Vaticano-Ior una "potenziale" centrale per il riciclaggio di denaro ed operazioni finanziarie nel cuore dell'Europa?
di Maurizio Turco Presidente deputati radicali Parlamento europeo
 
C'è una nuova Porta Pia da sbrecciare ed è quella economico-finanziaria dell'unico Stato al mondo che gode di tutte le impunità possibili, immaginabili ed inimmaginabili: lo Stato Città del Vaticano.
E' ancora cosa viva lo scandalo IOR (Istituto Opere di Religione )-Banco Ambrosiano. Una colossale opera di riciclaggio di denaro, la morte (certa) di Calvi con i suoi assassini impuniti e con il cardinale Marcinkus salvato dall'articolo 11 del Concordato. Così come acquisito che c'è stata una tentata truffa ai danni della Regione Sicilia, di 400 milioni di dollari provenienti da fondi europei che avrebbero dovuto essere riciclati attraverso diverse banche, tra cui lo IOR.* Ne' è spiegabile con una motivazione d'ordine religioso organizzativo la sottrazione delle isolette Turks and Caicos e Cayman alle rispettive Diocesi di Nassau (Bahamas) e di Kingston (Giamaica) per proclamarle Missio sui iuris. Non a caso delle prime è Superiore, dal 21/9 2001, il Cardinale americano Theodore Edgar McCarrick, delle seconde il Cardinale americano di orgigine polacca Adam Maida, membro della Commissione di Vigilanza dello IOR. L'unica cosa certa è che il primo è amico di Marcinkus, il secondo di Papa Wojtila e le isolette in questione sono tra i centri finanziari offshore più noti al mondo.
E' in questo quadro che vanno inserite alcune notizie relative a come oggi lo Stato Città del Vaticano, e per esso lo IOR, si situa nel mondo economico finanziario.
Brutalmente:
a) lo Stato Città del Vaticano non ha una legge antiriciclaggio;
b) l'unica banca operante nello SCV, l'Istituto per le Opere di Religione, è anche la Banca centrale, di conseguenza il campo d'applicazione delle normali misure antiriciclaggio che includono il sistema finanziario è limitato.
c) Il sistema bancario, economico e finanziario dello SCV non è mai stato oggetto di verifiche da parte di organismi internazionali.
d) Lo IOR partecipa indirettamente, attraverso due grosse banche, una tedesca e una italiana, al sistema di pagamento dell'area euro, denominato Target. Solo le banche che partecipano direttamente al sistema Target sono sottoposte ai controlli delle autorità bancarie. Vi è poi da aggiungere che la "Convenzione monetaria tra la Repubblica italiana, per conto della Comunità europea, e lo Stato della Città del Vaticano, e per esso la Santa Sede", autorizza lo Stato della Città del Vaticano ad emettere euro. In questa convenzione lo "Stato della Città del Vaticano" è rappresentato dalla "Santa Sede" in virtù dell'articolo 3 del Trattato del Laterano. Trattato che - con il già citato articolo 11 - assicura agli enti centrali della Chiesa cattolica - e quindi anche alla Banca centrale, sempre lo IOR (IOR,) - l'esenzione da "ogni ingerenza da parte dello Stato italiano",
Per chiamare le cose con il loro nome siamo di fronte ad una "potenziale" centrale per il riciclaggio di denaro ed operazioni finanziarie sporche nel cuore dell'Europa? Con le istituzioni europee che non si occupano di prevenire non già l'impensabile ma quanto già accaduto in passato, impegnate a fare uno sconto ingiustificato e ad avere una disattenzione ingiustificabile. Istituzioni europee, con la Commissione in primo piano, che nel migliore dei casi forse sono abbagliate dal fatto che lo IOR si presenta come un ente dedito alla custodia e all'amministrazione dei beni mobili ed immobili destinati ad opere religiose.
Forse.
Ed è su questo Forse che, in tempi non remoti, capiremo a chi e a cosa serve questa architettura diabolica.
* "Arresting Transnational Crime", giornale elettronico del Dipartimento di Stato USA, agosto 2001, volume 6, numero 2.
Lo Stato Città del Vaticano non ha una legge antiriciclaggio. L'unica banca operante nello SCV, l'Istituto per le Opere di Religione, è anche la Banca centrale, di conseguenza il campo d'applicazione delle normali misure antiriciclaggio di denaro sporco che includono il sistema finanziario è limitato. Il sistema bancario, economico e finanziario dello SCV non è mai stato oggetto di verifiche da parte di organismi internazionali. Dopodiché partecipa indirettamente - "attraverso due grosse banche, una tedesca e una italiana" -
al sistema di pagamento dell'area euro così da evitare i controlli imposti dalle autorità bancarie.
 
