Guzzanti, l'antropocentrista, Mustafà e l'Urì on line

Tragi - stragi tra Marina di Partenos&Paolo Guzzanti

Mille grazie, per avermi raccontato la Sua esperienza. Io, posso dirle solo della mia, purtroppo. Tuttavia, sono antropocentrista  salvo l'UOMO, in qualsiasi circostanza, di qualsiasi colore e identità. Mi è permesso di sognare? Di sperare? Amo in egual misura Jhon e Mustafa, perchè miei fratelli e rispetto le loro diverse paternità, civiltà ed identità. Non sono la "maestrina dalla penna rossa" nè la "razzista Fallaci" nè la narcisista Macciocchi.... Sono un essere umano, uno spirito libero, grato a Dio per ogni alba ed ogni tramonto...e non credo al Potere, alla Menzogna, all'Imperialismo sotto qualsivoglia bandiera. E molto mi offende la Sua becera saccenteria, che guarda con occhio miserevole ai miei desideri di "persona" ancora non corrotti dalla politica e dalla globalizzazione dei sentimenti. In quanto a viaggiare, sarò lieta di accompagnarla nel suo prossimo viaggio, così apprenderò mille cose che la mia "mediterraneità"  - folkloristica e mortificante  - mi ha evitato di approfondire, costringendomi nell'ignoranza volgare del bacino del Meridione. Si faccia un viaggio, se ne ha tempo, su www.geocities.com/marina_salvadore e comprenderà meglio questa "cafoncella" ed il suo umile modo d'intendere. M'inchino alla Sua autorevolezza che, se degna d'un nobile cuore, non può che abbassarsi al volgo delle mie semplici istanze, SireMarina di Partenos.

Cara Marina di Partenos ho letto tutto il suo testo (che certo non era una lettera per me, ma che ricevo con piacere) e le dico
quel che penso. Quando avevo tre anni ho conosciuto anch'io il soldato John, ma non era bianco e non aveva lentiggini.
Era nero, aveva gli occhi arrossati dalla fatica, si sporgeva dal carro armato e mi dette un cake che poi mia madre, influenzata dalla propaganda fascista ("gli americani avvelenano i bambini") gettò diligentemente dalla finestra. Era il 4 giugno del 1944 e Roma era liberata da quei soldati e tutti sentimmo che il mondo del buio, degli stivali neri, delle rappresaglie contro il muro, il mondo dell'arroganza e della morte, era finito. A quell'epoca gli arabi, tutti gli arabi, avevano fatto il tifo per i nazisti e il Gran Muftì di Gerusalemme vedeva spesso Hitler per concordare la cattura degli ebrei palestinesi. Vede, io non sono ebreo, ma conosco la Palestina dove ho lavorato come giornalista per anni, e il Libano, e la Siria, e l'Egitto.
Ho seguito le guerre, ho vissuto sporco
di fango e di sangue. Conosco bene gli arabi e non mi hanno mai cantato canzoni, ma li ho visti sul loro terreno, nelle loro guerre.
E vale ciò che per tutti noi che abbiamo visto e che sappiamo ha scritto Oriana Fallaci.
Lei davvero si sente stuprata da chi l'ha liberata? E' stata ad Anzio a vedere il cimitero di chi è morto per darle la libertà?
Non troverà mai un cimitero di ragazzi italiani andati a morire per la libertà dell'Oklahoma. Lei si sente divisa. Ma davvero?
Fra stereotipi partenopei così logori, così facili (ho vissuto a Napoli da bambino, Posillipo è stato il mio primo mare, il napoletano è stato la mia prima lingua e ho visto per anni i marines fare la corte alle 'signurine' di Capodichino, le stesse che quando c'erano
i marucchine camminavano c'a' panz annanze.
E conosco l'America, che lei conosce soltanto attraverso le conoscenze sulla spiaggia e i bar e le feste, e gli amori dell'adolescenza. La seduzione della parmigiana di melanzane. La loffiaggine di tutto ciò che è loffio e scontato.
Gli arabi, purtroppo e con molta malinconia, non hanno mai creato alcuna civiltà. Non hanno mai creato alcun sistema di vita,
di valori, di cultura che fosse desiderabile per gli altri, che potesse essere scelto liberamente dagli altri.
Se lei fosse andata negli Stati Uniti e ci avesse vissuto, come me e tanti altri, per almeno qualche anno, avrebbe visto e capito che il loro popolo è una nazione unica e compatta, buona e fatta di mille colori tutti fieri (i colori e gli uomini) di essere americani. Oggi gli americani neri, quel col cognome siciliano, peruviano, russo, napoletano, pugliese, cinese, per non dire degli americani africani come Condoleeza Rice e Colin Powell, sono fieri come non mai di essere americani e  nient'altro che americani.
Lei questo non lo può sapere. Non lo può sapere perché non ha altra esperienza oltre quelle adolescenziali con la pummarola n'goppa di cui tanto si appaga. Né posso chiederle di credermi. Perché dovrebbe? Io posso soltanto farle un augurio.
Di andare a New York non come ci si va da turisti per una settimana. Ma per il tempo necessario per capire, per amare una identità, un modo di essere umani. Subito dopo le Towers un nostro telegiornale ha mostrato quattro ragazzine nere che si stringevano piangendo e la giornalista italiana chiedeva: "avete paura della guerra?" e una di loro rspondeva per tutte:
"Paura? Noi siamo tristi e arrabbiate, ma non abbiamo paura di nessuno perché abbiamo una fiducia totale in chi guida questo paese".
E oggi tutti gli americani, come potrebbe essere americana lei con il suo cognome se fosse nata lì, hanno una bandiera per mano, una alla finestra, una sulla bicicletta. E piangono. E sono umani. E non bevono coca cola come se ne beve in Italia, e mangiano benissimo e non sono ridicoli e non sono come lei li immagina dall'alto della montagna del suo comprensibilissimo,
in fondo tenero, del tutto banale narcisismo costellato di flirts, di cliché, di luoghi comunissimi.
Le ho scritto perché capisco quel che lei mi ha scritto. Ne vedo la freschezza e la buona fede. E' anche un testo simpatico, anche se molto auto indulgente e "delirious", il che non fa male, anzi fa bene. Ma mi riesce molto difficile passare sopra la sua equidistanza fra Mustafà e John, o come si chiamino. Non ho nulla contro Mustafà. Ma proprio nulla.
Purtroppo è lui che ce l'ha con noi. Io spero tanto che lei viaggi e che viaggi ad occhi aperti. Ma le auguro comunque una vita piena di gioia e di amore, perché se lo merita. Paolo Guzzanti.
 
