Lo Scandalo dell'INPS
sulla mia
pelle:
proprio oggi ho ricevuto dall’agenzia delle entrate un
avviso di pagamento per una quota di iva non versata (secondo loro) per
l’acquisto di un box effettuato nell’aprile 2003 (al limite della prescrizione
mi mandano la notifica). Peccato che l’iva pagata al 4% sia invece stata pagata
al 10% come LA LEGGE IMPONE.
Sono contenta di avere in mano tutta la
documentazione che dimostrerà la mia onestà, ma sta di fatto che per poter
dimostrare che “loro” sono degli stronzi che ci provano, io dovrò perdere una
giornata di lavoro per recarmi all’agenzia delle entrate e far lavorare una
dipendente (che noi paghiamo) che probabilmente sapeva già dall’inizio che i
soldi che mi richiedeva non erano dovuti!!!
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Il Ministro Intervenga affinchè casi come De
Magistris e Forleo non avvengano mai più!
La Procura di
Salerno ha fatto finalmente giustizia per De Magistris e Dio ha ascoltato le ns
preghiere! GRAZIE!
Ora intervenga il Ministro Alfano anche per
la Forleo e affinchè nella Magistratura siano premiati i corretti! Oggi pensiamo
che chi venga premiato nella Magistratura sia colluso con il potere politico e
ciò non è bello per la loro categoria! Autonomia dalla politica!
arch.
Graziella Iaccarino-Idelson Napoli
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Al CSM e al Ministro
della Giustizia
ERA ORA!!!!!!!!!!!!!!! WIWA DE MAGISTRIS E
FORLEO!!!!!!!!!
Il Ministro Intervenga davvero affinchè casi come De
Magistris e Forleo non avvengano mai più. La Procura di Salerno ha fatto
finalmente giustizia per De Magistris e Dio ha ascoltato le nostre preghiere.
GRAZIE! Ora intervenga il Ministro Alfano anche per la Forleo e affinchè
nella Magistratura siano premiati i corretti.
Oggi pensiamo che chi venga
premiato nella Magistratura sia colluso con il potere politico e ciò non è bello
per la loro categoria. Autonomia dalla politica.
Giuliana
D'Olcese
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Giustizia
Personalmente
sono pienamente d'accordo che debbano andare avanti solo i processi che
riguardano i reati più gravi - vista l'inefficienza del sistema giudiziario
devono esser radiati quei giudici che permettono ai rei di gravi atti di uscire
per decadenza dei termini. Sono pienamente d'accordo che chi guida la nazione,
eletto dal popolo sovrano, debba avere il tempo per governare e non quello di
difendersi dai giudici comunisti (o da giudici fascisti quando gli eletti sono
di sinistra).
Sono pienamente d'accordo con chi sostiene che la magistratura è un organo
dello Stato, al servizio dello Stato e del governo eletto che è sovrano i
giudici devono essere discreti, non politicizzati, devono operare al servizio
del popolo, non devono fare esternazioni, massimamente quelle politiche.
Sinistra al collasso, magistratura
all'assalto - 29 Giugno 2008
Il collasso politico della
sinistra, l'incapacità di interpretare l'importante ruolo dell'opposizione, può
avere conseguenze pericolose. Si vede anche nelle questioni giudiziarie. La
sinistra, certo, ha perso le elezioni, ma il trauma politico, la perdita
d'identità e lo smarrimento programmatico pesano molto di più del non essere
riusciti a convincere una parte del proprio elettorato ad andare a votare. Alle
sconfitte si rimedia, e da quando è nata la così detta seconda Repubblica, del
resto, la vittoria è in altalena: ora la destra, la volta dopo la sinistra,
quindi ancora la destra, e così via. Più difficile rimediare allo spaesamento.
Poco male, penserà qualcuno, un governo senza opposizione si muove meglio e più
liberamente. Niente affatto. L'assenza d'opposizione politica induce altri
poteri a credere di poterne occupare lo spazio. Insomma, nessuno potrà mai farmi
credere che un processo dove Berlusconi è imputato ed un'inchiesta che lo
intercetta giungono casualmente a cottura nello stesso momento, dopo mesi ed
anni di stop and go.
E cosa analoga valeva per certi uomini della sinistra,
accusati da membri del governo e dimenticati nel prosieguo. Noi, che teniamo la
testa sulle spalle, lo dicemmo anche allora e subito puntammo il dito non contro
l'inchiesta (mai fatto), ma contro la sua strumentalità politica. La sinistra,
invece, non è capace di questo riflesso, ed anzi è alleata con la più evidente
escrescenza politica di questa deviazione costituzionale. E' il vuoto che oggi
riempie le loro teste a dar spazio all'avventurismo giustizialista. E lo scrivo
con preoccupazione, mica con piacere.
