*Dietro Ratzinger Prodi? No, i romani*
Ed oggi, venerdì 11 Gennaio 2008, qualche organo di stampa, appassionatamente veltrozziano, scrive che «dietro le aspre e severe critiche del Papa al sindaco di Roma Veltroni, e al suo "Modello Roma", in ambienti veltroniani si sospetta si nasconda lo zampone di Prodi» il che, appare lampante, è l'abituale indotto politico tentato da media e giornalisti con cui il soccorso rosso stampa corre in aiuto al collega e nume tutelare di stampa & Tv, ed ex direttore de L'Unità, Walter Veltroni.
Il degrado di Roma denunciato ieri da Papa Ratzinger, e da Alleanza Nazionale, è lo stesso degrado che i romani di sinistra denunciano, invano, da anni.
Degrado di cui ho scritto più volte ed ultimamente, nella nota qua allegata, sul numero di Dicembre del mensile LiberoReporter che, da domani, sarà in edicola con il numero di Gennaio.
Le critiche all'operato di Veltroni sindaco di Roma, però, non significano essere contrari all'intesa Veltroni-Berlusconi su Riforme e legge elettorale.
Intesa sacrosanta, a mio parere, e a parere di quanti non sono fermi alla paleopolitica della pietra e della clava. Ponti d'oro, quindi, al dialogo tra i due poli.
http://www.reportonline.it/article6051.html
Il regalo di Natale agli italiani?
Varato il «Pacchetto Insicurezza»
Una cosa è certa: se espellere clandestini e stranieri che delinquono equivale a notificargli il foglio di via intimandogli di lasciare il nostro Paese con i propri mezzi e la propria volontà... chi ha subito la violenza, la rapina o l'assassinio di un congiunto, è fisiologico, purtroppo,
che si faccia giustizia da solo
di Giuliana D'Olcese quota rosa di LiberoReporter
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  6 Dicembre 2007
Mentre il sindaco DS di Salerno dichiara «Ho cacciato abusivi e irregolari con vigili e manganelli», su Rep Scalfari tuona «Delinquenti e squadristi tolleranza zero, il decreto del governo è uno strumento adatto?», di rimando Ostellino sul Corsera «Provate a immaginare cosa succederebbe negli Stati Uniti se il sindaco di Washington - con la città ridotta come Roma - si candidasse al Governo del Paese. L'opinione pubblica lo massacrerebbe. Da noi, si è sollevato un gran polverone sulla criminalità romena. Per stornare l'attenzione da chi non sa governare» e cita il capo del Partito degli immigrati romeni che dichiara «Nel mondo criminale il vostro Paese è considerato quello dove tutto è permesso, ecco perchè tanti delinquenti vengono qui» e «Della stessa opinione sono i delinquenti italiani», aggiunge Ostellino, i sondaggi concordano tutti sui problemi più sofferti dagli italiani: Insicurezza, paura, giustizia impossibile, stipendi dimezzati dai tassi capestro (ignorantemente o supinamente?) accettati dal governo Prodi-Ciampi-Visco introducendo l'euro, gestito per mere ragioni di consenso degli esercenti con colpevole acquiescenza dal governo Berlusconi-Tremonti che si guardò bene dal fare i controlli promessi in campagna elettorale, si assiste impotenti al precipitare del Paese verso il più infimo livello di governabilità mai registrato prima. Con l'aggiunta, già dal governo Berlusconi, dell'immigrazione irregolare ai limiti, se non oltre, del crimine assurto a sistema.
Qual'è la causa di tanto sfacelo? si chiedono gli italiani. Quale la causa di tanta tolleranza verso la criminalità di quanti legiferano in Parlamento, nei governi centrali, regionali, provinciali, comunali? Sono i voti degli immigrati. Sìssignori, voti passati e voti futuri. Infatti, 4.000 comuni si avviano alle Amministrative, quindi, «la rivolta dei sindaci» capitanata dall'assessore Cioni, allora candidato segretario regionale del PD toscano - e annesse dichiarazije del ministro Amato di «tolleranza zero» per criminali e clandestini - è stata l'ennesima sceneggiata elettorale pro primarie.
Rivolta e tolleranza zero ridotte dal governo Prodi ad un «pacchetto sicurezza» smembrato di potere effettivo nonostante le rassicurazioni e le promesse annose date ancora dal sottosegretario all'Interno Minniti il 13 novembre scorso a «Porta a Porta».
Una sceneggiata che ha esasperato ancor più, se possibile, i cittadini che non vedono soluzioni ai loro problemi se non organizzarsi in «Resistenza civile» il che è letale per l'ordine pubblico. E' la fine della fiducia nello Stato, nella Giustizia. E' la resa dello Stato di diritto.
Questo lo scenario, questa la scellerata spirale di paura e d'odio messa su da una sinistra, connivente con la sinistra estrema, sicure entrambe di riuscire, ancora, a gabbare il popolo con la propaganda, la menzogna, la demagogia, le false promesse, il buonismo d'accatto, il falso cattolicesimo, o il finto laicismo, per dragare voti non importa di chi e a quale prezzo, ma voti. Voti di scambio, favori, corruzioni tra categorie, lobbies, municipalizzate, società pubbliche e private, corporazioni, associazioni confessionali, irregolari di ogni provenienza specialmente africani e rumeni.
Emblematico il trionfo del pressappochismo visto a «Porta a Porta» con De Corato, Touadi e Minniti. E' parso assistere ad uno show di minorati. Solo che minus abens non erano, bensì politici gli assessori alla sicurezza di Roma e Milano, Touadi e De Corato, e Minniti, sottosegretario all'Interno, che rispondevano alle domande di Vespa «dove trasferirete i Rom che dite di sgomberare dai campi abusivi? Li rinviate nei loro paesi o cosa farete?
Con quali mezzi finanziari costruirete abitazioni per loro? I clandestini che delinquono li rimandate nei loro paesi o no? Chi ammazza, stupra, spaccia droga, rapina e assassina sarà espulso e consegnato alle autorità del suo paese o no?
Touadi, congolese di Brazzaville assessore alla sicurezza grazie alla «Lista Civica Roma per Veltroni» - il che la dice lunga sul sindaco-segretario del PD - è lo stesso

Touadi che in un'intervista così commenta la legge sulla cittadinanza più facile agli immigrati. «Ci troviamo di fronte a un provvedimento che rappresenta un fatto di cui il Paese non voleva accorgersi, che l'immigrazione è stabile, non una iattura improvvisa, dimostra che ci troviamo di fronte a un fenomeno che non si può più ignorare e che con il tempo modificherà l’essenza antropologica di questo Paese. Anche se non dovrebbe essere così, la politica è fatta di ricerca di consensi.
La politica affronta soprattutto problemi che hanno rilevanza elettorale.
Mentre per il voto politico agli immigrati esistono ancora difficoltà giuridiche, sui diritti civili va riconosciuto il diritto di voto alle amministrative e una forma di nuova cittadinanza per contare nelle scelte quotidiane». L'assessore alla sicurezza, che però non dice a quali categorie di immigrati dare diritti civili e di voto, alle domande di Vespa ha risposto con panegirici da economista del Bar dello Sport andati a parare nella richiesta di ulteriori fondi pubblici per gli immigrati che non hanno fissa dimora ne' lavoro.
Per Touadi porte aperte a tutti. Diritti, case, lavoro, voto alle politiche: se sei dei suoi, puoi.
Touadi è l'espressione veltrozziana del «Modello Roma». "Modello" finto "buonista", opportunista e cinico che ha visto il rapido declino, il degrado di Roma, l'illegalità, la delinquenza assurte a sistema. E' il sistema veltroniano che ha contagiato comuni di destra e sinistra nella corsa all'accaparramento dei voti degli immigrati.
E' il "modello" feste, farina e voti dei Telecomconcerti, delle Notti bianche, del Festival del Cinema che ha fatto incazzare Venezia e Cacciari. E' il "modello" che vorrebbe imporsi all'intero Paese una volta che Veltroni fosse insediato a Palazzo Chigi.
E' il «Modello Roma» della sinistra estrema, e veltroniano, della Roma porcona esalante abbandono, inciviltà, immondizia, delinquenza, paura, rigurgitante di clandestini, racket, mendicanti bambini, ragazzi e ragazze resi storpi da efferate chirurgie ad hoc gettati in strada a mendicare. E' il "modello" di città ove lavorano in nero centinaia di clandestini cinesi. "Modello" che ha contagiato il meridione e il nord.

E' il "modello" veltroniano dei finti «ultimatum ad abusivi e clandestini!» che spacciano merci contraffatte con i marchi Gucci, Chanel, Prada, Witton, Fendi, Hermés, Dolce&Gabbana, penne, occhiali in pieno centro storico ai piedi dei negozi omonimi. Un pugno nello stomaco a imprenditori e imprenditrici contribuenti per miliardi di euro che rappresentano ricchezza nazionale ed internazionale.
E che dire delle vaghezze, dell'imbarazzo e dei panegirici con cui De Corato, assessore alla sicurezza del comune di Milano, ha risposto alle domande di Vespa?

E' con il «Modello Roma» che ha farfugliato vaghe quanto imprecisate teorie confinanti con il "modello" tolleranza mille - il virus diffuso nel nostro Paese per bassi interessi acchiappavoti - che registra da tempo l'escalation della violenza e delle rapine subite da troppi, da troppe donne, senza che siano presi provvedimenti efficaci.
Escalation che ha visto la metropolitana di Roma teatro dell'assassinio della diciottenne uccisa da un ombrello conficcatole nel cervello da una clandestina romena, la violenza, la rapina, poi il feroce assassinio di Giovanna Reggiani per mano di un pregiudicato Rom, le rapine pistola in pugno nelle case di famiglie e pensionati.
A Milano la violenza, la rapina, l'assassinio del ginecologo Colturani e il tentato omicidio di suo figlio Luca. Per non parlare del Veneto e delle tante regioni e città d'Italia in cui avvengono crimini efferati d'ogni sorta come a Treviso di cui poco o nulla si sa.
Una cosa è certa: se espellere clandestini e stranieri che delinquono equivale a notificargli il foglio di via intimandogli di lasciare il nostro Paese con i propri mezzi e la propria volontà... chi ha subito la violenza, la rapina o l'assassinio di un congiunto, è fisiologico, purtroppo, che si faccia giustizia da solo.
             <www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm>

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GIULIANA FOR PRESIDENT!!!
