Stangate, Suicidi, Propaganda elettorale
e la stangata da 1.100 Euro a famiglia
che, seppur in economichese, Berlusconi & Prodi non ce la avevano detta. il Federalismo poi.....
 
"So bene che quest'anno molte famiglie hanno avuto difficoltà con il loro bilancio, hanno fatto fatica" abbiamo sentito dire dal Presidente della Repubblica Ciampi nel suo discorso di fine anno a reti unificate. Hanno fatto fatica è come riferirsi al passato, ma invece, questo è il tragico presente e si delinea come drammatico futuro viste, anche, le stangate aggiunte al 2004 e già iniziate. Da coloro che governano, di volta in volta, non viene concesso al popolo che li ha legittimati ottenere risposte e proposte riparatrici e costruttive sui provvedimenti che questo o quel governo intende prendere a tutela dei governati. Viceversa ci è concesso, solo, sorbirci, iniettatici dalle ribalte di stampa e tv, quelli che ci appaiono come finti dialoghi tra finti sordi che i nostri politici di maggioranza e opposizione, - vedi ora Prodi, Berlusconi e Tremonti che si rimpallano reciproche colpe sulla gestione dell'euro -, inscenano a puri fini elettorali (siamo vicini alle elezioni europee) fottendosene dei drammatici problemi e della morsa in cui è stretto e si dibatte il Paese. La propaganda politica, nel sistema vigente maggioritario, imperfetto, detto il Mattarellum, esige e scatena, strategicamente, la cruenta separazione tra noi elettori e spinge a dividerci ideologicamente a tal punto da odiarci tra noi così da frastornarci e distrarci dai problemi comuni reali, che ci opprimono tutti, tutti indistintamente.
Infatti, mai prima d'ora, si erano visti cittadini contro cittadini come è dato vedere dal governo dell'Ulivo all'attuale governo del Polo.
Per chi non vuole vedere, sentire e leggere, per chi nasconde dietro un dito i 7.400.000 italiani, circa 2.500.000 famiglie, dette "i nuovi poveri", colpiti dal repentino raddoppio del costo della vita seguito all'avvento dell'Euro la cui gestione ha innescato un meccanismo perverso, una povertà endemica dovuta anche all'alto suo valore ma con stipendi pari a prima che l'euro entrasse nel mercato italiano e senza che alcun ministro del governo di allora predisponesse misure e regole di mercato atte a regolarne cambio e circolazione interna. Così come nessuno dei ministri attuali ha mai preso provvedimenti responsabili seri ed efficaci vedendone la macroscopica speculazione sulle vendite al dettaglio. Tutto questo perchè?
Uno dei motivi è "semplice e chiaro": Ambedue gli schieramenti hanno interesse a blandire e favorire quelle fasce sociali commerciali, professionali e corporative al fine di ottenerne sovvenzioni elettorali prima, poi il voto nazionale, locale ed europeo.
Quindi ad essere costantemente ricattabili e sotto schiaffo come vediamo essere i governi che via via si susseguono. Risultato: Già dal giorno dopo della immissione della moneta unica in ogni tipo di esercizio commerciale, 1 euro = a 1000 lire. Punto.
Un dato eloquente quanto drammatico? In un solo giorno, la vigilia di questo Natale, nel solo Lazio vi sono stati ben 3 suicidi in 3 famiglie del ceto medio precipitate allo stato di nuovi poveri. Napoli è rimasta senza vigili urbani durante le festività: il comune non ha soldi per pagare gli straordinari e la Regione non paga da anni i rimborsi alle farmacie pur di non reintrodurre il ticket sanitario. Rimedio: Aumentano i biglietti dei trasporti pubblici onde colmare la voragine della sanità.
Gli alimentari cresceranno ancora in tutta Italia del 6,5%. Abbigliamento e calzature dell'8%. Alberghi, Bar e Ristoranti del 3 %.
Lo sanno tutto ciò Prodi e Fassino? Lo sanno Berlusconi e Tremonti? E i sindacati? Certo che lo sanno, tutti, ma......
Ecco anche perchè i massimi sistemi dell'Euro, spiegatici in economichese puro, nonchè l'importanza dell'Europa unita decantata dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno, lasciano le cose come stanno, cioè malissimo, per circa 56 milioni di cittadini, più o meno, nonostante il suo invito ad avere fiducia. Egli ha sostenuto un principio sacrosanto, ma impraticabile a causa delle condizioni di oltre il 10% delle famiglie che non mettono assieme il pranzo con la cena; figurarsi poi l'affrontare le spese universitarie: "Oggi, -egli ha detto- "per il bene delle nuove generazioni, la nostra priorità è la formazione e lo sviluppo della persona
L'istituto fondamentale per realizzare questo obiettivo è la scuola. Poniamoci obiettivi ben definiti: ad esempio, dimezzare entro un tempo determinato, il tasso di abbandono degli studi. Eleveremo così il numero dei giovani con un livello d'istruzione superiore".
