A proposito degli spropositi dei compagni che
sbagliano
1. Ma che facce 'e cuorno 'stì ottu-ottu!!!!!!!!!
Gattopardi e Panchopardi di Dino Cofrancesco - il
Riformista - Fausto Longo
Ascoltando una delle tante
rassegne stampa della radio ho sentito che Lucio Manisco, in un suo articolo, aveva chiamato
Colin Powell
<lo zio Tom della Casa Bianca>. Se il fatto è
confermato, c'è da rimanere allibiti. E non tanto per il parto di un cervello
(da sempre) ideologicamente 'ottu-ottu' quanto per il silenzio massmediatico sull'episodio. Se la stessa
espressione fosse stata coniata da un deputato di F.I., della Lega, di A.N. si
sarebbe scatenato il finimondo. Interpellanze alla Camera, girotondi di Moretti & C., arringhe in
toga di Di Pietro, telegrammi delle associazioni delle vittime del razzismo,
manifesti degli intellettuali al servizio p.e. del Genere Umano etc. Il Santo
Padre ne avrebbe parlato dalla finestra di Piazza S. Pietro prima
della benedizione domenicale
e non sarebbero neppure mancati, giusto per gradire, un pensierino sul 'Corriere
della Sera' di Enzo Biagi, una bustina di Minerva di Umberto Eco
sull''Espresso', qualche severo richiamo alla lezione di Gobetti da parte di
integerrime coscienze morali come Enzo Marzo o Paolo Bonetti su 'Critica Liberale' (ma, sì, facciamogli un po' di pubblicità, se la meritano). Essendo stato Manisco a peccare contro lo S.S. del politically correct, non si è avuto nulla di tutto questo.
<Espressione infelice!> avrà commentato qualche meno distratto maître-à-penser
nostrano, con quel tipico aplomb che caratterizza certa sinistra quando si
confronta con i compagni che sbagliano.
Se questo può accadere, una ragione
deve pur esserci. E forse la ragione è questa: che, in Italia, la cultura
liberale (sia progressista, sia conservatrice) ha sempre avuto un inconfessato
complesso di inferiorità dinanzi alla sinistra dura e pura.
Chi ne alza la bandiera, beneficia immancabilmente della
simpatia che si riserva ai paladini dei Valori Alti: saranno pure estremisti, il
loro agire sarà pure controproducente, la loro violenza sarà pure inaccettabile
sul piano dei principi, ma il loro cuore è generoso e palpita per Cause che gli
uomini di buona volontà non possono non condividere.
Certo, facce come quelle di Casarini o
di Cofferati possono far rabbia ma sono 'facce di
famiglia', di gente che,
quando fa qualche fesseria, non la fa certo pro domo
sua.
Con gli 'altri' il discorso è
completamente diverso. Non hanno mai avuto valori ma solo interessi
(inconfessabili) da difendere e se, qualche volta, ne imbroccano una buona è
perché si sono lasciati guidare dall'interesse bene inteso. In genere, però,
vengono riguardati come anti-Mida. L'infelice re trasformava in oro tutto ciò
che toccava, i nemici della vecchia sinistra moralistico-azionista e della nuova
terzomondista e no global, riescono a sporcare tutto ciò su cui mettono le mani.
Forse hanno fatto bene, pertanto, i giornalisti liberali (quelli veri) a non
stigmatizzare la sconcertante espressione di Manisco: se l'avessero fatto, i
loro avversari sarebbero stati tentati di riabilitare il ku klux klan e la sua
sacrosanta battaglia contro la nègritude borghese e imperialista che oggi si
presenta col volto sporco di sangue (irakeno, palestinese, serbo etc.) di Colin Powell.
2. La
sinistra condanni i compagni che sbagliano
A proposito degli spropositi dei compagni che
sbagliano,
riportiamo un editoriale da Il Riformista
Il vecchio e pericoloso gioco dell'elastico.
