ATTENTI AI PREFISSI PERICOLOSI!
**I PREFISSI CHE TI FANNO SPENDERE**
Guida Pratica a quei prefissi telefonici che si credono gratuiti e che invece non lo sono affatto, anzi!
di Pier Luigi Tolardo
Pubblicato su ww.zeusnews.it sito molto utile abbonatevi alla newsletter
E attenti al sito "Fantasma" 709!!!!!! Una truffaldina vera estorsione di danaro circolante in internet
 
Negli ultimi tempi vi è stata un'incredibile proliferazione di prefissi telefonici spesso conosciuti dagli utenti che ignorano sia la categoria che il prefisso indica che il costo, ritenendo, erroneamente, che siano numeri gratuiti. Bisogna premettere che gli unici numeri gratuiti sono i Numeri Verdi, con l'addebito a carico del destinatario, che quasi mai possono essere chiamati da un telefono mobile: iniziano sempre con 800 o 803. I prefissi 840 e 848 non sono invece di Numeri Verdi: 840 è il prefisso dei numeri di addebito ripartito a quota fissa, al chiamante viene addebitata una quota fissa e al chiamato il resto. 848 è invece il prefisso dei numeri di addebito ripartito a quota variabile, cioè a tempo: il chiamante paga una quota variabile secondo il tempo della conversazione, il chiamato paga il resto. Gli 899 e 892 sono ormai famosi: sono i numeri a tariffazione speciale che costano al chiamante secondo la durata della conversazione (anche 1,86 euro al minuto). I 144 ed 166, che non si possono chiamare da telefono mobile, stanno per essere gradualmente soppiantati dagli 899 che invece, spesso, possono essere chiamati dal cellulare, con le stesse tariffe. Il 199 è il prefisso scelto da aziende che scelgono di guadagnare sulle telefonate ricevute, mentre gli utenti pensano che sia gratuito. Al chiamante costa più di una telefonata interurbana e l'azienda percepisce una piccola quota per ogni minuto di conversazione. Il 178 è il Personal Number che permette al chiamato di ricevere le telefonate in arrivo su due linee telefoniche(casa-ufficio, cellulare-fisso) criptando  i numeri veri e propri ed, in questo caso, ci si può trovare a parlare con un cellulare senza saperlo. Il 700 è il prefisso dei servizi Internet che possono avere anche i prefissi 701,702, 709 con addebito al chiamante in relazione a durata o tariffazione speciale. Bisogna ricordare che le chiamate a questi numeri non soggette agli sconti particolari che tutti i gestori prevedono in occasione delle festività, hanno la stessa tariffa a prescindere dal gestore, non sono mai ricompresi in particolari pacchetti sconto o flat di nessun gestore.
Le chiamate ai servizi 899 o 144-166 sono documentate in bolletta ma non esiste nessun elenco ufficiale pubblico in cui si possa risalire dal numero al gestore ed al tipo di servizio.
Completamente gratuiti rimangono i numeri in decade uno (tipo 113 o 118) di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, e quelli dell'Assistenza dei Clienti dei diversi gestori di telefonia fissa e mobile come il 187 di Telecom Italia o il 155 di Wind-Infostrada.
Attenti al sito "Fantasma" 709!!!!!! Una truffaldina vera estorsione circolante in internet
A proposito del.... sito "fantasma" 709
 
Scopriamo anche questi altarini! Si è scatenata una truffaldina campagna elettronica promossa da un inafferrabile (?) sito di delinquenti che promettono entrate gratis facendo poi pagare centinaia di euro al colpo. Molti utenti hanno dichiarato per telefono a Radiocolori di essere stati gabbati dal sito "fantasma" 709 del quale non si sono mai serviti o non volevano servirsi. Poichè le bollette da capogiro erano state emesse dalla Telecom, molti si sono rivolti alla Telecom, ma ebbero solo evasive risposte e ingiunzioni di pagamento (more solito nello "stile" Telecom.....)
