"Guerre Sante":
Gad Lerner denunciato e querelato da Claudio Rise'. Perchè?
 
Servizio della redazione di VirusilGiornaleonline
 
Come premessa, una citazione viene spontanea:
<< Luigi Bacialli (attuale direttore de "Il Gazzettino" di Venezia) che fu allievo di Indro Montanelli, recentemente ha scritto:
"Pluralismo per i partiti significa spartizione di cariche, di posti e poltrone: ci sono giornalisti in quota Pds, in quota An, in quota Ccd, etc. e in questo giornalismo non contano le capacità, l'imparzialità, l'autorevolezza e la serietà, non interessa separare
i fatti dalle opinioni, rispettare la dignità delle persone, ma conta solo la tessera: questo pluralismo in cui il Palazzo crede e che
il Palazzo alimenta, quello della pluralità delle tessere equamente distribuite in modo che non ci siano squilibri e scompensi,
in modo che nessuno possa ritenersi discriminato e tagliato fuori dalla gigantesca macchina dell'informazione-spettacolo.
Questo tipo di giornalismo diventerà pure pluralista, ma resterà bolso, piatto e influenzato dal Potere.
Se non addirittura asservito." >>
 
Virus: "Guerre Sante": Gad Lerner denunciato e querelato da Claudio Rise'. Perchè?
E il collega Claudio Rise' ci spiega qui il perchè con questa documentazione.
 
Gentile Claudio Rise', cosa è successo? Ce lo spiega?
In attesa che i mezzi d'''informazione" consentano un leale e doveroso contraddittorio tra Lerner e lei, (da fresche, vergognose, amare esperienze mediatiche personali, ne dubitiamo) intanto spieghi a noi la cronaca pura dei fatti e come si sono svolti.
Lei, oltre che psicanalista è anche giornalista professionista da ben 35 anni, collaboratore di Libero, di settimanali del Corriere della Sera, ed ha una sua rubrica su Virus, senza elencare qui le note riviste specializzate del suo ramo a cui collabora da anni. Dal carteggio-testimonianze che segue si evince che lei ha rischiato di perdere amicizia e stima umana e professionale dei suoi collaboratori più affezionati. Ci descriva come sono andati i fatti perfavore.
Redazione di VirusilGiornaleonline.
 
Risponde Rise':
 
Caro VirusilGiornaleonline,
le cose stanno così. Il 28 febbraio scorso (io l'ho saputo molto dopo, da preoccupate telefonate di amici, e trovare la registrazione non é stato semplice), nel programma "Diario di guerra e di pace", condotto da Lerner/Ferrara, in onda sul canale televisivo "La 7", Gad Lerner ha dichiarato: "un intellettuale, che è Claudio Rise', uno psicanalista, un intellettuale di un certo peso, ad un certo punto dice _ (qui ha preso in mano la rivista Officina, e come leggendo da un'intervista ha "sparato" )_: ""parlo da amico dello stato di Israele. Mi sono rotto il cazzo, mi sono rotto il cazzo dinanzi all'estremismo spaventoso di quell'apparato militare, di quella gente. Non dico di quella razza perché se no comincia il casino"." Però, io quella frase non l'ho mai detta, come potete controllare consultando il N.1 di Officina, (via Piemonte 32, 00187 Roma, tel O6.42012004), quello, appunto, da cui leggeva Lerner.
E non l'ho detta, né scritta, perché penso, da quando ho cominciato a pensare, esattamente il contrario.
Su come la pensi, e perché, consentimi, caro Virus di non dilungarmi: si tratta di un sentire molto personale, che risale appunto alla mia infanzia, al suo clima, e alle sue esperienze, autentiche, fatte di persone vere, e purtroppo spesso morte tragicamente, proprio perché ebrei. Non mi va quindi di farne oggetto di polemica giornalistica, in una storia poi che parte da un falso plateale.
Ritengo la frase attribuitami idonea a deferirmi, per violazione della più elementare deontologia professionale, sia all'Ordine degli Psicologi, che a quello dei Giornalisti: faccio parte di entrambi, da molti anni. Spero quindi che qualche collega lo faccia: mi denunci all'uno o all'altro degli Ordini, in modo che si possa chiarire rapidamente la verità. Ho detto quello che provo per questa storia, piuttosto infame, sul mio sito personale, sotto la sollecitazione dei suoi giovani redattori, gente pulita, che giustamente mi chiedeva se mi aveva dato di volta il cervello. A loro, che io ho coinvolto nella comunicazione in rete di idee e passioni, e nei confronti dei quali mi sento dunque responsabile, dovevo senz'altro una spiegazione.
Tutto l'"affaire" é quindi ora narrato su:
http://www.claudio-rise.it/lerner.htm Ignoro perché Gad Lerner (che non ho mai visto finora, e mi auguro di non incontrare in seguito), abbia fatto un atto del genere, mi abbia cioé linciato in video. Né voglio saperlo; mi sento già contaminato da qualcosa che, per fortuna, non mi appartiene, ma comunque mi ha toccato profondamente: essere presentato come antisemita, oggi, mentre gran parte del mondo occidentale, nella parte torbida del suo cuore, desidera la distruzione di Israele, e ipocritamente gli chiede di autoliquidarsi, mi fa star male.
Lerner, l'ho denunciato e querelato. Ora dipendo dai tempi, e i modi, della giustizia.
Claudio Risé
clausew@iol.it www.claudio-rise.it
 
