INPS: Se Maria Cordova indaga ha scovato il sorcio
Passando da una truffa all'altra, dalle carriere lampo alle pensioni pagate ai defunti, questa è l'INPS con i suoi falsi e le sue truffe
Chi è Maria Cordova?
Un magistrato modello come tutti i cittadini vorrebbero
Sabato 31 Maggio 2008 
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Intercettazioni: Chiacchiere oscure e manovre
Cortina di ferro per i delinquenti
 Un finto scandalo
L'elenco dei 38 reati che venendo sospesi per un anno, finiranno quasi tutti per restare impuniti
 
Maria Cordova, che è anche una gran bella donna, è il sostituto Procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica di Roma ed è il magistrato a cui sono state affidate alcune delle inchieste più scottanti sugli scandali amministrativi della Roma ladrona. Quando un'inchiesta finisce sul suo tavolo si può star certi che il sorcio da scovare, e da assicurare alla Giustizia, è un sorcio grosso, o è un gruppo di pantegane a delinquere, e famiglie, che ingrassano a sbafo dei contribuenti.
Maria Cordova ha indagato anche sulla famigerata STA, la società detta dei "parcheggi d'oro romani", società privata che gestisce le strisce blu per intenderci, facente capo al Comune di Roma e fondata dal sindaco Rutelli e la sua Giunta. Società molto "chiacchierata" anche per la presunta partecipazione della giornalista Barbara Palombelli, moglie di Rutelli, e che ha continuato ad operare sotto la sindacatura Veltroni e che proprio in questi giorni è stata smantellata dopo una lunga guerra che ha visto morti e feriti tra cui l'ex sindaco della Capitale, Rutelli, e la sua Giunta condannati dalla Corte dei Conti a pagare dieci miliardi di lire all'Erario, poi dalla Corte di Appello, infine condannati dalla Corte di Cassazione con sentenza definitiva del 2006.
Dei ricorrenti scandali dell'INPS, con una ineccepibile inchiesta di Giannantonio Valle, se ne era già scritto sul numero di Marzo del mensile LiberoReporter ma nessun quotidiano o settimanale, ne' alcun servizio Tv, l'aveva ripresa. More solito: quando non c'è da fare un piacere politico a questo o a quello, i media, generalmente,
"ignorano" gli scandali fino a quando l'occasione si rivela ghiotta per lo schieramento politico per cui militano a sempiterno sputtanamento di quello avverso.
Ma cos'ha scoperto Maria Cordova nell'inchiesta condotta da un anno dal nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza?
Che le pensioni, non solo a Roma ma in tutta Italia, vengono erogate dall'INPS ad individui morti da anni tra cui cadaveri eccellenti di 116 anni.
Ci auguriamo che, quando e se scoppierà il caso, a finire sul tavolo del bel sostituto Procuratore aggiunto Maria Cordova sarà l'inchiesta sul piano, piano già avanzato e munito dei permessi necessari, per la costruzione delle case popolari progettate durante la precedente Amministrazione capitolina situate a pochi metri dalla discarica tossica di una certa zona di Roma.
E chissà che il sostituto Procuratore aggiunto Cordova non si debba occupare anche dell'Ama, la Municipalizzata che gestisce i rifiuti di Roma-Lazio a cui i romani pagano tributi onerosissimi per continuare ad avere in cambio, nonostante i richiami del neo sindaco Alemanno, una città lercia e per vedere troppi degli "operatori ecologici" non fare il lavoro per cui sono pagati ma recarsi al lavoro nero. Ma il sindaco Alemanno non aveva dichiarato urbi et orbi che i vertici dell'AMA andavano azzerati? O forse l'AMA è un sorcio & un gruppo di pantegane a delinquere troppo grosse per Alemanno?
                      Giuliana D'Olcese  www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
 
15 Marzo 2008
Inedito sul numero di Marzo di LiberoReporter
Redazione @ liberoreporter.it - Sito internet www.liberoreporter.it
Lo Scandalo dell'INPS: 15 dirigenti irregolari "sfuggono" al magistrato della Corte dei Conti
    di Giannantonio Valle
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La Procura di Napoli ha ordinato larresto di 25 persone,
funzionari pubblici e impiegati di aziende con relazioni con il Commissariato per l’emergenza dei rifiuti (Cdr). Il primo giorno la notizia era il titolo di copertina, poche ore dopo è diventata cronaca nelle pagine interne (Corriere) o motivo di fastidio, titolo di Repubblica: “Rifiuti, la magistratura ha creato problemi”.
I giornali di Veltrusconi sono allineati nella difesa di Monnezzopoli. Sono stati arrestati i capi impianti Cdr di Napoli, Benevento, Caserta, Avellino, Salerno.
Il tecnico del Cdr e responsabile unico per il procedimento dell’inceneritore di Acerra. Gli amministratori delegati delle società Fibe del gruppo Impregilo, e Ecolog delle Ferrovie dello Stato. Marta Di Gennaro, braccio destro di Bertolaso....
di Beppe Grillo, [continua]
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Grazie Giuliana per diffondere queste notizie.
I mass media li considerano ormai noiosi e la gente è ormai apatica alla zozzura che ci circonda, sotto alcuni aspetti trovo nei contenuti delle tue note affinità con i servizi di Milena Gabanelli di REPORT.
Speriamo che la MORAL SUASION possa entrare nelle coscenze della gente di buona volontà e di buon senso.
