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Prostituzione:
Chi dichiara di combatterla, in genere, mente
 
di Claudio Risè
 
Caro Virus, mi chiedi (forse perché mi occupo di psiche) cosa ne penso della prostituzione, tema sui cui hai prontamente colpito, subito dopo l'esternazione del Presidente del Consiglio. Anche se con tutte le toghe nere e arrabbiate che girano in questi giorni non è probabilmente opportuno, cordialmente ti propongo:
Prostituzione: 5 regole per parlarne evitando di delirare.
1. Non è praticata solo da chi viene riconosciuto come prostituta/o. Moltissimi rapporti - non solo sessuali - sono di prostituzione: offerta di parti di sé, delle loro immagini, o di prestazioni diverse, in cambio di denaro o benefici.
Chi dichiara di combatterla, dunque, in genere mente. Ne combatte solo gli aspetti più dichiarati, e dunque, per solito, moralmente meno corrotti.
2. E' inestirpabile, in quanto risponde a moltissime, e diverse, pulsioni (ed anche sentimenti) umani, sia tra gli uomini che tra le donne. Inoltre, la prostituzione specificamente sessuale, affonda le sue radici nel desiderio-bisogno di relazioni intime ma transpersonali, o impersonali, che da sempre può manifestarsi, sia nell'uomo che nella donna.
Per questo in molte culture tradizionali essa fa parte dell'attività religiosa.
3. E' errato equipararla sempre alla schiavitù. Quando é così, va colpita nei trafficanti, e non certo nei clienti, o nelle persone che la praticano. Nella maggior parte dei casi però nasce da un'aspirazione, di natura non solo economica, della persona che vi si dedica. Quando questo invece non sia il caso, è giusto aiutare la persona ad uscire da questa professione, e condizione, indesiderata.
4. La prostituzione stradale è pericolosa per chi desidera ricorrervi, infastidisce molti altri, e per altri ancora (bambini, soggetti deboli) la sua esibizione è senz'altro nociva. In genere, dunque, sarebbe sicuramente opportuno trasferirla in ambienti più protetti, e ad essa dedicati.
5. Come per tutte le attività specializzate, che utilizzano un indotto ben preciso (es. la borsa valori, che ha bisogno nelle sue vicinanze di banche, agenzie finanziarie etc, mentre qui vengono apprezzati porno shops, cinema erotici, etc.), è ipocrita e stupido pensare di disseminarne le localizzazioni, per evitare il "ghetto". Un'ubicazione ben delimitata, nota, e opportunamente inserita nel suo indotto sarà apprezzata da chi pratica quest'attività, da chi la frequenta, da chi la deve controllare, e da chi, detestandola, non se la ritroverà più tra i piedi (se non quando gli capiti di desiderarla).
Uno Stato ben ordinato non deve fare altro che tutelare nel modo migliore questi diversi interessi dei suoi cittadini.