serie: di cose serie che però si presentano in un alone di ridicolo, senza per questo risultare particolarmente divertenti.
E cerchiamo di parlarne pacatamente, evitando di rifugiarci nell'antico adagio marxiano secondo il quale nella storia le tragedie si ripresentano sì, ma in forma di farsa.
Gli interessati fieramente lo negano, ma non c'è bisogno di attaccarsi ai più scanzonati dei retroscena giornalistici per prendere atto che la sconfitta elettorale ha riaperto, nel Pd, il più antico e classico dei duelli postcomunisti, quello che, tra una tregua d'armi e l'altra, da vent'anni e passa - ma verrebbe da dire: da una vita - vede protagonisti Massimo D'Alema e Walter Veltroni. C'è in proposito una letteratura sconfinata, che scandaglia ogni aspetto, politico e ancor prima umano, della contesa, e minuziosamente ne registra ogni passaggio, talvolta cercando di darle un senso compiuto, più spesso limitandosi alla cronaca, seppure assai particolareggiata.
Chi vuole può consultarla. Ma temiamo che la platea degli appassionati all'argomento si sia, con il trascorrere degli anni, vistosamente ridotta, e, soprattutto, che il risultato di queste elezioni non sia il miglior viatico per rimpinguarla. Nemmeno in quel 30% e passa di elettori che hanno votato per il Pd.
E che probabilmente non sono proprio entusiasti all'idea di assistere all'ennesima puntata di una storia inutilmente infinita, che si dipana sempre secondo il medesimo copione, con gli stessi primattori e, grosso modo, gli stessi comprimari. Tutti un po' invecchiati e più stanchi, ma non per questo disposti a deporre le armi. Nonostante il Pci non ci sia più, e neanche il Pds e, se è per questo, non ci siano più nemmeno i Ds, e il grosso della famiglia sia trasmigrato in un più ampio partito contenitore guidato da Veltroni. Colpisce, stavolta, la rapidità inusitata con cui D'Alema ha riaperto ostilità che a dire il vero non si erano mai chiuse, ma soltanto sopite: nemmeno il tempo di leccarsi le ferite, di rincuorare le truppe, di cominciare a guardarsi un po' dentro, di stabilire, tutti insieme e ciascuno per sé, quali siano le origini e le responsabilità della sconfitta.
Ma colpisce anche il merito strategico, chiamiamolo così, della contesa: se cioè (tesi D'Alema) si debba ritornare al degasperiano «Mai soli», o alla togliattiana strategia delle alleanze, e quindi aprire tutti i canali possibili, con la sinistra radicale ma pure con l'Udc e anche con la Lega, di nuovo «costola della sinistra», nella speranza che prima o poi il centrodestra ricominci a litigare; o se piuttosto (tesi Veltroni), si debba restare fedeli all'ispirazione originaria del Pd, riassumibile nell'aureo motto «Meglio soli che male accompagnati», senza per questo cedere, ci mancherebbe, alla tentazione dell'autosufficienza. Non è necessario imbarcarsi in ragionamenti particolarmente seriosi per sottolineare che il Pd e soprattutto i suoi elettori - quelli conquistati dalla novità del progetto così come quelli del voto utile - avrebbero diritto, in materia di tattica e di strategia, a un confronto un po' più sostanzioso. Di quelli, per intenderci, che si aprono, dopo una sconfitta, in un partito vero, non liquido e nemmeno gassoso, non plebiscitario e nemmeno oligarchico, ma dotato delle sedi istituzionali per discutere, contarsi e decidere che cosa e chi rinnovare.
Confronti duri, talvolta anche drammatici, e non sempre ispirati ai canoni della «bella politica». Ma raramente esposti al rischio del dèjà vu, che in politica, come nella vita, minaccia sempre di trascolorare nel ridicolo.
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Se la gente non capisce più i politici
di Francesco Ramella La Stampa 9 maggio 2008
Uno dei temi ricorrenti nelle riflessioni sulla sconfitta elettorale del centro-sinistra riguarda la diaspora dei ceti popolari. Si tratta di una questione non nuova, se solo si pensa alla ventata populista degli ultimi due decenni. Che, non casualmente, ha avuto forti componenti di protesta anti-intellettuale e anti-oligarchica, per lo più contro l’establishment di sinistra. Ritenuto incapace di capire i bisogni, materiali e immateriali, delle «persone comuni».
Questa crisi di rappresentanza - evocata efficacemente da Lucia Annunziata - ha due versanti: da un lato difficoltà d’ascolto e di comprensione, dall’altro difficoltà di linguaggio e comunicazione. Oltre che in problemi di strategia politica, questo allontanamento dall’elettorato popolare affonda le radici nei mutamenti avvenuti nella struttura organizzativa dei partiti di centro-sinistra e nei criteri di selezione e di professionalizzazione del loro ceto dirigente.
I partiti di massa hanno rappresentato uno straordinario strumento di inclusione politica dei ceti svantaggiati. La loro scomparsa ha sensibilmente ristretto l’accesso di questi ultimi alla sfera pubblica. Non dimentichiamolo: i giornali, le televisioni, le associazioni volontarie e spesso pure i movimenti sociali rappresentano dei canali di partecipazione quasi esclusivamente per le classi medie e superiori. Dotate delle risorse sociali ed educative che consentono di prendere parte attivamente alla vita politica.
Questa esclusione dei ceti popolari dalla sfera pubblica è ulteriormente rafforzata dall’ampliamento della forbice sociale tra rappresentati e rappresentanti.
Parafrasando Christopher Lasch, si potrebbe parlare di una «secessione delle élite» che si isolano dalla vita delle «masse popolari». Sempre di più, infatti, la classe politica, anche a livello locale, si configura come una sorta di neo-notabilato, la cui estrazione sociale si discosta notevolmente da quella dell’elettorato. Soprattutto dalle sue parti meno affluenti. Quasi la metà dei sindaci provengono dalle professioni intellettuali e liberali o (in misura minore) dal mondo dell’impresa privata. Vent’anni fa le percentuali erano la metà.
