Anton ben Bisach (Antonio di Bisaccia)
 bamboccioni.net Immagine da Il blog di Luglio 2008 bamboccioni.net
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  *Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
«A porche porca e mezza»
il Pompingate su Internet
di Dino Cofrancesco per il 'Secolo XIX' 5 Luglio 2008
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Dice un antico detto calabro: A porco porco e mezzo. Punto.
Ed io, alle porcellone pornomaniache postmenopausiche delle sinistre dico: A porca porca e mezza. Punto.
Lo dico chiaro e forte, e non da destra, a Sabina Guzzanti che l' 8 luglio a Piazza Navona ha declamato dal palco di Di Pietro: «Papa Ratzinger all'inferno coi diavoloni frocioni». - «Berlusconi non puoi mettere alle Pari opportunità una perchè ti ha succhiato l'uccello».
E a porca porca e mezza lo dico alle sue seguaci. Lo dico a guardone & guardoni compagne e compagni di viaggio tra le lenzuola altrui. Nello specifico, tra le supposte ma non provate, lenzuola del Ministro Carfagna e del Premier Berlusconi.
Quindi, lo dico alle Mura, alle Mannoia, alle Belli, e lo dico alla Borsellino mesta e sinistra palla al piede di Finocchiaro alle Regionali-cappotto siciliane.
Lo dico alla mia amica Annunziata e a quante, e a quanti, usano evocare situazioni e scene pornografiche a puri fini di destabilizzazione dello Stato.
A scopo di golpe fascista. Molte, troppe analogie vediamo quotidianamente tra i metodi delle sinistre radicali e i metodi fascisti del tempo che fu.
Ritengo Sabina Guzzanti, e le sue seguaci compagne di viaggio tra le lenzuola altrui, delle povere parossistiche invasate pornomaniache affette da sindrome demoniaco-postmenopausica: Sindrome da curare con l'esorcista.
E a porca porca e mezza lo dico alle seguaci cosìdette "donne che fanno opinione" come le Lidia Ravera e le Dacia Maraini che scrivono su Unità, Corsera, Rep ed altri giornali. Le quali, in mesta compagnia con le invasate della potta & della vraghetta affette da sindrome postmenopausica, invocano da Veronica Berlusconi che, con gesto esemplare, naturalmente, pianti marito, baracca e burattini. Esemplarmente.
Tra questo lupanare di pornomaniache della potta & della vraghetta, regine del "New red moralism", non memori però dei chiamiamoli lenzuoli di casa loro, dalle donne di sinistra una sola voce sana e forte si è levata: la mia amica Letizia Paolozzi che con linguaggio più mediatico del mio, le ha praticamente mandate a cagare.
Brava Paolozzi! Sei sempre tu!
E a porco porco e mezzo, Punto, lo dico ai guardoni compagni di viaggio invasati di potta, vraghetta e parossistiche pornomaniache sindromi pre-post-menopausiche.
Lo dico ai Di Pietro, ai Donadi, a Furio Colombo che prende le distanze dalla Guzzanti ma a quanto dice la sullodata «Prende le distanze? Ma se Colombo è venuto a congratularsi e a dirmi brava!».
E lo dico ai Pisicchio, ai Grillo, ai Travaglio ai Pardi e ai Parisi, agli Ovada, ai Camilleri, ai Fava, ai Flores d'Arcais, ai Folena, ai Ferrero, alle Palermo, ai Diliberto ai quali, invitata al "No Cav day" ho risposto un bel NO corpo 36.
Il fatto è che di questi vecchi-semi-finto-nuovi "politici", vecchie e nuove volpi spelacchiate della politica, conosco vita, morti, resurrezioni e miracoli del come dividersi i compiti nelle piazze. Sono tutti rigorosamente d'accordo su tutto e guai a chi sgarra.
A ciascuno viene assegnato un compito preciso: Tu dici questo, tu quest'altro, e tu, tu e tu dissentite dopo, prendete le distanze. E' così che la Casta fa fessi i cittadini.
Tutto questo, però, si verifica sia nella sinistra declinante sia nella destra rampante.
Concludo con una prece al mio carissimo amico Napolitano. Eviti di girare in compagnia della Mastella e dei Bassolino. Una caduta di stile e di prudenza.
                       Giuliana D'Olcese
Mercoledì 9 Luglio 2008 sul Blog Movimentiamoci
      http://movimentiamoci.ilcannocchiale.it/  
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salut!! Bamboccione bamboccioni.net
*Pom Pin Gate*
W Caligola e il suo cavallo ministro!!! PieraG
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
Brava, tempo fa qualcuno invitò a scagliare la pietra (non dipietro) chi se ne sentiva il diritto, ma oggi ci sarebbe una valanga, non perchè sono aumentati i Santi, ma perchè sono parossisticamente ed esponenzialmente aumentate le facce di culo. Occuparsi delle porcherie altrui fa dimenticare le proprie, a sè ed agli altri.
Continua, non arrenderti. Saluti Franco Simplicio
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Grazie, finalmente qualcuno si fa vivo dalla lista Vitale Pietro. La premio, per l'eccezionale evento, e la trasferisco nella lista principale. (:-)
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
bravissima Giuliana, così ci piaci. Cari saluti  LorellaCordella
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*Pom Pin Gate*
Cara Giuly, questa intercettazione ellé del tutto fasulla. La Guzzanti, invece, mi pare alquanto invidiosetta.....o del Silvio o della Carfagna.
Ad ogni modo, buon per Silvio (dal mio personale e maschile punto di vista, ovviamente).
Ho solo un quesito: e se fosse toccato al sottoscritto di avere un rapporto orale con la Ministra Carfagna....il sottoscritto, appunto, avrebbe avuto un posto, quantomeno di sottogoverno? Un caro saluto Luca Bagatin
PS: Allons enfants.....Prodige! lucabagatin.ilcannocchiale.it
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Ciao! ti ho risposto nel blog. un caro saluto pure a te.
Certo che che sono fasulle...... ma on sais jamais.
No, certo che tu il posto di sottogoverno col Pim Pom che lo avresti avuto!!!!!!!!!!!!... Mi ci gioco le palle, del Cav. (;-)
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*Pom Pin Gate*
Cara Giuliana. Secondo me se uno/a sa fare bene il suo lavoro, la sera può andare a scopare con chi gli pare e, anche se non guardo la tv, non mi pare che l'abbia mai fatto in diretta e a reti unificate... Stiamo attenti: Berlusconi va difeso a qualsiasi costo. E' l'UNICO in Italia che ha saputo sconfiggere i comunisti ogni volta che è entrato in campo e quando è stato sconfitto il merito è stato dei traditori che aveva in casa. Lo odiano solo per questo. Quando faceva l'imprenditore non gli hanno mai detto béh e non è credibile che a letto, anche allora, ci andasse da solo. Sanno benissimo che non c'è nessun altro.
Se riescono a togliere di mezzo lui, noi avremo per sempre i comunisti al governo perchè non mi pare che ci sia qualcuno con le qualità che ha lui o che sia all'altezza di sostituirlo. Perchè lui non è un politico. Lunga vita a Berlusconi!!!Tutti gli altri potrebbero riunirsi in un solo partito per quanto si assomigliano. Ognuno di noi ha visto che i venti mesi di governo dei comunisti hanno ridotto il paese sul lastrico. Stiamo attenti a non lasciarlo solo e, se ogni tanto, va a scopare con qualche bellissima signora... beato lui. Basta che il giorno dopo governi bene. Cari saluti. Sandro
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*Pom Pin Gate*
Come al solito, bersaglio centrato! La sinistra poi, si dovrebbe vergognare, proprio come se, nel paese tipico delle raccomandazioni, loro non le avessero mai utilizzate, magari per piazzare amici, parenti e referenti in rai, ma anche nella stessa Mediaset, e poi giornali, università, case editrici e fanno anche i catoni, loro che in fatto di arrivismo politico, sociale ed economico, non sono secondi a nessuno, sempre bene aiutati dalla "mafia culturale" a loro volta promossa da essi stessi nelle posizioni che contano. "Servire il Popolo", appunto, e il popolo sono loro sessantottini che all'epoca consideravano qualunque persona che volesse fare un poco di carriera come un infame borghese e adesso loro tutti in quale posizione sociale sono?
Non mi risulta che nessuno di costoro sia a fare l'operaio, o il commesso a 800 euro al mese con minaccia ulteriore di perdere anche quel posto misero dalla sera alla mattina e magari non sappiano nemmeno cosa significhi lavorare, ne' tanti di loro hanno mai fatto nemmeno il militare tutti intellettuali e professori, come minimo e si vede bene, infatti, di quale e quanto acuta intelligenza siano dotati (altro che liberismo e modernità: non sanno nemmeno cosa significhi nella realtà, e spesso confondono quei concetti con l'amata Cuba del dittatore Fidel Castro, del quale non perdono mai occasione di tessere le lodi, restando ben radicati in Italia a vivere "all'americana" - e all'amatriciana) Francesco Martin
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Madame de Pompadour di Bamboccione (12/07/2008) & Pom Pin Gate
Ultima stazione della destabilizzazione su internet di Dino Cofrancesco per 'il Secolo XIX'
Giuliana D'Olcese ci invia un'opinione sulla nota (o quasi) vicenda che riguarda la presunta tresca tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. L'autore del contributo ritiene che le intercettazioni, in questi casi, violino la privacy delle persone, anche se si tratta di politici e, in quanto tali, soggetti al giudizio dei cittadini elettori. Segnalo che ci sono persone che la pensano in maniera completamente
opposta. Dino Cofrancesco, autore del'articolo che segue, afferma che un comportamento moralmente riprovevole  non necessariamente implica un reato (anche se nella fattispecie qualcosa di "penale"..) e che certi giudizi moraleggianti sui rapporti sessuali altrui andrebbero banditi perchè sono contrari ai principi di uno Stato liberale. Tuttavia, dico io, pur concedendo che non ci sia stato nessuno scambio tra prestazione sessuale e il posto di ministro - ed è la tesi per la quale propendo ad occhi chiusi, anche perchè mi sembrerebbe un compenso troppo elevato e discriminatorio rispetto ad un'ordinaria ragazza di strada- questa affermazione mi lascia perplesso e m'induce ad una decisa obiezione contro questa tesi, soprattutto perchè siamo in presenza di un politico che ha ricevuto un imprimatur da Oltretevere e in qualche modo ne seguirà le direttive, per opportunismo o per convinzione, su questioni esiziali come quelle concernenti la vita e la morte dei cittadini (ci ricordiamo del problema della ricerca sulle staminali & co? dell'eutanasia e compagnia bella?).
Comunque Bamboccioni non giudica e non fa la morale, semplicemente problematizza, e se qualcuno ha valide ragioni.. is warmly welcomed. Buona lettura.
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I (Demo) Cristiani credono ai miracoli.
Angelo Sandri, segretario politico della Democrazia Cristiana e coordinatore nazionale della C.D.C. critica pesantemente il Governo "Berlusconi quater" reo di essersi appiattito su di una visione di basso profilo molto più preoccupata delle problematiche di immunità del proprio leader che non tesa a risolvere i veri problemi del Paese. "Come è stato da più parti rilevato - dichiara Sandri - non passa giorno che dobbiamo assistere al bombardamento mediatico sul cosiddetto "Nodo Alfano", sulla immunità alle più alte cariche dello Stato e su altre amenità del genere. Nel frattempo dobbiamo constatare che le condizioni sociali del Paese si aggravano e la soglia di povertà ha ormai inghiottito vari strati della popolazione lasciando i nostri governanti del tutto tranquilli e spensierati.
La situazione è ormai drammatica ed il cosiddetto "Palazzo" continua a perdere tempo con questioni che al popolo interessano ben poco. E' difficile pensare che le cose possano cambiare a breve e che questo Governo, sempre più caratterizzato a destra, possa farsi carico dei problemi della povera gente e dei ceti meno abbienti.
Ma da (demo) cristiani, crediamo ai miracoli ed anche in questo caso ne aspettiamo uno di molto robusto". www.democraziacristianaonline.info - www.dconline.info
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
D'Olcese hai letto il Corriere? Proprio il giorno dopo che hai diramato il tuo post il cantatautore Albano ha detto papale papale "La Guzzanti? Ci vuole l'esorcista, e forse non basta". Mentre il direttore di Liberazione che sarà sinistrissimo ma è molto intelligente e simpatico e anche un gran figo ha detto che è gravissimo che gli organizzatori del No Cav day non abbiano chiesto scusa alla Carfagna per gli insulti volgari, gratuiti e inaccettabili che si è beccata dalla Guzzanti.
Ma la cosa più sputtanante per i girotondi l'ha detta sempre al Corriere proprio Nanni Moretti che li ha inventati "Gli organizzatori? Irresponsabili e mi dispiace che sia stato sporcato tutto. Ora i girotondi sono una caricatura". A me cara D'Olcese mi è dispiaciuto per Camilleri, ha fatto la figura del vecchio rinco. 
Bacioni e continua così! Barbara Coin
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
L'Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia (AIRS) rivela che il 5,8 degli italiani ha una patologica dipendenza da sesso, ovvero percepisce la propria sessualità centrale rispetto alla sua vita e agisce in risposta a impulsi irrefrenabili senza curarsi degli effetti".
http://www.youtube.com/watch?v=PA0VF7CK-q8
  :)) Orietta Accarpio
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
L'unica cosa che mi dispiace è per Paolo Guzzanti ad avere una figlia così.
Stefano C.
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
BRAVISSIMA GIULIANA !
