Baruffe Sassote tra autori e lettori
su L'anticristo del Gran Sasso la spunta......
Caro
parlamento, cara stampa, cari
media,
Movimento Riforme:
'Adel Smith go home'
L'anticristo del Gran Sasso la
spunta...... "Il Giornale" del
30.12 titolava così a pag. 17:
L'anticristo del Gran Sasso la spunta: il Crocefisso della scuola nel
corridoio.
Personalmente credo non l'abbia spuntata
nè Adel Smith nè l'insegnante servile e ignorante che
tolse il Crocefisso dalla
parete dell'aula. L'hanno spuntata solo
ignoranza e stupidità, con una buona dose di protagonismo. Questo Smith insieme
con l'infermiera del Niguarda sono delle
nullità con smania di protagonismo che trovano negli "utili idioti progressisti
illuminati"
i loro lecchini. In una società fatta di
immagini patinate, di dibattiti televisivi volti solamente all'aumento
dell'auditel, di personaggi dal sesso incerto, mancavano i discriminati
religiosi ed ecco spuntare i due dell' "associazione islamici d'Italia".
Diciamocelo chiaramente; in quanti
sapevamo che esisteva un'associazione con questo nome, quanti di noi conoscevano
questa esigua minoranza di esaltati? Pochi o nessuno, ebbene adesso sono su
tutti i giornali. Non sono saliti agli onori delle cronache per particolari
meriti culturali ma solo per la loro cieca intransigenza.
Passi per
l'infermiera del Niguarda, purtroppo è cittadina Italiana e ce la dobbiamo
sopportare, ma lo Smith di che paese è?
Dal cognome non pare Italiano e
spero vivamente non abbia la nostra cittadinanza, a questo punto non capisco
perchè, se
il nostro Paese lo discrimina, non se ne
torna al suo d'origine?
A che scopo restare in un paese tanto retrogrado che
mette "cadaverini" appesi alle pareti? (ricordate lo Smith a Porta a Porta,
l'indignazione di Cacciari e di altri?). Torni a casa sua o piuttosto vada, con
tutta la sua famiglia, in quei paesi dove le religioni altrui sono altamente
rispettate, come ad esempio l'Arabia Saudita o l'Iran, sono certo che verrà ben
accolto. Concludendo, non confondiamo smania di protagonismo con vera
convinzione religiosa, non mischiamo Fede e pubblicità, il rispetto di tutte,
dico tutte, le religioni è segno di civiltà e democrazia. Difendere le proprie
credenze in buonafede è opera meritoria, crearsi spazi sotto i riflettori per
avere una foto sui giornali con arroganza e ignoranza è solo dimostrazione di
malafede. Pl. Figallo.
Anche questa
dell'anticristo del Gran Sasso è
<una storia
italiana>.
Da un articolo di Enzo Marzo
da cui si evince che vi sono liberali in Italia che si onorano di
collocarsi alla sinistra della
<sinistra connivente col potere> (a chi si
riferisce resta un mistero!). Se uno non appartiene, quindi, alla sinistra
talebanica
e giustizialista non è più di sinistra. Parola
di Enzo Marzo, di
Scalfari, di De Benedetti!
Il povero Gobetti scriveva che era preferibile
Mussolini al <partito del ventre> (Turati/Giolitti), i suoi patetici
(secredenti) epigoni preferiscono Flores d'Arcais e Bertinotti ai garantisti della sinistra. Ma a
giustificazione di Gobetti c'erano i manganelli e l'olio di ricino. Anche questa
è <una storia italiana> - per riprendere il titolo del bellissimo articolo
pubblicato da Piero Ostellino sulla squallida vicenda
SME. Rinnovo a Virus i più cordiali auguri di anno nuovo. Dino
Cofrancesco.
Grazie
a dio sono ateo!
Vittorio Baccelli.
E che
c'entra????
Di
qualunque credo si sia c'è da dire la propria. Questo non è un invito riservato
ai credenti! Ma a tutti...
Qui mica si sta a fare una catacomba di simili in
preghiera, ma tutti, dalle più diverse posizioni le esprimono, bah.....
Mario Dotti, redazione di Virus.