 
Un abbraccio. Sandro C 
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Gli Italiani
Gli Italiani non hanno affatto le info e le capacità necessarie a fare quelle correzioni urgenti che servono al Paese per raddrizzarsi.
Il divario che si è scavato con l'Europa è troppo ampio per non preoccuparsene. Eppure gli Italiani non se ne preoccupano; dico questo perché il lasciare la mano solo ai politici (quelli che hanno affossato il Paese) significa accettare il rischio Magreb.
Antonio Greco

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Miracoli napoletani. Quant' è bello De Gennaro!
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Bello De Gennaro? Si fa per dire...,
basta che usi le maniere forti, non contro i cittadini però, contro lo sporco più sporco di Napoli e Campania. Una bella ripassata dove Bassolindo non ce l'ha fatta.
Paolo ;-)
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"Veltroni, ma quale "modello Roma"?
Maschere di Veltroni, striscioni nella sala consiliare e denunce in procura. Le foto della manifestazione-spettacolo "Stop alla democrazia simulata!" al Campidoglio
"Ma quale "modello Roma"? Veltroni, stop alla democrazia simulata!". Questo è lo slogan della mobilitazione del coordinamento "Legalità e partecipazione", che riunisce diversi comitati di cittadini e radicali e che ha organizzato una colorata manifestazione il 31 gennaio 2008 al Campidoglio. Un Veltroni carnevalesco (con tanto di maschera di gomma), ha tenuto in piazza del campidoglio la relazione (che per legge ogni anno avrebbe dovuto realizzare ma che non ha mai consegnato) sull'uso degli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto.
Nel corso delle ultime due consiliature oltre cento mila cittadini hanno sottoscritto dieci delibere d'iniziativa popolare. Otto di queste delibere non sono mai state discusse in violazione dello Statuto, che prevede il voto entro 6 mesi dal deposito delle firme. Delle due votate una è stata bocciata (registro delle unioni civili), l'altra, relativa alla progettazione della tranvia Laurentino-Saxa Rubra, pur essendo stata adottata all'unanimità dal Consiglio comunale nel 2006, non è mai stata attuata dalla Giunta.
Alla luce del silenzio dell'amministrazione comunale i radicali hanno deciso di attivare le vie legali per imporre il rispetto della legalità. Nei prossimi giorni denunceremo il presidente Coratti. Rappresentanti dei comitati dai cittadini hanno fatto irruzione nell'aula del consiglio aprendo uno striscione di denuncia, con la scritta "Delibere popolari, voto subito!". Le immagini della manifestazione sul sito www.radioradicale.it Per informazioni Simone Sapienza www.legalitaepartecipazione.org
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Non desiderare la donna d'altri
Cara Giuliana, certe volte, a scrivere mi diverto proprio. Eccoti un saggio di catechismo.
"Non desiderare la donna d'altri". Non è cosa da poco; è uno dei Dieci Comandamenti. Deve essere interpretato in modo corretto; se sgarri, puoi addirittura andare all'inferno! L'imperativo principale è il divieto del desiderio. Se ti è capitato di svolgere delle attività sessuali senza particolare coinvolgimento emotivo, non ci sono problemi. In altre parole, se lo fai con indifferenza, puoi scopare con chiunque. L'oggetto del desiderio non deve essere "la donna". Nessun problema quindi se ne desideri più di una (non importa se tutte di proprietà della stessa persona o se di persone diverse).
- -      Assoluta libertà di desiderare uomini, cammelli, bambine e bambini.
- -      La specificazione "d'altri" è di difficile interpretazione. O si da per scontato che le donne si possano avere in proprietà, come galline comperate al mercato, o l'interpretazione è veramente difficile. Possibile che Mosè e il suo Dio tenessero in così poco conto le donne?
- -      La precedente argomentazione è confutata dallo stesso comandamento: se è vietato desiderare la donna d'altri, è invece permesso desiderare l'uomo d'altre (o d'altri), desiderio che, in genere, è più femminile che maschile. Quindi si direbbe che le donne godano di una libertà maggiore, in quanto per loro è meno difficile rinunciare a una donna d'altri, piuttosto che a un uomo d'altre (o d'altri).
- -     Resta una zona d'ombra per i transessuali, con i quali consigliamo rapporti senza desiderio, ma con le dovute precauzioni. Ciao, Paolo
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Comune: Primarie per scegliere il candidato Sindaco
Per la seconda volta in pochi anni i giochi della politica nazionale impongono le dimissioni del Sindaco di Roma, amputando la naturale vita della legislatura capitolina. Ma a quanto pare, per i vertici del Partito Democratico, questo pare ancora non basti. Accadde nel 2001 con Rutelli, dimessosi quando mancavano 2 anni al termine del mandato, accade oggi con Walter Veltroni, che ha determinato con la sua scelta una brutale interruzione dell'Amministrazione comunale con 3 anni di anticipo.
I rapporti interni al PD tornano nuovamente a condizionare la scelta del candidato a Sindaco di Roma, che diventerebbe una casella preziosa per collocare Francesco Rutelli, oggi a corto di un adeguato ruolo nazionale. Al di la del merito della candidatura Rutelli, si impone una questione di metodo affinché almeno questa volta l'indicazione del candidato possa essere effettuata sulla base di progetti e programmi concreti per la città. Per questo ritengo necessario restituire agli elettori romani, ed in particolare di questo centro sinistra, la scelta del loro candidato sindaco attraverso la convocazione immediata di elezioni Primarie aperte, ovviamente, non solo al Partito Democratico.
Mario Staderini, Direzione Nazionale di Radicali Italiani e capogruppo al Municipio Roma centro storico 6 Febbraio 2008

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L'Italia in crisi. A cura di Internazionale - Prima Pagina
Dieci mesi fa Giampiero Beltotto ha deciso di scrivere un libro per raccontare la crisi di quella classe media italiana che si sta impoverendo ed è ormai costretta a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese. Il suo libro, intitolato "I nuovi poveri", offre uno sguardo particolare sulla crisi del Bel paese e denuncia le difficoltà economiche che nutrono la rabbia degli italiani verso i privilegi della loro classe politica. Un sentimento sempre più diffuso, come dimostrano il successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo "La casta" e delle iniziative di Beppe Grillo.
The Chicago Tribune, Stati Uniti http://www.chicagotribune.com/news/opinion/chi-corr_italyjan13,0,3717394.story
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Il Rettore e la Santa Sede hanno voluto tutto questo.
Dichiarazione di Mario Staderini, della Direzione di Radicali Italiani e consigliere radicale della Rosa nel Pugno al Municipio Roma centro storico.
Stiamo assistendo ad una tragicomica messa in scena, facilmente prevedibile e, quindi, probabilmente voluta dal Rettore Guarini e dalla Santa Sede. Nel testo di convocazione dell'incontro, infatti, il Rettore de La Sapienza, nel sottolineare che "l'apertura dell'anno accademico sarebbe stata dedicata all'impegno  per l'abolizione della pena di morte", afferma che "Benedetto XVI ha scelto di venire in visita alla Sapienza in questa occasione  e offrirà una sua riflessione". Dunque, è il Papa ad aver scelto di andare all'Università in questa occasione, e lo ha fatto per poter meglio accreditare in sede accademica il fantasioso accostamento della moratoria sull'aborto a quella sulla pena di morte.
Il Rettore Guarini, quindi, sapeva benissimo di cosa avrebbe parlato Benedetto XVI, ovvero della  battaglia politica che, in qualità di Capo dello Stato Città del Vaticano, sta conducendo nel mondo per il tramite delle ambasciate estere. Come, peraltro, immaginava le reazioni sacrosante che professori e studenti avrebbero avuto.
Ha scelto, in maniera clericale, di creare questo clima, che giova solo a chi vuole passare per vittima pur essendo carnefice. Al professor Guarini, a cui il Papa non negherà di certo una benedizione per i guai giudiziari che lo vedono protagonista in questi giorni, la responsabilità -o il merito?- di quanto sta accadendo.
Quanto all'amarezza di cui parla il Rettore, sino ad oggi di poco degno c'è solo l'uso che egli ha fatto del suo ruolo istituzionale.
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Papa a La Sapienza: "Manifesteremo per affermare laicità Stato". Associazione Coscioni e Radicali Italiani:
Dichiarazione di Marco Cappato, segretario Associazione Coscioni, e Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani.
L'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e Radicali Italiani parteciperanno alla manifestazione anticlericale promossa giovedì 17 gennaio pomeriggio dalle ore 14 da Facciamo Breccia e alcune organizzazioni studentesche ed lgbt, sulla visita di Benedetto XVI alla Sapienza di Roma, con uno striscione recante la frase di Bertrand Russel: "Il mondo non ha bisogno di dogmi, ma di libera ricerca".
Non manifesteremo, dunque, contro il diritto di parola del Papa - figuriamoci se il Professor Ratzinger, abituato a comparire quotidianamente su tutti i TG, possa essere zittito da una qualsivoglia manifestazione - quanto piuttosto in difesa della laicità delle istituzioni e delle leggi dello Stato.
Mentre Ratzinger, infatti, ripeterà ancora una volta senza contraddittorio, e immaginiamo a reti unificate, il suo pensiero, avremo modo di ricordare attraverso la nostra presenza che uno Stato laico non può sottostare ai dogmi della fede, soprattutto nella ricerca scientifica.
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L'attacco del papa al modello Roma
di Fabrizio d'Esposito
da L'Avvenire dei lavoratori la più antica testata della sinistra italiana, fondata nel 1897 - Redazione e amministrazione: Casella 8965 - CH 8036 Zurigo.
La Newsletter è trasmessa a 5'019 utenti E-mail - Sito web - L'ADL su Wikipedia
Walter, il papa e il degrado di Roma. Il caso scoppia durante la tradizionale udienza del pontefice con gli amministratori della capitale, sindaco in testa.
Uno dopo l'altro, Benedetto XVI ha affrontato in chiave critica quattro temi che sono sembrati altrettanti colpi bassi a quel Veltroni che, proprio qualche settimana fa, ha stoppato l'istituzione del registro delle unioni civili al Campidoglio: l'aumento della povertà nelle periferie, l'emergenza sicurezza dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto, la drammatica situazione delle strutture sanitarie cattoliche, il pericolo che gli enti locali insidino la famiglia. Al punto che gran parte del centrodestra, sic et simpliciter, a eccezione di Casini e Fini, ha interpretato le parole ratzingeriane come la liquidazione politica del cosidetto modello Roma.