...sono proprio loro la casta, ma non solo: ne ho conosciuto qualcuno anch'io. Si tratta di una specie di "mafia culturale" autoreferenziale organizzata come una specie di struttura militare con capo assoluto e as-soldati (ripagati con visibilità mediatica, carriere accademiche e pubblicazioni di libri da parte di case editrici amiche, nonchè foraggiate con pubblici contributi) a ciascuno dei quali è assegnato un compito preciso, al quale debbono conformarsi ed obbedire ciecamente...
E pensare che il loro primario nemico è proprio il fascismo, al quale così tanto assomigliano...
abbracci Francesco detto Ush
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Quando ce vo', ce vo'!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Brutti figli & figlie di puttana! (;-)
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Sinistre rosa di Potta & di Vrachetta
Bravi! Travaglio! S.Guzzanti! BRAVI! A Piazza Navona mi siete piaciuti! Grazie! Bravissimi.
Graziella Iaccarino Idelson
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Allora non ti piacerà ciò che penso e scrivo io delle Sinistre rosa di Potta & di Vrachetta....... (;-)
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dal Blog di Beppe Grillo due tra le lettere inviate al blog dopo il "No Cav day"
Il problema dell'Italia è uno solo, la sua ottusità, i suoi abitanti sono cosi accecati dall'odio del prossimo, è come in un di quei film americani tutto pistole e muscoli dove i protagonisti stanno precipitando in un ascensore e stanno per schiantarsi ma continuano a pestarsi comunque fino alla fine...e l'ascensore nel nostro caso è l'Italia e i protagonisti sono gli Italioti cerebrolesi accecati dall'odio...
A niente serve spiegare quali sono i veri problemi del paese (stiamo precipitando), non serve... quello che conta è sfogare il proprio odio.In questo gli italioti non sono secondi a nessuno! Siamo tutti sullo stesso ascensore, idioti! Basta con questo odio!
umberto x. 10.07.08 00:32 
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Voglio fare solo una piccola critica a Grillo.
Caro Beppe sono d'accordo con te su quasi tutte le battaglie che fai ma trovo inutile attaccare il presidente Napolitano. Fare confronti con i suoi predecessori è sbagliato, perchè anche Ciampi ha controfirmato le leggi "ad personam" fatte dal berlusca nel 2001-2006.
Voglio farti notare che in Italia il presidente della repubblica ha solamente un ruolo di garanzia.Non ha un ruolo politico.
Quindi secondo me è sbagliato far notare che Napolitano firma tutto quello che gli passa sotto gli occhi. Lo deve fare, è un atto "quasi" dovuto quello di controfirmare le leggi che propone il governo al parlamento. Lo dice chiaramente un comma dell'articolo 87 della Costituzione: il Presidente della Repubblica autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Quel termine "autorizza" è da interpretarsi nel senso più lato del suo significato. In realtà la responsabilità politica è sempre del governo. Se rifiutasse la firma potrebbe nascere un grave conflitto istituzionale con il governo che potrebbe avere come conseguenza anche le dimissioni del Capo dello Stato. Nel nostro specifico caso le eventuali dimissioni di Napolitano significherebbero con assoluta certezza che lo psiconano si insedierebbe al Quirinale. A me personalmente una prospettiva simile fa accapponare la pelle. Quindi lunga vita a Napolitano,sia personale che istituzionale, non mettiamo in mezzo lui se dobbiamo criticare le leggi-vergogna del governo.
Non dimentichiamo che tra Berlusconi e un nuovo regime in Italia ci è rimasto soltanto il presidente della repubblica e la corte costituzionale.
vito_ farina_ 10.07.08 00:33
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La Lega sulle spine. Stralci da un articolo di Luca Ricolfi letto su La Stampa del 11 luglio 2008
Tutti parlano delle difficoltà del Partito democratico, ma Veltroni non è il solo a soffrire. Anche Bossi ha la sua croce, solo che si vede di meno. Il fatto che la politica italiana stia tornando a polarizzarsi su un'unica questione - le vicende giudiziarie di Berlusconi - porta al centro della scena i partiti che su quella questione hanno le idee chiare (Pdl e Idv), mentre mette in difficoltà i partiti che hanno le idee confuse, o hanno altre priorità (Pd e Lega). Per questo il partito di Veltroni è in grande difficoltà nello schieramento di opposizione, mentre il partito di Bossi lo è in quello di maggioranza. Ha pochi mesi per riprendere il timone delle riforme.
La piega che hanno preso gli eventi politici, infatti, è estremamente pericolosa per la Lega perché è la negazione di tutto ciò in cui il partito di Bossi ha creduto e per cui continua a battersi: meno tasse, più sicurezza, federalismo fiscale. Per adesso l'elettorato leghista aspetta e spera, ma fra qualche mese - se nulla si sarà mosso - potrebbe perdere la pazienza e indurre Bossi a qualche sterzata. Apparentemente non sta succedendo granché, salvo la baruffa sui guai giudiziari del premier.
Ma non è così, perché proprio sui tre temi che interessano la Lega si sentono i primi scricchiolii. Alla Lega interessa la riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle piccole imprese, mentre il Dpef (Documento di programmazione economico-finanziaria) prevede cinque anni di pressione fiscale inchiodata al 43 per cento, ossia al livello lasciato da Visco e Prodi.
Una scelta grave, che contraddice il programma elettorale del centro destra e non è mai stata spiegata in modo convincente. Alla Lega interessa la sicurezza.
Ma sia la norma blocca-processi (nella versione originaria), sia il ddl sulle intercettazioni non sono congegnati per aumentare la sicurezza, ma per tutelare Berlusconi.
Il blocco dei processi, se non dovessero intervenire le modifiche di cui giusto ieri si è cominciato finalmente a discutere, avrebbe il solo effetto di aumentare il caos dei tribunali, mentre il giro di vite sulle intercettazioni (pur essendo sacrosanto come strumento di tutela della privacy) non potrà non creare ostacoli alle indagini. L'elettorato spera ancora che la maggioranza, a un certo punto, finisca di occuparsi di Berlusconi e cominci a occuparsi seriamente dei problemi del Paese. Ma se questo non dovesse accadere, o finisse per generare risultati modesti, Bossi potrebbe ritrovarsi - fra qualche mese - nella posizione assai scomoda in cui già si trova Veltroni. Forse anche per questo, almeno sul federalismo, Bossi sembra guardare più a sinistra che a destra. Quel che non si capisce è perché Veltroni non colga l'occasione al volo.
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[Liberali_Veneti] Maggioranza succube della magistratura (e delle minoranze)?
"I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini" Ludwig von Mises
Purtroppo, sapendo di far venire dei maldipancia a qualcuno, condivido in pieno il pensiero dell'Unione Camere Penali Italiane che sotto riproduciamo. Nel solco del metodo Liberale. Non so perchè ma si continua con la confusione dei ruoli e dei poteri, sicuramente non nell'interesse del cittadino, sempre più suddito alla mercè dei potenti e potentati. Ci siamo abituati, ormai, speriamo prima o poi di poter tornare a vivere in un "paese normale" e Liberale.
Fatemi sapere che ne pensate, e apriamo un dibattito. Galgano Palaferri
EMENDAMENTI AL DL: MAGGIORANZA SUCCUBE DELLA MAGISTRATURA.
GIUSTIZIA: UCPI, NON PUO' ESSERE MAGISTRATURA A STABILIRE QUALI REATI PERSEGUIRE Roma, (Sin/Ct/Adnkronos) 11 Lug-08 16:12 NNNN
L'Unione Camere Penali Italiane (Ucpi) esprime "grande preoccupazione per le prime notizie che arrivano sulla modifica della cosiddetta norma 'blocca-processi', dalle quali pare si voglia attribuire ai magistrati la facoltà di stabilire quali reati vadano perseguiti e quali lasciare impuniti. In questo modo -afferma l'Ucpi in una nota- si riconosce alla Magistratura un potere incostituzionale e destabilizzante, che le consente di fare scelte discrezionali, e cioè arbitrarie, di politica criminale".
"Questa è la linea politica devastante dell'onorevole Antonio Di Pietro -commenta Oreste Donimioni, presidente Ucpi- E' la vecchia storia della 'Circolare Maddalena' scimmiottata in modo maldestro. E' da chiedersi se reagirà il Csm che, nella metà dei suoi componenti, Procuratore Generale della Cassazione compreso, condannò la circolare stessa". "E' da chiedersi se la politica vorrà garantire la legalità dell'azione penale oppure abbandonarla all'arbitrio della magistratura, contro i principi costituzionali, a discapito della tutela dei cittadini e della collettività. E' da chiedersi soprattutto -conclude Dominioni- se la politica, in un quadro di riforme istituzionali, intenda riappropriarsi delle sue legittime e doverose prerogative oppure appaltarle ancora una volta alla magistratura".
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Dal "No Cav Day" al "No sproloquio Day"
Sulla contestata manifestazione di Piazza Navona, a Roma, svoltasi martedì 8 luglio interviene anche il Vice-Presidente Nazionale della Democrazia Cristiana e Segretario nazionale del Movimento Diritti Civili dott. Antonio Magistro, nonchè promotore della nascente Confederazione dei Democristiani e di Centro.
«Personalmente devo dire che manifestazioni di questo tipo, al di là del rumore che provocano, non pagano, in quanto spesso in simili occasioni, si finisce per debordare tanto da costringere, così come è successo nello specifico, lo stesso organizzatore a dissociarsi da quelle frange estremiste che hanno ritenuto di dover far rientrare nella protesta figure come il Presidente della Repubblica e persino il Papa.
Tutto ciò suggerisce che la partecipazione o la semplice adesione a manifestazioni non adeguatamente programmate, nelle presenze e negli interventi, non è mai consigliabile, soprattutto quando la piazza finisce per tradursi in uno stadio nel quale a tutti e a chiunque è dato spazio ad esibizioni scomposte e di pessimo gusto.
Ho sempre sostenuto che la politica è moderazione, riflessione, dialogo, confronto, ed anche quando può diventare scontro questo deve in ogni caso rientrare nell'ambito della contrapposizione di idee, valori, programmi, che vanno esposti in termini di proposta alla valutazione dei cittadini, resa in maniera comprensibile e non in forma di assordante violenza all'udito ed alla sensibilità di ognuno. Dobbiamo ora anche noi prendere le distanze da quelle posizioni estremiste che sono scaturite dalla piazza, e che hanno interessato più delle altre i media tanto da finire per travolgere gli stessi organizzatori.
Possiamo anche condividere il principio di fondo, ma per manifestarlo si rende necessario l'uso di forme discorsive, comprensibili e giammai esasperate.
Se qualcuno credeva di offuscare l'immagine di Berlusconi e del suo Governo, questa, al contrario, ne è uscita indenne se non rafforzata.
Resto sempre più convinto che il Paese ha bisogno di fare subito tutte le riforme che possano migliorare il livello di vita di quanti sono preoccupati del proprio presente e del futuro dei loro figli. La C.D.C. vuole essere, nel panorama politico, una risposta ai tanti problemi irrisolti».
Confederazione dei Democratici e di Centro Comitato di coordinamento nazionale C.D.C. Via del Gesù n. 62 -00186 - ROMA
Tel. 06-6791434 - 06-69925580 - Fax 0431-35750 - Ufficio stampa C.D.C. Dott.ssa Claudia Foddanu.
www.democraziacristianaonline.info - www.ilpopolo.it - www.ilpopolo-online.info
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LODO ALFANO = Legge-truffa
Sarebbe una legge sopportabile solo per i reati eventualmente commessi durante la CARICA ma MAI per i reati su cui si è rinviati a giudizio da ANNI o DECENNI!
Non si rendono ormai più conto di quello che approvano in Parlamento?
Graziella Iaccarino Idelson
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La blocca processi scandalosa di Berlusca
Non ci si può arrampicare sui vetri... la norma blocca processi, introdotta ora dal governo Berlusconi come emendamento alla legge sulla sicurezza, è chiaramente una norma ad personam. Non può un capo di governo imporre una legge che, per favorire se stesso, mette in difficoltà migliaia di cittadini e blocca il già dissestato sistema della giustizia italiano. Punto e basta. Cesare Marchetti
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E' mio grande desiderio ottenere alcune spiegazioni sul dramma prospettato da questo post.

Vorrei capire quali difficoltà incontrano queste migliaia di cittadini e come è possibile affermare che questo provvedimento blocchi il già dissestato sistema della giustizia, quando esistono di per sè cause in essere da oltre dieci anni e giudici che per omissioni et similia permettono la libertà a fior di delinquenti.
Io non sono giudice e nemmeno avvocato. Mi va però di dire che in qundici anni la potente macchina giudiziaria, che si nutre con i soldi dei contribuenti, non è MAI riuscita ad incastrarlo. Va a finire che il "furbo" Berlusconi merita di essere al governo... n'est pas! Con buona pace di Mercedes Di Pietro.
Renato Traquandi
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
D'Olcese come sempre grandiosa e spassosissima. Se si potesse ancora ridere, visto come ci hanno ridotti.
vado ad inserire sul ns. blog. A presto! Galgano Palaferri
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Stralcio da "La democrazia? Meglio i soviet"
Claudio Sabelli Fioretti intervista Piergiorgio Odifreddi - La Stampa, giugno 2008
Come spieghi il successo della destra alle elezioni?
«Gli italiani sono sempre stati di destra. I proletari oggi non votano».
Come sarebbe a dire?
«Albanesi, marocchini, rumeni non votano. I proletari italiani sono diventati borghesi».
Sembrava che tu volessi scendere in campo.
