Profumo di Donna S o r
e l l e d' it a
l i a Rubrica di Alessandra Servidori
Dolci o amari che
siano i giudizi, anche sul gentil sesso, asceso all'onore della cronaca, sarà pure consentito
discorrere
Se queste
son donne... OK, basta,
esistono....
E adesso spuntano le NO GLOBALETTE di Alessandra Servidori
Scudi e bastoni,
scoppiano i lacrimogeni, partono le cariche e sono loro, le ragazzine, che
guidano l'assalto durante il Vertice Europeo all'Eur di Roma, delle falangi
no global. Deprimente questo neo femminismo che si intravede dietro i caschi
e le t-shirt, simbolo di una emancipazione fallita che si connota per lo
squallore e per quel dito medio alzato, vassallo della volgarità, copiato
dalle rappresentazioni più grevi dei bassifondi. E così come previsto, alcuni
scarmigliati facinorosi si sono prodigati per far degenerare il corteo e
solo l'intervento dei soliti Carabinieri buttati a scudo umano, ha ridotto
al minimo ogni violenza. Bandiere dei cobas e di Rifondazione, disobbedienti
in testa, e loro, davanti a tutti, ragazze e ragazzine, pronte a emulare
le compagne di Cancun, che cercano di sfondare per prime. Dodici
file da dodici, e dietro i burattinai Luca Casarini, Nunzio Derme, Francesco Caruso.
Autentici capitani in disgrazia, vecchi e stanchi arnesi di un rito diventato agli occhi
del mondo, patetico e scolorito. Volano
bottiglie, saccheggiano bancomat, sfondano vetrine, ribaltano cassonetti
e allora gli agenti cominciano a manganellare e a far scoppiare lacrimogeni.
Così la rappresentazione dell'idiozia costringe i giovani poliziotti a difendersi
dalle valchirie, moderne virago impegnate a mal rappresentare il peggio
di un genere che si è condannato protagonista di una ribalta di un grigio
varietà di periferia. Anzi scatenate vetero majorette/neo no globalette.
Mezz'ora
di battaglia, poi le autonome si arrendono:
OK, basta, esistono. Se queste son donne........
Una virata femminile contro i richiami della foresta vetero-femminista
l'Italia, le donne, il potere: l'Italia è in trentaduesima posizione nel globo
di Alessandra Servidori
La classifica dell'Onu
sull'integrazione femminile nei posti chiave della
politica e dell'economia, ci da' al 32esimo posto nel mondo. Tra la prima in graduatoria
che è l'Islanda, seguita da Norvegia e Svezia, e dopo la Botswana e la Namidia
(Sudafrica)....., arriva il nostro Paese che si distingue per avere una
delle più basse percentuali di presenze femminili nei seggi in Parlamento, nella
suddivisione degli incarichi tra i 2 sessi e nella differenza di retribuzioni.
70 i paesi messi a confronto dal Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite,
e non poco ha contribuito il dato Parlamentare: alla Camera le donne sono 71
contro 547 uomini. Occorre una virata femminile, che eviti i richiami della
foresta vetero femminista, e traduca in pratica quei processi di innovazione
istituzionale e di decentramento che troppo poco si sono sviluppati negli ultimi
anni.
L'approccio della "governance"e del "mainstreaming" comunitario, in concorrenza con l'attuazione
dei principi del decentramento (Dlgs 112/98) e del federalismo (Riforma del
Titolo V della Costituzione) avrebbero già potuto determinare alcune novità
sostanziali nell'assetto di governo locale in Italia a favore della politica
femminile, e ovviamente influire anche
nel contesto sociale. Ma piuttosto che
incassare attoniti e inermi questi desolanti risultati, è necessario lavorare,
e molto, con
gli strumenti giusti, per invertire l'attuale
trend che ci vede, anche nel contesto europeo, non competitivi con gli altri
paesi dell'unione. La qualità della nuova governance, può essere determinata
dalla politica di genere, ed è connessa al modello,
al ruolo e all'incidenza nelle strategie
e nella democrazia partecipata, che si sviluppano concretamente dagli organismi
istituzionali delle Pari Opportunità, significativamente individuabili a 4 livelli:
le Commissioni per le Pari opportunità (Legge 164/1990 e legge 125/1991); Gli
uffici dei Consiglieri e delle Consigliere di Parità (Dlgs 196/2000); La rappresentanza
femminile nelle Commissioni Tripartite permanenti (Dlgs 469/97); Gli Organismi
diversi determinati da specifiche norme di legge nazionali o regionali sulle
Pari opportunità e di approccio di genere, che hanno la possibilità di promuovere sul
territorio politiche attive. La decisione del Ministro Prestigiacomo di innovare nella
missione e negli indirizzi la Commissione Nazionale, è il passo da cui far
discendere altri processi dinamici, concreti e innovativi. I livelli istituzionali,
in virtù del ruolo loro assegnato dalla legge e dagli spazi di contrattazione
concretamente sviluppati nelle situazioni locali, ovviamente supportati da orientamenti,
applicazioni delle norme e competenze molto robuste, possono favorire processi
di sviluppo e di coesione sociale, sul piano della qualità della programmazione
e del governo istituzionale.
E' evidente,
in buona sostanza, come una rete e un collegamento diffuso e articolato di promozione
degli interessi e delle tutele delle politiche femminili, ha indubbie ricadute
sulla effettiva qualità di vita femminile, costituisca un elemento di innovazione
delle politiche più in generale e ovviamente diventa, nei fatti, una forza di
governance territoriale. La presenza articolata e dinamica delle forme di rappresentanza
e di promozione delle politiche di parità, definita sulla base delle competenze,
dunque, sarà uno degli strumenti fondamentali per applicare un vero e proprio
modello di governo della programmazione nazionale e comunitaria, consentendo
peraltro il raggiungimento di standard di efficienza/ efficacia basato sui criteri
dei risultati e delle responsabilità.