Il fatto è
che neppure ho voglia di leggere paccottiglie religiose
o di
chi adopera sofismi ecclesiastici per farsi propaganda - ripeto: grazie a dio
sono ateo! - la scuola di stato, che fa schifo
ed è indifendibile anche se ci sono degli
studenti a difenderla (e a difendere sopratutto gli atteggiamenti corporativi di
insegnanti impreparati) non DEVE avere nè crocifissi, nè altro, E' LAICA.
In
quanto ai maomettani CREDENTI, PER ME: UN BEL FOGLIO DI VIA!! Salvo rarissime
eccezioni - meno arabi ci stanno in Italia meno si rischia - datemi pure del
reazionario, l'hanno dato anche alla Fallaci, a me sta bene, mi trovo in ottima
compagnia.
(solo gli arabi, di questi tempi se ne
vanno in giro imbottiti di tritolo o a dirottare aerei per far fuori gli
infedeli: NOI!)
P.S: io non sono masochista, ed il
buonismo disceso da cattive ideologie ha rotto i co..... Vittorio
Baccelli.
Da laico e
anticlericale,
ritengo che il crocifisso in un'aula o in un
qualsiasi luogo non diminuisca la laicità dello stato. Sentirsi offeso dalla
presenza di
un crocifisso, un Buddha o altre icone
sacre credo abbia ben poco di laico. Chi fa battaglie per togliere i crocifissi
dalle aule
va nella direzione opposta, ci sono tanti
altri temi e più importanti. Credo sia semplice, anzi sarebbe più semplice se
fossimo tolleranti. Se ci abituassimo a
vivere i simboli, gli usi e costumi degli altri non come un attacco alla nostra
identità ma come una manifestazione di quella dell'altro. Comprendere che in una
stanza di ospedale un crocifisso può essere importante per il mio vicino di
letto non mi rende meno libero, anzi. Ciò non vuol dire che il crocifisso debba
essere obbligatorio ne che ci si debba scandalizzare se viene tolto. Vedete, io
in aula, il crocifisso lo tolleravo, quello che invece nontolleravo era il prete
insegnante
di religione che diceva le solite
identiche cazzate di certuni. Davide Bacarella, Prato.
Come
cristiana ma non cattolica,
considero il crocifisso un
simbolo di morte e mi pare che per i Cristiani sia un controsenso esporlo in
vari luoghi.
Infatti Gesù Cristo è risorto, e sebbene
l'apostolo Paolo si affannasse a contare i testimoni, circa 500 persone, che lo
avevano visto dopo la Risurrezione, mi domando se i cattolici ci credono
davvero. Allora perchè esporre la croce?
Come mormone sono contenta che
nelle nostre case e nei nostri luoghi di culto il crocifisso non ci sia. Quando
si parla di questo argomento, mi ricordo sempre di un giovane liceale che in un
tema di Storia sulle cause delle Crociate scrisse che i cristiani volevano
conquistare la Terra Santa per poter pregare sulla tomba dove era sepolto Gesù.
Chiara Banchetti.
Entro in
questa vicenda per dire come la penso:
sono due gli
argomenti e, a mio avviso, vanno distinti facendo in modo che ci si accorga che
la ragione sta in mezzo, o meglio, ce ne sono almeno due. La prima è che
effettivamente l'argomento affrontato offre lo spunto alla visibilità, era già
stato più volte dimostrato e quindi perchè non approfittarne. Morale 1) ritengo assai probabile che i promotori della
rimozione dei crocefissi abbiano come causa primaria o concausa e quella di
mettersi in evidenza e far sentire la propria voce il che è sommamente
disdicevole quando fatto in malafede. Ma questo nulla ha a che vedere con la
questione in cui corcordo totalmente con il signor Vivona, nessuno stato
dovrebbe avere il diritto di assumere una qualsivoglia religione e farne una
istituzione, è indecente, ingiusto, ed immorale. Se la quasi totalità degli
italiani vuole essere di fede cattolica piuttosto che budddista sono solo ed
esclusivamente azzi suoi, ma a livello individuale e non certo istituzionale.
Morale 2) bene fanno tutti coloro che si ergono a
difensori della assoluta laicità dello stato a pretendere come primo atto la
rimozione dei crocefissi dai luoghi pubblici, a costo
di essere tacciati di cercare visibilità
e pubblicità.
