il Vaff-Day di Grillo il Terribile
&
il Vaff-Day after del nuovo Partito dei Sindaci
E' la Rivoluzione che l'Italia aspettava datempo mentre montava il disprezzo per la politica che, volutamente ignara,marciva
Prologo - Primo atto - Secondo atto
di Giuliana D'Olcese
Quota rosa di Internet e di LiberoReporter mensiledi attualità, costume, politica. In edicola € 2

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Prologo
Lo stato di caos, di deriva del Paese Italia ostaggio e preda di una politica nazional-locale nemica del cittadino, di un Paese consegnato al degrado e all'illegalità, avanzi di galera, politici senza scrupoli, raket e cosche di clandestini e ad extracomunitari regolarizzati senza garanzie da cui ottenere il voto in cambio di buonismo, lassismo, illegalità consentita.

Primo atto. Beppe Grillo nella parte di Ivan il Terribile
Riprendiamo a ragionare sul Vaffanculo Day. La dimensione della risposta di massa all'evento, incancellabile Apoteosi del post ideologismo, quindi non schierato ne' da una parte ne' dall'altra - che la politica non ha saputo valutare ne' intercettare - prova che è la Rete, è Internet il riferimento che la società civile globale, nel bene e nel male, ha eletto a suo Agorà, Parlamento, a sua Costituzione materiale. Non solo. Ma è la cartina di tornasole che mette a nudo il fiato sul collo esercitato da Internet sui mezzi di informazione tradizionali che, tranne qualche cosmesi, sono volontariamente dipendenti dalla politica, conservatori, statalisti, reazionari, equivoci, furbetti. Fuori dalla realtà che scorre veloce e si diffonde come onde sonore.

Si trova su giornali, radio o tv un cenno che renda nota alla collettività una qualche iniziativa sociale o politica dei cittadini? No. Categoricamente banditi tranne che dalla cronaca nera con delinquenti, o innocenti, nella parte di utili idioti buoni a deviare l'attenzione dai fatti di interesse collettivo, favorire la politica e relegarli in un angolo ammannendogli tonnellate di esasperanti, stomachevoli scambi di insulti tra politici di cui i media straboccano. Quindi stop a sovvenzioni pubbliche, stop al canone tv. Il clamoroso successo del Vaffanculo Day, 60 reti straniere collegate, e lo shoc politico che ne è seguito, impongono l'impietosa analisi, e la condanna, di quanti hanno sottovalutato l'iniziativa di Grillo il Terribile. In 200 città italiane, in una sola giornata, e nel giro di poche ore, sono stati 300.000 i cittadini, di destra e di sinistra, a sottoscrivere il programma di Beppe Grillo. Quando, per indire un Referendum, ne sono necessarie 500.000 ma faticosamente raccolte nell'arco di 3 mesi. Se Grillo il Terribile girasse tutta l'Italia quante ne raccoglierebbe? Decine di milioni. Qualcuno nei Palazzi di Roma porcona - sì porcona, dopo Napoli la città più sporca d'Italia - se lo è chiesto? E quei media asserviti alla politica da cui si odono gli ultimi rantoli, quei media che sono l'esatta interfaccia della "Casta", e che saranno travolti anch'essi dalla rivoluzione in atto, se lo sono chiesto? E' disonestà politica, ottusa militanza non dare a Cesare quel che è di Cesare: Piaccia o non piaccia, il Vaffanculo Day è stato una vera e propria Consultazione Popolare e, per i tempi rapidissimi in cui si è svolta e per il numero di partecipazione e di sottoscrizioni ottenute, comparabile ad un voto di legislatura. Se il potere di aggregazione e di partecipazione registrate non sono il segnale di una autentica Rivoluzione sociale, io sono Caterina di tutte le Russie. Rivoluzione il cui profondo, inquietante significato, tanto per compiacere un assessore (ex giudice) della giunta del Sindaco di Bologna Cofferati, è stato derubricato dal Corriere della Sera, a pagina 12, e con l'odiosa operazione di indotto politico, come «Insulti a Biagi». La verità è che nessun insulto è stato lanciato alla figura del valoroso giusvalorista Marco Biagi barbaramente «giustiziato» dalle BR. E' stata pesantemente criticata la legge Treu-Biagi sì, ma dalla Sinistra massimalista presente. Errare umanum est e nessuno è perfetto. Le critiche a Biagi, non insulti, erano apparse in un video, oggi su Youtube, particolare omesso dal Corsera su un evento davvero storico e rivoluzionario verificatosi in un Paese la cui politica è affetta dal morbo di Matusalemme e che ha visto l'unanime condanna dei Boiardi di Stato di destra e di sinistra, da Forza Italia a Rifondazione comunista. Risultato del Vaffanculo Day? A meno di errori demagogici, ideologico-populisti che segnarono il fallimento dei Girotondi morettiani &t Similia, il risultato sarà che da questa Rivoluzione, come dalla Rivoluzione del New deal del partito dei Sindaci, la società civile - così citata dall'informazione sempre attenta a non nominare chi, quanti, dove, come o su quali siti internet contattarla - ha opposto il suo deciso no a questa politica, ai Boiardi di Stato che saranno obbligati ad autoriformarsi. Rapidamente e con «lacrime di sangue», purtroppo, ma salutari per il nostro esasperato Paese trascinato, suo malgrado, alle Rivoluzioni dei Vaffanculo Day o dei partiti dei Sindaci a cui si uniranno, come una volta, Cittadinanze, Regioni e Province, Associazioni e Movimenti.
Secondo atto. I Sindaci nel Vaff-Day after del new deal del Partito dei Sindaci C'era una volta il Partito dei Sindaci tanto amato dai cittadini che scatenò l'ira funesta del nostro Ministro degli esteri che, in piena Bicamerale Berlusca-D'Alema, lo apostrofò come «il Partito dei Cacicchi» - baldanzosi indigeni delle Fordiane praterie del West - e tanto fece, tanto brigò, tanto inciuciò che lo sterminò. Punto. Ma, come nelle favole belle, gli eredi dei nostri eroi son tornati e, con alla testa il prode Cofferati da Bologna, già Grande Capo Cgil detto «'o Cinese», seguito a ruota dalla carovana dei Post Cacicchi di Firenze, Torino, Taranto, Padova e chi più ne ha più ne metta, hanno marciato sull'inespugnabile Fort Apache delle manovalanze del PD che, stufe oramai di tanta confusione e di cotante Primarie, minacciano un Gran Consiglio nel quale, avvertono, rulleranno i Tam Tam di Guerra, si fumeranno il Kalumet della discordia e, pena il gran sfracello del PD, ripartiranno con alla testa il Cacicco Capo di Roma, Veltrozzio er bruco parlante, alla volta dello sterminio di lavavetri, vu' cumprà, stupratori scurnacchiati, raket, camorra, ndrangheta e fimmine 'e malaffare. Amado mio, il Grande Capo Seduto sull'Interno, è avvertito: O misure adeguate, e caccia grossa a mignottone & e vu' cumprà, o pomì. «Rendiamo esecutive le pene dopo il primo grado di giudizio» minaccia il Gran Capo Schiaffato sulla Giustizia Sor Mastelloide da Telese. Ma ignora che ci vuole una riforma costituzionale e, Mastelloide da Telese, non ha ne' testa ne' maggioranza per farla. Straparla, la Giustizia, non è il suo forte mentre, nella materia, appare più accessoriato 'o Cinese da Bologna il quale, più incazzato dei cittadini, e sorvolando su Veltrozzio er bruco parlante, ha sentenziato: «Non mi sento sconfessato da Veltroni, i nodi verranno al pettine. Ritardo e sottovalutazioni della sinistra (leggasi Veltrozzio, ndr) stanno nel capire che anche l'azione repressiva è necessaria, la microcriminalità conta sulla debolezza e l'ignavia (arileggasi Veltrozzio!) degli interlocutori. I cittadini si aspettano risposte da noi Sindaci. Noi, a Bologna, facciamo valere le leggi già in vigore. Ma sapete qual'è il problema? Questo non fa notizia». Quel questo non fa notizia il Corsera l'avrà registrato? Salomonico, Formigoni - già gran sostenitore con Chiti del Partito dei Cacicchi - ha ammonito: «A dare maggiori poteri ai Sindaci non sono ne' favorevole ne' contrario. Occorre una grande alleanza tra tutti i livelli istituzionali, tra le Forze dell'ordine e le Polizie locali. Ognuno deve fare la sua parte. Nel definire le misure necessarie, vanno coinvolti Comuni e Regioni». Inquietante il comunicato del segretario di Radicali italiani Rita Bernardini seguito a ruota alla newsletter di Virusilgiornaleonline.com che, già il 3 agosto, a «emergenza insicurezza» non scoppiata, aveva allertato il Paese su un sospetto commercio di neonati nel centro storico di Roma. «Sono dell'opinione convalidata da moltissimi romani che mi hanno scritto - dichiara Bernardini - che molti dei nuovi esercizi sorti nel centro storico sono della camorra che, così, ricicla il danaro sporco». Tra un vu' cumprà, un abusivo e una mignotta riusciranno i nostri eroi a salvare il PD con il Vaff-Day after del new deal del nuovo Partito dei Sindaci? O subiranno ancora una volta la Sfida all'Ok Corral e l'ira funesta di baffino or nella parte di Gran Cacciatore di teste cacicche, or di Premier, or di Ministro degli esteri? Ora, però, una domanda va fatta: spieghino Post Cacicchi, Prefetti, Questori, Amado mio e Mastelloide da Telese per quale inconfessabile inciucio, fino ad agosto, non hanno fatto valere le leggi già in vigore su raket, clandestini mai espulsi che delinquono in massa e che del foglio di via si fanno quello che Bossi faceva del tricolore, sui vu' cumprà abusivi che a decine, ancora oggi, sfidano Veltrozzio er bruco piazzando le merci contraffatte sotto al naso della storica sezione dei DS Giubbonari, su fimmine 'e malaffare e feroci saladini rumeni. Sicurezza! Sicurezza! Sicurezza! Potere salvifico della travagliata chimera del PD? Sì, cari Post Cacicchi, o la va o la spacca. Vero? Ora aspettiamo l'effetto evento, promesso come rivoluzionario su pensioni, tasse, economia e welfare, promosso da Cazzola and Co. Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di LiberoReporter mensile di attualità, costume, politica. In edicola € 2

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Tutte le battaglie di Grillo diventano un libro. Esce un libro-antologia che raccoglie i post più significativi del blog di Beppe Grillo: quelli che hanno segnato le battaglie più importanti. http://www.zeusnews.it/news.php?cod=6295
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L'Herald Tribune, l'Ambassadeur e il V-day
((( Blog di Beppe Grillo: L'Herald Tribune e il V-day ))) 2007.09.14 00:05:39
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italianaIrriverenza e...
