Chiamo
Telecom,
Stampa, Corsera, Unità, Tavola
rispondono
Grazie egregi
direttori Anselmi de La Stampa, Mieli del Corsera, Padellaro de l'Unità, e
Bordin di Radio Radicale
Adamo Bove, la scia di sangue delle intercettazioni
illecite
Inchiesta
de Magistris: «Le
connessioni con l'inchiesta degli spioni di Milano emerse tra l'inchiesta di Catanzaro
e altre indagini in corso presso le Procure di Milano, Reggio Calabria e Salerno.
In particolare su quella milanese sul presunto spionaggio illegale».
Per
inchieste milanesi leggi l'inchiesta sulla morte di Adamo
Bove trovato cadavere a Napoli sotto un cavalcavia, sulle intercettazioni
illecite di ex funzionari e manager di Telecom come Tavaroli, Ghioni ed altri
del «Tiger Tim»,
su Cipriani patron
dell'Agenzia investigativa Polis d'Istinto, ed altre, su Mancini
già numero due dell'ex
Sismi e su altri ex funzionari dei SS.
*****
Le centinaia di lettere ricevute
dagli Appennini all'Etna seguite al commento all'articolo di Giuseppe
D'Avanzo, «D'Avanzo, La seconda che hai detto», on line su www.liberoreporter.it, diramato la sera del 31 ottobre, giorno in cui l'articolo
è apparso su Rep, fanno capire cosa, veramente, pensa la "gente" sulle
vicende dei Pm Forleo e de Magistris.
Commenti che, per la maggior
parte, le Redazioni "cestinano". «Chi tocca i fili muore» dice il giudice Forleo ma né de Magistris né la Forleo arretrano.
Fanno strabene. Fanno il loro dovere perchè, certi «eventi», quando non provenienti da organizzazioni ambientali
mafiose, come nel «caso» di Adamo Bove, non si fermano davanti
a nulla. Soltanto davanti al clamore ed alla grande notorietà dei personaggi
presi di mira, purtroppo.
A che punto è l'inchiesta
sul «"suicidio" di Adamo
Bove»? Così, nei giorni della
sua morte, virgolettavano i cronisti dei maggiori quotidiani.
Tutto archiviato
da quanti fanno cronaca e opinione pubblica? E dove era collocato, o lo è ancora, «il
grande orecchio di Telecom detto SuperAmanda»?
Dimenticato anche questo?
Quali i «grandi managers, supertecnici, superesperti dell'hacheraggio
telematico» erano i responsabili del «Cnag» Centro nazionale di ascolto per le intercettazioni
legali ordinate dalla magistratura, il centro in grado di intercettare
e-mail ed ascoltare telefonate fisse e mobili, via Voip, fax, Sms?
Capo responsabile del Cnag era
Tavaroli.
Chi, detenendo il 18% di Olimpia, a quel tempo era
presidente e padrone di Telecom? Marco Tronchetti
Provera.
Chi l'Amministratore delegato?
Carlo Buora.
E chi fu spiato con un
Trojan dal «Tiger
Tim»? Vittorio Colao, Amministratore
delegato di Rcs proprietaria del Corriere della Sera.
Quali, tra i «grandi
managers, supertecnici, superesperti dell'hacheraggio telematico» erano responsabili del «Sistema
Radar»?
Quali erano i funzionari
che commissionavano agli hackers del «Tiger Tim»
le intercettazioni telematiche con IP
falsificati, IP anche di Telecom Brasil e dell'Enav, su
utenti non solo Telecom ma di tutti i maggiori providers come Libero,
Tiscali, Virgilio, Fastweb ecc.? Una "catena della felicità" a monte di Tavaroli che, passando
da Cipiani e dal «Tiger
Tim» di
Ghioni, si snodava fino ai medi e piccoli providers corrotti ai quali erano
dati in appalto i tabulati e si commissionavano intercettazioni illecite.
E chi forniva il
«Programma ezmlm» per inoculare con le Mjilinglist
i virus Trojans nei pc degli intercettati ed asportarne il contenuto come fatto
dal «Tiger
Tim» con i Trojan infilati via
allegati nei pc di managers e giornalisti del Corsera?
Chi ha scritto nel libro
«Il baco del Corriere»
«Unipol-Bnl, questione morale
o di potere?»
Il vicedirettore del Corsera,
Massimo Mucchetti che ebbe un tentativo di attacco informatico analogo
a quello, riuscito, subito da Vittorio Colao.
Il Tavaroli ora tutto
casa chiesa & pesca, alias "anche Gesù fu abbandonato", era il
capo della «Security» Telecom ma,
nelle interviste date il 2 novembre a La Stampa e all'Unità, se l'è dimenticato...
www.lastampa.it -
www.unita.it.
Dice Tavaroli all'Unità
e a La Stampa: «Io
non mi sento un mascalzone, ogni pratica svolta dal mio ufficio aveva un committente
interno. Ho lavorato sempre e solo per il gruppo (Telecom Pirelli) e per il
suo management. Da Tronchetti Provera mi aspettavo più coraggio nel difendere
le sue scelte organizzative fatte da lui e da Buora.
Tutti si dimenticano
che ho servito lo Stato per 10 anni come carabiniere». Alla domanda "Ma i vertici della sua azienda
quanto sapevano delle attività di intelligence del suo ufficio?" Tavaroli
risponde: «La
risposta è semplice: visto che le informazioni non erano per me, per chi erano?
Ogni pratica aveva un committente
interno».
Quindi, cari lettori, i committenti
erano i vertici di Telecom Pirelli.
Due
domande a Tavaroli:
Cosa pensa, da vivo e vegeto, e da neo scarcerato, della morte del suo collega
Adamo Bove?N
O Tavola, oramai,
pensa soltanto a casa chiesa e famiglia e alla pesca in quel di Torre d'Isola?
Tavola
come spiega che da quando hanno iniziato ad entrare in galera lui e molti dei
suoi collaboratori la Rete, da che la si navigava come un oceano in tempesta, si
è andata calmando fino a diventare una tavola piatta in cui da mesi si naviga
come nel burro? Ma quale cacchio di «Security» era quella di Tavaroli?!
Ora, egregi direttori, D'Avanzo,
Bonini, Gomez, Biondani, Marsiglia, Ferrarella, Ruotolo, Colonnello, Giacalone,
Giannino e tanti altri stimati giornalisti, facciamo in modo di saperne
di più sulla morte di Adamo Bove. O No?
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e
di LiberoReporter
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