L'amore per la patria come quello per un qualunque Cristo non
possono e non devono essere imposti per legge, ma conquistati con azioni e
comportamenti che ne facciano scaturire spontaneamente il sentimento. ...... se
così avvenisse sparirebbero in un battibaleno patria e religione. un simbolo
reca in se un piccolo o grande lavaggio del cervello, crea emotività più o meno
occulta, se imposto e continuativo tende a divenire identificativo di un gruppo,
di una appartenenza, non è affatto casuale la sua presenza. Chiedetevi perchè il
buon Ciampi stà bandierizzando l'Italietta a tutto spiano, è la stessa identica
cosa, cioè il tentativo di affezionare il popolo al simbolo. Rimuovere quel
simbolo significa riappropriarsi della propria libertà di scelta.
Aggiungo: tollero ciò che, pur
infastidendomi, non mi danneggia. Franco Dell'Alba Alessandria.
Condivido in
pieno tutto dell'editoriale,
Smith è un grosso
bastardo, prima i crocifissi dalle scuole ce li hanno tolti quei quattro maiali
di professori comunisti, adesso arrivano gli islamici....! Purtroppo la
televisione dà voce a questi stolti invece di darla ai nostri missionari che in
giro per il mondo aiutano la povera gente. Basta, non ne possiamo più di questi
personaggi, anche per quanto riguarda l'infermiera del Niguarda... beh.....
Sebastiano Costa.
Il minimo
dell'educazione sarebbe
mettere almeno una firma alla fine del comunicato. Spero
comunque di non sentir più parlare di voi perché la vostra intolleranza
e il vostro razzismo mi irritano quanto
quello di Adel Smith".
L'editoriale, non il
'comunicato' è
firmato. Da Pier Luigi
Figallo.
Lei legge? Capisce quello che legge? O è tanto per
dar fiato alle trombe, comunque?
Mario Salimbeni, Movimento Riforme.
Cara Chiara Banchetti, ti ringrazio di aver tirato fuori la più grande provocazione della
croce,
che infatti molti cristiani non
usano come vessillo perchè Cristo è risorto. Quindi il suo patibolo è vuoto.
Quindi la sua tomba non esiste. Al massimo alcuni mistici, come i grandi del
Carmelo, alzano ed espongono delle nude croci latine che hanno il solo scopo di
ricordare al credente che nella vita spirituale gli sarà chiesto di morire sulla
croce e di risorgere con Cristo, sempre misticamente parlando, parecchie volte,
entrando e comprendendo il mistero della sofferenza e della morte umana.
La
croce del Carmelo è nuda, perchè Cristo è risorto e forse saremo noi ad essere
chiamati a prendere la sua croce e seguirlo. Quanto alla discussione sul
Crocefisso, cioè su quelle comuni rappresentazioni di Gesù morente in croce (che
non sono al più,
le rappresentazioni di un morto ma
di un crocefisso che soffre e geme in agonia), hanno un grande significato
artistico, tradizionale, sentimentale, morale per molte persone, fra le quali mi
ci metto anch'io. Se fossi il socio fondatore di una libera scuola in un libero
comune toscano, proporrei agli altri soci e al preside di mettere almeno una
rappresentazione del Sofferente in croce in un punto cruciale del nostro
istituto, perchè il Sofferente in se' e la sua rappresentazione rappresentano
una gran parte della storia etica ed estetica del nostro popolo e delle nostre
città. Nelle attuali scuole, sia quelle statali, sia quelle che appartengono ad
altri enti e fondazioni (non chiamatele private, come fanno gli statalisti, per
carità), nell'ambito della loro nascente autonomia e delle leggi (che non
conosco...), spero che consigli scolastici e capi di istituto possano decidere
liberamente di fare un po' come vogliono. Non ho resistito a partecipare anch'io
a questo dibattito sul Sofferente, sulla nuda croce, sui crocefissi nelle
scuole. Mauro Vaiani. Scienze Politiche Università di Pisa - www.unipi.it
Gaudeamus
igitur!!!
Cara Signora
Geraldina Acton, ho letto la Sua risposta al Sr. Vivona tutta d'un fiato
e le assicuro mi è piaciuta molto.