«Mi chiamò Veltroni quando nacque il Pd. Ma io sono di sinistra e il Pd è una ricostruzione della Dc».
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A MATRIX VELTRONI HA SBAGLIATO!
Il Pd si deve rinnovare! Veltroni venga a vedere a Napoli l'insofferenza che c'è contro Bassolino e Iervolino e capirà. Ha sbagliato a sponsorizzare Bass e Ierv. e sbaglia ora a mettersi contro a forze NUOVE! Già sbagliò il D'Alema quando schiacciò i Girotondini! Ma il potere non gli fa capire NULLA?
Graziella Iaccarino Idelson
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
Giuliana, le tue note non sono mai chiare, non si capisce mai quanto approvi l'uno e quanto disapprovi l'altro. Non si capisce mai se sei di sinistra o di destra.
Il pressappochismo italiano ti ha contaminata. Licio Gelli ha voluto, nel corso degli anni, arrivare alla situazione attuale: eliminare le due ali estreme del parlamento italiano per concentrare Tutta la politica italiana in due ali centrali (centro-destra e centro-sinistra). Si sono persi, ahimé, i concetti fondamentali degli schieramenti puri. Si sono persi i precetti della destra come i precetti della sinistra. Tu stessa nelle tue note non fai mai capire se sei di destra o di sinistra.
Attacchi costantemente la sinistra come una Berlusconiana d.o.c. ma poi velatamente menzioni aspetti di una sinistra perduta, come una vaga nostalgia di qualcosa irrimediabilmente andato. Nei tuoi articoli sembra sempre che tu sia una cavallerizza che cavalca furibondamente la riga che divide la destra dalla sinistra.
La gente ha bisogno di governanti VERI ma fra tutti l'ultimo è Berlusconi. Ricorda che quelli di Piazza Navona erano TUTTI per la gggente! Non capisco proprio perché tu ti ostini a difendere quella m di Berlusconi e soprattutto perché continui ad attaccare chi lo sputtana! Baci baci... Gabriele
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Non è pressapochismo... Tu sai bene dove stare e con chi e perdippiù vuoi stare con qualcuno? E' forse un dogma stare con qualcuno?
Ripeto, io sono per la cosiddetta "gggente", i cittadini e i consumatori, non di certo per i partiti.......
P.S. Ti voglio mooolto bene anch'io, come a un figlio degenere.
(;-)
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Il Pompingate su Internet
di Dino Cofrancesco per il 'Secolo XIX' 5 Luglio 2008

«E fu così che dalla Razza padrona, passando per la Razza ladrona, il Popolo italiano si ritrovò nella Razza scopona. Un bel salto di qualità giuridico, politico, economico, umanitario. Non vi pare?». E' il divertito commento che il blog di Giuliana D'Olcese Movimentiamoci.it ha dedicato alla bomba delle intercettazioni telefoniche sospesa sul presidente del Consiglio e che un decreto governativo dovrebbe disinnescare, impedendone la pubblicazione sui giornali - un decreto in parte inutile - giacché sarà poi difficile oscurare il pompingate su Internet.
Se è vero quanto riportano le indiscrezioni sulle vanterie erotiche del premier, il prestigio di quest'ultimo, agli occhi di molti italiani, anche di quelli che l'hanno votato, ne esce appannato. Si sa che gli uomini di stato non sono tenuti ad essere stinchi di santo e che tra le tentazioni del potere c'è anche quella di portarsi a letto le più belle donne sulla piazza. E' noto che John Kennedy insidiò tutte le star che gli capitavano a tiro e che raramente incontrava sdegnosi rifiuti, gli andò male solo con Sofia Loren. Ciò che colpisce, invece, nel caso italiano è che a prestare certi servizi non siano state segretarie o stagiste -come Monica Lewinsky- ma figure istituzionali del più elevato grado.
E' uno scandalo al quale le ministre coinvolte non possono reagire con un'alzata di spalle, lasciando cadere dall'alto «è tutto gossip» e fingendo di ignorare il sospetto, incancellabile nell'opinione pubblica, che le loro designazioni agli alti incarichi siano dipese da privatissime performance.
Come non pensare, nella città di Pasquino, al romano de' Roma trucido e sboccato che scorgendole, in una manifestazione pubblica, non si lascerà certo scappare un: «A sora ministra perché nun ne fai uno purammé?».
A questo punto, sarebbe loro dovere dare le dimissioni come sarebbe dovere del premier quello di giustificarsi di fronte agli italiani. Detto questo, però, bisogna stare bene attenti, se si ha davvero a cuore la 'civiltà liberale', a non confondere, il piano morale, lo 'stile' di un uomo politico, che può essere tanto discutibile da far pentire gli elettori di avergli dato fiducia, col piano giuridico, che rinvia a precise responsabilità penali.
Avere rapporti sessuali con le proprie colleghe, se consenzienti, non è un reato e lo 'scambio' illecito (letto contro poltrona ministeriale) non è scontato.
In una società aperta, come ho ricordato più volte, etica, diritto, politica, religione, scienza etc. sono sfere autonome e distinte e solo un questurino riciclato come capopopolo può cancellare le differenze tra pessima condotta e reato. Se la vita privata di Berlusconi è sicuramente riprovevole, la guerra spietata che da tempo gli stanno facendo certi settori della magistratura ingenera una vera e propria angoscia per le sorti dello stato di diritto.
Si ha la netta impressione, infatti, che la consegna delle intercettazioni ai giornali faccia parte del piano strategico dei falchi delle Procure per «sfasciare» una volta per sempre l'uomo di Arcore. Incattiviti dalla schiacciante vittoria elettorale del PDL, i redivivi Catoni hanno deciso di mobilitare i loro referenti parlamentari, i loro giuristi
-generosamente ospitati su Repubblica, su MicroMega, su L'Espresso e, tra poco, anche su ''Famiglia Cristiana''-, i loro filosofi morali, i loro sociologi, i loro opinionisti nella santa crociata per la totale delegittimazione etica e politica del Cavaliere.
Non c'è disegno di legge proposto dal centro destra, pertanto, che non attivi, con il loro incoraggiamento, un coro di indignazioni e di proteste, anche quando si tratta di istituti scontati nelle più antiche democrazie euroatlantiche, la separazione delle carriere e la immunità per le quattro più alte cariche dello Stato.
Sennonché, caduta nel vuoto la martellante denuncia dell'illegalità di ogni azione governativa, grazie anche ai severi richiami di Giorgio Napolitano, e fallito il recente tentativo di attribuire al fido CSM la competenza sulla costituzionalità di leggi e decreti, ai registi della destabilizzazione resta l'asso nella manica del sipario sollevato nella camera da letto del nemico pubblico n.1.
Il sesso orale, però, non è un reato mentre il potere rivendicato da certi tribunali di spiare le 'vite degli altri' alla ricerca di prove di colpevolezza, prefigura, esso sì, uno «stato di polizia» che solo i «garanti della privacy» all'italiana si rifiutano di vedere (anche perché, se decidessero di aprire gli occhi, addio ben retribuite collaborazioni giornalistiche, interviste a getto continuo, inviti nei salotti televisivi di Giovanni Floris, Michele Santoro, Fabio Fazio etc.!).
Berlusconi spesso parla «pro domo sua» ma quando afferma che, in Italia, la 'legittimazione democratica' viene oggi minacciata dalla 'legittimazione giudiziaria' mostra un senso della realtà che Walter Veltroni, sempre più dipietrizzato, sta smarrendo quasi del tutto.
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Il Ministro della Giustizia promuove una legge ingiusta.
Cari amici, il Movimento ha preparato questo intervento contro il Ministro della giustizia che fa leggi ingiuste; per il quale chiede il  vostro aiuto.
al Min. Giustizia, Angelino Alfano, Presidente Giorgio Napolitano, Pres. Corte Costituzionale, Franco Bile
Il Ministro della Giustizia promuove una legge ingiusta. Promuove infatti la legge che porta il suo nome, "Lodo Alfano". Una legge ingiusta per diversi motivi:
1. Legge pretestuosa perché finge di tutelare le quattro maggiori cariche della Repubblica, ma mira in realtà a sollevare il Premier Berlusconi dal processo in corso davanti al tribunale di Milano, processo per corruzione; ed è davvero un fatto vergognoso che il Ministro della Giustizia si presti a simile manovra, lui che dovrebbe tutelare l'esercizio della giustizia nel paese.
2. Legge ingiusta in quanto contrasta col fondamentale principio di eguaglianza, sancito dalla Costituzione, sottraendo alcuni cittadini al giusto processo, cui tutti sono sottoposti; sottraendoli, per di più, non solo per materia attinente all'esercizio del loro ufficio, ma per reati comuni, proprio perché nel caso Berlusconi si tratta di reato comune.
3. Legge che contrasta con altri punti dell'ordinamento giuridico italiano: con l'obbligatorietà dell'azione penale; con la ragionevole durata dei processi.
Forse il Ministro Alfano avrebbe potuto essere un po' più accorto, rifiutandosi di eseguire un incarico così contrastante col suo ruolo, così vergognoso per la sua dignità e la sua funzione. Ha preferito rendere un iniquo servizio al suo capo, piuttosto che un degno servizio alla nazione.
Il Movimento gli consiglia le dimissioni come unico gesto coerente, sì che possiamo avere almeno alla Giustizia un Ministro giusto, anziché uno ingiusto.
Lecce, il 9 luglio 2008 per il Movimento, il responsabile Prof. Arrigo Colombo Centro interdipartimentale di ricerca sull'utopia, Università di Lecce Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160 E-mail arribo libero.it  http://digilander.libero.it/ColomboUtopia
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INTERCETTAZIONI: INTELLIGENCE, MASTER ALL'UNIVERSITA' DELLA CALABRIA
Con cortese preghiera di attenzione giornalistica e televisiva
. Mario Caligiuri 320.4349223 e-mail caligiuri caligiuri.it
Parte la seconda edizione. Francesco Cossiga Presidente Onorario del Comitato Scientifico. Riservato a 35 iscritti.
RENDE (9.7.2008) - Dopo il successo della prima edizione che ha recentemente assegnato in Italia i primi 33 titoli di "dottore in intelligence", sono iniziate le iscrizioni alla seconda edizione del Master di 2° livello sull'intelligence, promosso dall'Università della Calabria. Riservato a massimo 35 partecipanti, i termini di presentazione delle domande scadono il 15 settembre 2008 e sono possibili solo on line sul sito www.segreterie.unical.it alla voce Master oppure sul sito www.masterintelligence.net ricco di utili informazioni sulla prima edizione. Altre informazioni si trovano anche sul sito www.caligiuri.it, di cui è titolare il Direttore del Master Mario Caligiuri, dell'Università della Calabria. Le lezioni inizieranno sabato 4 ottobre 2008 e gli esami finali sono previsti nel giugno del 2009. La tassa di iscrizione è di 4.000 euro, con uno sconto del 5% per i rappresentanti delle forze dell'ordine e dei loro familiari. Il Master prevede 19 giornate d'aula di 8 ore, 100 ore di stage presso strutture abilitate e l'integrazione delle lezioni frontali con l'educazione a distanza, attraverso un'innovativa piattaforma di e-learning.
Si prevede l'assegnazione di 60 crediti. Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che ha sempre considerato l'intelligence uno strumento fondamentale per la democrazia, è il Presidente onorario del Comitato Scientifico, di cui fanno parte il Direttore Mario Caligiuri, ed i professori dell'Università della Calabria Giuseppe Spadafora e Viviana Burza. Del comitato didattico fanno parte Marco Valentini, Carlo Jean, Fabio Mini, Vittorio Stelo, Pino Buongiorno ed altri.
Di recente il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università della Calabria ha istituito il Centro Studi sull'Intelligence, primo del genere in Italia, confermando l'interesse delle università per questo settore strategico per la sicurezza ed il benessere nazionale. Presidente del Centro Studi è il Presidente Emerito Francesco Cossiga e Direttore Mario Caligiuri, che lo ha promosso. Caligiuri ha dichiarato che "uno dei compiti prioritari del Centro Studi sull'intelligence è quello di contrastare in modo efficace l'emergenza criminale, che rappresenta nella nostra regione il più evidente limite allo sviluppo, mentre la seconda edizione del master, che vedrà tra i docenti i più importanti esperti e studiosi del settore, approfondirà l'intelligence economica e le nuove tecnologie, anche in relazione al tema caldo delle intercettazioni".
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Nerbate
Piazza Navona era il luogo adatto, per le ragioni spiegate da Giuseppe Gioacchino Belli: "Cqua ss'arza er cavalletto che ddispenza / Sur culo a cchi le vo' ttrenta nerbate, / E ccinque poi pe la bbonifiscenza". Era il luogo dove, nei giorni di mercato, una giustizia neanche lontanamente tale infliggeva le punizioni corporali, con il boia che ne aggiungeva di sue. Quale posto migliore per ospitare l'esibizione di un Di Pietro che riassume in sé le spiegazioni umane, professionali e politiche del perché la giustizia italiana è la peggiore d'Europa. Le nerbate di questa giornata fischiano sfregiando le terga della sinistra, il cui martirio non ha nulla di divertente.
La maggioranza è in affanno, avendo commesso un errore grave. L'opposizione non ne approfitta mostrando una maggiore capacità riformista ed un più alto senso dello Stato, ma finisce prigioniera di sentimenti reazionari, di fazioni che la buttano in caciara, con le solite parole d'ordine perdenti.
La trappola scatta sempre perché la sinistra tutta è prigioniera della propria storia, anche recentissima. Il passato pesa, ed in questo caso impiomba.