From: Paolo Marcon
To: Virus
Sent: Thursday, April 11, 2002 5:29 PM
Subject: Claudio Rise' ha denunciato e querelato Gad Lerner
PERCHE' CLAUDIO RISE' HA DENUNCIATO E QUERELATO GAD LERNER.
STORIA SQUALLIDA DI UN FALSO TELEVISIVO. (tratto da  www.claudio-rise.it  )
 
CARO RISE', SEI DUNQUE ANTISEMITA?
Vittorio Veneto. 2.4.2002
Caro Rise',
vado direttamente al punto, al motivo che mi ha spinto ad inviarti questa lettera. Lo scorso 28 febbraio nel programma "Diario di guerra e di pace", che va in onda sul canale televisivo "La 7", Gad Lerner, nel mio sconcerto più totale, ti ha attribuito le seguenti parole che riporto qui testualmente: "Parlo da amico dello stato di Israele mi sono rotto il cazzo, mi sono rotto il cazzo dinanzi all'estremismo spaventoso di quell'apparato militare di quella gente, non dico di quella razza perché se no comincia il casino". Lerner sembrava leggere queste parole da non so bene quale rivista, come se fossero parole tue, senza peraltro che il co-conduttore della trasmissione, Giuliano Ferrara, eccepisse qualche cosa. Il mio sconcerto deriva dal fatto che mai, mai, mai ho trovato in una sola pagina dei tuoi libri o dei tuoi articoli scientifici, nei tuoi contributi al dibattito culturale, e neppure nelle conversazioni private che talvolta abbiamo avuto, idee o parole come quelle che ti ha affibbiato Lerner.
E' soprattutto una questione di contenuti, ma anche di stile. D'altra parte, correggimi se sbaglio, mi sembra che tu abbia sempre avuto una particolare sensibilità per la questione ebraica e ancora per quella israeliana, che in questi mesi è drammaticamente d'attualità. Sono perciò a chiedere: cosa è successo? Lo potresti spiegare? Mi è impossibile credere che quella dichiarazione sia tua e, certamente, non prendo per oro colato quello che ci propinano i programmi televisivi cosiddetti informativi.
Al tempo stesso immagino che i programmi si preparino in modo rigoroso e perciò fatico a ritenere che sia stato un semplice equivoco. Che sarebbe già, comunque, un fatto gravissimo per due professionisti dell'informazione come il verboso Gad Lerner e il silente Giuliano Ferrara. E' già capitato numerose volte, d'altronde, che intellettuali che esprimono valori e verità scomode ai più, vengano infamati con accuse tali da metterli fuori dal dibattito politico e culturale. E cosa c'è oggi di più infamante dell'accusa di razzismo? Con sincera stima, Paolo Marcon, redattore del sito
www.claudio-rise.it
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Varese 04/04/02
Caro Claudio,
in quanto redattore del tuo sito, sento la necessità di avere un chiarimento su una questione di non poco conto.
Sull'emittente televisiva "La 7" è andato in onda, il 28 febbraio 2002, il programma "Diario di guerra e di pace" condotto da due presentatori: Gad Lerner e Giuliano Ferrara. Ad un certo punto del programma Gad Lerner ti ha citato dicendo parole che, nel ripeterle, mi lasciano molto perplesso oltreché infastidirmi e cioè: " un intellettuale che è Claudio Risé uno psicanalista, un intellettuale di un certo peso e ad un certo punto dice "parlo da amico dello stato di Israele mi sono rotto il cazzo, mi sono rotto
il cazzo dinanzi all'estremismo spaventoso di quell'apparato militare di quella gente, non dico di quella razza perché se no comincia il casino"". Conosco molto bene tutte le tue opere (che ho letto e studiato più volte parola per parola): sia quelle di taglio psicanalitico, riguardanti la tua ricerca sull'identità maschile che quelle di carattere più sociologico o polemologico pubblicate per il corso di Polemologia presso l'Università di Trieste. Ho letto tutti tuoi articoli e le recensioni pubblicate in Italia e all'estero negli ultimi anni. Partecipo solitamente alla maggior parte delle tue conferenze delle quali ho accurate registrazioni.
Credo infine di conoscerti come uomo, pur nel dovuto rispetto, e come persona pubblica.
