La pena di morte...e la pena di vivere al Botteghino Oscuro

 di Salvatore D'Agata
La pena di morte
Ha detto Bush: "Il bene vince sul male". Occasione: l'esecuzione di Tim Mc-Veigh, glorioso veterano dell'esercito
Usa finito a uccidere 168 innocenti con un attentato a Oklahoma City per vendicarsi del governo, accusato di non aver fatto quello che lui si aspettava. Una esecuzione può mai essere un bene? Anche se "consolata" dai due barattoli di gelato alla menta che il condannato ha potuto gustare prima delle ultime iniezioni? Il nuovo ministro ligure dell'Interno, l'ex democristiano
Claudio Scajola (se non fosse il caso si potrebbe celiare: da Bianco a bianchissimo) non biasima "l'istituto", si limita a
dire che non serve a niente. Uccidere le par niente, signor neo-ministro?
.....e la pena di vivere.
C'erano una volta le Botteghe Oscure. Adesso c'è il Botteghino Oscuro. Nel senso, che non è facile capire che cosa fermenta dentro le nuove stanze del nuovo partito. Ogni giorno c'è una idea e chi la ridicolizza, una proposta e chi la smentisce, un nome e chi l'ingiuria. Sicuramente i tempi della nomenklatura erano troppo grigi. Ma quelli di oggi rischiano di essere troppo colorati. Massimo D'Alema, forse il più intelligente della compagnia ma sicuramente anche il più cinico, tenta di tirare le fila di un gioco che a molti iscritti sembra "al massacro". Sarà anche vero, come dice Livia Turco, che lui incarna l'orgoglio del partito. Ma non è smisurato, soprattutto davanti ai risultati elettorali? Nelle vecchie e infaticabili cellule, la voglia di vivere rischia di lasciare il posto alla pena di vivere. La pena di vivere al Botteghino Oscuro&dintorni.