Consiste in questo: l'estremista tende la corda, il moderato non la taglia per
non perdere contatto, l'estremista tira ancora, e quando la corda si spezza
torna in faccia ai moderati, proprio come fa un elastico teso oltre il limite.
Massimo D'Alema invita a casa sua
(la fondazione Italianieuropei) i disobbedienti, come fossero compagni che
sbagliano e con i quali un po' di dibbbattito
può appianare le divergenze sul metodo. Per tutta risposta Casarini gli comunica
che non ha tempo per il dibbbattito, è
okkupato a bloccare treni. Luciano Violante dice che lui certe forme di lotta
non le condivide, ma le capisce, e si adegua. Rosi Bindi aggiunge che "i blocchi
non fanno parte della mia scuola di pace, ma non mi sento di condannarli".
Perché? Perché se
uno non condivide qualcosa non la condanna?
Questa
acquiescenza, questa subalternità alla piazza, è un vizio antico, che già
innumerevoli lutti ha portato nel campo degli achei della sinistra italiana. Se
un atto è illegale, è illegale. Non può essere solo un po' illegale.
Da illegalità nasce in
genere illegalità.
Chi tollera un'illegalità perde il diritto di
protestare contro la successiva. Noi non pensiamo, come Fini, che la
disobbedienza sia già di per sè eversione. Ma la mancata condanna della
disobbedienza riduce l'autorità morale necessaria per contrastare l'eversione.
E dio non voglia che la sinistra abbia presto
bisogno di tutta la sua autorità democratica, come l'ebbe ai tempi di Luciano Lama
e di Guido Rossa. Questo discorso vale soprattutto per la
Cgil. Il boicottaggio non è compito di un sindacato
moderno.
La Cgil
può fare tutte le manifestazioni che vuole contro la guerra, ma non può chiedere ai suoi aderenti di scioperare per
impedire un servizio pubblico essenziale: perché il trasporto ferroviario
e marittimo questo è, quando è fatto nell'ambito della legge; dunque anche se
riguarda militari statunitensi, che non sono una forza di occupazione ma
alleati, la cui libertà di movimento sul territorio nazionale è garantita da
trattati internazionali. Si può essere contro la guerra e anche contro il blocco
dei porti e delle ferrovie, esattamente come dice Savino Pezzotta.
Siamo
certi che la stragrande maggioranza della stragrande maggioranza degli italiani
che è contro la guerra la pensa come lui.
3. Memorie: Una memoria sola?
A proposito degli spropositi dei
compagni che sbagliano
Tante, troppe
memorie, uguale a nessuna memoria? Esisteva
già una "giornata del
ricordo"...
poi arrivò Furio
Colombo... Te lo ricordi compagno pacifista?
di
Fausto Longo
Ti ricordi
compagno del tuo passato? Di quando uccidere un
fascista non era reato? Ti ricordi di quando anche
allora marciavate per la pace, ma lasciavate per
terra qualche testa aperta a colpi di chiave inglese? Ti ricordi di Praga
e dei tuoi carri armati e prima ancora di Budapest o di quando sedevi in
trattoria con chi voleva Trieste iugoslava? Ti ricordi compagno di quel muro che
ha diviso l'Europa e delle tante guerre che le svariate armate rosse portavano
in giro per il mondo?
Ti ricordi compagno quando i tuoi
segretari del PCI stringevano le mani dei dittatori più sanguinari della storia?
Ti ricordi le
fosse comuni, i gulag e ti ricordi le foibe?
Ti ricordi compagno i missili puntati
contro l'Occidente e i Vopos, te li ricordi? Ti vengono in mente ogni tanto
questi trascorsi?
Ti
ricordi compagno, quando per te era giusto fare il
tifo per l'URSS anche nelle partite di calcio contro
la nostra nazionale?
Ti ricordi quando bruciavate i tricolori? Ti ricordi di
chi sputò sulla tomba di Nazario Sauro?
