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         Sabato 19 Aprile 2008
Chi sta con Rutelli? La Roma ladrona parassita & la STA
No a Rutelli Sindaco di Roma:
Rutelli e la sua ex Giunta condannati a pagare 10 miliardi e mezzo di lire all'Erario
Cosa ne è stato della condanna della Corte dei Conti a risarcire l'Erario di ben 10 miliardi e mezzo di lire?
Chi ha pagato per Rutelli e la sua Giunta? Il PD, forse?
 Le sentenze in dettaglio - Le multe - La Giunta Rutelli - Le documentazioni - I commenti della stampa
"IL CASO S.T.A"
<6 Dicembre 2004 Origini e dossier de "il Caso Sta">
Anche luce degli ultimi fatti di sangue verificatisi a Roma, le cui vittime ancora una volta sono state due donne, sconcerta la "meraviglia" mostrata dai politici per il successo elettorale della Lega. Lo stupore emanato dall'informazione, invece, scandalizza e indigna, e non convince nessuno.
Chi come me conosce bene, ha scritto e scrive tuttora per la stampa del Nordest - stampa che non si vergogna della mia firma D'Olcese, invece che Olcese, mi stima e mi ama per il fatto che ho restituito agli antichi splendori uno dei monumenti del Veneto più straordinari del mondo - ha visto profilarsi chiaramente lo stra successo elettorale ed il consenso sociale che la Lega avrebbe raccolto.
Lo ha visto quel giorno fatidico del Dicembre scorso a Bergamo dove il suo stato maggiore ed i suoi sindaci si presentarono sul palco con lo slogan ed il gigantesco striscione «I Sindaci con la gente, lo Stato con il delinquente!» proprio mentre il ministro dell'Interno del Governo Prodi, Giuliano Amato, emanava il "Pacchetto insicurezza" e i ministri della sinistra massimalista ed estrema andavano in piazza contro il Governo, e contro se stessi, quindi.
No, chi ha visto, e ricorda bene, la povertà del Veneto dominato dalla Balena bianca in cui una intera classe sociale a preminenza agricola mangiava polenta e latte, e la domenica polenta strusciata sull'osso di prociutto, non può, a meno che sia un disonesto o un ebete, pensare che quanti hanno magicamente tramutato in soli 15 anni la loro estrema povertà in benessere e ricchezza, tanto da classificarsi una delle due regioni più ricche d'Italia, vada a votare quei partiti, compreso il PD ed i suoi Sindaci, che hanno inscenato «la tolleranza zero» contro i crimini di clandestini e rumeni giusto nel periodo tra le Primarie e la formazione del PD e che, già in
campagna elettorale, la tolleranza zero se l'erano bell' e scordata. Gli operai, anche quelli di sinistra, non sono così fessi come li pensano i dirigenti politici egemonici della sinistra, e del centrosinistra di cui, Rutelli, è l'esatto rovescio della medaglia del Veltroni Sindaco. Rutelli è la continuità di Veltroni.
No a Rutelli Sindaco di Roma quindi: Parassitismo, corruzione, clientelismo sfrenato, un esercito di consulenti, sotto e vice per distribuire danaro pubblico a clientele, partiti in Giunta e a fannulloni di Stato, demonizzazione dell'avversario politico (vedansi le dichiarazije-cazzate che rilascia la PRC Sentinelli candidata in pectore Rutelli a vice sindaca di Roma).
No, Roma non merita altri 5 anni della peggior amministrazione che ne ha fatto, assieme a Napoli, il Comune più corrotto d'Italia. Un gigantesco suk. La fabbrica della delinquenza di ogni risma e nazionalità.
       Giuliana D'Olcese
Rutelli e i parcheggi d'oro. di Bamboccione 20/04/2008 - http://blog.bamboccioni.net/ 
Chi devono votare i romani al ballottaggio? Nessuno meglio dei cittadini residenti a Roma lo può sapere.
Da quello che sentiamo ai tg la città eterna sembra diventata un accampamento per barbari e violenti. E poi pare che Rutelli non sia stato un buon amministratore.
Nel contributo che segue sono esposte alcune ragioni per non votare Rutelli. C'è anche un link ad un articolo dove si spiega diffusamente la mala gestione dell'affare STA, società di parcheggi d'oro per la quale c'è già una sentenza di condanna in primo grado.