Anche lo scontro in corso, nella
sinistra, non depone bene. I prodiani rivendicano l'eredità di una formula utile
a vincere, ma che ben due volte s'è sfasciata nella prova di governo. Veltroni
era partito col piede giusto, rivendicando identità e coerenza programmatica,
salvo perdere entrambe nelle alleanze e nell'assenza di proposte che non siano
frasi ad effetto. D'Alema guarda oltre e fonda "red", che sarà pure inglese, ma
significa rosso e dimostra quanto il più intelligente faccia fatica a capire che
non è morto solo il comunismo, seppellito fra i mostri della storia, ma anche la
socialdemocrazia. Queste sinistre macerie pesano sulla buona salute della
democrazia.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it Pubblicato da
Libero
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Napolitano fermi il
CSM - 29 Giugno 2008
Il Presidente della Repubblica ha una
splendida occasione per onorare il ruolo di difensore della Costituzione:
impedire al Consiglio Superiore della Magistratura di discutere sulla
costituzionalità di un decreto legge. La seduta plenaria è convocata per il
primo luglio, esattamente con questo, insurrezionale, ordine del
giorno.
Tocca a Napolitano, quale presidente dell'organo di autogoverno dei
magistrati, fermare tutto.
Lo scrivo avendo già espresso un giudizio assai
severo su quell'emendamento al decreto, e sul fatto stesso che sia stato
presentato. E' una norma dannosa, che può avere esiti pericolosi. La guerra fra
poteri dello Stato, ogni giorno sempre più intollerabile, deve essere affrontata
in modo diretto, senza carambole che finiscono con il demolire il poco che
ancora sta in piedi. Il giudizio del Csm, però, è anch'esso pericoloso ed un
passo verso l'abisso, per tre ragioni: a. quell'organo non ha alcuna competenza
circa la costituzionalità di leggi e decreti, quindi avremmo le toghe
politicizzate e correntizzate che non solo usurpano la politica, ma anche la più
alta magistratura repubblicana; b. grazie alla tempestività con cui i relatori,
animati da antica e colorita passione politica, hanno diffuso le loro pensate,
il plenum si svolge più in piazza che a Palazzo dei Marescialli; c. discutere il
loro testo mette Napolitano in una condizione insostenibile, perché se lo
approva rinuncia ad una sua prerogativa costituzionale (e non può), se chiede
sia respinto accetta che il Csm debordi dalle sue funzioni, ma lo richiama alle
necessità politiche (e non può), se non ci va e se la batte rimedia una figura
meschina.
L'unica soluzione decente consiste nel proibire la seduta di
martedì prossimo. E' noto che al Quirinale sono molto attenti a che un
"precedente" legittimi le decisioni presidenziali. C'è, risale al 1991, chi
avesse scarsa memoria si rivolga a Francesco Cossiga. Allora fu fermato il vice
presidente Galloni, che come Mancino ed il suo predecessore, Rognoni, vengono
tutti dalla sinistra democristiana. Una costante inquietante, in un organismo
che perpetua gli equilibri lottizzatori di un mondo politico che non conta più
un voto, ma ancora ne occupa il vertice con i propri morti viventi. Per la
giustizia, insomma, è più un sarcofago che una teca.
Davide Giacalone
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Libero
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Spioni salvati, spiati
gabbatiMentre impazza il dibattito sulle intercettazioni
legali, disposte dalla magistratura, zitto zitto va a morire il mai nato
processo sulle spiate illegali, di cui si resero protagonisti settori di Telecom
Italia. Anzi, è già morto, perché, se si farà, servirà a giudicare un passato
remoto, mentre sul fenomeno vivo hanno agito gli arresti cautelari e le notizie
diffuse nel corso delle indagini, confermando la triste condizione di una
giustizia che s'amministra usando tutto, tranne che le sentenze.
I coinvolti
nelle indagini sono liberi e tutti da considerarsi degli innocenti. I vertici di
Telecom sono cambiati, senza che i vecchi siano stati sfiorati dalle indagini e
i nuovi abbiano considerato utile tutelare in qualche modo la società. Coloro
che avevano assunto gli indagati, e creato la struttura nella quale agirono,
sostennero che dalla loro attività la società era stata lesa, che non solo i
suoi amministratori non avevano nulla da rimproverarsi, ma, semmai, reclamavano
giustizia.
Hanno smesso di reclamare, e forse non sono neanche stati lesi.
Non è successo nulla, insomma. Sì, è vero, ci sono montagne di dossier, spiate,
pedinamenti, accumulo di materiale a scopo diffamatorio, tentativi di
condizionare chi liberamente scriveva, ma le indagini sono ferme da più di un
anno (essendo iniziate nel maggio del 2005), in attesa che la Corte
Costituzionale faccia sapere come deve essere interpretata la legge che impone
la distruzione di tutta quella roba.
La Corte, dal canto suo, continua a
rinviare, aspettando che sia il legislatore ad occuparsi di quel che segnalammo
già all'epoca: se si distrugge tutto, su che si fanno i processi? Nel 2006
destra e sinistra votarono per la distruzione, in modo che degli innocenti non
fossero calunniati. Peccato che fosse già tutto (o quasi) sui giornali.