su http://www.beppegrillo.it/2007/09/l_herald_tribun.html e qua in calce al file. Gentili Grillanti, e AmbassadeurCorseraantigrillante,
Avevo risposto ai lettori di Rep e di Sergio Romano del Corsera, già Ambassadeur di gran grido & lignaggio, quanto segue che è bene, anzi è per il bene del Corsera & di Romano, che Ambassadeur & Corseraantigrillanti leggano:
Gentile Michele Zuccaro,
ho letto la sua lettera a La Repubblica sulla manifestazione di Grillo, sono in perfetta sintonia con Lei. Le invio l'articolo scritto per il numero di ottobre di LiberoReporter, mensile cartaceo in edicola a cui collaboro come notista politico. Ha letto la lettera all'"Ambassadeur" Sergio Romano sul Corriere di oggi? La legga....
Sono stradaccordo anche con il lettore del Corsera quanto in totale discordanza con l'"Ambassadeur" che, poveretto, è stato palesemente messo in grande difficoltà nel rispondere a proposito dei mezzi di informazione. Se rispondesse a tono, sarebbe come sconfessare la campagna di denigrazione, subdola, che il Corsera conduce su Grillo, quindi, l'"Ambassadeur" risponde "non posso spiegare le ragioni del giornalismo italiano", e ciò la dice lunga sulla grande rivoluzione che Internet sta producendo nella società: l'affrancamento ed il sottrarsi al Potere politico e dei Media che, entrambi i Poteri, non sopportano. Ma soccomberanno, è il loro destino se continuano così, ancora oggi. Sono gli ultimi respiri, poi saranno travolti. Complimenti e saluti, gd'o
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Gentile Giuliana,
grazie per la solidarietà e per i complimenti alla lettera invita ad Augias. Mi trova perfettamente d'accordo, l'indignazione nei confronti della campagna mediatica contro Grillo in effetti, anche secondo me, è un segno di debolezza e paura. D'altronde i quotidiani si muovono su parametri come gli interessi e le strategie partitiche che sfuggono alla maggior parte dei cittadini-lettori. Mi auguro che questo sistema mediatico finisca per implodere e apprezzo il lavoro di persone come lei che contribuiscono a un'informazione libera e democratica. La saluto caldamente
Michele Zuccaro
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Gentile signor Querzoni,
ho letto la sua lettera all'"Ambassadeur"....,
mi trova in perfetta sintonia quanto in totale discordanza con l'"Ambassadeur" che poveretto è stato, palesemente, messo in atroce difficoltà nel risponderle a proposito dei mezzi di informazione. Rispondere a tono sarebbe stato come sconfessare, o confessare, la campagna di denigrazione, subdola, che il Corsera sta conducendo su Grillo, quindi, l'"Ambassadeur" risponde «non posso spiegare le ragioni del giornalismo italiano», e ciò la dice lunga... perciò invio il post anche ad un grande amico con cui discettiamo spesso di Internet e della grande rivoluzione che sta producendo nella società. L'affrancamento ed il sottrarsi al Potere politico e dei Media cosa che, entrambi i Poteri, non sopportano. Se continuano così, ancora oggi, soccomberanno, è il loro destino. Sono gli ultimi rantoli, poi - essendo l'esatta interfaccia della «Casta» - saranno travolti anch'essi dalla rivoluzione che è in atto. Complimenti a lei ed ai lettori che fanno sentire la loro voce. Avanti così!
Saluti gd'o.
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Gentile Signor Querzoni,

anche io sono in perfetta sintonia con quanto da lei scritto al Corriere e ne apprezzo il tono sarcastico, sottilmente e giustamente provocatorio, nel sollecitare una risposta (che noi disincantati già diamo per scontata) "non tanto sui contenuti ma sul rapporto tra media e popolazione dopo il V-day".
E chiaramente sottoscrivo la bella definizione di Giuliana D'Olcese di Internet come "riferimento che la società civile globale, nel bene e nel male, ha eletto a suo Agorà, Parlamento, a sua Costituzione materiale".
L' "Ambassadeur", invece, il s'est tromplé e forse memore del suo passato diplomatico ha pensato che per la moltitudine di cittadini riunitasi al Vaff.day, peraltro molto ordinata e corretta, dovesse valere un cerimoniale e un comportamento formale, insieme ad un eloquio ineccepibile, degni dei suoi trascorsi. Incautamente, perciò, si é lasciato andare ad espressioni del tipo "mondo dell'avanspettacolo... sentimenti beceri e forcaioli di noi cittadini... clima plebeo e volgare... frustrazioni e i risentimenti di una parte della società... spettacolo sconfortante e plebeo..." e ha biasimato il "teatrante" che ha evocato tutto ciò...
Si può essere d'accordo o no con Beppe Grillo, ma la manifestazione non è stata nulla di tutto ciò bensì semplicemente un banco di prova per la società civile per trasformare l'antipolitica virtuale in concreta partecipazione. Non c'è nulla di becero in questo.
Cordiali saluti Paolo Man
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Eh...... l'"Ambassadeur"......,
Eh...... il Corrierume antigrillante...........,
Eh....... ...... 'o Direttore......................... Punto. (,-)
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Nota di Casa Savoia
In queste giornate concitate, in cui lo scontro politico ed istituzione e la divisione sono all'ordine del giorno, vorrei ricordare a tutti l'esempio di Re Umberto II che fece il massimo sacrificio per l'unità e la pace dell'Italia!
Oggi si celebra l'anniversario della nascita di mio nonno Re Umberto II. Di mio nonno ricordo la grande umanità, l'intelligenza e la preparazione storica ma soprattutto ricordo la dignità con cui sopportava il dolore della lontananza dall'Italia e dagli italiani che amava profondamente.
Quando salì al Trono come quarto Re d'Italia trovò un Paese con una grave situazione politica, sociale, ed istituzionale a causa degli anni di Guerra che ne avevano fortemente provato la popolazione.
