Conoscere lIslam:
Quando si legge e si sente parlare di "Nuovi Crociati americani"
è forse la conseguenza dell’atteggiamento ricavabile dal
"Jihad" di San Bernardo di Chiaravalle?
Bernardo di Chiaravalle in un antico ritratto ideale
Jihad: in arabo combattimento (o guerra) in nome di una causa santa Il combattimento, o Jihad, è anche inteso come interiore all’individuo e la guerra rivolta quindi anche contro le proprie debolezze e manchevolezze
Chi pratica la Jihad è un mujahiddin. Stefio, uno dei 4 italiani andati in Iraq come operatori della sicurezza
presi in ostaggio dalla guerriglia islamica:
<Non siamo militari ne' mercenari ma la guerriglia ci considera alla stregua di militari. E' paradossale>
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No, non è paradossale, purtroppo. Solo la ripetuta e lunga esperienza di volantinare per le strade al fine di raccogliere le firme per un Referendum fa sì che si possa prendere atto del grado di informazione di noi italiani sugli eventi che toccano molto da vicino le nostre esistenze. Ciò che si ricava da questa preziosa esperienza, che ho ripreso a praticare da martedì dopo Pasqua in merito al Referendum sulla libertà di ricerca scientifica, di cura e sulla fecondazione assistita promosso dai Radicali, è che il 90% di noi cittadini, che siamo di media-bassa cultura, non viene informato e non ha nozioni storico-politiche su argomenti come l'Islam, la sua religione, il Corano, le sue regole sociali e religiose. Così come non è informato sulla ricerca scientifica, sull'uso degli embrioni e delle cellule staminali a fine terapeutico per le malattie incurabili o sulla fecondazione eterologa per le coppie sterili.
Dei drammatici eventi postbellici che si svolgono in Iraq i giornali, le radio e le Tv ne stanno dando una imponente cronaca, e ciò è encomiabile, ma c'è un ma: Se noi italiani dobbiamo necessariamente parare i colpi degli attacchi mossi dal mondo musulmano al nostro mondo cristiano, dobbiamo conoscere usi e costumi di chi ci sta di fronte. Ma, invece, non sappiamo assolutamente nulla di quel mondo e delle sue regole sociali e religiose così distanti dalle nostre. E questa è una pericolosa lacuna culturale che va colmata. Per fermarsi agli elementi più semplici: Quanti italiani conoscono l'origine e la storia di Maometto? Quanti la differenza tra Sunniti, Sciiti e Curdi? Quanti sanno il significato di Jihad? Quanti sanno che il Corano non fu scritto da Maometto ma che le sue predicazioni, molto oltre la sua morte, furono "un testo" sacro solo parlato e così tramandato e scritto solo dopo molti anni da un suo disce3ndente? Quanti ricordano o sanno come è nato, come, perchè e da quanto è in atto il conflitto tra mondo cristiano e mondo islamico? Confido, per il bene comune, che del significato che vuole avere questa mia nota, che arriva anche a tutti i mezzi di informazione italiani ed alla quasi totalità dei giornalisti stampa, radio e Tv, si tenga conto ponendovi la necessaria ed, oramai, indispensabile attenzione.
La guerra si fa sì con le armi, ma prima con le armi della necessaria cultura etnica, storica, politica e religiosa.
     GD'O
Testo estratto da: In lode del nuovo Ordine cavalleresco (Liber ad milites Templi: De laude novae militae).
Risposta scritta da Bernardo di Chiaravalle ai primi del XII° secolo in merito ad un parere chiestogli da Ugo di Payens, fondatore dei Cavalieri Templari (monaci armati), quale chiarimento al dibattito interno ai Templari se alcuni monaci potevano uccidere.
San Bernardo, fondatore dellOrdine dei Cistercensi, canonizzato santo da Papa Alessandro III, scrisse: 
(...) Il cavaliere di Cristo, dico, può colpire con fiducia e morire con ancora più fiducia in quanto serve Cristo quando colpisce e serve se stesso quando cade. E neppure porta la spada in vano, in quanto è ministro di Dio per la punizione dei malvagi e per la lode dei retti. Se uccide un malvagio non è un assassino ma, se posso così dire, un giustiziere del male. Egli è evidentemente il vendicatore di Cristo verso i malvagi ed è giustamente considerato un difensore dei Cristiani. Dovesse essere ucciso, sappiamo che non è perito, bensì giunto sicuramente in porto. Quando infligge la morte è per il vantaggio di Cristo e quando la patisce è per il proprio vantaggio. Il Cristiano si gloria della morte del pagano perchè è Cristo che viene glorificato mentre la morte di un Cristiano offre al Signore occasione di mostrare la sua magnanimità nel ricompensare il suo Cavaliere. Nel primo caso un giusto si compiacerà nel vedere giustizia fatta, nel secondo potrà dire: “veramente vi è una ricompensa per i giusti”, è veramente Dio che giudica sulla terra. Non voglio dire che i pagani debbano essere massacrati qualora non vi sia altro modo di impedirgli di vessare e perseguitare i credenti, ma solo che sembra adesso preferibile distruggerli piuttosto che rischiare che la verga di peccatori sia abbatta sul consesso dei giusti. Andate avanti dunque con fiducia, cavalieri, e respingete i nemici della croce di Cristo con cuore gagliardo. Sappiate che né la morte né la vita può separarvi dall’amore di Dio che è in Jesù Cristo, e in ogni pericolo ripetete: “Dovessimo vivere o dovessimo morire, apparteniamo a Dio”. Che gloria tornare vittoriosi da una tale battaglia! Che benedizione morirci come martire! Gioite, bravi campioni, se vivete e conquistate, in Cristo; ma gloriatevi ed esultate ancora di più se morite e raggiungete il vostro Signore. La vita è invero una cosa proficua e la vittoria è gloriosa, ma una morte santa è più importante di entrambi. Se sono benedetti coloro che muoiono in Cristo, quanto più lo sono coloro che muoiono per Cristo! (...)
I Cavalieri di Cristo prendono le armi per il Signore
Il 15 luglio 1099 le milizie cristiane penetrano in Gerusalemme. La prima Crociata si conclude in un bagno di sangue.
