La STA è la
società interamente controllata dal Comune di Roma che
gestisce i parchimetri e gli ausiliari del
traffico. Le
inchieste della Corte dei Conti hanno già visto la condanna della Giunta Rutelli alla restituzione degli emolumenti versati
ai suoi consulenti e l'apertura d'un procedimento nei confronti della
STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del
denaro incassato dai parchimetri. Dal suo canto la moglie di Rutelli, la
giornalista Barbara Palombelli, stando a quanto si è letto sui
giornali, dovrebbe saperne sulla vicenda. La
Corte dei Conti aveva citato la Sta e la
Compagnia romana parcheggi, unitamente all'ex assessore alla
mobilità Walter Tocci, per danni all'erario
quantificati in circa 10 miliardi e mezzo di lire. Le varie inchieste della Corte
dei Conti sulla gestione Rutelli hanno già visto la incolpazione della Giunta Rutelli e la richiesta della restituzione degli
emolumenti versati ai suoi consulenti nonché l'apertura d'un procedimento nei
confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno
sperpero del denaro incassato dai parchimetri.
Cronaca di Roma
11 aprile 2001:
Citata in giudizio dalla Corte dei Conti per false
fatturazioni. La STA sotto
processo <Sosta a pagamento, 10 miliardi e mezzo
da dare al Comune>. A dicembre il
dibattimento contro la società che si occupa per il Campidoglio di problemi
del traffico
Dieci miliardi e mezzo di danni
alla collettività. Con quest'accusa la Procura regionale della Corte dei Conti
ha citato in giudizio la STA e la CRP, la Compagnia Romana Parcheggi che fino al
1998 ha curato la riscossione delle tariffe sulle strisce blu. Nel processo che
inizierà a dicembre, le due società daranno battaglia: la STA ha sempre
sostenuto, finora senza successo, di non poter essere assoggettata alle
verifiche della magistratura contabile perché i suoi proventi sono ricavi di
diritto privato. Mentre il controllo di Via Baiamonti è sui conti pubblici.
Con la firma dell'atto di citazione (che equivale al rinvio
a giudizio nel processo penale) i viceprocuratori della Repubblica Angelo Canale
e Antonio Giuseppone hanno concluso soltanto una tranche dell'inchiesta avviata
nel 1999. I magistrati infatti hanno stralciato le
posizioni dei quattro indagati (l'ex assessore alla Mobilità e Walter Tocchi,
l'amministratore delegato della STA Roberto Balduini, il liquidatore della CRP
Adriano Zampis e un dirigente del Comune) perché durante l'indagine sarebbero
emerse responsabilità d'altri soggetti. In ballo c'è quell'omessa vigilanza
(sulla gestione STA-CRP) finora addebitata soltanto a Tocci: lo stesso
<reato> potrebbe essere presto contestato a nuovi indagati, che fanno capo
al Campidoglio e all'ATAC. Nell'atto di citazione,
notificato alle due società nei giorni scorsi, i viceprocuratori Canale e
Giuseppone accusano la CRP di aver gonfiato centinaia di fatture, tra il 1996 ed
il 1998, con <un sofisticato sistema di triangolazione>. La Compagnia Romana parcheggi, anziché comprare forniture e servizi
sul mercato, li avrebbe acquistati dalle due imprese che la controllavano, la
CNP (Compagnia Nazionale Parcheggi) e l'ACICONSULT, spendendo dal 30 al 200 per
cento in più. Grazie a questo meccanismo i costi avrebbero raggiunto il 93 per
cento delle entrate. E quindi la STA avrebbe consegnato al Comune appena il 7
per cento, vale a dire qualche briciola. La società per
difendersi ha depositato 128 pagine di controdeduzioni, ma non è riuscito ad
ottenere l'archiviazione dell'inchiesta. E ora rischia di dover spendere più di
dieci miliardi per risarcire il Campidoglio.
Lavinia Di Gianvito,
Comunicato Stampa del 14 Settembre 2001 -
ASSOCITTADINI: un'indagine pubblica su parchimetri,
ausiliari del traffico e Giunta Rutelli. Associttadini Associazione degli utenti
La Cassazione a sezioni unite ha
stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da
società, deve renderne conto al pubblico; ha deciso che i soldi dei
parchimetri servono per migliorare il funzionamento dei parcheggi. Sembrano
elementari verità, la scoperta dell'acqua calda, eppure ci son voluti i troppo
spesso bistrattati parrucconi della Suprema Corte.
