VirusAngeli
Dove diavolo
sono finiti gli angeli?
di Diego Gabutti
Dove diavolo sono
finiti gli angeli? E il Dux? Qualcuno (forse Gianni Minà) ha notizie di Che
Guevara?
Fino a poco tempo fa (ce lo ricordiamo
tutti, anche troppo bene) questa brava gente trionfava sui banconi delle librerie
in un tripudio di gagliardetti, aureole e mitra spianati; le loro belle facce
erano anzi i temi forti della nostra editoria, per così dire il contributo originale
dei nostri stampatori alla diffusione urbi et orbi delle balengaggini del secolo,
e adesso di loro non c'è
quasi più traccia. Dileguati, dispersi,
cancellati. Mussolini non lancia più la mascella oltre l'ostacolo,
non si vede un solo angioletto svolazzare nel cielo sopra Torino (e
le fiere del libro) e persino la zazzera di Che Guevara, che
fino a ieri faceva piovere forfora come manna nei cataloghi di Sperling
& Kupfer, s intravede ormai solo su qualche t-shirt scolorita
da troppi candeggi. Che pena! Che tristizia! Chi li sostituirà? Gli
alieni e Hitler sgomitano per sostituirsi rispettivamente agli angeli
e al
Dux (o a Che Guevara, è lo stesso).
Ma ci vuol altro. Anche il mistero delle piramidi, i polizieschi populisti
di Paco Taibo II, il passamontagna dei subcomandanti, la caduta d Atlantide
e persino la cultura antifascista torinese, ritorno di fiamma d'un
vecchio cult, cercano un posto al sole in libreria. Ma con scarsa fortuna. Una cosa è sicura:
l'editoria italiana è spietata e, quando un astro tramonta, di regola
tramonta per sempre, Alberto Moravia come Lucio D'Ambra, Ada Negri come
Italo Calvino. Una volta morti,
si viene sotterrati sotto badilate di cemento, mentre i vivi sgavazzano, illudendosi
che sia giunta la loro ora. Vale per gli autori e per le icone culturali. Veltroni
l'Africano (solo qualche mese fa, prima di rubare la caramella
a Tajani) voleva il posto di Guevara; Baricco continua a volere quello di
Manzoni. Gli editori assecondano.
Che nostalgia del Che! Dei cori
angelici! Dei salti nel cerchio di fuoco!!