L'ultima di Telecom
la Procura di Viterbo archivia. Cosa fanno gli altri?
A Cremona 5000 gli utenti truffati e 20 denunciati nell'ambito delle indagini della cosiddetta "truffa del 709"
Sono finite nei guai 20 società che avrebbero controllato "siti trappola"
Nella Tuscia molte vittime del 709, ma la Procura archivia le indagini
 
Allora, sentite questa, e provvedete:
L'ultima di Telecom, di cui nessuno ancora si è accorto, è la voce comparsa sulla specifica dell'ultimo "Conto Telecom Italia. Dettaglio dei costi". Se gli abbonati lo controllano, se no saranno fatti fessi a vita, c'è la voce: Tutto4 star*. Sono addebitati 2,46 euro, dal 1° agosto al 31 agosto, e così via nelle fatture seguenti se non si è richiesto spiegazioni e dato l'assenso, o il diniego, al servizio Tutto4 star*, senza descrizione ne' spiegazione alcuna della voce citata.
Telefonando al 187 rispondono: "Servizi di segreteria". Quale segreteria se io non lo ho mai chiesto e la Telecom non mi ha mai interpellato se volevo attivare questo misterioso servizio di segreteria? "Ci scusi, dev'esserci un errore".
E' la ambigua e breve risposta, e mettono giù il ricevitore. Tipo come facevano gli operatori Telecom con i numeri 709 ecc. ecc. numeri di cui fu vittima anche l'ex Presidente della Repubblica Cossiga. Se, dopo anni che la Telecom fa strani scherzi, si fa per dire "strani scherzi", ritenessi che sono "errori" in buona fede, questa email la invierei, per conoscenza, alla segretaria di Tronchetti Provera, perchè Provera Provveda. Ma farei una cattiva azione ai cittadini-utenti abbonati a Telecom. Quindi, meglio che scoppi anche questo ennesimo, chiamiamolo "caso", su Telecom. GD'O
    la Procura di Viterbo archivia. Cosa fanno gli altri?
IL MESSAGGERO. di Paola Pucciati. Viterbo 4 Ottobre 2004
Da Imperia a Napoli fascicoli aperti a carico di società truffatrici Cosa fanno gli altri? La Procura di Imperia è stata la prima, in Italia, a prendere sul serio il fenomeno e nel luglio 2003 ha scoperto un giro di affari di 60.000 euro, passando al setaccio oltre 400 siti Internet. Sono stati denunciati sei legali rappresentanti di altrettante imprese del centro Italia, e sono state contestate sanzioni amministrative ad altre 12 società. Nel mirino della Polizia Postale di Napoli sono finiti 4 operatori telefonici compiacenti ai quali sono state inflitte multe per oltre 600mila euro. Sono 16 i verbali di contestazione notificati dalla Polizia Postale a questo primo gruppo di operatori coinvolti. A Cremona 5000 gli utenti truffati e 20 denunciati nell'ambito delle indagini della cosiddetta "truffa del 709". Sono finite nei guai 20 società che avrebbero controllato "siti trappola". Numerose altre sono le Procure Italiane che si sono attivate davanti ad un fenomeno nazionale così dilagante: Roma, Torino, Benevento, Trani e altre. Tutte, indagando, hanno aperto fascicoli a carico di qualche indagato. Per il procuratore capo di Viterbo Armati, invece, il collegamento truffa è dovuto solo a un errore del denunciante Internet: 2000 bollette gonfiate. Nella Tuscia molte vittime del 709, ma la Procura archivia le indagini. Internet, la tua croce. Già, perché i truffati dal fatidico "709" e simili sono un vero e proprio esercito in Italia, ma anche nella Tuscia. Nel Viterbese sono infatti oltre duemila le persone che hanno ricevuto bollette telefoniche gonfiate. C'è chi addirittura ha dovuto pagare 10 milioni delle vecchie lire. Ma il fenomeno, che viene seguito con attenzione da molte Procure d'Italia, non interessa più di tanto quella di viterbese, che ha archiviato la quasi totalità delle denunce. Cadere nella trappola della frode è sin troppo facile. Navigando in Internet spesso può capitare di scaricare inconsapevolmente sul proprio computer un "programmino software" in grado di deviare automaticamente la numerazione telefonica truffaldina. In tal modo si rischiano di pagare anche 150 euro per ogni ora di collegamento. Negli uffici della polizia postale di via Ascenzi, sono arrivate oltre duemila denunce da parte di cittadini viterbesi truffati. Ma questi sono soltanto la punta dell'iceberg. Sono assai numerosi anche quegli utenti Telecom che per un motivo o per l'altro hanno rinunciato a sporgere denuncia. Giorni fa però, la Telecom ha inviato una lettera a tutti coloro che hanno sporto denuncia. Sulla missiva si legge: «Ai fini della definizione del reclamo da lei inoltrato relativamente agli importi
