'Vayrus'StatalistaVeryVerydoc
Come
la Sinistra ti processa e ti decapita in piazza.
Caro Adornato, la mia famiglia nascondeva gli ebrei.....
*****
lettera a
Liberal di Claudio Rise'
Lettera al direttore di Liberal Ferdinando
Adornato
Caro Adornato,
desidero informare
te, e i lettori di Liberal, di un episodio che mi ha profondamente
impressionato, e che rivela un aspetto inquietante dell'arroganza, e della
manipolazione, dell'informazione politica in Italia.
Nel programma Diario di guerra, in onda su "la 7" il 28 febbraio,
dedicato alle ricadute antisemite dell'antisionismo,
il conduttore Gad Lerner,
ha detto: "Claudio Risé, psicanalista, intellettuale d'un certo peso, in
un'intervista al mensile Officina ha dichiarato: "parlo da amico dello Stato di
Israele: mi sono rotto il cazzo. So di quella gente."" Ha poi proseguito
l'immaginaria citazione, attribuendo a me una dichiarazione di Giampiero Mughini, pubblicata su quella rivista, 5 pagine
dopo una mia intervista sulla guerra, materia che ho insegnato per anni
all'Università. In quell'intervista (che Officina ha
ripreso dal sito Internet che porta il mio nome), presento la posizione, che ho
già proposta su Liberal: "right or wrong, my
country", e non menziono Israele, né il sionismo, o gli ebrei. Come faccio da
sempre trattandosi di un tema in cui il mio sentimento é dominato da emozioni, e
ricordi, personali, che non voglio inquinare col dibattito politico, e le sue
frequenti strumentalizzazioni.
Nei miei primi anni di
vita infatti, mentre mi svegliavo a Stresa per gli spari incrociati della
guerra civile, a poca distanza da me,
a Meina, bimbi ebrei della mia età, e poco più
grandi di me, venivano buttati nel lago con una pietra al collo, dalle SS tedesche.
La mia famiglia,
come tante, come era giusto, nascondeva e aiutava gli ebrei, e noi
bambini, oscuramente capivamo e partecipavamo. Le case che i cittadini di religione ebraica
dovettero abbandonare, alte sul lago tra i parchi inselvatichiti, sono rimaste
poi come una quinta corrosa, tragica e indimenticabile, della mia infanzia e
adolescenza.
Anche per questa mia storia, forse, non ho mai
tollerato che qualcuno prendesse, in mia presenza, posizioni non solo
antisemite, ma semplicemente contro Israele. Ruppi amicizie molto care, come
quella con Khemisti, giovane combattente del Fronte Nazionale di Liberazione
Algerino, allora mio allievo all'Università di Losanna, poi primo ministro degli
Esteri dell'Algeria indipendente, proprio per il suo incontenibile odio per gli
ebrei. Ed ora, un conduttore televisivo che interrompe villanamente i suoi
interlocutori, che non sa nulla di questo, che non mi conosce neppure, può
impunemente (le cause vengono discusse dopo anni, ma il danno è fatto), leggere
come fosse mia la frase di un altro, che ha sull'argomento un sentire certamente
legittimo, ma opposto al mio! Ignoro perché Gad Lerner l'abbia fatto, non provo
il minimo interesse per le sue motivazioni.
Tuttavia da
giornalista, professionista ormai da 35 anni,
e da uomo libero, amante della
libertà mia e degli altri, sono sconcertato
da tanta indifferenza per ogni deontologia
professionale, e rispetto umano. Un'informazione esercitata in questo
modo spinge il pubblico su cui è riversata nella
regressione psicologica, ed etica, nei sentimenti peggiori. Le tracce di questa regressione
collettiva sono purtroppo evidenti nella cattiva qualità del dibattito politico,
e nella dialettica tra i due schieramenti, avvelenata da una faziosità che tende
a dilagare nelle piazze. C'è
ormai un bisogno vitale di rigore, e rispetto
umano.
Con amicizia, Claudio Rise'. http://www.claudio-rise.it/lerner.htm