A ciò si aggiunge una crescente «professionalizzazione intellettuale» della carriera politica - collegata solo parzialmente alla tecnicizzazione degli incarichi e all’innalzamento generale dell’istruzione - che tende a inasprire il gap verso l’elettorato popolare. Creando una distanza di linguaggio, di stili di vita e di riferimenti culturali che si trasforma in estraneità sociale. Questa intellettualizzazione della rappresentanza ha interessato soprattutto la sinistra.
Anche nel Pci esisteva una forte inclinazione intellettuale della dirigenza, con tratti di snobismo culturale (l’ha ricordato nei giorni scorsi Galli della Loggia).
E tuttavia il suo profilo di massa forniva al Pci un potente antidoto: una ramificazione organizzativa che lo ancorava saldamente ai territori e agli ambienti popolari. Offrendo a questi ultimi dei canali autonomi di espressione, attraverso la militanza e gli incarichi istituzionali, attribuiti anche a chi non aveva elevate credenziali educative. Ancora sul finire degli Anni 80, ad esempio, un terzo dei sindaci e quasi metà degli assessori comunisti possedevano al massimo la licenza dell’obbligo.
Percentuali superiori a quelle degli altri partiti. Oggi nei ranghi del Pd gli amministratori con titoli di studio medio-bassi (quelli posseduti dai due terzi degli italiani) si sono drasticamente assottigliati: tra i sindaci al 9% (media nazionale di tutte le liste: 14%), tra gli assessori al 14% (media: 25%), tra i consiglieri comunali al 18% (media: 29%). A partire dagli Anni 90, una tendenza analoga si è registrata anche nella membership dei Ds e, c’è da scommetterci, essa si riprodurrà anche nel nuovo Partito democratico.
Naturalmente non si tratta di stigmatizzare questi processi, che possiedono anche aspetti positivi. E tuttavia si deve essere consapevoli che segnalano una crisi della militanza popolare, che inevitabilmente complica i rapporti con questi ceti. Tanto più che i meccanismi di carriera all’interno dei partiti spingono sempre più a una formazione dei nuovi quadri orientata verso gli incarichi amministrativi, trascurando invece l’ascolto del territorio e le funzioni di rappresentanza sociale.
 
 
POL - Campidoglio, Rutelli e quella "rottura" delle consulenze d'oro
 
Roma, 22 apr.2008 (Velino)
Solo “una multa”, non una sentenza. E peraltro una gran “rottura di palle” visto che riguarda una storia “vecchia ormai di quindici anni”. Il candidato a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, definisce così la decisione della Corte dei Conti, che nel 2000 impose alla sua amministrazione un risarcimento complessivo di 3 miliardi di vecchie lire per eccesso di spesa nelle consulenze della giunta capitolina. Cifra poi ridotta dalla Corte di Cassazione a 500mila euro, di cui oltre 60mila a carico di Rutelli.
Al microfono di Radiosei, rispondendo a un ascoltatore, l’ex sindaco ha detto invece che la sanzione ammontava a circa “40mila euro”, cifra raccolta “con una colletta”. D’altra parte, ha ironizzato Rutelli, “se avessi dovuto restituire un milione di euro avrei dovuto lavorare in miniera per parecchi anni”.
I collaboratori di cui si avvaleva il Campidoglio, ha spiegato ancora Rutelli, non godevano di “stipendi d'oro” e certamente “erano in numero inferiore rispetto a quelle di cui si avvaleva Gianni Alemanno quando era ministro dell’Agricoltura. “Altro che consulenze d'oro - ha detto Rutelli -, non c'era nè tredicesima nè altro. Invece che quelle consulenze, andiamo a vedere il numero di consulenti che ha avuto Gianni Alemanno da ministro dell'Agricoltura”. Abbandonando i toni da bon ton, il candidato del Pd ha infine detto che è impensabile che gli “si rompa le palle” per una storia che “risale ormai a quindici anni fa”.
Radicalmente opposta la prospettiva del deputato Pdl Francesco Giro. “Rutelli avrebbe fatto meglio a non candidarsi - ha detto il coordinatore laziale di Forza Italia -.
È stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale per sette consulenze d'oro a pagare oltre un miliardo di vecchie lire, e dopo aver fatto ricorso è stato ricondannato con sentenza definitiva nel 2006. Mi chiedo - ha aggiunto Giro - se Rutelli per candidarsi alle amministrative abbia pagato la quota dovuta, perché altrimenti sarebbe ineleggibile. Non mi risulta che abbia pagato - ha concluso - ma spero che lo abbia fatto. E se ciò è avvenuto comunque ha pagato a 30 giorni dalla ufficializzazione della candidatura, una cosa grottesca e di cattivo gusto”.
La sentenza 1545/2000 della Corte dei Conti lascia poco margine all’interpretazione.
Nel testo redatto dalla sezione giurisdizionale per la Regione Lazio presieduta da Vincenzo Bisogno “condanna” il sindaco, diversi esponenti della giunta e dirigenti “al pagamento a favore dell’Erario, beneficiario il Comune di Roma della somma complessiva di lire 2.238.664.265 oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese giudiziali”.
A finire nell’occhio del ciclone furono alcuni “contratti d’oro” come quelli della segretaria particolare del sindaco (236 milioni delle vecchie lire), del coordinatore dello staff del primo cittadino (275 milioni) e quello del consulente del sindaco nel campo dell’immagine, della comunicazione e delle pubbliche relazioni (122 milioni). Incarichi “ad personam”, conferiti secondo i magistrati contabili “in violazione dei doveri di servizio e della normativa vigente” e per i quali invece il sindaco poteva utilizzare il personale interno del Comune.