contestati per traffico verso numerazioni 709 la invitiamo a volerci comunicare se, in esito alle indagini svolte sulla base della denuncia da lei presentata, l'Autorità giudiziaria ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati per l'accertata frode. In mancanza di un suo riscontro, Telecom Italia la contatterà prossimamente per la definizione del reclamo». Chi l'ha ricevuta si è recato in Procura per sapere l'esito delle indagini. Con grande sorpresa la riposta è stata per tutti la stessa: «E' stato tutto
archiviato. Purtroppo deve pagare tutte le bollette contestate». Come mai? «Le indagini - dicono alla polizia postale - non sono mai partite perché la Procura non ci ha delegati a intraprenderle, con l'eccezione di un solo caso». Per la Procura insomma, il caso "709" non è da approfondire. Una conferma viene proprio dal Procuratore capo Giancarlo Armati, il quale sostiene: «Le denunce pervenute sono migliaia ma le motivazioni sono tutte le stesse. E' la polizia Postale che deve indagare. Dalle indagini svolte su
una denuncia, è emerso che il collegamento alla numerazione 709 dipendeva da un errore commesso dallo stesso denunciante. Poiché le motivazioni delle altre denunce sono le stesse, era inutile andare a fondo».
E allora? Al povero utente non resta che pagare.
l'Anticrimine che fa, dorme?
709 e numeri internazionali: la Procura di Viterbo archivia. Mentre altre indagano a tutto campo. Perchè?
A Cremona 5000 gli utenti truffati e 20 denunciati nell'ambito delle indagini della cosiddetta "truffa del 709". Sono finite nei guai 20 società che avrebbero controllato "siti trappola". Nella Tuscia molte vittime del 709, ma la Procura archivia le indagini
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I dialer sono onesti e gli utenti stupidi. Archiviate le denunce dei truffati dai dialer: si sarebbe trattato solo di errori degli utenti. [ZEUS News - www.zeusnews.it - News, 09-10-2004]
 
Il procuratore capo della Repubblica di Viterbo avrebbe chiesto l'archiviazione delle denunce degli utenti Telecom Italia truffati dai famosi dialer. Sostituendo in modo subdolo alle connessioni Internet dei Pc collegamenti con numerazioni 709 e numeri internazionali, i dialer hanno prodotto bollette milionarie che Telecom Italia ha accettato temporaneamente di congelare, attendendo l'esito delle indagini. Si tratta di circa 2000 utenti solo nel viterbese, alcuni dei quali hanno avuto anche fino a 10 milioni di lire di addebito, che ora rischiano che Telecom Italia, dopo la richiesta di archiviazione, gli ripresenti il conto. Infatti, nel caso di Viterbo, la motivazione alla base della richiesta di archiviazione non sarebbe la difficoltà di individuare i responsabili della truffa (spesso coperti da società fantasma in paradisi fiscali in Paesi extracomunitari) ma sarabbe data dal fatto che il magistrato non ritiene gli utenti vittime di una truffa, ma causa del loro stesso male, essendo incappati nei dialer per loro errore e imperizia. Insomma, i gestori dei dialer sarebbero dei benefattori o quasi, e gli utenti viterbesi una massa di stupidi. Se più volte si è accusato la magistratura di voler criminalizzare l'impresa e le attività economiche, questo non è il caso della magistratura viterbese. Piuttosto il rischio ora è quello di una giustizia a macchia di leopardo, con province in cui la magistratura riconosce la buona fede degli utenti, e altre in cui li consegna nelle mani di Telecom Italia. Ci chiediamo perché di fronte a una truffa come quella dei dialer, di così grande entità in termini di utenti, con un giro di affari per decine di milioni di euro, diffusa su tutto il territorio nazionale a opera di un numero ristretto di gestori, non sia scattata la competenza della Procura Nazionale Anticrimine, che indaga sui reati compiuti dalla grande criminalità organizzata, coordinando le attività dei vari Pm. Perché il ministro Castelli non dice niente e perché non c'è un parlamentare che gli voglia porre un'interrogazione su questo punto?
Pier Luigi Tolardo
Cornuti & mazziati da Telecom?
Le fatture miliardarie le riscuote Telecom. Il "colpo di spugna" sarebbe rosso o azzurro? A occhio & croce...
