- Riceviamo e pubblichiamo.-
l'"Affaire" Telecom-Costa-de Cesare finisce all'ottava sezione del Tribunale di Roma 
Al quotidiano Il Gazzettino
Gentile Adriano Favaro del Gazzettino,
La politica, (che io pratico in lungo e in largo da 40 anni), è proprio una brutta bestia davvero e non finisce mai di stupire sul
come, capillarmente ed implacabilmente, i regimi ed i poteri forti procedano a braccetto cominciando -quando non gli fai comodo- a falciare le gambe dal basso verso l'alto. Dico dal basso perchè io sono l'ultima ruota del carro ma, comunque do fastidio a molti perchè faccio politica, e informazione non schierata, da libera cittadina e, cosa rarissima per tutti coloro che in Italia si mobilitano dal basso, in quanto vengono considerati sudditi, non Cittadinanze, mi sono creata negli anni con passione politica, duro lavoro, costanza e fatica, un reale marchio politico venendo, addirittura!, centinaia di volte sulle agenzie di stampa e su tutti i giornali, di destra e di sinistra, sia con il Movimento per le Riforme sia per la campagna elettorale del 95-96 che feci appassionatamente mobilitando migliaia di Sindaci. Campagna in cui vinse l'Ulivo ed andò al Governo. Infatti, meritai, "bontà loro", un pubblico riconoscimento, scritto e verbale, da Prodi e da Parisi, nonchè da centinaia di Sindaci.
Senonchè, non essendo io nè una militante-militonta, nè posseduta dal dèmone dell'ambizione che vuole arrivare agli alti scranni del Potere, se credo in una causa e in una riforma giusta, vuoi dell'uno che dell'altro schieramento, non mi fermo davanti a grottesche ed obsolete ideologie e mi sento libera, non chiedendo mai nulla a nassuno ma se mai dando molto, di perorare sia il Federalismo alla, ex Bossi, anzi il vero Federalismo del compianto Professor Miglio, sia la causa dei Serenissimi per cui mi sono battuta per 3 anni avanzando per prima l'Appello ai vecchi amici Carlo Ciampi ed alla "sora" Franca (per dirla alla Cossiga) per la loro scarcerazione, incondizionata, nè mi sono tirata indietro nel sostenere il Carabiniere Placanica con la lista di solidarietà lanciata dal quotidiano Libero già all'idomani degli incresciosi fatti di Genova.
Sia detto per inciso, quando sento affiancare certi aggettivi attributivi al Federalismo....tipo federalismo solidale...
poveri Cattaneo, Don Sturzo and Co.... E, a dire la verità, non mi dispiace affatto la battaglia dei Veneti per riacquistare l'indipendenza perduta col "Referendum-imbroglio del 1886". Ho una grande stima per l'operosissimo Popolo Veneto che, per oltre 21 anni ed ancora oggi, mi ha ripagato con affetto e gratitudine le fatiche fatte onde riportare all'antico splendore un vostro grande monumento storico appartenente alla storia della Serenissima Veneta Repubblica: la Villa dei Vescovi, commissionata nel 1527 dal Vescovo Pisani ad Alvise Cornaro che ne affidò il progetto architettonico e la fabbrica al Falconetto, maestro del Palladio, villa sita in Luvigliano di Torreglia tra i Colli Euganei. 
Ciò premesso, l'articolo da voi pubblicato il 3.2.03 in merito all'"affaire" Costa-Telecom-de Cesare ("ex Olcese"....) risponde, pur succintamente -in quanto i particolari di cronaca sono grotteschi quanto pirotecnici- alla pura verità dei fatti, e non solo.
Anzi, l'"affaire" Costa-Telecom-de Cesare ("ex Olcese"....) si sta tingendo di giallo (si fa per dire giallo....) e sono certa, oltre che bonariamente divertita, che ne vedremo delle belle da qua al 4 Aprile, data della prossima udienza al tribunale di Roma ove, Telecomitalia (ed il malcapitato e giustamente incazzatissimo studio legale Consolo) in seguito a quanto dichiarato a voi del Gazzettino, dovranno "ritirare il Grande Testimonial" sostituendolo, immagino, non si sa con quale misteriosa eterea entità....
Come ho ufficialmente dichiarato, e riportato dal vostro articolo del 3 Febbraio, per ben 9 mesi, -prima che uno dei primi 4 grandi studi legali di Roma, -nientepopodimeno che lo studio dell'Onorevole deputato di Alleanza Nazionale Giuseppe Consolo incaricato da Telecomitalia di difendere la "credibilità" dell'Azienda- presentasse la memoria costitutiva di difesa di Telecomitalia da me chiamata in giudizio (anche per scoprire chi fosse stato lo zoticone vigliacco cittadino italiano che mi aveva denunciata per abuse), non ho mai saputo chi fosse il denunciante.