La Corte dei conti, perciò, chiese il risarcimento alle casse comunali di 3 miliardi e 329 milioni di lire. In particolare, a Rutelli fu chiesto di restituire un miliardo e 251 milioni di lire e gli altri due miliardi alla giunta. E tra gli assessori condannati a pagare figurava anche la responsabile del Bilancio, Linda Lanzillotta, moglie dell’ex ministro della Funzione pubblica Franco Bassanini, che con la sua legge del 1997 consacrò la possibilità per sindaci, presidenti di Provincia e di Regione di costituire staff di consulenti esterni. In appello la magistratura contabile confermò la condanna, ma con uno sconto del 70 per cento sui rimborsi. La legittimità degli “addebiti risarcitori” venne poi riconosciuta definitivamente a gennaio del 2006 dalla Corte di Cassazione. Così sindaco e assessori furono condannati a versare all'erario oltre 500 mila euro, di cui oltre 64 mila a carico dell’ex sindaco Rutelli.
Questa la lista completa dei condannati dalla magistratura contabile:
“1) RUTELLI Francesco, Sindaco del Comune di Roma; 2) TOCCI Walter, assessore alle politiche della mobilità e della Polizia Municipale del Comune di Roma; 3) LANZILLOTTA Linda, assessore alle politiche finanziarie del bilancio e delle risorse del Comune di Roma; 4) MONTINO Esterino, assessore alle politiche dei lavori pubblici e manutenzione urbana del Comune di Roma; 5) CECCHINI Domenico, assessore alle politiche del territorio del Comune di Roma; 6) LUSETTI Renzo, assessore alle politiche del personale e della qualità organizzativa dei servizi del Comune di Roma; 7) DEL FATTORE Sandro, assessore alle politiche dei servizi informativi e tecnologici del Comune di Roma; 8) DE PETRIS Loredana, assessore alle politiche della qualità ambientale del Comune di Roma; 9) CARDUCCI ARTENISIO Francesco, assessore alle politiche del turismo e grandi eventi del Comune di Roma; 10) PIVA Amedeo, assessore alle politiche sociali e dei servizi della persona del Comune di Roma; 11) BORGNA Giovanni, assessore alle politiche della cultura del Comune di Roma; 12) SANDULLI Piero, assessore alle politiche dei servizi informativi e tecnologici del Comune di Roma; 13) FARINELLI Fiorella, assessore alle politiche educative e dell'infanzia del Comune di Roma; 14) MINELLI Claudio, assessore alle politiche economiche e delle attività produttive del Comune di Roma; 15) BARRERA Pietro, dirigente superiore, capo di gabinetto del sindaco del Comune di Roma; 16) GAGLIANI CAPUTO Vincenzo, Segretario generale del Comune di Roma; 17) BIOLCHI Stefania, dirigente, responsabile del servizio del Comune di Roma; 18) LORENZETTI Fortunato, dirigente, responsabile del servizio del Comune di Roma; 19) FENU Alberto, dirigente superiore, responsabile del servizio del Comune di Roma".
(Mara Rigola) 22 apr 2008 17:19 edizione completa Stampa l'articolo  « torna indietro
 
Roma Porcona
'O pesce fete da 'a capa
"Il Sindaco di una città o di un porcile?"
 Tra gli anni 2006 e 2007 il cittadino Lucio Russo scrive a R. Giomini del Comune di Roma e ai media e come Russo moltissimi romani,
arriva una marea di commenti: 

Poprio mentre mi accingevo a diramare la nota Roma Porcona, ricevo p.c. una lettera inviata dallo Studio Ing. Lucio Russo a R Giomini del Comune di Roma.
Argomento l'inaudito degrado, il faraonico spreco sulla pelle dei contribuenti romani, l'immobilismo delle istituzioni locali, tutte, unitamente ad un intollerabile Regime in cui noi cittadini affoghiamo a causa del protervo senso del potere clientelare con cui il Comune di Roma si fa scudo a cominciare dai "Primi Cittadini" a finire all'ultimo scopino. Ciò lo dichiaro da fondatrice, e per anni coordinatrice dei Comitati dei Sindaci, quindi, conoscendo bene quali siano i compiti dei Primi Cittadini d'Italia.
Scrive l'ingegner Russo: Il Sindaco di una città o di un porcile?
Il nostro Sindaco, così dedito alla città era tornato da un viaggio (misterioso) per assistere alla demolizione della villa nel parco dell'Appia Antica (a proposito come mai questo furore dopo anni ed anni di inerzia assoluta? Forse per il decreto annunciato dal Governo?).
Ieri era in prima fila da Peres a Tel Aviv a stringere mani ai grandi del mondo, Clinton in primis (ma chi paga questi viaggi sicuramente in prima classe e in alberghi extra lusso come si conviene ad un compagno doc? Il Comune di Roma? Cioè noi contribuenti romani?). Complimenti al Sindaco di Roma! E al suo esercito di incapaci che dovrebbero "coprirlo" quando lui è così altrimenti ed altrove impegnato.
Apprendo da una intera pagina del Messaggero (ci stiamo impossessando dei media, altro che Berlusconi!) che il ns Sindaco, che nel 2001 annunciò la "rivoluzione d'Ottobre" per la pulizia della città -affidata al più incapace tra gli incapaci al secolo Tabacchiera- (detto dai romani Sputazziera....) a tutt'oggi miseramente fallita, si dedicò ad ispirare e a lavorare alla "Road Map". Anche così tradendo il mandato che gli avevamo ingenuamente affidato.