La sua incessante opera per il bene della Patria iniziò ben prima di cingere la Corona, al momento della sua investitura quale Luogotenente del Regno si adoperò affinché le pressioni degli Alleati non rischiassero di spaccare in due il Paese, cercò con fermezza di rendere meno gravi le condizioni della popolazione oramai straziata dai lunghi anni di guerra. Vorrei ricordare in questa ricorrenza la figura umana di mio nonno. Egli fu uomo dalla straordinaria dignità, seppe comprendere appieno il ruolo impostogli dalla storia e cercò con spontaneità e sensibilità di portarsi sempre più vicino a tutti gli italiani. Grazie a questa sensibilità comprese subito l'importanza delle donne che, grazie ad un suo decreto, ottennero per la prima volta il diritto di voto. Seppe anche comprendere, con decenni di anticipo rispetto alla classe politica, la grandissima importanza delle tradizioni e delle culture regionali. Si impegnò con forza affinché la Sicilia avesse una sua autonomia e promulgò nel Maggio del 1946 lo Statuto della Regione. Nel suo lungimirante progetto prevedeva di dotare tutte le regioni d'Italia della stessa autonomia nel rispetto della solidarietà e dei valori dell'Unità che Casa Savoia stessa rappresentava e garantiva. Purtroppo non gli fu data occasione di dimostrare le Sue grandi doti di Sovrano, tuttavia negli anni dell'esilio si è sempre dimostrato vicino agli italiani, amava profondamente l'Italia ed i suoi concittadini, non c'era giorno in cui Egli non tenesse vivi i contatti con il suo Paese incontrando moltissimi italiani in visita a Cascais. Anche negli anni lunghi e dolorosi della malattia non riusciva rimanere isolato dal suo più grande amore, gli italiani. Ricordo con affetto e devozione mio nonno Re Umberto II, fu un esempio di umanità, dignità e rispetto: un vero depositario dei Valori su cui si fonda la nostra Patria.
Emanuele Filiberto di Savoia
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Vaniloquio della piazza, turpiloquio della politica
14 settembre 2007. In democrazia è normale che vi sia la protesta, che il malumore agiti la piazza, che qualche capopopolo si presti alla sorte di Tommaso Aniello. I guai cominciano non quando un Grillo dà voce alla rabbia ed alla sfiducia, ma quando la politica si mostra tremula ed impotente, colma d'omarini che inseguono l'ultimo privilegio, vogliosa di sfruttare quella piazza gettando sulla forca l'avversario. Il dramma si produce quando l'unico cambiamento possibile sembra essere la distruzione dell'esistente. Non ci si preoccupi per gli strilli degli agitatori, ma per il silenzio delle idee. A destra ed a sinistra si dice di voler costruire due nuovi partiti, che già partono male perché pretendono d'essere "unici". Da ambo le parti non si comincia dalle idee e dai programmi, ma si fa un gran parlare delle modalità, degli equilibri, degli alleati. Roba che dovrebbe venire dopo. Se vorranno essere "unici", per vincere toccherà loro imbarcare più identità possibili, il che li renderà simili alle due coalizioni esistenti: buone per le elezioni e non per il governo. Se, invece, vorranno puntare a governare, dovranno attirare voti promettendo risultati, il che significa scegliere quali interessi ed idee rappresentare. A sinistra, invece, si confrontano più candidati ma non più programmi, ed il vincitore annunciato è un prodotto vivente della non-identità. A destra c'è chi vorrebbe un partito con regole democratiche e chi preferisce uno strumento che renda possibile il governo del premier. Da una parte e dall'altra si sfugge alla domanda: ma per fare cosa? Abbiamo bisogno di riforme costituzionali che siano levatrici di un nuovo mondo politico. Di tagliare drasticamente la spesa pubblica e di rivoluzionare il sistema fiscale. Di restituire dignità alle istituzioni e di far tornare la giustizia nei tribunali. Dobbiamo strappare l'Italia ai cadaveri del secolo scorso. Non sappiamo che farcene di buonismi incoscienti, utili solo a farsi benvolere da tutti, abbiamo bisogno di proposte che dividono, ma spingono al cambiamento. Quello della piazza bolognese è vaniloquio, il turpiloquio è di una classe dirigente, non solo politica, che non sa essere tale, che per salvarsi asseconda il brutto che ci circonda, essa stessa espressione dei peggiori costumi, come il culto del tornaconto.
Davide Giacalone www.davidegiacalone.it
Pubblicato da Libero 14 settembre 2007
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Buongiorno, ho letto l'articolo nel Suk di Veltrozzio...
La stessa scena succede a Milano nei mercati rionali. Il sabato in Viale Papiniano numerosi extracomunitari con o senza permesso di soggiorno vendono indisturbati le loro mercanzie contraffatte. I vigili assistono con indifferenza, scherzano e aspettano la fatidica ora di fine turno. Tra loro alcune macchiette che potresti vedere in qualche film di Totò. Il panzone in divisa quando un turista vorrebbe avere una semplice informazione lo manda quasi a cagare, mentre per bere una bibita (1euro) a gratis si cimenta in discorsi melliflui con l'ambulante. Ore 16.00 i tutori dell'ordine sgommando con le loro auto se ne vanno, comincia il caos.
I nordafricani espongono i prodotti tra il marciapiede e la strada creando notevole disagio alla circolazione, scene isteriche tra automobilisti, negri e italioti. Cinema!!!
Il guaio è che troppi stronzi e corruttori ci sono in Italia. Sicuramente Veltrozzio (vedi intervista apparsa oggi su Repubblica) è pure un grande impostore di fintobuonismo cattocomunista intellettuale. Poveri noi!! «il nuovo che avanza».
P.S: ho terminato di leggere una splendida autobiografia di Carlo Lavezzari: pag.168. Nel luglio 1992, a seguito dei contrasti creatisi tra me, gli amministratori della società e i componenti del Comitato Iri, sono stato bruscamente, ma devo dire che è stata una gioia, esautorato dalla mia carica. Non condividevo certe scelte, per me assurde, quali il ponte sullo stretto di Messina, l'alta velocità ed altri dispendiosi progetti. Agli italiani serve ben altro: rifacimento degli acquedotti, idroelettricità, una navigazione costiera creando delle vere e proprie «autostrade del mare», tunnel ferroviari che attraversino il Gran San Bernardo e il Moncenisio per il trasporto dei mezzi pesanti, investimenti per la salvaguardia dell'ambiente e tanti altri progetti utili per distribuire il lavoro, su tutto il territorio nazionale, alle piccole e medie imprese, che sono il vero potenziale italiano. Queste imprese dovrebbero anche essere aiutate con la concessione di prestiti a tassi super-agevolati in modo che possano vendere la loro produzione ma soprattutto i loro «mestieri», richiesti in tutte le parti del mondo, dando in questo modo un valido apporto alla nostra bilancia commerciale.
Finora sono state favorite solo le grandi corporazioni e, oggi ne vediamo i risultati.
Coraggio e saluti Paolo Scaccabarozzi
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Sì. Inviterei a non sottovalutare il fenomeno Grillo, per certi versi alquanto inquietante.
Non farò come a sinistra, che quando gli faceva comodo lo definivano un grande e ora, che sta rompendo le uova nel paniere proprio alle sx in primis, non trovano di meglio che dargli del "fascista", ne tanto meno gli darò, come fanno in molti, del "comico" che fa il paio con quello che definiscono la Brambilla "pescivendola" o che davano dell'"attore di terza categoria a Ronnie Regan, uno dei più grandi se non il più grande presidente USA di tutti i tempi.
Grillo (ma anche la Brambilla per certi versi) non è che il "prodotto" di questa classe politica. Che ha perso, ormai da anni, il senso dello stato, che fa di tutto per farsi disprezzare, che pensa solo ai fatti propri e dei propri amici, fregandosene del popolo, se non in periodo elettorale. Destra e sinistra (soprattutto la sinistra) hanno dato e danno il peggio di loro, incuranti del giudizio della gente. Dunque è si troppo facile per uno come Grillo, che non è uno stupido e sa stare davanti ad un pubblico di gente sempre più incazzata, farsi osannare dicendo quello che pensa e quello che pensa la stragrande maggioranza degli italiani. Generalizzando per ottenere il suo scopo. Perchè quando hai una classe politica inetta, mediocre, dedita soltanto a difendere rendite di posizione, fare il Grillo di turno è di una facilità estrema.
Dunque stiamo attenti: criticare è facile, proporre, suggerire soluzioni, passare dalle parole ai fatti molto più difficile. E questa è la differenza, ad oggi, tra Vittoria Brambilla e i Circoli di Grillo.
Di la' la semplice protesta, che accomuna nella critica condannati per terrorismo con chi è stato condannato solo per "diffamazione" avendo dato del buffone a qualche politico, di qua che, con tutte le difficoltà del caso, sta cercando di scrivere una pagina nuova per il nostro paese. E stiamo attenti, amici Liberali. Vedrete che alla fine, lo stesso Grillo, oggi così osannato, diventerà strumento delle sinistre radicali, che già lo appoggiano, per cambiare tutto (Prodi e i suoi accoliti), perchè nulla cambi. Mettendo al loro posto, proprio i Caruso, i Tuligliatto, i D'Elia, i Diliberto, i Cento.......!
