Ma non sarai mica geloso!
Tanti auguri
alle letterine di Passaparola
di Aldo
È curioso constatare quanto
siano cambiate le donne in questi ultimi anni. Personalmente credo
che questo secolo verrà ricordato per lo sviluppo esponenziale della scienza
e della tecnologia, ma per quanto concerne l’aspetto umanistico, forse passerà
ai posteri solo per l’emancipazione femminile, l’unica realtà dell’etica
moderna. E verranno ricordati anche i due grandi motori all’origine del
movimento femminista: Borghi e Pincus che non sono due filosofi ma semplicemente quello
che ha messo in tutte le case la lavatrice e l’altro che ha stroncato ogni
trepidazione di fine del mese, inventando la pillola anticoncezionale. Perché
le due invenzioni vanno di pari passo e nulla avrebbe potuto Pincus se
le donne non avessero avuto più tempo libero, e nemmeno Borghi sarebbe andato
più in là di tanto se tutto il tempo libero che dava la lavatrice si fosse
tramutato in un maggior numero di figli. Invece ecco che le donne, rimaste
legate al lavatoio per secoli, con l’unico passatempo riconosciuto e tollerato
che era il pettegolezzo delle lavandaie, scoprono che basta schiacciare
un bottone per essere libere di andare. Già, ma andare dove? Pincus
glie lo avrebbe detto di lì a poco. Dedicato a Lidia Ravera Quanto tempo
è passato! Mi ricordo ancora un otto marzo quando la incontrai che regalava
mimose che la gente non sapeva ancora cosa volesse dire, per ricordare
alcune operaie bruciate in una fabbrica che sembra non sia mai esistita.
Ma allora lei non lo sapeva. Portava i capelli cotonati e quando le
mettevo la mano tra la sottogonna e le mutandine, me la levava perché.
Certe cose non si fanno. La mamma le aveva detto che gli uomini. Volevano
solo quello e dato che non si sentiva. Una di quelle non solo non me la
dava, ma le faceva pure schifo prenderlo in mano. Un giorno partì
per andare in Inghilterra a studiare l’inglese senza nemmeno salutare.
Senza nemmeno scrivere. Finalmente tornò, un altro otto marzo, e aveva
buttato il reggiseno. Le gonne cortissime, i capezzoli duri a mostrarsi
sotto la camicetta tesa, e la sua rivendicazione e nominare senza eufemismi
il mio coso la sua cosa, e il sesso e il suo diritto, il desiderio di esercitare
il diritto del sesso. E abbiamo fatto l’amore la prima volta. Fumando le
dissi: Se sapevo che eri vergine avrei impiegato più tempo e lei: Se sapevo
che avevamo piu’ tempo mi sarei tolta i collant. Avevano inventato i collant! E
lei invece aveva buttato via come un brandello inutile, un valore scaduto, l’enfatica
membrana, la spia rivelatrice che di li’ era passato qualcun’ altro, che
prima sarebbe stata una vergogna scoprirlo ma che adesso esibiva come
una trasgressione: Ma non sarai mica geloso!. Perchè lei era sua e più innamorati
passavano per quella fessurina (cosi la chiamava) più brava si sentiva. E
la pillola che l’aveva liberata dal sesso/procreazione adesso non le bastava
più. Adesso voleva che fossero gli uomini a mettere il preservativo. Adesso!
E non prima, quando non c’era la pillola! Ma valla un pò a capire! Ora
voleva esercitare il sesso e basta: con me, con l’altro, perché adesso non
sono piu’ corna, ma sto facendo esperienza! Saltano le pietose bugie: Dove
sei stata ieri sera? A letto con un altro o con un ‘altra perché la sua emancipazione
fa, saltare le limitazioni e non è più l’amore o il sesso con l’altro,
o non necessariamente! Adesso è con gli altri, uno per volta
o più di uno oppure in gruppo o da sola perchè aveva cominciato a rivendicare
anche la sua masturbazione! E un altro otto marzo sparì e ricomparve
dopo un pò, figlia dei fiori, con le canne, la roba, lo sballo e a darsi
via per niente e le corse per tirarla fuori dalle situazioni più scabrose,
e le corse per tirarla fuori da quella merda. Quanto tempo è
passato! Quanti otto marzo! Adesso i sensi si sono sopiti e la posso
guardare, finalmente emancipata, più libera, meno ipocrita ma sempre la
stessa, col suo blazer sempre sgualcito e la crema da notte sulla faccia.
Con l’auto senza mai fare un goccio d’olio o riempire d’aria le gomme,
col lavoro che non la soddisfa, colma perché non facciamo un figlio, con
i suoi occhiali per vedere la televisione e il reggipetto che è tornato
a tener su ciò che non ne vuol più sapere. E il telefonino portatile, sempre
in borsa, con bollette da pagare che equivalgono ad una settimana a Santo
Domingo, ma sempre spento in casa, nel timore di chissà quale telefonata
imbarazzante. Perchè il tempo è cambiato ma lei è sempre rimasta quella
che era. Una stronza.
8 Marzo Tanti auguri alle Letterine
di Passaparola che tanto hanno fatto, insieme a una caterva di colleghe,
per cancellare questo giorno. E in parte ci sono riuscite.
Vincent Il Gelataio di Corfu' Aldo aldo@corfusoft.gr