D'Arcaissate napoletane,
Agnoletto, Casarini, Della Sala, Gallo, Bertinotti, Fò, Guzzanti, Di Pietro, Flores D'Arcais, Moretti, Mussi e Folena, a Napoli
vi aspettano!!!
La moschea di
Bagnoli&ilduo"rosa
confetto"
di
PL. de Piccoli & Figallo
Ci pare un secolo fa quando denunciammo, non
solo noi, lo scandalo dei tre miliardi del "duo
campano" per la moschea a Napoli. Sono passati alcuni mesi, interpellanze
parlamentari si sono susseguite sull'argomento e............. conclusione:
il duo "rosa confetto" di milardi non ne vuole più tre ma cinque.
Non vogliamo sollevare inutili polemiche sulla libertà di religione,
non è di questo che volgliamo parlare.
Vogliamo sollevare il sipario sulla precaria situazione ambientale dell'area
di Bagnoli e
della città di Napoli. Questa città è da troppo tempo vilipesa ed ignorata dalla
"repubblica nata dalla resistenza". Napoli ha bisogno
di una sostanziale riqualificazione. Quartieri fatiscenti, criminalità a tassi
elevatissimi, sanità allo sfascio, scuole che sembrano scampate ad un bombardamento "alleato", traffico da capitale
del 4° mondo ecc. ecc.
E cosa fanno gli "illuminati" amministratori?
Chiedono due milardi in più (tre non sono sufficenti) per costruire
un edificio che non servirà a migliorare di una virgola la vita dei Napoletani.
Se non andiamo errati detti amministratori sono nati a
Napoli, per tanto concittadini e corregionali di chi vive nei bassi, di
chi una casa se la sogna, di chi viene rapinato della misera pensione, di chi
non può camminare sui marciapiedi perche non ci sono marciapiedi, di chi deve
subire ogni giorno angherie di ogni genere.
Pare proprio
di no!
Loro pensano a sistemare un luogo di aggregazione per i nuovi
ospiti. I Napoletani che si impicchino, tanto oramai non votano più a
sinistra, meglio i nuovi ospiti che voteranno
sicuramente ulivo o qualche altra pianta del genere.
La cicuta, per esempio.
Se non andiamo errati a Napoli esiste una folta
organizzazione che si fa chiamare "disoccupati
organizzati", ebbene costoro erano presenti a Genova contro la
globalizzazione e lo strapotere dei ricchi sui poveri; dove sono adesso?
Questo è il momento di scendere in piazza per
manifestare contro lo spreco di danaro.
Questo è il momento di
chiedere 5 miliardi per costruire case decenti, scuole adeguate, strade
percorribili. Agli edifici di aggregazione culturale
ci penseremo dopo, una volta sistemati i diseredati
di casa nostra.
Agnoletto, Casarini, Della Sala, Gallo, Bertinotti, Fò, Guzzanti, Di Pietro, Flores D'Arcais, Folena, Mussi, a Napoli vi aspettano!!!
In fondo è più vicino del Brasile, ma soprattutto più utile.
D'Arcaissate romane,
Canone delle mie brame ma che vorrà D'Arcais dal Reame?
di Vincenzo Donvito
Paolo Flores D'Arcais, che a Milano ha
celebrato l'anniversario di "Mani Pulite", non contento di come
presuppone che la
Rai sarà
gestita dal nuovo consiglio di amministrazione, ha proposto la disobbedienza
civile sul canone Rai.
Mancavano all'appello coloro che
ciclicamente, non appagati dall'informazione e dall'intrattenimento di Stato,
propongono una qualche azione contro il canone/tassa. L'elenco è lungo e
articolato. Ricordiamo l'attuale ministro delle Comunicazioni, Gasparri (grande avversario di D'Arcais), la Lega del ministro
Bossi, fino al Vaticano che, nel gennaio del 2001, attraverso il suo
organo ufficiale di stampa, propose un'astensione dal pagamento a causa di un
delitto di lesa maestà (una trasmissione Rai che aveva messo in discussione
l'operato della curia di Verona).
Quindi "benvenuto professor D'Arcais".