Per i veltroniani di strettissima osservanza, invece, il caso quasi non esiste e lo stesso sindaco ha poi invitato a non strumentalizzare il discorso del papa. Come che sia, la doppia veste di sindaco e segretario del Pd, ha costretto Veltroni ancora una volta sulla difensiva. Stavolta addirittura nel mirino del Vaticano, nonostante la bocciatura delle unioni civili al comune di Roma e le lettere al Foglio per discutere sulla moratoria dell'aborto.
Dice Paola Binetti, senatrice teodem del Pd: "Mi rendo conto che quanto più uno va incontro alle esigenze dell'altro tanto più ci rimane male, soprattutto se l'altro ti mette sotto gli occhi la verità. Ma il papa non ha fatto un attacco politico. Benedetto XVI è anche il vescovo di Roma e ha voluto ricordare a noi cattolici che viviamo nella capitale l'importanza della carità, che deve anche intercettare le leggi.
Ormai Roma sta diventando una megalopoli e bisogna fare i conti con la grande questione dell'immigrazione, che può portare disagio sociale e violenza".
All'udienza era presente anche il laico veltroniano Vincenzo Vita, assessore alla provincia di Roma. Dice Vita: "Non me l'aspettavo. Sono rimasto molto colpito dalle parole di Benedetto XVI. Certo, il papa è il papa ma io che faccio parte di un'amministrazione vicina a quella del comune non mi sento di cogliere la stessa immagine di Roma che ha dato Ratzinger". Linea, questa, che è la stessa dell'onnipotente veltroniano Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Pd e inventore del modello Roma: "Malgrado il giudizio di Benedetto XVI, Roma adesso è una città più vivibile".
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*Dietro Ratzinger Prodi? No, i romani*
Uno che uccide i genitori non può chiedere clemenza al giudice perché è orfano. Così tutti gli italiani "furbi" che vogliono per se il privilegio invece del diritto non possono chiedere ai politici che hanno eletto lo stato di diritto che hanno ucciso eleggendoli.
Sheikh Spir

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Degrado romano? E che cosa fa il Centrosinistra a Napoli?
Sarebbe più giusto chiederci: cosa fa la magistratura a Napoli? Si arrestano i Savoia, Corona, i sindaci di centrodestra per cazzate - ma qui si lascia fuori amministratori e camorristi. Se Bassolino - Bindi & C erano di destra erano già tutti in galera.
Basta con una magistratura politicizzata. Anche Contrada se ne resta in galera! Unica eccezione Sofri che non avrà mai la grazia, perchè come Craxi mise il pci alle corde. Non se non può più di questo sinistrume!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Antonio Baccelli

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Povero Uolter!
"Satura tota nostra est": Quintiliano Rubrica di satira, lazzi e fescennini romaneschi occasionalmente dedicata ai fatti del giorno.
Il sindaco di Roma: dopo aver offerto "er dorce" al cardinale Bertone, assicurandolo, secondo le malignità trapelate, di non dare riconoscimenti ne' giuridici e neppure anagrafici alle coppie di gay e lesbiche; dopo aver offerto "er dorce" a Giuliano Ferrara accettando di discutere con lui temi che di fatto riconoscono validità all'assurda moratoria sull'aborto lanciata dall' ateo devotissimo; ieri lo stesso Sindaco, leader del PD-Partitus Dei illuminato dall'Opus Dei, e Capo del futuro Governo se vince le prossime elezioni, ha trovato finalmente chi "er dorce" glielo ha preso brutalmente senza petting e senza vasellina.
Un papa, successore di decine di papi che fino al 1870 hanno amministrato Roma con sistemi e con risultati che fanno apparire quasi un paradiso il "degrado" odierno, lo ha violentemente accusato delle peggiori nefandezze amministrative, sociali, culturali e politiche.
Ma quello che ci fa veramente sbellicare dalle risate è che B16, fra le varie colpe addebitate a Uolter, ha messo anche la mancata risoluzione del problema abitativo per le persone meno abbienti. Incredibile! Proprio il padrone del patrimonio immobiliare più gigantesco di Roma che attraverso l'apposita Agenzia vaticana sta sfrattando e mettendo sul lastrico centinaia di locatari malati e indigenti, va ad accusare il Sindaco per i ritardi nel trovare una casa ai poveri! E certo! Così il papa può sfrattare tranquillamente tutti quegli ingombranti poveracci che hanno affittato le case degli enti religiosi e mollare al Sindaco l'obbligo di sistemarli. Geniale e veramente ispirato dallo Spirito del Santo Profitto.
E infatti tutte quelle case, pregiatissime e collocate nei punti più appetiti della città, possono essere riaffittate a inquilini potenti e danarosi. E se in un androne c'è una madonna o un padrepio appeso a una parete ecco che diventano luoghi di culto e automaticamente esenti dall'Imposta Comunale sugli Immobili. Ben gli sta al Sindaco, di cui non conosciamo nessun impegno concreto a censire quegli immobili di proprietà religiosa adibiti ad attività esclusivamente commerciali su cui far pagare legittimamente l'ICI.
11/01/08 - Meravigliosa Spagna! Non solo Zapatero e i socialisti, ma anche il leader del Partito Popolare manda aff le gerarchie cattoliche e le loro furibonde pretese contro i diritti civili dei cittadini. Qualcuno lo spieghi ai clerico-fascisti nostrani di destra, di centro e di sinistra, sempre pronti a mettersi in ginocchio davanti al Papa Re.
11/01/08 - Invece a Roma tutti in ginocchio dal Papa, che ordina la guerra santa contro i diritti delle persone omosessuali. Veltroni, Marrazzo e Gasbarra, i tre Re Magi di Roma e dintorni, recano in dono al papa la supina acquiescenza delle amministrazioni capitolina, regionale e provinciale, e non dicono una sola parola di replica alle pretese del Papa Re di imporre il solo modello di famiglia riconosciuto dalla versione cattolica della Menzogna Globale.
Questo ed altro su www.nogod.it - e www.resistenzalaica.it
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Salve Giuliana D'Olcese,
Non kredevo che ti potesse mancare la mia skortesia. Penso di avere un lavoro per te... o di avere bisogno di un aiuto da te, voglio fondare una partito.
 Ciao Luca Zampetti
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Bicamera con svista, l'amarcord di D'Alema*
Ho scritto questo che ti mando sotto, ma, come al solito, nessuno si sogna di rispondere. E' tutto vero, anche questa schifezza?
Non che mi meravigli più di tanto ormai! Ero una convinta elettrice di sinistra, ma ora, a dirti il vero, non saprei più per chi votare! Che ne pensi del ricatto di Berlusconi sulla collaborazione per la legge elettorale a patto che non si tocchi l'attuale legge sulle televisioni e il conflitto di interesse?
Credo che con questo se non abbiamo toccato il fondo poco ci manca! Che schifezza! Non avevo dubbi sul fatto che non si toccano l'un l'altro, e credo che questa richiesta sia del tutto inutile perchè nessuno ha intenzione di intervenire. Ma il resto del mondo come è?
Ciao e buona giornata Claudia Spagnuolo
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Info a Ufficio stampa aams
Sono rimasta allibita e vorrei sapere se è vero che il gioco è debitore verso lo stato di 98 milioni di euro perchè se fosse vero sarebbe da chiedersi il perchè ci spremete come limoni se invece i soldi per far funzionare le cose ci sono e in abbondanza. Ci chiedete perchè non abbiamo più fiducia nella politica e, se questo è vero, questo è uno dei tanti motivi. Abbiamo i figli precari, se non disoccupati, tutto aumenta, le tasse sono alle stelle, anche noi, che prima eravamo considerati ceto medio, non riusciamo più ad arrivare alla fine del mese e poi sentiamo notizie di questo genere. Vi prego rispondetemi e ditemi che non è vero e che sono solo chiacchiere e forse chissà potrei tornare a votarvi e vi chiederò scusa per questo, ma se invece mi dite che è vero mi vergogno perchè questa Italia a di cui ero orgogliosa oggi non mi appartiene più. Grazie da una probabile ex elettrice.
Claudia Spagnuolo
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Salve Claudia,
Da chi e da quanti ti aspettavi una risposta?
Che schifezza?????? e non avevi dubbi sul fatto che non si toccano l'un l'altro, e credi che questa richiesta di Berlusconi sia del tutto inutile perchè nessuno ha intenzione di intervenire. Sì, hai ragione. Ignoravi che la storiella, o meglio la pantomima, del cosidetto "conflitto di interesse" va avanti da anni per sola propaganda di sinistra e centrosinistra? Sono stati due volte al governo, e con questa fanno tre, e non l'hanno mai toccata......, poi, al momento del "bisogno" la tirano fuori come una clava. E, Berlusconi, lo sa benissimo e ci sguazza. Ma il resto del mondo come è? mi chiedi.

Il resto del mondo ha popolazioni e cittadini più dignitosi, e meno disposti ad accettare di farsi fare fessi da governi & politici. Reagiscono, si fanno sentire, vanno, e creano le sedi apposite a far sentire le proteste popolari, quindi, noi ci meritiamo questo ed altro. Nel caso tu non l'abbia ricevuto ti invio la penultima news letter, Camelot. Ti divertirà, anche se il riso è amaro. Abbracci gd'o (,-)
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Il Papa e Galileo
Sono d'accordissimo con il tuo efficacissimo articolo. Al massimo, se proprio volessero dimostrare qualcosa, potrebbero accoglierlo con una pernacchia. Una pernacchia laica. No? Se il Cardinal Ruini quando era Presidente della Cei si è preso fischi e pernacchie perche Ratzinger no? (,-)
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Grazie Giuliana,

infatti, tra l'altro, a fare pernacchie in una certa direzione, ma con i giusti appoggi, agganci e santi protettori, si può anche vincere il premio nobel... (che, a questo punto, perde quasi completamente di valore e prestigio...). Ciao, se vuoi guardare una versione leggermente ampliata dell'intervento, è tra i commenti di Micromega online (le ultime parole famose) http://micromega.repubblica.it
Abbracci Francesco

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Roma/Adesioni bipartisan all'Appello dei Comitati e dei Radicali al Sindaco Veltroni e al Presidente Coratti
"A seguito delle sollecitazioni arrivate in seno al Consiglio, come pure delle lettere e gli appelli ricevuti dai comitati dei cittadini, il Presidente del Consiglio comunale, in una risposta sommaria, ha detto che provvederà a calendarizzare in una seduta tutte le delibere popolari all'ordine dei lavori". Lo ha annunciato Marco Marsilio, capogruppo di Alleanza Nazionale al Consiglio Comunale di Roma, commentando ai microfoni di Radio Radicale i primi risultati dell'iniziativa del comitato "Legalità e Partecipazione", coordinamento di cittadini e comitati civici che ha indirizzato una lettera aperta al Sindaco Veltroni e al Presidente del Consiglio Comunale Coratti, in cui si chiede di "predisporre tempestivamente la calendarizzazione nelle sedute del Consiglio comunale di tutte le Proposte di Delibera di Iniziativa Popolare ancora giacenti". "Da parte nostra - ha aggiunto l'esponente di AN - nessuna ostilità ad una sessione speciale dedicata alla partecipazione popolare".