Il potere, da
che mondo è mondo, si fonda sulle alleanze, sulla capacità di fare squadra,
sulle competenze che sono un arma fondamentale. La lobby delle donne invocata
in queste ore da alcune autorevoli parlamentari come risposta all'indagine dell'Onu,
o poggia le sue basi su questi strumenti, o ancora una volta, sarà un insopportabile
lamento destinato ad uso e consumo dell'infallibile coorte maschile, che il
potere ce l'ha e non lo molla.
Sorelle Mediorientali Storie di ordinarie Crudeltà:
le Esotiche Musulmane
di Alessandra Servidori
Le cronache della
devastante guerra in medio oriente hanno colpevolmente trascurato la
tragica morte di Amina, giovane palestinese di appena 16 anni, massacrata
prima dall'ignoranza e dal pregiudizio, e poi per mano della propria
madre.
La giovane il cui nome significa Principessa, ha partorito un piccolo
nato dalla violenza che subiva dai 2 fratelli che abusavano di lei,
con l'evidente complicità dei genitori, i quali quando la giovane ha
dato alla luce il figlio dell'incesto, l'hanno strangolata insieme al
suo bambino, per liberarsi di quella figlia "responsabile" della vergogna
della famiglia.
Una storia di una crudeltà inaudita, un
esempio di inciviltà e di disprezzo della vita umana, di una prassi
legata al "delitto
di onore" che consente a questo popolo di usare alibi tribali che annullano
l'identità e il rispetto della vita femminile.
Lo scorso anno in Palestina sono stati denunciati 31 casi di donne vittime
dell'"eccidio d'onore" per mano dei propri padri o parenti. In questa
terra devastata e lacerata dal conflitto, dalla disperazione, dagli
stupri fisici e morali, dall'ignoranza e dalla miseria, le donne sono
vittime sacrificali dell'ignoranza, dei pregiudizi. Di queste donne
"invisibili" se ne parla troppo poco, e
le forze di pace, per problemi spesso riconducibili alle mediazioni
diplomatiche, non assumono iniziative specifiche a tutela almeno dell'integrità
della vita di queste persone. Faticosamente le donne musulmane stanno
combattendo la loro battaglia per i diritti. I primi risultati cominciano a
vedersi, ma la strada è ancora molto lunga. E' solo dal 2002 che le
donne del Golfo hanno accesso al voto e possono concorrere come candidate
nelle elezioni politiche nazionali, ma devono mettersi alla prova e
passare dalla teoria alla pratica. E mentre in alcuni paesi come il
Bahrein le donne hanno da poco acquisito i pieni diritti politici, in
altri come il Qatar ed emirati arabi, si profilano le prime nomine di
donne a capo dei ministeri o all'interno di organismi internazionali.
Le donne nel mondo arabo hanno compiuto importanti passi avanti: in
Egitto, Tunisia, Giordania, Siria le donne sono alla guida di importanti
Ministeri e queste conquiste vanno perseguite anche nel Golfo.
E
anche in Palestina, là dove sono nate e vissute
Amina e le altre: nella terra maledetta dove
il girone infernale è il solo a cui è garantito il diritto di cittadinanza.
Esimio Cav.,
"Emma con la rosa"..........
di Alessandra Servidori - Molte
Adesioni e Commenti alla proposta di Paolo Mieli su Emma Bonino in Iraq
Cari Colleghi,
Governo, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ulivo, Casa delle Libertà,
Parlamento,
la proposta
viene da Paolo Mieli ed è una idea giusta: per aiutare Bagdad città senza
legge, il Presidente Berlusconi indichi Emma Bonino a capo degli interventi
delle Nazioni Unite nell'Iraq post-bellica.
Nel desolante
teatro del caos dei centri liberati dalla tirannia di Saddam, domina la
violenza dei saccheggi di ospedali, abitazioni private, Musei, negozi
razziati e merce imboscata, e mentre il pane è diventato più prezioso
dell'oro nero, il crollo del regime ha travolto tutti in una apocalisse
umanitaria che viviamo attraverso le sconvolgenti immagini televisive.
Emma Bonino
ha sin dall'inizio della guerra, sostenuto, con grande forza, la necessità
di instaurare un governo democratico in Iraq sotto la tutela dell'Onu:
i Radicali, soli nell'indifferenza colpevole delle forze politiche, hanno
combattuto la loro guerra di principi e opinioni, nel solco della loro
tradizione di forza democratica abituata a stare fuori dal coro con il
coraggio delle idee e la forza della ragione. Il vuoto di potere che si
è impadronito della terra irachena, prima devastata dal regime e ora gravemente
provata dalla guerra, rischia di devastarla: saccheggi, razzie, vandalismi,
vendette, gruppi di milizie di autodifesa, anarchia e violenza, hanno
reso incontrollabile la capitale e nelle altre città la situazione è già
molto compromessa.
Dopo la liberazione
ci vuole la stabilizzazione: che significa ricostruire il tessuto sociale,
gestire correttamente la democrazia,
la conquista lenta
e graduale dell'emancipazione e il coraggio e la determinazione del cercare
con accanimento la riconciliazione. A causa del caldo sempre più in aumento,
cresce il rischio sanitario e le epidemie nel sud del paese per i
cadaveri ammucchiati prima di essere sepolti nelle fosse comuni, aggravano
la situazione già molto compromessa dalla mancanza di acqua potabile.
Emma Bonino
ha tutte le capacità per dirigere e governare la missione della ricostruzione: già nell'Afghanistan massacrato
dal regime talebano, e ora dal Cairo con la
sua attività editoriale araba, "Emma con la rosa" ha dimostrato
di essere in grado di portare avanti con coraggio e la competenza necessaria,
una missione di pace internazionale.