E chi me lo ha fatto scoprire su un piatto d'argento?
Proprio Telecomitalia e il rinomato studio dell'Onorevole Consolo!!!
Come? Attraverso la memoria di difesa di Telecom in cui si dichiara immediatamente che chi mi ha denunciata è il sindaco di Venezia Paolo Costa "molestato ed impedito nell'esercizio delle sue funzioni" (Sic!) dalle mie 3 email....
Ergo, quanto dichiarato da Telecomitalia, nel quinto paragrafo delle precisazioni apparse in cronaca sul Gazzettino dell'11 Febbraio scorso, e cioè che "In ogni caso, possiamo escludere che il sindaco di Venezia abbia fatto pervenire segnalazioni in merito a messaggi e-mail indirizzatigli dalla signora Giuliana De Cesare." appare quanto mai contraddittorio, oltre che a far pensare ad un ghiotto foilletton che si tinge di giallo.
Ma chissà, forse anche di rosa....
Comunque di qualcosa di non trasparente e di molto poco chiaro....
Siamo, oltretutto, alla vigilia delle elezioni amministrative cara Telekomitalia and Costa.... no?
Mi dicono da ogni Sestiere di Venezia che, al Comune sullodato, si aggirino femmine-parenti, di potere, che praticamente la fanno da padrone nelle delibere del Comune (forse anche nel computer di Paolo?) come l'acquisto della famigerata, e odiata, statua del Napoleòn. On sais jamais.... chi dice donna dice danno, dice l'antico adagio.
Ma, si sa, queste sono chiacchiere del Sestier delle Lavandaie da allegare, d'ufficio, alla erudita Giacibinoide "task force composta da Enzo Biagi, il grande avvocato matrimonialista, e ulivista, Cesare Rimini, Annamaria Bernardini De Pace e Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli", -come scritto dal Gazzettino-.
Pensate un po', cari lettori, che onori mi tributano questi cotanti personaggi "passandomi" sotto le loro... grandi pene, più che penne, sui grandi settimanali, femminiloidi, e non, del Corriere della Sera.
W San Marco!!! Abbasso il Napoleòn!!! W i Serenissimi!! Giuliana de Cesare..... (per ora). 
Il tutto è riscontrabile all'ottava sezione del Tribunale della pace di Roma.
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Articolo del Gazzettino del 3.2.03 - Venezia
- (da.sca.) Non ci dev'essere gran feeling tra il sindaco Paolo Costa e la napoletana Giuliana de Cesare, protagonista dei salotti romani ed ex prima moglie di Vittorio Olcese. Lei non perde occasione per ricordargli le cene a casa sua nella capitale ai tempi in cui lui era ministro, la conoscenza maturata nel Movimento dei sindaci e la visita nella restaurata Villa dei Vescovi del Falconetto a Luvigliano di Torreglia, sui Colli Euganei, dove il re del tessile aveva il suo quartier generale. La signora de Cesare, per chi non lo sapesse, oltre che per la sua passione per l’arte e i restauri, passò alle cronache un paio di anni fa per un originale contenzioso giudiziario con Maria Teresa Valoti, seconda moglie di Vittorio Olcese, su chi dovesse fregiarsi del cognome del defunto marito.
Alla fine la spuntò la signora Valoti, mentre a Giuliana de Cesare arrivarono, dalle pagine di un giornale femminile, perfino le critiche per "uso improprio" di cotanto cognome da parte di una task force composta da Enzo Biagi, Cesare Rimini, Annamaria Bernardini De Pace e Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli. Ora Giuliana de Cesare, che nelle e mail usa il cognome Olcese prudentemente tra parentesi, è rappresentante del Movimento delle riforme ed è tornata a farsi viva in ambito veneziano sposando la causa degli anti-bonapartisti e mandando una e mail alla casella di posta elettronica del sindaco. Che evidentemente non deve aver gradito "l’invasione". «Io - denuncia la combattiva signora - cittadina romana, sono stata punita dal sindaco per avere inviato miei commenti, peraltro in linguaggio corretto e istituzionale, e l’adesione all’appello per la statua del Napoleòn.
Sapete come sono stata punita? Con una denuncia sporta da Costa a Telecomitalia.it che mi ha tagliato connessione e linea Adsl di botto, mentre lavoravo, per aver "molestato e impedito con le mie e mail (tre!!!) al Comune di Venezia di ricevere migliaia e migliaia di cittadini veneziani intasando la casella di posta"».
«La verità - aggiunge la signora de Cesare - è venuta fuori il 24 gennaio in udienza al tribunale di Roma, ma solo perchè ho fatto immediatamente causa a Telecomitalia. Solo così sono venuta a conoscenza di chi mi aveva denunciato al provider».