Saluti e baci Bamboccione
 
"Rutelli condannato per le consulenze d'oro ma candidato lo stesso", scriveva Il Velino
Vecchi guai ma, sembra, ancora esistenti per il candidato alla carica di sindaco di Roma Francesco Rutelli.
Infatti, a seguito della condanna, confermata in Cassazione nel gennaio del 2006 con sentenza n. 1379, RiCiccio risulta condannato per aver utilizzato più di un miliardo delle vecchie lire per conferire incarichi a persone che non avevano i titoli richiesti. A nulla valgono tutti i proclami sulla non accettazione di candidati che abbiamo carichi pendenti, quando proprio il candidato sindaco rientra nella "lista dei cattivi". Sul banco degli imputati una serie di consulenze ed incarichi che Rutelli avrebbe dato senza tener conto delle effettive perizie delle persone chiamate a dare il loro contributo all'amministrazione della città. Nulla da fare, la Corte dei Conti e la Cassazione poi, hanno rispettivamente eccepito la mancanza dei requisiti e in un secondo tempo rigettato (la Cassazione) il ricorso presentato proprio da Rutelli.
     
11 Marzo 2004 I parcheggi d'oro di Roma
La STA è la società interamente controllata dal Comune di Roma che gestisce i parchimetri e gli ausiliari del traffico. Le inchieste della Corte dei Conti hanno già visto la condanna della Giunta Rutelli alla restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti e l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri. Dal suo canto la moglie di Rutelli, la giornalista Barbara Palombelli, stando a quanto si è letto sui giornali, dovrebbe saperne sulla vicenda. La Corte dei Conti aveva citato la Sta e la Compagnia romana parcheggi, unitamente all'ex assessore alla mobilità Walter Tocci, per danni all'erario quantificati in circa 10 miliardi e mezzo di lire. Le varie inchieste della Corte dei Conti sulla gestione Rutelli hanno già visto la incolpazione della Giunta Rutelli e la richiesta della restituzione degli emolumenti versati ai suoi consulenti nonché l'apertura d'un procedimento nei confronti della STA a ragione di quello che sembra essere uno sperpero del denaro incassato dai parchimetri.
Cronaca di Roma 11 aprile 2001: Citata in giudizio dalla Corte dei Conti per false fatturazioni. La STA sotto processo <Sosta a pagamento, 10 miliardi e mezzo da dare al Comune>. A dicembre il dibattimento contro la società che si occupa per il Campidoglio di problemi del traffico
 
Dieci miliardi e mezzo di danni alla collettività. Con quest'accusa la Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio la STA e la CRP, la Compagnia Romana Parcheggi che fino al 1998 ha curato la riscossione delle tariffe sulle strisce blu. Nel processo che inizierà a dicembre, le due società daranno battaglia: la STA ha sempre sostenuto, finora senza successo, di non poter essere assoggettata alle verifiche della magistratura contabile perché i suoi proventi sono ricavi di diritto privato. Mentre il controllo di Via Baiamonti è sui conti pubblici. Con la firma dell'atto di citazione (che equivale al rinvio a giudizio nel processo penale) i viceprocuratori della Repubblica Angelo Canale e Antonio Giuseppone hanno concluso soltanto una tranche dell'inchiesta avviata nel 1999. I magistrati infatti hanno stralciato le posizioni dei quattro indagati (l'ex assessore alla Mobilità e Walter Tocchi, l'amministratore delegato della STA Roberto Balduini, il liquidatore della CRP Adriano Zampis e un dirigente del Comune) perché durante l'indagine sarebbero emerse responsabilità d'altri soggetti. In ballo c'è quell'omessa vigilanza (sulla gestione STA-CRP) finora addebitata soltanto a Tocci: lo stesso <reato> potrebbe essere presto contestato a nuovi indagati, che fanno capo al Campidoglio e all'ATAC. Nell'atto di citazione, notificato alle due società nei giorni scorsi, i viceprocuratori Canale e Giuseppone accusano la CRP di aver gonfiato centinaia di fatture, tra il 1996 ed il 1998, con <un sofisticato sistema di triangolazione>.  La Compagnia Romana parcheggi, anziché comprare forniture e servizi sul mercato, li avrebbe acquistati dalle due imprese che la controllavano, la CNP (Compagnia Nazionale Parcheggi) e l'ACICONSULT, spendendo dal 30 al 200 per cento in più. Grazie a questo meccanismo i costi avrebbero raggiunto il 93 per cento delle entrate. E quindi la STA avrebbe consegnato al Comune appena il 7 per cento, vale a dire qualche briciola. La società per difendersi ha depositato 128 pagine di controdeduzioni, ma non è riuscito ad ottenere l'archiviazione dell'inchiesta. E ora rischia di dover spendere più di dieci miliardi per risarcire il Campidoglio.