Occupiamoci di cose serie. Lasciamo ai ministri Tremaglia e Buttiglione & ai cantori della stampa le loro puttanate sui "culattoni". E' tutta fuffa elettoral-policante di destra e di sinistra per distrarci dai problemi seri
Il popolo italiano si chiede se è giusto continuare a tirare la cinghia, sopratutto dall'avvento dell'euro - 1 euro = 1000 lire mentre ne vale circa 2000 - e perchè ancora nessuno ha applicato i rimedi che pure ci sarebbero. E si chiede perchè lo si forza a contribuire, tra altre infinite esigenze-capestro del nostro Stato, a mantenere in modo tanto elevato i Parlamentari. Lo stesso dicasi per i partiti che, per ora, sepolti da una gragniuola di proteste e in vista delle Amministrative, hanno accantonato il provvedimento che stavano approvando, di notte, sull'aumento del 150% dei contributi pubblici ai partiti. E' una vergogna. Uno scandalo di Stato.
Ci vediamo alle urne delle Amministrative..... ne rivedremo delle belle davvero, peggio delle europee. gd'o
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Un giudice di pace di Foggia condanna Telecom Italia per una bolletta su cui aveva addebitato traffico fatto attraverso un dialer truffaldino ZEUS News - www.zeusnews.it
 
"Ci sarà pure un giudice a Berlino" avranno pensato molti utenti, alle prese con bollette telefoniche gonfiate dai dialer truffaldini,
a cui oggi Telecom Italia vorrebbe far pagare tutto e caro. Questo giudice c'è ed è a Foggia: si tratta del giudice di pace che ha condannato Telecom Italia a restituire la somma pagata dagli abbonati e le spese legali. Si tratta di una sentenza che potrà costituire un precedente importante per decine di altre cause che si devono celebare a Milano e in altre località in questi giorni.
Il giudice foggiano nella sentenza riconosce: "Si è trattato di un programma software che, scaricato, senza nessun avvertimento, sostituisce il numero di connessione in rete con un altro numero, dialer "709". In questo modo Telecom Italia ha violato gli articoli
4 e 5 della delibera 9/02 del Cir dell'Autorità delle Comunicazioni". Inoltre, poichè Telecom Italia non si è presentata in giudizio per opporsi alla richiesta del cliente, secondo il giudice ne ha riconosciuto la fondatezza. In questo caso, però, più che una scelta deliberata, quella di non presentarsi è una conseguenza dell'ultima riorganizzazione Telecom Italia che ha portato alla scomparsa dei suoi uffici legali sul territorio per accentrarli tutti a Roma. E Telecom Italia è divisa sulla questione dialer. Si fronteggiano due linee sulla questione delle bollette gonfiate dai dialer: la linea dura di chi vorrebbe far pagare tutti e la linea più disponibile a un "colpo di spugna".
Molti utenti, che nei mesi scorsi hanno esposto denuncia per bollette telefoniche con addebiti ingiustificati causa 709, ricevono in queste settimane la lettera di Telecom Italia, che gli chiede informazioni sullo stato delle cause, e può preludere a una richiesta di Le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra e ci sono già stati confronti tra Telecom Italia e le Associazioni su questo tema, che è stato oggetto anche di una puntata di "Mi manda RaiTre", la prima senza Piero Marrazzo come conduttore.
Il problema è che in Telecom Italia non hanno ancora deciso che linea assumere: da una parte ci sono parti della magistratura, come a Viterbo, che ritengono che la truffa non ci sia mai stata ma solo scarsa attenzione da parte degli utenti; in altri posti, come a Torino, i magistrati sono orientati all'archiviazione, perché risulta quasi impossibile individuare i responsabili delle truffe; in altri posti ancora la magistratura non si è espressa. La questione è fluida e Telecom Italia prende tempo: non vuole rinunciare a quello che ritiene un suo "buon diritto", ossia alla riscossione delle bollette gonfiate dai dialer, ma non vuole ancora aprire un fronte legale e politico vasto contro tutte le associazioni dei consumatori coalizzate e circa duecentomila clienti coinvolti nell'"affare dialer", decine e decine di migliaia di famiglie con redditi modesti su cui pende la spada di Damocle del pagamento di bollette quasi sempre per centinaia di euro, molto spesso per migliaia di euro. Anche il management è diviso: c'è chi spinge per una linea dura per non perdere una fetta di ricavi indispensabile per raggiungere gli alti tassi di crescita della redditività che Tronchetti Provera ha promesso ai mercati e c'è chi è preoccupato per il costo in termini di immagine che uno scontro frontale sulla questione potrebbe avere per Telecom Italia. Alcune associazioni dei consumatori più agguerrite sono pronte a organizzare la disdetta di massa da Telecom Italia e il passaggio ad altri gestori. Inoltre, se il caso si gonfiasse, non si può escludere neanche una commissione di indagine parlamentare, o peggio di inchiesta, su cui destra e sinistra potrebbero convergere oppure una nuova istruttoria da parte dell'Authority per le Comunicazioni, che pure è stata poco solerte e molto lenta sulla vicenda. La vicenda dei dialer ha dei risvolti inquietanti, dai gestori di 899/709 con sedi in paradisi fiscali e intestatari di comodo a cui Telecom ha affittato le linee e ha versato miliardi di incassi, alla mancanza di controlli, all'indifferenza con cui la stessa Telecom ha seguito le prime denunce da parte dei consumatori costretti a pagare sotto la minaccia della sospensione. Troppi lati oscuri potrebbero essere posti sotto i riflettori e questo non sembra entusiasmare una parte della dirigenza dell'ex monopolista. Linea dura o colpo di spugna?