Noto che il Signor Sindaco continua a far politica e a disinteressarsi della Città. La nostra delusione è profonda. Siamo in tantissimi e di diversa colorazione politica. Perchè noi abbiamo votato un Sindaco e non un politicante "pro domo sua". Quindi, alla cortese attenzione del Sidaco di Roma: 
Esimio &d Egregio Signor Sindaco,
Lei è stato a New York anche, ho letto, per rilanciare il turismo americano nella nostra città. Vorrà che gli americani trovino la città con tutte le immondizie cristallizzate di cui Le accludo un dossier fotografico (incompletissimo e ripreso solo dalle mie parti)?: Riconoscerà viale Tor di Quinto, i Parioli, il centro storico, sommersi dalle immondizie, (ho inviato con regolarità ampi analoghi dossiers ai malcapitati Presidenti dei relativi Municipi).
La Rivoluzione dell'Ottobre 2001, quindi, è da un pezzo miseramente fallita. Se ne avrà in mente un'altra la farà ancora con al fianco il superincapace sussiegoso Tabacchiera? O forse già pensa alla Presidenza del Consiglio e questi problemi della città la disturbano e la annoiano?
Cordialmente, da un povero malcapitato cittadino e le migliaia di amici e conoscenti che pensano esattamente come lui
. Lucio Russo.
***
Primo Mastrantoni, segretario Aduc ha dichiarato:
Tornano le gabelle medioevali a Roma. Che i ristoratori facciano i loro affari è stranoto, che il Comune di Roma debba fare quelli dei cittadini dovrebbe essere un dato acquisito ma non lo è. Con un accordo tra le associazioni dei ristoratori e l'assessore capitolino al commercio è stato deciso che nel menù ci sarà anche la voce "pane e coperto". Certo la categoria-corporazione è forte, fra poco ci sono le elezioni e quindi è bene tutelare chi non ne ha bisogno. Noi lanciamo la campagna: boicottate i ristoranti che hanno la voce "pane e coperto". Appena scoperta la gabella invitiamo i consumatori ad alzarsi e andarsene.
Altro che lo "scandalo", ha scritto la lettrice, della giornata della ciotola di latte ai gatti e non ai barboni e le esche avvelenate ai gatti randagi del rione Parchi della Colombo....
e Vittorio Bossi, "Onore ai Fatti seri: Cornuti & mazziati"
Leggo il Sole24ore principalmente per motivi professionali, in aggiunta il Corriere della Sera.
Senza volere fare del moralismo ritengo che tutto ciò che tu scrivi porti ad una conclusione. Oovvero nel nostro meraviglioso paese si sente la necessità di un po' di aria pulita, tu porti a conoscenza e approfondisci fatti e situazioni che francamente in un paese normale non dovrebbero essere la quotidianità, ma bensì fatti eccezionali. Trovo che la tua Filosofia Napoletana e le citazioni in napoletano riescono sempre a dare il giusto connotato alle cose.
Vittorio Bossi
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Leonardo Sciascia nel suo formidabile "Il giorno della civetta"
divide le persone in cinque categorie. E' un pezzo celeberrimo, ma sempre gradevole da rileggere e meditare "... l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini, i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito...
E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre....
E solo grazie a questa voglia di giustizia che la nostra società và avanti. Bene. Bisogna proseguire con equilibrio e passione.
Fiore Tartaglia
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Nel telegiornale Teleroma56 di questa sera, in onda alle 19.45 e alle 24.00,
un servizio sullo scandalo delle mense scolastiche. Si parlerà della grave tossinfenzione alimentare nelle mense di Ottavia di sei anni fa con la testimonianza diretta di alcuni dei tanti genitori che hanno avuto il coraggio di denunciare la ditta appaltatrice senza ricevere alcun sostegno dal Comune di Roma e dal Muncipio XIX.
Comitato genitori Municipio XIX aderente al Coordinamento Comitati Roma Nord
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"Ha scritto Paolo Manfredi a Piero Ostellino, argomenti applicabilissimi anche ai Governi locali,
"Sì, c'è una forma di egemonia di cui nessuno parla, ma che mortifica il cittadino e rallenta la modernizzazione del Paese. A 60 anni dalla caduta del fascismo - e a 15 dalla crisi del comunismo internazionale - la cultura politica dominante, la natura dell'Ordinamento giuridico, la struttura socioeconomica sono ancora collettiviste, stataliste, dirigiste, corporative; in una parola, illiberali. L'Italia conserva del totalitarismo comunista e dell'autoritarismo fascista il pregiudizio ideologico e le chiusure sociopolitiche e socioeconomiche nei confronti dei diritti soggettivi naturali della Persona... Per rilanciare l'economia e la società del nostro Paese è necessario liberarlo da timbri e ceralacche anacronistiche, da scribi e da falangi corporative. La esorto a continuare questa battaglia e la ringrazio per la franchezza inmediata delle sue argomentazioni. C'è una forma di egemonia di cui nessuno parla, ma che mortifica il cittadino e rallenta la modernizzazione del Paese.
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Gentile Giuliana,
ricevo la tua nota settimanale, bene, perlomeno leggo qualche cosa di interessante e, in aggiunta, le esclamazioni e i commenti in Napoletano sono veramente piacevoli. Cordialità Vittorio
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Roma: Edicole ladrone?
Sto conducendo, per amor di cittadinanza, una personale inchiesta sui mali e sui disservizi che affliggono il Centro Storico di Roma e sui mal funzionamenti di troppe strutture pubbliche e, la mattina di giovedì 14/10/04, iniziando i miei giri, mi sono fermata a moltissime edicole del centro per acquistare il Corriere.
Mentre mi spostavo tra vari rioni, dalle ore 8 e 20 alle 13, mi chiedevo come mai, proprio il giorno che il Corsera dava in regalo il libro sulle ricette, decine di edicolanti, rispondevano come un sol uomo: Il Corriere è esaurito. A che ora? Chiedevo. Alle 8 è stato il coro dell'Aida, unanime, degli edicolanti. Allora mi sono spostata in tre quartieri prossimi al Centro Storico: Stessa solfa. Tutti, dicansi decine di edicolanti, avevano esaurito il Corriere alla stessa ora. Alle 8.