Lavinia Di Gianvito, Comunicato Stampa del 14 Settembre 2001 - ASSOCITTADINI: un'indagine pubblica su parchimetri, ausiliari del traffico e Giunta Rutelli. Associttadini Associazione degli utenti
La Cassazione a sezioni unite ha stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da società, deve renderne conto al pubblico; ha deciso che i soldi dei parchimetri servono per migliorare il funzionamento dei parcheggi. Sembrano elementari verità, la scoperta dell'acqua calda, eppure ci son voluti i troppo spesso bistrattati parrucconi della Suprema Corte.
La Corte dei conti può e deve verificare la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la società trasporti automobilistici a cui il Comune ha affidato la gestione dei proventi della sosta a pagamento. E gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi, alla "realizzazione di opere pubbliche" hanno puntualizzato i supremi giudici. Tutti i soggetti che abbiano "di fatto maneggio di pubblico denaro" sono sottoposti alla lente d'ingrandimento della magistratura contabile, anche se si tratta di società private come la Sta. Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa la natura privatistica di questa società, ma il regime privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire considerato agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto. Questo vincolo di destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice della strada - devono essere impiegate per l'"installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento". Mentre le somme "eventualmente eccedenti" devono servire ad "interventi per migliorare la mobilità urbana". Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno titolo all'indagine della magistratura riguardo la gestione degli introiti della Compagnia romana parcheggi che, fino al '98 ha riscosso per conto della Sta, i soldi delle soste a pagamento. L'inchiesta seguita dall'allora vice procuratore generale Angelo Canale, mirava ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l'ora che il cittadino sborsa per sostare nelle strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche la procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto Maria Cordova.
Regimi Fatti&misfatti
Le cambiali di Rutelli "Se Maria Cordova indaga ha scovato il sorcio"  -  http://www.virusilgiornaleonline.com/occhio_28.htm
I parcheggi a pagamento ed altre storie romane, la "Santa" Alleanza tra Sta & Sita ma la Cassazione da' torto alla Sta
Corte dei conti: Le sentenze e le condanne alla Giunta Rutelli
La Palombelli in tribunale: Diffamata
E la Cassazione da' torto alla Sta
Che si chiamino Sita o che si chiamino Sta per me pari sono
La Corte dei conti Condanna i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
BILANCI AI RAGGI X "La Corte dei Conti indaghi sulla Sta"
La Cassazione: la magistratura può e deve verificare la gestione degli incassi dei parcometri
I sopracitati articoli su
Inoltre
La condanna. La Corte dei Conti ribadisce: 5 milioni di penale per la Sta
 
LE SENTENZE
1) \E[s \E[203s PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei conti seconda Sezione giurisdizionale centrale
visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
      vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria eccezione o deduzione reietta; definitivamente pronunciando,
previa riunione dei giudizi;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti da Piero S., R. L., Giovanni B., Francesco R., Esterino M., Sandro D.F., Claudio M., Francesco C.A., Loredana D.P., Amedeo P., Domenico C., Stefania B., Linda L. e Walter T. avverso la sentenza della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lazio n. 1545, depositata il 25 settembre 2000,
e per l’effetto, in parziale riforma della predetta sentenza,
CONDANNA i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma
 le somme seguenti:
Piero S. lire 69.014.876 pari ad       E 35.643
 R. L. lire 36.321.012, pari ad             E 18.758  
Giovanni B. lire 41.500.000 pari ad   E  21.432
Francesco R. lire 47.200.000 pari adE 24.376
Esterino M. lire 30.086.579 pari ad   E 15.538
Sandro D.F. lire 6.400.000 pari ad  E 3.305
Claudio M. lire 81.900.000 pari ad    E 42.297
Francesco C.A. lire 17.527.952 pari ad E  9.052
Loredana D.P. lire 28.131.000 pari ad E 14.528
Amedeo P. lire 46.424.276, pari ad     E 23.976
Domenico C. lire 60.036.752 pari ad   E 31.006
Stefania B. lire 6.400.000 pari ad      E 3.305
Linda L. lire 55.844.400 pari ad          E 28.841
Walter T. lire 94.159.776 pari ad         E 48.629
RESPINGE
gli appelli proposti avverso la medesima sentenza da Pietro B., Vincenzo C. C., Fiorella F. e Alberto F., i quali rimangono per l’effetto
CONDANNATI a pagare al Comune di Roma le seguenti somme:
Pietro B.  lire 3.636.363 pari ad  E 1.878
Vincenzo C. C.: lire 15.071.868 pari ad E 7.783
Fiorella F. lire 33.670.201 pari ad  E 17.389
Alberto F. lire 1.111.111 pari ad E 573
Su tali somme, rivalutate alla data del 25 settembre 2000, saranno dovuti, a partire da tale data, interessi legali fino al soddisfo.
