Roma, Venerdì 25 Aprile
2008
*Il Sindaco degli
Anelli* -
Roma. Case popolari su discariche? -
A volte ci provano - Zardoz
Commenti - Articoli
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TGCOM«Sabrina
Ferilli? Roba da bar dello sport».
«Ma vi pare che i tribunali italiani, già così oberati
debbano occuparsi di queste cose?!» dichiarò
Biscardi quando, denunciato dalla Ferilli
"offesa" da un servizio de il "Processo del venerdì" in cui, indicata «voltagabbana al puro scopo di farsi
pubblicità» diventando madrina della Roma contro la sua fede
laziale, chiese a Biscardi 1,5 milioni di euro per
danni.
"Con un par de zinne così posso sparà le cazzate che me
pare!" sembrava dire Ferillona nostra, Madre di tutte le battaglie xenofobe
& razziste contro il Popolo delle libertà mentre
al Teatro Vittoria andava in onda l'omelia di Veltroni a difesa
del 'Modello Roma' suo e di Rutelli e la stoica adepta del soccorso rosso pro
votifici magnaccioni del Comune di Roma azzardava: "De fronte a
Alemanno me sento Schopenahauer!".
Ferillona de' noantri sarà pure
Schopenahauer, fatto sta che sotto il sorriso benedicente del Nettuno di Piazza Navona erano i magici anelli del
vento e della pioggia di genuino affetto, di speranza e di allegria
che circondavano Alemanno e scuotevano le bandiere del Popolo delle
libertà.
Un tripudio di amore e di speranza per il Sindaco
di Roma, si spera, circondato dagli anelli
magici dell'amore del Popolo. Un Sindaco che sa come far
rinascere la speranza dell'alternativa, dell'alternaza democratica, l'orgoglio
di essere romani, la speranza di uscire dall'umiliante condizione di sudditi
sottoposti ad un potere corrotto che
soffoca e umilia Roma e i romani. Tutti.
Compresi i romani PD condotti da un leader,
Veltroni, riconosciuto dal Popolo delle libertà, la cui leadership, si
auspica, non verrà minata dalle eterne trame Dalemiane
& Compagni.
E' ora che politica, stampa e Tv si mettano bene in
testa che, per i cittadini, il sindaco è il sindaco. Tutt'altra cosa è
un leader nazionale. Quindi stop allo spettacolo squallido e militonto dato
dai mezzi di informazione che parteggiano
per questo o per quello, CorRoma in testa, gran votificio-stampa di
Veltroni e Rutelli.
Ha ragione Veronica Berlusconi quando dice a La
Stampa «Credo che il PD dovrebbe
evitare guerre interne, non aiutano a capire cosa pensa l'Italia come
non l'hanno capito i giornali. La crisi
economica è veramente seria - continua, e della Lega dice - La Lega esprime esigenze
concrete, basta snobismo e puzza sotto al naso verso i suoi esponenti.
Cominciamo dal federalismo fiscale. E lasciamo in un cassetto il progetto del
Ponte sullo Stretto di Messina».
Questi ed altri concetti espressi dalla signora
Berlusconi (intervista esemplare che va letta per intero) appaiono tanto normali
e di buon senso comune che il 16 Aprile, a distanza di due girni dalle elezioni
nazionali, un'altra normale cittadina li ha esternati in un articolo
scritto per il numero di Maggio di LiberoReporter.
Li ha espressi Quota rosa di LiberoReporter,
una che di sindaci giusti o fasulli ne ha visti tanti.
Giuliana D'Olcese
Note precedenti diffuse
*I
votifici magnaccioni di Rutelli*
*Con
Rutelli? la Roma ladrona & la STA*
da:
Roma. Case popolari su discariche?
Roma. Sabato 26 Aprile 2008
Pare, che "Il piano case
popolari", progettato dalla ex Giunta del Sindaco di Roma Veltroni, piano ereditato e gestito da Rutelli qualora venisse eletto a suo successore, ne preveda
l'ubicazione in prossimità di discariche non solo ma, da quanto si vocifera,
pare, trattasi di discariche tossiche.
Come tutti ben sappiamo,
le case popolari non si possono scegliere, ma, se ne hai bisogno, sei
costretto ad accettarle nel posto in cui sono ubicate.
Pare, che
all'inchiesta su questa ennesima "performance" del "Modello Roma" di Veltroni,
cui dovrebbe subentrare la Giunta Rutelli, stia lavorando un giornalista della
carta stampata. Un organo di stampa non simpatizzante per lo schieramento del
Popolo delle libertà, quindi, un giornale che
certamente non sponsorizza Alemanno.
Si
preannuncia l'ennesimo "Coup de theatre" sulle Amministrazioni di centrosinistra
che hanno sostenuto Veltroni e che ora sostengono l'elezione di
Rutelli?
Giuliana D'Olcese
Note precedenti diffuse
*il Sindaco degli Anelli - il Nettuno del
Bernini* - Veronica - la Lega e quota rosa di
LiberoReporter
***
Comunicato Stampa. A volte ci
provano. Nuova provocazione contro LAB. OCC.
INSURGENCIA
Stamattina 9 maggio ’08 è stata notificata una
istanza di sgombero al Laboratorio Occupato Insurgencia. Con un tempismo che non
riscontriamo in altri momenti e per
più importanti situazioni stamattina un drappello
di Polizia Urbana ha notificato una istanza di sgombero per il Laboratorio
Occupato Insurgencia.