Il
tempo passa, il processo non si vede e nemmeno il rinvio a giudizio, la
prescrizione galoppa, la procura attende la Corte che attende il Parlamento. Noi
attendiamo di sapere se, per caso, non sia uno scherzo, visto che così andando
ci si scanna su come perseguire i reati, ma si rende non più perseguibile un
gigantesco intreccio di politica, affari e spie private. Dritto a processo,
però, si manda l'ex capo dei servizi segreti statali. Nel migliore dei casi, un
ridicolo paradosso.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it Pubblicato da
Libero
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LA MOLTIPLICAZIONE DEI
P.O.N. E DEI PESCI
Ma non c'è solo gli scandali
dell'INPS. Anche quest'anno, in molte scuole d'Italia si è rinnovato il
"miracolo" della moltiplicazione (e della spartizione) dei P.O.N. e dei pesci.
Il "miracolo" s'è avverato pure nella mia scuola. Molto più che in passato ho
potuto seguire il turpe spettacolo messo in scena nel "progettificio scolastico"
nel quale lavoro. Si è consumato l'ennesimo "mercato delle vacche", senza offesa
per le vacche e i loro venditori. Con la differenza, non secondaria, che un vero
mercato delle vacche denota una maggiore dignità e legittimità, una maggiore
serietà e nobiltà, almeno rispetto alle oscenità affaristiche e venali a cui si
assiste in un "progettificio scolastico". Ma perché mi dichiaro apertamente
contro i cosiddetti "progettifici scolastici"?
E' presto detto. Sono contro i
"progettifici" non per ragioni ed istanze ideologiche astratte, non per partito
preso o una posizione aprioristica, bensì per riflessioni legate alla mia
cognizione ed esperienza diretta, avendoli sperimentati personalmente nel corso
della mia carriera professionale, in modo particolare negli ultimi
anni.
Nulla mi impedirebbe di essere propenso verso l'offerta, il
finanziamento e l'esecuzione di progetti di qualità, purché siano creati,
presentati e realizzati seriamente, ma mi accorgo che i casi positivi sono
eccezioni molto rare, anzi rarissime. Invece, i "progettifici scolastici" si
caratterizzano negativamente per vari motivi, anzitutto per un'assenza di
intelligenza, di creatività e trasparenza, per scarsa correttezza ed equità, per
mancanza di razionalità e rispondenza ai reali bisogni psicologici, formativi,
sociali e culturali degli studenti, mentre obbediscono solo ad una logica cinica
e affaristica. Per non parlare dei continui strappi alle regole, delle reiterate
violazioni di norme e diritti sanciti dalla legge, delle innumerevoli e meschine
scorrettezze commesse all'interno delle scuole.
Dunque, ribadisco di essere
favorevole ai progetti di qualità ma fermamente contrario ai "progettifici", in
quanto i primi si basano (appunto) sulla qualità, mentre i secondi sulla
quantità, in molti casi addirittura sulla quantità "industriale". Non a caso i
"progettifici" sono definiti in tal modo, proprio perché si configurano come
"fabbriche di progetti". In gran parte si tratta di progettini vuoti ed insulsi,
privi di intelligenza e valore culturale, di estro creativo e progettuale, senza
armonia e rispondenza alla realtà del territorio, anzi in grave disaccordo con
le istanze effettive degli alunni. In molti casi si tratta di
"progetti-fantasma", esistenti solo sulla carta, la cui attuazione non è
sottoposta ad alcun sistema di controllo.
Gli stessi meccanismi e strumenti
di monitoraggio e verifica sono inefficaci o inesistenti, ovvero esistenti solo
sulla carta. Sono sempre più numerose le scuole italiane che tendono a
configurarsi come "progettifici" senza valore, per la semplice ragione che la
produzione e l'offerta di progetti e progettini su scala industriale conviene
economicamente ai dirigenti scolastici e ai colleghi più venali ed affaristi. I
quali, non a caso, puntano sui "progettifici" e non sulla qualità, perseguendo
esclusivamente la "produttività economica", vale a dire il facile guadagno. In
particolare nella mia scuola, quest'anno i progetti (mi riferisco non solo e non
tanto ai P.O.N., quanto soprattutto ad altre tipologie di progettazione e di
finanziamento economico) hanno conosciuto una proliferazione impressionante, si
sono moltiplicati a dismisura, si sono scissi, frammentati e ricomposti
"magicamente", sono stati riciclati e riesumati in modo "prodigioso", cambiando
natura e caratteristiche, veste, tipologia e denominazione, persino il nome del
referente. Perciò, sono nauseato e indignato!
Lucio Garofalo, insegnante
---
Gentile lettore,
e allora quali rimedi propone a questo ennesimo parassitismo di
Stato?
Cordialmente gd'o
---
Non a caso i
"progettifici" sono definiti in tal modo, proprio perché si configurano come
"fabbriche di progetti".
