Rai, Alleanza Nazionale & "Cosce Pulite"
 
di Andy Favilli
 
Ho letto con molto interesse l'articolo di Donatella Poretti in merito all'istituzionalizzazione del pettegolezzo nel nostro faceto Parlamento (e poi dicono che uno perde la fiducia nelle istituzioni...).
Avendo lavorato in RAI (ma conosco "ex-colleghi" che mi confermano che a Mediaset non si respiri aria diversa), di storie
in merito ne avrei da raccontare, ma non è questo il punto.
I punti di interesse di discussione, secondo me, sono dati da:
1) L'annoso dilemma che c'è nel limite del pubblico e del privato presso certi personaggi: dov'è che il pubblico sconfina nel privato? E' giusto andare a scavare nel privato di certe persone pubbliche? E' altrettanto giusto che persone non pubbliche mettano in piazza le loro vicende private? Insomma, oggigiorno qual'è il confine tra pubblico e privato?
Mi sembra che sia una questione che non riguarda più solo i VIP, ma ci riguarda bene o male tutti.
E a questo punto mi chiedo se i due solerti parlamentari di Alleanza Nazionale non abbiano ritenuto opportuno scomodare anche il Garante della Privacy.
 
2) Al di là del pettegolezzo, il problema del nepotismo (o "partnerismo"?) nel mondo dello spettacolo esiste, ed esiste da che esiste lo spettacolo stesso. Forse fa parte di una sfaccettatura particolare di quel "mestiere più antico del mondo", laddove la soubrette in carriera si concede al personaggio affermato sperando di poter ottenere dei favori o delle "spinte" per la sua carriera (attenzione, succede anche agli uomini!!). Il punto è questo: riteniamo opportuno perseguire, per legge, certi comportamenti? Se la risposta è "Sì" allora avremo bisogno di uno stuolo di magistrati per aprire il nuovo filone
"Cosce Pulite", andando a pescare nel torbido e probabilmente pestando anche più di qualche piede eccellente!
Ma ciò è ragionevolmente possibile? Certo, sicuramente è poco accettabile in genere, non fosse altro per motivi di meritocrazia, ma la cosa è ancor più grave se succede alla RAI, che dovrebbe occuparsi del servizio pubblico, e che in questo caso diventa pubblico bordello gestito coi soldi degli ignari cittadini. Una persecuzione del "partnerismo", credetemi, non salverebbe quasi più nessuno: una volta un tale disse, riferendosi proprio ad una che si concedeva con una certa facilità: "chi è senza peccato scagli la prima pietra!".
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate sull'argomento, in particolar modo la stessa Poretti che ha scritto l'interessante articolo.
Grazie. ANDY
 
Caro Favilli,
come avrà visto, in più e più occasioni, Virus non è tenero nè con la RAI nè con Zaccaria, anzi picchia duro,
ma questa è talmente grave e grottesca che, comunque, va difeso Zaccaria e stigmatizzati, (per usare un linguaggio corretto) Cric&Croc.
Essere democratici e liberali vuol dire essere equanimi, obiettivi, non di parte, e per un giornale è tenersi le mani libere da tutti. Noi, grazie a Dio, ai nostri lettori e opinionisti, siamo liberi da tutti e responsabili solo di noi stessi, dei nostri principi, delle nostre idee. Ecco perchè stiamo "antipatici" a tanti personaggi di regime, e, viceversa, simpaticissimi e amati dai cittadini:
Non abbiamo padroni, nè politici nè imprenditoriali, ma tantissimi lettori che aumentano costantemente.
Grati del suo intervento la ringraziamo ed estendiamo il suo invito, ed il nostro, alla coraggiosa Donatella Poretti.
La redazione di Virus
P.S.: Come fatto per l'intervento della Poretti, inoltriamo anche il suo ai parlamentari di Camera e Senato.
 
Gentile redazione di Virus,
Sicuramente la difesa della privacy è qualcosa di sacrosanto, non solo per Zaccaria.
Sicuramente, se i parlamentari di AN volevano affrontare il problema dei favoritismi nel mondo dello spettacolo, hanno scelto il modo sbagliato. Nel mio piccolo cerco sempre di esserlo: gli unici "padroni" che conosco sono Verità e Libertà.
Mi fa piacere vedere che non sono il solo.
Grazie
ANDY