So di molti uomini che, acquistando il Corriere mentre si recano al posto di lavoro, hanno lasciato all'edicola il libro in quanto non dotati di virtù o curiosità culinarie mentre ad alcune amiche che vanno al lavoro alle 7 e 30, e ci tenevano ad avere il libro, i loro edicolanti, già a quell'ora, hanno risposto: Il Corriere è esaurito.
Perplessa anzichè no, e per amor di indagine, ho chiesto ad alcuni edicolanti: e quando sarà possibile avere il libro? Tra 15 giorni, ma a pagamento. Provi domani che forse alcune copie a pagamento le trova. Ora, senza voler essere malfidati ad ogni costo, ogni volta che un quotidiano da' un libro in omaggio, succede, a Roma, lo stesso identico "fenomeno". Succede che il libro del giorno prima, e prima della ristampa, lo si trovi, a pagamento, il giorno dopo. Accadde, poco tempo fa anche con Libero e il libro sul fascismo, e proprio nello stesso giorno in cui fu pubblicata una intervista fatta, immagino ad hoc, dal vicedirettore di Libero, Renato Farina, allo storico e allievo di De Felice, Paolo Mieli. Edicole ladrone? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina dice qualcuno con la gobba.
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Prossimamente, con "Roma porcona dei delitti & delle pene",
illustrerò, con tanto di denuncia penale presentata alla Procura della Repubblica, il tentato omicidio, intenzionale, da me subìto da due coniugi "gattari" di cui, il "gattaro", è un ex magistrato in pensione. Le "ragioni" del tentato omicidio? Il mio tentare, invano, da un anno e mezzo, e solo con mezzi istituzional-legalitari, di fare rispettare le regole e le norme igieniche e sanitarie che le "gattare" hanno l'obbligo di osservare. Certo scatolame per animali, abbandonato per strada, genera ogni tipo di insetti, addirittura le sanguisughe. Ma, Roma porcona, istituzioni romane, e certi giornali, se ne fregano di quanti operano legalitariamente per l'igiene dei minori, dei cittadini e per il decoro della Capitale d'Italia. E poi, sono in vista le elezioni Amministrative e le clientele, le gattare e i commercianti di scatolame compresi, non vanno disturbati dalle strutture pubbliche del sindaco Veltroni organizzatore de "La marcia delle gattare".
A Roma guai a chi si rivolge alle clientele istituzional-elettorali. Rischia di restarci secco. Con l'incoraggiamento ed il trionfo delle illegalità. GD'O
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Rincorrerli con lo sterco.
Roma porcona ci lasci almeno questa soddisfazione! Esasperati dallo stillicidio di tasse e imbrogliate gabelle sfornate a ruota libera dal ghiotto imperatore Vitellio faraonicamente aureolatosi successor di Nerone, è storicamente dimostrato che i "romani de Roma" lo abbiano inseguito per il Lungotevere la sera del 20 dicembre del 69 d.C. gettandogli gran manciate di sterco in faccia prima di affogarlo nel fiume. Ora io non pretendo che in questi tempi di asettiche convenzioni sociali impregnate di ladroneggia furfanteria si faccia la stessa cosa sporcandosi le mani con coloro che studiano il modo di dissanguare il nostro borsellino della spesa. Ma giunti a questo punto, sarrebbe tanto sbagliato aspettare al varco qualcuno di questi spregiudicati estortori (quando fa buio e lontano dai Carabinieri) con un pitale riempito tra le mani? Adalberto Pizzato
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E' urgente che il legislatore adotti misure per far valutare periodicamente d'ufficio, tra l'altro,
lo stato di salute mentale di coloro che sono preposti ad indagare, valutare e condannare gli altri: i magistrati. Un magistrato, peraltro di Suprema Corte, che se ne va in giro per l'ufficio a tastare il culo alle impiegate indica quanto sia importare preventivamente valutare lo stato di salute mentale di chi deve inquisire o giudicare gli altri.
E' anche importante che chi ritiene di aver subito un torto da un magistrato lo denunci alle competenti Autorità così come hanno fatto le donne palpate da quel magistrato supremo. Giorgio Bernardi.
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Non sono pazzi, sanno quel che fanno.
Rocco Giudice
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D'Olcese, come sempre complimenti per l'ottimo e raro lavoro.
Mi fa sempre un grandissimo piacere ricevere le sue preziose note perchè mi tengono informato su tanti argomenti che a me piacciono moltissimo.... mi raccomado continui così che è davvero bravissima.... se posso essere utile per qualsiasi cosa, non esiti a scrivermi, ne sarei onorato.
Luca Bosca
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I signori omicidi e la notte bianca romana... 
A cronaca di Roma del Corriere della Sera ed al suo direttore Goffredo Buccini
La libertà d’informazione è anche garanzia d’indipendenza, io sono viva per miracolo, ma non per colpa della notte bianca ma bensì per un anno e mezzo di lotta al degrado di Roma. Degrado creato anche da due gattari che sono arrivati all'odio assassino nei miei confronti solo perchè li combatto con i mezzi istituzionali e legali.
Ma, a Roma, se si combatte per la città legalitariamente nessuna istituzione ti da' una mano e le cose arrivano a situazioni parossistiche, molto pericolose.
Allego copia della denuncia penale per tentato omicidio sporta nei confronti della coppia di gattari di cui, il gattaro, marito della gattara, è un ex magistrato in pensione,  Adriano Mastellone un ex giudice arrogante violento e assassino con moglie assassina che usano metodi da mafia cinese, schiacciarti a tutta velocità contro un muro.
La mia lettera al Corriere è rimasta lettera morta, naturalmente. Chi combatte il degrado con mezzi legali e rischia la vita o le gambe spezzate a vita non trova ascolto nei giornali che coprono tutte le malefatte di Veltroni e sono i suoi votifici.