I sinistri carnefici della sinistra scorrazzano indisturbati perché figli di una modificazione genetica, della presunzione morale, della berlingueriana allucinazione sulla diversità etica. Piuttosto che fare i conti con la storia seppelliscono il futuro, così andando a rimorchio del giustizialismo e del corporativismo, fingendo d'ignorare quale dramma nazionale e popolare sia la malagiustizia.
Neanche reagiscono quando il segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, papale papale, dice che sono pronti a scendere in piazza, ma per i soldi e la carriera. Loro, che sono i magistrati più protetti e pagati d'Europa, amministrandone il risultato peggiore. E si potrebbe anche capire, leninianamente parlando, se servisse a far fuori l'odiato nemico. Ma dopo quindici anni d'assalti a vuoto, dopo che la giustizia non è riuscita ad accertare un solo reato in capo a Berlusconi, anche un mulo si farebbe cogliere dal dubbio che quella non sia la strada migliore. Non ne prendono un'altra perché non ne sono capaci, non sanno essere diversi da quel che furono e sono stati, privando così l'Italia di due cose indispensabili: una buona sinistra ed una buona opposizione.
Davide Giacalone www.davidegiacalone.it Pubblicato da Libero
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MOVIMENTO NO PROVILEGI POLITICI
Nonostante il comitato "Sì Dal Molin" abbia incamerato il via libera alla costruzione della "Ederle Due" da parte del capo del Governo, domani e per tutto il mese di luglio fino alla sentenza del Consiglio di Stato continuerà la raccolta firme non solo per fermare le stancanti bizzarrie dei comitati dei "No" ma soprattutto per prendere provvedimenti contro questo Sindaco di Vicenza e i suoi "scoop" a favore del tendone abusivo di Ponte Marchese. Pensavamo di avere il Sindaco di tutti e invece ci siamo ritrovati il Sindaco del No Dal Molin. La città non si può permettere e non può tollerare un Sindaco e un Consiglio comunale che mette in pericolo e a repentaglio 750 dipendenti che operano nella base, duemila lavoratori che tutti i giorni chiedono il "pass" per operare in caserma, centinaia di ditte che già operano e si preparano ad per un impegno economico di oltre un miliardo di dollari. La città non può tollerare i neurodeliri di un piccolo gruppo di scalmanati il cui appoggio o cedimento da parte del Comune avrebbe ripercussioni catastrofiche nel futuro della città di Vicenza.
L'inspiegabile proroga al tendone abusivo di Ponte Marchese dovrebbe essere un segno premonitore utile a comprendere che questo Sindaco e questo Consiglio comunale non hanno più diritto a sedere in Sala Bernarda. Disgraziatamente mi sono accorto e molti di noi ci siamo accorti di aver votato una minestra riscaldata di ex comunisti e di ex democristiani lontana anni luce dalle vere necessità dei vicentini e incapace di comprendere il futuro di cui ha bisogno questa città.
Martedì 8 luglio il gazebo raccolta firme "Sì Dal Molin" è in Corso Palladio angolo Via Cavour dalle ore 10.00 alle ore 12.00.
Silvano Giometto.
In questo momento Vicenza ha bisogno degli americani più di quanto gli americani non abbiano bisogno di Vicenza. Moira Furlan - Coordinatrice "Sì Dal Molin"
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Ultimo suicidio a sinistra. Seppelliti da una risata
di Jacopo Iacoboni - La Stampa 14 luglio 2008
Distruggeva partiti, è finita come un partito; oltretutto, c'è chi ritiene, l'unico di sinistra, rissoso, facile al populismo, serioso. Una risata ci ha seppellito.
Prima non era così, la satira. Esisteva una sinistra; e poi esisteva chi la prendeva in giro. Cose distinte. Ora no, tutto si mischia, invettive e ragionamenti, risate e (para)politica. Le filippiche di Beppe Grillo in piazza Navona contro il presidente della Repubblica (il primo presidente ex comunista!). Sabina Guzzanti che parla male di Curzio Maltese (già autore di Serena Dandini). Michele Serra che scrive pacato sostenendo di condividere Maltese. Vauro che va con Santoro. Paolo Flores che attacca il Manifesto. Nanni Moretti che dice "sporcano tutto", anche la satira. Dario Fo che invece sta con Sabina, "la satira ha il diritto di insultare, è sempre stato così".
Stefano Benni che a cena si mostra disgustato e scrive sempre meno, via da Bologna, giù a Roma, meglio pensare al figlio diciottenne che cullarsi nell'autodistruzione. Daniele Luttazzi, pur pratico di coprofagia in tv, che scrive sul suo blog "stiamo attenti", non varchiamo il confine che dallo sberleffo anche hard porta all'urlo, dalla satira alla politica dei tribuni. Sfotti il Papa, e sei il primo a pontificare.
Nella deriva terminale della politica spettacolo, dove lo show prende il posto dell'opposizione (era accaduto ormai da tempo) e di ogni altro discorso pubblico (accade ora nelle piazze, e peggio ancora su Internet), è surreale osservare cos'è capitato alla più geniale generazione di satirici che l'Italia abbia conosciuto negli ultimi trent'anni. Quelli che "ci conosciamo tutti", quelli usciti da esperienze di vita simili, e poi dal Male, da Tango, da Cuore, o i più giovani, fratelli minori che avevano creato la stagione già televisiva della Tv delle ragazze, della Rai tre tv-verità, della ridotta del teatro Ambra Jovinelli.
Avevano sepolto di sberleffi (Il Male) l'austerità ottusa del Pci del '77, incapace di capire i giovani, umorismo e satira cochon vicina agli sfottò geniali degli indiani metropolitani, quelli di "Lama non lama". Dieci anni dopo avevano assestato il colpo di grazia al partito morente di Natta, lo raffiguravano come scimmietta ammaestrata ai piedi di Craxi e Andreotti (la copertina feroce su "Nattango").
Avevano quindi campato (Cuore) sul Psi craxiano dell'Italia da bere e di Tangentopoli, "Scatta l'ora legale: panico tra i socialisti". E poi, nella tv di Dandini e dei fratelli Guzzanti (anche loro ormai divisissimi), irriso alla pari Silvio e Romano. Finiscono, adesso, in un mesto tramonto italiano, lontanissimi gli uni dagli altri.
Seppelliti da una risata, nel frattempo degradata a ghigno.
"Tango - ha raccontato Staino - finì perché non voleva diventare così". E ieri sull'Unità si tirava fuori un po' sconsolato nella vignetta su Funari: "Funari ci ha lasciato?" "Non ha retto questa volgarità". E dire che quel giornale satirico - che raccolse Altan, Pazienza, Vincino, Angese, Ellekappa, Panebarco, più Sergio Saviane, Michele Serra, Stefano Benni, Gino & Michele - era stato feroce, aveva, lui sì, cantato il requiem a un partito, liberando il mondo comunista dalla drammatica assenza di autoironia.
Per la prima volta la sinistra irrideva la sinistra, con lievità e senza andare in piazza; ai tempi di Fortebraccio, o del Don Basilio anticlericale, o delle rubriche sull'Unità, "Il fesso del giorno" e "Il dito nell'occhio", o dei disegni di Gal, i comunisti sfottevano il nemico, non se stessi. Tango cambiò tutto, uscito grazie a un politico "di destra", Emanuele Macaluso, capace di dare tutta la libertà a quei giovani che sfottevano Natta, buttavano giù dal piedistallo gli intellettuali leggendari del Pci (alla morte di Renato Guttuso titolarono "Dio c'è... e vuole la sua parte d'eredità"), prendevano per i fondelli il giovane D'Alema, capo della Fgci, che per loro era e rimarrà sempre "Minimo", non Massimo... "Nessuno pensò mai di fare il leaderino", ricorda sempre Alessandro Robecchi, assieme a Serra pilastro di Cuore.
Sono i più intelligenti; quelli che avevano capito dove si stava andando a parare. La slavina è proseguita nolente loro.
Fu proprio "Minimo" D'Alema che chiuse Tango, magari non stracciandosi le vesti. Eppure satira e politica (e sinistra) s'erano già allora a tal punto confuse che proprio "Minimo" sancì la fusione quando nel novembre '99, da presidente del Consiglio, fece causa a Giorgio Forattini chiedendo tre miliardi di risarcimento per una vignetta che lo raffigurava intento a cancellare con il bianchetto dei nomi da una lista del Kgb. Anche quella querela fondeva i generi: ciò che oggi i "compagni di scuola" ex Fgci imputano a Grillo e Guzzanti.
Sostiene Serra che Cuore decise di sciogliersi perché "ogni altro possibile sbocco (ma perché non fate un partito? perché non vi presentate alle elezioni?) ci sembrò esiziale", tra i due linguaggi, politica e satira, rappresentanza e rappresentazione, occorre "provare disperatamente a ristabilire ambiti e competenze".
E come opporsi all'età della tecnica, al tramonto della politica, a Britney Spears che s'impasticca, dinanzi a Beppe Grillo che da mesi ti chiama "scrittore prezzolato", o Sabina Guzzanti che dà del "sicario" ai suoi amici d'un tempo, tutti sotto le macerie di una risata che avrebbe dovuto seppellire altri, e invece ha fatto a pezzi noi.
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Quell'accusa alla Carfagna
di Filippo Ceccarelli - La Repubblica 9 luglio 2008
A Piazza Navona, all'imbrunire, il testacoda dell'antiberlusconismo che prima curva nel turpiloquio, prende ardore e velocità nello spettacolo, poi sbanda nella gara a quale artista del palcoscenico le spara più grosse. Quindi si rovescia su stesso, fino a perdersi nel delirio a sfondo apocalittico, sessuale, teologico e pagliaccesco.
E addio politica, allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti. Sul proscenio della manifestazione contro le leggi vergogna restano così solo i comici, i predicatori, gli arcangeli del sarcasmo e le poesie anche rimarchevoli, ma pur sempre pregiudizialmente "incivili" di Camilleri.
Sono loro, beninteso, che riempiono le piazze. Ma poi, dopo l'incendio?
Divampa tutto in meno di un'ora. Camilleri, in versi, accenna alle "sgualdrinelle che confortano le sue notti" e pizzica appena il Vaticano che lo ha invitato: "Pecunia, antica saggezza, non olet". Il cabaret avvelenato di Marco Travaglio riesce ancora tenersi all'interno di un discorsi su di "Lui", il Cavaliere, le mogli, la richiesta di poter fare la comunione, i modi in cui promuove la classe dirigente, specie quella femminile, "le sue quote rosa". Poi "Pronto? Pronto?", ecco Grillo, gli è saltato il collegamento video. Perizia d'attore lo porta a denunciare un incidente sospetto. E' una voce, la sua, sempre più esagitata, come dall'aldilà. "Italiani!" grida, e in crescendo strappa il velo della grande menzogna.
Lui veramente grida: "E' tutta una presa per il culo!", lo Stato è fallito, il paese non c'è più, la politica è finita, gli assassini sul lavoro, i licenziamenti in arrivo, i veleni Ogm, il disastro energetico alle porte, ce n'è pure per la "fica in leasing", le ministre che la danno, Fini in barca con Tronchetti Provera, "le rovine, le rovine...", il compleanno di Morfeo Napolitano a Capri, "io non ne voglio più sapere", "fatevi un bel passaporto e andate tutti a fanculo!".
Folle accaldate e cariche di aspettative esprimono il loro pieno consenso. Fino a quel momento si sono un po' annoiate. I comizi politici lasciano ormai il tempo che trovano. La televisione impone protagonismi, euforia, emozioni e anche volgarità, se è il caso. Ma sotto il palco Di Pietro comincia a fremere; e Paolo Flores si fa più pallido del solito. Nel cielo, sopra la fontana dei fiumi in restauro, volteggiano terribili e rumorosi gabbiani, così diversi da quelli che i notabili dell'Italia dei Valori esibiscono all'occhiello in forma di civettuola spilletta.
In una vita pubblica che sempre più vive di spettacoli la rivalità fra gli attori, la gara a chi è la prima donna, è una variabile che gli organizzatori della manifestazione non hanno evidentemente calcolato. Perciò Sabina Guzzanti raggiunge il podio, saluta, si schiarisce la gola, sorride appena e attacca un paio di strofe di canzoni d'osteria.
Si capisce subito che le intercettazioni sono un bocconcino prelibato e che la questione Carfagna verrà portata alle estreme conseguenze in un vorticoso giro di parti anatomiche, pratiche innominabili, storielle di sesso, rimandi a dicerie sul coccolone di Bossi. Si capisce che si va a parare sulle Pari Opportunità, ma lei riesce lo stesso a sorprendere il pubblico gridando il suo iroso sdegno contro le assai primarie motivazioni che hanno spinto Berlusconi ad assegnare alla Carfagna quell'incarico.
Al confronto Beppe Grillo sembra un'educanda. Sul Papa la Guzzanti è già planata, valutandone il trapasso all'inferno e ricostruendone la probabile pena laggiù, con demoni omosessuali ("attivissimi" specifica) che lo tormentino.
Si avvicina intanto il temerario presentatore Mattia Stella, nel ruolo del bravo ragazzo, e lei praticamente lo caccia, "non ho finito, ho aspettato là dietro sette ore...".
Di Pietro si aggira nel backstage come una fiera al bioparco. Deve ancora affrontare la faccenda dei potenti che vanno con le prostitute perché si drogano, perché "pippano", ma Berlusconi no, lui si strafà di Viagra. In questo "porco paese". Nulla del genere si era mai visto e ascoltato, a memoria di osservatore.