Gli effetti post/bellici infatti
non sono finiti e i problemi sono in agguato. L'talia continua ad avere le sue anime belle che creano contrasti
politici e conflitti pseudo/pacifisti: ricordiamo a tutti i nostri dissidenti
antiamericani inguaribilmente filosaddaisti che i rischi di operazioni
belliche tra curdi e turchi possono portare nuove destabilizzazioni. Noi
siamo a tiro di ondate di profughi e terroristi che guardano all'Italia
come approdo sicuro: di questo ed è bene esserne consapevoli, quindi è
ora di fare la nostra parte e assumerci le nostre responsabilità.
Con Emma Bonino l'Italia, finalmente, potrà riscattare il suo onore.
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COMUNICATO
STAMPA -venerdì 11 aprile-: Sì al Miele sull'Iraq di Paolo Mieli: EMMA BONINO!
"Sì, sponsorizziamo e promuoviamo la proposta
di Mieli! Rispondo con un Sì convinto e con grande speranza alla proposta
di Paolo Mieli, lancio un appello al Parlamento e promuovo una campagna
di adesione on line "Sì, Emma Bonino Commissario in Iraq per l'Onu!" Molti
auguri ad Emma Bonino, a Paolo Mieli, ed una richiesta di adesione e di sostegno
ai Direttori dei quotidiani Libero Vittorio Feltri e de l'Unità Furio Colombo
che sostengono con coraggio le campagne della società civile."
Lo tralcio della risposta
di Mieli ad un lettore assai critico sulla mancanza di proposte costruttive
da parte della politica italiana, sia dal centrodestra che dal centrosinistra,
per il dopo Saddam e per la democrazia da costruire in Iraq: "In
questo silenzio spicca con maggior nettezza la battaglia dei radicali
per l'instaurazione di un governo democratico in Iraq sotto l'egida dell'Onu:
una battaglia colpevolmente ignorata dal mondo politico, della maggioranza
come dell'opposizione, con la pressochè unica eccezione del coraggioso
e ostinato appoggio del direttore dell'Unità Furio Colombo.
Ci sarebbe un modo per riscattarsi: promuovere la candidatura di Emma
Bonino come responsabile degli interventi delle Nazioni Unite nell'Iraq
postbellico. La Bonino ha tutti i titoli per svolgere al meglio questa
missione. Come combattivo Commissario europeo si è recata a Kabul nel
1997, quando dell'Afghanistan non parlava nessuno, per sfidare il regime
talebano e denunciare le terribili vessazioni delle donne recluse nel
burqa. Ora vive al Cairo, per imparare l'arabo (bellissima la sua rassegna
della stampa araba per Radio Radicale) e dar man forte agli intellettuali
democratici egiziani perseguitati come Sa'd Al Deem Ibrahim.
Speriamo di vederla presto
a Bagdad, con un ruolo impegnativo che ha dimostrato di aver strameritato."
concludeva Mieli.
Bonino, Mieli, Lussana e la Signora
Flavia. Opinioni a confronto
Sorelle e Fratelli
d'Italia: Gentile Signora Flavia, caro Lussana, su "Emma Bonino
Commissario in Iraq"....
Per
dare la tua adesione alla proposta "Sì,
Emma Bonino Commissario Onu in Iraq"
From:
VirusilGiornaleonline To:
flavia@ Cc: paolo.mieli@
Subject: Gentile Signora, su "Emma Bonino Commissario
in Iraq"? <le
News di Virus>
Gentile Signora
Flavia,
leggendo la
sua lettera su "Emma Bonino Commissario in Iraq" nella rubrica
di Paolo Mieli e desumendo da quanto scrive
che
Lei sia una cittadina attiva e sensibile alle battaglie condotte
dalla società civile, con grande fatica peraltro, abbiamo pensato
di inviarle quanto segue sulla solitaria campagna stampa condotta
da Mieli e da noi, nonchè in prima fila dai Radicali.
Qualora
desiderasse aderire all'iniziativa del nostro giornale telematico,
iniziativa presa lo stesso 11 Aprile giorno in cui Mieli rispose
ad un lettore con la proposta Bonino in Iraq, può farlo collegandosi
alla home page di Virus.
Ci
scusiamo se abbiamo invaso, non autorizzati, la sua privacy,
ma il rischio vale la candela.
Grazie
per l'attenzione e felici se vorrà aderire all'iniziativa e
magari informarne amici e colleghi collegati ad internet.
Nel
preambolo dell'appello on line potrà informarsi circa la destinazione
che prenderà la raccolta di adesioni.
EMMA BONINO Iniziative Onu Caro Mieli, sono una ... Caro Mieli, sono una estimatrice
dell'impegno e della coerenza con i quali i radicali conducono le
loro battaglie, pur non condividendone molte. Sostengo in pieno
e mi auguro che venga sposata da tutti la proposta di porre Emma
Bonino alla guida delle iniziative Onu per l'Iraq. Oltre ad essere
una gran conoscitrice del mondo arabo, ritengo sia anche una persona
di elevato spessore morale, qualità assolutamente necessaria per
gestire una situazione così complessa. Purtroppo non mi fido degli
americani e mi mettono in allarme le loro ultime scelte riguardo
alle personalità irachene di cui si stanno circondando per ricostruire
quel devastato Paese. Mi risulta che Al Zubaidi (che si è autoproclamato
sindaco di Bagdad), e Chalabi e forse altri, siano stati certo degli
oppositori di Saddam Hussein, ma anche dei criminali e truffatori,
che a suo tempo si sono macchiati di crimini non meno gravi di quelli
commessi dal passato dittatore. E' soprattutto su queste scelte
che auspico che l'Onu con Emma Bonino in prima fila, si impegneranno
a sorvegliare, a garanzia che il futuro dell'Iraq sia un futuro
di sana democrazia e libertà e non il serbatoio di interessi economici
e corruzione. Flavia Arcelli Flaviamare@
Su
Bonino Padellaro ha una sua logica
Rispondo al Comunicato
stampa di Giuliana D'Olcese
Quel che
alcuni giorni fa ha scritto il condirettore dell'Unità Antonio
Padellaro, per quanto possa risultare 'olezzante' del classico
pessimismo leninistico-borghese tipico dei postmarxisti, credo
purtroppo abbia una sua logica, non determinata, da pregiudizi
negativi nei confronti di Emma Bonino e delle sue ottime capacità
politiche. Infatti, a sinistra c'è scoramento sulla capacità di
influenza effettiva della società civile sugli avvenimenti politici
generali o contingenti: ovvero, al di là di qualche 'impulso',
non si riesce ad andare e le politiche cosiddette democratiche
finiscono col venir annacquate da prassi bizantine. E, purtroppo,
sapendo di dare una delusione nel dirlo, questo un po' lo
penso anch'io e non mi stupirei se la proposta di un ruolo internazionale
di prestigio per Emma Bonino verrà ''autorevolmente sorvolato''.
