Cara Luciana e caro Virus,
nella vicenda americana, brilla l'assenza totale di donne opinioniste politiche. Al massimo fanno le vallette ai signori uomini.
Perciò nel constatare ciò con amara, amarissima delusione, dedico all'America la mia rubrica. Ale
 
E le donne?! Al massimo fanno le vallette ai signori uomini
 
Donne: svegliatevi, fate sentire la vostra voce sulla vicenda americana!!!!!
 
di Alessandra Servidori
 
Ancora una volta i Cardinali della Cei, con voce forte e inequivocabilehanno affrontato, assieme al Papa,
la questione del rapporto con il mondo islamico. E in questi giorni segnati dall'inquietudine, dallo smarrimento, dalla contrapposizione, le parole dei Principi della Chiesa, rappresentano un punto forte di riferimento per il mondo cattolico
e un aiuto fondamentale alle forze politiche, in grandi difficoltà a misurarsi sul rispetto delle regole della convivenza civile
tra popoli diversi.
Ci troviamo così "costretti" a dialogare e ad approfondire, tesi e temi legati alla dimensione religiosa della sfera pubblica;
ad una società civile religiosamente qualificata, capace di assicurare una democrazia razionale, nella convivenza tra etnie diverse, ma anche lucidamente consapevole che "Il terrorismo profana il nome di Dio", ed è fondamentale confrontarsi per superare la sterile teoria dello scontro tra civiltà e quindi tra religioni.
Il mondo cattolico e laico deve sentirsi coinvolto e chiamato ad un leale impegno sulle grandi questioni della reciprocità, della tolleranza, ma sopratutto sulla definizione del rispetto delle regole, dei diritti, dei doveri.
Una tolleranza religiosamente qualificata, nasce sempre dalla considerazione che può esserci, nelle persone, una profonda fede che consente la comprensione anche delle religioni differenti, ma non a scapito della propria libertà, dei propri valori.
E le istituzioni pubbliche e la politica, non possono essere neutrali e indifferenti nei confronti della molteplicità delle etnie e religioni. Le istituzioni devono essere sussidiarie alle comunità religiose, naturalmente nella misura della presenza e significatività di queste ultime, ma non si possono esimere da prendere una posizione, giustificandosi con il fatto che la pluralità dei credi,esige neutralità nel giudizio.
La sfera pubblica può indicare i valori di base, garantire i diritti civili, il rispetto dei principi etici fondamentali, partendo dai prèsidi della religione cristiana, che rappresenta la radice della nostra tradizione.
Questo ci consente di trovare la forza di organizzare nel nostro Paese, i cittadini attorno a valori comuni, per poter vivere in comunione, costruendo "una comunità di comunità", realizzando una convivenza civile con popolazioni portatrici di altri progetti o di realtà diverse ma forti. Nelle parole del Papa e dei Vescovi della CEI, sulla drammatica situazione internazionale, sul diritto-dovere dell'alleanza occidentale di reagire per rimuovere le motivazioni e i focolai che alimentano
il terrorismo, vi è quell'equilibrio e quella responsabiltà che ci aiuta a superare le ambiguità e a fare la nostra parte.
Fino in fondo. Questa classe dirigente, troppo fragile e insicura, deve crescere in fretta.
In questo momento e in questa circostanza è d'obbligo.