Ci si sorprende a pensare che continuano a spostarsi e a strapparsi i confini della vita pubblica. Dall'indignazione all'incazzatura con divagazioni sessuali e religiose è un passaggio che trascende il linguaggio per un movimento senza nome, senza destino e senza confini. Una piazza evoluta e insieme regressiva. Un frullatore di storie di pubblica intimità. Berlusconi è lo specchio di tutto questo. Forse farebbe bene a preoccuparsi. Ma forse potrebbe perfino compiacersene.
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Un autogol prevedibile che ridimensiona la "vera opposizione"
di Massimo Franco - Corriere della Sera 9 luglio 2008
La piazza che doveva segnare l'apoteosi dell'opposizione di Antonio Di Pietro gli ha regalato un brutto autogol. Il tentativo di concentrare strali e insulti su Silvio Berlusconi è fallito miseramente. I reduci dei "girotondi" hanno affiancato, fino a sostituirlo, il bersaglio del premier con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e papa Benedetto XVI, oltre che Walter Veltroni. E l'epilogo della manifestazione di ieri è un rosario di dissociazioni imbarazzate dagli attacchi arrivati dal palco alle istituzioni politiche e religiose; ed un applauso tardivo per farli dimenticare. Ma era un finale parzialmente prevedibile dagli organizzatori, chiamati a governare un magma di malumori per definizione incontrollabili: al punto che c'è da chiedersi se il capo dell'Idv si sia illuso o abbia in qualche modo soffiato sul fuoco, tranne poi prendere le distanze dagli eccessi più volgari.
Il saldo è comunque disastroso. La scelta del Pd veltroniano, che ha preferito non aderire alla manifestazione, si è rivelata a posteriori azzeccata: anche se probabilmente era stata osservata con apprensione; e considerata rischiosa e foriera di una competizione elettorale ancora più infuocata nel centrosinistra.
Per quanto minoritario, l'antiberlusconismo girotondino e giudiziario ha costretto l'opposizione a indurire i toni contro palazzo Chigi in Parlamento.
L'attacco sferrato dal Pd al presidente dell'assemblea di Montecitorio, Gianfranco Fini, per aver concesso poco spazio alla discussione sul "lodo Alfano", è un'altra promessa di scontro.
E finisce per restringere ulteriormente i margini di mediazione che una parte della maggioranza, Lega in testa, e settori dell'opposizione stanno cercando sulla giustizia.
Piazza Navona, però, ha ridato quasi di rimbalzo credibilità alla strategia di un Pd fra due fuochi; ed ha delegittimato i suoi avversari interni. Ieri sera è ap parsa ancora più fondata la preoccupazione attribuita al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per una situazione slabbrata; e per la crescente difficoltà di riportare i contendenti se non al dialogo, almeno a rapporti più civili. Il Quirinale ha osservato perplesso il crescendo polemico dell'Idv, e la tentazione di inseguirlo su quel terreno da parte di alcuni settori del Pd. Quando Veltroni ha ironizzato sulla rapidità con la quale il governo sta per approvare le norme sulla sicurezza, in votazione giovedì prossimo, Di Pietro ha subito rilanciato parlando di "truffa elettorale" di Berlusconi ed evocando una "P2 di ritorno".
I vuoti notati ieri in piazza, e la solita coda polemica sul numero dei presenti, sono secondari. La novità è la spaccatura fisica dell'opposizione, che riflette due strategie concorrenti; ma forse anche la difficoltà a conciliarle in nome di un antiberlusconismo dal sapore antico. La sensazione è che, al di là delle parole ufficiali, il centrosinistra tema di essere risucchiato su una trincea perdente dal punto di vista elettorale, oltre che delle categorie culturali. Fino a ieri sera sembrava rassegnato a schierarsi comunque contro palazzo Chigi per non essere infilzato da Di Pietro, perché i malumori contro il Cavaliere lievitano. Ma quanto è successo additai pericoli e le incognite di una deriva estremistica. Fa riaffiorare infatti pulsioni del passato, che finora hanno sempre premiato il leader del centrodestra.
L'universo dipietrista e l'estrema sinistra hanno accusato Veltroni di avere resuscitato un Berlusconi destinato altrimenti al tramonto. Non sembrano nemmeno sfiorati dal dubbio che il presidente del Consiglio sia stato favorito proprio dal radicalismo annidato nell'Unione prodiana; ed esasperato fino alla caricatura ed alle frasi offensive contro Napolitano e il Papa proprio da quella che ieri si voleva presentare come "la vera opposizione" al Cavaliere.
In realtà, il reducismo girotondino si è confermato il miglior alleato di Berlusconi. Alla fine, è apparso giustificato il modo liquidatorio col quale dal Giappone il premier ha bollato la protesta, convinto che rifletta un'Italia "che ama flagellarsi". Ed ha contrapposto a quella piazza romana l'esigenza governativa di "rimediare al disastro dei rifiuti" in Campania. Anche se la sua impazienza e le sue forzature in materia di giustizia finiscono per alimentare proprio l'estremismo; e non aiutano i fautori di un compromesso in Parlamento.
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Nella battaglia per l'egemonia a sinistra c'è chi ha esagerato
di Stefano Folli - Il Sole 24 Ore 9 luglio 2008
Le bandiere del Partito democratico a piazza Navona avevano ieri sera un evidente significato politico, nell'assenza dei dirigenti di quel partito. E il significato è che sul terreno della difesa della legalità repubblicana, della Costituzione, sul tema della salvaguardia della magistratura e del "no al regime berlusconiano incombente" il Partito democratico non ha molti strumenti per distinguersi dalla piazza. Ma l'enfasi retorica fa brutti scherzi e alla fine l'impressione era che Di Pietro avesse perso il controllo della situazione. Gli attacchi a Napolitano e anche al Papa; gli insulti a tutti, avversari ma anche amici "tiepidi": tutto è finito in un calderone di cattivo gusto, da cui - ad esempio - uno degli organizzatori, Furio Colombo, ha preso le distanze con indignazione.
Chi aveva preparato l'incontro di Roma, primo fra tutti l'ex Pm, non intendeva polemizzare con Veltroni. Altri lo hanno fatto con asprezza, a cominciare da Grillo, tra quelli che hanno parlato dal palco e fra coloro che erano in piazza. Per cui alla fine gli interrogativi prevalgono sulle certezze. La verità è che i "girotondi", nella loro versione aggiornata, hanno lanciato una battaglia d'opinione dentro i confini dell'opposizione. E hanno qualche probabilità di vincerla, al grido di "è tornata la P2".
Del resto, il punto di vista su Berlusconi che Di Pietro ha illustrato a piazza Navona è ampiamente diffuso da anni nel centro-sinistra. Fino a ieri era impersonato alla perfezione da Romano Prodi, presidente del Consiglio, la cui opinione sull'attuale premier coincide all'incirca con quella di Travaglio.
Oggi l'Italia dei valori su questa base si proietta nei sondaggi verso l'8 per cento. È poco?
È un'Italia di estrema minoranza quella che si è espressa in piazza, come sostengono i collaboratori di Berlusconi? Forse sì, ma non è questo il punto.
Il fatto è che la vittoria di opinione dei "girotondi" è, virtualmente, la sconfitta dell'altra opposizione. Che vorrebbe essere moderata e costruttiva e non ci riesce.
Ma una piazza volgare e insultante, priva di freni inibitori, incapace di separare Berlusconi da Napolitano, dimostra l'assoluta immaturità di chi pretende di guidare i processi politici. Sotto questo aspetto, il mezzo infortunio di Di Pietro può essere una fortuna per il Pd. Sarà capace di approfittarne? Non si sa.
Senza dubbio il partito veltroniano è fragile, ma ciò non significa che Veltroni o D'Alema siano pronti a fare "scambi" con Berlusconi sui nodi della giustizia.
La prima pagina del "Manifesto" dedicata agli "scambisti" era divertente, ma ingiusta. Semmai il vertice del Pd, stretto in una dolorosa tenaglia, non sa bene cosa fare. Certo, è fuori della realtà che il Pd possa sostenere in qualsiasi forma il lodo Alfano. La polemica aperta con il presidente della Camera lo dimostra.
E tuttavia il maggior partito d'opposizione dovrà pur tornare a fare politica, anche accettando l'idea che in Italia "esiste un problema della giustizia", come dice D'Alema.
In fondo la speranza è che sia Umberto Bossi a cavare le castagne dal fuoco al Pd. Veltroni lo dice a chiare lettere nell'intervista alla "Stampa".
La speranza che Bossi risolva lui l'anomalia Berlusconi. Cioè trovi il modo di eliminare dalla scena il sovrano del centrodestra, in modo tale da aprire la strada a un accordo con il centro-sinistra: a cominciare dal federalismo fiscale.
Ma questo baratto, anzi questo scambio (stavolta sì), ovviamente non è plausibile. Non siamo nel '94, ma nel 2008. E anche la sinistra stavolta dovrà inventarsi diversa.
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Emergenza ingiustizia
di Filippo Facci - Il Giornale 9 luglio 2008
Chiedetelo ai beoti di Piazza Navona, chiedetelo ai centinaia di sottovuoto-spinto che ieri erano indecisi se ascoltare Beppe Grillo o fare lo struscio in corso Vittorio: di quale giustizia dovremmo parlare? Di quella evocata dal pitecantropo molisano che associa un governo democratico a "magnaccia" e "stile mafioso" e "stuprare i bambini"? O quella di un pluriomicida, Michelangelo D'Agostino, che i bambini intanto li sorvegliava in un parco giochi?
Dopo che aveva già ammazzato quindici persone? Dopo che aveva già preso un bambino in ostaggio? Qual è il problema della giustizia in Italia?
Il Lodo Alfano? Quel pateracchio inesistente che è il processo Mills, che finirà in niente come sanno tutti? La Carfagna? La moglie di Willer Bordon?
Sono gli scatti professionali dei magistrati, il problema? Loro sfilano, giocano con le bandierine, si trincerano nel nulla internettiano come alternativa alla Playstation, incassano grano da libri e dvd: chissà quanti di loro parleranno di Michelangelo D'Agostino, oggi. Chissà quanti chiederanno conto all'intoccabile terzo potere italiano di un signore di 53 anni che è stato libero di ammazzare un'altra volta dopo averne spazzati via 15. Bella la vita del pirlacchione che manifesta a piazza Navona. E bella la vita dei Michelangelo D'Agostino, una vita al massimo.
Non è lui il problema. È già un camorrista, nell'aprile 1983, e in un conflitto a fuoco coi carabinieri viene beccato: finisce dentro. Non è un problema. Era già un killer, faceva parte della Nuova Camorra Organizzata e nel 1985 si accodò alla messe di pentiti che dal nulla accusarono Enzo Tortora di essere uno di loro, un infame: disse che il giornalista faceva parte del clan di Cutolo e contribuì sensibilmente a farlo condannare in primo grado: "Ho firmato i verbali senza leggerli, speravo in qualche beneficio", dirà anni dopo. Torna in galera, ma nel 1997 ecco la semilibertà. In fondo era uno che aveva semplicemente detto ai magistrati che "uccidere è quasi un gioco, ho cominciato per caso, poi ci ho preso gusto e ho continuato. Prendevo a calci i cadaveri; baciavo la pistola sporca di sangue". In libertà.
Esce e subito due rapine, "spatascia" un'auto contro un semaforo, sequestra una madre col figlioletto in carrozzina; cede alle forze dell'ordine solo dopo essersi preso due proiettili in corpo. Passa un po' di tempo ed eccoti un'altra licenza premio (premio di che?) che lui utilizza immediatamente per rapinare un bar e fottersi 4.000 euro: per quel che sappiamo. Poi, essendo palesemente una persona seria e affidabile, nell'aprile scorso ottiene una bella licenza lavorativa e lascia il carcere Calstelfranco Emilia, vicino a Modena, e se ne va a Pescara improvvisandosi guardiano del parco giochi Villa De Riseis, dove pure dorme e fa lavoretti vari.
Era un lavoro regolare? No. Aveva un contratto? No: la cooperativa che gestisce il parco lo lasciava fare al pari dei Servizi sociali cittadini. È passato anche dalla Caritas: "Ma dalla magistratura", ha detto il direttore don Marco Pagnillo al Corriere della Sera, "non ho mai ricevuto nessuna disposizione". Non lo controllava nessuno.
E nessuno, invero, aveva ricevuto mai nessuna comunicazione da nessuno. Si sono limitati ad allontanarlo anche dalla Caritas, perché non stava alle regole.
Tra due settimane avrebbe dovuto tornare in carcere, ma probabilmente non ci pensava nemmeno. Ed ecco dunque che lui, un uomo che aveva compiuto oltretutto quindici omicidi in tre mesi, domenica scorsa decide di emanciparsi dalla sua "licenza trattamentale" e, dopo una lite da niente, spara in testa e all'addome di Mario Pagliaro, 64 anni, moglie e figli, trucidato tra le mamme e i bambini. Avevano litigato, sapete. È rimasto libero fino a ieri pomeriggio e ha vagato tranquillo per il nostro Paese, armato. E non una parola: silenzio da un mondo politico e giornalistico tutto concentrato su una banda di cialtroni intenti a spiegare come il problema, tra questo porco assassino e Silvio Berlusconi, sia il secondo. Perché è ancora libero.