Gianluca Quadrana, Consigliere Comunale della Rosa nel Pugno a Roma, commenta, sottoscrivendola, l'iniziativa dei cittadini. Poi spiega: "Nulla di formale è emerso, ma da una chiacchierata con il Presidente del Consiglio Comunale mi è parso che da parte sua ci fosse la volontà di coinvolgere in tempi strettissimi i capigruppo di maggioranza e opposizione per calendarizzare le proposte e dare quindi una risposta alle 90.000 firme che giacciono da anni in Consiglio Comunale". Adesione convinta anche da parte del capogruppo verde in consiglio comunale Ferdinando Bonessio: "Lo statuto deve essere rispettato, tutte le proposte devono essere discusse. L'argomentazione di chi sostiene che il termine di 6 mesi per la calendarizzazione delle delibere sia solo indicatorio è completamente pretestuosa".
Adriana Spera, capogruppo di Rifondazione Comunista, dopo aver denunciato "una reticenza che c'è da sempre a votare le delibere popolari", spiega che "occorrerà pure cambiare i termini entro cui il Consiglio deve discutere le proposte, rendendoli perentori da ordinatori che sono". "Riprenderemo questa battaglia a partire dalla delibera sul piano regolatore delle antenne - ha annunciato ai microfoni di Radio Radicale - Speriamo non finisca come per il registro delle unioni civili".
Tra le adesioni anche quella di Giovanni Quarzo, consigliere liberale di Forza Italia: "Il problema sollevato dal coordinamento dei cittadini è fondato e reale. Da quando sono in Consiglio ho dovuto prendere atto di un deficit di legalità e di attenzione alle richieste dei cittadini". Intanto il Comitato Legalità e Partecipazione, per bocca del coordinatore Simone Sapienza, di RadioRadicale.it, conferma che per fine gennaio è prevista una manifestazione in Campidoglio. Obiettivo, "calendarizzare il ripristino della legalità all'interno dell'Aula Giulio Cesare".
All'appello si può aderire online sul sito www.legalitaepartecipazione.org Per informazioni Simone Sapienza RadioRadicale.it Tel 06 488781simone.sapienza(et)gmail.com

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Cara D'Olcese,
in risposta al suo articolo Dietro Ratzinger Prodi? No, i romani, che dice molte verità, le invio la lettera aperta al presidente del Senato, Marini.  Così lei ha l'opinione di un esperto sulle cause del Male Oscuro Italiano. Allego anche una mia lettera a Prodi di qualche mese fa. Cordiali saluti da Parigi. Antonio Greco
Egregio Presidente, Lei ha detto di recente: "O si fanno le riforme o finiamo in serie B". Fra le sue dichiarazioni politiche, più rare di quelle di tanti galli politici ma più sensate, questa è quella che mi è più piaciuta.
In un Paese pieno di galli non realisti e con troppi politici irresponsabili, è bene che ci sia un presidente del senato realista. Prodi ha detto "Siamo un Paese civile; serve coesione". Prodi mi ha dato quindi un'altro segno che abbiamo un premier che naviga ad occhi chiusi. Lo avevo avvertito prima delle elezioni che lui sarebbe andato a governare un Paese ingestibile (non certo civile) e che la prima cosa da fare è affrontare la gigantesca Questione Sociale, la quale attende da decenni.
(Quali le cause delle nostre incapacità e dei nostri ritardi e fallimenti). La lettera a Prodi non ebbe alcuna reazione e lui non ne tenne conto. Mal glie ne incolse.
Le riforme si dovevano fare almeno quattro anni fa, quelle giuste, non quelle di cui parla qualche politicante da strapazzo. Abbiamo lasciato ruzzolare giù il sistema Italia, per non aver capito quali riforme andavano fatte, da circa un decennio..., cioé quando esse servivano per evitare il ruzzolone.
Molte e svariate cose urgenti e necessarie non ha fatto il sistema Italia, quando servivano.
La domanda è: "Perché tanti Paesi europei avanzati preparano il loro futuro con strategie e riforme fatte in anticipo rispetto alle necessità, mentre gli Italiani discutono, discutono e discutono ancora mentre il ruzzolone continua?". In un'inchiesta decennale da me fatta ho trovato molti motivi per questa terribile stranezza e incapacità italiana. Ne segnalo uno solo (e potente) "Metodi e Risultati", che mostra come la colpa dei ritardi e delle incapacità non si ferma ai politici, ma riguarda tutto un popolo. Altre risposte alla detta domanda sono nel libro "Gli Italiani" che Barzini pubblicò nel '65; risposte di Barzini di questo tipo: la testa degli Italiani non garantisce un pensiero né lucido né realista, ma un pensiero "alla pressappoco". Una dimostrazione?
In pratica noi cittadini, coi politici che abbiamo, accettiamo di non veder soddisfatte le nostre necessità di ogni tipo, o di vederle soddisfatte con molto ritardo.
Non ne abbiamo ancora scoperto e detto chiaro il motivo. I motivi reali sono però da me presentati nell'All. "Emergenze italiane", che dice la cruda verità. Gli Italiani da troppo tempo accettano di risolvere i problemi del giorno, senza pensare al futuro, accettando le emergenze. Inoltre, non Le sembra strano che non abbiamo strategie né la capacità di applicare sempre e dovunque la costituzione e le leggi; nei riguardi di tutti? Di combattere la corruzione e il lassismo, sempre più diffusi?
Lei ritiene che, in tali condizioni (numero di emergenze in crescita) gli Italiani possano chiamarsi europei? Non Le è balzato all'occhio che la differenza più importante fra l'Italia e tanti Paesi dell'Europa occidentale sta nelle capacità di gestione?
I motivi e le caratteristiche dei fallimenti del sistema Italia sono almeno dieci e sono una spada di Damocle che pesa sullo Stivale. Li condenso:
1. Gli Italiani non hanno una società nazionale, ma sono un coacervo di individui inquadrati in clans e cordate varie. Veda lettera a Prodi di ago 07 allegata.
Prezzolini definì gli Italiani "pecore anarchiche". L'inesistenza di metodi a livello europeo per la costruzione del consenso nelle assemblee, ha prodotto negli ultimi anni effetti devastanti, in pratica ha collaborato a negare un futuro ai nostri figli (un'estesa presentazione del problema è nel saggio indicato nell'All. "Recensione").
2. Di Pietro ci ha spiegato che i costi unitari delle infrastrutture italiane sono doppi di quelli europei. Lo stesso succede per il costo del KWh. I motivi sono molti (li ho analizzati negli anni che ho lavorato in Europa), ma quello principale è: gli Italiani non hanno ancora imparato l'organizzazione (credendo che sia normale vivere nell'anarchia e nel casino, e ciò nell'epoca del Villaggio Globale e della competitività). Troverà nell' allegato "La Favola" una presentazione di questo aspetto.
3.  L'istruzione elargita da una P.I. è stata povera, inadeguata ai tempi, foriera di problemi diffusi a tutto il Paese (io ho imparato a lavorare nell'efficienza quando sono espatriato in Europa). Le conseguenze di una P.I. arretrata sono fra l'altro:
   - l'inefficienza è la routine nelle istituzioni, talora anche in settori economici. La spiacevole conseguenza è l'incapacità di applicare la costituzione e le leggi in maniera tempista, precisa, affidabile e neutrale.
  - l'aumento recente delle emergenze e fallimenti non solo rischia di far arrivare in Italia, come dittatore, il Caos (sta già entrando nella Giustizia); ma ha portato ad una pessima opinione acquisita in Europa: chi ci conosce dice questa verità "Gli Italiani sono inaffidabili".
  - la difficoltà degli Italiani di capire con realismo i problemi, in tanti settori sociali, è anche (ma non solo) legata agli insegnamenti poveri e incompleti della P.I..
Nei Paesi europei avanzati le decisioni sociali vengono prese in base a studi, paragoni, analisi realiste. In Italia esse vengono spesso improvvisate, con intuito approssimato e tempismo ritardato.
4. Le conseguenze del modo di lavorare "all'italiana" (che è peggiorato colla decadenza attuale, anche sotto la spinta di alcuni politici sprovveduti ma ciarloni) sono sotto gli occhi di tutti. Si chiamano: a) fallimenti; b) emergenze; c) gestioni di terza qualità. Un problema aggiuntivo e gigante è l'accecamento ideologico diffuso che porta a:
- considerare normale che cittadino e stato siano nemici e non collaborino (come ai tempi degli Austriaci e degli Spagnoli)
- dire che in Italia ci sarebbe la democrazia, quando il modello è chiaramente una plutocrazia.
- non analizzare le CAUSE DEL DEGRADO (cosa invece vitale in epoca di Villaggio Globale)
- non parlare di corruzione nel Paese più corrotto dell'Europa occid.
- non parlare degli sprechi in notevole aumento, anche se sono essi che determinano il calo potere d'acquisto.
Se non si conoscono le cause del degrado, sarebbe un po' difficile eliminarle, non Le pare?
Nell'inviarle i miei migliori auguri le propongo il mio auspicio:
- spero che gli Italiani, dopo capito che dai politici attuali non arriva niente di buono, si sveglino, e si affidino a persone realiste e capaci (imprenditori che non siano passati alla scuola della "Commedia dell'Arte Politica"), e li sorveglino con realismo e senza superficialità. Sono gli imprenditori, interessati alla competitività, che hanno l'abitudine di guardare i numeri! Molti saluti da un Paese che sa gestirsi, con tempismo e precisione.
Antonio Greco (analista delle cause) e-mail angrema (et) wanadoo.fr
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15 Gennaio 2008 Il Papa e Galileo
A quanto sembra, l'acqua sotto i ponti scorre per niente, e il tempo che passa cambia le cose e la realtà solo in apparenza.
