LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
 
La Corte dei Conti indaghi sulla Sta
e, "La Sta", l'impudica sfacciata, s'era pure lagnata....
 
di Fausto Cerulli

Proseguendo sulla questionata questione dei parcheggi dorati dI Roma Capitale degli esattori molto esatti e poco autorizzati ad esattare, perchè non segnalare che la Cassazione, questa volta, ha colpito duro: e tanto per smentire la voce giudiziaria
per cui le sezioni del Palazzaccio marciano divise per poi colpire unite, questa volta hanno deciso di partire unite.
Senza tanti giri di frase i togatissimi hanno dato un bel torto ed uno schiaffo nientedimeno che alla STA, che, l'abbiamo già detto, governa sui parcheggi e conta i soldi dei parchimetri. La STA s'era lagnata, l'impudica, perchè la Corte dei Corti si era permessa pure, la sfacciata, di farle i conti in tasca; per cui la STA, che magari pensava che la corte dei conti fosse per via del nome una commissione che si occupava di araldica e di stemmi, si è rivolta a mamma Cassazione; che in genere è debole con i forti e viceversa. Stavolta i conti non son tornati giusti ai giusti della STA, ma son tornati conti alla Corte dei Conti.
La Cassazione ha stabilito che chi maneggia soldi pubblici, anche se si traveste da società, deve renderne conto, appunto,
al pubblico; ha deciso che i soldi dei parchimetri, anche se sono monetine, non hanno da finire in qualche salvadanaio magari di quelli fatti a porco; ma servono per migliorare il funzionamento del sistema parcheggi, altro che a parcheggiare qualche sistema di far soldi. Sembrano elementari verità, la scoperta dell'acqua calda e via celiando; eppure ci son voluti i troppo spesso bistrattati parrucconi della Suprema Corte per scoprire che il re è nudo e che la STA, oltre che nuda non è manco bella.
L'unione fa la forza, avranno detto i guidici di Cassazione; ed a sezioni unite hanno dato uno schiaffo all'indecenza, hanno riabilitato i conti della Corte dei Conti, hanno detto alla STA di STARE all'erta. dico la verità, non mi sarei aspettato tanta franca semplicità dal Palazzaccio: manco avessero preso a modello Maria Cordova.
Se poi qualcuno gioca al lotto, gli dò anche i numeri; quelli della sentenziosa Cassazione: 12, 3, 67, oppure 1, 23, 67 oppure; la sentenza è la n. 12367; scomponetela come vi pare, cabalisti. 
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BILANCI AI RAGGI X "La Corte dei Conti indaghi sulla Sta"
 
La Cassazione: la magistratura può e deve verificare la gestione degli incassi dei parcometri
 
La Corte dei conti può e deve verificare la gestione del denaro pubblico riscosso dalla Sta, la società trasporti automobilistici
a cui il Comune ha affidato la gestione dei proventi della sosta a pagamento nella Capitale. E gli utili sono vincolati alla costruzione di nuovi parcheggi. A mettere la parola fine alla querelle sono le sezioni unite della Corte di Cassazione che, con questa decisione, hanno respinto il ricorso presentato dalla Sta contro le verifiche alle quali è stata sottoposta dalla Corte dei Conti del Lazio. In particolare i giudici supremi hanno puntualizzato che tutti i soggetti che abbiano "di fatto maneggio di pubblico denaro" sono sottoposti alla lente d ingrandimento della magistratura contabile, anche se si tratta di società private come la Sta. Non ci sono dubbi - dicono i giudici - circa la natura privatistica di questa società, ma il regime privatistico del soggetto non significa che esso non possa venire considerato agente contabile e quindi soggetto al giudizio per resa di conto.
Nella decisione viene ricordato che esiste un vincolo di natura pubblicistica - che legittima la supervisione dei bilanci da parte dei magistrati - che destina le somme ricavate dalle tariffe per le auto in sosta nelle strisce blu alla "realizzazione di opere pubbliche". Questo vincolo di destinazione - è scritto nella sentenza 12367 - non può venir meno "per il fatto che il servizio sia esercitato attraverso una società". Dovrà, dunque, superare l'esame dei giudici contabili anche l'utilizzazione che è stata fatta delle somme ricavate dalle auto in sosta e che - in base al nuovo Codice della strada devono essere impiegate per l'"installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento".
Mentre le somme "eventualmente eccedenti" devono servire ad "interventi per migliorare la mobilità urbana".
Insomma, la Corte di Cassazione respinge la questione e dà pieno titolo all indagine avviata dalla magistratura di viale Mazzini riguardo alla gestione degli introiti della Compagnia romana parcheggi che, fino al 98 ha riscosso per conto della Sta, i soldi delle soste a pagamento. L inchiesta seguita dall allora vice procuratore generale Angelo Canale, mirava ad accertare quali sono i costi reali per la gestione dei parcheggi e soprattutto dove finiscono le duemila lire l ora che il cittadino sborsa per sistemare la sua macchina dentro le strisce blu. Secondo la Corte dei Conti i soldi non sono finiti dove avrebbero dovuto e ora su questa vicenda sta indagando anche la procura penale sotto la supervisione del procuratore aggiunto Maria Cordova. C.Man. su il Messaggero.