Spero che molti utenti ascoltino le "spiegazioni" di -Radiocolori - RAI 1- in onda tutti i giorni alle 12.30-13- sulle interferenze internet del 709, che appioppa tramite la Telecom bollette da capogiro. A Radiocolori si è parlato di rischio permanente 709, di un Daleo, responsabile Telecom, di enti di vigilanza e di garanzia, è intervenuta Donatella Pozzi da Torino, rivoltasi inutilmente più volte al 187, e con fax alla Telecom per avere il tabulato.... chiama e richiama, scrive e riscrive dal 25 marzo e non ottiene alcuna risposta, chiede inutilmente il codice di disabilitazione (per ben 4 volte) di 709 inutilmente. "Ci sono problemi per disattivare il 709" -rispondono alla fine-. "Le bollette sono gonfiate dal 709" -precisa la Telecom-... ma non posso farci niente!" "Questi truffaldini intrallazzi -chiede Radiocolori- a quando risalgono?!"
Inutili le denunce fatte alla Polizia Postale o al 187. Da Avellino Domenico D'Andrea si lamenta della stessa cosa:.. il 187 dice che non è possibile disattivare il 709. Poi il prof. Tampognano di Siracusa è in orbita da marzo 2000 per bollette gonfiate dal 709. Anche lui dice a Radiocolori che il 187 "non può farci niente"! Interviene un pezzo grosso della Telecom: "siamo molto..., dispiaciuti"! La disabilitazione gratuita non riesce (!!!!) a disabilitare il 709 ma è possibile, via Telecom, disabilitarla "a pagamento"!!!! Costo orientativo: 13.63 euro ma poi ha parlato di 4.34 euro di "canone bimestrale", per la disabilitazione.
Si incorre però in attivazioni e disattivazioni... successive e alternate!!!!!. Poi prosegue: "Telecom sta... studiando il fenomeno da molto tempo... -da quando? chiede Radiocolori-....dal 1999, prima che saltasse fuori il 709. Ma allora?- chiede Radiocolori-...
ci vuole "prevenzione", dice Telecom, andare per internet non è un giochetto da ragazzi.... ma Telecom, su richiesta, manda agli utenti rapinati un modulo da riempire per chiedere la disattivazione... a pagamento!. Poi entra in scena un avvocato e il commissario Malacorda. Si! dice; è possibile disabilitare... ma non in forma automatica e neppure permanente!!!!
E non certo gratuitamente. Ma il cliente... se vuole... può farlo. E qui si conclude la storiella tra reciproci battibecchi e interventi da azzeccagarbugli. Poi interviene una certa Anna Marra che parla di... fisiologia e patologie internet precisando che Telecom si sobbarca... 25 milioni di utenti! La mia idea e il mio rimedio? Farsi dare dalla Telecom, volente o nolente, con le buone o  con le cattive l'indirizzo esatto di 709. (Se vuole lo rintraccia di certo, Telecom a chi li manda i soldi? Altrimenti dove vanno a finire? E con quale diritto? Se li intasca lei?) Avuto quell'indirizzo, andarlo a trovare e scaricargli in testa sette colpi di pistola calibro nove lungo (non si sa mai!). Ma cosa fa lo Stato? Cosa fanno Enti e Associazioni varie a delinquere se non proteggere i farabutti? Non tengono forse il sacco ai ladri? Se capitasse anche a voi avvertite della "faccenda" l'Autorità per la Informatica pubblica tallarita@alpa.it , l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - info@agcom.it , il Garante della Privacy Professor Rodotà garante@garanteprivacy.it  e la Polizia di internet polizia.comunicazioni@mininterno.it 
Cordiali saluti Adalberto della Spezia. 
P.S.: La Telecom? "Mi non so gnente, ciò! Ti me ga da pagar, e subito!" 
Questo è un altarino al quale bisognerebbe sparare a vista con la P08 o meglio con la P.38 calibro nove lungo. Dove? Cominciamo da via Lorenteggio, Milano, sede di Inwind e Infostrada. Non credo sbaglieremmo di molto il bersaglio.