La Corte dei
conti può e deve verificare la gestione del denaro pubblico riscosso
dalla Sta, la società trasporti automobilistici a
cui il Comune ha affidato la gestione dei proventi della sosta a pagamento. E
gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi, alla
"realizzazione di opere pubbliche" hanno puntualizzato i supremi giudici. Tutti i soggetti che abbiano "di fatto
maneggio di pubblico denaro" sono sottoposti alla lente d'ingrandimento della
magistratura contabile, anche se si tratta di società private come la
Sta. Non ci sono dubbi - dicono
i giudici - circa la natura privatistica di questa società, ma il regime
privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire considerato
agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto. Questo vincolo
di destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir meno "per il
fatto che il servizio sia esercitato attraverso una società". Dovrà, dunque,
superare l'esame dei giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta
delle somme ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice della
strada - devono essere impiegate per l'"installazione, costruzione e gestione di
parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento".
Mentre le somme "eventualmente eccedenti" devono
servire ad "interventi per migliorare la mobilità urbana". Insomma, la Corte di
Cassazione respinge la questione e dà pieno titolo all'indagine della
magistratura riguardo la gestione degli introiti della Compagnia romana
parcheggi che, fino al '98 ha riscosso per conto della Sta, i soldi delle soste
a pagamento. L'inchiesta seguita dall'allora vice procuratore generale Angelo
Canale, mirava ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei
parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l'ora che il cittadino
sborsa per sostare nelle strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non
sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche la
procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto
Maria Cordova.
Regimi Fatti&misfatti
I parcheggi a pagamento ed altre storie romane,
la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto
alla Sta
Corte dei conti: Le sentenze e le condanne alla Giunta Rutelli
La Palombelli in tribunale: Diffamata
E la Cassazione da' torto alla Sta
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta per me pari sono
La Corte dei conti Condanna i suddetti appellanti a pagare a favore
del Comune di Roma
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio,
definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione,
CONDANNA
BILANCI AI RAGGI X "La Corte dei
Conti indaghi sulla Sta"
La Cassazione: la magistratura può
e deve verificare la gestione degli incassi dei parcometri
I sopracitati articoli su

Inoltre
La condanna. La
Corte dei Conti ribadisce: 5 milioni di penale per la
Sta
LE
SENTENZE
1) \E[s \E[203s PER QUESTI
MOTIVI
la Corte dei conti seconda Sezione
giurisdizionale centrale
visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453,
convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543,
convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni
contraria eccezione o deduzione reietta; definitivamente pronunciando,
previa riunione dei giudizi;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti
da Piero S., R. L., Giovanni B., Francesco R., Esterino M., Sandro D.F., Claudio
M., Francesco C.A., Loredana D.P., Amedeo P., Domenico C., Stefania B., Linda L.
e Walter T. avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei
conti per la regione Lazio n. 1545, depositata il 25 settembre
2000,
e per l’effetto, in parziale riforma
della predetta sentenza,
CONDANNA i suddetti appellanti
a pagare a favore del Comune di Roma
le somme
seguenti:
Piero S. lire 69.014.876 pari
ad E 35.643
R. L. lire 36.321.012,
pari ad
E 18.758
Giovanni B. lire 41.500.000 pari ad
E 21.432
Francesco R. lire 47.200.000 pari adE 24.376
Esterino
M. lire 30.086.579 pari ad E 15.538
Sandro D.F. lire 6.400.000
pari ad E 3.305
Claudio M. lire 81.900.000 pari
ad E 42.297
Francesco C.A. lire 17.527.952 pari ad
E 9.052
Loredana D.P. lire 28.131.000 pari ad E 14.528
Amedeo
P. lire 46.424.276, pari ad E 23.976
Domenico
C. lire 60.036.752 pari ad E 31.006
Stefania B. lire
6.400.000 pari ad E 3.305
Linda L. lire
55.844.400 pari ad
E 28.841
Walter T. lire 94.159.776 pari
ad
E 48.629
RESPINGE
gli appelli proposti
avverso la medesima sentenza da Pietro B., Vincenzo C. C., Fiorella F. e Alberto
F., i quali rimangono per l’effetto
CONDANNATI a
pagare al Comune di Roma le seguenti somme:
Pietro B. lire
3.636.363 pari ad E 1.878
Vincenzo C. C.: lire 15.071.868 pari ad
E 7.783
Fiorella F. lire 33.670.201 pari ad E 17.389
Alberto F.
