S o r e l l e d ' i t a l i a
Art.18: Solo in Italia l'obbligo di
reintegro per giusta causa
di Alessandra Servidori
Ormai è più che evidente
all'opinione pubblica che sulla delicata vicenda
della revisione dell'articolo18 dello Statuto dei
lavoratori, le questioni di merito non c'entrano più e infuria solo la battaglia politica:
da una parte il sindacato (ancorché diviso), dall'altra parte Governo e Confindustria
decisi a iniettare nelle norme giuslavoriste, elementi di flessibilità del
mercato del lavoro. Alla fine di tutta questa vicenda (il confronto è ancora
lungo e faticoso e prevede vari incontri, (tra richieste di rinvii, stralci
e dissidi, minacce, e segreti, l'impressione è che, l'articolo 18 sarà messo
in sordina e di revisione delle norme sui licenziamenti, per almeno due anni
non se parlerà più. E, forse, in cambio, si andrà a modificare, sostanzialmente,
la norma sulla cassa integrazione e la mobilità, vincolandole alla riqualificazione
professionale, comunque avvicinandosi il più possibile al modello europeo
che prevede il passaggio da questi due istituti ad una indennità di disoccupazione.
Ed è proprio al sistema europeo che è necessario guardare per allentare l'estenuante
braccio di ferro tra le parti sociali che attanaglia il mondo sindacale italiano
da più di un mese. E' infatti bene sapere che l'obbligo di reintegro per la giusta
causa esiste solo in Italia, Austria e Portogallo: stando alle accuse dei sindacati al
Governo (di avanzare proposte incivili) dobbiamo cominciare ad entrare nell'ordine
di idee di considerare incivili le condizioni di lavoro di tutti i lavoratori
francesi, spagnoli, inglesi, tedeschi, svedesi, per i quali non è prevista
la reintegrazione automatica in caso di licenziamento ingiustificato? In Europa,
e precisamente in Germania, Gran Bretagna,
Danimarca, Francia,
Spagna, vi è la libertà di licenziamento di tutti
i lavoratori (con esclusione dei licenziamenti che discriminano per
razza, sesso, religione) e solo in alcune di queste nazioni, vive una norma
che prevede, in cambio, una indennità monetaria stabilita da un collegio arbitrale:
45 giorni di retribuzione per i lavoratori
spagnoli, 39 settimane di salario per i Francesi, un anno di retribuzione
per i Danesi. Il Governo italiano ha rilanciato spostando l'attenzione sulla
riforma degli ammortizzatori sociali proponendo un aumento fino a due anni
del sussidio di disoccupazione per chi perde il lavoro, e chiedendo alla Confindustria
di farsene carico almeno per una quota.
La partita,
per ora, rimane aperta.
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Dolce, dolcissimo,
Stefania
Craxi, figlia di Bettino.
In questi giorni che si "celebra????"
10 anni di Mani Pulite, e l'inizio del massacro dei socialisti con in testa
suo padre, Lei gira per l'Italia, l'Europa e l'America
e spiega cosa è stato e cosa è il danno
arrecato dal "partito dei magistrati", girotondai in prima fila.
BRAVA. Ha coraggio da vendere!!!!!!
Letizia Moratti,
ministro dell'Istruzione: lei tiene botta.
Le regioni rosse, i comuni rossi, le comunità montane rosse: tutta una squadra
purpurea contro la riforma della scuola.
Tutti questi bravi soldatini del fu passato
regime sono contro agli organi collegiali, ai cicli scolastici, all'anticipo
della scuola elementare, al decentramento e... poi ancora contro, contro,
contro......
Ma la Signora di ferro va avanti: una buona dose di ghisa l'accompagna. E
a noi piace!
Matilde Damele:
giovane fotografa nata nel nostro Bel Paese ma stabilita a New York. Scatta
fotografia di una bellezza travolgente: ma non quella della realtà americana
di luccichiii della grande mela. Fissa la violenza dei trucidi portoricani,
l'avvenenza delle loro donne, la malinconia delle nuove generazioni alla ricerca
del lavoro, la città dei ghetti, della povertà. una storia americana
che ci arriva in Italia attraverso il
talento di una giovane nostrana. Anche lei merita applausi e incorragiamento!
Amaro, amarissimo
Giovanna
Melandri e le altre diessine,
sinistre, attrici e comparse: tutte in fila a fare il girotondo! Ma come non
è bello il mondo:dopo i nani e le ballerine ora arrivano
i "Nanni e le attricette". Di peggio
in peggio.
Il trio Ferrilli,
Brilli e Pivetti:
sono le protagoniste del nuovo ciclo tv "Commesse". Alle "ragazze
attempate" accadono mille sciagure, perdono anche il negozio. Era meglio non
ripetre la serie, perchè ora i telespettatori fanno gli scongiuri quando appaiono
sullo schermo.
Signore nostre che disperazione!!!!!