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La ghigliottina in mano ai comici
di Mario Ajello - Il Messaggero 9 luglio 2008
L'unica cosa confortante è che i quattro super-eroi di piazza Navona, mezza vuota e mezza piena e rimbombante soprattutto degli insulti della Guzzanti al Papa e di Grillo a Napolitano, non faranno la brutta fine toccata ai grandi eroi cui forse vorrebbero somigliare. Chi è il terribile Robespierre, capace d'ogni giustizialismo a buon mercato? Ovvio - è Di Pietro. Che però è anche un po' Torquemada, l'uomo dell'inquisizione: diciamo metà e metà. E Saint-Just, anzi Louis Antonine Lèon de Richebourg de Saint-Just? Naturale: è Paolo Flores d'Arcais, il più intellettuale del gruppo, a sua volta con un cognome lungo e altisonante. Ma il rivoluzionario francese venne ghigliottinato, mentre il filosofo italiano grida tutto contento dal palco: "Qui in piazza, c'è l"altra Italia"". Cioè quella che loro definiscono "non berlusconianamente alle vongole" e tanto manipulitista. Anche se una giornalista televisiva grida a un certo punto: "M'hanno rubato il portafoglio dalla borsetta!".
E chi recita, in questo Festival dell'indignazione un po' da Italietta profonda e un po' da fighettismo combat di tipo televisivo e radicalchic, la parte del super-sbirro Joseph Fouché? Tanti vorrebbero interpretarla e chissà se questi tanti, come Fouché, non tradiscano prima o poi l'amico molisano Robespierre, che ora di nome fa Antonio. Anzi: "Andonio, Andonio... ", così lo acclamano i paesani portati qui in piazza (dalle truppe mastellate alle truppe dipietrate?) a bordo di pullman.
Manca il quarto, arriva alla fine, tramite video: è l'"Amico del popolo", cioè Danton, cioè Grillo. Grilleggia lui, guzzanteggia la Guzzanti e la coppia oscura tutti gli altri. Solo se ci fosse stato Nanni Moretti non si sarebbe fatto sopraffare dalla retorica del "Vaffa", perché il regista era molto più politico di questi anti-politici spettacolari.
Alla Grillo, che fa fuoco e fiamme: "Topo Gigio Walter alleato dello Psiconano!".
Ci sono tutti loro, che insultano e non risparmiano neppure Napolitano, e c'è la piazza. E, guardandola, viene da dire: povero Walter. Perché non sarà tanto gremita, ma molti dei presenti hanno votato non Italia dei Valori ma Pd. Qualcuno lo rifarebbe. Molti, no. Una signora di mezza età, elegante. Gli si chiede: lei per chi ha votato? Risposta: "Per Veltroni". Che cosa vorrebbe da lui? "Che fosse qui in piazza". E un'altra cosa viene da dire: beato Berlusconi. Perché, in fondo, questa piazza è anche la solita piazza già altre volte rivelatasi incapace di "spallata". Tante bandiere rosse (oltre a tre del Pd), tanti vessilli bianchi e italovaloriali, un po' di popolo moralmente indignato e molta gente di partito pronta a sfruttare politicamente l'evento.
Rispetto a quando i girotondi li guidava Nanni Moretti, stavolta ci sono molti più giovani. E fa impressione vedere i ragazzi in divisa da no-global, un po' guevaristi, un po' tatuati, e urlanti "Voglio un Paese sano, senza il Caimano", i quali manifestano spalla a spalla con vecchi marpioni da notabilato democristiano del Sud, che si sono riciclati in italovaloriali. Magari solo per conservare l'autoblù e l'appellativo di "Eccellenza" da rivendersi nelle sale da biliardo dell'Italia periferica.
Un disoccupato si fionda su Di Pietro: "Tonino, voglio un posto!". Lui lo respinge una volta, due, tre. Poi s'arrabbia e quello lo abbraccia scoppiandogli a piangere sulla spalla. Tonino gli dà una carezza. E chissà se anche un'occupazione. Intorno, cartelli e striscioni anche non elegantissimi, come questo illustrato da un nudo: "Presidente, che cuccagna la Carfagna!!". Un altro: "Alfano, servo del Caimano". Oppure: "Famolo contento, aboliamo la giustizia".
C'è anche gente di destra in piazza? No. Molti giovani hanno votato Rifondazione, ma poi hanno detto "Vaffa!" pure a Bertinotti e compagni. I quali, rieccoli a caccia di visibilità, nonostante gli sfottò: "Toh, chi si rivede, i comunisti!". E i turisti, come quella zitella inglese in visita nel Belpaese, genialmente inventata a suo tempo da Enrico Montesano, vedendo le bandiere rosse commentano: "Pittorescoooooo, molto pittorescoooo ... ".
Dunque una strana piazza, perfino più grillante che dipietresca. E se questa piazza vince, cioè si afferma ai danni della sinistra moderata, sarà il trionfo di una nuova forma di populismo, dannoso come tutte le altre, che farà sembrare vecchio, polveroso e barboso il politicismo autoreferenziale degli oligarchi democrat.
I quali, però, grazie agli attacchi di questa piazza a Napolitano, possono tirare un sospiro di sollievo: "E noi avremmo dovuto mescolarci con questi professionisti del pernacchio anti-istituzionale"? 
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La tenaglia che stringe il Pd
di Paolo Franchi - Corriere della Sera 9 luglio 2008
Meritano molto rispetto, Veltroni e il Pd. Le ore che stanno vivendo sono le più difficili da quando la loro nave ha preso il largo, peggiori ancora di quelle successive alla sconfitta. E da come supereranno questa prova dipenderà moltissimo del futuro dell'opposizione e della legislatura. Meritano molto rispetto, Walter Veltroni e il Pd, perché queste ore le vivono stretti in una tenaglia.
Di qua, Antonio Di Pietro. Dopo averlo voluto unico alleato nelle scorse elezioni, adesso Veltroni se lo ritrova nei panni non ancora dell'avversario dichiarato, ma certo del concorrente duro e spregiudicato; che non si fa scrupolo, anzi, di far ricorso, e con successo alla piazza, contro Silvio Berlusconi, certo, ma anche contro di lui.
Di là, ovviamente, Berlusconi. Dopo gli scambi di cordialità, e le reciproche 'promesse di dialogo, adesso Veltroni si trova di fronte un capo del governo che per difendere i propri interessi non si preoccupa affatto di metterlo in gravissime difficoltà, al punto di offrire lui stesso, chissà quanto consapevolmente, munizioni all'offensiva dipietrista, quasi che, a farsi rappresentare come il Caimano, cominciasse a riprenderci gusto. Meritano molto rispetto, Walter Veltroni e il Pd, perché questo su cui sono costretti a muoversi in un contesto così sfavorevole è diventato, per loro, un terreno minato. Tanto minato da rendere poco plausibile venirne fuori con qualche accorgimento tattico, facendo affidamento sulla sola manovra parlamentare, visto, oltretutto, che su questo piano governo e maggioranza (nonostante i mal di pancia della Lega) concedono poco o, per essere più precisi, nulla.
Bisogna, in una parola, scegliere, e farlo mettendo in conto che scelte indolori, che non comportino rotture e comunque prezzi pesanti, non ce ne sono.
E bisognerebbe scegliere (qui il condizionale diventa d'obbligo) tenendo fede a quelle che sono state rappresentate, a suo tempo, come le ragioni di fondo nel cui nome entravano in scena un nuovo partito e un nuovo leader. Non solo per limitare il danno in una prova elettorale comunque destinata alla sconfitta, ma, si è detto, per inaugurare una pagina nuova nella vita politica italiana. Se Walter Veltroni e il Pd riuscissero a farlo, non meriterebbero solo rispetto, ma anche apprezzamento.
E riconoscenza.
Archiviare l'idea antica, forse inconfessabile ma sicuramente assai radicata, secondo cui l'iniziativa giudiziaria è una sorta di prosecuzione della politica con altri mezzi; liberarsi dell'idea più antica ancora, e ancora più radicata, secondo la quale l'avversario non è soltanto politicamente deprecabile, ma è anche e soprattutto un furfante che vince giocando nel modo più scorretto e sleale per abbindolare il popolo bue, e poi della politica e del potere si avvale soltanto per tutelare in dispregio di ogni regola i propri sordidi interessi; abbandonare la presunzione di essere, quasi per definizione, detentori di una superiore moralità. Tutto questo non è difficile.
Se lo si vuol fare davvero, è difficilissimo. Tanto più se l'avversario in questione fa di tutto (basta vedere quanto sta capitando con il cosiddetto lodo Alfano) per confortarti in questi cattivi pensieri; se tanta parte della tua- gente continua a nutrirli; se l'antiberlusconismo è stato per un quindicennio almeno il collante del tuo inondo.
Ma senza una simile rivoluzione, infinitamente più impegnativa delle chiacchiere sulla necessità del dialogo, che un giorno compare, il giorno dopo si inabissa e il terzo torna a fare capolino, tutte le promesse sull'avvento del tempo nuovo del bipolarismo o addirittura del bipartitismo finalmente dispiegato perdono peso e valore.
E perdono quota anche le speranze di mettere in piedi in tempi utili, un'opposizione che ambisca finalmente a sottrarre al centrodestra - dopo quindici anni! - la maggioranza del voto popolare.
Forse più che verso la cosiddetta sinistra radicale, che ha tanti difetti e tanti guai, ma almeno da quello che impropriamente chiamiamo giustizialismo è in larga misura immune, è nei confronti delle bravissime persone che ieri si sono date numerose convegno a piazza Navona che andrebbe condotta quella che un tempo si chiamava una battaglia politica e ideale. Per sottrarne quante più è possibile all'egemonia di culture, chiamiamole così, e di leader che con il riformismo e la sinistra così come mediamente si intendono sotto ogni cielo non hanno niente da spartire.
Non c'è riformista sulla faccia della terra a cui potrebbero passare per la testa le volgarità inaudite di Beppe Grillo sul presidente Napolitano, non c'è donna di sinistra che pronuncerebbe le parole riservate a un'altra donna, ancorché ministro del governo Berlusconi, da Sabina Guzzanti: e suonano un po' ipocrite le parole di dissociazione che, a cose fatte, alcuni illustri partecipanti alla manifestazione si sono sentiti in dovere di dire.
Veltroni, prendendo le distanze da Di Pietro, ha detto nei giorni scorsi che delle alleanze si giudicano gli esiti, ma non ci si pente.
Anche se pentimento in politica è una parola stupida e un po' equivoca, sbaglia. Quello fu un errore. Un errore serio e grave, destinato in partenza a produrre i guai che ha prodotto e che non riguardano solo quella buona creanza per cui non si dà del magnaccia al presidente del Consiglio. Riconoscerlo e tirarne le conseguenze (che non significa affatto alzare bandiera bianca sulla giustizia) sarà impopolare, ma è necessario. E i leader veri, e convinti delle proprie idee, sanno
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La deriva del talk show
di Edmondo Berselli - La Repubblica 9 luglio 2008
C'è un'Italia che vuole esprimere la sua indignazione, contro le leggi canaglia, contro i provvedimenti ad personam, contro la manipolazione spregiudicata della Costituzione repubblicana. E questa Italia fa fatica a trovare una voce. Per questo ieri a Piazza Navona è venuta tanta gente. Persone che volevano far sentire la loro esasperazione, che cercavano di uscire dal cerchio stregato della frustrazione civile, provando a far risuonare nel paese la protesta contro l'improntitudine del potere berlusconiano. Era per molti aspetti una testimonianza di dignità democratica e di civiltà politica: il tentativo di uscire dal recinto dell'impotenza.
Ha rischiato di finire male. Di diventare la parodia di un talk show deteriore, un Bagaglino di sinistra aggravato dal turpiloquio e dalla malevolenza gossippara.
Peggio ancora, di trasformarsi in un attacco distruttivo alla chiave di volta istituzionale della nostra democrazia. Perché quando il microfono finisce nelle mani di un Beppe Grillo, non è più la politica a esprimersi. È una torsione populista che attacca ogni istituzione, che rifiuta di avere fiducia anche nelle istituzioni di garanzia costituzionale. Che alla fine sottrae legittimazione alla Repubblica.
Difficile dire che cosa volesse significare, politicamente, l'attacco vernacolare portato da Grillo a Giorgio Napolitano. Qualcuno può davvero credere che la soluzione di un momento ad altissimo rischio per gli equilibri democratici possa passare per l'umiliazione pubblica e spettacolare del garante della Costituzione?
Eppure dovrebbe essere chiaro a chi ha un minimo di intelligenza politica che il Quirinale è l'ultimo delicatissimo diaframma che si frappone all'assalto delle truppe berlusconiane: svilire Napolitano, ridurlo a un presidente fantoccio, a un'ombra senza qualità, significa né più né meno consegnare la Carta costituzionale a coloro che vorrebbero ritagliarla a proprio uso e consumo.
In sostanza, è accaduto che tutta la gente convenuta a Piazza Navona è stata espropriata delle sue intenzioni. Da protagonista di una denuncia, è stata ridotta in pochi minuti a spettatrice di uno show, uno dei tanti allestiti da Grillo, uno dei violenti "vaffa" antipolitici portati sulle piazze italiane. Con il risultato che tutti coloro che erano venuti a rappresentare le ragioni di un'opposizione civile alle leggi carogna, al "lodo Alfano", ai tentativi gaglioffi di mettere la museruola all'informazione, si sono ritrovati all'improvviso in un altro ruolo. Tutti improvvisamente ammutoliti, indotti a risate a denti stretti, e anche percepibilmente imbarazzati, mentre Sabina Guzzanti enunciava come verità di fatto e criteri di giudizio politico le dicerie sui comportamenti erotici del Cavaliere.