In gran parte si tratta di progettini vuoti ed insulsi, privi di
intelligenza e valore culturale, di estro creativo e progettuale, senza armonia
e rispondenza alla realtà del territorio, anzi in grave disaccordo con le
istanze effettive degli alunni. In molti casi si tratta di "progetti-fantasma",
esistenti solo sulla carta, la cui attuazione non è sottoposta ad alcun sistema
di controllo. Gli stessi meccanismi e strumenti di monitoraggio e verifica sono
inefficaci o inesistenti, ovvero esistenti solo sulla carta.
Sono sempre più numerose le scuole italiane che tendono a configurarsi come
"progettifici" senza valore, per la semplice ragione che la produzione e
l'offerta di progetti e progettini su scala industriale conviene economicamente
ai dirigenti scolastici e ai colleghi più venali ed affaristi. I quali, non a
caso, puntano sui "progettifici" e non sulla qualità, perseguendo esclusivamente
la "produttività economica", vale a dire il facile guadagno.
Lucio Garofalo
---
INTERCETTAZIONI: MA QUALE ATTENTATO ALLA
LIBERTA' DI STAMPA?!
di Nicola Cariglia - Pensalibero Tuesday
17 June 2008
Il giornalista dovrebbe innanzitutto muoversi di propria
iniziativa, vagliare le fonti e cercare di fornire informazioni complete, non
parziali e di parte come sono quelle spifferate da chi ha interesse e ne sceglie
tempi e modi.
Se c'era bisogno di una prova dello stato di profonda crisi in
cui versa la stampa in Italia, le associazioni dei giornalisti, tutte, l'hanno
fornita con le proteste sulle limitazioni previste alla pubblicazione delle
intercettazioni dal disegno di legge del governo. Le argomentazioni, nel merito
e nel metodo sono assai simili a quelle delle associazioni dei magistrati: senza
intercettazioni, avevano detto le toghe, non si sarebbero scoperti molti gravi
reati: corruzione, aggiotaggio, malasanità, etc., che hanno indignato
ultimamente la pubblica opinione. Senza intercettazioni, dicono i rappresentanti
dell'ordine, del sindacato, e di altre associazioni giornalistiche, non avremmo
potuto informare e la gente non avrebbe potuto sapere.
Vale per i giornalisti
ciò che abbiamo scritto per i magistrati: è falso. Ed anche più grave rispetto
all'ammissione dei magistrati che le indagini ormai si fanno solo intercettando
e incentivando, con moneta sonante ed altri benefici, i "pentimenti". Perché la
professione giornalistica è (o dovrebbe essere) ben altro che attendere le
soffiate, sempre interessate, come tutti sappiamo, della polizia, dei pubblici
ministeri, degli ambienti della finanza, dei ministri o degli assessori. Il
giornalista dovrebbe innanzitutto muoversi di propria iniziativa, vagliare le
fonti e cercare di fornire informazioni complete, non parziali e di parte come
sono quelle spifferate da chi ha interesse e ne sceglie tempi e
modi.
Prendiamo anche noi gli esempi citati in questi giorni, che si
riferiscono soprattutto alle scalate bancarie di tre anni fa, con appendice di
furbetti del quartierino, e all'incredibile e odiosa vicenda della "clinica
degli orrori" di Milano. Cosa ci vogliono dare a intendere: che nessuno sapeva o
poteva immaginare la "lotta per banche" che si stava svolgendo? Che i
giornalisti che seguono le vicende economiche non avrebbero potuto, se liberi di
farlo, avvicinarsi alla verità che è emersa tramite le intercettazioni ed anche
ad altre verità che sono rimaste inesplorate? Come quella che vuole l'allora
sconosciuto Ricucci aver tentato la scalata del Corriere della Sera per proprio
conto contro la ferrea alleanza del sindacato di controllo che raggruppa la
maggior parte del mondo industriale e finanziario italiano? E per quanto
riguarda la clinica Santa Rita dove sono stati contestati cinque omicidi, si
indaga su altri venti decessi sospetti e un centinaio di lesioni gravi dovute ad
interventi operatori arbitrari, si vuole forse sostenere che senza
intercettazioni una mostruosità simile può restare sommersa?
La verità è
un'altra. La professione è decaduta per molteplici ragioni: i bilanci che
costringono a limitare gli organici e a utilizzare i giornalisti come
passacarte, la formazione inesistente, le carriere che si sviluppano con
l'appartenenza a cordate non solo politiche, la pressione asfissiante degli
inserzionisti di pubblicità, gli interessi obliqui degli editori. E allora, ecco
i giornali sempre più uguali fra loro; ecco i comunicati degli uffici stampa dei
potenti che si fanno notizia, le inchieste che diventano sempre più rare. Ed
ecco, di conseguenza, che se un cittadino qualsiasi ha qualcosa da segnalare non
trova nessuno disposto ad ascoltarlo.
La libertà di stampa è insidiata da
questi mali, non dall'impossibilità di spiare e di sputtanare
indiscriminatamente.
---
INTERCETTAZIONI: CHIACCHIERE OSCURE E MANOVRE D.Giacalone
---
Firma anche tu su
Sentenza oscurantista in
Italia.
Condannato
penalmente da un tribunale della Repubblica per il reato di "stampa
clandestina", reo di aver curato il sito internet di documentazione storica e
sociale "accadeinsicilia", già oscurato d'autorità.