Vuole sapere perche? Perche io la penso in
maniera diametralmente opposta a quanto Lei scrive nella prima parte, ma Lei lo
scrive da persona intelligente, è convinta, in perfetta buonafede, di ciò che
scrive. Lei è un avversario di tutto rispetto con cui si può e si deve aprire un
dialogo, non per autoconvincerci che abbiamo ragione ma per migliorare noi
stessi con un dialogo aperto, intelligente e sincero. Cosi dovrebbe essere per
capirci, spiegarci ed eventualmente correggere i nostri errori e colmare le
nostre ignoranze. Sarei lieto per il futuro di aprire un dialogo con Lei proprio
per cercare di trovare una strada comune che, nel reciproco rispetto, ci porti a
convivere nelle nostre "diversità" con più sincerità e, mi permetta, con amore
Cristiano.
Auguri sinceri di un felice anno nuovo, Pierluigi Figallo.
PS. Una piccola nota. Essere buoni
Cattolici non significa prendere per buono tutto quello che pretini prezzemolati
spargono per l'aria. Purtroppo la parola del Salvatore passa troppe volte per
bocche che farebbero meglio a tacere.
Sarò lieta anch'io di
aprire un dialogo con Lei
"proprio per cercare di trovare una strada comune che, nel
reciproco rispetto, ci porti a
convivere nelle nostre "diversità" con più sincerità e, mi permetta, con amore
Cristiano". Non trovo parole migliori delle sue.
Auguri sinceri anche a lei di un felice
anno nuovo, Geraldina Acton.
Caro
Mauro Vaiani, le sue osservazioni
sono molto belle,
ma io vorrei
aggiungere qualcosa. Quella croce appesa al muro non sarà mica messa lì
per suscitare dei sensi di colpa?
Infatti la preghiera e la meditazione si
fanno con maggior profitto in chiesa o in casa propria piuttosto che a scuola o
all'ufficio postale. Chiara Banchetti.
Mah
Cara Banchetti, non
so...
Forse molti appendono
una croce o una immagine del Sofferente in croce al muro anche per
questo.
Forse anche a me è capitato, quando ero
piccolo e frequentavo una bella scuola popolare tenuta da
suore Francescane,
di sentirmi dire: sii buono, perchè lì
(al muro) c'è Gesu che ti guarda. Piu frequentemente mi sono sentito dire, però,
sin da piccolo,
di guardare con ammirazione e con
rispetto all'immagine di un giusto che soffre in croce per amore e per
testimonianza di una luce di verità. Non un morto, ma un morente, come dicevamo. Però, mi domando
perchè è cosi importante in Toscana la tradizione del Crocefisso, diciamo
di quella dell'impronta Cimabue-Giotto, che ci rappresenta e ci fa scattare un
meccanismo popolare di identificazione importante. Chiedo aiuto agli amici
toscani, soprattutto a quelli che conoscono la storia dell'arte toscana. Mauro
Vaiani.
Leggo e rileggo le
risposte e le opinioni dei lettori di Virus
a quella piccola
polemica da voi e da me creata sul Crocefisso (piccola è un diminutivo
dettato dalla mia modestia).
Molte sono chiare e precise, altre
estremamente discutibili, alcune insulse, tutte in ogni caso sottolineano solo
ed esclusivamente il sentire religioso. Partiamo dal mio personale principio di
rispetto nei confronti di tutte le idee e di tutte le opinioni purche espresse
in buonafede, senza reconditi scopi. Dalla premessa è facile capire che mi
stanno bene i laici, gli agnostici, gli atei insomma tutti, ma nessuno di
costoro ha voluto leggere più in la del simbolo religioso. Il Crocefisso nelle
aule, negli ospedali, nei locali pubblici non stà a rappresentare solamente un
credo di miloni di fedeli. Rappresenta una cultura, una civiltà, discutibile se
volete, ma vera. Non si può parlare di storia occidentale senza parlare del
Cattolicesimo. Non si può parlare di politica lasciando il Papa in disparte. Si
può non credere in Cristo o non credere in nulla, ma non è possibile camminare
per una qualsiasi strada del mondo occidentale senza imbattersi in una "icona"
Cristiana. La Civiltà Cattolica è impastata con la nostra storia.
