Non si tratta di riscrivere la Storia d'Italia,
ma di scrivere la vera verità
Lettera aperta a Ciampi di Luigi Gigio
Zanon
Egregio Signor Presidente Carlo Azeglio Ciampi,
Non capisco la Sua avversione alla proposta del Presidente della RAI,
Baladassare, di voler riscrivere la Storia d'Italia.
La nostra è una Nazione
moderna e dai principi sani e solidi; non ha alcun timore di essere occupata o
divisa, ha una solidissima democrazia e leggi che la possono tutelare e i suoi
Cittadini ne sono consapevoli: al punto di lasciare che ritornino perfino i
Savoia!
Pertanto non si tratta solo di riscrivere la sua
Storia, ma di scrivere la vera verità: Non
quella demagogica e di parte che ci hanno ammannito i testi scolastici scritti
da gente agiografa imbevuta di falso patriottismo e retorica, bensì di scrivere
solo la vera verità. l motivo è semplice: Gli ultra
60tenni come me sono disillusi su come si è svolto il cosidetto Risorgimento:
una impressionante serie di falsità e luoghi comuni tali da far apparire una
stagione di fulgide vittorie una impressionante serie di sconfitte e di
intrallazzi. D'altronde quello di riscrivere la Storia della Nostra Nazione è
già stato detto da molte parti, da molti storici autorevoli anche in una ampia
discussione nell'agosto 2000 nel Meeting di Comunione e liberazione ove c'era
una mostra, documentata, che elencava le barbarie dei vincitori dell'infausto
Risorgimento: i Savoia con gli alleati rivoluzionari massoni compreso Garibaldi.
Una mostra che ha scatenato immense polemiche su giornali e telegiornali, fino a
scomodare mamma RAI, con un servizio in prima serata sul TG 1. L'attinenza stava
nel fatto che uno squarcio sulle menzogne Risorgimentali si era aperto, e che la
cultura dominante non può più frenare la voglia di verità dei Popoli d'Italia
dopo che da sempre ci hanno fatto studiare sui banchi di scuola una storia
contraffatta.
Sarebbe ora che gli archivi storici
dell'Esercito venissero aperti e data l'opportunità agli studiosi di
apprendere la verità sui misfatti dei generaloni, dei ministri dell'epoca, ma
soprattutto delle porcherie commesse da colui al quale è stato appioppata la
nomea di "pater patriae", cioè il cosidetto "re galantuomo": Vittorio Emanuele
II: ben sapendo chi sono i "galantuomini" nel gergo della camorra. Si dovrebbe sapere che fine hanno fatto gli oltre 40mila soldati
dell'esercito di Francesco di Borbone deportati
dal Meridione fino alle Alpi vestiti di quanto era
rimasto della loro divisa.
Si dovrebbero sapere i
veri motivi per cui interi villaggi e paesi del Meridione furono bruciati
e rasi al suolo ed i loro abitanti massacrati. Si dovrebbe sapere cosa era stato
promesso e poi più dato ai vari parroci del Veneto, che dal pulpito scagliavano
anatemi contro quelli che non erano d'accordo sul plebiscito. Montanelli, nella
sua "Storia d'Italia", sul Risorgimento scrisse "l'Italia dei plebisciti
burletta era giunta a compimento".
Moltissime cose si dovrebbero sapere: ma non ci
è dato saperle perché i nostri governanti non
lo vogliono.
Le rammento che a Giuseppe Verdi,
dopo l'unità d'Italia, fu chiesto di comporre
un inno nazionale, rifiutò.
AnnI fa è
venuta alla luce una sua composizione scritta per tale scopo: solo che l'inno lo
aveva scritto per il Borbone, non per il Savoia. E fu tutto messo a tacere: more
solito.
Dopo aver fatto luce sul Risorgimento, è
opportuno fare chiarezza sulle nefandezze compiute da certi "partigiani" e sui
veri motivi che li avevano spinti a compierle. Su certe loro azioni non si sa se
siano stati più o meno feroci dei loro antagonisti.
Ma
purtroppo la Storia la scrive sempre il vincitore.
Ai posteri, però,
rimane il giudizio finale se gli è data opportunità di conoscere i fatti. Signor
Presidente, Lei ha solo espresso un parere del tutto personale: non ha espresso
il parere di TUTTA la
Nazione, pur se la rappresenta.
Però la verità non la si
potrà tenere nascosta per sempre.
Con l'occasione Le porgo i miei
migliori rispettosi e distinti saluti.
Luigi Gigio Zanon. Castello, 5564
30122 Venezia Tel.041.5229535-fax.0412417469 Cell. 3482610827 sportlav@libero.it
Siamo d'accordo con
Gigiozanon. Quando Berta, anzi, Ulivo filava....
di Lucy dall'Ombra
Proprio il 23 luglio,
il Capo dello Stato ha inviato un circostanziato messaggio
alle Camere sull'Informazione pluralista. Messaggio che si può ascoltare
integralmente su Radio Radicale, unica e sola Radio che da sempre fa
informazione pluralista e non a senso unico. Certo che non si può fare a meno di
rilevare, pena la faziosità di cui nessuno vuole macchiarsi, che il
bisogno di informazione pluralista di cui
sentiamo parlare a tutti i livelli, anche Girotondisti, Palavobisti e Noglobalisti, è una febbre che è scoppiata
tutta con l'avvento del Governo della CdL. Va detto
anche se il Presepe non è che ci convinca tanto.
Quando Berta, anzi Ulivo,
filava, di "Informazione pluralista" non si sentiva
una sola parola, un solo appello, nessun girotondo, alcun Palavobis, nessun fia'
si dice in Veneto. Tutto filava, anzi doveva filare come Berta e Ulivo volevano
e filavano.
E ciò, sia più
che chiaro, non detto da destra. Sono
personalmente testimonial auricolare, verbale ed oculare di mie "prostituzioni", e conseguenti umiliazioni ripetute e
ricorrenti con i noti vari "Redattori" dei TG, senza
alcun risultato, per ottenere
30 secondi di menzione sul Movimento per le
Riforme, trasversale............ E sì, il "pericolo"
era questo, essere trasversale.
E molte altre ce ne
sarebbero da raccontare, altro che il pluralismo
dell'informazione!................
Una moda
del tutto inedita e nuova.
Ma ci faccino il
piacere, diceva Totò.
Caro Zanon, i limiti posti
ai confronti aperti e, quindi, ad esercitare
informazione pluralista sono pericolosissimi, altro che le riscritture
e leanalisi
storiche aggiornate....... Il pericolo sono i limiti, non le analisi, non gli
studi, non le opinioni incrociate, di tutti,
sui fatti che riguardano la
nostra Storia. Sia essa Storia con la S maiuscola o storia con la s minuscola.
E' semplicemente grottesco evitare confronti ed analisi storiche, siamo mica
i bambini del Regno del Mago di Oz.
O ci stanno
conducendo per mano ad entrare nel Regno di Oz ma non con il profumo drogante di
un bel campo di papaveri ma con il caro eterno cloroformio della
disinformazione?
Lucy dall'Ombra - Red. Virus. Virus.ilgiornale@iol.it