E' avvenuto un fatto
gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà
di espressione sul web in Italia.
Carlo Ruta è stato condannato a una
pena pecuniaria, per "stampa clandestina", solo per aver gestito un sito di
documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog, di cui
peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato
conferito l'incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare.
L'incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di
Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia
presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per
le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della
Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia
Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell'inchiesta
giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.
Una
sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in
qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono
nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco
frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali
sanciti dalla Costituzione. E' quindi importante che le realtà
delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile
rispondano con la massima determinazione.
Firma la
petizione, potresti essere tu il prossimo condannato
Grazie per aver dato il tuo contributo
Roma - Un blogger condannato per
stampa clandestina? La sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato
grande emozione in rete ed ora c'è chi promuove una protesta per sensibilizzare
su un argomento delicatissimo. In particolare ci lavora Censurati.it che ha
avviato una petizione web.
La petizione parla di "sentenza
oscurantista" e di "fatto gravissimo" che "potrà avere effetti devastanti per la
libertà di espressione sul web in Italia".
A detta di
Censurati.it, che da molti anni segue da vicino le restrizioni
e i limiti imposti alla libertà di espressione dentro e fuori della rete, è
stato di fatto condannato "un normalissimo blog". La sentenza viene descritta,
dunque, come "incredibile", una sentenza "che reca riscontri
soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che
vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo
del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. È
quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le
espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione".
Consigli Free: Fantastico!
**UNA PAGINA INFETTA OGNI 14 SECONDI**
Ogni
giorno vengono identificate 15.000 nuove pagine web infette. Un decalogo di
sicurezza con i consigli da seguire è su
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=7764
---
TLC, blitz
della Guardia di Finanza
Roma - Le indagini sono in corso,
c'è massimo riserbo sui nomi delle società coinvolte, ma ieri la Guardia di
Finanza ha svolto un'operazione coordinata in più città (Arezzo, Perugia, Parma,
Salerno, Roma e Milano) tesa ad accertare l'entità dell'evasione fiscale di una
o più persone fisiche a cui sarebbero riconducibili una serie di società,
italiane ed estere. Aziende impegnate nelle TLC alle quali però si attribuiscono
frodi fiscali e truffe ai danni degli utenti.
Stando a quanto emerso,
l'ipotesi degli inquirenti è che queste società abbiano lucrato illegalmente sui
famigerati servizi a sovrapprezzo forniti tramite numeri 166, 178 e 899. Gli
introiti derivanti da questi numeri, infatti, sarebbero stati in buona parte
deviati attraverso un intrico di imprese su conti correnti esteri, sottraendo
così all'imposizione IVA una somma valutata attorno ai 41 milioni di
euro.
Non solo: secondo gli investigatori del Nucleo provinciale di Polizia
tributaria di Arezzo, che hanno ricostruito per più di un anno le attività dei
coinvolti prima del blitz di ieri, molti altri denari sarebbero stati introitati
truffando gli utenti. Questi ultimi si ritrovavano poi in bolletta addebiti per
chiamate mai fatte a servizi di astrologia, linee erotiche e altro ancora.
Ad aggravare la posizione degli indagati potrebbe intervenire la
ricostruzione del gioco di scatole cinesi in cui si muovevano le imprese
coinvolte.
Le società estere sono infatti piazzate in paradisi fiscali, prive
di contabilità ed aperte con capitali sociali contenuti: l'idea è che siano
state utilizzate per giustificare fatture false e un giro di denaro teso a
nascondere all'Erario italiano i capitali. Anche per questo gli agenti, la
Procura della Repubblica e l'Agenzia delle entrate di Firenze si sono mossi per
porre sotto sequestro i conti bancari sui quali transitavano quei
denari.
L'intrico di società italiane ed estere era favorito dalla
possibilità per l'operatore TLC italiano coinvolto nell'inchiesta di affidare la
gestione dei numeri a sovrapprezzo a terzi, aziende a cui sono intestati i call
center internazionali. Centri che venivano però gestiti in realtà da personale
dell'operatore stesso: questo consentiva di fatturare provvigioni senza che vi
fosse motivo, al solo scopo, secondo le ipotesi dei finanzieri, di spostare quei
profitti al di fuori del raggio d'azione del Fisco nostrano.
La Guardia di
Finanza parla di "consistente evasione" e "indebito arricchimento". Le
perquisizioni sono state considerate necessarie per acquisire ulteriori elementi
che possano confermare una ricchezza acquisita in modo illegale.
---
L'ingiustizia è uguale per
tuttiNon è bello, ma è così: della giustizia, quella vera,
non importa a nessuno dei tanti commentatori, o delle tante coscienze a
tassametro.