lire 1.111.111 pari ad E 573
Su tali somme, rivalutate alla data del
25 settembre 2000, saranno dovuti, a partire da tale data, interessi legali fino
al soddisfo.
Gravano altresì sugli appellanti, in
parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che ammontano, fino
all'originale della presente sentenza,
a Euro 7.555,68
(settemilacinquecentocinquantacinque/68).
Così deciso in Roma, nelle
camere di consiglio del 6, 9, 15 e 26 marzo
2002.
ILRELATORE-ESTENSORE F.to Sergio Maria Pisana- IL PRESIDENTE
F.to Nicola Soria Deposita in Segreteria il 22 aprile 2002
IL
DIRETTORE DELLA
SEGRETERIA
F.to Mario Francioni\E[s Fine modulo
2)
XXI. Per
il principio secondo cui le spese seguono la soccombenza, le spese del presente
grado di giudizio vanno poste, come quelle del primo
grado,
a carico degli appellanti, in
parti uguali.
\E[s \E[203s P.Q.M. La Corte dei Conti, Sezione II^
giurisdizionale centrale;
Visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito
nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
Visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge
20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria istanza eccezione e difesa reietta;
definitivamente pronunciando, previa riunione degli appelli in un unico
giudizio;
DICHIARA
Rinunciato
l'appello proposto dal sig. Renzo L.;
ACCOGLIE
PARZIALMENTE
gli appelli proposti dai sigg. Francesco R., Fiorella F.,
Walter T., Linda L., Domenico C., Amedeo P., Piero S., Claudio M., Giovanni B.,
Pietro B., Vincenzo G.C. e Adriano C. avverso la sentenza n. 1544/00R del
26.5.-4.7.2000/25.9.2000 della Sezione giurisdizionale per il Lazio e, per
l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, condanna i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma le somme
seguenti:
R.F. L. 77.495.000 pari
ad E
40.022,00
T.W. L.
31.627.000 “ E
16.333,00
L. L.
24.310.000
“ E
12.555,00
C. Linda L. 31.627.000
“ E
16.333,00
P.A. L. 31.627.000
“ E
16.333,00
B.G. L. 31.627.000
“ E
16.333,00
S.P. L.
31.627.000
“ E
16.333,00
F.F. L. 39.600.000
“ E
20.451,00
M.C. L. 31.627.000
“ E
16.333,00
B.P. L. 36.800.000
“ E
19.005,00
G.C.V. L. 25.012.000
“ E 12.917,00
C.A.
L. 8.158.000 “ E
4.213,00
Tali somme saranno rivalutate alla data del 25 settembre
2000 e sulle stesse saranno dovuti, a partire da tale data, gli interessi legali
sino al soddisfo.
Gravano, altresì, sugli appellanti, in parti
uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che fino all'originale
della sentenza, ammontano,
a Euro 4.642,64
(quattromilaseicentoquarantadue/64).
Così deciso in Roma, nelle camere di
consiglio del 6 e 26 marzo 2002.