Cordiali saluti gd'o
***
"Studio Ing. Russo"
Il maggiore evento culturale europeo dell'anno!!!!!la nottebianca romana....
Avevo cenato, a fatica, alla birreria viennese di via della Croce e verso le 11 e 30 della sera del 17 Settembre mi avviavo a piedi a prendere la macchina parcheggiata sul lungotevere, passato il ponte Cavour, lo spettacolo era impressionante. Gente e sporcizia si confondevano. Osservavo tra la folla straripante volti sgomenti ed allucinati che non si sapeva se andassero chissà dove o se scappassero da chissà dove. Quà e là sentivo esclamazioni del tipo "che casino!". Alcuni negozi erano aperti, illuminati a giorno, e deserti. Gente seduta ai lati delle strade. Nei bar file internìminabili alle toiletts. Mi hanno poi riferito che al mattino del 18 via della Croce, ed immagino il centro intero e tutti i luoghi dove si era svolta la "notte bianca", poteva ben essere detta la via della vergogna tanto affondava nei rifiuti. Fattomi avanti a fatica tra quelle moltitudini e, a differenza di quanto Renzo Arbore ha scritto sul Corriere Roma, con qualche paura, ho raggiunto la mia auto miracolosamente scampata a qualche possiblile disastro.
Sulla strada di casa accendo la radio e cambio più di una stazione. E' tutto un coro di elogi per questa notte che viceversa resta a mio avviso senza senso e barbara altrettanto che bianca. Un certo Gianni Esse o Else o qualcosa di simile rilasciava un'intervista da casa. Sarebbe uscito a momenti per godersi le briciole di questa notte meravigliosa, a suo dire momento di aggregazione in cui tutti socializzano ed alcuni si innamorano (e mettono su famiglia?) E giù a dire che nessuno lo sa ma il Sindaco di Roma è stato eletto (ma da chi?) il miglior sindaco d'Europa. E che questo vorrà pure dire qualcosa! E che poi molti potevano andare con l'Alitalia a Parigi, gemella di Roma in questa notte di sogno, al prezzo di due Euro e mezzo (e ci credo che l'Alitalia è quasi in bancarotta!). E il Sindaco, codazzi di cronisti al seguito (perbacco queste cose si debbono sapere!) a visitare i vari luoghi teatro delle manifestazioni iniziando dalla popolarissima Garbatella e che avrebbe anche lui eroicamente fatto l'alba! Rientrato a casa tutti i TG proponevano l'evento con toni trionfalistici. E il giorno dopo? I residenti del centro e dei luoghi teatro di "fatti e misfatti" si risveglieranno, ammesso che abbiano potuto chiudere occhio con tutto quel frastuono e quel frusciare di gente, in un mare di disordine e di immondizie.
Gli altri, di ritorno alle loro per lo più squallide periferie nulla vi troveranno purtroppo di cambiato.
Gli invalidi con ascensore rotto di "Laurentino 38" saranno ancora impossibilitati ad uscire di casa.
I passeggeri del trenino che porta a Pantano ritroveranno le stesse vetture indecorose ed indecenti e le lunghe attese.
Le piogge provocheranno nuovamente il blocco della circolazione. I marciapiedi e le strade saranno ancora ricettacolo di escrementi canini per padroni maleducati.
I motorini investiranno pedoni ai semafori col rosso infischiandosene di una qualsivoglia regola. Idem sarà per autovetture che si daranno a corse pazze.
Il degrado si estenderà a dismisura come la più incurabile delle malattie. Per averne nozione basterà farsi un giro, a piedi o in bici sul viale della Moschea dove, trattandosi di costruzione recente, viene addirittura il dubbio che il degrado vi sia stato progettato. E il Sindaco si dedicherà imperterrito a scrivere qualche altro libro o riceverà il giovane Elkan per discutere della fornitura di qualche altro "city bus" colorato di giallo sì da avvicinare la "sua" "metropoli" a Londra oltre che a Parigi. Ignorando che Roma è bene che sia solo se stessa. Più ordinata, più disciplinata più pulita, meno degradata. Roma solo di questo avrebbe bisogno.
Non di notti bianche! Per il resto è già la più bella città al mondo.
Lucio Russo
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Giornali e Tv indipendenti da cosa?
La libertà d’informazione è anche garanzia d’indipendenza. La stampa è uno strumento a disposizione di gruppi limitati di potere. E’ riconosciuto quanto la potenza e l’importanza della stampa, sia oggi capace di distribuire i poteri politici, ma è anche qualcosa di più profondo: è espressione sociale.
E’, infatti, importante riflettere e valutare il modo attraverso il quale i giornali via via nel tempo sono venuti al mondo, il modo come hanno potuto mantenersi con lettori e senza lettori, anche; con quali mezzi, influenze e quali disposizioni vivono o, peggio, vegetano. In questo modo si potrà dare una valutazione obiettiva se la stampa sia libera, senza condizionamenti e se abbia dato anche solido apporto di civiltà ed alla cultura. E' tradizione consolidata: un giornale che nasce deve presentarsi ai lettori annunciando programmi ed assumendo impegni. Dovrebbe essere concreto e preciso. L'economia, crediamo sia il primo problema, l'economia che muove la politica e si alimenta di cultura. Per questo il giornale è anche informazione dei fatti economici: per concretezza e per coerenza ai propri impegni civili. E questo significherebbe anche tentare di vedere la politica con occhio nuovo, e ciò che accade nella nostra società con quell'attenzione che badi all'essenza delle cose, riconosca, esamini le cause degli eventi per darne soluzioni possibili, mai definitive, mai imperative.
E' anche un problema di coraggio a costo della solitudine, quando la fedeltà alle cose vere lo impone, e di forti convinzioni quando sono sostenute da dati e da fatti incontestabili. Ma sulla libertà d’informazione l’Italia ha da far lunga strada ancora.