Funziona il riflesso condizionato del giustizialismo, funziona la
sfida fra poteri, avvince il clangore delle sciabolate, ma la giustizia ed il
suo non funzionamento no, non interessa. Ecco la prova: nel giro di pochi giorni
il governo ha varato prima un emendamento, destinato alla posposizione di alcuni
processi, poi un decreto ed un disegno di legge che contengono indicazioni come
la riduzione delle ferie per i magistrati (vanno in vacanza come i bimbi
dell'asilo), l'estinzione delle cause per inerzia, le notifiche via mail e, per
il processo del lavoro, il deposito contemporaneo di dispositivo e motivazione
delle sentenze (per la verità è così, di già, anche per gli altri procedimenti,
ma i giudici tendono a non leggere quegli articoli). Ebbene: della prima cosa si
disputa e strilla, delle seconde nessuno si cura.
La prima mi parve sbagliata
nel merito e nel metodo (ed ho l'impressione se ne siano resi conto, al
governo), ma è impressionante i magistrati ritengano siano un centinaio di
migliaia i processi che saranno sospesi. Seguitemi: la norma riguarda solo i
reati commessi prima del giugno 2002 e sospende i procedimenti con pena prevista
inferiore a dieci anni, ma noi siamo nel giugno del 2008, sei anni dopo, e
secondo la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo quattro anni è il tempo massimo
perché possa considerarsi ragionevole il procedimento, quindi, in almeno
centomila casi, secondo i magistrati, l'Italia ha una giustizia incivile. Bella
roba! Se, però, si discute dei possibili rimedi, e qualcuno lo si adotta, allora
il pubblico sfolla e gli ardimentosi duellanti s'abbioccano. A loro non
interessa la giustizia, ma i processi a Berlusconi.
Capovolgiamo, allora, il
corretto ragionare, e vediamo se ci capiscono. Il processo per la corruzione di
Mills non andrà da nessuna parte, perché: a. i giudici sono viziati da faziosità
politica; b. il presunto reato è in prescrizione. Il verdetto, ammesso che ci si
arrivi, sarà falsato ed inutile. Questa non è una giustizia su misura per
Berlusconi, è la normalità, perché, nel nostro scassato Paese, le sentenze o non
arrivano o sono parole al vento. L'ingiustizia è uguale per
tutti.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it Pubblicato
da Libero
---
Cortina di ferro per i delinquenti. 16 Giugno
2008
Riporto il testo integrale dell'intervento di Marco
Travaglio:
"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo
ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è
quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei
frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro - voglioscendere - e di tanti
altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo,
anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi
vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all'impunità per le
alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis,
ma questa - ogni giorno ha la sua pena - la vediamo un'altra volta.
È
interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per
quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle
intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i
telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci.
Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle
intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è
una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase
delle indagini, fino all'inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un
fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata
di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle
intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto
ciò avverrà.
Ce l'hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono
meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente
ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500
intercettazioni all'anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra
popolazione. Com'è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni
all'anno e ancora non siamo contenti?
In realtà, l'abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni.
Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano
spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate,
l'altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati
calcolano che siano circa 20-30.000 all'anno.
Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone
intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a
intercettare sono l'FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie
locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino
ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo
0,2% dei processi. Altro che "tutto intercettato, tutti intercettati".
Comunque.
Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene
inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa
che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe -
anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui
fondi regionali; l'Europa sarà contenta di noi - sequestri di persona. Se fosse
vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro
ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di
estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando,
altra specialità delle mafie come l'usura. Lo sfruttamento della prostituzione.
La rapina. Il furto in appartamento...
Quante piccole gang o grandi gang di
ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per
delinquere; persino l'associazione per delinquere.
Lo scippo. L'incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che
smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I
reati ambientali: tutti i reati sull'ambiente, discariche, ecc. Salute e
sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente -
quelli li sappiamo - reati economico finanziari.
Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull'IVA
che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di
evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto
intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un
latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si
potrà più fare. Perché? Perché c'è un'altra clausola che dice che
l'intercettazione può durare al massimo tre mesi.
Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante
si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre
mesi, pazienza. Tempo scaduto.
Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale
anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una
persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia
nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli.
Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l'anonima sequestri
ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni,
oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto.
Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre
giudici per decidere su un'intercettazione. Pensate che in Italia il
GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti
può dare trent'anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà
condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l'intercettazione di un
telefonino. Pensate l'assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in
tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le
intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi
del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi
tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti
medio-piccoli. Perché?
Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su
un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno
fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto
una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini
che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo.
D'ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge
porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella
conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l'inchiesta. Non possono
proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla
male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano.
Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà
giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha
raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della
clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le
inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò
perdono l'inchiesta all'istante.
Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua
inchiesta, c'è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l'imputato. Se
l'imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l'indagato
denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari
non ha fatto - tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di
notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui - facciamo il
caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di
notizie - non si sa se è vero o non è vero - bene, il fatto stesso che sia stato
denunciato consente al suo capo di levargli l'inchiesta. Anche
se lui non ha fatto niente. Quindi è l'imputato che decide in qualche modo di
scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo
tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l'inchiesta.