Forse è giunto il momento di chiederci se noi 'liberal', radicali,
socialisti, liberali e quant'altro, non si abbia qualche utopismo
di troppo, a volte qualche problema di approccio nelle battaglie
che conduciamo. Tra una concezione umana della laicità e un laicismo
schematicamente ideologizzato, vi sono tante sfumature che varrebbe
forse la pena che analizzassimo nelle nostre metodologie. Tuttavia,
sono anch'io allarmato proprio dall'utilizzo utilitaristico che
si fa della professionalità e della formazione culturale dei radicali.
Speriamo sia solo una fase di transizione. Vittorio Lussana.
Comunicato stampa Su
Emma Bonino ha ragione Padellaro? Speriamo di no
Ha ragione
Antonio Padellaro condirettore dell'Unità quando scrive, nel
suo editoriale "Iraq Appalti e bambini", che la proposta
lanciata da Paolo Mieli venerdì 11 aprile sul Corsera -proposta
che ho condiviso lo stesso giorno con un comunicato stampa inviato
a tutta l'informazione italiana e rilanciato da Virusilgiornaleonline
a cui arrivano molte adesioni- essendo una idea nata fuori dagli
schieramenti politici, -afferma Padellaro- dai giochi di palazzo,
idea ne' pacifista ne' guerrafondaia, non a favore di Bush,
ma neppure contro, e che, proprio per questo -teme Padellaro-
non sarà presa in considerazione? Io spero proprio di no, perchè
sarebbe l'ennesima dimostrazione che, noi della società civile
impegnata a condurre dal basso tante battaglie per i diritti
civili e per la democrazia orizzontale, dovremmo rassegnarci
all'ennesima amara sconfitta e, sempre di più, constatare quanto
il nostro sacrosanto impegno sia tenuto in nessuna considerazione
dalla politica italiana che ci 'esalta' e ci tira in ballo,
solo, quando c'è da fare propaganda elettorale per questo o
per quello. Tantissimi cittadini attivi, però, non si rassegnano
e pur constando elementari discriminazioni e favoritismi nel
rilanciare questa campagna, proprio da parte di quanti non dovrebbero,
continuano ad inviare le loro adesioni dal sito www.virusilgiornaleonline.com
alla proposta di Mieli tenuta finora "Top Secret", tranne qualche
mosca bianca, da politici e ''informazione". Quindi, Sì a Emma
Bonino come responsabile degli interventi nell'Iraq postbellico.
Giuliana D'Olcese.
Alcune delle adesioni ricevute. Virus ringrazia
i cittadini attivi, pubblicherà le altre e quelle
che arriveranno.
From: Walter
Carta carwal@To:Virus@virusilgiornaleonline.com Subject: Sì, Emma Bonino Commissario in Iraq per
l'Onu! Sì. Aderisco. La Bonino
è OK. decisa e cazzuta, farà le
cose giuste per quei poveri cristi. Walter Carta
--------
From: "gabriella
gazzea vesce" <Gabriellavesce@> To: <Virus@virusilgiornaleonline.com> Subject: SÏ, Emma Bonino Commissario in Iraq
perl'Onu!
Aderisco
all'appello per Emma Commissaria Onu in Iraq.
E' la nostra ultima
speranza per un ONU con la spina dorsale!
E per una Organizzazione Mondiale
della Libertà, della Giustizia e della Democrazia. Gabriella
Gazzea.
--------
Subject:Emma Bonino. Aderisco all'iniziativa per
Emma Bonino Commissario Onu in Iraq, anche se dell'ONU ho una
pessima opinione e non credo sia organicamente in grado di seriamente
influire per la soluzione di alcuna situazione pericolosa al
mondo. Ma Emma è Emma e forse potrebbe operare in modo utile.
Silvana Giorgi.
Aderisco
alla proposta di inviare Emma Bonino in Iraq come Commissario
ONU. Paola Ursino
---------
From:
Luigi De Marchi To: virus@virusilgiornaleonline.com Esprimo consenso e sostegno alla
candidatura di Emma Bonino come responsabile dell'attività
ONU nell'Irak postbellico.
LUIGI DE MARCHI
---------
From:Giuseppe CassaràTo:Virus@virusilgiornaleonline.com Subject: Sì, Emma Bonino Commissario in Iraq per l'Onu! Aderisco incondizionatamente
alla proposta. Essendo convinto che la Bonino
abbia tutti i numeri per svolgere compiutamente l'incarico
sono altrettanto certo che l'attuale Governo italiano non
muoverà "un ditino"
per proporne o appoggiarne la candidaturta! Auguri per
la riuscita dell'iniziativa.