E sullo stato depresso dell'economia: "So bene che quest'anno molte famiglie hanno avuto difficoltà con il loro bilancio, hanno fatto fatica". Hanno fatto fatica è come riferirsi al passato, ma invece, questo è il tragico presente e si delinea come drammatico futuro viste le stangate economiche del 2004 già iniziate. In clima sociale e politico siffatto, come immagina Ciampi che i giovani vivano "in armonia con i ritmi della Natura e vivere il miracolo quotidiano del risveglio della Natura." se tantissimi nostri giovani, come peraltro adulti ed anziani, vivono la cupa atmosfera di una miseria incipiente e senza alcun potere di cittadinanza per rimediarvi?
E come fa Bossi a parlare di Federalismo, ed essere credibile, se ai cittadini è negato qualsiasi potere legislativo propositivo quindi di controllo relativo alla delega data ai loro governanti? Ma di quale Federalismo parla Bossi?!
Quale è il Federalismo, che il governo e Bossi, non si sentono in dovere di spiegare e poi proporre via referedum e via democrazia diretta ai cittadini? Il Federalismo riedizione, peggiorata, in salsa regionalista del centralismo statalista attuale?
Per quanti sanno cosa è il Federalismo, gli stranierismi lessicali e di maniera atti a far confusione, tipo "devolution" non incantano. Si leggano, almeno, Cattaneo ed Einaudi e poi ne riparliamo, esimio ministro delle riforme Bossi.
          Giuliana D'Olcese. I lettori scrivono:
Leggo con piacere la "Lettera aperta di fine anno 2003 agli Esimi Cavalier Berlusconi & Professor Prodi: STOPP alle balle!!"
divulgata da lei prima di Natale, le cui righe sono fucilate contro una politica europea che, a mio modesto parere, aveva previsto a priori e voluto questa catastrofe a danno delle classi meno abbienti. Perchè dico questo? Immaginiamo che, praticamente se non tecnicamente, ogni governo si ritrovi dimezzato il debito pubblico, ogni imprenditore si ritrovi dimezzati gli stipendi che dà ai propri dipendenti e raddoppiati i prezzi con cui vende prodotti e servizi. Se anche ne vende un terzo, i suoi beni sono salvi e, quindi, imprenditori e governi sono a posto. Siccome in ogni governo o parlamento imperversano dottoroni, ed imprenditori che pagano i dottoroni, ed i rappresentanti delle 2 categorie sono solidali con i propri "simili", il mio sospetto è fondato. E l'Istat quando mai è stato credibile? Negli anni '70, quest'istituzione bugiarda, e prona ai vari governi ed agli interessi bancari, dichiarava un'inflazione del 16%, ma ogni anno i prezzi aumentavano del 30%. Il potere d'acquisto dello stipendio di mio padre, dalla fine del boom economico (68-69) alla II° metà del '70, era meno che dimezzato nonostante egli fosse salito di grado. Poi il rapporto stipendio-potere d'acquisto è variato al rialzo, in Italia, dopo l'inizio e fino alla fine degli anni '90. Adesso, grazie all'Euro (1936,27 lire, quasi 2 marchi tedeschi, etc) stiamo affogando in un mare di merda in tempesta forza 8. Prima o poi vedremo, purtroppo, ricomparire qualche "comune" e la ghigliottina in piazza. Buon anno a lei, Giuseppe Landino.
Un romano: Nel paese che implode quella che era la piccola borghesia artigiana e impiegatizia si mette in coda per i pacchi della Caritas vergognandosi di sé, nascondendolo ai figli.
Poveri con 1000 euro al mese è l'Italia che non ce la fa più. Anche persone "normali" in fila per i pacchi Caritas.
Adele, 42 anni: "Se do' qualcosa a mia figlia per una festa, quella sera non ceno. A Natale volevo un giaccone, ma non ho potuto"
Franca, 38 anni: "Faccio spesa una volta al mese, solo all'ipermercato. I prezzi sono raddoppiati e gli stipendi no. A Natale abbiamo investito tutto su una giacca da regalarle, e così io ne avevo vista una per me all'Oviesse, costava 29 euro un bel giaccone con questo freddo mi sarebbe proprio servito, ma non l'ho preso. Il telefonino non lo usa più non possiamo pagare la ricarica. Certo, per lei sarà un'umiliazione di fronte ai compagni di scuola. A volte ho anche paura, penso che questi ragazzi siano meno abituati di noi alle rinunce, e che potrebbero aver voglia di cercare i soldi in qualche altro modo, da qualche parte".
Poveri come i poveri veri no, ma poveri di colpo rispetto a ieri, poveri da non arrivare più alla fine del mese con quel poco che prima bastava e ora no. Ai servizi sociali di Roma si sono rivolti negli ultimi mesi 4 uomini, storie identiche: 45-50 anni, lavoro fisso, 7-800 euro al mese. Separati, hanno lasciato a mogli e figli la casa coniugale, danno loro qualche soldo e non hanno con che pagare un nuovo affitto. Dormono in macchina, sono entrati nel monitoraggio della "Sala operativa sociale" del Campidoglio.
La mattina si svegliano, vanno al lavoro, passano a trovare i figli, vanno a mangiare un hamburger, poi di nuovo in macchina a dormire. Se li vedi in ufficio non te lo immagini, e comunque anche loro non lo dicono: si vergognano.