Per questo, nelle citazioni fatte del tuo pensiero nella sopraindicata intervista c'è qualcosa che non mi torna.
Mi spiego meglio. Nelle tue ricerche sull'identità maschile uno dei punti centrali, direi basilari, è il tuo sostenuto, inaggirabile e rigoroso monito rivolto all'essere umano di genere maschile (e quindi a tutti gli uomini che collaborano con le tue ricerche) ad assumere un preciso atteggiamento etico, garante del controllo dell'aggressività e della violenza. Questo monito è anche indirizzato ad evitare nel quotidiano così come nelle relazioni internazionali l'identificazione e persecuzione di una serie ininterrotta di capri espiatori. Addirittura nell'opera da cui traggo questo passaggio (Il maschio selvatico) tu hai rilevato, condannandolo senza ammende, l'aspetto fortemente negativo dello squadrismo fascista, caratterizzato da un aspetto oscuro, violento, che ad un certo punto ha fatto irruzione nella storia in modo terribile e distruttivo nei confronti degli altri esseri umani.
E' stato molto importante per me, che non ho vissuto quel periodo storico, ricevere indicazioni su quanto è accaduto; naturalmente per uno scopo che tu hai sempre sottolineato: evitare la ripetizione di simili violenze, scegliendo invece la strada che mette prima di tutto l'impegno a favore della comunità e il rispetto dell'alterità, nella legalità. Vorrei dunque capire cosa c'entra uno scrittore che insegna nei suoi libri queste cose (e che mi ha spinto anche a leggere autori notoriamente antifascisti), con un intellettuale che, secondo le parole di un presentatore televisivo, va in giro a buttare messaggi antisemiti, contro il popolo ebraico, contro altri uomini.
Ma c'è altro. Negli ultimi anni hai pubblicato numerose recensioni per favorire la diffusione in Italia (ed in ambienti in genere sordi e ostili) delle opere di grandi filosofi, sociologi e pensatori di origine ebraica. Ho avuto così l'opportunità di conoscere il pensiero di autori come Zygmunt Bauman che ha trattato questioni vitali come il valore della comunità e del rispetto della legge, Levinas con le sue importanti riflessioni sull'incontro con l'altro essere umano da riconoscere nella sua inviolabilità e sacralità, oppure Hans Jonas che ha spiegato con accuratezza (e dolore) il significato della persecuzione nazista contro gli Ebrei condotti ad Auschwitz.
A me sembra che questa formazione, a cui ho potuto accedere grazie al tuo lavoro di ricerca, conduca in una direzione completamente diversa (opposta) a quella verso cui mi guiderebbe un fanatico razzista.
Mi conduce verso l'amore per gli altri esseri umani, non verso l'intolleranza. Non capisco neppure come un docente universitario di Polemologia che nei suoi libri sulle cause dei conflitti bellici moderni (penso in particolare a La Guerra Postmoderna) abbia potuto dare con estrema precisione il profilo scientifico delle guerre degli ultimi 50 anni, mettendo a disposizione un insieme di fecondi saperi alle Organizzazioni Internazionali, proprio per evitare ulteriori sanguinosi scontri, ecco, non capisco come la stessa persona abbia potuto liquidare un grave evento (l'inasprimento del conflitto tra Israele e Palestinesi) con una frase volgare e che non mi sembra appartenere in nulla allo stile dello scienziato di cui ho studiato i libri. Per concludere, vorrei proprio avere un chiarimento.
O tu scrivi sui tuoi libri argomentazioni che poi nelle interviste confuti e rigiri per convenienza.
Oppure il presentatore Gad Lerner, nella trasmissione suddetta, ha detto una menzogna (che in quest'ultimo caso non potrebbe essere un lapsus).
Per correttezza vorrei chiedere queste cose anche a Gad Lerner, e sapere se anche lui ha letto i tuoi libri. Per correttezza.
Con stima Antonello Vanni, redattore del sito
www.claudio-rise.it su cui sono postate altre lettere.