Buona giornata, Vittorio
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Beh, è un gran complimento che le mie note siano paragonate ai servizi di Milena Gabanelli di REPORT.
Grazie gd'o
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La Rete del Grillo: "MONNEZZOPOLI/ BOKASSA BASSOLINO"
In Campania l'emergenza è stata voluta. Un segnale l’ho avuto il 23 febbraio 2008. 30.000 ragazzi e ragazze dei MeetUp sono scesi in piazza Dante a Napoli per far festa e insieme insegnare come ridurre e differenziare i rifiuti, fare la raccolta porta a porta, il compostaggio, il trattamento meccanico biologico. E pretendere centri di riciclo come quello di Vedelago che trasformano, senza bruciare, gli scarti in sabbie sintetiche per l'edilizia. Uno Stato serio avrebbe portato quei giovani su un palmo di mano come esempio per Napoli e la Campania. Uno Stato colluso li ha censurati.
L'evento, raccontato dalle telecamere di BBC, CNN ed altri media stranieri, è stato oscurato da tg e giornali nazionali, tanto che David Willey, corrispondente dall'Italia della BBC commentò: "Aprire i giornali il giorno seguente e non trovare notizie è imbarazzante, ma è chiaro che in Italia manca una stampa libera e indipendente”... [continua]
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di Isidoro De Rosa
Le cronache dei mesi scorsi riguardo monnezzopoli, hanno già spiegato come l'Impregilo pilotasse l'emergenza rifiuti, orchestrando con tutti i gestori delle discariche campane, l'apertura, o la chiusura a suo piacimento, dei vari siti, per far sì che si fosse sempre a un passo dal collasso monnezza, e mantenere sempre una situazione critica, così che i politici si adoperassero a far affluire sempre costantemente fondi per l'emergenza, che andavano anche a società create ad hoc da esponenti della malavita campana. Non c'è che dire, una bella triade, industria-politica-malavita.
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*Lo Scandalo dell'IMPS*
Questo tuo (se non mi sbaglio io) leggero errore di sigla (IMPS invece di INPS) mi suggerisce una variante al significato della stessa: Istituto Manipolazione dei Pubblici Soldi. Ma ovviamente ce n'è a iosa...
Senti non so se ti è giunta la notizia. Qui (dicono, perchè tutto è sotterraneo e quindi non si vede) c'è un oleodotto che pare parta da La Spezia e pare arrivi fino in friuli nulla di "civico", serve per alimentare tutti gli aeroporti militari. Insomma qualche giorno fa il "tubo" si è rotto è uscito cherosene da un po' di tombini, sottosuolo "in ammollo" insomma ovviamente tutti minimizzano ma sorge il dubbio che ci sia un bel mini-disastro ecologico. intanto c'è un mucchio di gente che non può più utilizzare l'acqua eppoi chissà che sfacelo che ci sarà sotto.... vabbe' che il petrolio si prende dal sottosuolo e che questo potrebbe essere visto come "un rientro" però....
Ci voleva per rianimare la questione Dal Molin una bella fiammata... Poi se uno sbadatamente avesse buttato una cicca in uno dei tombini "militarizzati" la fiammata ci sarebbe stata veramente ma pazienza... Viva l'italia!!! Saluti carissimi CAS
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BELLISSIMO!! Istituto Manipolazione dei Pubblici Soldi (,-)
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Leggo su Virus un "pezzo" sul fatto che internet è fatto per resistere ad una guerra nucleare.
Resisterà pure ad una guerra nucleare, però c'è un modo di scombussolare la rete e al limite di fermarla... basterebbe darla in gestione a Telecom Italia!!!!
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*Lo Scandalo dell'IMPS*
IMPS è la stessa cosa dell'odiata INPS? Sandro
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Sì, ma vuol dire anche Istituto Manipolazione dei Pubblici Soldi (,-)
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Ecco, questo mi piace di più :)
Sono perfettamente d'accordo: io, non informato, pensavo più modestamente che fossero soltanto ladri. Ringrazio per il supporto culturale.
Sandro
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Lo Scandalo dell'INPS sulla mia pelle:
proprio oggi ho ricevuto dall’agenzia delle entrate un avviso di pagamento per una quota di iva non versata (secondo loro) per l’acquisto di un box effettuato nell’aprile 2003 (al limite della prescrizione mi mandano la notifica). Peccato che l’iva pagata al 4% sia invece stata pagata al 10% come LA LEGGE IMPONE.
Sono contenta di avere in mano tutta la documentazione che dimostrerà la mia onestà, ma sta di fatto che per poter dimostrare che “loro” sono degli stronzi che ci provano, io dovrò perdere una giornata di lavoro per recarmi all’agenzia delle entrate e far lavorare una dipendente (che noi paghiamo) che probabilmente sapeva già dall’inizio che i soldi che mi richiedeva non erano dovuti!!!
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Il Ministro Intervenga affinchè casi come De Magistris e Forleo non avvengano mai più!
La Procura di Salerno ha fatto finalmente giustizia per De Magistris e Dio ha ascoltato le ns preghiere! GRAZIE!  
Ora intervenga il Ministro Alfano anche per la Forleo e affinchè nella Magistratura siano premiati i corretti! Oggi pensiamo che chi venga premiato nella Magistratura sia colluso con il potere politico e ciò non è bello per la loro categoria! Autonomia dalla politica!
arch. Graziella Iaccarino-Idelson Napoli
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Al CSM e al Ministro della Giustizia
ERA ORA!!!!!!!!!!!!!!! WIWA DE MAGISTRIS E FORLEO!!!!!!!!!