Gravano altresì sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che ammontano, fino all'originale della presente sentenza,
a Euro 7.555,68 (settemilacinquecentocinquantacinque/68).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6, 9, 15 e 26 marzo 2002.
ILRELATORE-ESTENSORE F.to Sergio Maria Pisana- IL PRESIDENTE F.to Nicola Soria Deposita in Segreteria il 22 aprile 2002
            IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA
            F.to Mario Francioni\E[s Fine modulo
 2) 
XXI. Per il principio secondo cui le spese seguono la soccombenza, le spese del presente grado di giudizio vanno poste, come quelle del primo grado,
a carico degli appellanti, in parti uguali.
\E[s \E[203s P.Q.M. La Corte dei Conti, Sezione II^ giurisdizionale centrale;
Visto il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella legge 14 gennaio 1994, n. 19;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Visto il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni con la legge 20 dicembre 1996, n. 639; ogni contraria istanza eccezione e difesa reietta; definitivamente pronunciando, previa riunione degli appelli in un unico giudizio;
DICHIARA
Rinunciato l'appello proposto dal sig. Renzo L.;
ACCOGLIE PARZIALMENTE
gli appelli proposti dai sigg. Francesco R., Fiorella F., Walter T., Linda L., Domenico C., Amedeo P., Piero S., Claudio M., Giovanni B., Pietro B., Vincenzo G.C. e Adriano C. avverso la sentenza n. 1544/00R del 26.5.-4.7.2000/25.9.2000 della Sezione giurisdizionale per il Lazio e, per l'effetto, in parziale riforma della predetta sentenza, condanna
i suddetti appellanti a pagare a favore del Comune di Roma le somme seguenti:
R.F.     L. 77.495.000 pari ad        E 40.022,00
T.W.      L. 31.627.000    “             E 16.333,00
L.          L. 24.310.000    “             E 12.555,00
C. Linda L. 31.627.000   “             E 16.333,00
P.A.      L. 31.627.000    “              E 16.333,00
B.G.    L. 31.627.000      “              E 16.333,00
S.P.     L. 31.627.000      “               E 16.333,00
F.F.    L. 39.600.000       “               E 20.451,00
M.C.    L. 31.627.000      “               E 16.333,00
B.P.     L. 36.800.000     “               E 19.005,00
G.C.V. L. 25.012.000   “     E 12.917,00
C.A.    L.   8.158.000  “    E  4.213,00
Tali somme saranno rivalutate alla data del 25 settembre 2000 e sulle stesse saranno dovuti, a partire da tale data, gli interessi legali sino al soddisfo.
Gravano, altresì, sugli appellanti, in parti uguali, le spese anche del presente grado di giudizio, che fino all'originale della sentenza, ammontano,
a Euro 4.642,64 (quattromilaseicentoquarantadue/64).
Così deciso in Roma, nelle camere di consiglio del 6 e 26 marzo 2002.