Il contrasto tra i dogmi della Chiesa e la libera ricerca scientifica, come tra il pensiero liberale e l'assolutismo ha radici antiche in un'Italia che, nonostante la sua composizione finale in forma di Stato, continua spesso a dimostrarsi ancora divisa in staterelli diversi e litigiosi tra loro, a causa del pensare troppo a se stessi e al proprio tornaconto che, oggi più che mai, deve essere immediato. Il fantasma di Galileo, eroe italiano della scienza che tuttavia abiurò alla fine la sua teoria scientifica per salvarsi la vita, mentre Giordano Bruno andò fino in fondo e finì sul rogo, continua ad aggirarsi per il nostro paese come fosse appena apparso ieri su questo pianeta. Alcuni furbetti del quartierino intellettuale nostrano continuano ad evocare quel fantasma, a mettergli il proprio cappello sopra, come se nessuno ne conoscesse la storia ormai datata, e a rappresentarlo nel teatro mediatico attuale più che altro per ricavarne, infine, un poco di personale visibilità aggiuntiva.
Chi osserva con un minimo di attenzione il funzionamento dei massmedia sa bene che la provocazione, l'attacco verbale e la rissa, sia fisica che intellettuale, attira sempre l'attenzione di un grande numero di persone, altrimenti distratte nella contemplazione delle cose proprie, parcheggiate nei pressi della Fiera della Vanità, e paga un buon interesse aggiunto, in termini di share, nel bene e nel male, che sono comunque concetti relativi, persino relativistici, direi a questo punto. Tanto, in ogni caso e per quanto a lungo si polemizzi, i guelfi e i ghibellini, se sono realmente convinti, resteranno sempre e comunque delle loro idee, e si contrasteranno all'infinito, per ritrovarsi magari poi all'happy hour tutti insieme appassionatamente.
Il Papa, che, se andiamo a fare i conti, è comunque un personaggio che ha almeno un miliardo di fans nel mondo, viene a parlare in un'università italiana, e allora?
Il Papa è una persona come le altre persone, è stato invitato dall'università stessa, e perchè non dovrebbe di conseguenza parlare, se lo desidera?
Siamo in democrazia, in questo presente, e tutti hanno diritto alla parola, così come tutti hanno diritto ad un'educata contestazione, se lo ritengono opportuno, nei confronti di tutti. Non c'è oggi nessun Re: casomai, il Re è il cittadino, che decide come meglio crede sulle proprie idee e riguardo alle proprie azioni.
Evidentemente certi professori e studenti non hanno compreso bene questi concetti democratici di base: guardiamoci bene da loro, in quanto, se la Chiesa dei tempi che furono fu assolutista, e anche infame in alcuni suoi comportamenti, anche una certa propagandata ideologia e cultura laica della "Libertà" ha portato a storiche dittature, e anche un uso esaltato della Scienza, pronta con la guida di alcuni personaggi a diventare a sua volta religione, può condurre a nuove, imprevedibili, forme di tirannide. In quanto anche la Scienza, a volte, commette errori. Anzi, procede per somma e sottrazione di osservazioni, esperimenti, errori e contraddizioni, mi pare di capire.
Quando si continua a guardare al passato, significa che si sta perdendo di vista il futuro, che è più importante, e il presente, nel quale occorre impegnarsi, studiare e lavorare e creare con intelligenza per costruire quel futuro.
Non è meglio per gli scienziati, tra l'altro pagati con pubblico denaro proprio per quello scopo, usare il tempo per studiare e dedicarsi a scoprire cose nuove, se ne sono capaci, anzichè perderlo in inutili polemiche mediatiche, che sono fine a se stesse? In Italia, comunque, abbiamo la libertà di credere o non credere a tutto quello che vogliamo, e anche di cambiare opinione. Possiamo persino attaccare e farci beffa della religione piuttosto impunemente, mentre, se solo fossimo geograficamente un poco più in là, saremmo obbligati a credere per forza, ad inchinarci davanti alle autorità religiose e stare zitti, meglio ancora muti, in quanto appena una testa si alza per dissentire, viene subito tagliata nel plauso generale conformista tipico di ogni regime tirannico che si rispetti. In quei paesi, e lo ricordino bene i nostri intellettuali delle scienze esatte, la libera ricerca scientifica, così come la libertà di opinione NON ESISTONO.
Francesco Martin cittadino europeo
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Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"
Comunicato Stampa della Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni * romalaica(et)gmail.com
Roma 14 gennaio 2008. Non siamo d'accordo con la presenza del Papa alla Sapienza. Non perché non avrebbe dovuto accettare l'invito ma perché non avrebbe dovuto essere invitato. Risulta del tutto incomprensibile che all'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008, dedicata alla lotta contro la pena di morte, si inviti il capo della Chiesa cattolica (romana), che nel suo Catechismo ancora la ritiene legittima 1. Sconcerta poi che un'istituzione che dovrebbe promuovere la libertà di ricerca, il libero pensiero, il metodo scientifico e la società aperta della ricerca si rivolgano ad uno dei massimi esponenti del pensiero dogmatico ed antiscientifico.
Il problema non è se si voglia censurare o meno il Papa ma a quale titolo sia stato invitato. Qualcuno ha detto che il Papa ha diritto di inaugurare l'anno accademico come ogni cittadino 2. Nessuno è tanto cieco da credere che sia stato invitato un comune cittadino. Invitare il capo della Chiesa cattolica (romana), come quello di qualsiasi altra fazione politica, è una scelta di divisione. Si tratta del capo di una confessione religiosa e tale scelta, oltre a discriminare chi non crede e chi crede altrimenti, mette fortemente in dubbio la neutralità dell'istituzione pubblica, che dev'essere laica.
Il protocollo e le precedenze faranno il resto, mettendo moralmente in ginocchio la più grande istituzione culturale della città di Roma.
1 Al par. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica si legge infatti: "L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo "sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti".
2 Sarebbe interessante domandarsi se il Papa goda della libertà di manifestazione del pensiero che l'art. 21 della Costituzione italiana parrebbe, secondo alcuni, riservare ai soli cittadini. Essendo egli cittadino tedesco e quindi comunitario ne godrebbe probabilmente uti civis. Non certo come Sovrano dello Stato del Vaticano né della Santa Sede, in quella veste esercita poteri, non diritti.
*L'Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno è organo costitutivo di detta Consulta aderente a Union Mondiale des Libres Penseurs e International Humanist and Ethical Union 3297481111 - e.mail: liberopensiero.giordanobruno(et)fastwebnet.it  www.liberopensiero.20m.com  www.periodicoliberopensiero.it
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DEGRADO ROMANO?
A chi mi dice del degrado di Roma (dove vado spesso), rispondo: verissimo! Ma non è qui che occorre fermarsi. L'Italia è oggi il primo Paese latino-europeo.
Ecco perché. Emergenze italiane. Unasconfitta?
 1.      Le Emergenze
- La Giustizia? In crisi da un decennio, dice il suo ministro. A che serve un brava polizia, stimata in Europa, se poi la Giustizia non è capace di punire la delinquenza, nell'epoca del lassismo nazionale? - Il Paese? In crisi da tempo si sa, prima sociale, poi economica. Paese depresso, grigio, senza ambizione. - La Sanità? In certe regioni la Malasanità è divenuta routine. Il motivo è sempre lo stesso: gestione incapace. - E l'Alitalia? Se la compreranno, o è troppo lottizzata? - Le istituzioni?

Tra esse, molte non funzionano da tempo. Ma possono funzionare le istituzioni, sa la gestione fatta dai politici italiani (bravi a parole, piuttosto impegnati in shows TV, ma incapaci di risultati) è un fallimento, anche perché troppo spesso legata ad interessi di clan e a nefaste ideologie viscerali e vetuste?
- La spazzatura in Campania? As usual; è un esempio fra tanti di gestione all'italiana.
2.      Le vere Sconfitte
E fermiamoci qui. E' già un bollettino di guerra, nella sua fase finale: la sconfitta! Sconfitta dei politici , che hanno creduto di gabellare gli elettori sulla loro capacità professionale. Sconfitta degli elettori, i quali scoprono, ahimé, che gente che parla bene (gli adepti della Commedia dell'Arte politica) poi non sa fare.
Sconfitta degli imprenditori, i quali, pur se interessati alla competitività, trovano ostacoli enormi in un sistema di lacci, regole, gabelle, talora punitive o troppo complesse. Essi non hanno ritenuto necessario spingere i politici a fare almeno tre cose serie ed urgenti:
a) creare un Patto Sociale (non esiste) ed una società nazionale (non fu mai creata, anche se fu detto, all'unificazione: "Fatta l'Italia, bisogna fare gli Italiani").
Che sostituisca i clans e le congreghe. b) una inchiesta neutrale per identificare le cause per cui le istituzioni non funzionano a livello europeo (il contributo di chi come me ha paragonato l'Italia all'Europa per anni, sarebbe molto utile per l'analisi delle cause); c) indicare ai politici (visto che loro sanno solo parlare) quali sono le condizioni sociali che permetterebbero al Paese di iniziare a funzionare; con quali strumenti e con quali competenze (inesistenti oggi).
Il problema alla radice: nelle istituzioni si lavora all'italiana. Il che impedisce di avere risultati!!! In tale situazione un espatriato come me (con decenni di paragoni fra Italia ed Europa) ha tratto le seguenti conclusioni:
Un popolo con mentalità da sottosviluppo non creerà mai sviluppo e occupazione. Dunque la prima riforma urgente è quella della mentalità, cioé della scuola.
1. Un coacervo di individui, cui non è stata mai data educazione sociale, non abbandonerà spontaneamente una vita sociale di clans e tribù, per divenire una società nazionale (colle sue fondamenta) che possa funzionare;
2. Generazioni di Italiani, cui la P.I. ha mancato di insegnare metodi di lavoro, organizzazione, struttura mentale finalizzata ai risultati ("problem solving", dicono gli Inglesi"), capacità sociali costruttive (abbiamo quelle distruttive), difficilmente diverranno efficienti. E quindi capaci di competitività, di risultati, di costruzione di strutture funzionanti.
3. E' una fatua illusione  che una società cha ha eliminato i Bastoni e le Carote sia in grado di far funzionare le istituzioni e la vita civile.
4. E' un'altra fatua illusione pensare di garantire la sicurezza del Paese Confuso, dopo aver accettato che la Giustizia sia in crisi per un decennio (per incapacità di gestione o perché fa comodo a qualcuno?).