La Caritas e la Comunità di Sant'Egidio segnalano come a ricevere i pasti e i pacchi del martedì (olio, formaggio, cibi in scatola) ci siano ora anche persone diverse dai senza tetto abituali: gente che ha una casa, un lavoro, una famiglia ma non ha i soldi per mangiare fino alla fine del mese. Gente "normale" dicono alla fine di molte perifrasi perché è brutto, non si può dire "normale" suona offensivo per gli altri, però così ci si capisce in fretta: sono le "famiglie della classe media a reddito fisso" di cui parlava Prodi nell'intervista a Repubblica, le famiglie che non ce la fanno "a far quadrare i conti ogni mese" di cui parlava Ciampi nel messaggio di fine anno. Le famiglie tipo dei rilevamenti dell'Istat - padre madre figlio - famiglie monoreddito, gli autoferrotranvieri di Milano che guadagnano 700 euro al mese, gli autisti dei servizi pubblici a contratto che ne prendono 800, i dipendenti comunali di prima nomina che ne prendono 1000. Se i figli poi sono due, e se il reddito è uno, e se l'affitto in una grande città non costa meno di 600 euro mesili. Coi 400 che restano, anche a guadagnarne mille, si fa molta fatica.
Questa è la storia di Franca, che ha 38 anni due figli a scuola e fa la spesa una volta al mese all'ipermercato.
Lavora al nero per una sartoria di quelle "orlo rapido". Le mandano una trentina di pantaloni al giorno, le danno trenta centesimi per orlo, al negozio lo fanno pagare dieci euro. "La cosa che veramente non capisco è questa: prendevo 600 lire a orlo e ora sono 30 centesimi, va bene. Ma il negozio al cliente faceva pagare il lavoro 10.000 lire, e ora 10 euro. Io non posso protestare, perché trovano subito un'altra che lo fa al posto mio. Però è così: i prezzi sono raddoppiati e gli stipendi no".
Prezzi in euro e stipendi in lire. Al consumo quel che costava 30 mila lire ora costa 30 euro, la conversione è rimasta valida solo per gli stipendi. Dice Prodi: "In 10 dei 12 paesi che hanno adottato l'euro non c'è stato aumento, in Italia è mancato il più elementare controllo sulla dinamica dei prezzi. Mi chiedo dove sia finito l'ufficio creato al ministero del Tesoro per impedire che il paese fosse abbandonato nelle mani dei profittatori". Negli altri paesi d'Europa si mangia un pasto completo, in un bistrot, con meno di 10 euro. Con 6 euro e 50 a menù fisso a Barcellona, con 8 a Parigi. Cos'è successo ai nostri prezzi, chi sono i profittatori? Nei giorni in cui l'Istat segnalava una ripresa nella crescita delle retribuzioni rispetto all'inflazione Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds, mostrava una rilevazione di cui pochi giornali e nessuna tv ha dato conto: oltre un terzo dei lavoratori dipendenti, in Italia, guadagna meno di 1000 euro al mese. "C'è una nuova questione salariale che riguarda milioni di famiglie, sia chi ha un lavoro stabile sia i giovani che entrano nel mercato del lavoro flessibile. Un'incertezza che rischia di portare all'esasperazione sociale". L'esasperazione sociale ammutoliva piazza San Giovanni il giorno della manifestazione per le pensioni, faceva dire a un sindacalista «c'è clima da vigilia di assalto ai forni». Perché non ci sono i soldi per arrivare a fine mese, si preoccupa Ciampi, crollano i consumi ordinari e crescono le spese di lusso: si allarga la forbice tra chi ha molto e chi ha poco, come in Sudamerica. Tra chi per Natale regala ai figli Porsche giocattolo e chi cena a caffellatte la sera.
Al pranzo di Natale della comunità di Sant´Egidio il sindaco di Roma si è intrattenuto a parlare con uno degli ospiti: fino a qualche tempo fa era dirigente di una società di automobili. I servizi sociali hanno preso in cura un impiegato che viveva con moglie e tre figli nella struttura alberghiera dove lavorava da anni. Licenziato in favore di manodopera più a buon mercato, ha perso lo stipendio e l'alloggio: ha quasi 50 anni, non trova altro lavoro. Il piano di recupero alimenti in scadenza (cibi ritirati dai supermercati a pochi giorni dalla data di scadenza) quando fu pensato dal Campidoglio era destinato ai nullatenenti. Ora si è deciso di dirottarne una parte sulle famiglie monoreddito in regime di semi-indigenza. Le parole della burocrazia sono orribili, il senso è chiaro: nuovi poveri, classe media. Nel paese che implode quella che era la piccola borghesia artigiana e impiegatizia si mette in coda per i pacchi della Caritas vergognandosi di sé, nascondendolo ai figli.
Giuseppe, 42 anni, contratto flessibile in un'azienda che ripara elettrodomestici, ha chiesto a una parrocchia della zona San Giovanni se dai vestiti destinati ai bambini africani poteva per favore prendere un giaccone per suo figlio, 12. «Io non posso più comprare i giornali ma leggo ancora quelli che trovo. Vedo che per i servizi pubblici ci sono meno soldi, in Finanziaria. Vedo che stanno per aumentare i prezzi delle sigarette, della birra. Peccato, erano una consolazione. Dei biglietti aerei non m'importa,
non volo. Del rincaro dell'autostrada nemmeno, la macchina non la uso più. Però la benzina: come mai aumenta, ora che l'euro vale più del dollaro e il petrolio ci costa meno? Davvero. Chi ci guadagna, vorrei sapere, sulla benzina?"