Triste giorno davvero, quello, se mai dovesse arrivare, per una Italia sempre più simile alla Cuba di Castro o al nuovo Venezuela di Chavez (altro bel Grillo locale!).
Dunque, diamoci una mossa, muoviamoci col Partito delle Libertà, guidiamo, da "spiriti liberi" il vero cambiamento. Per una Italia davvero libera. Dove i Mastella e le sue truppe non possano più nuocere. Dove Prodi pensi solo ad andare in bicicletta senza far più danni al nostro paese. E dove Visco sia solo più un ricordo e dove le imprese possano tornare finalmente a produrre e creare ricchezza per questo paese.
Un sogno? Forse, ma abbiamo il dovere di crederci, per i nostri figli, ed impegnarsi a realizzarlo per dargli un futuro migliore.
HASTA LA LIBERTAD SIEMPRE! Galgano Palaferri
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((( Blog di Beppe Grillo: Sotto la politica niente ))) 2007.09.17 13:26:39
La politica, all'improvviso, è invecchiata di 10 anni. E' nuda di fonte ai cittadini con le sue rughe, il suo belletto, le zampe di gallina intorno agli occhi, i suoi giornalisti.
Le sue parole decrepite che fanno fatica a uscire dalla bocca. Sembrano le nuvole dei fumetti. Non vengono più ascoltate. La parata surreale di politici la domenica fa quasi compassione. Chi guarda la televisione spera che un commesso si avvicini a D'Alema o allo psiconano e gli sussurri in un orecchio: "La festa è finita, non si renda più ridicolo". Lo schema è sempre lo stesso. Collaudato. Il leader parla a un gruppo di persone. E' serio. Se appartiene all'opposizione chiede al Governo: "Ferme risposte!", se è del Governo annuncia: "Impegni precisi". Ieri sera in televisione: Topo Gigio Veltroni parla dell'azzeramento del Cda Rai, applausi a scena aperta per una proposta così tempestiva e coraggiosa. Abbraccio commosso sul palco di Rutelli.
Cesa parla della famiglia, applausi delle famiglie di Casini. Abbraccio commosso sul palco di De Mita, nuovo tutor dei giovani del Pd.
Bossi minaccia Prodi con dieci milioni di padani (e poi mi chiama antipolitico...), applausi dei trecento presenti a Venezia. La telecamera inquadra le coppie di turisti che danno il becchime ai piccioni. Abbraccio commosso sul palco di Calderoli che lo premia con un porco di pezza.
Non c'è nessuno, se bussate alla porta. Solo chiacchiere e televisione.

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((( Blog di Beppe Grillo: I Comuni ai cittadini ))) 2007.09.16 15:18:36
E adesso?
Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro...
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http://www.beppegrillo.it/2007/09/i_comuni_ai_cit.html
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Rep, D'Alema e Beppe Grillo
((( Blog di Beppe Grillo: La carica dei 101 ))) 2007.09.14 16:32:14
D'Alema ha svelato l'inaudita carica di violenza del V-day. Ha attribuito a qualcuno (a me? ai partecipanti?) la volontà di "rompere i denti ai politici".
Il titolo dell'articolo di Repubblica: "Nel V-day inutile carica di violenza" scritto dal giornalista...
Visualizza il post: http://www.beppegrillo.it/2007/09/la_carica_dei_1.html

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((( Blog di Beppe Grillo: V-day after ))) 2007.09.13 00:33:17
I nostri dipendenti stanno mettendo altra legna sul fuoco per scaldare la pentola a pressione Italia. Se Rai e Unipol sono la prima risposta del dopo V-day, aspetto con terrore le prossime. Marco Travaglio reduce dalla standing ovation di...
Visualizza il post:
http://www.beppegrillo.it/2007/09/vday_after.html
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((( Blog di Beppe Grillo: Le firme del V-day ))) 2007.09.13 15:37:56
Pubblico la mappa delle firme raccolte in ogni città l' 8 settembre 2007. Il totale parziale è di 332.225.Le voci di chi ha partecipato, spesso per la prima volta in vita sua, a una manifestazione politica sono decine di...
Visualizza il post:
http://www.beppegrillo.it/2007/09/le_firme_del_v-day.html
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((( Blog di Beppe Grillo: V-generation ))) 2007.09.12 14:28:33
La V-generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link, un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica vera, legata al lavoro, alla scuola,...
Visualizza il post:
http://www.beppegrillo.it/2007/09/vgeneration.html
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((( Blog di Beppe Grillo: Aria fresca in Parlamento ))) 2007.09.11 12:51:16
Il Sole 24ore ha fatto una simulazione degli effetti del disegno di legge popolare: "Parlamento Pulito". E' una giornata di primavera, si aprono le finestre, tutto sembra più fresco, leggero. Se la legge verrà approvata torneranno anche le rondini...
11 Settembre 2007 Aria fresca in Parlamento. Leffetto-Grillo sul Parlamento in carica,
Articolo del Sole24ore
Il Sole 24ore ha fatto una simulazione degli effetti del disegno di legge popolare: "Parlamento Pulito". E' una giornata di primavera, si aprono le finestre, tutto sembra più fresco, leggero. Se la legge verrà approvata torneranno anche le rondini e i campeggiatori abusivi Mastella Casini leveranno le tende.
Milena Gabanelli era in piazza Maggiore, tra la gente, mi ha scritto.
"Caro Beppe,
sabato sono arrivata tardi in piazza, ma abbastanza per godere di un avvenimento di cui avevo perso memoria. Così tanti giovani, e così partecipi di fatti che riguardano il disgraziato paese, non li vedevo da quando, proprio in questa città, ero studente, cioè dagli anni 70. Per me l'avvenimento era questo, la possibilità di coinvolgere generazioni che sembravano indifferenti a tutto, e che evidentemente non è vero. Li ho guardati farsi 40 minuti di coda per mettere la loro firma su un pezzo di carta che chiede a gente non più degna di rappresentarci di andarsene. Amo questa città, nonostante sia diventata vecchia e incapace, la amo perchè in un momento cruciale, ha aperto le porte e ha ospitato un evento scomodo e fastidioso. Per un giorno è tornata ad essere viva e ha saputo esporre il dissenso in modo pacifico e coinvolgente.
Lo sanno tutti quelli che c'erano. Do atto a Cofferati (che non amo e ho sempre criticato) di aver capito che era giusto così. Avrei dovuto salire sul palco, ma non l'ho fatto perchè non è il mio posto, o forse anche per timidezza. La battaglia io la conduco in altro luogo, e con altre parole, ma è la stessa.
Vorrei che chi oggi polemizza cominciasse a riflettere sull'eventualità che un giorno a trascinare centinaia di migliaia di persone in piazza potrebbe esserci qualcuno di diverso da un comico. L'allarme è partito. Sarebbe meglio prenderlo sul serio e cominciare a porre rimedio sulle cause che esaltano gli animi e uniscono così tante persone...prima che sia troppo tardi".
Milena Gabanelli Postato da Beppe Grillo il 11.09.07 11:35
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((( Blog di Beppe Grillo: Piazza Maggiore, Bologna, otto settembre 2007 ))) 9 Settembre 2007
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http://www.beppegrillo.it/2007/09/piazza_maggiore.html
"Oggi inizia un nuovo Rinascimento fatto dagli italiani. L'otto settembre del 1943 i Savoia scappavano a Pescara. Dietro di loro lasciavano un'Italia allo sbando.
Oggi non è cambiato nulla. Il Parlamento è occupato da abusivi scelti dai segretari di partito. Non scappano più, non ne hanno bisogno. Vivono in un mondo a parte tra scorte e televisione. Politici... una parola che non vuol dire più un c...o. Politici di professione. Professionisti abusivi. Altro che i posteggiatori, i lavavetri e le puttane.
Gli abusivi sono loro. Nessuno li ha eletti. Ci hanno tolto anche la libertà di votare il candidato.
Non voglio che i partiti decidano chi deve essere eletto in Parlamento. E neppure che i ministri siano sorprese nell'uovo di Pasqua. Prima di votare va detto chi saranno i ministri, chi sarà il ministro della Giustizia. Se scelgono Mastella, allora a votare ci vanno loro. Se lo eleggono loro. Alle primarie a pagamento ci vanno loro.