Ti ricordi compagno, di
quando impedivate a noi di entrare a scuola o all'università e di quante mani
grondanti di sangue impugnavano le tue bandiere nelle manifestazioni? Ti ricordi
compagno delle brigate rosse, di quello che scrivevate sui giornali, di come
diventava atto di giustizia proletaria rubare, rapire, gambizzare,
uccidere?
Te le ricordi queste cose? Le facevate anche
allora in nome della pace.
Se tutto ciò ti sembra lontano, ricorderai
compagno di quando tu stesso, non più tardi di ieri, rompevi vetrine e bruciavi
cassonetti e auto parcheggiate. Ricordi senz'altro gli assaltati con il volto
coperto, le molotov, i sassi e le spranghe contro i carabinieri. Almeno questo lo ricordi, compagno
pacifista?
Caro compagno, se l'Italia è ancora un paese democratico,
civile e -guarda un po'- persino pacifico, non lo dobbiamo certo a te e sappiamo
benissimo cosa vuol dire per te nascondersi dietro una bandiera arcobaleno, così
come Togliatti, 60anni fa, si nascondeva dietro alla colomba della pace. Lo
conosciamo il tuo pacifismo per disarmare gli altri.
Ma è possibile che non
se ne ricordino anche i cattolici? Possibile che i preti abbiano dimenticato la
Spagna, Midtzenty, la Chiesa del silenzio, le persecuzioni in Cina. Non ti ricordi
compagno sacerdote pacifista?? Fausto Longo.
Era mòna e ragoù, potà vien
gioù!!!
di Mario
Robusti
Secondo me al G8
di Genova c'erano noglobal che manifestavano
tranquillamente le proprie idee contro la globalizzazione.
E' un concetto ribaltato rispetto
agli altri: La gente seria, che predica le utopie (qualcuna spero realizzabile),
che crede in ciò che fa e sa che funziona solo se si agisce in modo civile,
c'era a Genova. Era la minoranza, perchè la gente come loro è "pallosa" per quel pubblico di giovani deficienti che non
hanno 2 grammi di cervello in 4. Mettiamoci in mezzo gli anarchici, le tute
bianche e quel minchione di Agnoletto, ed otteniamo il circo del mangiafuoco.
Dove migliaia di pinocchio si sono divertiti per 3 giorni, dove centinaia di
teppisti hanno sfasciato e picchiato, provocando per poter far picchiare
qualcuno da elevare a martire.
I noglobal nel vero senso della parola sono
persone con il paraocchi, che stanno bruciando e portando nell'indifferenza
anche quelli che hanno idee ottime, valide e realizzabili. Questi sono i
noglobal: i giovani deficienti che hanno capito che non gliene frega un cazzo di
quello che succede nel mondo, non gliene frega un cazzo dei metodi da usare per
cambiare la società e si sono resi conto che: il pastrano attira figa, il cous
cous costa il doppio della pizza e allora fa status symbol, il centro sociale è
un recinto dove ti lasciano libero mamma e papà per rivenirti a prendere con il
mercedes SL500 e che, comunque vada, loro avranno nel piatto mattina pomeriggio
e sera qualcosa da mangiare.
Visto che Casarini va in
giro in porche, perchè non mette, la sua macchinina, di traverso sui
binari per fermare i treni dei militari??? Mah! Io resto dell'idea che
bisogna fare qualcosa di nuovo e forse gli unici che possono fare qualcosa sono
i letterati, gli artisti
e gli storici. Ma bisogna muoversi in
fretta, altrimenti la coscieza sociale e quel briciolo di coscienza civile che
ci è restata
(in generale dico) andrà a puttane, e
ci ritroveremo in una società dove i bravi ed onesti lavoratori dovranno vivere
in casa e in fabbrica per paura dei propri figli, cresciuti ed allevati come re,
e diventati teppisti senza coscienza morale (tutto gli è stato dato, quindi
tutto è loro). Le donne dovranno mettersi in burka perchè sennò saranno
violentate per strada.
Ognuno vivrà per se stesso sulla
pelle degli altri. A me questo scenario non
piace... Mario Robusti.
The
End