Gentile onorevole
Cristaldi, l'aspetto più "stravagante"...di Fausto Cerulli
ho avuto modo di leggere il testo
dell'interrogazione sulle intromissioni illecite nella sfera del diritto alla riservatezza telematica;
essendo io il penalista Fausto Cerulli che è stato protagonista dello spiacevole
episodio di aggressione alla libertà di comunicare (che nel caso di specie
si è tradotta anche in una divulgazione indebita di ciò che esiste di più sacro
nel rapporto professionale: il rapporto segretissimo tra il cliente e l'avvocato,
con relativo diritto del cliente a che non si sappia che ha cosultato un avvocato). Posso
provare a prevedere la risposta che sarà data all'interpellanza: verrà detto
che avendo io presentato una denuncia, ed avendo chiesto l'intervento della
polizia c.d. postale, la stessa aveva il diritto
dovere di indagare sulla presunta parte offesa; Lei mi insegna che avrebbero
dovuto semplicemente chiedermi di integrare l'esposto, se di esposto si fosse
trattato, e di archiviarlo se non avessi provveduto alla richiesta integrazione,
che io avrei ovviamente subordinato all'assenso del cliente...in ogni caso l'aspetto
più "stravagante" della vicenda è che io mi ero limitato a
richierdere informazioni. Se avessi voluto
presentare un esposto denuncia avrei usato il tono e gli strumenti di legge.
Mi permetto anche di aggiungere un sospetto preventivo: non sono un grande esperto
di informatica, ma suppongo che sia un gioco da ragazzi manipolare il testo
della mia originaria richiesta, aggiungendovi, come scritto da me, il nome del
cliente. Per questo già prevedo che troveranno
il modo di far finta che non sia succsso nulla, quando tutti sappiamo che è
successo e che succede e che se ci meravigliamo
finiamo per passare per mammolette ingenue e sprovvedte. Il che non significa,
ovviamente, che Lei non abbia fatto bene a interrogare: perchè
si sappia che sappiamo, anche se il sapere, per il nostro diritto positivo. E'
come l'ignoranza (della legge) che non scusa. Cordialmente. avv. Fausto Cerulli.
P.S.:
a mero titolo di informazione; e per capire come funziona la
Polizia Postale, sembrerebbe che la stessa abbia il potere di oscurare un determinato sito sulla base di una denuncia:
è il caso accaduto al sito www.gattibonsai.it che sarebbe stato oscurato
dalla Polizia Postale in quanto una certa presentatrice Lucia Calò avrebbe ritenuto che su tale sito si
fosse consumato addirittura il reato di istigazione a delinquere e di maltrattemrnto
di animali. Non ho avuto modo di appurare
i particolari ma non dovrebbe esserLe difficile
consultanto il suddetto sito. La decisione "oscurantista" farebbe
pensare
che la Polizia Postale abbia addirittura dei poteri interdittivi
autonomi dall'autorità giudiziaria......