LORO, l'incantesimo della delega. A TUTTO CI PENSERANNO LORO.
Siete VOI che dovete riprendere in mano la vostra vita. Ritornare a fare politica ogni giorno. Al supermercato, a scuola, sul lavoro, al semaforo, nella natura, nel vostro condominio.
Non c'è nessuno dall'altra parte del muro. Se bussate, la porta rimarrà chiusa. Non credete più ai giornali e alle televisioni. Mentono, mentono. Banche, media, politica, grandi aziende sono la stessa cosa. Le stesse persone. Un mostro che divora il Paese, che vi fa credere quello che vuole, che intervista in ginocchio prescritti, mafiosi, corrotti e corruttori. Li trasforma in persone oneste, in statisti. Ma sono solo dei poveri cialtroni che in altri Paesi dovrebbero nascondersi dalla vergogna. Che esempio darete ai vostri figli, forse Corona, Previti, lo psiconano, Pomicino, Ricucci, Fiorani in mutande, Geronzi neo presidente di Mediobanca che decide dei destini della finanza del Paese? Più fai schifo più sei famoso? Più delinqui più hai successo? E' questo che volete?
Il ministro Amato si dice preoccupato che, o la sinistra al Governo dà una sterzata chiara sull'ordine pubblico, o ci sarà una "svolta fascista".
Amato, il tesoriere di Craxi che non sapeva mai niente. Stava sempre in ufficio a studiare. Il cinghialone portava i miliardi all'estero e lui non sapeva.
Dov'eri Amato quando avete scarcerato un anno fa 26.000 criminali? Lo avete fatto per evitare che gli amministratori pubblici, i vostri compari, i furbetti della politica finissero in galera. Non dirmi che non lo sai. E ora ci parli di svolta fascista. Di summit sulla sicurezza. Qui non c'è nessuna svolta fascista, c'è quella del buon senso, c'è la svolta del calcio in culo a chi ha votato l'indulto. I nomi li sappiamo e anche i cognomi. Li faremo tutti alle prossime elezioni. Questa gente in Parlamento non ci deve tornare mai più. Quanti morti, stupri, furti ha causato l'indulto? Chi paga? Forse il ministro di Casta e Ingiustizia Mastella venderà i suoi appartamenti romani per risarcire la famiglia dei coniugi di Gorgo al Monticano? Il pesce puzza dalla testa e c'è un odore di fogna in giro da non resistere. Viviamo con il naso turato.
Voglio ritornare a sentire l'odore della vita. Bisogna sturare i tombini. Aria pura, acqua pura. Nelle nostre vite e nella vita pubblica.
Piazza Maggiore è strapiena: 100.000, 150.000 persone? 220 città italiane e 20 città nel mondo sono collegate con noi. E' la prima volta che succede. E' la forza della Rete, dell'informazione libera. E' la nostra Woodstock della legalità. Almeno 300.000 persone hanno firmato oggi per un nuovo Rinascimento. Per una legge di iniziativa popolare, per dare dignità al Parlamento, in tre punti:
- no ai condannati in Parlamento
- no ai politici di professione, due legislature e poi tornino al loro lavoro
- sì alla preferenza diretta
.
Le firme necessarie le abbiamo ottenute in una mattina. La gente ha fatto la fila per ore contenta per poter firmare. Porterò questa proposta di legge in Parlamento, la leggerò e vedremo tutti in faccia chi si opporrà. Questo è un Paese di sudditi, ma costituzionali. Possiamo solo votare le persone scelte dai partiti e qualche volta dire no a una legge con il referendum. Non esiste un referendum propositivo. Ma i partiti se ne fregano anche dell'esito dei referendum. Per fare la legge elettorale nel 2005 il centrodestra ha buttato nel cesso il risultato del referendum del 1992. Nel medioevo avevamo più diritti di oggi. Per questo ci vuole un nuovo Rinascimento.
La vita è nelle vostre mani. La politica deve creare felicità, voglia di futuro, bellezza. Voglia di lavoro, di creatività, di famiglia.
Hanno rubato il futuro a una generazione. l'hanno resa schiava a norma di legge. Mi hanno scritto in 25.000 per spiegarmi quale miseria fosse diventato il lavoro. 4 euro all'ora, due mesi di lavoro e poi a casa. Ho raccolto le loro testimonianze in un libro. Il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz ha scritto: "A cosa serve far studiare i vostri figli per poi fargli girare le patatine fritte. Risparmiate i soldi della laurea.". Ichino che mi hai dato del terrorista citando un articolo falso, non scritto da me, sul Corriere della Sera, mi senti? Ti ho invitato, ma non ti vedo. Ti dico allora una sola parola: "Vaffanculo!" Ci sono più di cinque milioni di precari in Italia, vogliamo fare finta di niente? Aspettare che arrivino a dieci milioni, venti milioni? C'è una verità che nessuno vuole dire: manca il lavoro. E se manca il lavoro allora arrivano le leggi che regolarizzano il precariato. Perchè i ragazzi non hanno scelta. O quello, o emigrare. Se ci fosse un vero mercato del lavoro le leggi sul precariato sarebbero ignorate.
Le imprese farebbero carte false per assumere un ingegnere, un tecnico.
Alla nostra Woodstock è presente chi vuole un'altra Italia, un vero Bel Paese, un'Italia dei cittadini che non racconta e non si racconta più balle. Partiamo adesso, non ci fermeremo più. Oggi ci saranno verità e musica.
Insieme ce la faremo. Siamo tanti, milioni, dobbiamo solo svegliarci da un incantesimo. Per sorridere alla vita e essere felici. Per un nuovo Rinascimento". Postato da Beppe Grillo il 09.09.07 23:16 |
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L'Herald Tribune e il V-day 14 Settembre 2007
Molti quotidiani stranieri scrivono del V-day. L'Herald Tribune, uno tra i più diffusi e autorevoli del mondo, ha pubblicato in seconda pagina l'articolo di cui riporto il pdf e la traduzione. "La protesta fa tremare l'elite politica italiana. Irriverenza e comicità per chiedere le riforme.
Il successo di una campagna popolare lanciata da un comico iconoclasta dà ai politici italiani la possibilità di una pausa per riflettere. Beppe Grillo è l'artefice del V-day, che ha richiamato 300.000 persone sabato a firmare una petizione per epurare l'Italia dalla sua classe politica corrotta che per Grillo include i partiti, molte istituzioni governative e i media. Alcuni politici hanno liquidato l'iniziativa di Grillo come "demagogia superficiale" e messo in guardia sulle sue "tendenze populiste".
"Le proteste di massa non sono sempre giuste", ha detto Antonio Polito, un senatore di centro-sinistra mercoledì. "La storia del secolo scorso è piena di proteste di massa sbagliate. Quando finì la democrazia fu sempre a causa delle proteste di massa". Altri hanno avvertito di fare attenzione alle campane di allarme che vanno ascoltate.
"Di fronte a una protesta di massa, chi è criticato dovrebbe ascoltare e tentare di capire", Fausto Bertinotti, il presidente della Camera ha detto in un talk show martedì in tarda serata. "Grillo sta riempiendo un vuoto della politica con materiale molto dubbio, ma le sue critiche andrebbero accettate".
Gli italiani hanno fatto la fila in più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari.
"Sono rimasto realmente sorpreso, non mi aspettavo una simile affluenza", ha detto Grillo in una intervista telefonica martedì. Gli organizzatori stimano in 50.000 le persone presenti sabato a Bologna per ascoltare Grillo. "Ciò che è successo è che è stato liberato un virus che attacca la classe politica. Ma in questo caso non c'è vaccino". In molti modi, il V-day è stato un ulteriore esempio della crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica. Con più di 750.000 copie vendute, il best seller dell'estate è stato il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella: "La Casta", una pungente esposizione di avidità, sprechi e corruzione.
"La gente sente che richieste elementari, come maggiore efficienza, riforme diffuse o la modernizzazione delle istituzioni e dell'economia sono ignorate dall'attuale classe politica," dice Roberto D'Alimonte, che insegna Scienze Politiche all'Università di Firenze, rilevando che le statistiche e i sondaggi indicano tutti una insoddisfazione generale. "Quindi, inoltre, vedono gli attuali politici come costosi, privilegiati e arroganti".
La protesta di Grillo è iniziata attraverso il suo blog,
www.beppegrillo.it, uno dei primi cinque siti web più letti in Italia, con più di un milione di accessi in luglio, secondo Nielsen//NetRatings.