Inizia una fase storica, che si protrae fino ai nostri giorni, di forte contrasto fra Cristianità ed Islam
Conquistata Gerusalemme, si doveva consolidare la presenza cristiana in Palestina, non del tutto sicura e pacificata. Per questo compito, assai arduo considerata la situazione contingente, servivano uomini addestrati alle armi, usi alla disciplina e fortemente motivati. Nascono così gli Ordini Cavallereschi. I suoi primi membri alloggiavano nel Palazzo Reale in Gerusalemme, professavano la povertà e la fratellanza, erano laici, ma tenuti a vivere in povertà, castità ed obbedienza. L'Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Salomone era capeggiato da Ugo di Payns che, circa 10 anni dopo, mentre percorreva l'Europa alla ricerca di aiuti e sostegni per la neonata organizzazione, conobbe San Bernardo di Chiaravalle il grande pensatore e predicatore che presto fu suo alleato preziosissimo. L’ordine dei Cistercensi nasce alla fine del sec. XI. Un nuovo monastero fu fondato nel 1098 a Citeaux (Cistercium) da Roberto di Molesme ma ebbe la sua diffusione con Bernardo di Chiaravalle nel 1112 creando veri ordini militari su base monastica (cavalieri cristiani) veri e propri monaci addestrati alla guerra "santa" destinati alla difesa dei luoghi santi e di quanti vi abitavano. I Cavalieri Templari cristianizzati da San Bernardo fissarono la loro base nella moschea di Al-Aqsa presso il Tempio di Salomone in Gerusalemme. Anche questi cavalieri, e quelli degli altri Ordini, vennero chiamati Cavalieri Gerosolimitani.
San Bernardo, tra gli spiriti e i personaggi più autorevoli e originali della storia occidentale, fu il santo e il genio del XII secolo, il protagonista della vita dell’Ordine Cistercense ed anche delle vicende ecclesiastiche, delle controversie teologiche e monastiche, della politica del papato di quel tempo: predicò nel 1142 la II crociata, promosse l’Ordine Cavalleresco dei Templari.
Non a caso, dunque, fu chiamato "ultimo dei Padri della Chiesa". La storia ecclesiastica del II quarto del XII secolo (1123-1153) si compendia nella persona carismatica di Bernardo. Non c'è avvenimento cui non sia stato interessato: Oriente ed Occidente, Chiesa e società laica, clero secolare e regolare hanno subìto l'impronta del suo genio: Papi, vescovi, re, signori, contadini, operai sono stati a diverso titolo, rimproverati, moderati, flagellati come anche confortati, esortati, incoraggiati, infiammati da questo monaco ardente e impetuoso, vero inviato di Dio per strappare gli uomini al peccato, all'iniquità e al vizio, per attirarli, in seguito, verso le più alte vette dell'ideale cristiano. Bernardo è passato alla storia soprattutto per l'influsso del suo pensiero, dell'esperienza di mistico che permeò tutto il basso medioevo e riaffiorò, in esigenza di autenticità e di esperienza del divino, alla metà del XV secolo nella Theologia cordis, nella Devotio catholica. L'influsso religioso nei suoi tempi fu enorme; da lui dipesero tutti i mistici del medioevo e a lui attinsero a piene mani: lo si leggeva, lo si studiava quasi come sant'Agostino.
Lordine dei Templari fu fondato nel 1118 a Gerusalemme, all’epoca delle crociate da 9 cavalieri francesi della Champagne e della Borgogna guidati da Ugo di Payens, nobile francese originario di Pagani (Salerno) e vassallo del Conte di Champagne, e da Goffredo di Saint Omer. L’ordine monastico, di stretta osservanza cistercense (benedettina), univa ai 3 voti di povertà, castità e obbedienza, il giuramento di impugnare la spada per difendere i pellegrini, i luoghi e le strade della Palestina dagli infedeli.
Gli statuti, severissimi, furono compilati nel 1128 da San Bernardo di Chiaravalle, parente del Conte di Champagne, ratificati nel Sinodo di Troyes da Onorio II e nel 1139 Papa Innocenzo II ne confermò la regola in cui era spiegata la missione dell’ordine e concessa loro l’esenzione dal potere vescovile dipendendo essi direttamente dal Papa. Fu questa autonomia l’avvio della loro potenza economica e Ugo di Payens ne fu il primo Gran Maestro dell'Ordine militare cavalleresco dei Templari, il più potente Ordine che la Storia conosca, istituito nel 1118 in Gerusalemme per la conservazione dei luoghi santi conquistati dai crociati e per la difesa dei pellegrini che accorrevano in Terra Santa.
I Cistercensi, sorti poverissimi, divennero presto potenti tanto che quando si trasferirono a Parigi dopo la caduta di San Giovanni d’Acri (1291) possedevano ben 9000 tra baliaggi, commende, priorati, case e castelli.
Il Cristiano in armi. E' lecito per un credente uccidere il prossimo, anche se tal ripugnante gesto viene compiuto esclusivamente per difendersi, e per di più nel nome del Signore?
Dubbio atroce che angustia le coscienze fin dagli albori del Cristianesimo, polemica che coinvolge capisaldi del pensiero religioso quali Agostino ed Ambrogio. Può un fedele di Cristo militare in un esercito? Bisogna risalire ai primi martiri soldati, per giungere ad una "giustificazione" dell'intervento armato, quando le sorti dell'Impero e della Nuova Fede paiono indissolubilmete legate nel momento terribile delle invasioni barbariche, dell'irrompere furibondo delle orde di Gog e Magog entro gli incerti confini del Mondo Civilizzato. E' la lotta, eterna, dell'Ordine contrapposto al Caos. Nelle mani ferme del guerriero a cavallo, ella diviene strumento di Giustizia, riequilibratrice della Pace, mentre per il nemico, per l'"infedele", e più tardi pure per l'eretico, non v'è misericordia.
Il Cavaliere e la Crociata. Il crociato reca sulle proprie vesti il segnacolo del martirio di Cristo.
Il suo nemico non è il Goto invasore e eretico, bensì un altro infedele, ai suoi occhi non meno immondo, non meno meritevole di sicura morte. Gerusalemme cade il 15 luglio del 1099, e la ferocia degli attaccanti si scatena, alimentata da mesi di privazioni, di sofferenze inaudite, di lutti causati dagli stenti più che dalle frecce nemiche. E' un massacro di donne e bambini, vecchi e uomini, in armi e non, musulmani ed ancora ebrei (già oggetto di feroci "attenzioni" in Europa). La Città Santa è restituita al Popolo di Dio.
Il merito della riconquista va al figlio della nuova epoca, al cristiano in armi, che monta il cavallo e colpisce di spada: Al Cavaliere.
 
Altre lettere su +il "Jihad" di San Bernardo+ e all'Appello per
 la Medaglia d'Oro a Fabrizio Quattrocchi
 
Come muore un italiano.