E' una patata bollente per le mani di Tronchetti Provera e dei suoi collaboratori su cui prima o poi dovranno decidere.
E L'Authority sanziona PlugIt per i dialer. C'è il sospetto fondato che Telecom Italia voglia esigere il pagamento delle bollette gonfiate dai dialer per far fronte a una eventuale sanzione dell'Authority. L'Authority per le Comunicazioni ha sanzionato PlugIt, da alcuni definita "la madre di tutti i dialer", cioè l'azienda italiana leader nel settore dei dialer. I dialer sono quei "diabolici" programmi per scaricare suonerie per cellulari, sfondi per il desktop, giochi e altro, stabilendo una connessione a pagamento.
Il problema è che i dialer spesso sono accompagnati da messaggi poco chiari sui costi al minuto di questi servizi e negli ultimi anni hanno infestato la Rete italiana e hanno gonfiato le fatture di migliaia di famiglie ignare o vittima di figli minorenni incoscienti o turlupinati. La sanzione nei confronti di PlugIt è di 3 milioni di euro, che però non paga per le altre decine di gestori truffaldini, quelli dei software che cambiavano la connessione del Pc all'insaputa dell'utente o lo connettevano a numeri internazionali, siti in località caraibiche al riparo di Carabinieri e Finanza. Per questi casi, anch'essi numerosissimi, l'Authority potrebbe sanzionare Telecom Italia per omissione di controlli e per un comportamento non sempre a favore dei suoi stessi clienti vittime di questi delinquenti.
A questo punto non è privo di fondamento il sospetto che Telecom Italia sia pronta a esigere le bollette, congelate dopo le denunce, per rastrellare i soldi necessari per pagare un'eventuale multa dell'Authority. In questo caso a pagare la multa per scarsa correttezza di Telecom Italia sarebbero gli stessi utenti: cornuti e mazziati, è proprio, questa volta, il caso di dirlo.
Pier Luigi Tolardo
Capezzone Segretario Radicali Italiani:
Ancora un Finanziamento Pubblico ai Partiti?!
Ladri, Ladri, Ladri, Ladri, Ladri e Truffatori. Sarà ancora Referendum
Sulla prospettiva assai concreta, a quanto pare, di un ulteriore aumento del finanziamento pubblico dei partiti (che i cittadini decisero di abolire con il referendum radicale del '93, e che i partiti si sono ripresi, più che raddoppiato, sotto forma di rimborso elettorale), il segretario di Radicali italiani Daniele Capezzone ha diffuso il seguente commento: "Ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri, ladri. E truffatori
Sarà ancora referendum
 
E ZITTI ZITTI I PARTITI SI RADDOPPIANO I RIMBORSI ELETTORALI
Qualcuno ci spieghi perchè il Parlamento riconosce la necessità di elevare gli introiti della politica proporzionalmente alle maggiori spese, ma non eleva i nostri redditi? Perché i bilanci dei partiti meritano più attenzione dei bilanci familiari?