Il blog ha dato origine a centinaia di gruppi spontanei - chiamati "meetup" - che hanno organizzato punti di raccolta in Italia e nel mondo per raccogliere le firme sabato. "L'idea del V-day è stata di dare voce a coloro che non hanno voce", ha detto Grillo, che ha negato di voler creare un suo partito. I suoi supporter, ha evidenziato, sono già un "movimento politico" e si incontrano regolarmente per discutere di argomenti come l'economia e l'ambiente e di tentare di aumentare la consapevolezza su questi temi.
"Siccome il movimento è partito dal web, è partito dal basso", ha detto. "Questo sarà" ha aggiunto "il riferimento per il futuro. Abbiamo bisogno di sangue nuovo, di parole nuove". Nel lungo termine, la campagna del V-day può ulteriormente indebolire il governo di centro-sinistra del Primo Ministro Romano Prodi, che sta lottando per realizzare molti dei suoi impegni elettorali. In un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera questa settimana, il 68 per cento degli intervistati ha detto di non essere soddisfatto del governo nei suoi primi 16 mesi di vita. Renato Mannheimer, la cui società Metis ha condotto il sondaggio, ha scritto che la delusione deriva dalla percezione che il governo è stato "incapace di portare a compimento i suoi obiettivi", elencando dozzine di esempi di "promesse senza riposte e progetti non portati a termine". Dopo l'otto settembre, alcuni critici di Grillo hanno attaccato il comico per il suo "approccio messianico".
"La classe politica si sente minacciata e difende sé stessa tentando di delegittimare la protesta", ha detto D'Alimonte. Grillo ha detto: "Mi chiamano guru, qualcuno che ipnotizza le folle. Ma questo significa soltanto che non hanno compreso che cosa è avvenuto nelle strade sabato".
Articolo in lingua inglese
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Una settimana a tutta sicurezza
Veltroni sindaco-di-Roma-leader-del-Pd, forse, non poteva fare altrimenti. In ogni caso, ha scelto una mossa marchiata dalla caratteristica regina del Pd che sta costruendo. E cioè, "a vocazione maggioritaria".
di Tommaso Labate - Il Riformista Novembre 2007
Se non ci fossero di mezzo, nell'ordine, il brutale assassinio di Giovanna Reggiani, un allarme sociale salito ben oltre il livello di guardia e le avvisaglie di una crisi diplomatica tra due stati membri dell'Unione europea (su cui anche Bruxelles potrebbe far sentire la sua voce); se non ci fosse tutto questo e se stessimo semplicemente parlando delle solite schermaglie di una politica con cui spesso e volentieri si gioca, allora potremmo giudicare la prima prova di leadership di Walter Veltroni come si fa con un motivetto. Di quelli che piacciono tanto. Una canzone di quelle presentate a Sanremo: a prescindere dalla vittoria del festival (ininfluente), piace al pubblico pagante (e all'elettorato attivo che vota) ma viene bastonata dalla critica per le sue tante imperfezioni.
Nella ricostruzione della storia che ha portato al decreto legge sulle espulsioni, prima dell'affondo veltroniano, c'è una telefonata. È il 31 ottobre. Mentre la politica sta preparando le valigie per il ponte di Ognissanti, le agenzie di stampa battono la notizia dell'aggressione manu rumena di cui è vittima la signora Reggiani.
Walter è al telefono con Romano, il segretario e il presidente del Pd e del consiglio, i due protagonisti di un dualismo che, soprattutto dal 15 ottobre, viene evidenziato da tutti. "Romano - dice Walter - hai visto cos'è successo? Non posso rimanere fermo. Vado a parlare con Giuliano Amato". "Va bene - risponde Romano - per me nessun problema". Ma il sindaco di Roma fa di più. Chiede a mezzo stampa l'intervento del governo per il decreto legge. E il giorno dopo è tutto un fiorire di "Blitz di Veltroni, via alle espulsioni" (la Stampa), "Sicurezza, Veltroni impone il decreto" (Il Sole 24ore), "L'ira di Veltroni, la mossa di Prodi" (Repubblica), "Affondo di Veltroni sul governo romeno" (Corriere della sera). Un circo mediatico tale da trasformare, per gli uomini comunicazione di palazzo Chigi, un dì di festa in un incubo. "Tra Prodi e Veltroni non c'è nessun dualismo. Tutto il resto sono chiacchiere di voi giornalisti. Certo, c'è stata una gara indegna a intestarsi quel provvedimento a cui noi non abbiamo partecipato", parole di Silvio Sircana riportate dal Corsera venerdì.
Venerdì tre rumeni vengono aggrediti manu italiana a Tor Bella Monaca. Il capo del governo rumeno, prima costernato, insorge. Veltroni dice "assolutamente no alle ronde dei cittadini", chiede "giustizia, non vendetta" mentre altri (che, va detto, non fanno i segretari del Pd) rilevano, giustamente, il carattere squadrista e xenofobo dell'evento.
Nel Palazzo non c'è solo lo scontro mediatico tra segretario del Pd e presidente del Consiglio. Non c'è solo quella che i detrattori chiamano "una certa sinistra", con Valentino Parlato che arriva al punto di pronunciare persino il fatidico allora aridatece il Berlusca. Non c'è soltanto il direttore di Liberazione Piero Sansonetti, che riferendosi a Veltroni, parla di "un cinismo mai visto in politica". Non ci sono soltanto l'allarme garantista di Stefano Rodotà ed Eugenio Scalfari che il giorno dopo gli risponde: "temo, caro Stefano, che anche a te sfugga la pericolosità della situazione". Veltroni sindaco-di-Roma-leader-del-Pd, forse, non poteva fare altrimenti. In ogni caso, ha scelto una mossa marchiata dalla caratteristica regina del Pd che sta costruendo. E cioè, "a vocazione maggioritaria". Almeno per come la vocazione maggioritaria viene intesa nel loft. Ricadute ce ne sono state e ce ne saranno. Basta guardare a chi non la pensa come Veltroni ma lo stima. Tipo Fausto Bertinotti.
Chi ha raccolto le confidenze del presidente della Camera giura che "per Fausto sarebbe stato meglio se sulla sicurezza avesse deciso solo Prodi". Il che è tutto dire, visto che tra Bertinotti e il Professore non corre buon sangue da tempo.
Fuori dai confini del Pd, non cedono all'endorsement pro-Walter nemmeno quelli che il decreto legge sulle espulsioni lo difendono così com'è.
"Su Veltroni non c'è nulla da commentare", spiega Antonio Di Pietro. "Da sempre - aggiunge il ministro ex pm - io e il mio partito insistiamo sull'allarme sicurezza e sul fatto che un tema come questo non può essere certo regalato al centrodestra. Il segretario del Pd? Mi sembra che su questo fronte sia arrivato buon secondo".
Anche sotto il Campanile mastelliano difendono a spada tratta il decreto espulsioni. "L'intervento di Veltroni - è l'annotazione del capogruppo Mauro Fabris - è stato senz'altro determinante. Mi domando però se non ci abbia danneggiati, visto che ha creato alla coalizione un problema con tutto il resto d'Italia. Sarebbe successo tutto questo se il caso fosse scoppiato a Milano e non a Roma?".
E qui torna il problema della doppia veste veltroniana: leader del Pd e sindaco di Roma. Per le critiche sulla gestione delle periferie della Capitale, ieri alla Camera, Veltroni ha rimproverato il capogruppo del Prc Gennaro Migliore e ha smentito l'ipotesi secondo cui il decreto porterà a "espulsioni di massa".
Stessa garanzia offerta, pare in accordo col segretario del Pd, da Giuliano Amato. Intanto Prodi ha incontrato il premier rumeno Tariceanu ed entrambi hanno annunciato "misure comuni". Il capo dello Stato ha fatto un appello affinché la politica coniughi "asilo e sicurezza". Le baracche di Tor di Quinto sono state abbattute, i rom sgomberati, qualcuno ha ripreso la via di Bucarest. Tra qualche mese, forse, non se ne riparlerà più. E la prima mossa a vocazione maggioritaria del leader del partito a vocazione maggioritaria, almeno per come la vocazione maggioritaria viene intesa nel loft, verrà forse giudicata ex post come la mossa più scontata per rispondere a un allarme.
O come il modo più agevole per aggirare il primo ostacolo di una lunga campagna elettorale (guardare Fini). O, più semplicemente, come un motivetto che piaceva tanto.
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Cioni Assessore anti lavavetri testimonial della Toscana
di Nicola Cariglia 13 Settembre 2007
Conosco bene (e ne sono amico) l'assessore di Firenze Graziano Cioni, ispiratore dell'ordinanza anti lavavetri firmata dal sindaco Leonardo Domenici. Assieme, lui ed io, fummo protagonisti tantissimi anni fa del primo «scandalo» che coinvolse i rapporti tra immigrati ed un comune: quello di Firenze, appunto.
