Non
ci vogliono dire niente, della questione Mitrhokin
di Fausto Cerulli
Che stiano zitti i compagni
con la scusa che in compagnia prende moglie anche un prete, non desta meraviglia.
Quello che manda cattivo odore è il fatto che anche chi è andato
al governo giocando pure sull'affare Mitrokin,
non spinga il
grilletto del mitrha mitrhokin. Va bene, oggi veniamo a sapere
che hanno fatto una commissione d'inchiesta, ma spiegatemi perchè nessuno
aveva pensato a farlo sapere al popolo italiano: invece se lo dicono tra
loro, nel corridoio che sarà dei passi perduti, ma sono passi che paghiamo
tutti, e li paghiamo salati. Pare che l'andazzo sia sempre quello; da una
parte il Potere, dall'altra gli impotenti che votano (per fortuna sempre
meno) e che pagano le tasse (per disgrazia sempre di più): quelli del potere
giocano con Mitrhokin, come kanno giocato con tutti gli scandali da un secolo
a questa parte. Io nascondo uno scandalo a te, tu nascondi uno scandalo
a me. Gli scheletri hanno da stare nell'armadio: si tirano fuori solo nelle
grandi occasioni, tipo lo scannatoio elettorale. Dopo servono solo come
merce di scambio, che ci vuole il convertitore come per l'euro.
Provo a dare una chiave di lettura: si scopre che il ministro Scotti del
fintamente defunto partito demo e cristiano, sapeva tutto; e
che Taviani, addirittura, aveva scritto un romanzo sui cappagibbini nostrani,
travestiti da giorrnalisti o da ambasciatori.
Ma i democristiani di potere, si tennero la notizia nel cassetto: un'arma
di riserva, hai visto mai. Adesso i governanti sono cambiati, ma l'Italia
rimane quella dei tempi del Guicciardini buon'anima: dove la politica è
l'arte del ricatto incrociato: del veleno che prima te lo dico, così prendi
l'antidoto e dopo mi ricambi il favore. Ma adesso sappiamo qualche nome:
la commissione sarà presieduta da un ex socialista, socialista di nuovo.
Fabrizio Cicchitto. Lui sì che di commissioni se ne intende, da quando fu
commissionato per via che dicevano era nella P2. Poi la P2 è scomparsa,
con tutta la Commissione.
Fabrìzio, stavolta tocca
a te.
E se tutti vorranno giocare
a nascondino, qualcuno veglierà: perchè non vada
a finire a tana libera tutti.
Chi ha
paura dell'affaire Mitrokhin?
di Fausto Cerulli
La mitragliatrice silenziata.
Chi ha paura dell'affaire
Mitrokhin? Sembrerebbe che ne abbiano paura sia i governanti che gli
opponenti. E provo a spiegarmi: il parlamento ha cominciato a dire sì
alla commissione d'inchiesta, ed ha spaccato l'opposizione. La sinistra impicciata con il kgb ha votato
contro la commissione, la mezza sinistra margherita-verdi, impicciata in
altre forniture, ha invece detto sì. Una faccenda parlamentare come questa avrebbe
in altri tempi spopolato, il Cavaliere avrebbe gridato vittoria, la sinistra che ci resta avrebbe urlato al complotto reazionario.
Invece, a parte due o tre articoletti brevi
brevi, sulla vicenda è calato il silenzio. Ora, sempre per il principio del
cui prodest, posso capire che Bertinotti, Cossutta ed i diessini superstiti stiano cercando
di minimizzare; i panni sporchi si lavano in famiglia e
in parlamento funziona una lavanderia a h. 24.
Ma a primo acchitto non ho capito l'atteggiamento
dei vincitori: non credo che abbiano scelto di non maramaldeggiare, non credo
che abbiano deciso un natalizio buonismo.
Sento puzza d'inciucio, e dove c'è l'incucio, regna il centro: che essendo
centro porta il bene e il male della destra e della sinistra. Se si comincia
ad inchiestare sullo spionaggio, prima o poi si trova un mitrokhin made in Usa o in Vaticano: e vengono fuori i nomi
che già sappiamo, ma dobbiamo far finta di ignorare: bustarelle dall'ambasciata
Usa, bustarelle ovviamente democratiche, ma sempre bustarelle. Sempre soldi
che invece di stare in banca viaggiano in valigie a doppio fondo, insieme al
cambio della biancheria. Così stando le cose, o così stando i miei sospetti,
provo a spiegare il silenzio dei vincitori e quello dei
vinti; un silenzio che come il solito vale solo per il popolo qualunque: mentre
i non qualunque chiacchierano di brutto, si mandano emissari, si spartiscono
commissari e via inciuciando.
Al Cavaliere gli è sfuggita una frase che non sai
se è una minaccia o una carota; ha detto che presidente della commissione Mitrokhin sarà Paolo Guzzanti:
vuoi vedere che il gagliardo principe della penna, oggi in forza di Forza Italia, ha chiesto l'esclusiva giornalistica sull'affaire?
Non sarebbe una scorrettezza. Che cosa, in questa Italia, è scorrettezza?