Le tragiche ma bellissime parole lanciate contro i suoi assassini da Fabrizio Quattrocchi non sono state solo la conferma di quanto sia forte quel sentimento patriottico che già dopo la strage di Nassirya aveva attraversato, come un brivido, la spina dorsale del Paese. Esse, lette di rimbalzo al minaccioso e arrogante messaggio di bin Laden (o chi per lui), stanno finalmente facendo capire, anche a chi si rifiutava di farlo, che oggi la nostra storia si trova di fronte a una nuova guerra mondiale. La si può considerare la 3^ dell'era moderna o invece la 4^, mettendo nel conto anche la guerra fredda: sta di fatto che il carattere inedito del conflitto (non cè un nemico identificabile con uno Stato o un'alleanza di Stati) non ne cancella né la mortale pericolosità né l'estensione planetaria. Ora lo sappiamo: quando dopo l'11 settembre abbiamo detto niente sarà più come prima avevamo purtroppo pienamente ragione. Solo che alcuni, passato qualche tempo dall'atto di guerra contro New York, hanno preferito richiudere gli occhi, cullandosi nell'illusione che, viceversa, tutto potesse tornare come prima. Non è così: per il semplice motivo che questa guerra non l'abbiamo dichiarata noi e non sta dunque nella nostra disponibilità evitarla. Noi possiamo solo decidere qual'è il modo migliore di difenderci. Ebbene, quali sono oggi gli obiettivi di Al Qaeda? Sono 3, tutti rivendicati: il ritiro delle truppe dall'Iraq, l'isolamento politico-morale degli Stati Uniti e dei suoi alleati, il blocco del cammino di Bagdhad verso la democrazia.
Al Qaeda, come accadde con le Br da noi, vuole entrare nel gioco politico internazionale obbligando gli Stati a cedere ai suoi ricatti e cercando di dividere l'Europa dagli Stati Uniti. Il Terrorismo combatte militarmente e, nello stesso tempo, fa politica. Semina morte ma, insieme, detta condizioni. E' il classico macabro scenario di ogni politica del terrore. FA.
    Sono d'accordo con Luciano Violante. Aggiungo che il gesto di Fabrizio Quattrocchi non ha nulla a che spartire col mestiere che faceva. E' il gesto di un individuo di fronte a degli assassini e di fronte alla morte. E per tale va valutato. Un gesto di grande, non comune dignità. Non c'è eroismo nel senso nazionalistico del termine. C'è eroismo nel senso esistenziale. FC
    Dov'erano gli Arabi, a Lepanto?
Se mai, nella flotta ottomana che combatté a Lepanto c'erano parecchi Italiani, tra cui quel Giovanni Dionigi Galeni che ricevette dal Sultano Selim II il titolo di "Spada dell'Islam" e la nomina a kapudan pascià (grand'ammiraglio) della flotta imperiale. Dopo aver guidato quella parte della flotta riuscì a resistere e addirittura minacciò da vicino lo stesso Don Giovanni d'Austria, il nostro connazionale catturò un paio di navi cristiane, condusse in salvo un centinaio di navi ottomane e portò a Istanbul, come trofeo, lo stendardo dei Cavalieri di Malta. CM
    Esprimo il mio compiacemento 
per l'iniziativa
 di conferire una medaglia all'eroico nostro compatriota Fabrizio Quattrocchi ritenendola giusta ed opportuna e mi rendo disponibile ad ogni altra quasivoglia azione che eventualmente si intenda adottare in memoria ed in onore di questo intrepido giovane italiano. Andrea Catalfamo Falcone (Messina).
   Condivido pienamente l'iniziativa per cui attendo ulteriori elementi per sostenerla Letizia Pirrami
   Ho letto sulla rubrica delle lettere di Libero la sua proposta
di conferire a Fabrizio Quattrocchi la medaglia d'oro al valor civile e militare che mi trova pienamente d'accordo. Quello che lei dice D'Olcese é una, se non l'unica, delle cose più giuste che ho sentito e letto in questo triste momento. Grazie Maurizio Meletti
   Onore a Fabrizio Quattrocchi
Condivido interamente le motivazioni presentate da Giuliana D'olcese  con le quali viene richiesta la medaglia d'oro al valor civile e militare a Fabrizio Quattrocchi. Sig. Presidente l'ho seguita, sempre, lungo il suo costante sforzo di ridare al nostro Paese, come entità storica e ai nostri cittadini come individui, quella dignità che tanti scellerati sforzi comunisteggianti hanno tentato di toglier loro. Questo doveroso riconoscimento ad un Siciliano-Italico, che tanta iconografia fasulla ha sempre cercato di degradare a imbelle e mafioso, ci onorerebbe tutti e ci farebbe sentire con Lei degni di poter operare dicendo "Questo è un italiano la cui anima non muore mai". Con rispetto, stima a cui aggiungo i personali voti per Lei e la sua famiglia. Aldo Moltifiori.    
   Al controappello postato da Loredana Morandi sul suo sito
teso a negare la medaglia a Fabrizio Quattrocchi, rispondo: Leggo con sconforto che hai scritto un controappello, ed appellandoti ai valori dei Primi Padri Costituzionali... Sappi che, il primo valore difeso dalla nostra Costituzione, è il LAVORO su cui la nostra Repubblica è fondata. Quindi, a meno che non si rubi o si truffi o si faccia parte di associazioni a delinquere, qualsiasi attività lavorativa è sacrosanta, e non può essere denigrata al solo scopo di guadagnare punti politici. Tu sai che Quattrocchi, Cupertino ecc., non erano malfattori scappati dall'Italia all'estero, ma semplici cittadini che avevano fatto della difesa dell'incolumità altrui il proprio lavoro, e che sono assimilabili alle guardie giurate che proteggono le banche, o alle guardie del corpo che fanno scudo ai VIP... Non vedo quindi il motivo di tanta acrimonia contro un lavoratore andato in Iraq per lavorare e che per sfortuna (o perchè un tassista mercenario ha venduto la vita di 4 uomini per danaro) ha portato nelle mani di una banda e che poi, davanti alla morte, ha avuto un impeto che non è stato l'umiliazione del pianto, ma che ha voluto affermare la dignità degli italiani.
No, il nostro Presidente della Repubblica rappresenta la Nazione, l'immagine dell'Italia nel mondo, e non concede medaglie a chi rovina onesti lavoratori devastando e saccheggiando città per "pacifismo", no, lui, difendendo in primis il lavoro su cui è fondata l'Italia, tutela chi non ha paura di affrontare la morte sapendo di essere Italiano. Ettore Lomaglio Silvestri
     Ho a mia volta inoltrato moltissimi appelli e sto ricevendo lettere di approvazione
da parte di gente normale e insulti feroci da parte di Feroci Saladini amici di Adel Smith. Mi pronunceranno una fatwa... spero che non ci troveremo alle costole anche il Mullah Omar). Complimenti a Lei! ha toccato un tasto importante. L'Islam sta prendendo piede anche da noi. Non ho letto Libero e le note di Ruini, bisogna che mi informi, ma ho così poco tempo.
Cordialità. el
    Non sono mercenari i 4 connazionali rapiti in Iraq dalle squadracce fedeli a Saddam.