 
Ripristiniamo la verità: La vita è tutta un "Terzismo" - Cià cià cià
<ndr> Ma, seppur in "economichese" questo, l'euroeconomista Luigi Spaventa, Berlusconi e Prodi, non ce lo avevano detto......
NEL 2004 UNA STANGATA PER LE FAMIGLIE DA 1.100 EURO
Su 2 settimanali, in edicola nella settimana di Natale 2003, si potevano leggere le opinioni di Paolo Mieli e di Fabrizio Rondolino sulla terza via alla sinistra, il cosidetto "Terzismo". Confrontati con la lettera di Mieli, di cui Stracquadanio scrive qua in calce,
è stato un esercizio davvero istruttivo. Così come leggere le lettere dei "cittadini" strenui difensori dell'Euro, apparse a velocità supersonica, sulla rubrica di Mieli già all'indomani della diffusione di questo post
di Andrea's version - Giuliana D'Olcese - Giuliano Zulin - Giorgio Stracquadanio - Jacopo Fo
    Euro Spaventa's Version: Prrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!!!
Andrea's version 1 - da il Foglio del 23 dicembre 2003
Accidenti che colpaccio, ci siamo detti, (.....) Omissis amichevoli
....... Fare esordire sul Corriere Luigi Spaventa, nientemeno, mentre tutta Italia ballava la rumba sulle obbligazioni, sui giri di valzer alle Cayman, sugli omessi controlli, le scatole cinesi, il latte e i pelati, Fazio e la vigilanza beh, quello era un capolavoro. 
E allora il Corriere? Vai con Spaventa, alé, accendi la miccia. La rava e la fava ci avrebbe spiegato, Spaventa. Infatti: “Cinque anni fa – il 1° gennaio del 1999 – ebbe avvio l’unione economica e monetaria tra dodici Paesi: l’introduzione della moneta unica”. L’euro. Noi si stringeva le chiappe e l’Uomo dei Controlli ci raccontava quella delle monetine. L’euro di qua, l’euro di là, un Claudio Lindner qualsiasi. Esordio perfetto, bastava dargli un bel titolo: “Se cero dormivo”. 
Andrea's version 2:
<La linea della sinistra sul caso Parmalat si sta profilando in maniera netta. Luigi Spaventa, l’ex presidente della Consob addetto alla vigilanza, dopo un esordio sul Corriere su “però quant’è bello l’euro” e che poteva andare sotto il titolo: “Per Parmalat non c’ero e se c’ero dormivo”, ha dichiarato che in effetti c’era, che per la verità dormiva, ma il casino scoppiato ha avuto il pregio di svegliarlo. 
In un’analisi pubblicata in corpo tre: “Revisori, vigilanza e prevenzione”, Spaventa effettuava una magnifica autoanalisi che si poteva titolare così: “Ora mi sono svegliato, ma appena appena”. Ma la linea della sinistra sul caso Parmalat si è profilata in maniera definitivamente netta grazie a Repubblica e di Luciano Gallino: “Pazienza non essere più capaci di produrre computer originali, dopo essere stati tra i primi al mondo a progettarli e costruirli, ma anche i latticini, e i biscotti, questo è troppo”. Pazienza per i computer, per De Benedetti e l’Olivetti, suggerisce Repubblica. E in effetti, mai piangere sul computer versato.
Resta confermato, in compenso, che il primo Gallino che canta ha fatto l’uovo.>
Non fu un caso, quindi, che lo stesso giorno in cui lessi sul Corsera gli esordi economichesi dell'amico Spaventa, new entry Euroeditorialista, davvero molto allarmata - come moltissimi cittadini del resto - inondai redazioni, parlamento, governo, società civile etc.etc.etc. con: Lettera aperta di fine 2003 agli Esimi Cavalier Berlusconi & Professor Prodi:
STOP alle balle!! SOS!!! a Destra-Centro-Sinistra. Articoli-inchieste del Corriere della Sera, Avvenire, Pierluigi de Piccoli.
Sul Corsera Dario Di Vico ha continuato l'inchiesta sulle classi medie e sui nuovi poveri in Italia prodottisi dall'introduzione dell'euro. Nuovi poveri che Diego Motta, sul quotidiano nazionale Avvenire, ha indicato in ben 2.500.000 famiglie corrispondenti, quindi, a circa 7.400.000 individui. Queste conferme, statene certi, non gratificano quanto, sin dal 7 ottobre scorso, e molto prima, scrissi a migliaia fra giornali, singoli giornalisti, associazioni, movimenti, cittadini, amministratori locali, politici nazionali nonchè a Prodi a Berlusconi ed al Governo. L'allarme lo titolai "Siamo, o non siamo, un Paese di cinici bari?".
Oggi voglio ancora sottolineare, al fine di stimolare al farsi una propria opinione non soggiacendo, da sudditi, alle menzogne continue della politica-politicante -menzogne peraltro di destra e di sinistra- quelle cittadinanze assenti e passive alla politica,
all'informazione come alle opinioni della carta stampata, (anch'essa solo a volte veritiera, purtroppo), ciò che scrisse il grande filosofo liberale Tocqueville: "Quando il cittadino è assente è la democrazia che si ammala".