Il Ministro Intervenga davvero affinchè casi come De Magistris e Forleo non avvengano mai più. La Procura di Salerno ha fatto finalmente giustizia per De Magistris e Dio ha ascoltato le nostre preghiere. GRAZIE! Ora intervenga il Ministro Alfano anche per la Forleo e affinchè nella Magistratura siano premiati i corretti.
Oggi pensiamo che chi venga premiato nella Magistratura sia colluso con il potere politico e ciò non è bello per la loro categoria. Autonomia dalla politica.
Giuliana D'Olcese
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Giustizia
Personalmente sono pienamente d'accordo che debbano andare avanti solo i processi che riguardano i reati più gravi - vista l'inefficienza del sistema giudiziario devono esser radiati quei giudici che permettono ai rei di gravi atti di uscire per decadenza dei termini. Sono pienamente d'accordo che chi guida la nazione, eletto dal popolo sovrano, debba avere il tempo per governare e non quello di difendersi dai giudici comunisti (o da giudici fascisti quando gli eletti sono di sinistra).
Sono pienamente d'accordo con chi sostiene che la magistratura è un organo dello Stato, al servizio dello Stato e del governo eletto che è sovrano i giudici devono essere discreti, non politicizzati, devono operare al servizio del popolo, non devono fare esternazioni, massimamente quelle politiche.
I giudici non devono commentare le leggi, ma devono applicarle. Vittorio Baccelli - cp.132 -55100 lucca http://baccelli1.interfree.it
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Sinistra al collasso, magistratura all'assalto - 29 Giugno 2008
Il collasso politico della sinistra, l'incapacità di interpretare l'importante ruolo dell'opposizione, può avere conseguenze pericolose. Si vede anche nelle questioni giudiziarie. La sinistra, certo, ha perso le elezioni, ma il trauma politico, la perdita d'identità e lo smarrimento programmatico pesano molto di più del non essere riusciti a convincere una parte del proprio elettorato ad andare a votare. Alle sconfitte si rimedia, e da quando è nata la così detta seconda Repubblica, del resto, la vittoria è in altalena: ora la destra, la volta dopo la sinistra, quindi ancora la destra, e così via. Più difficile rimediare allo spaesamento. Poco male, penserà qualcuno, un governo senza opposizione si muove meglio e più liberamente. Niente affatto. L'assenza d'opposizione politica induce altri poteri a credere di poterne occupare lo spazio. Insomma, nessuno potrà mai farmi credere che un processo dove Berlusconi è imputato ed un'inchiesta che lo intercetta giungono casualmente a cottura nello stesso momento, dopo mesi ed anni di stop and go.
E cosa analoga valeva per certi uomini della sinistra, accusati da membri del governo e dimenticati nel prosieguo. Noi, che teniamo la testa sulle spalle, lo dicemmo anche allora e subito puntammo il dito non contro l'inchiesta (mai fatto), ma contro la sua strumentalità politica. La sinistra, invece, non è capace di questo riflesso, ed anzi è alleata con la più evidente escrescenza politica di questa deviazione costituzionale. E' il vuoto che oggi riempie le loro teste a dar spazio all'avventurismo giustizialista. E lo scrivo con preoccupazione, mica con piacere.
Anche lo scontro in corso, nella sinistra, non depone bene. I prodiani rivendicano l'eredità di una formula utile a vincere, ma che ben due volte s'è sfasciata nella prova di governo. Veltroni era partito col piede giusto, rivendicando identità e coerenza programmatica, salvo perdere entrambe nelle alleanze e nell'assenza di proposte che non siano frasi ad effetto. D'Alema guarda oltre e fonda "red", che sarà pure inglese, ma significa rosso e dimostra quanto il più intelligente faccia fatica a capire che non è morto solo il comunismo, seppellito fra i mostri della storia, ma anche la socialdemocrazia. Queste sinistre macerie pesano sulla buona salute della democrazia.
 Davide Giacalone www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
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Napolitano fermi il CSM - 29 Giugno 2008
Il Presidente della Repubblica ha una splendida occasione per onorare il ruolo di difensore della Costituzione: impedire al Consiglio Superiore della Magistratura di discutere sulla costituzionalità di un decreto legge. La seduta plenaria è convocata per il primo luglio, esattamente con questo, insurrezionale, ordine del giorno.
Tocca a Napolitano, quale presidente dell'organo di autogoverno dei magistrati, fermare tutto.
Lo scrivo avendo già espresso un giudizio assai severo su quell'emendamento al decreto, e sul fatto stesso che sia stato presentato. E' una norma dannosa, che può avere esiti pericolosi. La guerra fra poteri dello Stato, ogni giorno sempre più intollerabile, deve essere affrontata in modo diretto, senza carambole che finiscono con il demolire il poco che ancora sta in piedi. Il giudizio del Csm, però, è anch'esso pericoloso ed un passo verso l'abisso, per tre ragioni: a. quell'organo non ha alcuna competenza circa la costituzionalità di leggi e decreti, quindi avremmo le toghe politicizzate e correntizzate che non solo usurpano la politica, ma anche la più alta magistratura repubblicana; b. grazie alla tempestività con cui i relatori, animati da antica e colorita passione politica, hanno diffuso le loro pensate, il plenum si svolge più in piazza che a Palazzo dei Marescialli; c. discutere il loro testo mette Napolitano in una condizione insostenibile, perché se lo approva rinuncia ad una sua prerogativa costituzionale (e non può), se chiede sia respinto accetta che il Csm debordi dalle sue funzioni, ma lo richiama alle necessità politiche (e non può), se non ci va e se la batte rimedia una figura meschina.
