In onore di una Signora
perbene
di
Alessandra Servidori
Amaro
amarissimo per Palombelli.
L'estate del
2001 sta finendo e sarà ricordata come l'estate delle "first"
ovvero le mogli di....., le donne di......,
le compagne di........., le parlamentari di.......
Saremmo tentate di dare un premio alla Giovanna Melandri per le sue esternazioni
sulle tragedie dei Ds,
ma, Il Trofeo del naif per quest'anno, lo consegnamo a Barbara
Palombelli, moglie di Francesco
Rutelli leader dell'Ulivo, e anche giornalista.
In luglio, quando l'Italia era preda
dei fattacci del G8, Monti e Tremonti e Fazio litigavano sui dati
del debito pubblico e la manovra correttiva del Governo Berlusconi, l'ulivista
(per riflesso) Palombelli, dissertava e giudicava dalle pagine di un giornale
femminile con ambizioni pseudo intellettuali, sulle presunte colpe della Signora
Giuliana de Cesare coniugata Olcese.
"Il tribunalino"
composto oltre che dalla giornalista, da noti esponenti di fede ulivista,
Enzo Biagi, Cesare
Rimini e Annamaria Bernardini De
Pace, messo su in fretta e furia per occupare le estive pagine
di Amica, emetteva giudizi insindacabili
sul fatto che la Signora Olcese si fregia del cognome del marito impropriamente.
Quando, in verità, un percorso giuridico assai faticoso ma assolutamente legittimo
aveva, in passato autorizzato la Signora de Cesare in Olcese a mantenere tale
cognome. Peraltro Giuliana Olcese è conosciuta e stimata da, autentici,
intellettuali, come persona impegnata in opere di forte senso civile e quindi
sicuramente non in cerca di pubblicità indiretta. L'Olcese infatti l'abbiamo
conosciuta per il restauro della cinquecentesca Villa dei Vescovi in Veneto,
la collezione d'arte antica e moderna, per la
sua partecipazione attiva al Movimento
per le riforme e per il giornale telematico "Virus" di grande popolarità e
successo.
Certo l'Olcese non è schierata politicamente
dalla parte dell'ulivo/ frantoio, e con strumenti legittimi e coraggiosi mette
in pista le sue idee e i suoi valori.
La Palombella Rossa e i "suoi compagni di strada", per fare politica,
non hanno altre strade che l'attacco a questioni
delicate e personali come l'uso del cognome di una Signora per bene?
E' un segno dei tempi: giorni neri e disperati per un centro
sinistra che, per dimostrare di esistere, è condannato a mettere
in pista campagne infamanti e desolanti divulgate attraverso
la carta stampata e sotto forma di reportage giornalistico.
E senza diritto di replica dell'interessata.
Amara vicenda per la Signora Olcese, che si è guadagnata una maggiore dose di stima
e considerazione da parte nostra.
Per gli altri.............No
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