Aggiungo un inequivocabile messaggio a Prodi, a Berlusconi e al Parlamento: Le beghe tra voi, in politichese "puro", inscenate sull'informazione, come le "spieghe" economichesi (allusione chiara alle "spieghe" sull'Euro fornite da Spaventa) su un fondo apparso il 22 dicembre sul Corsera) inerenti i massimi sistemi dei valori dell'euro fornite da economisti "addetti ai lavori", lasciano immutati il disastro umano ed economico prodotto dai vostri governi a causa delle mancate misure, sia preventive che postume, all'entrata dell'Italia nella moneta unica. Beghe politichesi e "spieghe" economichesi che non propongono rimedi ai disastri prodotti
sulla sopravvivenza della popolazione ma, viceversa, danno la visione chiara del disinteresse, del cinismo umano e politico con cui per smania di potere e vanità personali, indifferenti e senza nulla altro fare che darvi le reciproche colpe, strumentali e propagandistiche ai vostri corpi elettorali - considerati ignoranti parchi buoi - avete appezzentito e continuate ad appezzentire, milioni di cittadini a cui sapete solo chiedere il voto alle competizioni elettorali. Agli italiani, cioè al Popolo Sovrano, non è stata
chiesta, via referendum, la scelta di entrare nell'euro o meno. Lo hanno deciso, per noi, un pugno di uomini di potere, una mal delegata democrazia parlamentare. Ora, dai disastri, dai guai e dalla miseria incipiente operati sul vivo della nostra pelle, avete il dovere civico e morale di cavarci, Esimi Prodi & Berlusconi. Altro che le insulse, grottesche e ciniche beghe mediatiche!!
La realtà, fuori dall'economichese-quirinalizio, (alludevo al "puro" economichese sull'euro di Spaventa) è che chi campava con 2.000.000 di lire al mese ora deve campare con 1.100.000 lire al mese. Giuliana D'Olcese
2004: LA STANGATA PER LE FAMIGLIE DA 1.100 EURO
di Giuliano Zulin - 27 dicembre 2004 Il Pungolo.com - Economia
Passato l'effetto euro, sembrava finita la corsa dei prezzi. Invece no.
Anche il 2004 sarà un anno di passione per le famiglie italiane. Dovrà fare i conti con nuovi rincari. L'aumento di beni e servizi costerà agli italiani circa 1.100 euro in più, cioè 2 milioni di vecchie lire. Praticamente uno stipendio medio. La corsa agli aumenti ulteriori (previsti tra il 6 ed il 7%) non s’arresta anche se l'anno scorso sono aumentate fino al'11%. Imputati della stangata, secondo previsioni dell'Intesa dei consumatori, sono: Servizi bancari, Rc auto, abbigliamento, alimentari, e nettezza urbana
aumentata di oltre il 5%. La spesa media delle famiglie, cresciuta da fine 2001, da 24.000 a 27.000 euro, supererà a fine 2004 i 28mila euro. Sono in arrivo riduzioni sulle tariffe. Per decisioni dell'Authority per l'Energia, diminuirà il gas del 2,4% nei primi 3 mesi del 2004: Un risparmio di 20 euro l'anno. Aumenteranno le sigarette di 20 centesimi a pacchetto. Vi sarà la nuova "tassa sui voli" di 1 euro a passeggero. In aumento birra e superalcolici. In agguato ci sarebbero i rincari del 2% sui pedaggi autostradali.
Ma la revisione delle tariffe, di cui si parla da un anno, dipenderà dal Cipe. Gli aumenti secondo la stima dell'Intesa consumatori:
Nettezza Urbana La spesa media crescerà di circa il 5,5%, passando da 185 a 197 euro l'anno, con un rincaro di 12 euro.
Servizi Bancari Anche l'anno prossimo sarà questa una delle voci che aumenterà più di ogni altra. Dopo il +25% registrato dall'introduzione dell'euro a tutto il 2003, l'incremento che le associazioni stimano per l'anno prossimo è del 9%.
Abbigliamento e Calzature I prezzi di scarpe e vestiti saliranno dell'8%, in lieve ribasso rispetto agli aumenti a 2 cifre che gli stessi consumatori hanno calcolato per i 2 anni precedenti.
Alimentari La voce più contestata l'anno scorso crescerà ancora. I rincari saranno secondo l'Intesa nell'ordine del 6,5%.
RC Auto Gli aumenti saranno nel 2004 dei 3,5%, cioè di circa 25 euro. La spesa media per la polizza raggiungerà gli 870 euro.
Scuola Le spese per l'istruzione cresceranno del 4%, oltre i 460 euro l'anno. I consumatori avevano già calcolato a settembre 2003, in coincidenza con l'inizio dell'anno scolastico, aumenti di libri e quaderni del 10%.
Alberghi, Bar e Ristoranti L'aumento sarà secondo i consumatori del 3 per cento.
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A Destra e Centrosinistra: Ripristiniamo la verità e.... Una certa necessità di correttezza da parte di "giornalisti" che si dichiarano "indipendenti" come i quotidiani in cui lavorano. Che ne dite?