L'unica soluzione decente consiste nel proibire la seduta di martedì prossimo. E' noto che al Quirinale sono molto attenti a che un "precedente" legittimi le decisioni presidenziali. C'è, risale al 1991, chi avesse scarsa memoria si rivolga a Francesco Cossiga. Allora fu fermato il vice presidente Galloni, che come Mancino ed il suo predecessore, Rognoni, vengono tutti dalla sinistra democristiana. Una costante inquietante, in un organismo che perpetua gli equilibri lottizzatori di un mondo politico che non conta più un voto, ma ancora ne occupa il vertice con i propri morti viventi. Per la giustizia, insomma, è più un sarcofago che una teca.
 Davide Giacalone www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
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Spioni salvati, spiati gabbati
Mentre impazza il dibattito sulle intercettazioni legali, disposte dalla magistratura, zitto zitto va a morire il mai nato processo sulle spiate illegali, di cui si resero protagonisti settori di Telecom Italia. Anzi, è già morto, perché, se si farà, servirà a giudicare un passato remoto, mentre sul fenomeno vivo hanno agito gli arresti cautelari e le notizie diffuse nel corso delle indagini, confermando la triste condizione di una giustizia che s'amministra usando tutto, tranne che le sentenze.
I coinvolti nelle indagini sono liberi e tutti da considerarsi degli innocenti. I vertici di Telecom sono cambiati, senza che i vecchi siano stati sfiorati dalle indagini e i nuovi abbiano considerato utile tutelare in qualche modo la società. Coloro che avevano assunto gli indagati, e creato la struttura nella quale agirono, sostennero che dalla loro attività la società era stata lesa, che non solo i suoi amministratori non avevano nulla da rimproverarsi, ma, semmai, reclamavano giustizia.
Hanno smesso di reclamare, e forse non sono neanche stati lesi. Non è successo nulla, insomma. Sì, è vero, ci sono montagne di dossier, spiate, pedinamenti, accumulo di materiale a scopo diffamatorio, tentativi di condizionare chi liberamente scriveva, ma le indagini sono ferme da più di un anno (essendo iniziate nel maggio del 2005), in attesa che la Corte Costituzionale faccia sapere come deve essere interpretata la legge che impone la distruzione di tutta quella roba.
La Corte, dal canto suo, continua a rinviare, aspettando che sia il legislatore ad occuparsi di quel che segnalammo già all'epoca: se si distrugge tutto, su che si fanno i processi? Nel 2006 destra e sinistra votarono per la distruzione, in modo che degli innocenti non fossero calunniati. Peccato che fosse già tutto (o quasi) sui giornali.
Il tempo passa, il processo non si vede e nemmeno il rinvio a giudizio, la prescrizione galoppa, la procura attende la Corte che attende il Parlamento. Noi attendiamo di sapere se, per caso, non sia uno scherzo, visto che così andando ci si scanna su come perseguire i reati, ma si rende non più perseguibile un gigantesco intreccio di politica, affari e spie private. Dritto a processo, però, si manda l'ex capo dei servizi segreti statali. Nel migliore dei casi, un ridicolo paradosso.
 Davide Giacalone www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
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LA MOLTIPLICAZIONE DEI P.O.N. E DEI PESCI
Ma non c'è solo gli scandali dell'INPS. Anche quest'anno, in molte scuole d'Italia si è rinnovato il "miracolo" della moltiplicazione (e della spartizione) dei P.O.N. e dei pesci. Il "miracolo" s'è avverato pure nella mia scuola. Molto più che in passato ho potuto seguire il turpe spettacolo messo in scena nel "progettificio scolastico" nel quale lavoro. Si è consumato l'ennesimo "mercato delle vacche", senza offesa per le vacche e i loro venditori. Con la differenza, non secondaria, che un vero mercato delle vacche denota una maggiore dignità e legittimità, una maggiore serietà e nobiltà, almeno rispetto alle oscenità affaristiche e venali a cui si assiste in un "progettificio scolastico". Ma perché mi dichiaro apertamente contro i cosiddetti "progettifici scolastici"?
E' presto detto. Sono contro i "progettifici" non per ragioni ed istanze ideologiche astratte, non per partito preso o una posizione aprioristica, bensì per riflessioni legate alla mia cognizione ed esperienza diretta, avendoli sperimentati personalmente nel corso della mia carriera professionale, in modo particolare negli ultimi anni.
Nulla mi impedirebbe di essere propenso verso l'offerta, il finanziamento e l'esecuzione di progetti di qualità, purché siano creati, presentati e realizzati seriamente, ma mi accorgo che i casi positivi sono eccezioni molto rare, anzi rarissime. Invece, i "progettifici scolastici" si caratterizzano negativamente per vari motivi, anzitutto per un'assenza di intelligenza, di creatività e trasparenza, per scarsa correttezza ed equità, per mancanza di razionalità e rispondenza ai reali bisogni psicologici, formativi, sociali e culturali degli studenti, mentre obbediscono solo ad una logica cinica e affaristica. Per non parlare dei continui strappi alle regole, delle reiterate violazioni di norme e diritti sanciti dalla legge, delle innumerevoli e meschine scorrettezze commesse all'interno delle scuole.
