il sesso
forte ha capito l'antifona e ha ceduto il campo, dedicandosi ad attività più redditizie e gratificanti,
come il business e le professioni.
Da noi, le modifiche
più radicali degli ultimi decenni, sono avvenute proprio sul piano dei
rapporti interpersonali e dei costumi.
Vi è ormai una fiorente
letteratura che descrive una condizione femminile liberata sul piano dei
rapporti sessuali, aggressiva, dominatrice. Come mai, allora, questo rovesciamento
dei rapporti di potere non lo ritroviamo nel campo della politica?
Può essere che le donne in "carriera politica" abbiano una parte di responsabilità,
dal momento che si ostinano a confinare la loro azione nel ghetto delle
"questioni specifiche": aborto, coppie di diritto e di fatto, bioetica,
ecc..ecc... Tutti problemi importanti. Salvo trascurarne altri fondamentali
verso i quali le resistenze ideologiche sono comuni, a destra e a sinistra.
L'Unione Europea, ad esempio, ha fissato per il 2010 l'obiettivo di un
tasso di occupazione femminile pari al 60%.
Nel Belpaese siamo
al 39%. Per accrescere di tanto la partecipazione al mercato del lavoro
della componente in rosa, bisogna lavorare parecchio con gli strumenti
giusti. Proprio quegli istituti della flessibilità che Marco Biagi indica
nel Libro Bianco.
Le
donne, invece, spesso si ostinano a difendere
le regole che stanno bene agli uomini.