Il non riconoscere nella Croce il proprio
Credo è una scelta personale. I nostri simboli sono anche espressione di
cultura, cosi come i Budda, i serpenti piumati Aztechi, Anubi o Osiride. Certo
io sono Cattolico Apostolico e nel Crocefisso vedo la mia fede (per fortuna
condivisa da miloni di fedeli) ma vedo anche il resto. Non vi è nessun obligo di
vedere solamente una faccia del Crocefisso, il Cristo in Croce è molto di più, al di sopra di tutte le religioni e
di tutte le opinioni. Sono la nostra civiltà, cultura, storia, nel bene
come nel male, nel giusto come nell'errato. Nulla si deve imporre con arroganza,
ma la realtà non la si può spiegare. Pierluigi Figallo.
Di Baruffe Sassote tra
autori e lettori grazie a Dio e a Virus
se ne leggono un bel numero su questo
gradevolissimo e colto giornale (colto ma senza essere saccente, scocciante e
consociativo e perciò teniamocelo stretto dati i tempi.....). Le baruffe, che
poi sarebbero, se i giornali italiani fossero seri ed assolvessero alla loro
funzione informativa astenendosi dal fungere da sezioni o direzioni di partito,
sono segno e coscenza
di democrazia circolare, non piramidale, e di
reale libertà di espressione e di opinione. Non di "formazione" politica o
partitica.
Bravi opinionisti e lettori di Virus, ben
vengano sempre le Baruffe Sassote e altre che sono un alito di civiltà e di
libertà in questa tracotante e degenerata informazione italiana. Continuate così
e grazie di esistere. Salvatore De Simone Napoli.
Su Fatti&misfatti:
''Adel Smith go home''.
L'anticristo del Gran Sasso
la spunta......
Totalmente d'accordo!!
A
presto, e... BUON ANNO!!!!!!!! Movimento riforme!
Massimo
Nardini
''Adel Smith go home''.
Mi trovate pienamente
d'accordo con voi, ho pubblicato prontamente questo pezzo col vs. riferimento
nel ricordati-progetto-news
Augurissimi
Giampiero
Labbate
Responsabile
http://www.ricordati.com &
http://www.mondolab.net
''Adel Smith go home''?
In un paese serio questo figuro sarebbe
già stato privato della cittadinanza italiana (non sappiamo chi gliela abbia
data: non riesce neppure a parlare in un italiano accettabile).
Saluti e auguri
QdV (Associazione
Qualità della Vita)
Caro Signor
Figallo,
Fatti&misfatti: 'Adel Smith go home'. L'anticristo
del Gran Sasso la spunta...?
Personalmente disapprovo in
gran parte quello che ha scritto. Definire persone che non si conoscono "delle
nullità".
La TV si può anche evitare di guardarla ci sono tante cose più
belle da fare tra cui il sesso e che ogniuno lo facia pure come
gli pare. L'Associazione Islamici
d'Italia non è affatto questa cosa sconosciuta che Lei dice, forse se fa parte
di un "Movimento Riforme" dovrebbe tenersi più aggiornato sulle realtà che La
circondano (non si può fare riforme restando ignoranti).
Spero che sempre più persone che
vengono da culture diverse arricchiscano la nostra così decadente e come dice
giustamente Lei che pensa solo all'Auditel e alla pubblicità (soldi, consumo,
soldi...). In sostanza trovo la Sua lettera molto grezza e superficiale. La
prego, ho molte cose più belle ed intelligenti da leggere. Paolo Rossi.
Gentili Signori,
stento a comprendere
due cose: perché mi si scrive e quale è la logica che
supporta questi ragionamenti sconnessi.
Non conosco la storia, non
conosco Adel Smith e non entro nei particolari
di questa vicenda. Non capisco cosa
c'entri l'Anticristo e non pensavo che esistesse l'Anticristo del Gran
Sasso. Certo mi piacerebbe capire
perché l'insegnante che ha tolto il crocefisso dalla parete sia "servile ed
ignorante": Forse non ha i titoli,
o si è scoperto che non sa quanto dovrebbe conoscere per svolgere la sua
professione? Servile nei confronti di chi? E cosa ha fatto per essere
servile? Questa lettera non è chiara.
Si fanno digressioni continue.
"Personaggi dal sesso incerto" imperverserebbero sul video? Davvero?
E comunque, sarebbe un problema? Non
dovrebbe essere discriminante cosa fanno i personaggi che popolano la tv?