Dunque, ribadisco di essere favorevole ai progetti di qualità ma fermamente contrario ai "progettifici", in quanto i primi si basano (appunto) sulla qualità, mentre i secondi sulla quantità, in molti casi addirittura sulla quantità "industriale". Non a caso i "progettifici" sono definiti in tal modo, proprio perché si configurano come "fabbriche di progetti". In gran parte si tratta di progettini vuoti ed insulsi, privi di intelligenza e valore culturale, di estro creativo e progettuale, senza armonia e rispondenza alla realtà del territorio, anzi in grave disaccordo con le istanze effettive degli alunni. In molti casi si tratta di "progetti-fantasma", esistenti solo sulla carta, la cui attuazione non è sottoposta ad alcun sistema di controllo.
Gli stessi meccanismi e strumenti di monitoraggio e verifica sono inefficaci o inesistenti, ovvero esistenti solo sulla carta. Sono sempre più numerose le scuole italiane che tendono a configurarsi come "progettifici" senza valore, per la semplice ragione che la produzione e l'offerta di progetti e progettini su scala industriale conviene economicamente ai dirigenti scolastici e ai colleghi più venali ed affaristi. I quali, non a caso, puntano sui "progettifici" e non sulla qualità, perseguendo esclusivamente la "produttività economica", vale a dire il facile guadagno. In particolare nella mia scuola, quest'anno i progetti (mi riferisco non solo e non tanto ai P.O.N., quanto soprattutto ad altre tipologie di progettazione e di finanziamento economico) hanno conosciuto una proliferazione impressionante, si sono moltiplicati a dismisura, si sono scissi, frammentati e ricomposti "magicamente", sono stati riciclati e riesumati in modo "prodigioso", cambiando natura e caratteristiche, veste, tipologia e denominazione, persino il nome del referente. Perciò, sono nauseato e indignato!
Lucio Garofalo, insegnante
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Gentile lettore, e allora quali rimedi propone a questo ennesimo parassitismo di Stato?
Cordialmente gd'o
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Non a caso i "progettifici" sono definiti in tal modo, proprio perché si configurano come "fabbriche di progetti".
In gran parte si tratta di progettini vuoti ed insulsi, privi di intelligenza e valore culturale, di estro creativo e progettuale, senza armonia e rispondenza alla realtà del territorio, anzi in grave disaccordo con le istanze effettive degli alunni. In molti casi si tratta di "progetti-fantasma", esistenti solo sulla carta, la cui attuazione non è sottoposta ad alcun sistema di controllo. Gli stessi meccanismi e strumenti di monitoraggio e verifica sono inefficaci o inesistenti, ovvero esistenti solo sulla carta.
Sono sempre più numerose le scuole italiane che tendono a configurarsi come "progettifici" senza valore, per la semplice ragione che la produzione e l'offerta di progetti e progettini su scala industriale conviene economicamente ai dirigenti scolastici e ai colleghi più venali ed affaristi. I quali, non a caso, puntano sui "progettifici" e non sulla qualità, perseguendo esclusivamente la "produttività economica", vale a dire il facile guadagno.
Lucio Garofalo
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INTERCETTAZIONI: MA QUALE ATTENTATO ALLA LIBERTA' DI STAMPA?!
di Nicola Cariglia - Pensalibero Tuesday 17 June 2008
Il giornalista dovrebbe innanzitutto muoversi di propria iniziativa, vagliare le fonti e cercare di fornire informazioni complete, non parziali e di parte come sono quelle spifferate da chi ha interesse e ne sceglie tempi e modi.
Se c'era bisogno di una prova dello stato di profonda crisi in cui versa la stampa in Italia, le associazioni dei giornalisti, tutte, l'hanno fornita con le proteste sulle limitazioni previste alla pubblicazione delle intercettazioni dal disegno di legge del governo. Le argomentazioni, nel merito e nel metodo sono assai simili a quelle delle associazioni dei magistrati: senza intercettazioni, avevano detto le toghe, non si sarebbero scoperti molti gravi reati: corruzione, aggiotaggio, malasanità, etc., che hanno indignato ultimamente la pubblica opinione. Senza intercettazioni, dicono i rappresentanti dell'ordine, del sindacato, e di altre associazioni giornalistiche, non avremmo potuto informare e la gente non avrebbe potuto sapere.
Vale per i giornalisti ciò che abbiamo scritto per i magistrati: è falso. Ed anche più grave rispetto all'ammissione dei magistrati che le indagini ormai si fanno solo intercettando e incentivando, con moneta sonante ed altri benefici, i "pentimenti". Perché la professione giornalistica è (o dovrebbe essere) ben altro che attendere le soffiate, sempre interessate, come tutti sappiamo, della polizia, dei pubblici ministeri, degli ambienti della finanza, dei ministri o degli assessori. Il giornalista dovrebbe innanzitutto muoversi di propria iniziativa, vagliare le fonti e cercare di fornire informazioni complete, non parziali e di parte come sono quelle spifferate da chi ha interesse e ne sceglie tempi e modi.