Rispondo
anch'io in maniera favorevole alla proposta avanzata dal direttore
Mieli a proposito della candidatura di Emma Bonino a "Commissario
ONU per l'Iraq". Non sono un radicale, ma ho avuto modo di apprezzare
l'On. Bonino sia per le sue valide idee che per l'ottimo lavoro
svolto in qualità di Commissario UE. Un particolare ringraziamento
agli amici di http://www.legnostorto.com/ che
mi hanno portato a conoscenza dell'iniziativa.Cordialmente. Giuseppe
Montanaro - "giovane pensatore liberale".
Aderisco,
a nome dell'associazione che rappresento,
alla proposta di candidare Emma Bonino come commissaria
ONU in Iraqperchè
riconosciamo le sue stimate eccellenti doti diplomatiche,
di politica e di femminista.
Anna
Costantin, W.I.A.,
Asociazione Internazionale per il Welfare V.Ozanam 65
- Roma 00152
Subject:
Re: Esimio Cav., "Emma
con la rosa"............
Per
favore rimuovete il nostro indirizzo dalla vostra mailing
list, motivazione: siamo comunisti, mangiamo i
bambini a pranzo e a cena in compagnia di Saddam
di Milosevic e di altri loschi figuri.
Subject:Re: Esimio Cav., "Emma con la
rosa"............
cara
Giuliana, questo ciclo della Bonino è davvero interessante.
Sorprendente quante cose fai Giuliana!. Questa è buona.
Mi
interessa soprattutto che Emma si preoccupi dei contatti con
la cultura musulmana liberal. E' un tema che a Reset coltiviamo
(Bassam Tibi, Ben Sheick etc etc). Questa linea di dialogo
con il mondo islamico democratico (soprattutto europeo) è
di estrema importanza e si collega alla campagna annunciata
tempo fa dal ministro Pisanu. Giancarlo Bosetti
---------------
ADERISCO
SUBITO!!! SE LO DICI
TU.Alessandro del Noce
****************
Per
Emma: Presente! ArmandoDreon
************
Sì,
Emma Bonino Commissario in Iraq per l'Onu!
Peter Boom
Subject:
Sì, Emma Bonino Commissario in Iraq per l'Onu!
aderisco franca
deponti
-------------------
Si
a Emma Bonino, ma...
Assolutamente
si per Emma Bonino ma staccata dall'Onu in quanto organizzazione
che ha perso le sue credenziali, vedi Durban, e per come ha
trattato la questione con l'Irak, per non dimenticare che
è fortemente parziale nelle sue prese di posizione nella questione
israelo palestinese. Voglio ricordare che la Libia regge
la presidenza della sezione che tutela i Diritti Umani (sic!)
mentre la Siria quella del Consiglio di Sicurezza (altro sic!).
L'Onu deve inoltre, per essere credibile, ottenere il ritiro del
diritto di veto da parte di Russia e Francia. L'appoggio a
Emma senza ombra di dubbio - persona che stimo profondamente
- ma solo in rappresentanza di un apparato istituzionale affidabile
e credibile. Tiziana Nulli.
------------------
Sì,
Emma Bonino Commissario in Iraq per l'Onu!
Romano
Scozzafava Dipartimento Metodi e Modelli Matematici Universita'
"La Sapienza"
----------
Aderisco
alla campagna per la nomina di Emma Bonino a responsabile
per la ricostruzione dell'Iraq
del dopo Saddam. Cecilia Nizza
----------
From:MCALTo:GIULY
Subject:
Re: Sì al Miele sull'Iraq di Paolo Mieli: BONINO!
COMUNICATO STAMPA
aderisco!
un caro saluto. Mario Caligiuri sindaco di Soveria Mannelli
From:Pizzato AdalbertoTo:D'Olcese Subject:
Quella encomiabile iniziativa.
La encomiabile
iniziativa umanitaria promossa da Mieli e
sponsorizzata da Giuliana D'Olcese e da Virus
alla quale aderisco
in toto,
non deve essere però pregiudicata da una interessata
diplomazia sottobanco tipica come ho già spesso
espresso del corvo appollaiato sul campo
di battaglia altrui. Non c'è alcun
motivo umanitario di inviare Carabinieri
e Militar Soldati in Irak nella puerile ed
ipocrita convinzione che gli Yankies non sarebbero
in grado di mantenere da soli l'ordine pubblico!
Questa ferma intenzione espressa dal FINI,
se verrà realizzata, dimostra solo la nostra
atavica attitudine a correre in aiuto dietro
il carro del vincitore a cose fatte, con la
piagnucolosa richiesta di un piatto di lenticchie
dal momento che gli Yankies non ci regalerebbero
di certo un pozzo di petrolio irakeno. E c'è
un'altra considerazione: abbiamo blaterato
a squarciagola e con bandiere più o meno rosse
un pacifismo ad ogni costo per le piazze d'Italia,
danzando con variopinto folklore ed eclatanze
antiamerikane a base di stelle e striscie
bruciate. Ora vogliamo invece "aiutarli" laggiù
con Polizia e Unità dell'Esercito con compiti
NON richiesti. Fino a quale punto giunge la
nostra "diplomatica ipocrisia", quella che
infanga l'etica di un generoso disinteressato
altruismo umanitario?