Correva (quanto velocemente, ahimè) l'anno 1989 ed era d'estate. Da quattro anni ero vicesindaco in una giunta anomala per l'epoca: PCI, PSI, PSDI, PLI. La guidava Massimo Bogianckino, intellettuale musicologo, socialista, che proprio in quei giorni si sarebbe dimesso in seguito ad un malore che lo aveva colto in Svizzera e che sarebbe poi stato sostituito da Giorgio Morales. Cioni ne faceva parte, e già si era guadagnato la nomea di «sceriffo».
A Firenze, fra le prime città in Italia, si erano verificati episodi di insofferenza tra residenti ed immigrati. Qui, infatti, a causa dell'enorme flusso di turisti, si era concentrata una quantità rilevante di «vucumprà» e la cosa infastidiva soprattutto i commercianti.
Preoccupati delle tensioni, Graziano ed io, prendemmo una iniziativa per tentare una maggiore integrazione. E in poco tempo, superando non poche difficoltà dovute ad una legislazione totalmente carente riguardo al fenomeno immigrazione, la giunta potè varare un mercato etnico per ambulanti, qualche intervento che impiegasse cooperative di stranieri ed una opera di sensibilizzazione verso gli imprenditori affinché assumessero lavoratori stranieri.
A distanza di tempo devo ammettere che si trattava di interventi improvvisati, dettati da una situazione di emergenza che si stava profilando non solo a Firenze, ma in tutto il Paese, impreparato di fronte al fenomeno epocale di grandi migrazioni e della convivenza in una società che diventava multietnica.
Ma lo spirito che le animava, attraverso il quale Graziano ed io pensavamo di governare il fenomeno, era quello della solidarietà. Doveroso per entrambi, visto che appartenevamo alla sinistra, ancorché a partiti diversi e fieramente contrapposti: comunista lui, socialdemocratico io.
Oggi lo «sceriffo» ha imboccato la via della repressione. La cosa non mi meraviglia ed anzi voglio testimoniare, proprio io, della sua coerenza e buona fede.
Cioni vive e compie le sue scelte politiche e amministrative in assoluta simbiosi con gli umori popolari che è capace di cogliere come pochi altri.
Nell'89 la convinzione che si potesse giocare la carta della solidarietà era largamente diffusa nel «popolo della sinistra». Oggi, quello stesso popolo, ammesso che esista ancora, invoca il pugno di ferro, non si cura da tempo di concetti quali garanzie e stato di diritto, identifica la legalità con la repressione.
Graziano non solo intercetta ed interpreta questi umori. Li condivide, mantenendo un consenso che è reale e che gli permette, dopo essere stato assessore alla Provincia, al Comune, deputato, senatore, di nuovo assessore e vicesindaco di Firenze, di continuare ad essere decisivo negli assetti fiorentini e toscani.
Ed è, in questo, una sorta di «testimonial» della storia della Toscana. Dove dal dopoguerra, cioè da quando lo sceriffo è nato, i suoi partiti, PCI-PDS-DS e prossimamente PD, hanno mantenuto inalterato il loro potere coprendo un arco di posizioni oscillanti tra demagogismo ed autoritarismo, capitalismo e cooperativismo, ateismo e confessionalesimo. Senza mai aver bisogno di spendere le parole liberale, laico, riformista.

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Cofferati smemorato sui lavavetri
di Paolo Del Debbio Il Giornale 10 settembre 2007
Oggi, nel 2007, Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, sui lavavetri non la pensa più come la pensava nel 1999, quando era segretario della Cgil. In quell'anno il Comune di Milano (era sindaco Albertini) fece una proposta per togliere i lavavetri dalle strade e offrirgli un lavoro per la pulizia della città. L'idea fu elaborata da Stefano Parisi, allora city manager, e il sempre più compianto professor Marco Biagi. Al tempo Cofferati disse un netto no alla proposta. Senza appello. Affermò che Albertini «pensava più a una Milano degli hamburger che a una Milano della Bocconi» e che il piano-pilota conteneva «perfino un'idea dello Stato nello Stato». Disse che Albertini era un razzista. Sul Corriere di allora Guido Gentili spiegava così la vicenda: «Meglio un lavavetri in più o un immigrato al quale sono stati insegnati l'italiano e un mestiere?
Dice l'amministrazione: noi ci mettiamo la formazione e la garanzia del patto, le imprese le assunzioni, il sindacato la flessibilità, banche e fondazioni il sostegno finanziario, lo Stato procedure rapide per regolarizzare gli immigrati che ne hanno diritto per legge».
Cosa c'era che non andava, ci chiediamo oggi? Tutto, secondo il Sergio Cofferati di allora perché, in una risposta sempre sul Corriere della Sera, sosteneva che (ovviamente, diciamo noi) la proposta era troppo semplice, banale. Bisognava fare un discorso più generale sulla formazione delle giovani generazioni, senza distinguere tra immigrati e non immigrati. Si doveva pensare al futuro formativo di intere generazioni e non occuparsi di quattro straccioni di lavavetri.
Oggi, quei lavavetri, il sindaco Cofferati se li trova sulle strade di Bologna, e non parla più al popolo del sindacato, un po' lontanuccio, ma deve parlare ai cittadini che sono a lui molto vicini. Tutti intorno al Municipio. Allora oggi va bene la soluzione anche del sindaco-sceriffo. Di quello che dovrebbe, in qualche modo, riportare in campo quella tolleranza zero nei confronti dei reati che quando fu invocata dal sindaco di Milano Albertini suscitò nella sinistra di Cofferati indignazione, facili umorismi e disprezzo. Che differenza occuparsi dei problemi nello scontro ideologico e doverli poi affrontare nella realtà...
Se fosse andata avanti la proposta a Milano, se non ci fosse stata tutta quella furia ideologica successiva, se Biagi fosse ancora vivo, probabilmente il problema dei lavavetri si sarebbe avviato verso delle soluzioni. Certo, i lavavetri non sono tutto il problema. Ma, come si sa, quando si inizia a dare una soluzione concreta anche a una parte di un problema, si crea - quasi automaticamente - una scia nella quale altri adottano le stesse soluzioni e, quindi, di fronte a risultati positivi, si crea consenso.
Non si tratta di una questione ideologica: non è che tutti cambino idee sul mondo e sulla vita. Le cambiano su un piccolo particolare, che però fa da cavallo di Troia di soluzioni positive all'interno di un mare magnum di grossi problemi.
Abbiamo voluto riportare questi fatti perché qualche volta occorre anche fare un po' di pulizia nella storia e nelle parole che vengono usate.
Oggi, quando sentiamo a sinistra parlare di problemi di questo tipo, dopo che per anni non si sono voluti vedere, nominare con i loro nomi, cercare soluzioni possibili, ci viene sempre il dubbio che si confondano due parole. Queste due parole hanno molte lettere uguali, ma hanno significati profondamente diversi. Esse sono: convinzione e convenienza. La convinzione resiste nel tempo, perché radica le soluzioni all'interno di una visione dei problemi e le ancora ad alcuni diritti fondamentali. In questo caso il diritto alla libertà della paura, che dal lontano '94 il centrodestra indica come uno dei diritti fondamentali. La convenienza, come si direbbe in Toscana, sta un po' sulle corna delle chiocciole. Va e viene. E questo ci pare il modo con il quale oggi la sinistra si pone nei confronti della sicurezza. Saremo anche un po' perfidi, ma non crediamo che loro credano profondamente a queste soluzioni che oggi indicano. Non ci meraviglieremmo se tra qualche tempo rivedessimo il Cofferati del '99.
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Roma, 3 agosto 2007

All'Italia
Nel Suk di Veltrozzio la tratta dei neonati
E' nel pieno Centro storico di Roma, tra Ministero di Giustizia, Polizia Municipale, Carabinieri, Vigili Urbani e Polizia Giudiziaria che,
da almeno tre anni, si svolgerebbe un sospetto commercio di neonati
Nel corso della seduta parlamentare di Mercoledì 1° agosto alcuni deputati hanno definito Roma «Un gigantesco Suk» non solo per la sporcizia ed il lassismo che regnano sovrani ma per i commerci illegali ed abusivi che clandestini ed extracomunitari sprovvisti di permessi di soggiorno, e quindi di lavoro, tengono indisturbati nelle strade e nei quartieri della Capitale.
Non è che si debba essere di destra o di sinistra per vedere con i propri occhi la corruzione che la fa da padrona nella città amministrata da Veltrozzio e dai suoi sodali.