Prendiamo anche noi gli esempi citati in questi giorni, che si riferiscono soprattutto alle scalate bancarie di tre anni fa, con appendice di furbetti del quartierino, e all'incredibile e odiosa vicenda della "clinica degli orrori" di Milano. Cosa ci vogliono dare a intendere: che nessuno sapeva o poteva immaginare la "lotta per banche" che si stava svolgendo? Che i giornalisti che seguono le vicende economiche non avrebbero potuto, se liberi di farlo, avvicinarsi alla verità che è emersa tramite le intercettazioni ed anche ad altre verità che sono rimaste inesplorate? Come quella che vuole l'allora sconosciuto Ricucci aver tentato la scalata del Corriere della Sera per proprio conto contro la ferrea alleanza del sindacato di controllo che raggruppa la maggior parte del mondo industriale e finanziario italiano? E per quanto riguarda la clinica Santa Rita dove sono stati contestati cinque omicidi, si indaga su altri venti decessi sospetti e un centinaio di lesioni gravi dovute ad interventi operatori arbitrari, si vuole forse sostenere che senza intercettazioni una mostruosità simile può restare sommersa?
La verità è un'altra. La professione è decaduta per molteplici ragioni: i bilanci che costringono a limitare gli organici e a utilizzare i giornalisti come passacarte, la formazione inesistente, le carriere che si sviluppano con l'appartenenza a cordate non solo politiche, la pressione asfissiante degli inserzionisti di pubblicità, gli interessi obliqui degli editori. E allora, ecco i giornali sempre più uguali fra loro; ecco i comunicati degli uffici stampa dei potenti che si fanno notizia, le inchieste che diventano sempre più rare. Ed ecco, di conseguenza, che se un cittadino qualsiasi ha qualcosa da segnalare non trova nessuno disposto ad ascoltarlo.
La libertà di stampa è insidiata da questi mali, non dall'impossibilità di spiare e di sputtanare indiscriminatamente.
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INTERCETTAZIONI: CHIACCHIERE OSCURE E MANOVRE D.Giacalone
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Firma anche tu su
Petizione web
Libertà sul web
Sentenza oscurantista in Italia.
Condannato penalmente da un tribunale della Repubblica per il reato di "stampa clandestina", reo di aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale "accadeinsicilia", già oscurato d'autorità.
E' avvenuto un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia.
Carlo Ruta è stato condannato a una pena pecuniaria, per "stampa clandestina", solo per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare.
L'incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell'inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.
Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E' quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione.
Firma la petizione, potresti essere tu il prossimo condannato
Grazie per aver dato il tuo contributo
 Stampa clandestina? Parte la petizione  http://punto-informatico.it/images/testata_pi_interna1.gif 
Roma - Un blogger condannato per stampa clandestina? La sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato grande emozione in rete ed ora c'è chi promuove una protesta per sensibilizzare su un argomento delicatissimo. In particolare ci lavora Censurati.it che ha avviato una petizione web.
La petizione parla di "sentenza oscurantista" e di "fatto gravissimo" che "potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia".
A detta di Censurati.it, che da molti anni segue da vicino le restrizioni e i limiti imposti alla libertà di espressione dentro e fuori della rete, è stato di fatto condannato "un normalissimo blog". La sentenza viene descritta, dunque, come "incredibile", una sentenza "che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. È quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione".
Consigli Free: Fantastico!
**UNA PAGINA INFETTA OGNI 14 SECONDI**
Ogni giorno vengono identificate 15.000 nuove pagine web infette. Un decalogo di sicurezza con i consigli da seguire è su
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=7764
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TLC, blitz della Guardia di Finanza
Roma - Le indagini sono in corso, c'è massimo riserbo sui nomi delle società coinvolte, ma ieri la Guardia di Finanza ha svolto un'operazione coordinata in più città (Arezzo, Perugia, Parma, Salerno, Roma e Milano) tesa ad accertare l'entità dell'evasione fiscale di una o più persone fisiche a cui sarebbero riconducibili una serie di società, italiane ed estere. Aziende impegnate nelle TLC alle quali però si attribuiscono frodi fiscali e truffe ai danni degli utenti.
Stando a quanto emerso, l'ipotesi degli inquirenti è che queste società abbiano lucrato illegalmente sui famigerati servizi a sovrapprezzo forniti tramite numeri 166, 178 e 899. Gli introiti derivanti da questi numeri, infatti, sarebbero stati in buona parte deviati attraverso un intrico di imprese su conti correnti esteri, sottraendo così all'imposizione IVA una somma valutata attorno ai 41 milioni di euro.
Non solo: secondo gli investigatori del Nucleo provinciale di Polizia tributaria di Arezzo, che hanno ricostruito per più di un anno le attività dei coinvolti prima del blitz di ieri, molti altri denari sarebbero stati introitati truffando gli utenti. Questi ultimi si ritrovavano poi in bolletta addebiti per chiamate mai fatte a servizi di astrologia, linee erotiche e altro ancora.
Ad aggravare la posizione degli indagati potrebbe intervenire la ricostruzione del gioco di scatole cinesi in cui si muovevano le imprese coinvolte.
Le società estere sono infatti piazzate in paradisi fiscali, prive di contabilità ed aperte con capitali sociali contenuti: l'idea è che siano state utilizzate per giustificare fatture false e un giro di denaro teso a nascondere all'Erario italiano i capitali. Anche per questo gli agenti, la Procura della Repubblica e l'Agenzia delle entrate di Firenze si sono mossi per porre sotto sequestro i conti bancari sui quali transitavano quei denari.