Cosa fa la Polizia Postale? Se ne frega come al solito? Attendo la prossima bolletta da Infostrada.
Se ci saranno forti anomalie verrò a trovarti a Milano per farti assistere a un ben giustificato massacro di questi impostori delinquenti che la Legge (uhhhhh! La Legge!!!!!!) poichè se ne sta zitta, li protegge dissanguando il cittadino.
----------------
Virusilgiornaleonline ha effettuato una verifica chiamando il servizio 187 di Telecom, ecco le risposte
Virus ha chiesto se per caso la sua linea telefonica avesse mai avuto collegamenti con il "Sito fantasma" 709 e come può avvenire di collegarsi inconsapevolmente ad un sito per il cui collegamento si paga sia il normale prezzo del traffico alla Telecom o ad altro proprio gestore telefonico, sia ad un altro gestore (motivo delle bollette da capogiro praticamente raddoppiate e spesso, perdippiù, con tariffa di chiamata internazionale). Il 187, verificando il traffico di 3 bimestri, non ha trovato alcun collegamento al 709 o ad altri tipi di siti a pagamento (perchè -ha spiegato- questi tipi di siti, non è solo il 709 ma ne esistono parecchi "in agguato", Telecom a richiesta degli utenti li individua dalla numerazione telefonica) e sono siti italiani e stranieri. Inoltre si tratta di siti particolari. Quindi, fare molta attenzione a non collegarsi mai agli URL ed ai LINK contenuti nei vari messaggi spam che vi arrivano commerciali, pubblicitari, erotici, con offerta di studio di lingue straniere, vincita di viaggi premio, acquisti, vendite on line, suonerie, sms, cellulari, terapie per l'impotenza sessuale, ai link dei "Remove", "Cancellami dalla lista", "Clik here for remove", "Se non vuoi ricevere ulteriori email Clicca qui" "Siamo a tua disposizione!" "Vuoi guadagnare stando seduto davanti al tuo pc?" "Ti regaliamo una occasione unica!", "Sei fortunato! Hai vinto un soggiorno all'estero!" ecc ecc che ricevete). Fidarsi solo dei Remove via e-mail non via link.
Attenti anche agli HOAX ("bufala informatica") vedi su http://www.fighters4web.com/pagine/testi/hoax.html 
E' consigliato di evitare i collegamenti sovracitati ma di prendere gli header dei messaggi di spamming, cercare su questi il numero di ip con cui ha viaggiato il messaggio indesiderato e con questo trovare provider e relativi abbonati-mittenti su
http://www.ripe.net/perl/whois?form_type=simple&full_query_string=&searchtext=212.183.173.221&do_search=Search 
quindi inviare il tutto all'abuse del provider, (l'abuse lo trovate su questo sito), cui è abbonato il mittente evitando assolutamente contatti diretti sia con questo che con i link contenuti nell'e-mail ricevuta, aggiornare l'antivirus una volta la settimana ed evitare la linea ADSL.che è, in pratica, una porta sempre aperta ai maleintenzionati che vogliono entrare nel vostro pc allo scopo di prelevare dati, password, carte di credito ecc o di innestarvi virus informatici per impossessarsi di tutti i vostri dati, documenti, ecc ecc.
Linux in Rete, stop agli intrusi di Stefano Barni
 
Ogni computer collegato a internet è un bersaglio di attacchi informatici dalle conseguenze devastanti non solo dal punto di vista tecnico. Proteggere il Pinguino si può, e con notevole efficacia: vediamo come fare. ZEUS News - www.zeusnews.it - Security Update L'interconnessione tra elaboratori ha importanza fondamentale, tanto da attribuire alle reti il ruolo di infrastruttura critica in ogni sistema informativo. Ma, se il nostro computer può raggiungere il mondo, da ogni computer si può raggiungere il nostro. Il problema era meno grave anni fa, quando la quasi totalità degli accessi casalinghi a Internet avveniva con modem poco performanti e aveva la durata per navigare qualche sito, scaricare la posta o leggere le news.