Il lavoro di Quattrocchi, Stefio, Cupertino e Agliana è "operatore della sicurezza", che non è un modo stucchevole per dire operatore ecologico invece di spazzino o verticalmente svantaggiato invece di nano. Essi non sono soldati di ventura ma "cosa completamente diversa", spiega a Vanity Fair, Biffani, amministratore di Start Sicurezza, una delle società italiane che offre questi servizi. Il mercenario, così come regolato dalla Convenzione di Ginevra, è un cittadino privato che combatte armi in pugno al soldo di una delle parti. Gli italiani di Falluja non combattevano né per la coalizione internazionale né per i picciotti di Saddam.
Esistono 2 tipi di società di sicurezza. La legge italiana ammette solo le Psc (Private Security Corporations), società private di sicurezza, mentre vieta le Pmc, (Private Military Corporations), società private militari. Le prime svolgono lavoro di assistenza e di protezione, le seconde forniscono servizi militari e di addestramento alla guerra. In soldoni vuol dire: se un'impresa italiana vuole aprire un'attività commerciale o deve concludere un affare in un paese straniero a rischio di terrorismo o solo di criminalità, si rivolge a questi operatori che offrono consulenze e progetti per diminuire i rischi in terra straniera. Spiega l'amministratore della Start: "I clienti ci chiamano e noi facciamo ndagini, forniamo dettagli su cosa fare in loco, come muoversi, come contattare l'ambasciata, di quali autisti servirsi, a chi rivolgersi e cosa chiedere alle amministrazioni locali, quindi, mandiamo nostri uomini a fare la ricognizione". Ma c'è di più, e arriviamo al caso degli italiani rapiti: "In situazioni estreme e ad alto rischio, ormai solo in Iraq e in qualche posto del Sudamerica, i clienti ci chiedono anche un team di protezione ravvicinata". Che, tradotto, vuol dire guardie del corpo, vigilantes. Sui giornali si sono lette cifre da capogiro, 1000euro il giorno, ma "Mille euro il giorno è il lordo, che i clienti pagano alla società che fornisce il servizio. Il 40% serve a pagare l'assicurazione sulla vita". Poi c'è la quota per l'agenzia, alla guardia del corpo restano tra i 6 e i 10.000 euro il mese. Cristian Rocca
Ciampi e Fabrizio Quattrocchi. Gentile Signora Giuliana D'Olcese,
plaudo alla Sua iniziativa ma credo che Ciampi sia troppo impegnato per la concessione di grazie a mandanti di assassinî e per la "riapertura del dialogo con l'Islam" (sono parole sue) dialogo che mi chiedo quando si sarebbe interrotto o il Presidente è incorso in un lapsus freudiano (magari). Mi perdoni per la polemica e mi consideri a Sua disposizione affinché la Sua iniziativa possa avere uno esito positivo. Con cordialità e simpatia, Enzo Todaro Porza/Svizzera
Conoscere Islam, Italiani e Quattrocchi
Quando si legge e si sente parlare di "Nuovi Crociati americani"
è forse la conseguenza dell’atteggiamento ricavabile da
la "Jihad" di San Bernardo di Chiaravalle?
 
<Faccio mie le sagge parole della famiglia di Fabrizio Quattrocchi: "Il suo gesto finale sia patrimonio comune, quelle parole dette mentre veniva giustiziato non sono ne' di destra ne' di sinistra". L'Appello al Capo dello Stato Ciampi l'hanno ricevuto anche il
Governo, il Parlamento, stampa, radio e Tv perchè giornalisti e parlamentari, chi lo ritiene, partecipino, non perchè lo diramino sui mezzi di informazione: l'Appello deve restare espressione intima di quegli italiani che sentono di voler tributare onore e memoria a Fabrizio Quattrocchi tenendo il suo sacrificio fuori da speculazioni di parte di cui, purtroppo, se ne intravedono i segnali.
Un largo consenso popolare ad un Appello ha pari dignità con un Referendum: E' democrazia diretta> GD'O
+la 'Jihad' di San Bernardo+
Cara D'Olcese, bellissimo quel pezzo di storia che ci ha trascritto e che ci porta alle origini del conflitto tra cristiani ed islamci. Perchè non racconta anche quell'altra pagina di storia che si svolge nel '500 e vede un papa, Pio V, radunare tutte le Repubbliche Marinare e sconfiggere gli arabi a Lepanto? Grazie per il lavoro importante e proficuo che svolge. Grazie. Giorgio Tasinazzo
Accolto invito. Già inviato a Ciampi mail con Appello. Saluti Alfredo Parodi
Più che giusto - firmo l'appello ma..... disse Bismarck: Beato quel paese che non ha bisogno di eroi. FL'A
Onore a Fabrizio Quattrocchi: Fabrizio Quattrocchi era un ex militare, ex sottufficiale di fanteria, riservista, brevetto di parà e aveva fatto domanda per andare volontario in Afghanistan. Cintura nera di Taekwondo, le sue passioni erano la disciplina militare
e le arti marziali. Sì alla Medaglia d'Oro al valor Militare e civile a Fabrizio Quattrocchi. Auguri e grazie per l'appello Marco  
 Appello al Presidente della Repubblica Ciampi per la medaglia d'oro a Fabrizio Quattrocchi
Onore a Fabrizio Quattrocchi a presidenza.repubblica@quirinale.it
  Hanno ucciso uno dei nostri, hanno ucciso un giovane che non era un militare, l'hanno ucciso perché l'Italia non si è piegata al volere dei terroristi. Lui, senza cadere nella retorica del piagnisteo, ha gridato "Vi faccio vedere come muore un italiano".
Noi Italiani dobbiamo sentirci onorati che ci siano ancora persone così nella nostra civiltà. Persone che non sono kamikaze ma sono eroi, persone che non sono andate ad uccidersi, ma che hanno preferito dare un senso alla loro vita morendo da eroi.
Quei terroristi  cercano di giocare sul punto più debole della nostra civiltà, ossia la volontà di contrattare, di sottostare, di arrendersi al solo costo di salvare l'uno piuttosto che il tutto. Non dobbiamo far diventare la nostra civiltà "superiore" solo perché incapace di combattere con le stesse armi il terrorismo, quasi come successe alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, dove la presunta superiorità degli ultimi imperatori era divenuta inettitudine al comando mentre i Barbari invadevano tutti i territori.
La nostra civiltà, anche quella europea, sono ad un punto decisivo. Non lasciamoci sconfiggere una seconda volta, dimostriamo ai terroristi islamici che esistono ancora uomini, come Quattrocchi, capaci di morire a testa alta e occhi aperti.
