Delitto delle mie brame è di Destra o di Sinistra la strage familiare?

 
Risparmiateci le strumentalizzazioni politiche
 
di Artemio Ruggeri
 
L orrenda faida familiare di Novi Ligure è solo l ultimo atto di una serie di episodi di cronaca nera che, amplificati dai media, hanno fortemente impressionato l opinione pubblica.
In tanti si esibiscono sulle diverse ribalte offerte dalla società della comunicazione, nella ricerca delle ragioni che hanno indotto una ragazzina a massacrare, insieme al fidanzatino, la madre e il fratello. Ma sarà difficile trovare risposte convincenti ai nostri interrogativi. Per saper dare delle risposte bisogna, innanzi tutto, capire. E sarà ancora più arduo indicare terapie capaci di curare il male oscuro di comunità in cui sembrano essere sovvertiti i più naturali rapporti di affetto e solidarietà.
Un opera meritoria però potremmo compierla, per rendere meno tristi e sconvolgenti le scene di vita vissuta sbattute in prima pagina: dipende solo da noi evitare la strumentalizzazione politica, le tentazioni allo sciacallaggio partigiano, al fine di guadagnare consensi alla propria causa anche a costo di deformare la realtà. Nessuno può scagliare la prima pietra in questa rincorsa verso l irrazionalità sociale. Mesi fa il professor Marsiglia si inventò un aggressione per motivi razziali.
Gli investigatori fiutarono subito la trappola e consigliarono prudenza. Invece, la Sinistra colse l occasione per promuovere manifestazioni (qualche militante di estrema destra venne persino picchiato davvero), lasciando chiaramente intendere che i responsabili di quel clima di intolleranza erano i loro avversari politici. Poi, tutto si sgonfiò. Non abbastanza, però, da impedire che una nota rubrica televisiva  di forte caratterizzazione a sinistra - tentasse di riabilitare il professore simulatore mettendo sotto accusa le gerarchie ecclesiastiche di Verona (colpevoli di aver perseguitato Marsiglia), al punto da sollevare le loro vibrate proteste. Quando scoppiò il caso del serial killer padovano e fu arrestato Michele Profeta,
il sindaco del Polo Giustina Destro si lasciò scappare  una frase (per fortuna non è un veneto) che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi, dal momento che, in quegli stessi giorni, un ragazzo di Padova aveva ucciso il padre e  ne aveva bruciato il cadavere. Arriviamo al caso di Novi Ligure. La tragedia è diventata un pretesto per rivendicare una maggiore sicurezza.
Forza Italia e Lega hanno organizzato una manifestazione, lasciando intendere che, sotto sotto, si dovevano cercare i responsabili tra gli immigrati. Quando si è scoperto che le cose erano andate diversamente, a sinistra hanno tirato un sospiro di sollievo, che se fosse un colpo di fortuna che gli immigrati non c entrassero per nulla e che gli assassini fossero, invece, due giovani italiani. Intervistato in tv - a Primo piano - venerdì notte, il presidente del Consiglio comunale della città piemontese si è avventurato nella ricerca di spiegazioni sociologiche e non ha trovato di meglio che chiamare in causa i processi di ristrutturazione industriale che hanno  interessato quell area (potevano mancare gli effetti perversi della globalizzazione ?). Il fatto è che le considerazioni banali e settarie sono anche le più semplici.
E  più facile prendersela con i diversi e attribuire loro tutti i nostri guai piuttosto che mettere radicalmente in discussione noi stessi. Anche a costo di dimenticare dati, statistiche, casi reali. Così è preferibile demonizzare  Internet e i siti dei pedofili on line e fingere di ignorare che la gran parte degli abusi sui minori avviene in famiglia o nell ambiente di vita.
Oppure diventa più semplice individuare negli extracomunitari dei potenziali nemici, senza tener conto di una considerazione inconfutabile: l immigrazione non è né un scelta né una condanna, ma una necessità in una paese che invecchia, perde popolazione e non è più in grado di compensare il turn over nel mercato del lavoro. I mostri sono in mezzo a noi.

Il malessere dei giovani è tutto un altro paio di maniche. E il nostro dramma è quello di non capire niente del disagio dei nostri figli, allevati nella bambagia e nel benessere, a cui però non siamo stati capaci di insegnare che il lavoro non è una punizione e che, nella vita, non vi sono soltanto gli indumenti griffati, i telefoni cellulari, la discoteca, il sabato sera,  e la squadra di calcio del cuore, la domenica.