Poi se sono dotati di "sesso incerto",
mah... non capisco neanche che cosa si voglia dire. Poi, tornando sul tema
della lettera,
se la lettera ha un tema, si parla di
"discriminati religiose". Non capisco, sembra che l'autore non gradisca
questa scoperta, che mi sembra la scoperta dell'acqua calda. In Italia, e non
solo, si discriminano le minoranze religiose, dai tempi dell'antica Roma.
Poi, facendo un'ulteriore digressione, si
parla di una certa infermiera del Niguarda, non si capisce cosa c'entri la sua
nazionalità, ma sembra c'entri con il fatto che "ce la dobbiamo sopportare".
Perché? Non è una buona infermiera e l'autore della lettera vive a Milano e ogni
volta che va al Niguarda, malauguratamente, la incontra. Se è così, mi dispiace,
ma forse sbaglio: vorrei capire qual è il problema, se posso fare qualcosa. Poi,
si torna a "lo Smith", che dovrebbe essere l'Adel Smith nominato
all'inizio, ma di cui non si parla abbastanza per capire chi sia. Mi dispiace
che ci sia qualcuno che usi la fede per farsi pubblicità, non riesco a
capire questi fatti. Per quanto mi
riguarda, non guardo Porta a Porta, mi danno fastidio la mancanza di
contenuti, i modi e le finalità anti-informative della trasmissione, nonché il presentatore, che mi è
antipatico, senza nessun motivo particolare. Non so se pensate sia il caso di
spiegarvi meglio. Chiunque siate. Peter Ciaccio, Roma.
Ricevo la strana risposta del Sgr.
Ciacco di Roma e mi affretto a rispondere
Non mi rivolgo direttamente a questo
Signore in quanto è a Voi del Movimento che si rivolge, ma è la mia il soggetto.
Cominciamo
dall'inizio.
Prendiamo per vero che il Sgr. Ciacco non sappia chi sia lo Smith
(questo confermerebbe quanto da me scritto riguardo al fatto che nessuno sa chi
siano i mussulmani Italiani).
Prendiamo per vero che sempre il suddetto
Sgr Ciacco non sappia nulla della polemica nata all'ospedale Niguarda di
Milano
di cui l'infermiera è protagonista. A questo punto nasce un
dubbio.
Il Sgr Ciacco non legge giornali Italiani di nessun tipo e tendenza
(forse legge solamente rare edizioni di periodici in Calmucco antico) per non
sapere della polemica sui Crocefissi tolti da alcune aule scolastiche,
dell'abolizione dei canti Natalizi, dell'oscuramento dei Presepi, dei diguni di
solidarietà a favore dei nostri ospiti islamici in periodo di ramadan, ecc. ecc.
Il tutto per rispetto ad un esigua minoranza di credenti
nell'islam a discapito di una netta maggioranza Cattolica.
I miei
ragionamenti sono "sconnessi", ebbene si! Lo confermo. Sono sconnessi per tutte
le persone in malafede, sono sconnessi per coloro che per un falso senso di
democrazia e libertà di culto si calano le brache per compiacere un branco di
ignoranti arroganti e presuntuosi.
La lettera ha un tema, caro Signore, un
tema serio e profondo: la difesa ad oltranza della mia cultura occidentale,
Cattolica Apostolica e Romana. Quella cultura che beceri politicanti da osteria
stanno calpestando in nome di una falsa libertà di culto,
di una falsa democrazia e soprattutto per un pugno di voti
rosso sangue.
"L'Italia ha sempre discriminato le minoranze religiose" dice
il Sgr. Ciacco, ma lo facevamo duecento anni fa.
Da quando non esistono più i "ghetti" ed il Papa Re, in Italia
non si discrimina proprio nessuno.
Proviamo a parlare
chiaro: Ebrei, Buddisti,
Testimoni di Geova, Animisti o quanti ne vuole
Lei, MAI ci hanno chiesto di
rinnegare
i nostri simboli di cultura e
religione. Si sono costruiti i loro luoghi di culto (con danari loro non
della comunità) e li frequentano nel pieno rispetto delle nostre leggi
Nazionali, non ne fanno luoghi di scuola di terrorismo come il centro islamico
di viale Ienner a Milano (ma mi pare che pure Roma e Torino non ne siano
indenni). Le altre religioni vivono con noi restando nella loro piena identità,
non ci impongono nulla ci chiedono solamente rispetto, lo stesso che
personalmente sono pronto a dare agli islamici
se lo contracambiassero. Ma non è cosi.