Ciò che colpisce è in primo luogo il sequestro delle oneste ragioni che hanno portato in piazza un'opposizione presente nella nostra società e poco o per nulla rappresentata nelle istituzioni politiche. Un'occasione di presenza e di vivacità democratica è stata confiscata, almeno per qualche minuto, da un accesso di varie volgarità, prive di qualsiasi finalità che non fossero quelle dello spettacolo in sé. Perché non dovrebbero esserci dubbi: un conto è la pratica di un'opposizione combattiva, con tutti i mezzi disponibili (per dire, con l'ostruzionismo nelle Camere e con gli slogan nelle piazze); e un altro conto è lo sputtanamento generale, che getta fango su tutto e tutti, a cominciare da quelli che dovrebbero essere compagni di strada.
Perché c'è un altro aspetto da mettere a fuoco. Per le piazze ingrillite, per i contestatori che trattano il presidente della Repubblica come un addormentatore delle coscienze, si realizza rapidamente uno spettacolare transfert politico, un trasferimento freudiano di capi d'accusa: l'avversario, anzi, il "nemico" non è più la figura del capo del governo depositario del conflitto d'interessi, il manipolatore che cambia le regole per tutelare la propria posizione. Per gli autori degli show più incendiari, va da sé che Berlusconi è il male: ma è l'alterità assoluta, e quindi costituisce un male contingente, un male materiale, ideologicamente insignificante, culturalmente inesistente.
Secondo questo schema, la destra padrona è una disgrazia che ci è capitata, l'ultima incarnazione della mediocrità italiana, ma con cui non vale la pena prendersela.
Più colpevoli sono i suoi elettori, semmai. E più colpevoli ancora, secondo una lista inesorabile di concatenazioni, sono i rappresentanti della sinistra moderata, coloro che hanno accettato di trattare con il Cavaliere, che hanno creduto nel "dialogo" e ancora adesso non si sono accorti di essere diventati complici della malattia, soci di un virus, partecipi di una metastasi. Il vero nemico, insomma, è il tuo compagno.
Si corre il rischio che una parte della sinistra, ed è la parte maggioritaria, si riduca al silenzio, fino a non riuscire a dire nulla, in nessuna occasione, fino all'ammutolimento più totale. E che un'altra parte, un'altra sinistra, venga consegnata a un furore astratto, televisivo, mediaticamente estremo, incapace tuttavia di trovare strade che conducano alla politica.
Ieri Furio Colombo e poi anche Antonio Di Pietro hanno cercato di uscire dal reality show che si stava realizzando (e che avevano contribuito a organizzare, prima che gli scappasse di mano), e di riportare la gente alla realtà. Ma in futuro occorrerà riflettere con severità radicale. Se prosegue l'assopimento della politica, se frange significative della società italiana si confermeranno nell'idea di essere escluse e di non avere voce, l'attrazione del nichilismo spettacolare di Grillo e compagni risulterà irresistibile.
E non è una prospettiva gradevole quella di una sinistra divisa fra l'ammutolimento e l'ipnosi cattiva generata da un talk show permanente. Dove si va da cittadini, e si torna da spettatori di uno spettacolo deprimente, dove tutti sono colpevoli, dunque la politica e anche l'opposizione diventano inutili e resta solo il "vaffa".
Chi ha deciso di muoversi contro le leggi ad personam merita qualcosa di più, e la politica deve darglielo.
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Quindici anni di "Forza DS"
dal Blog di Beppe Grillo. Riporto il testo del mio intervento di ieri, in piazza Navona a Roma:
"Italiani! Non siamo collegati per un incidente "tecnico". Ero collegato fino a quattro, dieci minuti fa. Andava tutto bene. Poi, stranamente, manca il segnale. Allora, voi vi dovete immaginare. Io mi devo immaginare voi e voi dovete immaginare me. Non immaginatemi più grasso, cattivo, sudante e che spara parolacce. Ho fatto un corso "gandhiano" e la parola più schifosa che mi è uscita negli ultimi sei mesi è: "belin!". Quindi, immaginatemi più snello, dimagrito e molto "per bene". Non ho intenzione di offendere nessuno. Io voglio cercare di immaginare voi; il perché siete lì. Voi che siete quaranta, settantamila - la Questura dirà 2.500 - perché siete li?
Siete lì anche per dimostrare la vostra esistenza, cari amici. Io forse ce l'ho più con voi che con gli psiconani, ballerini e affini. Io ce l'ho con questa grande, straordinaria presa per il culo, che da quindici anni fanno ai cittadini italiani. Una grandissima presa per il culo di questo governo finto e di questa opposizione finta.
Ecco perché ci troviamo in questa situazione. Voi siete lì e io sono qua a parlare, non so a chi. Ormai c'è un delirio totale.
Lo psiconano, Berlusconi, è andato in Giappone per il G8 e ha collezionato un'altra figura di merda, in nome e per conto del popolo italiano. Io con questa parola, "Popolo Italiano", non mi ci identifico più, cari signori. E io vorrei - ho parlato anche col mio avvocato - che ogni volta che Berlusconi nomina il popolo italiano, faccia una postilla: "tranne la famiglia Grillo!".
Bene, ma non è neanche colpa dello psiconano. Lo psiconano è solo l'effetto. La causa è quella che ho detto prima. C'è stato un partito unico. Un partito unico per quindici anni. Hanno fatto finta. Prodi, Berlusconi, D'Alema, Berlusconi. È tutta una presa per il culo. Allora, cosa bisogna fare? Non lo so cosa bisogna fare.
Questo è un governo, cari amici, che vive con marchette televisive. In qualsiasi popolo, in qualsiasi paese del mondo, totalitario o democratico, se un premier avesse telefonato per vendere della fica in leasing, come ha fatto il nostro premier, per corrompere dei senatori, per far cadere il governo, sarebbe arrestato per colpo di stato. Non è importante la fica, cari amici, è importante quello che vuole la gente. E lui dà quello che vuole la gente. Un certo tipo di gente.
In nessuno Stato del mondo ci sarebbe un premier che ha corrotto col suo legale, Previti, un giudice per acquistare la più grande compagnia editoriale del Paese.
Che Paese è diventato questo? Ecco perché ce l'ho.
Conflitto di interessi. Cazzo. La Sinistra e il conflitto di interessi. La prima cosa che doveva fare era la legge sul conflitto di interessi. Ma è un conflitto che riguarda anche i loro interessi. Ecco perché io sono così alterato. Ma è dir poco, alterato.
Sono andati oltre. Non so chi sia questo Veltroni-Topo Gigio. È il nuovo Mastella? Chi è? Chi è questo grande personaggio? Non è neanche un uomo. È un soggetto! Cos'è? È un avverbio! Che cos'è? Non riesco a capire neanche cosa siano i suoi discorsi. Mette un aggettivo e dei sostantivi. Lui non ha né cuore, né polmoni, né cervello. Ha solo dei sostantivi. Come i suoi discorsi. Ha fatto delle cose memorabili e sarà ricordato nella storia. In tre mesi. La prima cosa che ha fatto, da statista, è andare a parlare di istituzioni con lo psiconano: un prescritto iscritto alla P2, invece che con i suoi collaboratori e i suoi alleati. In tre mesi ha fatto cose straordinarie Topo Gigio-Veltroni. In tre mesi ha: sciolto il governo, perso il Comune di Roma e disintegrato tutti partiti di sinistra. È il più grande alleato della nanoparticella tossica che esista in natura. E allora, allora io voglio capire in che Paese siamo e perché siamo lì.
Perché siamo qui a parlarci? C'è stato solo un partito. Solo un partito in Italia: Forza DS. E questo ha sfasciato lo Stato. Allora, ci vorrebbe una persona chiara.
Ci vorrebbe un curatore fallimentare, in Italia. Perché lo Stato è fallito!
Italiani! Lo Stato è fallito! Vi do due dati, così, a caso. Abbiamo uno dei debiti pubblici più grandi del mondo: 1.647 miliardi di euro. Ogni anno aumenta di 80 miliardi per gli interessi. Solo a Marzo abbiamo pagato 23 miliardi di interessi sul debito. Nel 2008 chiuderanno 300.000 aziende. 300.000. E le altre piccole aziende sono in mano alle banche con dei debiti che arrivano a 780 miliardi di euro. Non fallirà solo lo Stato. Falliranno le banche e ve ne accorgerete quando l'Esercito, invece dell'immondizia di Napoli, presiederà l'Unicredit e le banche vicine.
Allora che cosa dobbiamo fare? Io non lo so cosa dobbiamo fare.
Lì parlate di giustizia. Abbiamo avuto delle votazioni ignobili, completamente illegali, nessuno poteva dare il voto di preferenza. C'erano delle coalizioni di partiti improbabili. Avevano lo stesso piano industriale. Lo psiconano è il garante di un comitato d'affari, ve lo mettete in testa, che è la stessa cosa?
Parliamo di giustizia o di che cosa? Abbiamo 18 condannati in via definitiva in Parlamento. Cazzo, 18 condannati sono ancora lì e se Mangano, lo stalliere di Arcore, era un eroe questi 18 condannati in Parlamento sono i supereroi. Grandi supereroi con i super poteri. Sapete qual è il loro super potere?
È il silenzio: non parleranno mai contro il loro padrone. Io che sono un comico devo incazzarmi e devo dire questo, devo dire che questo Paese non c'è più!
Quale giustizia? Dov'eravate voi? Vi vorrei guardare in faccia DS e Margherita, dov'eravate quando hanno fatto l'indulto? Che differenza c'è tra le leggi di Berlusconi che ammazza 100 mila processi e l'indulto? Non c'è nessuna differenza.
Abbiamo tre Regioni in preda alla Mafia. Quando siamo andati all'Euro Parlamento a Strasburgo, de Magistris ha spiegato benissimo ai nostri parlamentari da 20 mila euro al mese. Ha spiegato che 8 miliardi di euro se li erano disintegrati tre Regioni. Solo la Calabria 5 miliardi in depuratori, la Campania in impianti per lo smaltimento rifiuti mai fatti. Che cosa sta succedendo a questo Paese? Non c'è più niente.
1.300 morti. Non sono morti, così, sul lavoro. Sono assassinati sul lavoro perché non investiamo nulla sulla sicurezza sul lavoro. Parlate con Renzo Piano.
Preventivano le morti dei grandi lavori: nel Ponte sullo Stretto è stato statisticamente provato che in 10 anni potrebbero morire 23 persone, è già nella statistica.
Andate a vedere quante persone muoiono in un cantiere in Giappone. Renzo Piano ha fatto un aeroporto in Giappone in 10 anni e non è morto nessuno.
Nessuno è morto.
Invito un po' a pensare ai cittadini, perché la politica è finita. I partiti si sono suicidati tutti e i cittadini si devono riprendere in mano la loro vita, con i loro risparmi, i loro soldi, la loro vita sentimentale familiare, la loro vita di consumatori e di azionisti. Riprendersela in mano. E invece cosa succede? La nano particella impazzita tossico nociva va in Giappone e dice che a Vicenza amplierà la base militare americana perché il suo amico menomato mentale Bush gli ha detto di ampliarla.
C'è un referendum in atto a Vicenza: decideranno i cittadini se ampliarla o no e non un psiconano. Dove sono andati i cittadini? Esclusi da tutto.
Un altro ministro, che non so da dove è uscito, si chiama Zaia. È un organismo modificato geneticamente lui e parla degli OGM dicendo cose da fantascienza.
Dice che dato che l'80% dei cittadini è contro gli OGM, "faremo una verifica e un controllo per fare una prova con gli OGM in Italia". Ecco la prova che noi non contiamo più niente. Facciamo il referendum sulla la Legge Elettorale e prima facciamo le elezioni e poi il referendum. Portiamo un milione e mezzo di firme l'11 luglio a Roma e li butteranno nel cesso. Non ci siamo più come cittadini. Non c'è rimasto più niente.
Vi chiedo una cosa, per cortesia. Ritornate a cominciare a vedere di riprendervi la vostra vita. Cazzo, spostano giudici, spostano processi, spostano qualsiasi cosa. Fanno la banda dei quattro: la legge Schifo-Alfano. Le quattro più alte cariche dello Stato sono immuni da ogni tipo di giustizia. Potranno delinquere e non gli succederà nulla. Chi sono questi quattro? Abbiamo Schifani che, come dice Travaglio e i libri di Abbate, si vede chi era. Ha delle amicizie per lo meno dubbie di mafiosi post datati. Berlusconi, uno prescritto iscritto alla P2. Ma chi sono queste persone qua? Com'è potuto succedere?
Chi è Fini, la badante di Berlusconi? L'hanno fotografato sullo yacht di Tronchetti Provera.
Ora vai a vedere che sullo yacht di Tronchetti Provera c'è la terza carica dello Stato. Quando, nel momento in cui sale sulla barca, la Telecom manda sulla strada oltre 20 mila famiglie. È questa l'Italia che dobbiamo preparare ai nostri figli?
Che cosa sta succedendo? Questo è uno Stato fallito. La Telecom ne licenzierà 20 mila, l'Alitalia 8 mila, con Air France erano 2 mila.
Poi gli altri, come la Fiat che a piacere licenzierà. Sono anni che dico che fanno insider trading, che truccano bilanci. È il trucco del bilancio, ormai.
Sono le falsificazioni che fanno normalmente. E allora dovremmo avere il coraggio di prendere un curatore fallimentare che ci dica: "Signori, è finita. Signori, il debito va congelato per 5, 6 anni. Signori, bisogna abolire le province, bisogna raggruppare i comuni sotto i 10.000 abitanti, bisogna snellire lo Stato.
