Lazio: luna di
miele tra
monnezza, crack e ingiustizia
Associttadini: il Ministero del welfare
dovrà indennizzare i truffati dalla cooperativa di credito
Cofiri di
Tarquinia
Associttadini, Associazione degli utenti
e dei consumatori, rende noti gli sviluppi nella vicenda del crack Cofiri.
La cooperativa finanziaria, ispirata da
presunti collaboratori di Ciriaco De Mita, mandò in
fumo nel 1996 circa 130 miliardi di lire raccolti tra calciatori e vip ma,
soprattutto, tra piccoli risparmiatori della provincia di Civitavecchia. Vincenzo Di Pani, curatore fallimentare della cooperativa,
ha deciso di citare in giudizio il Ministero del lavoro per non avere mai
compiuto le ispezioni obbligatorie sulla cooperativa di Tarquinia nei suoi otto
anni di attività (dal 1988 al 1996). Il curatore ha peraltro scoperto che tra
i presunti truffati vi sono, invece,
anche debitori della fallita cooperativa, tra essi Roberto
Mancini l'ex calciatore di Sampdoria
e Lazio
che ha ricevuto per posta un
sollecito del curatore fallimentare a versare 600 milioni di lire a copertura di
una fideiussione che aveva rilasciato quale garanzia di un prestito concesso
dalla Cofiri al padre di sua moglie. Se il Ministero del
Lavoro avesse compiuto fin dall'inizio le ispezioni obbligatorie, la
cooperativa, si sarebbe sciolta di diritto. La Cofiri
invece continuò a operare con criteri disinvolti e censurabili. La Cofiri
impiegò parecchi miliardi di lire per concedere prestiti o compensi ai propri
amministratori per le ragioni più varie. L'investimento più grosso, rivelatosi
poi decisivo per il fallimento, fu l'esborso di circa 50 miliardi di lire per
acquistare da Gianmauro Borsano, ex presidente del
Torino calcio, la Mediolanum Golf spa, una
lottizzazione in programma a Usmate Velate (Milano) già sull'orlo del
fallimento. Una simile acquisizione finanziaria avrebbe richiesto, per legge,
che le ispezioni da biennali diventassero annuali. Ma il
Ministero del Lavoro rimase sempre inerte.
Signor
Sindaco, è finita la luna di miele
Lettera aperta al
Sindaco Veltroni di Primo Mastrantoni segretario Aduc
Signor Sindaco, è finita la luna di
miele. Sono passati
sei mesi da quando ha assunto la carica ed è scaduto il tempo che si concede ai
nuovi amministratori per il periodo di apprendistato. L'occasione cade,
purtroppo, con una debacle del sistema
di trasporto della metropolitana:
evento prevedibile, stante la vetustà delle strutture e dei mezzi in dotazione
all'azienda comunale. Trasferire la responsabilità sugli altri è il vecchio
gioco dello scaricabarili che tutti conosciamo.
E' Lei il Sindaco ed è a Lei che i cittadini chiedono
conto; se ha qualche problema con i suoi collaboratori e dirigenti,
prenda coraggio e decida qualcosa. Come disse il Suo predecessore, la mobilità a
Roma è la madre di tutti i problemi.
Certo è che questa madre di figli
ne ha fatti un mucchio negli ultimi 8 anni. Che intende
fare? Le metropolitane saranno pronte fra 10-15 anni, nel frattempo
qualche decisone dovrà pure prenderla. Noi suggeriamo di aumentare le corsie
riservate ai mezzi pubblici: basta un po' di vernice gialla e qualche vigile. Il
tutto si risolve in pochi giorni. Per esempio il lungotevere, sempre intasato,
può diventare un vera e propria autostrada per gli autobus. Che Roma sia una
città sporca è noto a tutti. Oltre agli appelli vorremmo qualche atto concreto. Se l'AMA non riesce a
garantire il servizio perchè non liberalizzare il settore e affidare anche ai
privati la pulizia delle strade? Altrettanto note sono le condizioni delle
strade della capitale: buche e dissesti sono la norma, non se ne capisce il
perchè. Forse occorrono maggiori e migliori controlli sui lavori svolti.
Certo è che
l'intasamento dell'80% dei tombini e delle caditoie contribuisce al dissesto
stradale e alla formazione di laghi cittadini.
Visti i lavori frequenti, perchè
non prevedere la pulizia dei deflussi da parte delle stesse ditte appaltatrici,
per il tratto interessato all'intervento? Signor
Sindaco, speriamo che i consigli che le abbiamo suggerito servano alla
Sua attività e a migliorare la nostra vita giornaliera. Comunque da oggi sarà
nei nostri pensieri. Primo Mastrantoni, segretario Aduc. www.aduc.it
Associttadini: indagine internazionale
sulla magistratura italiana
Rendiamo noto d'aver formalmente chiesto al Presidente della Commissione
delle Comunità Europee Romano Prodi,
l'avvio della procedura di infrazione,
davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee per la violazione grave e
persistente a danno dei cittadini dell'Unione Europea del diritto all'equo
processo davanti ai giudici nazionali italiani entro un termine ragionevole. Il
Governo italiano non ha mai risolto il nodo strutturale dell'organizzazione e
dell'efficienza della macchina della giustizia, mediante l'adeguamento delle
strutture e degli organici della magistratura: gli utenti rimangono spesso
vittime d'una giustizia lenta ed a volte persino deviata. E' per questo che
Associttadini si è posta da tempo come punto di riferimento per tutti i
cittadini alle prese con la lentezza e le deviazioni della macchina giudiziaria.
Il fine è di stimolare il legislatore per l'pplicazione ed il miglioramento
delle Leggi in materia, snellire la macchina burocratica della giustizia,
informare il cittadino sui suoi diritti ed assistere chi ha subito un danno
morale e materiale a causa del cattivo funzionamento della giustizia.
A Roma e nel Paese la
situazione giudiziaria è molto pesante, tanto si deduce dall'elevato
numero di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo ed alle sentenze di
condanna dello Stato italiano a questi conseguiti. Il processo europeo finirà
per dimostrare la necessità, in Italia, di restituire alla Polizia giudiziaria
quell'autonomia investigativa che le consentirebbe di prescindere dalle
direttive dei Pubblici Ministeri. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono ormai ridotti alla stregua
di meri esecutori delle direttive dei Pubblici Ministeri e delle deleghe da loro
impartite www.associttadini.org