Abbiamo bisogno anche di lei per la nostra battaglia che vuole abolire questo
odioso balzello. Non ci interessano i suoi motivi specifici per questa proposta,
ma solo che il fatto che lei non vuole avere a che fare con il canone/tassa. Noi
siamo pragmatici e razionali, e abbiamo sempre sostenuto che l'abolizione del
canone è una iniziativa prettamente trasversale, i cui benefici non andrebbero a
questa o a quell'altra parte politica, ma a tutti i contribuenti,
che non potrebbero che trarre vantaggio da un mercato dell'informazione liberato
dalla presenza ossessiva dello Stato, che impedisce la parità dei concorrenti
nel formulare le offerte ai consumatori. Se perè ripensiamo ai proclami
abolizionisti dei predecessori che abbiamo citato sopra, ci viene un po' di
sconforto: i ministri Gasparri e Bossi sembra che abbiano barattato
i loro convincimenti con l'incarico
istituzionale che ricoprono, mentre il Vaticano, forse terrorizzato dall'idea di
collaborazione che l'Aduc gli fece all'epoca per perseguire il comune obiettivo
(tavolini nelle chiese per una petizione abolizionista), non è più tornato sulla
questione. Nel frattempo siamo rimasti più o meno da soli, con la nostra
petizione a disposizione dei firmatari in Internet. Non vorremmo che anche
l'uscita del professor D'Arcais
fosse dello stesso tipo. Canone delle mie brame, simbolo dell'oppressione
dell'informazione, la cui distruzione diventa evocazione mistica quanto talmud
intoccabile?
Ne abbiamo il timore. Ma vorremmo essere smentiti dallo stesso
professor D'Arcais. La petizione,
per incoraggiare i titubanti, la si può firmare a questo indirizzo http://www.aduc.it/rai
D'Arcaizzate Savojarde:
Plebisciti
o Atti di imperio?
di Adalberto della Spezia
E Cavour
soggiunse preoccupato: facciamo ora gli
italiani. Dunque si costruì rocambolescamente (per non dir di peggio)
uno Stato, ma non una Nazione! Volete
sapere come fu "sanzionata" la cosa?
Eccovi le formule adottate per i
Plebisciti.
11-12 marzo 1860 per le Provincie dell'Emilia e della Toscana.
ANNESSIONE ALLA MONARCHIA COSTITUZIONALE
DEL RE VITTORIO EMANUELE II° O
REGNO SEPARATO. Quale?
Ottobre 1866 per il Veneto e Regioni
Umbro-Marchigiane:
DICHIARIAMO LA NOSTRA UNIONE AL
REGNO D"ITALIA (così si autodefinì lo Stato Piemontese!) SOTTO IL GOVERNO
COSTITUZIONALE DEL RE VITTORIO EMANUELE II° E DEI SUOI SUCCESSORI. Punto e basta!
Ma sentite questa:
21 ottobre 1860. Plebiscito
sfornato alla dittatura Garibaldi per il Meridione.
"IL POPOLO VUOLE (!) LITALIA UNA E
INDIVISIBILE CON VITTORIO EMANUELE II° RE COSTITUZIONALE E I SUOI SUCCESSORI.
Non ci
crederete, ma la gente fu costretta a votare tra due
ali di occhiute bajonette innestate e i Mille del Nord votarono in massa a
Palermo più volte!
Queste sempre
più restrittive formule plebiscitarie configurarono nel 1870, tra una
cannonata e l'altra in quel di Porta Pia, una vera e propria "debellatio" dello Stato Pontificio. Nacque così quello
Stato Italiano che con una ambigua votazione fu ereditato da questa Repubblica.
Dicono che quando si parte male, senza
quella unanime e libera volontà popolare anacronisticamente chiamata "sovranità
popolare", prima o poi si finisce sempre per incespicare in una situazione di
ingovernabilità in cui le diatribe della politica la fanno da
padrone.....
Questa bellissima Italia policroma e definita "delle tre ESSE straniere " (Sedan, Sadowa e Solferino) non
dovrebbe essere riedificata per il verso giusto secondo i sacrosanti diritti
decisionali delle sue variegate etnìe di millenaria specifica tradizione
e cultura?