5. E' una fatua illusione immaginare che una rovinosa genia di politici, che vive in sella al doppio scenario, al furbismo e al lassismo, che è attiva nella gestione degli interessi di clans, possa esser capace di far funzionare il sistema Italia!
6. E' una fatua illusione pensare che un popolo confuso, senza adeguata cultura, senza adeguata educazione sociale, che non conosce le capacità gestionali di "eccellenza", possa capire quali sono le condizioni perché le leggi e la Costituzione possano applicarsi uniformemente e con sicurezza. Di conseguenza, continuiamo colla plutocrazia.
7. E' un'illusione immaginare che un popolo che chiama democrazia un'oligarchia, che è ideologicamente accecato dall'assenza di realismo, dall'ipocrisia fatta routine, possa pretendere e collaborare al raddrizzamento del sistema Italia.
8. E' un'illusione immaginare che un sistema socio-economico che produce ormai merci e servizi a costi troppo elevati rispetto all'Europa, possa restare in piedi nell'epoca della competizione globale. Rischierà anzi che resti da lottizzare, fra breve, solo la povertà.
9. E' deprimente che solo gli espatriati si rendano conto dell'esigenza di una P.I. valida, moderna, di una formazione professionale a livello europeo, per permettere agli Italiani, finalmente un giorno, di divenire efficienti, capaci di valutazioni realistiche e di risultati.
10.  Tal che l'Italia è appunto: un Bel Paese, una mala gestione, un'assenza di ambizione, un Paese governato dai cinque dittatori: la Confusione, l'Allegra Gestione, il Lassismo, la Corruzione e la Rassegnazione.
11. E' una fatua illusione immaginare che le gestioni pubbliche siano corrette, efficaci e soddisfacenti, per permettere la costruzione di una democrazia, se il criterio di selezione dei responsabili (inclusi i ministri) è quello del comparaggio e della coptazione, anziché, come in tanti Paesi europei, la professionalità!
12. E' fatua illusione pensare che il sistema Italia possa stare in piedi, quando (a seguito dell'eliminazione dei valori) il lassismo e la complicità diffusi accettano che la Giustizia sia influenzata da pressioni di partiti o di clans.
13. 3.      Il Grigio Futuro
14. I cittadini, abusati per decenni, non reagiscono al fatto che la casta dei politici non abbia di fronte un contropotere, faccia pressioni sui magistrati, si muova da IMPUNITA. E come potrebbero, col basso livello di istruzione e cultura diffuse e con l'ignoranza dei propri diritti?
15. Come potrebbero gli elettori fare qualcosa di più solido che affidare le loro lamentele ad un comico, se il livello e la frequenza delle sopraffazioni imposte dalle istituzioni e dai padrini indica un ambiente sociale latino-americano?
16. Fine di un sogno, nato il giorno dell'unificazione del regno, di divenire uno stato nazionale, costruttivo, capace, procacciatore di benessere e di democrazia?
17.  La sconfitta è totale ed ha molti milioni di colpevoli (coscienti o incoscienti). Non ci si aspettano rivincite possibili, nell'era del Villaggio Globale che impone serietà ed efficienza, visto che:
18. a) i politici si occupano degli interessi di clan; 19. b) gli elettori, senza educazione sociale, non hanno la capacità di proteggere i propri interessi, di fare una proposta nell'interesse del Paese. 20. La non riflessione, la non conoscenza del problema sociale, fanno sì che adeguate contromisure non possano essere individuate.
Proprio in quel Paese che ha bisogno urgente di una rivoluzione mentale. 21. IL TITANIC/SISTEMA ITALIA NAVIGA NELLA NOTTE, senza radar!
22. Un espatriato, dopo lunga inchiesta sul problema sociale italiano, fornisce (un saggio e molte valutazioni pubblicate) qualche valutazione oggettiva per inquadrare il problema. Ed è disponibile, su invito, a presentare le cause del degrado, che continueranno a far danno, se il sistema sociale e la mentalità restano sottosviluppati.
Antonio Greco
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Papa / De Lucia (Radicali): Anche Veltroni alimenta la mistificazione vaticana; se il Papa teme le manifestazioni di dissenso è un problema suo, ma i dissenzienti non possono essere trattati come dissidenti.
Roma, 17 gennaio 2008 Dichiarazione di Michele De Lucia, componente della Direzione nazionale di Radicali italiani e della Rosa nel Pugno
Oggi il sindaco Veltroni, intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico, ha detto a proposito dell'invito declinato da Benedetto XVI che "ciò che è successo, per un democratico, è inaccettabile... mai può accadere, per nessun motivo, che l'intolleranza tolga la parola a qualcuno. Men che meno se si tratta di discorsi sui diritti universali e se si tratta di papa Benedetto XVI, un punto di riferimento culturale, spirituale e morale per milioni di persone".
Il sindaco di Roma, che da Democratico vero ritiene di poter dare patenti di non-democrazia a chi non la pensa come lui, partecipa quindi pienamente al coro dei mistificatori di centro (clericale), di destra (clericale) e di sinistra (clericale) che hanno trasformato con un vero e proprio bombardamento mediatico i dissenzienti in dissidenti, come nei peggiori regimi totalitari. Se il Papa non gradisce manifestazioni di dissenso è un problema suo, di questo si tratta.
D'altra parte, il discorso preparato per l'occasione da Ratzinger contiene diverse "perle", come l'affermazione di "non voler imporre in modo autoritario la fede". Pronunciata da Benedetto XVI, questa frase ha la stessa credibilità che avrebbe Ezechiele Lupo se dicesse di non voler mangiare i tre porcellini. Certo, se per dare esempio di sincerità e buona volontà il Vaticano rinunciasse all'otto per mille, ai privilegi fiscali, al Concordato, a dettare a deputati e senatori le leggi che devono approvare e quelle che non devono passare, un passo in avanti sulla strada della libertà e della democrazia, si farebbe.
Ma si può star certi che, rappresentando il Vaticano la negazione ortodossa della libertà individuale e della democrazia, non lo farà.
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Intolleranza e laicità
di Giulio Anselmi - La Stampa.it 15 gennaio 2008
Lasciamo parlare il Papa alla Sapienza e ascoltiamo con civile rispetto quello che dirà, liberi, subito dopo, di approvare o criticare le sue affermazioni: l'invito ad andare gli è stato rivolto, nella piena osservanza delle regole, dal rettore e dal senato accademico dell'ateneo romano; Joseph Ratzinger ha tutti i titoli per intervenire in una cattedrale della cultura, come hanno fatto del resto alcuni suoi predecessori, e al pari di altre eminenti personalità. Recenti incidenti, come quelli avvenuti a Ratisbona e in Vaticano, renderanno del resto particolarmente cauti i ghost-writers della Santa Sede e lo stesso Pontefice.
Il caso che ha scatenato qualche decina di professori e un certo numero di studenti contro la visita papale ha tutta l'aria di rappresentare uno di quegli episodi tipicamente italiani che vengono cavalcati con furore ideologico e animo goliardico, al riparo di qualche motivazione strumentale (questa volta è la persecuzione ai danni di Galileo e l'abiura alle sue convinzioni cui lo scienziato fu a suo tempo costretto). Grandi polveroni, senza vera importanza. Tutt'altro rilievo ebbe la visita di Giovanni Paolo II alla Camera dei deputati, che il Papa polacco utilizzò per chiedere al Parlamento italiano di varare un provvedimento di clemenza in favore dei carcerati.
Ma allora, forse per il carisma di Wojtyla che nessuno ardiva criticare nella fase finale del suo pontificato, forse per il diverso clima politico, furono pochissime e flebili le voci di contestazione per quella che invece aveva il sapore di un'ingerenza. La verità è che nel nostro Paese assistiamo a una crescente invadenza della Chiesa, accentuatasi durante la lunga presidenza della conferenza episcopale da parte del cardinale Ruini. La Repubblica italiana, come hanno rilevato studiosi illustri, da Arturo Carlo Jemolo a Gian Enrico Rusconi, deve fare conti sempre più complicati con l'enorme rilevanza della Chiesa-istituzione e della sua immagine pubblica, in gran parte monopolizzata dalla figura e dal ruolo del Pontefice. La strategia della Chiesa investe gran parte delle sue energie sulla società civile, che si sforza di guidare. E ciò dilata e porta a un livello insostenibile di tensione l'antica questione della laicità dello Stato.
Di fronte a un magistero ecclesiale che, secondo molti, si concentra nella guida dei comportamenti interpersonali, spaziando dalla scuola alla famiglia alla bioetica fino ai temi complessi della genetica (cavalcati con determinazione da quegli efficaci alleati della gerarchia ecclesiastica che vanno sotto il nome di atei devoti) lo Stato vacilla. La Chiesa parla con la voce della certezza: Extra ecclesiam nulla vox. Lo Stato si trova esposto a pressioni di settori importanti dei suoi cittadini che si ispirano alla dottrina cattolica. Misurando la diversa capacità di fornire risposte sulle questioni fondamentali della vita, la Politica indietreggia: per convinzione, calcolo o subordinazione culturale ministri e segretari di partito aderiscono, si sottomettono o traccheggiano.
La complessità di questi problemi - che la posizione del Papa come vescovo di Roma moltiplica in infiniti equivoci - aiuta a capire perché il nostro Paese riesca con fatica a difendere l'equilibrio che si era espresso nella lunga stagione democristiana della Prima repubblica, imperniata sulla pratica conciliante di uno Stato sostanzialmente imparziale in cui nessuno poteva pretendere di imporre agli altri le proprie convinzioni. Chi si afferma laico oggi dovrebbe riflettere sulle ragioni di questo arretramento e, magari, impegnarsi a contrastarle. Senza immaginare laicità militanti alla francese, ma cercando di realizzare condizioni favorevoli alla convivenza.
Chi si accontenta di imbrattare la facoltà di Fisica della Sapienza con cartelli in cui si annuncia la "settimana anticlericale" non è un laico. E nemmeno un tardo epigono del laicismo ottocentesco. Ma solo un intollerante pericoloso.
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Ben venga il dissenso anticlericale
di Luca Bagatin www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Evviva il risveglio dell'intelligenza! E meno male che siamo ancora un Paese democratico in cui la libertà di pensiero è ritenuta valore da conquistare con orgoglio.
Evviva, quindi, gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma che hanno democraticamente espresso il loro dissenso per la visita che avrebbe dovuto fare il Sig. Ratzinger presso il loro ateneo. Altro che ideologia! Altro che settarismo, On. Berlusconi!