Cosa dovrebbe
dire la Bonino - Mieli? Non voglio militar
soldati tra i piedi! Grazie per la cortese
attenzione. Adalberto della Spezia
Subject:Sì
Emma Bonino Commissario O.N.U. per
l'Iraq
Cuneo 13 Aprile 2003, Alla cortese attenzione
degli Spett.li Destinatari,
SI' AD EMMA
BONINO COMMISSARIO STRAORDINARIO O.N.U. PER LA RICOSTRUZIONE
IN IRAQ
Dopo
i recenti avvenimenti c'è assoluto bisogno di valide figure
politiche di garanzia per una reale transizione dell'Iraq
verso la Democrazia e la Libertà così come viene intesa dall'Occidente,
quel medesimo insieme eterogeneo di "interessi comuni e comunitari"
che ha pensato fino ad oggi solo a se stesso sognando
di vivere e prosperare, intoccabile, in una teca di cristallo
distante dalla realtà delle dittature, delle satrapìe, e dell'influenza
diretta e indiretta di quei regimi autoritari che il
medesimo sistema economico liberale europeo ha contribuito
a rafforzare vendendo armamenti a buon mercato e stringendo
patti economici con quegli stessi dittatori che oggi quasi
finge di non aver mai conosciuto, tiranni ancora presenti,
anche se deposti o "scomparsi", come fantasmi inalienabili
dalle coscienze di chi, avendoli aiutati a potenziare regimi
oppressivi, è diventato loro complice. Anche l'Economia, a
questo punto di svolta, deve riflettere: è maggiore e più
conveniente il guadagno per pochi attori che rafforzano
il tiranno o il danno a livello mondiale che potrebbe
scaturire dalle attività terroristiche e guerrafondaie del
dittatore da essi potenziato? E' ora di aprire gli occhi e
di agire pragmaticamente come gli U.S.A: vogliamo iniziare
con una vera Riforma dell'Unione Europea, che poggi le fondamenta
sulla realtà in cui viviamo? Prima ancora che una fasulla,
egoistica, indifferente e superficiale federazione di
Stati che ancora s'illudono di difendere un'anacronistica
autonomia dal resto del mondo, ancora dediti alla cieca coltivazione
del proprio piccolo orto sia compiuta a danno presente e futuro
della stessa Unione Europea???
O persistere
nella "delega in bianco" alla Buona Volontà di qualche Demiurgo
estero capace di vedere e risolvere i problemi che persistiamo nel
lasciare ingigantire giorno dopo giorno, fino a quando ne
saremo definitivamente travolti?
Grazie
Emma, Grazie Giuliana D'Olcese, avanti tutta! Francesco
Martin Cuneo tel. 0171.697489 e-mail: ush@libero.it
----------------
From:
PierTo:Giuly Subject:Paglia per cento cavalli.............
Ineguagliabile
Signora D'Olcese, le Sue parole sono "sacrosante" non si
deve penalizzare la Signora Bonino per alcuni "dubbi" compagni
di viaggio, ma noi quei "compagni" li conosciamo bene. Negli
anni 70 non condividevamo il 50% delle battaglie radicali,
i
"compagni" ancora meno ciononostante fingevano appoggi.
I socialisti viaggiavano con due piedi in una staffa. cattolici
e democratici di destra ripudiavano i radicali. Gli anni
sono passati, i radicali sono maturati ma la sinistra rossa
no. Viscerale la nostra scelta??? Ma neppure per sogno,
coerente!!! Coerente contro quella sinistra "lupara" che
si traveste con la pelle dell'agnello per divorare piu comodamente
l'ignara pecorella. Che fiducia si puo dare al direttore
di un giornale di partito che per anni ha "sparato" contro
i radicali e una bella mattina si decide di incensarne un'esponente?
Nessuna cara Signora, proprio nessuna, ecco perche non faremo
parte del coro pur condividendo a pieno la figura dell'Onorevole
Bonino. Con tutta la miglior volontà non riusciamo ad essere
"transnazionali", non riusciamo a credere nelle "conversioni"
sulla strada di Damasco. Per noi l'appoggio della sinistra
ex comunista (???) alla Signora Bonino è solamente
una "mossa" per cercare favori in un elettorato "volutamente"
dimenticato. Con sempre maggior stima e simpatia, suoi:
PL. de Piccoli & Figallo
Subject:
Re: Esimio Cav., "Emma con la rosa"............ *
per
favore rimuovete il nostro indirizzo dalla vostra mailing
list motivazione: siamo comunisti, mangiamo i bambini a pranzo
e a cena in compagnia di saddam di milosevic e di altri
loschi figuri
ADERISCO
ALL'APPELLO DI PAOLO MIELI GIA' SOTTOSCRITTO DA ADRIANO
SOFRI (IL NELSON MANDELA ITALIANO). ADERISCO SENZA
ESITAZIONI: QUESTA DONNA NON DEVE DIMOSTRARE DI ESSERE
CAPACE DI ESSERE PERCHE' LA SUA STORIA LO DIMOSTRA AMPIAMENTE.
MARCO FILIPPA
Cari
amici di VIRUS, per me Emma Bonino sarebbe proprio
la persona giusta al momento giusto nel posto
giusto. Oltre a tutto ne risentirebbe
in meglio il prestigio dell'Italia,
c'è da scommetterci! Un caro
saluto - RENATO
http://renatotubere.blogspot.com
Subject:
Sì, Emma Bonino Commissario in Iraq per l'ONU
Sosteniamo
con piacere questa candidatura poichè riguarda
una delle persone più corrette, fiere e capaci
del panorama politico internazionale.
Cordialmente,
Alice Amadei Paolo Gavioli Mirandola (MODENA)
Aderiamo
alla campagna per Emma Bonino Bruno
Gambardella Mercogliano (AV) Annalisa
Soddu Mercogliano (AV) Emanuele Gambardella
Mercogliano (AV) Mariano Gambardella San Giorgio
a Cremano (NA) Iole Barbagallo San Giorgio
a Cremano (NA)
--------
From:Marina MonachesiTo:coaliz@Subject: emma bonino
aderisco
all'iniziativa di mieli. dimmi cosa devo
fare buon lavoro! Marina Moncelsi da
Nuoro
----------
In nome del lavoro!!: Vogliamo
Giustizia per Marco Biagi
di Alessandra Servidori
A 10 mesi dall'Omicidio di Marco Biagi, mentre il nostro Parlamento
si straccia le vesti su indulto e indultino, sul penalizzare o meno con il carcere
il furto e via di questo passo, un silenzio assordante è sceso sulle indagini
dell'assassinio di Marco Biagi. Quel saggio nostro Professore il cui ricordo
è robustamente ancorato al suo lavoro, ai suoi studi e alle sue proposte, oggi
più che, di una attualità straordinaria. Il Governo infatti pare che sull'articolo
18 voglia andare avanti, nonostante le minaccie cofferatiane, epifanine, girotondine, noglobaline. Così
questo governo "tiene duro" e tra qualche settimana
presenterà al Senato l'emendamento sulla riforma delle modalità di risoluzione
del rapporto di lavoro alle imprese con meno di 15 dipendenti, (raccogliendo
così, con coerenza, quella sfida che la sinistra ha lanciato con il referendum)
e sul rafforzamento dell'indennità di disoccupazione.
