L'affairTelekom Serbia e il ministro reticente

 Bollettino di informazione e di azione sulle campagne del Partito radicale transnazionale
 
L'AFFAIR TELEKOM SERBIA: "DINI RETICENTE" E I SERVIZI ITALIANI ALL'OSCURO DI TUTTO? ECCO ALCUNE DOMANDE CHE MERITANO RISPOSTA
Nessun passo avanti è stato compiuto nell'accertamento della verità e nella individuazione delle responsabilità nella vicenda Stet/ Telekom Serbia. Nel suo intervento del 28 febbraio in una fumosa ricostruzione delle scelte di politica estera compiute dall'Italia in questi anni nei Balcani, un reticente Ministro Dini, ha accuratamente evitato di rispondere all'interrogativo centrale dell'affare Stet/Telekom Serbia: per quale ragione il Governo italiano decise di impegnarsi direttamente, attraverso una azienda di Stato controllata dal Tesoro, nel finanziamento del regime nazicomunista di Milosevic, già reduce dai massacri e dalla pulizia etnica in Bosnia? Sul ruolo del governo italiano sono intervenuti piu' volte Benedetto Della Vedova e Gianfranco Dell'Alba, deputati europei della Lista Bonino: Per Della Vedova, "una volta Archiviata la penosa bugia del "non sapevamo", l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi e con lui, oltre a Dini, gli allora ministri Ciampi e Maccanico - alla guida di dicasteri che esprimevano la maggioranza dei membri nel Consiglio d'Amministrazione Stet - non possono sottrarsi ad una piena assunzione di responsabilità per quanto accaduto e debbono fornire una spiegazione - se mai ne fossero capaci - di comportamenti attuati, attivi od omissivi poco importa. E sarebbe bene che questa operazione verità venisse fatta prima che sia il Tribunale dell'Aja a chiamare i membri del Governo italiano a testimoniare durante il processo a Milosevic, che tutti auspichiamo possa tenersi al più presto. Nel corso di tutti questi anni nessuna forza politica, ad eccezione dei radicali che da subito reagirono - anche con atti parlamentari - al patto scellerato Stet/Milosevic, ha mai manifestato attenzione alla vicenda. Anzi, molti di quanti oggi, a babbo morto, fanno la voce grossa con Dini, hanno negli anni sempre avuto comportamenti più o meno dichiaratamente filo Milosevic". Per Dell'Alba, "Mentre le prime rivelazioni del "supertestimone" Maslovaric sconfessano palesemente le confuse smentite ufficiali, secondo cui, addirittura, il tutto sarebbe stato trattato da una consociata Stet olandese all'insaputa del governo e, tra un po', della stessa dirigenza Stet-Telecom, vi è da chiedersi che ruolo le nostre "barbe finte" abbiamo avuto in tutta la vicenda. Possibile che non esista un'informativa, una documentazione su uno dei più grossi ontratti mai negoziati in Serbia, e non solo da parte di un'azienda italiana? Tanto più che vi è chi ipotizza addirittura che per la definizione dei Memorandum d'Intesa sia stata richiesta l'assistenza dei Servizi italiani nonché della controparte serba, la Drzavna Bezbednosti. E' vera questa informazione, che meriterebbe di essere verificata dai  magistrati ? E' vero che la transazione definitiva comporta un 25% in più della cifra di 1.500 miliardi ormai ufficializzata ? E' vero che parte del denaro è stata immediatamente stornata ai partiti rispettivi della coppia Milosevic, l'SDS e la JUL? Chi ha firmato tali documenti ? Da parte serba sappiamo che è stata la nomenclatura dell'allora regime, ma da parte italiana ?" E-Mail:radical.party@agora.it