Qui si parla di giovani consapevoli che l'essere anticlericali, oggi come ieri, equivale ad essere veri difensori della libertà da ogni ingerenza dogmatica ed autoritaria (così come essere anticomunisti ed antifascisti). Il Papa dei cattolici Ratzinger ha peraltro raggiunto il picco dell'impopolarità nel nostro Paese anche fra i cattolici stessi.
Fra un voler tornare all'aborto clandestino attraverso fantomatiche moratorie alla Legge 194 utilizzando come grancassa mediatica Ferrara, Bondi e Pera; fra una benedizione a questo o quel leader di partito (specie se di sinistra avete notato?); fra un monito politico e l'altro sul come legiferare financo sul comportamento che i cittadini italiani devono tenere sotto le lenzuola... non possiamo certo biasimare il dissenso nei confronti del Vaticano.
E poi, ovvia: si pensava che i giovani d'oggi fossero tutti (o quasi) dei fancazzisti dediti solo al telefonino, ai programmini della De Filippi ed invece si scopre, o meglio, si riscopre una generazione nuova: che si è stancata di vivere nel Medioevo dei Ratzinger, dei Berlusconi, dei Veltroni, dei Bertinotti, dei Fini e compagnia briscola.
Il nuovo dissenso giovanile seppellirà con una grassa risata codesta fuffa che non ha alcun valore da insegnare ad alcuno (anzi...)?
Lo auspichiamo vivamente: nell'interesse di chi in Italia c'è e ci sarà e di libero pensiero si nutre e si nutrirà.
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7/01/08 - Ratzinger e la comica finale dell'Epifanìa, che tutte le altre si porta via.
Nel solito discorsetto domenicale adeguatamente pompato da tutti i TG del regime vaticaliano, Ratzinger ha tuonato contro la globalizzazione concludendo paradossalmente con un inno roboante a un altro particolare tipo di globalizzazione, quella della sua religione, l' unica che secondo lui, fra le tante della Menzogna Globale, sarebbe vera e certificata dall'immaginaria entità soprannaturale di cui si proclama il vicario in terra. Ma per favore! Siamo davvero arrivati come nel "Marziano a Roma" di Ennio Flaiano alla battuta comica finale: "a' Marzia, facce ride!". "Occorre essere sostenuti, ha osservato il Papa, da una "grande speranza", che "può essere solo Dio, e non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano, il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme e nel Crocifisso-Risorto".
7/01/08 - Prete scopereccio mette in crisi una sana famiglia tradizionale. Denunciato dal marito tradito il prete (ci sono anche preti eterosessuali, evidentemente) che si cucca sua moglie. Su www.nogod.it e su www.resistenzalaica.it
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Se ritorna il Papa re
di Adriano Prosperi - La Repubblica 18 gennaio 2008
Le piogge degli ultimi giorni hanno gonfiato le acque del Tevere. Ma la distanza tra le due rive resta quella di sempre. Sta cambiando invece la distanza immateriale che divide le due Rome. Quella che ha la vetta più alta nel colle del Quirinale e quella su cui si protendono le ampie braccia del colonnato di San Pietro.
L'appello del cardinal Ruini riapre clamorosamente un antico problema della storia dell'Italia unita: come regolare la compresenza di due autorità politiche nella stessa città, quella del Papa-Re e quella del capo dello Stato italiano. L'appello a varcare il Tevere per gridare la parola "Libertà" al Papa ritiratosi davanti alla contestazione universitaria è rivolto a tutti i cattolici italiani al di sopra e al di là dei loro legittimi rappresentanti. Con questo l'incidente casuale che speravamo chiuso dall'invito alla pazienza e dai modi gentili e spesso anche eccessivamente contriti delle generali condoglianze, si ingigantisce, fa sospettare una provocazione tattica e rivela un sicuro disegno strategico: il Papa qui non è più il mite professore tedesco esperto di studi e di libri a cui alcuni di noi hanno immaginato diretto l'invito, né "quell'erede di una grande tradizione etica" (cosi, se non erro, ha detto il cardinal Bertone) cioè una specie di Dalai Lama che in quanto tale poteva avere qualcosa da insegnare agli studenti universitari: è il "Papa Re", colui che lo storico Paolo Prodi ha descritto come chi alberga nel suo corpo di uomo le due anime del sommo potere spirituale e del supremo potere di indirizzo degli uomini sulla terra.
L'urgenza della convocazione a San Pietro per domenica prossima contraddice la pacatezza dell'esortazione del cardinal Bagnasco a guardare lontano - o forse aiuta a capire finalmente a quale orizzonte lontano si stia guardando da parte di alcuni. Con la pubblica uscita di Ruini l'appuntamento di domenica si configura come il secondo atto di quel duro avvertimento del Papa al sindaco di Roma sul degrado della città di pochi giorni fa: e già lì alcuni avevano intravisto per un attimo la reincarnazione di Pio XII "protector civitatis" disceso tra i cittadini di una Roma bombardata e vilmente disertata dai Savoia a rincuorarli come loro vero e paterno sovrano.
Ma la Roma attuale non è abbandonata dal governo legittimo. Perciò quelle parole avevano avuto un suono strano. Poi altre voci avevano cercato di dissipare quell'impressione. Oggi è difficile avere dubbi: è il popolo cattolico che deve risarcire il Papa dell'affronto subito, non bastano le parole pacate del Presidente Napolitano né il dolore che ha incavato le rughe sul volto del primo ministro Prodi. Ruini è di Reggio Emilia, concittadino di Prodi. Un'altra città li ospita e li divide: quella Roma "onde Cristo è romano", come disse qualcuno. Ma li divide anche la concezione del rapporto tra le due città del cristiano, quella terrena e quella del Regno dei Cieli.
Da un lato c'è l'idea che si possa agire come cittadini obbedendo alle leggi dello Stato democratico anche se dispiacciono al Papa, dall'altra si avanza il progetto di scardinare la formazione delle leggi buttando sul piatto politico moltitudini incitate folle fanatizzate da improvvisati ayatollah cristiani. L'Italia non è l'Iran, si dirà; ma anche l'Iran ha messo del tempo per diventare quello che è.
Resta il fatto che dietro il contrasto dei due reggiani, il laico e l'ecclesiastico, si riconosce il destino politico dell'Italia nel primo secolo del millennio.
E' un destino che si gioca sulla parola "libertà": quella parola - molti lo ricorderanno - fu riesumata dai gonfaloni dei Comuni medievali per l'atto di nascita del primo partito politico dei cattolici. Quel partito è morto. Non morremo democristiani, si disse allora con soddisfazione. Oggi ci tocca rimpiangere quel partito?
La sua eredità è incerta: un partito si è aggiudicato faticosamente l'aggettivo "democratico". L'altro aggettivo - "cristiano" - resta al centro di una confusa partita tra aspiranti che appaiono, per la verità, tanto arroganti nelle rivendicazioni quanto poco rappresentativi della grande "tradizione etica". Dietro di loro si avverte l'impazienza di chi vuole regolare direttamente la partita, approfittando della crisi che l'età della globalizzazione e dell'informatica ha portato nei lenti processi tradizionali di formazione del consenso e di funzionamento degli organi del potere legislativo ed esecutivo.
Ma se questo è vero, o almeno se queste impressioni hanno qualche base di verità, allora si tratta di richiamare con fermezza tutti alla sostanza della partita in gioco. L'Italia è, con tutti i suoi problemi, un grande paese moderno. La lotta politica che la divide è una schiuma superficiale rispetto alle cose che stanno a cuore quotidianamente ai suoi cittadini. Il cattolicesimo vissuto della maggioranza è un adattamento tranquillo di principi generali alla complessità delle situazioni di vita e di morte che tutti debbono affrontare.
La legge sul divorzio e quella sull'aborto furono frutto anche di questo adattamento, governato con saggezza dal partito democristiano di allora. La libertà che si chiede per il Papa è garantita dalle leggi italiane nel modo più ampio. In cambio, si chiede solo al sovrano dello Stato della Città del Vaticano di mostrare altrettanto rispetto per la Repubblica italiana, per i suoi rappresentanti, come pure per le dinamiche dell'autonomia della ricerca e dell'insegnamento nelle moderne università, che includono anche il diritto di contestare ogni professore troppo sicuro della sua verità.
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L'attacco del papa al modello Roma
di Fabrizio d'Esposito - L'Avvenire dei lavoratori
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Walter, il papa e il degrado di Roma. Il caso scoppia durante la tradizionale udienza del pontefice con gli amministratori della capitale, sindaco in testa.
Uno dopo l'altro, Benedetto XVI ha affrontato in chiave critica quattro temi che sono sembrati altrettanti colpi bassi a quel Veltroni che, proprio qualche settimana fa, ha stoppato l'istituzione del registro delle unioni civili al Campidoglio: l'aumento della povertà nelle periferie, l'emergenza sicurezza dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto, la drammatica situazione delle strutture sanitarie cattoliche, il pericolo che gli enti locali insidino la famiglia. Al punto che gran parte del centrodestra, sic et simpliciter, a eccezione di Casini e Fini, ha interpretato le parole ratzingeriane come la liquidazione politica del cosìdetto modello Roma.
Per i veltroniani di strettissima osservanza, invece, il caso quasi non esiste e lo stesso sindaco ha poi invitato a non strumentalizzare il discorso del papa.
Come che sia, la doppia veste di sindaco e segretario del Pd, ha costretto Veltroni ancora una volta sulla difensiva. Stavolta addirittura nel mirino del Vaticano, nonostante la bocciatura delle unioni civili al comune di Roma e le lettere al Foglio per discutere sulla moratoria dell'aborto.
Dice Paola Binetti, senatrice teodem del Pd: "Mi rendo conto che quanto più uno va incontro alle esigenze dell'altro tanto più ci rimane male, soprattutto se l'altro ti mette sotto gli occhi la verità. Ma il papa non ha fatto un attacco politico. Benedetto XVI è anche il vescovo di Roma e ha voluto ricordare a noi cattolici che viviamo nella capitale l'importanza della carità, che deve anche intercettare le leggi.
Ormai Roma sta diventando una megalopoli e bisogna fare i conti con la grande questione dell'immigrazione, che può portare disagio sociale e violenza".