E poi sempre il Parlamento darà il via libera alle rifome
sul mercato del lavoro a cui aveva lavorato Biagi e per il quale è stato massacrato.
Bene. AVANTI PIANO !!!! Meno bene sulla strada delle indagini sulle responsabilità
della mancata scorta al Professore prima minacciato e poi trucidato e su chi
ha armato la mano assassina. Non è dato sapere oggi a che punto siamo:
ci piacerebbe invece capire se si sono chiariti
i passaggi che hanno portato a lasciarlo solo, come è potuto succedere che il
quotidiano Panorama il 15 di marzo avesse pubblicato
il resoconto dei servizi segreti che denunciavano pericoli imminenti per
i collaboratori del Ministero del Lavoro
(facendo l'identikit di Marco Biagi come
bersaglio, poi trucidato il 19 marzo) e ora
i vari prèsidi preposti alla tutela continuino a dichiarare che non ne sapessero
nulla. Ci pacerebbe sapere perchè si è avvalorata la tesi di sindromi da mitomane
del professore rispetto i suoi ripetuti allarmi di essere in pericolo, quando
poi quell'esperto informatico romano (assassinato in circostanze
mai chiarite!!!) aveva detto che era in grado
di dimostrare che le telefonate ricevute da Biagi potevano essere state schermate.
Vogliamo capire e sapere se, dopo la falsa notizia di quel disperato di Pegna
(arrivata sotto Natale e poi clamorosamente e pietosamente zittita) ci sono
le tracce reali dei brigatisti, e si può sperare che i maledetti assassini non
vivano almeno nella certezza di una omertà diffusa. Lo vogliamo sapere per un
desiderio di giustizia ma anche per un desiderio di speranza. La
speranza che in questa nostra Italia il Sistema dia al cittadino qualche fiducia
nei diritti dettati dalla nostra Costituzione. Il diritto
sovrano di espressione di idee, di parola, di difesa dei valori.
Il diritto, per ciascuno di noi, di poter portare avanti le proposte che Marco
Biagi ha scritto nel Libro Bianco, che sono state il frutto di una forte intesa
di tra tutte le forze sociali e imprenditoriali tranne che la CGIL.
Quel patrimonio che Marco ci ha lasciato e che noi,
con orgoglio, vogliamo difendere. A tutti i costi.
l'Italia con le pile scariche,
edonista e delusa
di Alessandra Servidori
Edonista
e delusa, l'Italia con
le pile scariche, non ha più energia che scorre nelle
vene. Questa la sentenza senza appello dell'ultimo rapporto Censis sul popolo
italiano. Non pensiamo più al futuro, ci rifugiamo nel mito del buon
vivere, la Chiesa non è più il punto
di riferimento forte. La maglia nera se la meritano i partiti, mentre cresce,
seppur lentamente, la voglia di sindacato e
associazionismo: siamo diventati tanti piccoli borghesi, inerti, che amiamo
gli agriturismi, ma non abbiamo più sprint,non riusciamo a programmare il nostro
avvenire e soprattutto non ci impegniamo a risanare questo sistema/italia arrugginito
e senza una chiara direzione di marcia. La fotografia del Bel Paese è spietata
e lo è ancora di più quando si va a scavare in mezzo all'identikit dei nostri
giovani:ribelli, vitali, amanti della musica, del bar o del pub, aperti alle
relazioni sociali, con amici ed amiche, ma senza classici punti di riferimento
che sono i genitori. Mamma e papà drammaticamente assenti e loro, i nostri figli,
soli, molto soli, in grande compagnia di paure, colmi di sofferenza interiore,
oppressi dal mal sottile, spaventati, disorientati dal futuro e tanto incerti
quando si parla di progetti di vita. Ma che avvenire avrà
questa nostra Italia se le nuove generazioni, pur
piene di passione, non hanno la forza di reagire e di diventare protagonisti
della loro storia?
La politica
ha sicuro le sue colpe e questa classe dirigente, a
pari merito, a destra e a sinistra, è debole: chiacchiera molto e non riesce a dare l'idea di
una missione, di un progetto equilibrato di Stato, di riforme, un'idea compiuta
di cittadinanza che accompagna lo sviluppo tra pubblico e privato. Siamo un
popolo italiano che investe molto, ma al di là delle frontiere, perché non ha
fiducia in se stesso, nelle sue capacità di produrre valori, benessere e speranza;
un popolo leggero che va oltre perchè qui, nella sua terra, è prigioniero di
uno stallo confermato dall'andamento degli indicatori sull'occupazione, su risparmi
e impieghi.
E allora
che fare?
Bisogna reagire, dobbiamo cercare di raddrizzare la schiena, tirare su la
testa, così come facemmo nel dopoguerra e negli anni settanta quando la crisi
ci trascinò in un tunnel di povertà, ma dal quale sapemmo uscire ,dando il meglio
di noi stessi, cercando nella laboriosità, nelle riforme strutturali, nel coraggio
di voltare pagina, la forza per rinascere. Ora è necessario trovare in noi la
stessa identica ragione: la new economy, le riforme istituzionali, la costruzione
europea, l'apertura dei mercati e la globalizzazione accompagnati da una buona
dose di valori legati al lavoro, alla forza di una comunità solidale e colta,
sono il nostro gerovital, la nostra ricetta per essere competitivi e rimanere
nella storia da protagonisti ,non come comparse.