L'intrico di società italiane ed estere era favorito dalla possibilità per l'operatore TLC italiano coinvolto nell'inchiesta di affidare la gestione dei numeri a sovrapprezzo a terzi, aziende a cui sono intestati i call center internazionali. Centri che venivano però gestiti in realtà da personale dell'operatore stesso: questo consentiva di fatturare provvigioni senza che vi fosse motivo, al solo scopo, secondo le ipotesi dei finanzieri, di spostare quei profitti al di fuori del raggio d'azione del Fisco nostrano.
La Guardia di Finanza parla di "consistente evasione" e "indebito arricchimento". Le perquisizioni sono state considerate necessarie per acquisire ulteriori elementi che possano confermare una ricchezza acquisita in modo illegale.
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L'ingiustizia è uguale per tutti
Non è bello, ma è così: della giustizia, quella vera, non importa a nessuno dei tanti commentatori, o delle tante coscienze a tassametro.
Funziona il riflesso condizionato del giustizialismo, funziona la sfida fra poteri, avvince il clangore delle sciabolate, ma la giustizia ed il suo non funzionamento no, non interessa. Ecco la prova: nel giro di pochi giorni il governo ha varato prima un emendamento, destinato alla posposizione di alcuni processi, poi un decreto ed un disegno di legge che contengono indicazioni come la riduzione delle ferie per i magistrati (vanno in vacanza come i bimbi dell'asilo), l'estinzione delle cause per inerzia, le notifiche via mail e, per il processo del lavoro, il deposito contemporaneo di dispositivo e motivazione delle sentenze (per la verità è così, di già, anche per gli altri procedimenti, ma i giudici tendono a non leggere quegli articoli). Ebbene: della prima cosa si disputa e strilla, delle seconde nessuno si cura.
La prima mi parve sbagliata nel merito e nel metodo (ed ho l'impressione se ne siano resi conto, al governo), ma è impressionante i magistrati ritengano siano un centinaio di migliaia i processi che saranno sospesi. Seguitemi: la norma riguarda solo i reati commessi prima del giugno 2002 e sospende i procedimenti con pena prevista inferiore a dieci anni, ma noi siamo nel giugno del 2008, sei anni dopo, e secondo la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo quattro anni è il tempo massimo perché possa considerarsi ragionevole il procedimento, quindi, in almeno centomila casi, secondo i magistrati, l'Italia ha una giustizia incivile. Bella roba! Se, però, si discute dei possibili rimedi, e qualcuno lo si adotta, allora il pubblico sfolla e gli ardimentosi duellanti s'abbioccano. A loro non interessa la giustizia, ma i processi a Berlusconi.
Capovolgiamo, allora, il corretto ragionare, e vediamo se ci capiscono. Il processo per la corruzione di Mills non andrà da nessuna parte, perché: a. i giudici sono viziati da faziosità politica; b. il presunto reato è in prescrizione. Il verdetto, ammesso che ci si arrivi, sarà falsato ed inutile. Questa non è una giustizia su misura per Berlusconi, è la normalità, perché, nel nostro scassato Paese, le sentenze o non arrivano o sono parole al vento. L'ingiustizia è uguale per tutti.
 Davide Giacalone www.davidegiacalone.it  Pubblicato da Libero
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Cortina di ferro per i delinquenti. 16 Giugno 2008
Riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio:
"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro - voglioscendere - e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all'impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa - ogni giorno ha la sua pena - la vediamo un'altra volta.
È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all'inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà.
Ce l'hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all'anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com'è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all'anno e ancora non siamo contenti?
In realtà, l'abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l'altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all'anno.
Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l'FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che "tutto intercettato, tutti intercettati". Comunque.
Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe - anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l'Europa sarà contenta di noi - sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l'usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...
Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l'associazione per delinquere.
Lo scippo. L'incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull'ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente - quelli li sappiamo - reati economico finanziari.
Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull'IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c'è un'altra clausola che dice che l'intercettazione può durare al massimo tre mesi.
Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto.
Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l'anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto.
Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un'intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent'anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l'intercettazione di un telefonino. Pensate l'assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché?
Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo.
D'ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l'inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano.
Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l'inchiesta all'istante.
Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c'è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l'imputato. Se l'imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l'indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto - tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui - facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie - non si sa se è vero o non è vero - bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l'inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l'imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l'inchiesta.
C'è una "normina", l'avrete forse letta, la "salva-preti". Dopo la "salva-Previti" adesso abbiamo la "salva-preti" per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo - ed è capitato anche recentemente - allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l'abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l'accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell'indagine sono non pubblicabili.
Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all'avvocato e all'indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un'altra cosa. Infatti nella legge c'è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un'ammenda che va a mille e rotti euro. "Va beh - uno dirà - ti pigli la multa: mille euro, li avrai?!
Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro". Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa?
Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c'è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l'affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo - nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all'affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera.
Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto - un anno - e l'associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata.
Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente.
Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo... Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni - quello che i giudici non potranno più scoprire - e i limiti alla pubblicazione - quello che i cittadini non potranno più sapere - voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato.
È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual è?
È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode.
Solo dopo si arriva a scoprire l'associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l'associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato - il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino.
Perché?
Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l'arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo - mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così - ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro "ad personam" Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: "Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l'omicidio l'abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare". Già. Peccato che l'indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più "intercettabili", quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell'Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l'Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l'organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall'ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d'ombra della magistratura, perché mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un'indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell'impianto accusatorio e quindi quando l'informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare.
ppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò.
li editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perché?
Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro - ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all'interno della loro azienda, cioè all'interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all'Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l'Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l'ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un meccanismo di regime - l'altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo - qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l'esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull'Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi - e che farò di tutto per procurarmi come sempre - li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall'Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell'opposizione a manifestare.
Se i leader dell'opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì".
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Un finto scandalo
di Vittorio Feltri - Libero 17 giugno 2008
Caro Presidente,
so benissimo quale sia il problema: ogni volta che lei diventa premier - e questa è la terza - arriva un processo a suo carico. Cosa vuole, i magistrati sono bravi ragazzi e dormirebbero volentieri, come quel giudice siciliano che ha impiegato otto anni a scrivere una sentenza (oggi c'è il commento di Paragone), ma quando vedono il nome di Berlusconi si scatenano e non chiudono più occhio. Sicché fra qualche mese, puntuale più del destino, giungerà a giudizio il procedimento pendente sulla sua testa relativo alla vicenda Mills: televisioni, film, diritti, pagamento all'estero e roba simile.
Non entro nel merito della causa, non la conosco, non è particolarmente interessante, non è questo soprattutto il problema. Qui si tratta di parlar chiaro agli italiani e di raccontare quali e quante siano le difficoltà: come si fa a governare un Paese decrepito, a risollevarlo,a modernizzarlo se il presidente del Consiglio è assorbito dalla preoccupazione di subire una condanna, magari soltanto di primo grado, ma pur sempre una condanna e quindi sputtanante?
Ecco il punto. Gli italiani non hanno risparmiato voti per consentirle di rientrare a Palazzo Chigi; segno che la stimano e che desiderano con forza essere guidati da lei nella speranza - direi certezza - di uscire dalle sabbie mobili in cui sono (e sono stati) precipitati. E se la democrazia non è soltanto forma, è doveroso mettere lei in condizione di non deluderli.
Viceversa, come dicevo all'inizio, mi sembra che per una serie di circostanze, forse non casuali, non possa dedicare ogni energia mentale e fisica ad assolvere le alte funzioni cui è stato eletto, perché distratto dall'esigenza di difendersi in Tribunale dove il clima non le è mai stato favorevole né lo sarà, suppongo, nel prossimo futuro. Capisco i suoi cedimenti alla tentazione di superare l'impasse, infilando delle norme-scappatoia in decreti riservati a materie diverse. È molto umano cercare di cavarsela così. Si spedisce il provvedimento in Parlamento e, se approvato, d'incanto tutto va a posto o viene rinviato a tempi più propizi.
Però questo genere di invenzioni parenti strette dell'improvvisazione non vanno molto lontano, non sfuggono all'attenzione della stampa e di conseguenza dell'opinione pubblica. Di qui le solite polemiche sulle leggi ad personam, sulla tendenza del premier a occuparsi più degli affari suoi che di quelli di Stato. E quando la frittata è cotta diventa pressoché inutile abbozzare delle giustificazioni, che pure esistono e non sono fragili.
Non alludo solamente al processo Mills, ma anche al tormentone di Rete4 candidata al confino sul satellite. Mi scusi se insisto, signor Presidente. Ma chi le impedisce di dire sinceramente agli elettori quali sono le cosine che le stanno a cuore? Fuori il dente, fuori il dolore. Il discorso da pronunciare non è complicato.
Primo. Basta con questi processi che alla fine sfociano nel nulla. Li prendiamo, li collochiamo nel freezer e al termine del suo mandato li scongeleremo in modo non si sospetti un tentativo di eludere le sentenze. È tecnicamente un pasticcio? Affidate la pratica a un costituzionalista provetto e lui escogiterà un sistema idoneo ed efficace.
Secondo. Togliere dal mercato una emittente importante quale Rete4 è una boiata pazzesca? Sì, lo è. Specialmente se si considera che la Rai dispone di tre reti intoccabili. Inoltre, in un momento come questo in cui le aziende vanno male, ucciderne una per fare un dispetto a Silvio è da folli. Ci sono altre televisioni che attendono l'assegnazione di canali? Bene. Datene anche ad esse e non se ne parli più.
Non sono concetti astrusi. Se lei va in tivù e li esprime sono persuaso che nessuno avrà nulla da eccepire. Coraggio. Si sbrighi a chiudere questi capitoli. Converrà, Presidente: è molto meglio affrontare il popolo che giocare sotto il tavolo nell'illusione di farla franca.
Cà nisciuno è fesso.
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La maggioranza ha votato compatta a favore della legge "blocca-processi". Ecco l'elenco dei 38 reati che venendo sospesi per un anno, finiranno quasi tutti per restare impuniti:
*- aborto clandestino*
- abuso d'ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria -- è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l'espatrio
*- detenzione di materiale pedo-pornografico*
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
*- furto con strappo*
*- furto in appartamento*
*- immigrazione clandestina* ("pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell'immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi" --
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata ("tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa" -- )
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
*- rapina*
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d'ufficio
*- sequestro di persona*
*- sfruttamento della prostituzione*
- somministrazione di reati pericolosi
*- stupro e violenza sessuale*
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
*- vendita di prodotti con marchi contraffatti*
- violenza privata
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.
FATELA GIRARE. ORGANIZZATE LA RESISTENZA CONTRO LA CASTA.
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