Mortadella
& Miracolo a Radio Radicale
di
Fausto Cerulli, avvocato penalista
Sentivo per caso Radio Radicale,
collegata con l'aula del Tribunale di Milano; poi sento nominare Prodi e Amato e mi frego
le mani, non
nel senso che me le rubo. Vuoi vedere che finalmente diventiamo civili come gli
argentini che ogni tanto fanno
pure processi ad ex governanti; vuoi vedere che la legge è eguale per tutti, come sta
scritto sotto il crocifisso dietro le spalle
ai giudici?
Il mio sogno, e quello degli attenti ascoltatori, dura poco: Prodi e Amato
vengono ascoltati solo come testi: E comincia la danza dell'omaggio: non sono
testimoni che
testimoniano, sono Presidenti e Professori che si
sono degnati di entrare in tribunale per aiutare la giustizia; e gli avvocati
sembrano agnellini, si scusano in ginocchio prima di fare domande; la Boccassini sembra una Madonna della
Pace, anche perchè quei
testi sono i suoi. Il fantasma di Di Pietro
aleggia nell'aula, ma non ci azzecca più.
Prodi,
comunque, ci pensa da solo a incasinarsi: dice una cosa, poi dice il contrario,
non ricorda e poi ricorda che si ricorda;
non c'era, non conosceva nessuno, lui
stava mangiando un panino con la mortadella comperata alla SME.
Quando riesce ad autoincasinarsi alla grande, chiama in causa Darida. Amato, quando è il suo turno, non parla, tiene lezione:
e se la faccenda si complica, ha un Craxi nella manica; sembra un generale nazista a
Norimberga: io prendevo ordini da Craxi, domandatelo a lui. Tra un defunto e un
altro qua ci vuole una bella seduta spiritica, come ai tempi di Via Gradoli.
L'esperto c'è.
La cosa seria è che tutti fanno finta che
sia una cosa seria: la prescrizione incombe, Previti e
Berlusconi mandano il pallone
tra la gente per guadagnare tempo.
Tutte balle: faccio due conti: il primo grado del processo finirà nel
duemilacinquanta
dopo Cristo, poi
ci sarà l'appello, e tre o quattro ricorsi in cassazione. Alla fine la sentenza
stabilirà che non si può procedere:
per morte, Dio
non voglia, degli imputati: e nel caso migliore per morte della giustizia.
Eppure le galere sono piene.
Ma chi ci sta, i
marziani?