All'udienza era presente anche il laico veltroniano Vincenzo Vita, assessore alla provincia di Roma. Dice Vita: "Non me l'aspettavo. Sono rimasto molto colpito dalle parole di Benedetto XVI. Certo, il papa è il papa ma io che faccio parte di un'amministrazione vicina a quella del comune non mi sento di cogliere la stessa immagine di Roma che ha dato Ratzinger". Linea, questa, che è la stessa dell'onnipotente veltroniano Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Pd e inventore del modello Roma: "Malgrado il giudizio di Benedetto XVI, Roma adesso è una città più vivibile".
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3/01/08 - Cristianisti all'attacco dei diritti civili.
Con un'esperienza nei meccanismi della propaganda superiore di duemila anni rispetto a quella del dilettante Goebbels, i cristianisti arrivano al terrorismo psicologico contro chiunque abbia un'idea diversa dalla loro del concetto di famiglia. E adesso le conquiste di civiltà del pensiero laico, che riconosce la pari dignità a tutte le coppie che si amano e che, sorrette delle leggi, si impegnano a sostenersi in un solido e duraturo rapporto affettivo, diventano una sorta di attentato alla "pace mondiale".
Da qui ad esortare alla persecuzione di chi attenta alla pace nel mondo il passo è breve. Ma nell'immediato con queste parole si esercita e si alimenta di fatto la caccia alle streghe laiche, quelle persone cioè che si ispirano a una concezione del mondo non coincidente con il pensiero unico, totalitario e totalizzante, spacciato come proveniente da una immaginaria entità soprannaturale a cui tutti devono uniformarsi. "Quest'anno ho voluto porre in luce lo stretto rapporto che esiste tra la famiglia e la costruzione della pace nel mondo" in quanto "la famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è culla della vita e dell'amore e la prima e insostituibile educatrice alla pace. Proprio per questo la famiglia è la principale agenzia di pace e la negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace"... "Poiché l'umanità è una grande famiglia, se vuole vivere in pace non può non ispirarsi a quei valori sui quali si fonda e si regge la comunità familiare". (Ratzinger, Omelìa di capodanno). E qui un commento tratto da Resistenza Laica.
3/01/08 - E intanto si sposano legalmente in USA le coppie gay.
Succede in New Hampshire dove dalla mezzanotte del 31 dicembre 2007 è entrata in vigore la legge che parifica le unioni delle coppie omosessuali a quelle etero con l'unica differenza che non si chiamano "matrimonio". I preti di tutte le religioni omofobe rosicano.
Questo ed altro su www.nogod.it e su www.resistenzalaica.it
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2/01/08 - VIVA ZAPATERO!!!!
Mentre in Italia i clericali di destra e di sinistra si inchinano riverenti a qualunque tonaca, da Gelmini a Ratzinger, nella civilissima Spagna di Zapatero le arroganti pretese delle gerarchie cattoliche si beccano le risposte che si meritano.
2/01/08 - Ferrara, Ruini, Bondi, Binetti alla testa della nuova Santa Crociata contro il diritto delle donne a decidere sul proprio corpo.
La legge 194 che ha consentito in Italia la possibilità di interrompere la gravidanza è diventata il terreno di un nuovo violento scontro politico. Vi proponiamo il commento di Tiziana Ficacci su www.resistenzalaica.it Questo ed altro su www.nogod.it
Diritti Umani nei paesi islamici, e altro su www.nogod.it
10/12/07 - A commento della storica Dichiarazione Universale dei Diritti Umani di cui ricorre oggi il 59° anniversario, vediamo un po' come si comportano i paesi integralisti islamici in cui vige la sharìa, la legge coranica. In questa giornata dedicata alla storica ricorrenza Tiziana Ficacci ci offre una opportuna panoramica.
10/12/07 - Diritti umani in piazza.
Numero speciale di Resistenza Laica dedicato ai Diritti Umani sanciti dalla Dichiarazione Universale firmata il 10 dicembre 1948.
La Manifestazione che si è svolta ieri a Roma è stata promossa da UAAR Circolo di Roma, Resistenza Laica, Arci Gay, SOS Razzismo, Emergency, No God, Dì Gay Project, Rosa arcobaleno, Federazione dei Giovani Socialisti. LEGGI - Qui il resoconto della Manifestazione curato da Francesco Paoletti, Coordinatore del Circolo UAAR di Roma.
10/12/07 - La laicità dello Stato è "un bene non negoziabile" per la sinistra/l'arcobaleno.
Il nuovo soggetto politico nato ieri a Roma non arriva però a ribadire il valore costituzionale della separazione fra Stato e Chiesa Cattolica. Peccato, perché sul tema della laicità le premesse della "non negoziabilità" erano pienamente condivisibili. Sarà per un'altra volta.
10/12/07Lo sfogo di Daniele Luttazzi
Con il siluramento di Luttazzi annullata anche la prossima puntata di Decameron in cui era prevista una satira sul papa.
10/12/07 - Il caso Tosti.
Prosegue l'accanimento giudiziario contro il magistrato che chiede di rispettare la laicità nei tribunali contro l'obbligo di amministrare la giustizia sotto il simbolo di una religione ritenuta maggioritaria. In attesa che fra pochi anni si amministri la giustizia sotto i simboli di Allah, quando questo sarà il dio creduto dalla maggioranza dei cittadini. Da Cristo ad Allah... addio laicità!
Leggi Questo ed altro su www.nogod.it e su www.resistenzalaica.it
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Intellettuali & Fiducia? Jettammoli int a' munnezza 'e Napule! Non se ne può più!
Maestri in realtà nell'arte del riciclo, del taglia- incolla, dello spacciare come cose proprie idee spesso altrui, lesti nel cambiare opinione e casacca dimostrando inoltre che non sono loro ma che sono gli ascoltatori a non avere compreso i concetti professoralmente spiegati, ad affermare e negare contemporaneamente qualunque cosa, a scambiare il vero con il falso e viceversa come fosse un semplice paio di scarpe usa e getta. Professori nel culto massmediatico pronti a mettersi in mostra come veline in qualunque programma di alta e bassa tv, non disdegnando, alla bisogna, nemmeno la tv-spazzatura, purchè in qualche modo faccia cassetta e tornaconto pubblicitario per i loro scopi, che non sono tanto quelli di risolvere realmente i problemi, in quanto costoro ben difficilmente hanno capacità pratiche, bensì risultando bravi managers nel promuovere le proprie pubblicazioni e le conferenze dove spesso mettono il personale berretto a tre punte su concetti altrui, purchè risultino redditizi in qualche modo a loro stessi mentre si autopromuovono sotto la protezione del sistema politico di turno.
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Intellettuali & Fiducia
Qualche anno fa avevo letto su un quotidiano la notizia secondo la quale gli americani, politici e industriali in generale, NON si fidavano degli intellettuali, i quali, al contrario, nel nostro paese poco aperto alle novità e al confronto internazionale, e tendenzialmente ancora succube di certe fascinazioni reverenziali rimaste nel fondo dell'animo di una popolazione con scarso culto della libertà individuale (che non è l'anarchismo) e della coscienza produttiva delle proprie capacità, vengono in Italia incensati, blanditi, chiamati a fare i tuttologi per tutti i problemi di qualsivoglia genere, e per risolvere a parole anche le questioni più intricate della società, della politica, dell'economia, del tempo che fa e di qualunque altra questione possibile e immaginabile, disperdendosi in verbosi dibattiti fine a se stessi di cui si nutrono la tv e i giornali che quindi la propinano con sapiente regia a quei telespettatori che le seguono mentalmente sottomessi come fosse il buon pane quotidiano irrinunciabile.
Allorquando leggevo una grande quantità di libri, riviste e giornali, non riuscivo a comprendere la diffidenza degli americani, maestri della libertà, del progresso e dell'economia mondiale nei confronti dei loro ed altrui intellettuali che si presentavano ad un mondo immaginario e fantastico lontano dalla realtà dei fatti concreti come i nuovi demiurghi, i coraggiosi capitani del progresso ed i taumaturghi di tutte le cose che non andavano.
Maestri in realtà nell'arte del riciclo, del taglia- incolla, dello spacciare come cose proprie idee spesso altrui, lesti nel cambiare opinione e casacca dimostrando inoltre che non sono loro ma che sono gli ascoltatori a non avere compreso i concetti professoralmente spiegati, ad affermare e negare contemporaneamente qualunque cosa, a scambiare il vero con il falso e viceversa come fosse un semplice paio di scarpe usa e getta. Professori nel culto massmediatico pronti a mettersi in mostra come veline in qualunque programma di alta e bassa tv, non disdegnando, alla bisogna, nemmeno la tv-spazzatura, purchè in qualche modo faccia cassetta e tornaconto pubblicitario per i loro scopi, che non sono tanto quelli di risolvere realmente i problemi, in quanto costoro ben difficilmente hanno capacità pratiche, bensì risultando bravi managers nel promuovere le proprie pubblicazioni e le conferenze dove spesso mettono il personale berretto a tre punte su concetti altrui, purchè risultino redditizi in qualche modo a loro stessi mentre si autopromuovono sotto la protezione del sistema politico di turno.
La prova elementare del tutto e della parte è che, anche quando essi sono bravi e scrivono il solito libro di ricerca sui mali del Belpaese, dopo enfatiche ovazioni, ridondanti interviste, pompose riverenze e vendite del solito libro-denuncia, mentre essi rimangono a loro volta comunque riverenti al potere di turno che servono ed il quale si serve di loro, nulla realmente cambia nella vita di tutti i giorni, se non un poco in positivo il bilancio delle case editrici e un poco di share per le tv.
Dovremmo dunque dedurre che si tratta di un gioco delle teorie redditizio per qualcuno, basato sui massimi sistemi dell'inutilità pratica. Per farla breve, oggi comprendo molto bene perchè gli americani, senza l'esistenza dei quali, pensiamoci un attimo, il mondo intero sarebbe nell'anno di grazia 2008 ancora sotto il peso di immani dittature, magari delle quali il 90% di quegli intellettuali farebbero i professionisti delle lodi mediatiche, pur di rimanere protetti e beneficiati dal sistema reciproco del dare-avere, non si fidano di loro. Oggi non mi fido di loro nemmeno io, nel mio piccolo, e così non compero più i loro libri, ne' li leggo, e se me ne regalano uno lo riciclo direttamente ed ecologicamente nel cassonetto della carta. Appena li vedo apparire in tv con il codazzo di assistenti e pubblico plaudente cambio canale: meglio, a questo punto, i cartoni animati, che, almeno, non disturbano, sono rilassanti e non hanno le pretese spocchiose di cambiare un paese che non cambia mai.
Francesco Martin, cittadino europeo
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