di Vittorio Feltri


Lo scannatoio iracheno non serve nemmeno a ridurre le miserie nazionali. Rotolano teste, saltano per aria autobombe, il deserto
si inzuppa di sangue, ma noi nel nostro piccolo continuiamo a guardare il mondo dal balcone di casa. Il panorama è angusto e sconsolante. Mentre apprendiamo che l'italo-iracheno rapito (al quale Libero si è dedicato la scorsa settimana) è stato trucidato a Bagdad dai cosiddetti combattenti della resistenza, scopriamo i veri fini del patto di non aggressione fra maggioranza e opposizione. Non mi riferisco alla liberazione delle stucchevoli Torretta e Pari (dimentichiamole per favore) bensì al raddoppio dei soldi statali destinati ai partiti. Il provvedimento passerà via liscio con la vaselina dell'unanimità. La politica costa di più oggi rispetto a ieri, come tutto del resto, e allora bisogna adeguare le entrate alle uscite. Detto fatto. Nessuno, dall'estrema sinistra all'estrema destra, ha protestato: il finanziamento pubblico è stato incrementato del 100 per cento. Effetto del caro vita, bellezza. Sento già il borbottio dei critici: quelli di Libero, i soliti demagoghi; i soliti qualunquisti. Accettiamo i rimproveri a una condizione: qualcuno ci spieghi perchè il Parlamento riconosce la necessità di elevare gli introiti della politica proporzionalmente alle maggiori spese, ma non eleva i nostri redditi? Perché i bilanci dei partiti meritano più attenzione dei bilanci famigliari? Difficile comprendere, anzi troppo facile. La distanza fra il Palazzo e i cittadini è invariata dalla prima alla seconda repubblica.
Le speranze di riforme sostanziali sono state deluse. All'inizio degli anni Novanta grazie agli scossoni di Mani pulite, della Lega e di Forza Italia (e alleati, naturalmente) ci eravamo convinti che il dominio delle oligarchie fosse sul punto di schiattare e che finalmente la democrazia avrebbe avuto il sopravvento. Serpeggiava euforia. Chiudemmo gli occhi anche dinanzi alla rivoluzione giudiziaria, ai processi sommari, alle carcerazioni preventive e soprattutto disinvolte; il desiderio di mutare le regole del gioco era più forte anche del garantismo.
Nel 1994 vinse il Polo e dicemmo: è fatta. La vecchia nomenclatura non avrà più peso; ora conterà la "base" e in breve saremo un Paese moderno dove i baroni delle segreterie, un po' ladri e un po' tiranni, lasceranno il posto a uomini capaci di tutelare l'interesse generale e non soltanto il proprio. Un decennio più tardi, pur apprezzando gli sforzi di questo governo a tratti zoppicante, registriamo che maggioranza e opposizione, zitte zitte e in perfetta sintonia, raddoppiano le entrate sottraendo denaro alle casse pubbliche. Non siamo tanto ingenui da pensare che le organizzazioni democratiche campino d'aria; vorremmo però far presente al centrodestra e al centrosinistra una cosa: nei periodi di crisi come quello attuale se si pretendono sacrifìci dalla gente è opportuno fornire buon esempio tirando per primi la cinghia. Se ciò non avviene, significa che fra il sistema entusiasticamente sepolto e quello in vigore c'è poca o nessuna differenza: loro sono loro e noi siamo noi, parco buoi. Non è carino né gentile né onesto.
Non sarà un pacco di miliardi regalato all'arco costituzionale a mandarci in rovina; lo siamo già abbastanza. Ma la sinistra è obbligata almeno a rispondere alla seguente domandina: perché sfotte Berlusconi se propone di abbassare le tasse e non dice una parola se si tratta di finanziare i partiti? Sempre denaro pubblico è. I progressisti espongono una tesi apparentemente ragionevole: meno tasse, meno quattrini allo Stato quindi meno investimenti in favore della collettività. In base alla stessa logica, se lo Stato da più quattrini alle segreterie meno gliene rimangono da spendere per l'Italia. Come mai non stà bene tagliare le unghie al fisco e, viceversa, sta benissimo affilare gli artigli partitici? Sono consapevole, questo è un argomento sul quale Ulivo e dintorni preferiscono sorvolare. Molto più comodo tacciare di populismo Libero. Come è più comodo liquidare chi scrive dipingendolo coi baffetti hitleriani perchè ha osato offuscare l'immagine luminosa delle Simone che la sinistra ha adottato quali mascotte. Non mi garba comunque di alimentare la polemica su questioni belliche proprio nel giorno in cui un ostaggio, l'iracheno residente in Veneto, un ostaggio di serie B, è stato eliminato dai connazionali con la consueta brutalità.
Se mi è consentito vorrei però esprimere disgusto per i resistenti e chi, in una maniera o nell'altra, li sostiene. Certi riti tribali e sanguinari appartengono a una civiltà con la quale non è lecito dialogare, e chi lo fa o vuole farlo si qualifica da sé.
 Vittorio Feltri