Anni fa il tempo di connessione e che l'IP attribuito al computer dell'utente cambiasse ad ogni collegamento, rendevano gli utenti finali un bersaglio poco appetibile per i malintenzionati. Ma la situazione è cambiata: la durata dei collegamenti aumenta e si diffondono tecnologie, l'ADSL, che consentono connessioni permanenti con indirizzo IP fisso. Una vera manna per i crackers facilitati nell'individuare computer vulnerabili contro cui sferrare attacchi con facilità. Una volta "bucato" il computer, è un gioco da ragazzi curiosare tra i segreti della vittima alla ricerca di informazioni: numero della carta di credito, la password servizio internet banking, password ecc. ecc. o creare una testa di ponte da cui attaccare altri sistemi facendo ricadere le resposabilità sull'ignaro utilizzatore. Non si tratta di uno scenario fantascientifico: molto spesso i nostri computer sono configurati come preimpostato dal programma di installazione del sistema e può avvenire che molti servizi (telnet, web, ftp, dns, http proxy e altri) siano attivi senza esserne consapevoli. Quando si è collegati basta una password banale o la non installazione dell'ultima patch di sicurezza e la frittata è fatta e gravi le conseguenze, non solo tecniche: la legge stabilisce responsabilità penali per l'amministratore negligente che si sia reso complice involontario di malversazioni informatiche, si rischia la galera.
Bisogna considerare, però, che la legge non stabilisce obblighi precisi: questi devono essere, al contrario, commisurati alle caratteristiche del sistema informativo e all'ambito in cui esso viene utilizzato. Un Internet provider è tenuto a provvedere alla sicurezza dei propri sistemi con impegno. Contro le intrusioni firewall è una parola d'ordine. Il firewall (muro tagliafuoco) è un sistema per isolare tra loro 2 o più reti e consentire che tra le stesse transiti esclusivamente il traffico desiderato. Va detto che un firewall non è la soluzione unica, definitiva e insostituibile e la complessità della sua configurazione dipendono dall'ambito in cui esso è impiegato: si possono avere firewall software e sistemi costituiti da più componenti hardware e software cooperanti. Il caso di cui ci occupiamo è di un computer utilizzato per normali attività di home computing, connesso a Internet in modo semipermanente via modem analogico, ISDN o ADSL. Esso, inoltre, potrebbe essere collegato in rete locale a un secondo computer (ad esempio un notebook). Infine, particolare molto importante, si tratta di un computer su cui "gira" GNU/Linux, il quale implementa, già a livello di kernel, la capacità di filtrare il traffico in transito sulle interfacce di rete, consentendo esclusivamente il passaggio del traffico conforme alle regole stabilite dall'amministratore. Con queste premesse, possiamo affermare di avere a disposizone un vero e proprio firewall software, in grado di proteggere il nostro Pinguino con sicurezza adeguata a evitare che ogni sessione di lavoro in Rete sia fonte di preoccupazioni. A patto che se ne comprenda il funzionamento, lo si configuri con attenzione e, sopratutto, non ci si illuda di avere l'assoluta invulnerabilità. L'implementazione di riferimento, detta Netfilter, è una componente del kernel stabile a partire dalla versione 2.4; la capacità di effettuare packet filtering è presente nei kernel di Linux già a partire dalla versione 1.1, ma proprio con il kernel 2.4 essa, grazie ad una notevole opera di reingegnerizzazione, ha raggiunto livelli di efficienza, versatilità e efficacia senza precedenti. Per configurare efficacemente un firewall, è necessario comprenderne, oltre alle principali particolarità sintattiche, la logica di implementazione. Ma, prima ancora, è opportuno approfondire aspetti tecnici del protocollo IP, cioè delle regole che in Internet presiedono alla comunicazione tra computer.
Tutti questi temi sono affrontati nell'articolo, il cui testo completo è scaricabile tramite il link sottostante. Stefano Barni.