Nella sua rubrica sul Corriere della Sera, in cui coglie lo spunto da una lettera di un lettore per fustigare di volta in volta questo
o quello, Paolo Mieli ha rivolto al Presidente del Consiglio uno dei più duri attacchi che si siano letti sulla stampa negli ultimi tempi. Tema dell'intemerata: il conflitto d'interessi.
Svolgimento: Quello che ha affermato Berlusconi nella conferenza stampa di fine anno è incredibile.
Conclusione: la verità è che il Premier ha trasformato la Presidenza del Consiglio in un ufficio che cura esclusivamente i suoi interessi giudiziari, le sue proprietà, gli affari della sua famiglia e dei suoi famigliari. Parole che sembrano scaturite dalla bocca di un Pancho Pardi o di un Dario Fo qualsiasi, ma che sorprendono e destano allarme, se scritte da un giornalista che gode di una diffusa stima e che era stato indicato dai Presidenti di Camera e Senato come possibile presidente di garanzia della RAI.
Che cosa ha detto di cosi incredibile Silvio Berlusconi da meritare sul primo quotidiano italiano, il quotidiano nato filogovernativo
e che ha interrotto questa sua tradizione solo nel 1994 e dal 2001??? Vale la pena di trarre le parole del Presidente del Consiglio proprio dall'articolo di Paolo Mieli: <Che fine ha fatto - scrive Mieli - la promessa che Berlusconi fece nella primavera del 2001 di risolvere il conflitto d'interessi nei primi 3 mesi a Palazzo Chigi? E, citando la conferenza stampa di fine anno del Premier, virgoletta <Ho mantenuto gli impegni con gli elettori, il Governo ha approvato il disegno di legge nei primi 100 giorni e l'ha trasmesso al Parlamento dove l'opposizione ha fatto una guerra e ne ha impedito l'approvazione, perchè ha l'interesse a usare
strumentalmente la questione contro il Governo>. E su queste parole di Silvio Berlusconi Mieli chiosa la sua condanna:
Berlusconi è incredibile. Dunque il Presidente del Consiglio non sarebbe credibile e avrebbe agito per impedire che il Parlamento approvi la legge sul conflitto d'interessi. Non solo, avrebbe fatto approvare il disegno di legge nei primi cento giorni con la certezza che poi non sene sarebbe fatto niente. Se queste accuse fossero vere, sarebbero gravissime. A Palazzo Chigi non siederebbe un primo ministro chiamato a quel ruolo dalla maggioranza degli italiani con il libero voto, ma un qualche Hugo Chavez che fa strame delle istituzioni per curare i suoi affari. Come tutte le accuse, l'onere della prova spetterebbe a chi la rivolge. Ma siccome vogliamo pensare che Mieli non abbia inteso indossare la toga del pubblico accusatore, anche se la sua appare una Catiliniaria fuor di luogo
e di tempo, proveremo a dimostrare che quel che ha sostenuto Silvio Berlusconi a proposito della legge sul conflitto d'interessi non solo è credibile, ma è del tutto vero. Ed è palese anche ai ciechi che gli intenti che il premier attribuisce all'opposizione sono tanto palesi da apparire dichiarati. Il dibattito sulla regolazione del conflitto d'interessi nasce in Italia con la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Fatto di per sè sorprendente, se si pensa che conflitti di interesse reali o potenziali hanno attraversato la storia dell'Italia repubblicana. Basti ricordare il clamoroso caso del Ministro delle Finanze Bruno Visentini, all'epoca anche presidente dell'Olivetti, che introdusse l'obbligo per i commercianti a dotarsi del registratore di cassa. Uno strumento destinato certamente
a contabilizzare le loro entrate, e quindi a pagare le tasse dovute; ma anche un prodotto tra i principali di quell'azienda, l'Olivetti,
che il Ministro presiedeva. E, a memoria d'uomo, non ricordo di aver letto sui giornali reprimende di quella decisione che avessero
il piglio di quelle che oggi Mieli rivolge a Berlusconi. Nel breve primo governo Berlusconi, il conflitto d'interesse divenne materia incandescente con cui si agitavano le piazze, gridando allo scandalo. Peraltro il Governo aveva incaricato 3 garanti - il presidente
emerito della Corte Costituzionale Antonio La Pergola e i giuristi Agostino Gambino e Giorgio Crisci - di predisporre un disegno di legge da far approvare, tale e quale, in Consiglio dei Ministri. Poi il ribaltone cambiò le carte in tavola e le elezioni del '96, in cui vinse la sinistra, misero la sordina al problema. Era tanto importante risolvere il conflitto d'interessi, che nè il governo Prodi nè la sua maggioranza presentarono uno straccio di disegno di legge al proposito. Fu il Polo delle libertà che, nel primo semestre del '98, risollevò il problema in Parlamento e concordò con l'allora maggioranza ulivista un percorso legislativo che avrebbe dovuto e potuto chiudere la questione. Massimo D'Alema era allora presidente della Bicamerale e sperava di diventare il padre della nuova Costituzione. Il dialogo tra i Poli sulle riforme Costituzionali procedeva tra strappi e distensioni, e la Camera dei Deputati giunse ad approvare un testo all'unanimità. Quando fu il momento di passare al Senato, furono proprio gli esponenti dell'allora maggioranza a sollevare problemi. A partire dal relatore del disegno di legge, il diessino Passigli Stefano, che considerava quel testo <espropriante> (di diritti politici o di proprietà) nei confronti di Berlusconi.