Potrei continuare
ancora rispondendo parola per parola, ma penso che ci siamo capiti, vero?
Non le è riuscito troppo bene il tentativo di prendermi per i fondelli,
peccato sarà per la prossima. Pierluigi Figallo.
Vi confesso
che nutro una grande invidia per l'infermiera del Niguarda e
per Adel Smith che hanno avuto successo laddovve
io ho sempre fallito, beccandomi a scuola (pubblica) sonore
sanzioni. Da laico, non da musulmano, non ho mai capito cosa
ci stiano a fare i simboli delle religioni nei locali delle
pubbliche istituzioni di uno Stato laico.
Ma, forse, il laicismo non è più di moda ed io sono "out".
Tutto ciò, ovviamente e a scanso d'equivoci, sempre che quei crocifissi non
siano stati sostituiti da altri simboli religiosi. Cordialmente Vittorio
Vivona.
Gentile Signor Vivona,
da laici, non da musulmani, anche noi non abbiamo mai capito
cosa ci stiano a fare i simboli delle religioni nei locali delle pubbliche
istituzioni di uno Stato laico. Così come il ritratto del Papa fino
a quello del Presidente della Repubblica.
Sono icone, icone comunque ed anacronistiche. Fuori
dall'Inghilterra, nazione di grandi tradizioni, di conquistatori e grandi
militari al servizio di monarchie grandiose ed eccentriche, i
ritratti dei Reali appaiono sempre abbastanza grotteschi e spaesati.
Ciò detto, non ci sembra di ricordare che il nostro
laicismo sacro-santo per affermarlo e farlo rispettare si
sia mai avvalso di qualifiche e vocaboli "cadaverini"; anche perchè non è che
tali terminologie necrofore profumino proprio di Chanel n°
5.
Nè di avere preteso pubblicamente, "via cavo" strappi di
immagini dai muri a mo' di Talebani con le statue dei Buddha incastonate tra le
rocce dell'Afghanistan, straordinarie, antichisime ed uniche al mondo. Inoltre,
l''homo erectus' per esprimersi con propria, ed altrui, dignità non abbisogna
dell'insulto e del sarcasmo dispregiativo e sfidante verso seguaci di idee
laiche, religiose, filosofiche, scientifiche e via cantando e a chi più ne ha
più ne metta. Certo, questo se si ha il minimo dono dell'humano, (parvenza,
apparenza, sembianza, aspetto, peli sistemati nei posti giusti ed evoluti,
(evoluti sta per l'evolversi fisiologica delle specie) denti non a punta di
mammhutt, non le orecchie a punta dell'asino da soma.
"Ma, forse, il laicismo non è più di moda". Scrive Vivona. No,
grazie a dio lo è, e come, solo che in questo democristianume ricomposto da
cadaveri eccellenti, questi sì cadaveri, e senza Chanell n° 5 ahinoi!! si tenta
di cancellarlo con altre icone eccellenti che i regimi politici di turno
spediscono in tv a tutta birra. Compresi i don Gelmini e gli altri ini, tipo
quello smilzo e segaligno che sembra 'Fra' Prezzemoletti consigli perfetti'.
Come si chiama? No, la questione e le questioni che pone l'editoriale di Pl.
Figallo è tutta un'altra, e sono tutt'altre da l'icona "cadaverini"
si, o l'icona "cadaverini" no, caro Vivona.
Fossero le questioni che lei scrive saremmo mica qua a
parlarne. Non avremmo certo trasecolato alla notizia che in una città
ed in un interland ancora pieno di baracche e roulottes di
terremotati, di terranei ad uso abitazione, di "case d'accoglienza e ricovero"
per minorati disabili fatte di cartone e lamiere (dove ci muoiono dentro
arrostiti come i marroni i disabili, o i cristiani nel
Colosseo) il 'governatore' rosso Bassolino donasse tre miliardi ai musulmani, e
la sindachessa democrista Jervolino un terreno edificatorio gratis per costruire
la moschea "piu' bella ed accogliente della Campania".
No Vivona, no, non ci siamo capiti proprio. Alla prossima e
buon anno. Geraldina Acton, Movimento Riforme.
Movimento Riforme: 'Adel Smith go home'.
OK
sono d'accordo. G. Guerra.