Prima di tutto lo dobbiamo fare per i nostri giovani, poi per la nostra dignità,
e poi anche per il resto del mondo.
Riceviamo
e volentieri ospitiamo l'editoriale di Emma Bonino.
Fiat, e se tutti tornasseo a fare
el so' mestè?
di Emma Bonino
La
crisi Fiat? Nella situazione confusa in cui versa il meno o il meglio che si
possa dire è che sarebbe opportuno che tutti tornassero
a fare il proprio -e solo il proprio- mestiere.
Per questo, non ho intenzione di commentare le diverse ipotesi di piano
industriale, ma mi limito a rilevare che è ben difficile
che un'azienda possa averne contemporaneamente più di uno e con diversi partners
industriali e finanziari e con divergenti obiettivi di prodotto. Come'è noto la crisi Fiat non è tanto
crisi di un settore, ma crisi di un'azienda, e di un modello di capitalismo
e di impresa fondata sul rapporto con lo Stato, di un sistema-paese in
cui gli equilibri e le alleanze del mercato riflettono gli equilibri politici.
Questo rapporto, questa idea della "salvaguardia politica" dell'industria nazionale,
è alla base della crisi attuale, e ciò che ha rappresentato fino ad oggi la
radice del problema non può costituire da domani la base della soluzione. Che
la necessità dell'intervento dello Stato sia dissimulato dietro l'impegno di
salvare i posti di lavoro rende la vicenda ancora più grave. L'unica ristrutturazione
con una qualche possibilità di successo, anche dal punto di vista occupazionale,
è quella finanziata da capitale di rischio. L'intervento dello Stato nel capitale
o negli equilibri dell'azienda automobilistica rappresenterebbe un anacronistico
tentativo di "irizzazione" di Fiat Auto e non garantirebbe un solo posto di
lavoro, né un futuro per l'industria automobilistica in Italia, che come dimostra
l'esempio inglese non passa attraverso la protezione degli interessi degli attuali
azionisti. L'intervento pubblico o è inutile o è pleonastico. Se il piano di
ristrutturazione è credibile, troverà le risorse sul mercato. Rispetto agli
esuberi, sia lo Stato sia le Regioni - ivi comprese le fondazioni che afferiscono
agli enti locali -, anziché immaginarsi protagonisti di operazioni finanziarie
e societarie e opporre veti alla chiusura di qualche stabilimento, devono porre
mano, con strumenti innovativi e non assistenzialistici, a interventi volti
a favorire la ricollocazione e la mobilità professionale: devono occuparsi,
insomma, di prospettare vere opportunità ai disoccupati, senza garantire loro
la conservazione di finti posti di lavoro. Emma Bonino. <ndr: brava la Bonino che sa dire
tutto in poche righe, fossero tutti sintetici come Servidori e Bonino che liberazione!>
Dolce dolcissimo di Alessandra Servidori Emanuela Giampaoli, giovane giornalista e studiosa di arte,
costume, spettacolo e società.
Scrive su testate prestigiose e giornali locali con il medesimo impegno offrendo
analisi e notizie interessanti e "ricche" e stimolanti per tutti i lettori:
dall'esperto in cerca di approfondimenti, al cittadino che desidera attraverso
una buona lettura distrazione e divertimento. Brava e generosa!!!
Carla Collicelli-Vice Direttore della Fondazione Censis.
Ha curato (come peraltro tutte le altre precedenti indagini) insieme ai suoi
collaboratori l'ultimo rapporto sugli italiani e ne ha accompagnato la divulgazione
con sobrietà, lucidità e con quella competenza che aiuta a capire come sta cambiando
il nostro Bel Paese. E' chiara nell'analisi e nei dati e, cosa ormai unica,
attribuisce sempre al gruppo, alla squadra, la validità dell'opera. Una vera
dirigente!!!!!
Nia Vardalos
la protagonista di un bel film "Il mio grosso, grasso matrimonio"
racconto satirico sulla voglia di opporsi alle convenzioni etniche. Una commedia
divertente e intelligente, dissacrante su usi, costumi e manie di purezza dell'antica
madre Grecia, molto folk, quasi un pò razzista ma recitato dall'attrice in maniera
straordinaria. Evviva!!!!
Amaro amarissimo
Lella Costa, attrice con la voglia di
esercitare la professione di politica,
trvestita da intellettuale. Alla trasmissione di Lerner , l'Infedele ha chiosato
rabbiosa contro Berlusconi invocando democrazia
su temi come la politica industriale,
le riforme istituzionali: ahi! ahi! Vuoi vedere che abbiamo una nuova Santoro
in gonnella!!!!
Male, molto male!!!!!
Herlinde Koelbl:
fotografa che vive in Germania. E' uscito un suo libro che racconta la
sua esperienza
vissuta in 3 anni a correre dietro
personalità e gente comune nell'intimità. Così sappiamo cosa fa Botero, Lang
e gli altri in camera da letto: non è un pò da voyeur???? Ma sul serio ci interessa
vedere le posizioni in cui dormono gli altri? Mah!!!!!!
Luisa Corna,
la bella subrette si è messa in testa di fare anche la tifosa è
ha fatto pubblicare sul Corriere della Sera Roma
una sua intervista della serie "Io,
fedelissima nerazzurra invidiosa del gioco di Mancini". Ma signora mia, mi faccia
il piacere, lasci stare, continui solo a fare la presentatrice che le riesce
proprio bene!!!! Lasci perdere il resto!!!!!