C'è una "normina",
l'avrete forse letta, la "salva-preti". Dopo la "salva-Previti"
adesso abbiamo la "salva-preti" per cui se uno è un cittadino normale, niente,
legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo
vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo - ed è capitato anche
recentemente - allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un
ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile
omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla
parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda
l'abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante
limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere
informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che
con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi
non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello
che dice la difesa, di quello che dice l'accusa, dei decreti di perquisizione,
degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di
sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell'indagine sono non
pubblicabili.
Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge
stabilisce che quando il magistrato li consegna all'avvocato e all'indagato, in
quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono
più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di
pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno
vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un'altra cosa. Infatti nella legge
c'è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno
per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se
sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di
roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai
cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre
anni di galera. Più un'ammenda che va a mille e rotti euro. "Va beh - uno dirà -
ti pigli la multa: mille euro, li avrai?!
Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno
drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro". Il problema
è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno
tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che
significa?
Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti
condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in
Italia fino a due anni c'è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino
a tre anni di può chiedere l'affidamento al servizio sociale, come Previti.
Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma
che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo - nove per tre,
ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori
dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all'affidamento al
servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va
direttamente in galera.
Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita
di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro
notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in
galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno,
salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per
quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto - un anno - e
l'associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma
associata.
Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più
niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più
niente.
Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo... Ma
se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni - quello che i giudici non
potranno più scoprire - e i limiti alla pubblicazione - quello che i cittadini
non potranno più sapere - voi avete il quadro di una filosofia che
individua esattamente nei due poteri di controllo
democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere,
i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera
emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano
e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al
magistrato.
È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua
nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual
è?
È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle
deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa
centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti
pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per
Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello
di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo
di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai
dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia
da una ipotesi di frode.
Solo dopo si arriva a scoprire l'associazione a delinquere. Quindi, non
sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta
l'associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per
assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente
ora, perché il processo non è ancora iniziato - il processo di Napoli su
calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al
Corriere della Sera dei furbetti del quartierino.
Perché?
Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non
avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva
segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che
turbavano completamente il mercato perché l'arbitro tifava per una squadra anzi
ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni
caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per
Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della
Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli
orrori. Abbiamo sentito questo - mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama
così - ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi.
Questo ignorantissimo ministro "ad personam" Angelino Alfano
ridacchiare in televisione e dire: "Ma figuriamoci, un processo di omicidio
nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l'omicidio
l'abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare". Già. Peccato che
l'indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per
truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non
più "intercettabili", quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi
non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano
la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che
si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste
più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell'Antonveneta non
sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che
mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che
bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i
soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non
potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì.
Anzi, avrebbe comprato l'Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla
pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di
vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì
a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe
niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora
processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della
clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l'organo al posto
sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc.
che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli
scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già
morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero
nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i
danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che
pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era
giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall'ospedale e poi sono
stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri
su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella
sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa
faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava
regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni
Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un
turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo
Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la
mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta
mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è
successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un
controllo su quelle zone d'ombra della magistratura, perché mica i
magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un'indagine
probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone,
almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali,
giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della
Sera, hanno svelato la debolezza dell'impianto accusatorio e quindi quando
l'informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui
magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza
sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non
sbagliare.
ppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a
fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente
sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno
sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende
una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi
si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò.
li editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti
di pubblicare cose a rischio, perché?
Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro - ogni
articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a
processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla
legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società
di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare
gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all'interno della loro
azienda, cioè all'interno del giornale, della televisione o della radio, per
impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che
cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili
di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori?
Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa
legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per
pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica
all'Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi.
Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non
lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se
l'Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non
ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l'ordine è tenuto a
rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un
meccanismo di regime - l'altra volta abbiamo parlato di prove
tecniche di fascismo - qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo
prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse
nostalgico dei regimi passati, mandano anche l'esercito per le strade, perché si
capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto
sull'Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò
obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò
a procurarmi - e che farò di tutto per procurarmi come sempre - li pubblicherò.
E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento,
perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare
mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che
abbiamo lanciato dall'Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di
moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie
per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte
Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente
infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a
cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo
settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net,
dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell'opposizione
a manifestare.
Se i leader dell'opposizione non vorranno manifestare, cosa
abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe
preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i
giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per
impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti
del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate
parola. A lunedì".
---
Un finto
scandalo
di Vittorio Feltri - Libero 17 giugno
2008
Caro Presidente,
so benissimo quale sia il problema: ogni volta che
lei diventa premier - e questa è la terza - arriva un processo a suo carico.
Cosa vuole, i magistrati sono bravi ragazzi e dormirebbero volentieri, come quel
giudice siciliano che ha impiegato otto anni a scrivere una sentenza (oggi c'è
il commento di Paragone), ma quando vedono il nome di Berlusconi si scatenano e
non chiudono più occhio. Sicché fra qualche mese, puntuale più del destino,
giungerà a giudizio il procedimento pendente sulla sua testa relativo alla
vicenda Mills: televisioni, film, diritti, pagamento all'estero e roba simile.
