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Olcese. Storia veridica di dame autentiche, e identità distorte.
 
 a Risé Olcese non piace Doc
 
L'ha detto la Cassazione. La sezione presieduta da Corrado Carnevale: peccato, perché in tanti ne han detto così male, per così tanto tempo, (Il grande "aggiustatore" dei processi di mafia) che certamente il Presidente é un fior
di galantuomo. In ogni caso la Cassazione ha detto. Che noi giornalisti non potremo più, scrivendone chiamare Olcese,
la Olcese, Giuliana. O meglio, che noi, se vogliamo, la si chiami pure così, e lo stesso gli altri. Ma i giornali no. Perché no? Perché che Giuliana venga definita Olcese, lei moglie Sacrarotalmente annullata, comporta, come accondiscese anche
il Garante della privacy, una "grave distorsione della propria identità" per la signora Olcese N.2 (promossa
a N.1, per via della Rota Santissima), che non ama vedere "collegata la propria persona" con le iniziative e le amicizie della de Cesare", vale a dire Giulianabella, Olcese N1 (retrocedenda a N.Zero), dissacrata e annullata.
Potenza di un marito, seppur defunto, anzi del di lui cognome! Com'è possibile, infatti, confondere l'identità di una dama, che di nome fa Maria Teresa, e cognome Valoti Olcese, con altra dama che di nome fa Giuliana, e di cognome de Cesare atque Olcese? Tanto più che "persona, iniziative, amicizie" dell'una (la seconda) sono del tutto diverse da quella dell'altra, tanto che "il sol pensier ancor l'offende"?
Ma allora, dov'è la confusione? Una lombarda, l'altra napoletana, una annullata, l'altra vedova anagraficamente sancita: come fa l'identità a distorcersi, e scivolare? Le identità farebbero meglio, a parer mio (certo l'ultimo degli operatori della psiche), ad essere più stabili e menefreghiste. Altrimenti i Garanti e le Cassazioni (che "aggiustano" non la finirebbero più di rassicurarle con sentenze e affini. Insomma, l'identità dovrebbe, secondo me, fottersene di chi si chiama come noi. Una storia, vera peraltro. Un paio di mesi fa cerco Risé su Internet, alla ricerca di un articolo perduto, che mi menzionava. Con mio stupore, il computer avverte che sta scaricando un'immagine. Mi aspetto il solito nano pelato che circola col mio nome (che è anche il suo), e invece arriva una bellona bruna dalle labbra vermiglie, baciata appassionatamente da un tipo dall'aria professionale. La didascalia dice: Risé e ..un altro nome, non ricordo. Incuriosito clicco sulla foto, e finisco in un sito di travestiti piuttosto eleganti, spagnolo, credo di Saragozza, dove ritrovo sempre Risé, che ormai si capisce essere la bellona di prima, che ha l'aria di divertirsi molto. Di fronte alla bellona/e, le diverse identità di Risé, Claudio, il polemologo, lo psicanalista, il giornalista, ed altre ancora, si sono radunate attorno al monitor, hanno sorriso a vedere tanta scriteriata giovinezza, si sono anche chieste che diavolo ci faceva lì un cognome ancor meno frequente di Olcese, seppur non legato, in passato, a filande e telai, e poi hanno cliccato via, e si sono rimesse a cercare l'articolo di prima. Insomma Signore, Signori, Garanti, e Presidenti: che Giuliana è Olcese posso assicurarlo a tutti. Lo fu a Milano, scivolando via annoiata da serate ambitissime, con la sua aria di napoletana ribelle, il volto cereo, affilato, e gli occhi verdi assassini, tra dame un po' impalcate e gentiluomini lentigradi, infuribondendo le dame, e affascinando gli uomini, nessuno escluso, a cominciare dal marito, il mio amico Vittorio. Lo fu nel Nord est non ancora provvisto di Serenissimi, nella Villa dei Vescovi di Padova, da lei, e lui, tratta dall'abbandono e restituita alla pristina, palladiana, dignità. Organizzandovi anche feste di notevole fantasia e divertimento, già allora materie rarissime, specie in quel ceto appesantito da abbondanza di cibo e grana. Poi ce ne fu un'altra, di Olcese, d'accordo, che ebbe crismi più duraturi, fino appunto alla morte di Vittorio, detto Tojo. E di questa, di Giuliana, allora, che dobbiamo fare? Ammazzarla? Presidente Carnevale, proprio Lei, che tra gli ammazzamenti passò una buona parte della sua carriera di Giudice, sono sicuro che non vorrebbe mai la morte, seppure nominale, o meglio cognominale, di una creatura da sempre bella, amata, e per questo anche molto odiata.
Lasci vivere, signor Presidente, Giuliana bella. E la lasci firmare: Olcese. Tanto, è inconfondibile.
Non la si può scambiare con nessun'altra, Olcese, o no. Suo, Risé (Claudio, non mi confonda, mi raccomando, col primo Risé che Le capiti di trovare, su Internet, o altrove). www.claudio-rise.it