Onore a chi combatte per difendere la pace. Signor Presidente della Repubblica, credo che sia doverosa una medaglia d'oro a quest'uomo. Ettore Lomaglio Silvestri
Sì all'Appello a Ciampi per la medaglia d'oro a Fabrizio Quattrocchi. Giuliana D'Olcese
Brava. Brava. Brava. Sandro Chines
+
la 'Jihad' di San Bernardo+
l'Irak di Dio o la capacità di non temere la morte. l'Associazione Popolo Sovrano rende omaggio alla memoria ed alla testimonianza di Fabrizio Quattrocchi, l'italiano assassinato in Irak da una blasfema barbarie. Il suo modo di morire costituisce una indimenticabile lezione di vita. Lo ringraziamo per averci fatto sentire tutti più adulti. Fausto Carratu'
Al Presidente Ciampi: Quattrocchi Medaglia d'Oro Aderisco senza riserve. Cosimo Tomaselli Mestre
+la 'Jihad' di San Bernardo+ e alcune scomode domande
Gentile D'Olcese, mi chiedo: il signor Stefio, il compianto Quatrocchi, e gli altri ostaggi italiani di forze irachene irregolari, tutti lavoratori di un'impresa di sicurezza (operativa in zona di guerriglia e occupazione militare), portavano armi? Se la risposta è sì, come si stabilisce la differenza fra un "mercenario" ed un "lavoratore della sicurezza" in caso di cattura? Sulla veridicità delle dichiarazioni degli individui armati catturati? Con l'esame dei documenti scritti in una lingua per loro incomprensibile? Se un iracheno, di nessun gruppo irregolare ne' delle forze di occupazione, è catturato in possesso di armi nello stesso territorio "caldo", l'incolumità è assicurata? Cosa succederebbe ad uno straniero in borghese, in equipaggiamento militare, in un conflitto fra forze di occupazione straniere e guerriglieri? Rispondere a queste domande sarebbe utile. Prima di impartire una onesta informazione sulla storia antica del "nemico" è da esaminare la politica estera degli Stati Uniti e dell'Europa verso i paesi islamici nel '900: Troviamo episodi di inaudita crudeltà, massacri, democratici governi delegittimati e sostegno a dittatori, come Reza Pahlevi o Saddam Hussein (insediato e finanziato dagli USA, che, fra l'altro, hanno pagato tramite la Banca Nazionale del Lavoro lo sviluppo di armi chimiche e atomiche in Iraq). L'informazione su questi aspetti recenti (anche se scomodi) è da considerare prima dell'analisi di fattori associati allo sviluppo dell'Islam come religione. I gruppi economici che si nascondono dietro ai governi nordamericano ed europei, con la loro ignoranza e cupidigia, riusciranno a ripetere la prodezza del Profeta: Unificare sotto una unica fede molti popoli in dispersione. Ma questa unificazione non sarà a loro favore (come nel caso di Maometto) ma contro gli USA e l'Europa.
        Alberto Chicayban
Medaglia d'oro a Fabrizio Quattrocchi
Egregia D'Olcese, le sono grato per la pacatezza e l'assenza, autentica, di qualsiasi ideologismo di parte politica con cui lei si rivolge e rispetta noi lettori. Ora capisco perchè la sua lista consta di migliaia di indirizzi e ciò che spinge tanti ad arricchirla e a rilancire le sue note. Vada avanti e non si faccia fermare dalle azioni inaccettabili come quelle da lei subìte dalla giudice Ienzi e dalle giornaliste Palombelli e Sotis: le lasci sbraitare alla luna queste donnaccole indegne anche di leccarle le scarpe e vada avanti ad occuparsi dei problemi di noi cittadini con il coraggio che da sempre dimostra con le sue battaglie civili. Le hanno distrutto un movimento popolare come il Movimento per le Riforme, non le distruggeranno il diritto di esprimersi anche se le hanno negato il diritto di replica su un giornaletto come Amica. Lo vidi e lo ricordo quel "servizio" che le fecero sfruttando la sua notorietà.
Non solo per i meriti di un onesto lavoratore come Fabrizio Quattrocchi, bollato dalla feccia degli idioti e dei malvagi "mercenario", aderisco all'appello a conferirgli la medaglia d'oro ma anche per i meriti civili e l'onestà intellettuale di chi me lo ha proposto.
       Di lei mi fido. Suo Adriano Dubbini
Grazie Dubbini - Giuliana D'Olcese
al Presidente Ciampi: Quattrocchi Medaglia d'Oro
Che possa far piacere o no, in Iraq è in atto una vera e propria spartizione del "bottino di guerra". Ognuno è libero di pensare che in un simile contesto sia possibile lavorare "legalmente"; permetta anche agli altri, però, di esprimere profondo dissenso per come i civili, che lo sappiano o meno, stanno contribuendo a questa rapina. Cordiali saluti Franco Ragusa
Quattrocchi Medaglia d'Oro. Mercenario?!
Solo gli imbecilli hanno paura delle parole, e noi abbiamo molti imbecilli al governo. Come pure all'opposizione. La par condicio dell'imbecillità. I mercenari fanno la guerra per denaro, ma questo non significa che siano persone senza onore e senza dignità.
Il futuro è degli eserciti di mestiere, che sono il massimo che può desiderare un libertario che abbia in uggia la coscrizione obbligatoria (che infatti sta sparendo). La morte del povero Quattrocchi è davvero stata un infortunio sul lavoro, di là da ogni ironia, ma non è stata una morte eroica. Semmai una morte fiera. Il che è raro, di questi tempi e alle nostre latitudini. Più che una medaglia al valore, conferiamogli un cavalierato alla memoria, magari intitolandogli una via. Ma, per favore, non dimentichiamo che Fabrizio ha perso la vita per un motivo nobilissimo: assicurare un futuro migliore ai proprii cari. Questo lo pone ipso facto 10 spanne più in alto dei nostri pacifondai. Fermo restando il diritto di costoro a esecrare la scelta di muovere guerra all'Iraq da parte di mister Bush. Ma non si confonda una posizione politica con il rispetto per chi ci ha lasciato la pelle. GMM 
Quattrochi end Co
Tutti i "valorosi" italiani di istanza in Iraq per "difendere la democrazia", in realtà stanno lì per difendere i pozzi assegnati all'Eni già prima dello scoppio della guerra, guarda caso presenti proprio a Nassiriya. Gli altri personaggi, sempre nostri connazionali, fanno da guardie private ai pozzi, oppure probabilmente ai contingenti militari che cominciano a stare un tantino agitati per come vanno e procedono le cose...... Guido Mannucci
Ancora Vattimo!
Il professor-filosofo del pensiero debole Gianni Vattimo non finisce mai di stupire, in negativo. Il Manifesto ha riportato le sue dissennate profferte di negoziato unilaterale con il despota Bin Ladden, definito come un alter ego del presidente Bush.