La premessa on line, di Marina di Partenos, arrivata a Paolo Guzzanti
Com'è difficile stabilire chi sono, da dove vengo e dove voglio andare. Il sangue mi chiama. Circola con più passione, mi da'  prurito e spasimi al cuore. Una confusione mentale mi agita, le membra, scoordinate, tirano calci, baci e abbracci.
Sono meridionale: metà Medina e metà "liberata" dalle stelle e strisce... E c'è la guerra, ora, e mi chiedono da che parte stare. Ma come potrebbe mai, una "meridionale" occupata, colonizzata, prendere le distanze dai Palestinesi, rinunciare alla Coca-Cola, alla convivenza con i padroni di casa americani? Quei padroni di casa, ospitali, simpatici quando non sparano...con cui ha condiviso Afsouth beach a Licola, Flamingo Club alla NATO di Bagnoli, football al Carney Park di Agnano,
in giovinezza....
Ascolto la Compagnia di Canto Popolare: sono Medina! Sono Mediterraneo e antica civiltà, è impellente l'istinto di colmare i buchi nel sottosuolo dei Campi Flegrei per debellare quel magma più potente e pericoloso ch'è l'occulta rete di basi sotterranee dei miei "alleati"; ritenendomi stuprata, oltraggiata, violata nella mia essenza da coloro che i miei nonni mi presentarono quali "liberatori"... Ma altri mi furono presentati quali "liberatori": i piemontardi! ... e il senno di poi, e la verità che lievita per sbottare, esplodere e poi deflagrare, mi ha fatto cambiare opinione sui primi "liberatori" di casa mia....
Sono rimasta a meditare sui "secondi"  e ancora non sono arrivata a sentenza....
Ho giocato e riso con Jhon il marines, con Mustafà il marinaio, in epoche diverse della mia diversa nazionalità.
Ho amato, da madre, ambedue; l'uno figlio della "seconda liberazione", il secondo, figlio della storia antica che abbiamo condiviso per lungo tempo, prima che la mia Patria Signora dei Mari fosse relegata in continente, privata d'ogni sua spontaneità e ricchezza. E questo Signor Bin Laden, siamo sicuri che sia stato proprio lui ad attentare alla vita di tanti Jhon, Carola, Susan, Elizabeth...incontrate da me per caso, su una spiaggia di Licola o al Carney Park di Agnano, anni fa?...
E siamo poi sicuri che tutti i musulmani siano terroristi? Il mio amico Mustafà era un Angelo Buono.
E, i numeri, le lettere, la bussola, la poesia, la civiltà non le ho condivise, forse con i miei mediterranei arabi, Signori di civiltà
e Conoscenza? Non ammetterò mai che i mille ricordi ancestrali anneghino in bollicine di Coca-Cola o vengano sminuzzate, con senape e ketch-up in un piatto al fast-food...Scusatemi, fratelli Jhon, Elizabeth, Corinne......
Vi scrivo, a tutti due, fratelli arabi e fratelli americani, che avete condiviso con me infanzia ed adolescenza, lo stesso collegio....
Vi voglio bene. Ma sono in confusione mentale ed il mio cuore pulsa, come i vostri, al ritmo degli scoppi che uccidono in Afghanistan e in Palestina. Che hanno ucciso 8000 americani nelle Torri Gemelle. Se penso che tre quarti di quegli ottomila americani aveva sangue "terrone" come il mio, mi da di volta il cervello. Erano figli dei figli dei primi emigranti, defraudati dai nostri primi "liberatori".... e sono morti così, senza una bandiera tra le mani, in una confusione di identità e radici.
Non vi saranno bellissime Uri o Angeli a ricevere questi morti inconsapevoli nella Regione di Dio....
Non è stato un massacro di innocenti questo? Ed in che modo si vuole rendere giustizia alla morte di Jhon, di Elizabeth, di Corinne... ammazzando tanti altri innocenti Mustafà, Khaled, Mohammed, Fatima?....
Mi ricordo di te, Jhon, soldatino americano alla nato di Bagnoli: occhi verdi, pelle arrossata dal sole partenopeo e lentiggini bizzarre sulle guance. Ti piacque tanto la parmigiana di melanzane, l'avevo preparata per te, e mi offristi ridendo sulla spiaggia dell'Afsouth Beach di Licola una piramide di lattine vuote di birra; un castello di latta per la tua "reginetta" di quell'estate.....
Ricordo anche te, Khalil, per quella canzone che mi cantasti con gli occhi lucidi nella nebbia di Milano, quando ci ritrovammo a parlare di Mediterraneo e di Civiltà, di Poesia e di Vento di Mare, di Pescatori e di Navi, delle Mille e Una Notte e di una stella del Sud...
Come faccio, ora, a stabilire se stare con gli yankee o con i musulmani? Marina di Partenos. http://www.geocities.com/marina_salvadore