E’ un atto provocatorio che non accettiamo e che
rispediamo al mittente. Oggi come nel passato i tentativi di sgomberare
Insurgencia sono la risposta che l’incapacità e il malgoverno di questa città
prova a dare a chi ormai da anni rappresenta un punto di riferimento importante
per il territorio metropolitano e per i quartieri della zona collinare come il
Comitato in difesa del Vallone di San Rocco ed il Comitato delle famiglie sotto
sfratto
del Rione Amendola, per quei pezzi di società civile che continuano
a lavorare ed a collaborare per nuove forme di partecipazione e democrazia dal
basso costruendo
momenti di confronto e socialità. Di fronte alla
mobilitazione dei cittadini dell’area nord contro la discarica di Chiaiano e
Marano che ci vede al fianco dei cittadini e in prima linea per la difesa
dell’ambiente, della salute e del territorio,
scattano le provocazioni: prima l’arresto e la condanna di due nostri compagni,
poi le minacce verso i giovani dei quartieri da parte della Digos, poi gli
“inviti”, facendo bella mostra delle pistole alla cintola da parte dei falchi
che scorrazzano tra le strade del quartiere, alle donne e mamme di starsene a
casa ed infine la notifica dello sgombero. A tutto questo rispondiamo come i
cittadini di Chiaiano stanno facendo in questi giorni: qui siamo e qui restiamo
resisteremo un minuto più di loro. Non accettiamo nessuno sgombero, non
accettiamo nessuna devastazione ambientale, difenderemo i nostri spazi e il
nostro territorio. Laboratorio Occupato Insurgencia.
***
Diramato da Giuliana D'Olcese domenica 12 Maggio
2008
Zardoz, allegoria de La
casta e dei suoi vizi,
è il film evocatore
della condizione della società, dei personaggi e dei fatti politici
attuali
*****
Zardoz, ambientato in un futuro lontano,
2293, con la Terra dominata da una casta di umani divenuti
immortali che vivono in una sorta di Olimpo tra vizi e noie, è un film di fantascienza del 1974 diretto da John Boorman con
Sean
Connery nel ruolo del protagonista.
Con la sua miscela di mitologia, la trama bizzarra
piena di svolte e incongruenze, le allegorie e la satira ad ampio raggio, Zardoz
è considerato un film di culto.
Trama
Nell'anno 2293 gli "immortali"
(i ricchi, i potenti e i più intelligenti dell'epoca storica precedente), grazie
a un progresso scientifico e tecnologico, vivono in un "Vortex", una dimensione alternativa dell'esistenza staccata per sempre dalla vita
normale.
Gli immortali sono però afflitti e annoiati (resi quasi
paranoici) dalla loro condizione oramai divina. Sono divisi in tre categorie:
gli immortali "semplici", che se la godono per quanto possono, gli "apatici",
vinti dalla noia e immersi nell'atarassia, e i "rinnegati" che, a furia di
contestare il sistema asfissiante, sono stati condannati a vivere sì in eterno,
ma da vecchi.
A nutrire questo circo olimpico (e qui dalla
fantascienza sembra che si passi alla dottrina politica) c'è come al solito la
gente normale esclusa dal Vortex che è rimasta manco a dirlo mortale: sono i
"bruti". Quest'ordine infimo dell'umanità è schiavizzato, torturato e ucciso
dagli "sterminatori", perituri anche loro, ma armati e organizzati dagli
immortali.
Tra i guerrieri schiavisti
c'è Zed -Sean
Connery- che animato dalla propria curiosità e dal desiderio
d'avventura approfitta dell'unico strumento di comunicazione tra i due mondi:
Zardoz, una ciclopica testa di pietra (a metà tra un immane reperto archeologico
e una scultura dell'Isola di Pasqua), capace di
attraversare le barriere tra le diverse dimensioni. Zed si
nasconde nella testa, uccide il suo "pilota" Arthur Frayn, e raggiunge il
Vortex, dove seminerà l'odore della mortalità, i dubbi della vita vera, certi
desideri spenti e disprezzati tra gli immortali.
Quando nell'Olimpo si fa festa c'è il rischio
che tremino le colonne, e così accade. Zed infatti divide la compagine
immortale, fa leva sul suo potente sex-appeal, ricorda alle donne del Vortex
(tra le quali una meravigliosa Charlotte Rampling) la potenza della
passione, semina gelosie e invidie. E alla fine smonta il bel giocattolo, il cui
funzionamento si concentra in un meraviglioso "tabernacolo" (un grosso cristallo
trasparente), di cui Zed s'impossessa per distruggerlo.
Prima dell'esito - scontato - lo sterminatore Zed
raggiunge la consapevolezza della situazione in cui è immerso perché scopre che
quel Frayn che lui stesso aveva ucciso era stato in realtà colui che l'aveva
nascostamente guidato verso la comprensione della realtà: è lui infatti che gli
insegna a leggere, che gli svela il trucchetto del nome "Zardoz", che, alla
fine, gli permette persino di ucciderlo. Per
riportare alla vita (caduca ma vera) gli immortali, lo sterminatore Zed è dunque
costretto a regalare nuovamente loro la morte.