Il President F.to Nicola Soria L'Estensore
F.to Camillo Longoni
Depositata in Segreteria il 22 aprile 2002. Il
Direttore della Segreteria F.to Mario Francioni
*****
P.Q.M. LA
CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente
pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione,
CONDANNA
F. RUTELLI, W. TOCCI, L. LANZILLOTTA, E.
MONTINO, D. CECCHINI, R. LUSETTI, S. DEL FATTORE, L. DE PETRIS, F. CARDUCCI
ARTENISIO, A. PIVA,
G. BORGNA, P. SANDULLI, F. FARINELLI, C.
MINELLI, P. BARRERA, V. GAGLIANI CAPUTO, S. BIOLCHI, F. LORENZETTI ed A. FENU al
pagamento a favore dell'Erario - beneficiario il Comune di Roma - della somma
complessiva di lire 2.238.664.265 (due miliardi duecentotrentottomilioni
seicentosessantaquattromila duecentosessanta cinque lire) ripartita in quote
uguali come segue:
1.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 67.349.441
ciascuno; 2.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 53.900.000 ciascuno;
3.-F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 10.400.000 ciascuno; 4.- F.RUTELLI
ed E.MONTINO per la somma di lire 45.017.699 ciascuno; 5.- F.RUTELLI e
D.CECCHINI per la somma di lire 16.769.892 ciascuno; 6.- W.TOCCI, D.CECCHINI,
A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, L.DE PETRIS, R.LUSETTI,
F.ARDUCCI ARTENISIO, S.DEL FATTORE, V.GAGLIANI CAPUTO e S.BIOLCHI per la somma
di lire 9.803.769 ciascuno; 7.-F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire
2.664.107 ciascuno; 8.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 1.733.333
ciascuno; 9.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.870.019 ciascuno;
10.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per lire 82.895.582 ciascuno; 11.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 31.300.000 ciascuno; 12.-L.LANZILLOTTA,
D.CECCHINI, A.PIVA,
G. BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI
CAPUTO e F.LORENZETTI per la somma di lire 520.625 ciascuno; 13.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.607.666 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.000.000 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 4.500.000 ciascuno; 16.- F.RUTELLI e
L.LANZILLOTTA per la somma di lire 26.740.824 ciascuno; 17.- F.RUTELLI e
R.LUSETTI per la somma di lire 6.650.000 ciascuno; 18.- F.RUTELLI e R.LUSETTI
per la somma di lire 15.558.323 ciascuno; 19.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la
somma di lire 34.974.208 ciascuno; 20.- F.o RUTELLI, W.TOCCI, L.LANZILLOTTA,
A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, C.o MINELLI, D.CECCHINI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI
CAPUTO e P.BARRERA per la somma di lire 3.636.363 ciascuno; 21.- F.RUTELLI e
S.DEL FATTORE per la somma di lire 1.450.000 ciascuno; 22.- F.RUTELLI e
C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 23.-F.RUTELLI e C.MINELLI
per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 24.- W.TOCCI, L.LANZILLOTTA,
D.CECCHINI, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e
A.FENU per la somma di lire 1.111.111 ciascuno; 25.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per
la somma di lire 15.898.333 ciascuno; 26.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma
di lire 2.700.000 ciascuno; 27.- F.RUTELLI e L.DE PETRIS per la somma di lire
35.047.500 ciascuno; 28.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire
18.595.000 ciascuno; 29.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire
9.224.880 ciascuno; 30.- F.RUTELLI e G.BORGNA per la somma di lire 66.782.030
ciascuno; 31.- F.RUTELLI ed A.PIVA per la somma di lire 56.065.080 ciascuno;
32.- F.RUTELLI e A.PIVA per la somma di lire 14.768.639 ciascuno; 33.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 53.995.080 ciascuno; 34.- F.RUTELLI e
P.SANDULLI per la somma di lire 12.528.279 ciascuno; 35.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 115.300.444
ciascuno.
Tali importi dovranno essere rivalutati fino alla data di deposito
della presente sentenza e sulla somma complessiva dovranno essere corrisposti,
dalla stessa data, gli interessi legali fino all'intero soddisfo.
CONDANNA
altresì, i convenuti al pagamento in parti uguali delle spese di giudizio che
fino alla data della presente sentenza vengono liquidate complessivamente in
lire 20.299.880. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 maggio
2000 proseguita il 26 maggio 2000 ed il 4 luglio 2000.
IL CONSIGLIERE
ESTENSORE, IL PRESIDENTE
Depositata il 25 settembre 2001.
(La sentenza
d'appello ha ridotto ad un quinto le pene pecuniarie, ribadendo però la
sussistenza del reato. Rutelli e gli altri condannati hanno annunciato
ricorsi).
**************************