Non entro nel merito della causa, non la conosco, non è particolarmente
interessante, non è questo soprattutto il problema. Qui si tratta di parlar
chiaro agli italiani e di raccontare quali e quante siano le difficoltà: come si
fa a governare un Paese decrepito, a risollevarlo,a modernizzarlo se il
presidente del Consiglio è assorbito dalla preoccupazione di subire una
condanna, magari soltanto di primo grado, ma pur sempre una condanna e quindi
sputtanante?
Ecco il punto. Gli italiani non hanno risparmiato voti per
consentirle di rientrare a Palazzo Chigi; segno che la stimano e che desiderano
con forza essere guidati da lei nella speranza - direi certezza - di uscire
dalle sabbie mobili in cui sono (e sono stati) precipitati. E se la democrazia
non è soltanto forma, è doveroso mettere lei in condizione di non deluderli.
Viceversa, come dicevo all'inizio, mi sembra che per una serie di
circostanze, forse non casuali, non possa dedicare ogni energia mentale e fisica
ad assolvere le alte funzioni cui è stato eletto, perché distratto dall'esigenza
di difendersi in Tribunale dove il clima non le è mai stato favorevole né lo
sarà, suppongo, nel prossimo futuro. Capisco i suoi cedimenti alla tentazione di
superare l'impasse, infilando delle norme-scappatoia in decreti riservati a
materie diverse. È molto umano cercare di cavarsela così. Si spedisce il
provvedimento in Parlamento e, se approvato, d'incanto tutto va a posto o viene
rinviato a tempi più propizi.
Però questo genere di invenzioni parenti
strette dell'improvvisazione non vanno molto lontano, non sfuggono
all'attenzione della stampa e di conseguenza dell'opinione pubblica. Di qui le
solite polemiche sulle leggi ad personam, sulla tendenza del premier a occuparsi
più degli affari suoi che di quelli di Stato. E quando la frittata è cotta
diventa pressoché inutile abbozzare delle giustificazioni, che pure esistono e
non sono fragili.
Non alludo solamente al processo Mills, ma anche al
tormentone di Rete4 candidata al confino sul satellite. Mi scusi se insisto,
signor Presidente. Ma chi le impedisce di dire sinceramente agli elettori quali
sono le cosine che le stanno a cuore? Fuori il dente, fuori il dolore. Il
discorso da pronunciare non è complicato.
Primo. Basta con questi processi
che alla fine sfociano nel nulla. Li prendiamo, li collochiamo nel freezer e al
termine del suo mandato li scongeleremo in modo non si sospetti un tentativo di
eludere le sentenze. È tecnicamente un pasticcio? Affidate la pratica a un
costituzionalista provetto e lui escogiterà un sistema idoneo ed efficace.
Secondo. Togliere dal mercato una emittente importante quale Rete4 è una
boiata pazzesca? Sì, lo è. Specialmente se si considera che la Rai dispone di
tre reti intoccabili. Inoltre, in un momento come questo in cui le aziende vanno
male, ucciderne una per fare un dispetto a Silvio è da folli. Ci sono altre
televisioni che attendono l'assegnazione di canali? Bene. Datene anche ad esse e
non se ne parli più.
Non sono concetti astrusi. Se lei va in tivù e li
esprime sono persuaso che nessuno avrà nulla da eccepire. Coraggio. Si sbrighi a
chiudere questi capitoli. Converrà, Presidente: è molto meglio affrontare il
popolo che giocare sotto il tavolo nell'illusione di farla franca.
Cà
nisciuno è fesso.
---
La maggioranza ha votato compatta a favore
della legge "blocca-processi". Ecco l'elenco dei 38 reati che venendo sospesi
per un anno, finiranno quasi tutti per restare impuniti:
*- aborto clandestino*
- abuso d'ufficio
- adulterazione di sostanze
alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
-
calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione
giudiziaria -- è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
-
detenzione di documenti falsi per l'espatrio
*- detenzione di materiale
pedo-pornografico*
- estorsione
- falsificazione di documenti
pubblici
- frodi fiscali
*- furto con strappo*
*- furto in
appartamento*
*- immigrazione clandestina* ("pensate, dopo tutte le menate
che fanno con la storia dell'immigrazione clandestina, adesso sospendono i
processi" --
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni
illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per
colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata
("tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li
si processa" -- )
- peculato
- porto e detenzione di armi anche
clandestine
*- rapina*
- reati informatici
- ricettazione
-
rivelazioni di segreti d'ufficio
*- sequestro di persona*
*- sfruttamento
della prostituzione*
- somministrazione di reati pericolosi
*- stupro e
violenza sessuale*
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità
Europea
- usura
*- vendita di prodotti con marchi contraffatti*
-
violenza privata
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci
anni, vengono sospesi.
FATELA GIRARE. ORGANIZZATE LA RESISTENZA CONTRO LA
CASTA.
*****************