A parte quella fascia della popolazione visceralmente antiamericana che s’identifica con i troppi centri sociali illegali della penisola, credo che a nessuno verrebbe in mente di farneticare fino a questo punto come a Vattimo. Colpa degli studi che lo distraggono dalla realtà quotidiana o della candidatura nelle file del PDCI alle prossime europee? Penso con desolazione al povero Quattrocchi ed ai martiri di Nassiryia. Hanno sacrificato la loro esistenza anche per difendere dal terrorismo fondamentalista islamico il quieto vivere di questo ominide: un intellettuale che darebbe lustro alla città di Torino, secondo troppe persone, un sopravvalutato mestierante delle aule universitarie italiche. Un caro saluto Renato Tubère
+la 'Jihad' di San Bernardo+ Aneddotto illuminante di normalità di rapporti cristiani/musulmani:
In una chiesa di Alessandria d'Egitto si svolgeva il funerale della nonna di un mio amico, una importante signora cristiana armena nota e benvoluta nella città. Il mio amico, appena arrivato da Parigi dove studiava, giunse in ritardo sull'inizio della cerimonia e si trovava, per mancanza di spazio, in fondo alla chiesa. Ad un tratto udì recitare dietro le sue spalle delle preghiere in arabo.
Si volse e vide un "mullah" (religioso pio e retto, spesso predicatore) che pregava per sua nonna. Gli chiese "Come mai sei quì in una chiesa?" - "Conoscevo tua nonna" rispose il mullah "e poi, non è Dio Uno solo?". Infatti, non aveva torto: Dio Padre è lo stesso per Ebrei, Cristiani e Musulmani. Una moschea equivale a una sinagoga e a una chiesa come spazio consacrato al Dio Padre dove pregare, che qualunque prete istruito neghi ciò. Per un Musulmano il Vecchio ed il Nuovo Testamento sono testi sacri e Gesù (Issa in arabo) è un grandissimo profeta, l'ultimo inviato da Dio prima di Maometto. Maria (Miriam) è venerata come Sua madre.
I musulmani sostengono che i Vangeli sono stati male letti e interpretati peggio dai cristiani. Tutto lì. Dio è Padre di noi tutti. Padre nostro... ecc. Naturalmente ebrei e musulmani respingono la Trinità, dove Padre Figlio e Spirito Santo sono contemporaneamente "Uno e trino". Questo è un "dogma della Fede" stabilito da 2 Concili di vescovi (Nicea 325 e Costantinopoli 381) nel IV secolo e non è accettato in toto da tutte le Chiese. Ad es., le Chiese d'Oriente considerano Maria "madre di Cristo" e non "madre di Dio".
     Farolfo l'Alessandrino
Medaglia d'oro a Fabrizio Quattrocchi
Non saprei dire se si è trattato di fierezza, eroismo o altra qualità dell'animo, ma sicuramente il suo gesto ha qualcosa di nobile.
Non sono in molti ad avere il coraggio di gridare il proprio sdegno contro la barbarie. 
Sottoscrivo l'appello per un riconoscimento alla memoria di Fabrizio. Paolo Manfredi
E per tutti i nostri caduti sul lavoro, poliziotti, operai, artigiani, tabaccai assassinati ecc. ecc.?
Non pensate che sia ora di finirla con la paccottaglia e che sia il caso di fare qualcosa per avere un po' di legalità in questo ridicolo Paese? Saluti Carlo Trevisan Presidente LIFE Venezia, artigiano, figlio di operai, destinatario orgoglioso di svariati avvisi di garanzia e sotto processi per aver fatto qualcosa di serio contro uno stato repressivo, ridicolo, assassino.
+la 'Jihad' di San Bernardo+? Cara signora D'Olcese, Scusi,
ma lei può provare che quei signori conoscano cotale documento? Ho i miei dubbi conoscendo l'area. E comunque anche se fosse errata la valutazione visto che i nuovi crociati americani sono cristiani riformati ovvero distaccati dalla chiesa di Roma cui si oppongono con fierezza. Al martirologio della Chiesa di Roma è invece ascritto San Bernardo da Chiaravalle per questo credo che sia giusto ricordare l'incontro tra le religioni promosso ad Assisi e dopo l'abiura della violenza in nome di Cristo fatti dalla Chiesa Universale nel 1986 ed in occasione del grande Giubileo del 2000. Andiamo avanti, se no rischiamo di mancare all'appuntamento con la storia. Vorrebbe cortesemente spiegare a cosa dobbiamo il genocidio dei Nuba perpetrato dal governo musulmano del Sudan senza che nessuno ne parli? Un caro saluto Federico Fusi
al Presidente Ciampi: Quattrocchi Medaglia d'Oro
Mi associo alla richiesta di assegnazione di medaglia d'oro a Fabrizio Quattrocchi e invio a Ciampi. Paolo Ponzano Milano
+la 'Jihad' di San Bernardo+ Un errore nei cenni storici da rettificare
Il "nemico" della Chiesa Romana da combattere con una Crociata non è "il Goto invasore ed eretico", l'invasione Gota è di 3 secoli prima e i Goti si convertirono subito al cristianesimo, ma l'eresia che dilagava per l'europa e sottraeva fedeli, potere e rendite alla Chiesa di Roma. Al Crociato che moriva per combattere l'eresia veniva promessa la salvezza dell'anima e la remissione dei peccati. Il vero nemico da combattere con una Crociata era l'eresia in genere. In primis quella europea, (poi, già che ci siamo, venne l'dea di lanciarli contro i musulmani: "un altro infedele, ai suoi occhi non meno immondo, non meno meritevole di sicura morte" di quanto lo fossero gli eretici nostrani!. Le Crociate, la maggior parte di esse prima dell'invasione della Terrasanta, furono contro gli eretici europei, in Boemia e contro l'eresia Catara fiorente in Provenza. I cavalieri di Francia, che allora era solo l'Isle de France, la regione attorno a Parigi, furono lanciati dal Papa contro gli eretici Catari di Albi capitale della Provenza, con promessa di saccheggio oltre che di perdono ecc. Ne seguì la famosa strage degli Albigesi in Provenza. Il Domenicano al seguito dei cavalieri di Francia giunti dal Nord che gli chiedevano "come facciamo a distinguere l'eretico da uccidere dal giusto? Rispose: "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi". Questa strage generalizzata è rammentata da Dante nella Comedia quando passa accanto alle mura di una città distrutta entro cui vede tanti sepolcri dai quali si levano fiamme. Vuol dire che i Catari vivono ancora. Il successo delle Crociate è ascrivibile al fatto che i Franchi (la tribù dei) sono i più brutali e irresistibili combattenti dell'epoca.