E cominciò la lunga melina. La Bicamerale fallì, il Governo Prodi saltò, Mastella anche, ma dall'opposizione al Governo, e nacque
il Governo D'Alema. Messe da parte le speranze di essere il nuovo padre della Patria, il leader dei DS coltivò insieme il successo di essere giunto, primo ex comunista, a Palazzo Chigi, anche se per vie traverse, e il sogno di restarci con il voto popolare. Passato il momento Bipartisan, era meglio darci dentro contro Berlusconi e il suo tentativo di conquistare la maggioranza degli Italiani e mantenere alto il palo del conflitto d'interessi per poterci meglio appendere l'odiato Berlusconi.
Il conflitto d'interessi rientrò nel cassetto e la maggioranza di centrosinistra di allora, che aveva i numeri per approvare qualsiasi legge, pensò bene che poteva farne a meno; se avessero vinto le successive elezioni politiche, Berlusconi non avrebbe retto la sconfitta e sarebbe uscito dalla scena politica. Le cose non sono andate, per nostra buona sorte, così.
E la storia della legge sul conflitto d'interessi si è dipanata esattamente come Berlusconi la descrive.
Perchè il Governo Berlusconi non ha fatto altro che riprendere il testo della legge che la Camera di maggioranza ulivista aveva approvato all'unanimità e l'ha trasmesso al Parlamento. Dove la maggioranza vorrebbe approvarlo così com'è, mentre l'opposizione oggi + tutta sulla linea espropriatrice di Passigli e, non avendo i numeri, preferisce tenere aperto il tema, è così che Paolo Mieli e quelli come lui, possono esercitarsi a tirare fendenti. Perchè se l'opposizione volesse risolvere la questione, una carta l'avrebbe.
I regolamenti di Camera e Senato prevedono tempi riservati alla discussione e all'approvazione di disegni di legge proposti dall'opposizione. Se l'Ulivo e tutti gli altri volessero, potrebbero mettere all'ordine del giorno il conflitto d'interessi senza che la maggioranza possa opporsi in alcun modo. Dal 2001 sono passati 2 anni e l'opposizione si è ben guardata dal farlo.
Dunque non solo l'opposizione, quando era maggioranza non ha approvato alcuna legge sul conflitto d'interessi, ma anzi ha affossato al Senato quello che la Camera con i suoi voti, aveva approvato. Ma anche in questa legislatura non ha mai fatto nulla
per porre la questione all'ordine del giorno, anche se ha a disposizione gli strumenti per farlo.
E dunque ad essere incredibile è la sinistra. Ma è incredibile anche un giornalista attento come Palo Mieli, che queste cose dovrebbe sapereA proposito, nelle prossime settimane la Camera discuterà il disegno di legge sul conflitto d'interessi.
Su iniziativa della maggioranza. Incredibile, no, caro Mieli ???
Giorgio Stracquadanio
Oppositori immaginari
La maggioranza con l'appoggio di parte della sinistra decide che non deve esistere una tv non asservita ai partiti
di Jacopo Fo
Oppositori immaginari. Dovunque vado incontro persone incazzate nere contro Berlusconi.
C'è un grande godimento verbale nel passare una mezz'ora a maledire Silvio e elencare i suoi peccati. Vedo persone che hanno l'aria stra soddisfatta quando trovano qualcuno con cui sfogare l'odio per "il peggior essere umano che abbia mai calcato il suolo patrio". E' una vera gara a chi ne dice peggio. Ma, a quanto pare questo tipo di opposizione non scalfisce molto la leadership di Silvio. Che cosa si fa concretamente per fermarlo? In Italia assistiamo a un'anomalia di cui quasi nessuno parla (quasi nessuno parla di qualsiasi cosa sia essenziale). E' risaputo che il governo delle destre ha vinto le elezioni perchè la sinistra si è presentata divisa. Sommando i numeri scopriamo che la maggioranza del paese è contro Berlusconi. Eppure questa maggioranza non riesce
a porre un freno alla pioggia di leggi salva-berlusconi. Perchè? La risposta corrente è: Loro hanno la maggioranza in parlamento, possono fare tutto quello che vogliono. Pochi si rendono conto che invece quando la sinistra governava non poteva fare quello che voleva... Anzi non riusciva a concludere quasi niente. Perche'? La risposta è elementare per chi abbia un minimo di concezione materialistica della storia: il Parlamento detiene il potere formale ma deve tenere conto di ciò che pensa chi ha il potere conomico
nel paese. I modi nei quali chi tiene in mano i cordoni della borsa può condizionare i politici sono infiniti e ve li lascio immaginare.
La prima domanda che ci si dovrebbe porre, volendo fermare l'assalto al paese che la destra sta realizzando, dovrebbe riguardare
la questione del peso economico dell'opposizione. La maggioranza degli italiani, anche se non sono gli italiani più ricchi, conta
qualche cosa economicamente? Nessun politico e pochissimi intellettuali si sono posti questo problema.