E’ vero che l'Europa occidentale goda del più alto livello di libertà di stampa nel mondo, ma è pur vero che dei 25 Paesi dell’UE, 23 sono considerati liberi, e l'Italia non figura più tra questi! Da questa  analisi è chiaro che la maggior parte dell’informazione sia cartacea che telematica oggi è di appartenenza perché vive problemi e conflitti interni all’editoria. Tocca ai direttori, ai giornalisti riuscire a costruire un giornalismo mai confuso, mai di parte, mai prono ai poteri forti o a pressioni esterne.
I lettori ne raccoglieranno i frutti, cancelleranno la disaffezione alla loro lettura o all’ascolto dei telegiornali. E’ un fenomeno di notevole ampiezza e in verità, con vera soddisfazione possiamo registrare eccezioni alla pletora di fogli e “gazzettieri” condizionati e subalterni. Gli italiani quelli liberi, non plagiabili, capaci di confronti dialettici conoscono ed apprezzano le testate libere, vi si accostano e vi convivono quasi in simbiosi, quotidianamente accostandosi al chiosco della libertà. Sia essa d’esempio per tanti altri fogli, importanti e di tradizione luminosa, di quei giornali che nella storia della Nazione sono stati protagonisti ed hanno lasciato impronte di alto impegno costruttivo perché, siamo certi che oggi la libertà d’informazione è anche garanzia di indipendenza.
Giovanni Venezia
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Da inoltrare a tutti. I Tg corrotti e prezzolati non lo dicono, i giornali nemmeno, solo Internet permette di conoscere questa schifezza.
Scandaloso e vergognoso è veramente dire poco. La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione.
Votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre I costi della politica. Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perchè questo è il tipico esempio di come, fatta la legge, viene subito trovato l'inganno. Morale della favola 300.000.000 (sì avete letto bene) TRECENTOMILIONI DI EURO di costi per questa GENTACCIA che dopo anni o pochi mesi senza far nulla ha già la pensione (alla faccia dei pensionati che dopo una vita di lavoro per mangiare raccattano la verdura rimasta a terra nei mercati). Fate girare queste informazioni, TUTTI devono sapere.
Leggi Il Signore senza anelli di Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html - www.youtube.com/eugeniobenetazzo
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Scandalo delle Auto Blu. La follia delle “auto blu”
Cari amici, in Italia circolano oggi 570.000 "auto blu" (comprese quelle di Regioni, Province e degli Enti locali). Negli Stati Uniti, le auto blu sono complessivamente circa 70.000. Lasciamone pure circolare 70.000, come negli Usa, e mettiamo all'asta le 500.000 vetture in esubero a partire da 10.000 euro l'una.
(500.000 auto) x (10.000 euro/auto) = 5.000.000.000 di euro (cinque MILIARDI di euro). Con questi cinque miliardi di euro possiamo installare GRATIS non meno di 5 milioni di metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici sui tetti delle case degli italiani, per cominciare ad autoprodurci l'energia elettrica e risparmiare così sulle bollette elettriche. Ogni auto blu costa allo Stato (cioè a noi) circa 70.000 euro all'anno (benzina, pedaggi, garage, manutenzione, revisioni, bollo, assicurazione, bollino, blu ecc.), secondo un'indagine realizzata nel 2001 dal consulente Luigi Cappugi, su incarico dell'allora Presidente del Consiglio. Sono dati ufficiali.
(500.000 auto blu) x (70.000 euro/auto/anno) = 35.000.000.000 euro/anno (trentacinque miliardi di euro all'anno). In altre parole, ogni anno per le sole auto blu, viene speso l'equivalente di una grossa manovra finanziaria (che per noi contribuenti significa sempre una cosa sola, cioè "tasse").
Ora chiediamo. Se una finanziaria, che a noi costa tanto lavoro, non è nemmeno sufficiente a mantenere le auto blu in circolazione, dove vogliamo andare?
La lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE, presente in tutta Italia alle elezioni politiche 2008, si è messa a fare i conti e ha individuato questa enorme voragine nel bilancio dello Stato. Nostra premura, una volta eletti, sarà quella di eliminare questo spreco (e tanti altri ancora) e di cominciare finalmente a lavorare con coscienza sulla qualità della spesa pubblica. Se le nostre idee vi piacciono, aiutateci a divulgarle. Vi preghiamo di inviare queste poche righe via e-mail a tutte le persone che conoscete, per far sapere che alle elezioni ci siamo anche noi.
Grazie, Lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE da oggi, vota per te!
www.perilbenecomune.net
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Insomma, questo Parlamento è come il Mago Parlamiento....
Infatti, il mago di Wanna Marchi, detto Mago Parlamiento, è un bambinone a fronte del nostro Parlamento.... Saluti gd'o
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Progetto “CANALE ZERO”  
A distanza di 3 settimane dal lancio dell'appello per un'informazione libera, abbiamo i primi risultati della campagna di raccolta delle adesioni. Sul sito di Megachip sono disponibili i seguenti documenti: Primo report del Progetto Canale Zero - Primi dati regionali delle adesioni - Faq - le domande più frequenti (con risposta) - Modulo per raccogliere le adesioni durante gli eventi locali - L'appello per una informazione libera
Potete aderire scrivendo a: organizzazionemegachip@gmail.com  -  www.megachip.info
Il primo Febbraio 2008, in una affollata riunione, Megachip ha lanciato l'idea della realizzazione di un format televisivo di informazione indipendente, da distribuire su diverse piattaforme tecnologiche e sostenuto da un finanziamento popolare. Dopo alcune settimane di lavoro e in seguito a diverse riunioni di impostazione, una prima messa a punto è stata definita nella assemblea del 18 marzo. Questo è il quadro al momento attuale. Si è proceduto lungo due direttrici: una per la promozione dell'iniziativa verso i pubblici che intendiamo raggiungere, l'altra per la definizione dei diversi aspetti produttivi e realizzativi.