        Edgardo da Sarteano
+la 'Jihad' di San Bernardo+
Gentile D'Olcese, al di là della configurazione, o degli attributi che può dare l'atteggiamento degli Italiani verso l'Islam, credo vi sia una omissione da parte sua. Il conflitto in Iraq non è un confronto di civiltà (come ho letto da qualche parte), né una guerra di religione. Paragono l'Iraq con ciò che succede in Costa d'Avorio ove non esisteva un regime dittatoriale con ambizioni egemoniche. Al contrario, vi era al potere un uomo che ha vissuto una trentennale esperienza politica come oppositore legale al sistema di partito unico che ha governato la Costa d’Avorio per 40 anni. Prima di diventare Presidente della Repubblica, tutti sapevano che cosa egli intendeva fare da “grande”: Governare la Costa d’Avorio in modo democratico, per il bene della popolazione. Dopo la sua elezione, il Presidente ha preso le seguenti iniziative: Assistenza sanitaria per tutti gli abitanti della Costa d’Avorio con una specie di mutua; gratuità della scuola fino a 16 anni;  liberalizzazione del commercio del caffè, cacao, cotone ecc. facendo guadagnare i coltivatorii, sempre in mano a predatori;  decentramento facendo nascere una sana “concorrenza di sviluppo” tra le regioni; Un vero censimento per i nazionali e gli immigrati e questi sono il 26% su una popolazione di circa 17milioni.  Già definiti i salari di tutte le cariche dello stato, alla fine del mandato, ogni Ivoriano può rendersi conto del patrimonio di tale o tale. Causa queste nuove realtà in un continente pieno di problemi, sono stati armati dei ribelli per cancellarle. Invece di analogia con la situazione in Iraq, parlerei di contro tendenza della Comunità internazionale. Mentre la Francia rifiuta e condanna la guerra in Iraq, organizza, finanzia, dispone con propri militari (ben 40.000) la ribellione in Costa d’Avorio. La diversità è che tutti i Paesi che contano, compresa l’ONU, apprezzano ciò che fa la Francia in Costa d’Avorio dove sono violentati e uccisi donne e bambini. La cosa peggiore è che la comunità internazionale ha imposto con un "accordo", l’ingresso dei ribelli nel governo d’unità nazionale.
Ora, la Francia ha fatto affluire quasi 10000 caschi Blu, mentre in Iraq, stanno uccidendo Americani, Italiani, Spagnoli, ecc.
Mi fermo per non fare confusione tranne la verità verificabile. La guerra in Iraq non riguarda l’islam; è una guerra economica.
In Costa d’Avorio vi sono Cristiani come in Francia, ma nessuno critica apertamente la Francia. Ecco allora il sospetto del "solo" anti-americanismo serpeggiante. Emmanuel Zagbla Ph International Relations Migration Services Padova.
+la 'Jihad' di San Bernardo+?
L'"unica" differenza è che il cristiano combatte in difesa della vera fede, il musulmano no. E che la guerra "giusta" (codificata da precise regole) è assai diversa dalla guerra "santa", come ben spiegato, fra gli altri, da Franco Cardini e da Massimo de Leonardis.
         Franco Damiani
+la 'Jihad' di San Bernardo+
Sono d'accordo con lei Giuliana quando dice che la chiesa cattolica è stata una delle più feroci nelle repressioni ma sono passati secoli e ora nessuno di noi è obbligato ad obbedirle ne' a seguire i suoi comandamenti. Per cui ci siamo abbastanza emancipati almeno in questo perchè siamo liberi di seguire o meno una religione. I musulmani invece considerano la religione il loro motore e niente si crea e niente si distrugge senza di essa e per essa sono disposti a morire. Ma chi sono quelli che muoiono?
I più deboli come al solito i più suggestionabili e più plagiabili perchè i capi si guardano bene di farsi saltare o di fare altri gesti che "reclamizzano" tanto" Come al solito i più deboli e i più poveri sono strumentalizzati dai più forti per i loro giochi di potere. Io sono contro tutte le guerre e dico che ogni popolo ha diritto alla sua autodeterminazione a gestirsi e a scegliersi il regime e il capo che vuole e al destituirlo anche con la forza quando pensa che non sia il più adatto per vari motivi. Nessuno deve avere il diritto di inserirsi nelle questioni di un altro popolo e di mandare giovani a morire per qualcosa che non gli appartiene. Potrei giudicare positivamente l'inserimento nel caso di un popolo che venga attaccato ingiustamente e che chieda aiuto. Comunque la guerra semina violenza e lascia dietro di sè una scia di terrore e violenza e questa vita è troppo breve per trascorrerla barricati o terrorizzati. Questa guerra non doveva essere fatta ne' dagli americani ne' da altri ed eravamo in tantissimi a pensarlo, sicuramente più della maggioranza perchè sapevamo, anche se siamo dei semplici cittadini e non degli strateghi, che dopo le cose sarebbero sfuggite di mano e la situazione sarebbe precipitata. La nostra vita è come una meteora e allora viviamola nel modo migliore godendo della bellezza della natura e tollerandoci l'un l'altro perchè nessuno è perfetto. Claudia
Medaglia d'Oro a Quattrocchi? Cara Giuliana D'Olcese,
Ho condiviso tante tue battaglie, questa sull'appello a Ciampi per una medaglia a Quattrocchi mi sembra invece fasulla.
Certo la materia non può non interessare un Presidente che ha capito l'urgenza (per lui e il mondo che lo ha espresso) e la necessità di rafforzare "il sentimento di italianità". Sentimento creato artificialmente con la propaganda, i ricatti e la violenza per nascondere il vero volto dello Stato sopraffattore e ladro dei Savoia. Non so Quattrocchi abbia pronunciato quelle parole "Vi faccio vedere come muore un italiano"! ma anche se fosse che senso avrebbero? Per quel che ne so gli italiani muoiono senza tanti sentimenti eroici. Eppoi esiste l'Italiano? Chi è "Italiano"? In Italia esistono diverse culture come ne esitono non meno in Europa. Esiste l'"Europeo"? Non basta creare una unione politica per creare di conseguenza un popolo. Io sono Veneto, ho una mia cultura storica diversa da quella di un Siciliano e di un Piemontese. Le mie scelte sono condizionate dalle mie origini che non sono Siciliane, Piemontesi o altro. Di fronte ad uno stesso fatto il comportamento dei diversi popoli è diverso, piaccia o no alla cultura moderna. Dunque Quattrocchi con quella sua frase non mi rappresenta come non mi rappresenta il Presidente della Repubblica Italiana. Credo che la speculazione su quella frase faccia solo comodo a chi voglia continuare a buttare fumo sugli occhi degli italiani per nascondere una realtà ben diversa. Saluti Albert Gardin Venexia
Buon lavoro D'Olcese!