"Il manganello e l'aspersorio" di Ernesto Rossi. Spretare l'Italia
a cura di Beppi Lamedica
 
Nell'anno del giubileo e della santificazione di Pio IX è opportuno riflettere sulla presenza della chiesa cattolica, in particolare
in Italia. E' stato ripubblicato un vecchio libro di Ernesto Rossi "Il Sillabo e dopo". Questa riedizione ricalca la prima del 1965, perché vi erano compresi nuovi scritti. Rossi ha raccolto pagine e brani significativi, prendendo "fior da fiore" (pag.18) tra tutti
i documenti vaticani, dal Sillabo alla prima enciclica di Paolo VI. Ed è venuto fuori un libro anticlericale scritto dai papi.
Chi era Ernesto Rossi?
<<Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello stato laico contro le ingerenze della chiesa in parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione, e ritengono che quest'obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro - politico, giuridico o economico - in quanto il suo conseguimento costituirebbe la premessa indispensabile per qualsiasi seria riforma di struttura: io sono, cioè, sulle posizioni di quello che la maggior parte degli esponenti della nostra sinistra democratica oggi definisce "vieto anticlericalismo" e "pregiudizio piccolo-borghese">> (pag. 17) Ad Aldo Capitini diceva << Il mio programma si può ridurre alle due parole di Settembrini "spretare l'Italia">> (pag. 10) E diceva anche << Per me vale ancora il motto di Gambetta "le cléricalisme, voilà l'ennemi">> (pag. 9). Rossi era nato a Caserta nel 1897, ebbe con Gaetano Salvemini un rapporto filiale e fu tra gli animatori ed uno dei capi di "Giustizia e libertà", il gruppo antifascista dei fratelli Rosselli. Nel 1930 fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale a vent'anni di reclusione. Nel 1939 fu inviato al confino nell'isola di Ventotene e qui, assieme ad Altiero Spinelli, scrisse
il manifesto del federalismo europeo. Partecipò all'esecutivo del Partito d'Azione e fu sottosegretario nel governo Parri. Liberale einaudiano fu tra i fondatori del Partito Radicale nel 1956. Polemista vivace scrisse molti articoli sul "Il Mondo", "Il Ponte" e "L'Astrolabio" contro i monopoli industriali, la corruzione amministrativa e le ingerenze clericali nello stato. Nel 1967 morì a Roma, rimpianto soprattutto dai radicali.
Rossi era anticlericale come molti nella storia del nostro paese. Non poteva avere un giudizio positivo di un papa, Pio IX,
che è stato l'ultimo papa-re e che ha avversato la nascita dell'Italia unita. Non per nulla l'ultima proposizione del Sillabo
("Dei principali errori dell'età nostra.") sancisce come una eresia l'affermazione secondo cui <<il Romano Pontefice può e deve riconciliarsi e venire a composizione col progresso, col liberalismo e colla moderna civiltà>> (pag. 62). Santa Romana Chiesa è contro il progresso, il liberalismo e la moderna civiltà. l'afferma e la pratica, ieri come oggi.
Concludo con una frase del discepolo più agguerrito di Ernesto Rossi: Marco Pannella. <<La beatificazione di Pio IX, è una sfida orgogliosa a tutti gli uomini di fede nella coscienza, nella libertà, nella tolleranza.
Il Papa del Sillabo, dell'infallibilità papale, dei nuovi dogmi mariani, della condanna dell'istruzione popolare come cessione al Demonio del popolo di Dio, è dunque riproposto al mondo contemporaneo come esempio e suo valore>> (da "Il Resto del Carlino", "La Nazione", "Il Giorno" - pag.4 Intervento di Marco Pannella - 24 agosto 2000) Perciò "spretare l'Italia" è ancora oggi
un compito dei liberali. (bl) ANTICLERICALE, NON SEMPLICEMENTE LAICO
Scrive Rossi nella introduzione: "Pochi italiani conoscono quale centro di coordinamento e di guida delle forze più reazionarie
è il Vaticano, e quale fattore di corruzione esso costituisce nella nostra vita pubblica, con la sua morale gesuitica, con la continua pratica del doppio gioco, con l'insegnamento della cieca obbedienza ai governanti, comunque delinquenti e in qualsiasi modo arrivati al potere purché prestino l'ossequio dovuto al Santo Padre". Poi aggiunge: "Solo una netta separazione del potere civile dal potere ecclesiastico; solo il divieto rigoroso a tutti i preti di intervenire, come preti, nella vita politica; solo la riduzione della religione ad affare strettamente privato, può consentire alla democrazia di svilupparsi nel senso da noi desiderato.
Il Vaticano.oggi straripa sulla nostra vita pubblica e privata, non trovando più neppure gli argini che le opponeva Mussolini". Rossi non era semplicemente un laico ma un anticlericale e questo spiega la presa di distanza del laico Luigi Salvatorelli in occasione della pubblicazione di questo libro, negli anni 50. Oggi, come ieri, è l'anticlericalismo che deve riprendere il suo posto e non può essere annacquato dal laicismo che lo ritiene ormai superato.
Di fronte alle odierne e quotidiane prese di posizione del Vaticano sui temi più disparati della vita civile è indispensabile una presenza nelle istituzioni di anticlericali, perché di laici ne abbiamo a bizzeffe e ne vediamo le conseguenze. E gli anticlericali potranno far sentire la loro voce se saranno aiutati dai moderati e dai riformisti che sentono la necessità di una posizione così radicale ma non ne hanno il coraggio di praticarla. Altrimenti gli uni rappresenteranno un fenomeno folcloristico e gli altri si lamenteranno per l'occasione perduta.
ERNESTO ROSSI "NUOVE PAGINE ANTICLERICALI" Kaos edizioni, Milano 2002 - UN LIBERALE ANTICLERICALE.