L'appello e le adesioni.
Nel corso delle prime settimane è stato redatto e condiviso “L'appello per un'informazione libera”. È stato coinvolto un nucleo di primi firmatari e in data giovedì 6 marzo è partita la campagna per le adesioni, lanciata sui siti
www.beppegrillo.it , www.megachip.info e rilanciata da decine e decine di siti e blog amici.
Al 20 marzo, a due settimane dal lancio, raccolte più di 2000 adesioni di cittadini che si dichiarano disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto per sostenere l'iniziativa. I dati sono in corso di elaborazione e a breve potremmo definire un quadro diviso per geografia e “grado di impegno” dei vari contatti.
Il quadro sarà successivamente aggiornato settimanalmente sul sito Megachip e sarà compito di ciascuno di voi di riprodurlo sui propri indirizzari e rilanciarlo in ogni forma possibile, sul web e fuori.
Definizione del prodotto.
Contestualmente alla fase di promozione dell'iniziativa, sono stati creati quattro gruppi di lavoro per definire gli aspetti editoriali, tecnologici, produttivi e giuridici dell'iniziativa. Si cominciano a precisare i contorni del format, i canali di distribuzione, la struttura amministrativa e societaria che dovrà sostenere il progetto.
Risultati della riunione del 18 marzo.
Il dibattito ha rilevato che l'afflusso di consensi raggiunto attraverso la Rete di Internet, pur essendo interessante, non potrà consentire il raggiungimento della massa critica necessaria per portare a compimento l'iniziativa. Esiste una evidente discrepanza tra il successo della raccolta adesioni sul territorio, nelle prime, affollate iniziative, e i risultati ottenuti da Internet. Bisogna dunque integrare diverse forme di promozione.
Si è per questo deciso di passare a una strategia di promozione e coinvolgimento dei territori. Il modello di riferimento è quello che, a suo tempo, rappresentò la rete dei Comitati dell'Altritalia, che sostenne la fondazione di Avvenimenti.
Prima fase
Un gruppo di lavoro centrale (responsabile Francesco De Carlo) organizzerà una serie di incontri territoriali convocando tutti coloro che, in quel dato territorio (regione, provincia, città), avranno già inviato la propria adesione. Scopo di ciascuno di questi incontri sarà di definire la fisionomia locale di un “comitato di sostegno” al format. Ogni comitato dovrà avere un responsabile che funga da punto di riferimento e di contatto con il gruppo promotore. Questa fase dovrà realizzarsi nei tempi più brevi possibili. Dove è possibile sarà utile non aspettare una convocazione centrale, ma promuovere incontri locali informando preventivamente il gruppo promotore in modo che possa presenziare agl'incontri, e fornire le necessarie informazioni, un rappresentante del comitato nazionale.
Tempo approssimativo di esecuzione di questa fase: non più di un mese e mezzo a partire da oggi.
In questo arco di tempo verranno predisposti tutti gli strumenti necessari per la raccolta del denaro (conti correnti, sistemi di versamento, bonifici bancari etc) .
Seconda fase
La seconda fase sarà quella di indire manifestazioni pubbliche, dovunque possibile, per lanciare sul territorio i “Comitati di sostegno” al Canale Zero (questo titolo è  provvisorio, come spieghiamo più avanti). A queste manifestazioni pubbliche, il cui scopo sarà di sensibilizzare la gente, parteciperanno i firmatari del manifesto programmatico. Si potrà proiettare i primi materiali di appoggio, come i “numeri zero” del telegiornale, e gli spot propagandistici che, nel frattempo verranno realizzati dalla redazione in fieri del nuovo Format televisivo. Questi materiali verranno trasmessi anche dalle emittenti televisive e radiofoniche locali.
Tempi approssimativi di esecuzione di questa fase: non più di un altro mese e mezzo.
Altre note operative
A) A breve termine il gruppo di lavoro centrale comincerà a diffondere l'informazione dettagliata dei lavori in corso. Qui di seguito troverete le risposte alle domande più frequenti che emergono dalle lettere fino a questo punto pervenute. Nel corso delle successive newsletter si darà conto sistematicamente delle risposte alle questioni che emergeranno.
B) Nel frattempo si sta definendo l'organigramma operativo (la redazione giornalistica) per la realizzazione del format. 
C) Come si è già accennato poc'anzi verranno prodotti spot promozionali, radiofonici e televisivi, che potranno essere usati nelle manifestazioni locali di lancio o trasmessi dalle stazioni locali.
Saranno realizzati alcuni “numeri zero” del programma informativo, che dovranno mostrare metodi, stile, fisionomia e personaggi partecipanti al progetto. Saranno questi i principali strumenti di sostegno delle manifestazioni pubbliche di promozione del format.
D) Il nome “Canale Zero” va considerato provvisorio. A breve, avvalendoci della consulenza di qualificati specialisti, formuleremo una serie di proposte, che sottoporremo al vostro giudizio. Sarà utile che proposte vengano formulate anche da voi. Al termine di una consultazione ampia decideremo collettivamente il logo migliore.
F) Importante l'indicazione, da parte vostra, dei nomi dei “garanti” che voi ritenete possano assicurare un controllo etico-politico sulla produzione del format e sull'attività dell'Associazione che si costituisce. Avviamo fin da ora una consultazione ampia in proposito.
G) Abbiamo ricevuto numerose proposte di partecipazione professionale, oltre all'adesione politico-culturale al progetto. E' molto utile avere questo quadro di disponibilità, sia per la composizione della redazione centrale, sia per la composizione della struttura periferica di corrispondenti locali. Per raccogliere queste proposte sarà presto in funzione uno specifico indirizzo mail:
curriculum@megachip.info
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