*I venetisti xe idioti....... tifano pure i mussilmani, pur odiare i-taliani....!* Bepi Nalin
+la 'Jihad' di San Bernardo+
Quanto scrive San Bernardo è di 1000 anni fa, proporzionato al suo tempo ed alla sua cultura e di acqua sotto i ponti Cattolici ne è passata. Conosco bene l’Islam ed i suoi seguaci e non parlo per “sentito dire”. L’Islam è una setta statica, non ha cambiato una virgola in 1500 anni. I cosiddetti “tolleranti” sono solo “furbi” di 3 cotte che cercano di far passare il ferro per oro. Le divisioni in seno all’Islam dimostrano che chi cerca un dialogo viene lapidato. Il Cid in Spagna aveva trovato alleati tra i mori non per la loro apertura mentale ma per questioni di dominio riferite a quelle guerre intestine. I Templari si comportavano come tutti i cavalieri del tempo, la vita del nemico era ben poco considerata ed in funzione di ciò nacquero le regole della cavalleria, regole che non furono mai accettate dal mondo islamico, neppure sotto le mura di Vienna. Non esistono 2 Islam, ne esiste uno e vuole sottomissione totale. Non esiste alcun dialogo con chi non vuole dialogare. Nella grande confusione che si fa tra integrazione ed accoglienza, tra carità Cristiana ed elemosina non si vuol capire che ci stanno conquistando con il sottile gioco delle 3 carte: l’Islam integralista, quello buono tutto amore verso il prossimo e quello occidentalizzato (vedi Turchia, ma Ataturk è morto da un pezzo). Esiste un solo Islam, il primo, il resto è fumo negli occhi. Chi cerca un dialogo con questi adepti è solo un suicida che si scava la fossa da sè.
Non si possono confrontare un Ordine nato 1000 anni fa in un contesto particolare con una setta che da 1500 anni vuole dominare il mondo con il suo oscurantismo e la sua inefficiente staticità. I Templari sono spariti centinaia di anni fa nelle segrete di Filippo il Bello mentre il feroce Saladino lo abbiamo in casa oggi, nel 2004. La conquista islamica non è iniziata con le Torrigemelle ma anni prima in Algeria con lo sgozzamento di 250.000 algerini che non volevano essere islamizzati dopo la liberazione dalla Francia.
        Pierluigi de Piccoli
+la 'Jihad' di San Bernardo+
Per dominare il popolo il potere esclude la cultura, l'informazione ed il confronto. Per tutto il tempo che ha visto coinvolte le più grandi potenze mondiali al dominio del mondo, l'ignoranza e la disinformazione sono lo strumento principale, Babilonesi, Egizi, Assiri, Medi, Persiani, Greci e Romani - le bestie selvagge dell'Apocalisse. I sacerdoti Ebraici (scribi e farisei) storpiavano la Legge Mosaica - Il Talmud è fatto di commenti al Pentateuco - che gli ha aggiunto un'infinità di storpiature -. I sacerdoti dell'Islam hanno messo per iscritto (inventandosi il Corano) per storpiarne il significato, i dettami che per tradizione orale, già nell'Ebraismo, Maometto tramandava alla sua generazione. I sacerdoti del Cristianesimo/cattolico torturavano chi aveva la Bibbia, (si sarebbe scoperto che il loro insegnamento era contrario alle Scritture). Possesso e studio delle sacre Scritture hanno dato origine al Protestantesimo (Lutero-Calvino). La classe sacerdotale ha sempre e ovunque sottomesso alla sua volontà il popolo credente e così pure la classe politica coi meno credenti o indifferenti alla religione, la strategia è sempre stata ed è tuttora la stessa - imporre disinformando e occultando -. La complicità fra mondo politico e religioso è un ulteriore segno che indica come la strategia funzionava perfettamente. L'impero romano condannava e torturava sempre i cristiani ma Costantino dichiarò la religione cristiana
cattolica quella ufficiale dell'impero romano e da allora la religione iniziò a mescolarsi con la politica e viceversa (non è così ora in tutto il mondo?). Nelle 3 religioni monoteiste lo scopo dei sacerdoti è di tenere i credenti nell'ignoranza e la classe politica ne ha seguito l'esempio stringendo un'alleanza con la classe sacerdotale per mangiare entrambi sulle spalle del popolo. Da tutto ciò credo che ogni popolo debba potersi auto-gestire senza interferenze culturali e politiche di altri popoli e ogni popolo ha un gran bel da fare per pulire prima dentro casa senza andare altrove a "offrire"(?) democrazia e civiltà. Bruno Aprile bapril@tin.it
A Quattrocchi diamogliela sì questa medaglia........però.........
Si potrebbe dare la medaglia, ma Fabrizio non ritornerà in vita e non credo che sia andato in Iraq per salvaguardare l'interesse della nazione. Le notizie che riceviamo dai media, dai giornali sono incerte, vanno verificarle, sembra però che Quattrocchi facesse i suoi interessi. Allora non facciamo retorica di parte un po' a destra, un po' a sinistra un po' in centro. La gente è stufa, ne ha piene le palle dei discorsi omologati, basta. Si sa che chi va in guerra rischia la vita e allora bosogna senza piagnistei rendersene conto senza fare elucubrazioni mentali. Bon piantarla li e cercare di produrre idee nuove per salvare l'Italia dalla palude socio politica economica nel quale si sta affossando. Quale blasfema barbarie? Cosa vuole dire con questo? Non raccontiamoci cazzate che poi altri potrebbero prenderle sul serio mi faccia il piacere di scrivere la prossima volta cose più sensate. Blasfemo chi... Ma quale pace? E' un casino e adesso bisogna rimediare e buttare via ancora soldi soldi che tanto pagheranno i poer fieu, noi contribuenti. Bell'investimento per noi giovani... il migliore dei mondi possibili!! Lei ci crede alla missione di pace a satanasaddam alle forze malvage musulmane che verranno a rapire e mangiare i nostri bambini? Perchè immischiarsi e stravolgere la componente sociopolitica di quei paesi, volere a tutti i costi imporre le nostre abitudini i nostri errori i nostri valori i nostri costumi. Perchè?
Me lo può spiegare? Chi ha il dirtto di affermare la propria ragione su un altro? E' assurdo voler sostenere che loro sono cattivi e noi siamo i popoli buoni, ma chi l'ha detto!? Cordiali saluti Paolo Scaccabarozzi
+la 'Jihad' di San Bernardo+ e Quattrocchi Medaglia d'Oro
Ringrazio tutti i lettori che mi hanno scritto e mi scuso come sempre di non pubblicare tutti ma, purtroppo, non si possono inviare migliaia di msg fatti ciascuno di un lunghissimo serpentone di 7-1000 KB. Il fatto è che bisogna che tutti i mezzi d'informazione, come ho scritto nella scorsa nota, si attivino al fine di una conoscenza dell'Islam da parte di noi italiani che non abbiamo, e quindi non capiamo e non decifriamo quel mondo, così da annaspare tra opposte opinioni nel come fronteggiarlo. E' la conoscenza l'arma migliore e sicura oltre le armi belliche. Quel mondo ha sì anche le degenerazioni attuali commerciali e petrolifere ma mi sono limitata ad illustrare una piccola parte del panorama storico sui rapporti tra Islam e Occidente, senza entrare nel merito di ulteriori argomenti, ma volendo solo evidenziare le origini del secolare conflitto. E, poi, ho trovato giusto rilanciare l'appello. gd'o