Ne hanno parlato Umberto Eco e Daniele Luttazzi e pochi altri: Se non ti va Berlusconi smetti di comprare i prodotti delle aziende che finanziano le sue tv. Da anni incontro politici della sinistra, sindacalisti, dirigenti di associazioni, leader del movimento dei movimenti, cercando di porre questo problema ma vengo guardato come si guardano i pazzi. Eppure il ragionamento è elementare.
Il popolo dei progressisti ha pochi soldi ma venti milioni di consumatori conteranno ben qualche cosa: Consociamo i nostri acquisti, costruiamo una lega di consumatori coscienti che iniziano a usare i propri acquisti come strumento di pressione politica. Consociare i consumi permetterebbe a milioni di famiglie di ottenere prodotti e servizi migliori per qualità, a prezzi più bassi (comprare all'ingrosso, è ovvio, conviene). E quando ci sono anche solo 5 milioni di consumatori consociati essi diventano una forza di dissuasione spaventosa. Quale gruppo economico potrebbe rischiare di inimicarsi un simile mercato?
Berlusconi probabilmente non sarebbe neanche entrato in politica se avesse avuto paura che una parte dei suoi telespettatori smettesse di comprare i prodotti pubblicizzati dalle sue reti televisive. Ma Silvio è cosciente che certe idee ai leader della sinistra non possono neanche passare dall'anticamera del cervello. Ve l'immaginate D'Alema che si mette a parlare di prezzi della pasta, tariffe telefoniche, filtri per l'acqua del rubinetto che permettono di non comprare più l'acqua minerale?
Sentirebbe di sminuire la propria immagine occupandosi di questioni così terra terra. E poi ai più sembra impossibile: Come puoi pensare che la gente non ascolti più la pubblicità, inizi a usare il cervello quando fa la spesa e preferisca la qualità delle merci al fascino del prodotto firmato da un nome famoso? Beh, non hanno tutti i torti. E noi lo sappiamo per esperienza, in 3 anni di campagna sugli acquisti consociati abbiamo raccolto alcuni notevoli successi: Più di 6mila famiglie hanno fatto acquisti su Commercioetico.it e sono stati installati migliaia riduttori di flusso dell'acqua di rubinetti e docce, risparmiando ogni giorno tanta acqua quanta ne scorre in un torrente di medie dimensioni e migliaia di kilowatt e litri di combustibile per pompare e scaldare l'acqua. Stiamo collaborando con amministrazioni comunali per diffondere questa tecnologia ecologica e con la collaborazione di Legambiente stiamo monitorando il risparmio idrico dell'intero paese di Bagnacavallo. E poi c'è Monsano, il paese vicino ad
Ancona dove si sperimentano forme di consociazione degli acquisti e dei servizi... E tante altre iniziative.
Siamo molto soddisfatti di questi risultati ma che fatica! Ci viene da pensare che questo lavoro di convinzione sia così lungo e difficile perchè noi siamo 4 gatti, perchè siamo all'inizio, perchè è difficile trattare da posizioni di forza con le aziende che forniscono servizi se non hai coagulato una "massa critica"... E poi è proprio complicato spiegare e far capire le potenzialità di questa strategia "commerciale", oltretutto devi fare i conti con l'ideologia cattocomunista dominante a sinistra secondo la quale
i soldi sono comunque sporchi e chi li maneggia diventa comunque istantaneamente uno sporco commerciante. Scontrarsi con tutti questi problemi è duro e, in effetti, chi glielo fa fare ai politici di prendersi una simile gatta da pelare? Molto meglio arringare folle che si radunano per protestare: Si prendono tutti gli applausi e pochi rischi. Ma resta il fatto che questo modo di fare opposizione lascia alla destra le mani libere per fare tutti i danni che vuole. Mentre piangiamo perchè non c'è una tv indipendente, nel nostro paese basterebbe che 500mila persone consociassero il contratto telefonico (risparmiando) per raccogliere 5miliardi di lire, sufficienti per gestire una tv satellitare. Se 500mila persone consociassero anche il contratto con la banca e l'assicurazione (risparmiando) potremmo mettere su una tv terrestre. Beh, fa proprio tristezza vedere invece milioni di oppositori da bar che si accontentano di fare la voce grossa in qualche corteo e non fanno niente che funzioni per fermare lo strazio della legalità, la guerra, la strage quotidiana dei morti per fame. Lo so che sono solo sogni. Non ci sono i prerequisiti culturali perchè il popolo dei progressisti faccia scelte che portino a risultati concreti... Ma non esiste un'alternativa: O impariamo a far valere il nostro potere di acquisto oppure, perseverando con la strategia delle manifestazioni di piazza e basta si continua a regalare tutto il potere a questa cosca affaristica. E come diceva Sherlock Holmes: Scartate le possibilità possibili restano solo quelle impossibili.
Jacopo Fo
Cacao della domenica con il Cacao quotidiano delle buone notizie e l'edizione domenicale con
Franca, Dario e Jacopo Fo, la redazione di Cacao e lo staff di Atlantide Tv su http://www.alcatraz.it/mailinglist.html