Corruzione che oramai, a detta di consiglieri ed assessori comunali, nota bene della stessa maggioranza di Veltrozzio, ha fagocitato ogni forma di legalità costituita.
«Certo una corruzione al livello di questa che c'è con la Giunta Veltroni non si era mai vista neanche ai tempi dei socialisti» si dicevano passeggiando per il Ghetto due noti esponenti della Giunta Veltrozzio, DS sempre velenosi con socialisti e Rosa nel pugno il cui esponente Radicale e consigliere di circoscrizione, Mario Staderini, giorni fa ha denunciato Veltrozzio. Per la maggioranza comunale e per Veltrozzio l'unica cosa che conta sono i voti, dunque, da ovunque provengano sono da comprare, con ogni mezzo. Voti degli extracomunitari compresi sui reati penali dei quali si chiudono, e si dispone di chiudere, occhi ed orecchie.
Non si contano le «Associazioni» più improbabili e astruse costituite ad hoc per elargire fiumi di danaro ad ogni partito della maggioranza comunale, nessuno escluso, come non è quantificabile la macchina elettorale costituita dall'Azienda Municipale della monnezza, l'AMA, che assicura a Veltrozzio centinaia di migliaia di voti sì ma
tenendolo in pugno e così fregandosene della pulizia della città.
Citiamo solo tre dei mille esempi delle scelleratezze del Governo comunale di Roma a cui fa capo l'uomo politico che, da leader del Partito democratico, dovrebbe governare l'Italia e per il quale sono in ballo le ignoranti, grottesche, ridicole e imbroglionesche «PRIMARIE». Primarie fai da te di cui c'è da sperare soltanto che il popolo di sinistra non ne rimanga vittima, e preda ignorante, dell'ennesima presa per il q e quindi ne diserti il voto - richiesti 5 euro a testa - non regalando così miliardi di euro alla partitocrazia di cui il costituendo Partito democratico è intriso fino all'osso. Altro che Primarie.
Veniamo a soli tre esempi di illegalità, con punte da reato penale, tra i mille che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini contribuenti del Comune-Suk amministrato da Veltrozzio.
1. Avviene nel pieno Centro storico di Roma, come peraltro negli altri quartieri, tra le sedi del Ministero della Giustizia, Polizia Municipale, Vigili Urbani, Carabinieri e Polizia Giudiziaria dislocati tra Via Arenula, Trastevere, Collegio Romano, Piazza del Monte, Piazza Venezia e via Montecatini, che extracomunitari non autorizzati da alcun permesso stendono le merci dalle griffes contraffatte e le vendono lungo il percorso che va da via dei Giubbonari fino alla celeberrima Piazza di Campo de' Fiori compresa alla fine della quale, davanti al ristorante La Carbonara, ogni pomeriggio, avviene la seguente rappresentazione scenica:
Arriva la una gazzella della Polizia, si ferma un minuto, gli abusivi chiudono nelle lenzuola le merci, le caricano in spalla e si «ritirano» (non si nascondono) nei vicoli adiacenti, aspettano il minuto e mezzo che la Gazzella riparta, riescono dai vicoli e ristendono lenzuola e merci.
Il cittadino, anche il più distratto, nota la farsa, si ribella, scrive ai giornali, i giornali non pubblicano e via di questo passo fino alle istituzioni.
2. Avviene nel pieno Centro storico di Roma, a Piazza delle 5 Scole, adiacente al Ministero della Giustizia, Polizia Municipale, Vigili Urbani, Carabinieri e Polizia Giudiziaria dislocati tra Via Arenula, Trastevere, Collegio Romano, Piazza del Monte, Piazza Venezia e via Montecatini, che un posteggiatore abusivo, tale Gerardo, segnalato e denunciato, invano, più volte per anni al Comandante dei Vigili urbani Angelo Giuliani, abbia fatto della piazza il suo personale parcheggio non solo ma, all'atto della risistemazione della viabilità dalla quale è stato sottratto spazio all'abusivo, questi ha invaso e invade tutti i giorni gli spazi riservati ai pedoni ed alle strisce blu. L'abusivo sostiene di essere «autorizzato da un Comandante dei Vigili del Centro storico», intasca i pedaggi, nei week end e durante le ferie, da in «appalto» la piazza a due extracomunitari che gli presidiano i parcheggi abusivi e se qualcuno si lamenta il giorno dopo si ritrova la macchina sfregiata.
3. La tratta dei neonati, a parer nostro e di quanti vedono ogni giorno, avviene così:
Nel pieno Centro storico di Roma, a via de' Giubbonari attaccata a Ministero della Giustizia, Polizia Municipale, Vigili Urbani, Carabinieri e Polizia Giudiziaria dislocati tra Via Arenula, Trastevere, Collegio Romano, Piazza del Monte, Piazza Venezia e via Montecatini, avviene che tra un folto gruppo di accattoni extracomunitari dei Paesi dell'Est, chiaramente appartenenti ad un racket teso allo sfruttamento degli stessi, vi sia una giovanissima e bella ragazza, sistematicamente incinta da tre anni, che fa accattonaggio inginocchiata e a pancione scoperto prima, poi con il neonato che allatta e, quando questi raggiunge i due o tre mesi, mamma e figlio scompaiono.
Dopo qualche mese si ripresenta soltanto la mamma e ricomincia l'intero iter: ginocchia a terra, pancione scoperto, allattamento e così via fino al prossimo neonato e relativo allattamento. I bambini precedenti non li si vede mai più, soltanto i nuovi che poi, sistematicamente, scompaiono. Le chiedi qualcosa in proposito, o le offri di aiutarla, lei fa finta di non capire l'italiano, sorride a basta.
La «migliore» delle ipotesi sarebbe che i lattanti vengano venduti a coppie sterili ma, conoscendo il traffico di organi che fanno certi Paesi, non è azzardato supporre il peggiore dei destini subito dai neonati prodotti e sfornati in serie dalla giovanissima e bella extracomunitaria. Nel pieno Centro storico di Roma.
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Buongiorno, ho letto l'articolo nel Suk di Veltrozzio...
La stessa scena succede a Milano nei mercati rionali. Il sabato in Viale Papiniano numerosi extracomunitari con o senza permesso di soggiorno vendono indisturbati le loro mercanzie contraffatte. I vigili assistono con indifferenza, scherzano e aspettano la fatidica ora di fine turno. Tra loro alcune macchiette che potresti vedere in qualche film di Totò. Il panzone in divisa quando un turista vorrebbe avere una semplice informazione lo manda quasi a cagare, mentre per bere una bibita (1euro) a gratis si cimenta in discorsi melliflui con l'ambulante. Ore 16.00 i tutori dell'ordine sgommando con le loro auto se ne vanno, comincia il caos.
I nordafricani espongono i prodotti tra il marciapiede e la strada creando notevole disagio alla circolazione, scene isteriche tra automobilisti, negri e italioti. Cinema!!!
Il guaio è che troppi stronzi e corruttori ci sono in Italia. Sicuramente Veltrozzio (vedi intervista apparsa oggi su Repubblica) è pure un grande impostore di fintobuonismo cattocomunista intellettuale. Poveri noi!! «il nuovo che avanza».
P.S: ho terminato di leggere una splendida autobiografia di Carlo Lavezzari: pag.168. Nel luglio 1992, a seguito dei contrasti creatisi tra me, gli amministratori della società e i componenti del Comitato Iri, sono stato bruscamente, ma devo dire che è stata una gioia, esautorato dalla mia carica. Non condividevo certe scelte, per me assurde, quali il ponte sullo stretto di Messina, l'alta velocità ed altri dispendiosi progetti. Agli italiani serve ben altro: rifacimento degli acquedotti, idroelettricità, una navigazione costiera creando delle vere e proprie «autostrade del mare», tunnel ferroviari che attraversino il Gran San Bernardo e il Moncenisio per il trasporto dei mezzi pesanti, investimenti per la salvaguardia dell'ambiente e tanti altri progetti utili per distribuire il lavoro, su tutto il territorio nazionale, alle piccole e medie imprese, che sono il vero potenziale italiano. Queste imprese dovrebbero anche essere aiutate con la concessione di prestiti a tassi super-agevolati in modo che possano vendere la loro produzione ma soprattutto i loro «mestieri», richiesti in tutte le parti del mondo, dando in questo modo un valido apporto alla nostra bilancia commerciale.
Finora sono state favorite solo le grandi corporazioni e, oggi ne vediamo i risultati.
Coraggio e saluti Paolo Scaccabarozzi
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