Bisogna rilanciare le piccole imprese, che pagano prima l'IVA, pagano prima le tasse dell'anno dopo, invece noi cosa facciamo? Impronte digitali ai Rom e allora nessuno vi ha mai detto perché abbiamo i Rom qui?
Allora non ve l'ha detto la Bonino, non ve l'ha detto Frattini. Noi abbiamo fatto un bel baratto, cari signori.
Abbiamo barattato 22.000 imprese italiane in Romania, finanziate con i nostri soldi, attraverso i fondi europei, dove ci sono i nostri soldi. Abbiamo finanziato 22.000 imprese là, contro i 220.000 rumeni qua. Uno scambio di flussi. La Confindustria non dice nulla, i sindacati non dicono nulla. Cazzo non dicono nulla!
Dovevamo fare una fare una manifestazione. Dovevamo fare una fare una manifestazione. Dovevamo fare una fare una manifestazione il 25 luglio. Era un "Gita su Roma". Era una cosa goliardica con le biciclette, i monopattini, le carrozzelle. E fare un itinerario e passare davanti alle rovine, intese come le sedi dei nostri ex partiti.
Le rovine. Con una guida che spiegava chi erano e cosa facevano. Da Azzurro Caltagirone, alla nanoparticella psicotica. Potevamo divertirci anche un po'.
E allora la Questura, dato che hanno un accordo - non è un legge, è un accordo - la Questura di Roma ha un accordo con i sindacati e i partiti, per non far fare manifestazioni davanti alle sedi dei sindacati e alle sedi dei partiti. Che sono luoghi pubblici, finanziati dai cittadini italiani. E allora che cosa volete che vi dica io?
Dicono che offendo il Presidente della Repubblica. Io Morfeo non l'ho mai offeso. Sonnecchia. Firma delle cose.
Questo patto della "Banda dei 4". Ha firmato una cosa... Ve lo immaginate voi Pertini che firmava una legge che lo rendeva immune dalla giustizia italiana?
Ma io non mi immagino neanche Ciampi, non riesco neanche a immaginarmi Scalfaro a fare una cosa così. E allora chi è questo uomo qua? Chi difende?
È un primo cittadino o un uno che difende i partiti politici? Chi è?
Quando c'era Chiaiano, la discarica: la Polizia contro le famiglie, a Napoli, la sua città. Lui dove festeggiava? Dove andava? È andata da una famiglia di Chiaiano a festeggiare qualcosa? Era a Capri a sentire della musica con due inquisiti: Bassolino e la moglie di Mastella.
E allora, che esempio ho io da questa gente? Quale esempio ho?
Non ne voglio più sapere di questa gente. Non ne voglio più sapere! E c'è una cosa che farà giustizia, cari amici. E non sarà più la politica, la destra, la sinistra, i comici, l'antipolitica, la demagogia. Farà giustizia l'economia. Il petrolio cambierà il mondo. Lo sta cambiando.
E questa gente non riesce a capire. E parla di nucleare. Oggi sul Corriere c'era un articolo sul nucleare, a favore del nucleare. Se raddoppiassimo tutte le centrali, avremmo il 15% dell'energia mondiale prodotta dal nucleare. Nucleare, che se non è sovvenzionato dalle tasse dei cittadini, non l'avrebbe fatto nessuno.
Nucleare che è sicuro! E allora, se è sicuro, come mai non c'è nessuna compagnia di assicurazione che offre una assicurazione su una centrale nucleare?
C'è il problema delle scorie. Non si sa dove metterle. L'uranio finirà tra cinquant'anni. Questa è gente che non sa. Oltre a essere disonesti culturalmente, sono meschini come persone. Non ne voglio più sapere.
Bene, il prossimo anno ci saranno le elezioni amministrative. Cominciamo dal basso. Io sosterrò tutte le liste civiche che vorranno occuparsi del loro Comune e della loro Regione. Io sarò in prima fila.
Mi dispiace per questa manifestazione che era una cosa pacifica. Abbiamo fatto 140.000 persone a Torino, non è successo nulla. Abbiamo messo 40.000 persone a Bologna. Un milione e mezzo in tutte le città italiane. Non è successo un incidente. Loro vogliono l'incidente. Avrebbero voluto che io la facessi lo stesso la manifestazione, il 25. Perché magari ci scappa il morto. La colpa è dell'antipolitica, del Grillo. Me li vedo già i titoli di domani, sui giornali.
Allora, voglio dire ai ragazzi che hanno preso biglietti, organizzato pullman, di non buttarsi giù. Organizzeremo qualcosa. Nemmeno più in Italia. Andremo a Strasburgo, andremo a Brussel, se ci danno il permesso. Faremo dei pullmann e andremo a manifestare all'estero come è ridotto il nostro Paese. Quindi, coraggio.
E a tutti quelli che hanno causato questa disintegrazione del nostro Paese, tutti quelli che l'hanno fatto fallire, io do solo un consiglio: "Fatevi un passaporto, un gran bel passaporto, e andate tutti a 'fanculo!"
Postato da Beppe Grillo il 09.07.08 14:55 | Politica |
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*Sinistre rosa di Potta & di Vraghetta*
Giuliana, le tue note non sono mai chiare, non si capisce mai quanto approvi l'uno e quanto disapprovi l'altro. Non si capisce mai se sei di sinistra o di destra.
Il pressappochismo italiano ti ha contaminata. Licio Gelli ha voluto, nel corso degli anni, arrivare alla situazione attuale: eliminare le due ali estreme del parlamento italiano per concentrare Tutta la politica italiana in due ali centrali (centro-destra e centro-sinistra). Si sono persi, ahimé, i concetti fondamentali degli schieramenti puri. Si sono persi i precetti della destra come i precetti della sinistra.
Tu stessa nelle tue note non fai mai capire se sei di destra o di sinistra. Attacchi costantemente la sinistra come una Berlusconiana d.o.c. ma poi velatamente menzioni aspetti di una sinistra perduta, come una vaga nostalgia di qualcosa irrimediabilmente andato. Nei tuoi articoli sembra sempre che tu sia una cavallerizza che cavalca furibondamente la riga che divide la destra dalla sinistra. In Italia ormai sembra che prenda sempre più piede il cosiddetto "Moderato" (maledetto termine), altro non è che un indeciso, uno che tiene il piede in due staffe, uno che non prende posizione.
Ed ecco l'italiano medio gridare "EVVIVA" alla bella figura ambigua. Questo è quello che gli italiani vogliono: una figura ambigua. Nessuno ha più le palle per dire (anzi per urlare) "SONO DI DESTRA!" oppure "SONO DI SINISTRA!" Macché...! Tutti mediocri. Tutti contenti di una mediocrità assurda senza spina dorsale!
Invece per fortuna ci sono quelli che hanno le palle per dire "Berlusconi vattene fuori dal cazzo!" Ci sono eccome!
Ci sono persone che hanno il coraggio di dire che Berlusconi continua a schierare i suoi stretti collaboratori (e chi collabora di più al bene del premier se non colei che da vicino lo aiuta a svuotarsi le palle quando il bisogno è impellente?) E allora, veramente, FUORI... fuori dal parlamento tutte queste mezze calzette di idioti in cravatta che non distinguono la differenza fra risparmio, speculazione e spesa pubblica.
Fuori dal parlamento questi mediocri che non trovano altro spazio che Montecitorio per le loro scorribande furfantesche.
FUORI dal parlamento questi quattro gatti maledetti e menasfiga che stanno affossando questo paese. Evviva la faccia di chi ha il coraggio di dire veramente quello che è! Evviva la Guzzanti! Evviva la "intellighentia" popolare che ha il fegato di sputare in faccia il MARCIUME che infetta le posizioni politiche più importanti dello stato quando la classe politica che dovrebbe farlo non lo fa.
EVVIVA il Grillo che pur con voce ormai non più tanto squillante ha il coraggio di graffiare ancora un presidente della repubblica che ha il Potere di fermare questo scempio e non lo fa (mai e poi mai  sarebbe successo che un PdR avrebbe dato il placet a queste SCHIFEZZE IMMONDE che il nostro "caro" premier propone. Non uno Scalfaro, non un Pertini, non un Ciampi avrebbe MAI permesso questa caduta di democrazia, questa vomitosa e palese sozzeria che serve solo a parare il culo di queste merde maledette che sono state messe a governare un paese già in ginocchio).
Evviva un Camilleri, moderno Pasolini che ha il coraggio di sputare in faccia tutta la merda che questi schifosi stanno rimestando alle spese di questo sciagurato paese, evviva quest'uomo di 85 anni con lucidità non indifferente, che non ha niente da perdere e quindi ha il coraggio di affondare il coltello nelle viscere di un potere malato. Ma si sa... Quando non si può attaccare la sostanza di quello che una persona dice (in quanto sacrosanta verità), si attacca il modo in cui viene detta.
E allora addosso alla Guzzanti (per aver detto la verità) perché si esprime in questo modo. Addosso al Grillo (per aver detto la verità) perché si esprime in questo modo. Addosso al Camilleri (per aver detto la verità) perché si esprime in questo modo.
Il nostro "Amatissimo" premier ha fatto tante di quelle merdate che ci si potrebbe concimare il Sahara, ma giammai a menzionarle, nooooooo!!!!
Continuiamo a pensare che sia l'unto del Signore che salverà questo malaugurato paese.
Nessuno ricorda più quello che nel 92 fece appena eletto presidente del consiglio, quando decretò subito una legge che prevedesse il "non toccare" il presidente del consiglio finché è in carica così facendo riuscì a far scadere i termini di procedura contro di lui evitando la galera certa.
Non parliamo MAI di come la sua bella invenzione (Lo scudo fiscale) abbia fatto rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i suoi "amichetti" hanno sottratto al fisco.
Non parliamo MAI di come in realtà lui sia amico intimo dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti (particolare, però, che si è dimenticato di riferire al congresso americano).
Non parliamo MAI di come abbassando dell'1% le tasse dirette abbia costretto comuni, province e regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali.
Non parliamo MAI del fatto che avesse già in passato candidato 13, DICO TREDICI, persone già condannate con sentenza passata in giudicato.
Non parliamo MAI del fatto che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini.
Non parliamo MAI del fatto che ha omesso qualsiasi controllo sull'entrata in vigore dell'EURO permettendo a negozianti e professionisti (COME LUI) di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso.
Non parliamo MAI del fatto che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli.
Non parliamo MAI del fatto che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani.
Non parliamo MAI della Ex-Cirelli, la Cirami e la salva-Previti.
Non parliamo MAI della voragine che ha fatto nei conti dello stato e del fatto che ha cambiato TRE volte ministro del tesoro.
Non parliamo MAI del fatto che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale terrestre per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva (senza contare che l'unica piattaforma che attualmente trasmette sul digitale terrestre è Mediaset).
Non parliamo MAI del fatto che ha depenalizzato il falso in bilancio (a scopo di evasione: ASSURDO!) e che nello stesso tempo ha introdotto la galera per chi masterizza un CD o un DVD.
Non parliamo MAI del fatto che ha permesso alla Francia (BNP Paribas) di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando l'ENEL ha tentato di acquistare una società francese.
NOOOO!!! MAI!!!!! Pensiamo invece che sia Il Salvatore!!!! È arrivato il Messia!... Il Cristo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questo maledetto sta facendo uno scempio della nostra economia, e tutto per ingrassare le sue tasche e per non finire in galera!
E noi??? "BRAVOOOO!!!!"
Anzi... addosso a chiunque dice la verità. Addosso a chi ha il coraggio di dire le cose come stanno! Tutti pronti a dire "Non si dice 'succhiare l'uccello', svergognata!" Ma nessuno dice che quello che Berlusconi fa è una vergogna! Quando la Carfagna con aria sorniona come una maliziosetta liceale si esprime con termini come "...come mi ha detto il premier, mentre eravamo di là da quest'ora a quest'ora... mi ha confidato..." tanto per far capire che l'uccello oltre che succhiarglielo lo prende anche dietro, nessuno ha battuto ciglio! Invece TUTTI addosso alla Guzzanti perché l'ha detto palesemente.
Cara Giuliana, mi spiace per i toni accesi di questo commento, ma sono molte volte che leggendo le tue note non riesco a definire la tua posizione. Come ho detto all'inizio sembra sempre che tu voglia rabbonirti sia l'uno che l'altro schieramento. Sembra che tu NON voglia dichiarare il tuo colore. È esattamente questa mediocrità tanto amata dall'italiano medio che io non riesco più ad accettare.
Ti prego, fammi sapere in tutta onestà se quello che ho scritto con grande veemenza trova riscontro in quello che pensi. E se sei veramente di sinistra, non aver paura di ammetterlo solo perché abbiamo avuto una sinistra "mediocre" come il resto del paese. Non è la mediocrità di uno schieramento che deve determinare la scelta di pensiero di una persona. Io sono di sinistra. Io sono Anarchico, e ho il coraggio di dirlo. Non sono contro tutto e tutti come stanno diventando gli italiani.
Il coraggio di dire che nei miei pensieri albergano i concetti della storica sinistra socialista e anarchica mi fa onore!
A presto Giuliana, un bacione... ti voglio sempre bene! :-) Gabriele
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Non è pressapochismo...... Tu sai bene dove stare e con chi e perdippiù ci vuoi stare con qualcuno?
Io sono per la cosiddetta "gggente", non di certo per i partiti.......
P.S. Ti voglio mooolto bene anch'io, come a un figlio degenere. (;-)