Il President F.to Nicola Soria L'Estensore F.to Camillo Longoni
Depositata in Segreteria il 22 aprile 2002. Il Direttore della Segreteria F.to Mario Francioni
 
*****
P.Q.M. LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, CONDANNA
F. RUTELLI, W. TOCCI, L. LANZILLOTTA, E. MONTINO, D. CECCHINI, R. LUSETTI, S. DEL FATTORE, L. DE PETRIS, F. CARDUCCI ARTENISIO, A. PIVA,
G. BORGNA, P. SANDULLI, F. FARINELLI, C. MINELLI, P. BARRERA, V. GAGLIANI CAPUTO, S. BIOLCHI, F. LORENZETTI ed A. FENU al pagamento a favore dell'Erario - beneficiario il Comune di Roma - della somma complessiva di lire 2.238.664.265 (due miliardi duecentotrentottomilioni seicentosessantaquattromila duecentosessanta cinque lire) ripartita in quote uguali come segue:
1.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 67.349.441 ciascuno; 2.- F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 53.900.000 ciascuno; 3.-F.RUTELLI e W.TOCCI per la somma di lire 10.400.000 ciascuno; 4.- F.RUTELLI ed E.MONTINO per la somma di lire 45.017.699 ciascuno; 5.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 16.769.892 ciascuno; 6.- W.TOCCI, D.CECCHINI, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, L.DE PETRIS, R.LUSETTI, F.ARDUCCI ARTENISIO, S.DEL FATTORE, V.GAGLIANI CAPUTO e S.BIOLCHI per la somma di lire 9.803.769 ciascuno; 7.-F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.664.107 ciascuno; 8.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 1.733.333 ciascuno; 9.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per la somma di lire 2.870.019 ciascuno; 10.- F.RUTELLI e D.CECCHINI per lire 82.895.582 ciascuno; 11.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 31.300.000 ciascuno; 12.-L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, A.PIVA,
G. BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e F.LORENZETTI per la somma di lire 520.625 ciascuno; 13.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.607.666 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 11.000.000 ciascuno; 14.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 4.500.000 ciascuno; 16.- F.RUTELLI e L.LANZILLOTTA per la somma di lire 26.740.824 ciascuno; 17.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 6.650.000 ciascuno; 18.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 15.558.323 ciascuno; 19.- F.RUTELLI e R.LUSETTI per la somma di lire 34.974.208 ciascuno; 20.- F.o RUTELLI, W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, A.PIVA, G.BORGNA, P.SANDULLI, C.o MINELLI, D.CECCHINI, F.FARINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e P.BARRERA per la somma di lire 3.636.363 ciascuno; 21.- F.RUTELLI e S.DEL FATTORE per la somma di lire 1.450.000 ciascuno; 22.- F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 23.-F.RUTELLI e C.MINELLI per la somma di lire 100.119.355 ciascuno; 24.- W.TOCCI, L.LANZILLOTTA, D.CECCHINI, G.BORGNA, P.SANDULLI, F.FARINELLI, C.MINELLI, V.GAGLIANI CAPUTO e A.FENU per la somma di lire 1.111.111 ciascuno; 25.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 15.898.333 ciascuno; 26.- F.RUTELLI e F.FARINELLI per la somma di lire 2.700.000 ciascuno; 27.- F.RUTELLI e L.DE PETRIS per la somma di lire 35.047.500 ciascuno; 28.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 18.595.000 ciascuno; 29.- F.RUTELLI e F.CARDUCCI ARTENISIO per la somma di lire 9.224.880 ciascuno; 30.- F.RUTELLI e G.BORGNA per la somma di lire 66.782.030 ciascuno; 31.- F.RUTELLI ed A.PIVA per la somma di lire 56.065.080 ciascuno; 32.- F.RUTELLI e A.PIVA per la somma di lire 14.768.639 ciascuno; 33.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 53.995.080 ciascuno; 34.- F.RUTELLI e P.SANDULLI per la somma di lire 12.528.279 ciascuno; 35.- F.RUTELLI
e P.SANDULLI per la somma di lire 115.300.444 ciascuno.
Tali importi dovranno essere rivalutati fino alla data di deposito della presente sentenza e sulla somma complessiva dovranno essere corrisposti, dalla stessa data, gli interessi legali fino all'intero soddisfo.
CONDANNA altresì, i convenuti al pagamento in parti uguali delle spese di giudizio che fino alla data della presente sentenza vengono liquidate complessivamente in lire 20.299.880. Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 15 maggio 2000 proseguita il 26 maggio 2000 ed il 4 luglio 2000.
IL CONSIGLIERE ESTENSORE, IL PRESIDENTE
Depositata il 25 settembre 2001.
(La sentenza d'appello ha ridotto ad un quinto le pene pecuniarie, ribadendo però la sussistenza del reato. Rutelli e gli altri condannati hanno annunciato ricorsi).
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